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Ritorno a via Teulada

di pino scaccia | 6 Dicembre, 2011

“La vita in diretta” (Raiuno): il link per rivedere la puntata (di Ylenia si parla a partire da 1h e 51″) Altre foto I filmati sulla scomparsa di Ylenia Carrisi

Mi ha fatto uno strano effetto tornare  a via Teulada. Intanto perchè quello è stato il mio primo ufficio dopo essere sbarcato al Tg1, tanti anni fa. Partito dalla provincia marchigiana, dov’ero emigrato in cerca di un contratto, era un sogno che si avverava. E poi entrando in studio, nonostante la grande affabilità di Mara Venier, non ho potuto evitare di pensare al mio amico Sposini e a quanto sia strana, e imprevedibile, la vita.


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Battisti e Gheddafi

di pino scaccia | 3 Novembre, 2011

In questi (quasi) cinque mesi fuori del Tg1 si sono concluse due vicende che avevo vissuto molto da vicino. Battisti è uscito dal carcere e Gheddafi è stato ucciso. Dopo una vita vissuta di fatto dentro la notizia devo ammettere che un pò mi scoccia. Non avere cioè raccontato la fine di due storie che mi hanno accompagnato e in qualche maniera segnato. Parlo naturalmente della televisione, perchè ormai il web permette di non interrompere mai il filo e ne ho comunque dato conto sul blog. Ci manca solo che, dopo l’appello della madre, ritrovano Ylenia e poi mi faccio frate. Mi piace adesso tornare qui: grazie agli amici del Tg1  la “Torre di Babele” è ancora attiva e mi ritrovo un pò a casa. Approfitto per segnalare a qualche amico dispettoso che sto lontanissimo dalle panchine perchè l’etichetta di “senior” proprio non me la sento addosso. Continuo a lavorare con la famiglia Rai attraverso il libro “Lettere dal Don” e giro letteralmente l’Italia con un altro libro sulla Libia, “Shabab”. Sui social network (non ci facciamo mancare niente: Facebook, Twitter, Netlog, Google+) continuo a mantenere un contatto affettuoso con gli amici e sono aggiornatissimo. Perchè da certi posti non si esce mai, come diceva il generale Custer. O era Toro Seduto? Vabbè insomma ciao: ci sono sempre.

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di pino scaccia | 12 Agosto, 2011

Adesso seguimi qui

Per chi cerca ancora i dispersi in Russia

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La verità di Enrico Nicoletti

di pino scaccia | 8 Luglio, 2011

Torna in manette Enrico Nicoletti, 74 anni, presunto ex cassiere della Banda della Magliana. A suo carico l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di millantato credito, truffa, usura, falso, riciclaggio e ricettazione. Nicoletti è stato arrestato stamattina a Roma. La settimana scorsa la divisione anticrimine aveva eseguito un sequestro preventivo di beni per un valore di 2 milioni e mezzo di euro. Secondo gli investigatori, Nicoletti era a capo di un sodalizio criminoso che, attraverso il millantato credito, truffava ignare vittime interessate all’acquisto di beni immobili, oggetto di aste giudiziarie. Proprio a lui erano destinati i proventi dell’attività illecita, poi reinvestiti in attività commerciali e beni immobili.

Ho incontrato Enrico Nicoletti, poco più di un anno fa, nell’aprile del 2010. “Sono stato forse il re di Roma, ma non certo un criminale. Tutte sceneggiate mediatiche”, mi ha detto. Da ricchissimo a pensionato. Nella sua casa di Torre Gaia parla di Andreotti, del Vaticano, delle tangenti, di Emanuela Orlandi, del sequestro Moro e del suo rapporto con il boss De Pedis. L’intervista a Tv7

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Vent’anni in prima linea

di pino scaccia | 18 Giugno, 2011

SPECIALE TG1 IL DOCUMENTARIO  “Vita da inviato” di Pino Scaccia –  in onda domenica 19 giugno 2011, ore 23,30 RaiUno

Il mestiere del testimone è sempre più difficile e pericoloso: un centinaio di reporter muoiono ogni anno nel mondo soltanto per fare il loro lavoro. Ma la storia non potrebbe essere scritta senza i loro racconti. “Vita da inviato” ricostruisce gli eventi seguiti da Pino Scaccia negli ultimi vent’anni, dal 1991 al 2011, dalla prima guerra del Golfo fino all’ultimo conflitto in Libia, ancora in corso. E’ il diario in prima linea di un cronista del Tg1, ma non si tratta di ricordi personali: il privilegio di seguire da vicino tutti gli eventi che si sono succeduti in questo periodo, sia in Italia che all’estero, gli ha permesso di fare il punto sul ventennio che ha cambiato il mondo. Lo Speciale di Scaccia e’ segnato da due spartiacque: i primi dieci anni, con la disgregazione dell’impero sovietico e della Jugoslavia, il secondo decennio, dal 2001 con l’attentato alle Torri Gemelle di New York e la lotta al terrorismo. “Vita da inviato” non è soltanto una storia delle guerre. Presenta anche curiosità, eventi meno dirompenti ma altrettanto significativi e l’incontro con grandi personaggi.  Per rivedere lo Speciale Tg1 “Vita da inviato”

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Torno subito

di pino scaccia | 17 Maggio, 2011

Allora. Ci ho pensato molto in questi giorni, ma non so da dove cominciare. Potrei divagare facilmente affidandomi al volo libero di un gabbiano (affacciatevi di sotto). Lo inseguivo da tempo e non può essere casuale che l’abbia incontrato proprio oggi da vicino e che finalmente mi abbia regalato una piroetta, a questo punto storica: e sto per spiegare perchè. Ho inseguito per una vita gabbiani in tutto il mondo, fino a Bengasi, l’ultima frontiera conosciuta. Già, ci siamo. Il fatto è che stanotte mi “smagnetizzano” come mi sfotte un amico…  Insomma il 17 maggio 2011 per me è il fine corsa. E quel gabbiano che vola sopra Saxa dev’essere segno del destino. Dipende dalle interpretazioni: posso essere io che saluto oppure che resto a controllare dall’alto la “mia” Rai.  Quanti giorni sono trentadue anni? E quante ore? Sicuramente un’infinità. Trentadue anni, quasi tutti al Tg1, passati attraverso grandi cambiamenti del mondo che ho avuto il privilegio di seguire da testimone diretto e di raccontarli, un pò come stare dentro la Storia e questo mi sembra ancora un sogno. Ho cambiato tredici direttori (diciotto, se contiamo le “repliche”), di ogni colore carattere e predisposizione professionale, e ho l’orgoglio di averli alla fine conquistati tutti. Se posso lasciare un piccolissimo testimone ai giovani è tutto in questa lezione: il lavoro, quello duro senza scorciatoie, poi alla fine è quello che paga realmente. Non mi sono fatto mancare niente: sono passato dalla pellicola al digitale attraverso tutto il percorso dell’elettronica. Mi sono tolto ogni sfizio: conduzione, telecronache, “line” ma soprattutto inviato, felicemente prigioniero di un ruolo esaltante per chi come me da ragazzo sognava di scrivere e viaggiare.  Non vivo di ricordi, e comunque qualcosa è riassunta in un vecchio post. Diciamo che comincia una nuova vita e in qualche maniera è un ritorno al passato poichè mi sono rimesso a scrivere libri: uno è appena uscito per la casa editrice di famiglia (Rai Eri), un altro sta per uscire sulla Libia. Il piacere della parola lo sviluppo ormai da anni anche qui, sul web. E’ la fantastica realtà attuale che permette di non troncare un rapporto, ma di mantenerlo finchè … si ha inchiostro nel calamaio. Per questo, vi chiedo di seguirmi nella prosecuzione di questo blog: la nuova Torre di Babele che sta all’indirizzo linkato. Anche i commenti a questo post lasciateli là che da domani sarà la mia nuova casa. Lascio tanti amici al Tg1 (e alla Rai) e anche qualche nemico. Li saluto tutti, senza far nomi perchè sono troppi, soprattutto gli amici. Dagli ultimi compagni di banco, quelli della redazione Speciali, ho ricevuto un regalo stratosferico che spero di meritare: un documentario sui miei vent’anni da inviato di frontiera (andrà in onda quest’estate). Vuol dire che forse qualcosa ho combinato. Sulla porta della mia stanza ho lasciato il cartello “Torno subito“. Mi sono affrettato a chiarire: non è una minaccia. (Avete notato che sono riuscito ad evitare la parola pensione?)

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Un gabbiano sopra Saxa

di pino scaccia | 16 Maggio, 2011

Lo inseguivo da un pò di tempo, finalmente oggi l’ho beccato. Un gabbiano sopra Saxa Rubra, sarebbe meglio dire: dentro. Perchè il gabbiano vive nel centro Rai, ha il suo rifugio vicino alla palazzina D dove torna sempre alla fine delle evoluzioni. Chissà cosa pensa di …quelli che lavorano di sotto. Certo, potrebbe raccontarne delle belle.

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Finchè c’è inchiostro, c’è speranza

di pino scaccia | 15 Maggio, 2011

So perfettamente, giuro, che non si inizia mai con il gerundio, ma mi viene spontaneo cominciare così.  Mettendo insieme parole su parole, ho appena concluso anche quello che dovrebbe intitolarsi “Shabab”. Un instant-book sulla rivolta in Libia vista da vicino. Lo ammetto, sto esagerando ma ho imparato da tempo che l’energia, quando c’è, va sfruttata (perchè poi magari capita che non c’è). Due libri praticamente contemporanei che dovrò gestire di fatto insieme nella necessaria promozione (con conseguente giro d’Italia). Alle soglie di un compleanno importante, un autentico spartiacque che atterrisce molti, ho infiniti altri progetti, a cominciare naturalmente dai blog che voglio rilanciare come “La Torre di Babele” nuova versione, o migliorare, come “Lettere dal Don”. Chiuso un documentario sulla vita da inviato, ci sono altre idee per ora soltanto in testa o appena accennate per cui meglio non parlarne. Sicuramente il calamaio è ancora pieno di inchiostro.

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Mettere insieme parole

di pino scaccia | 15 Maggio, 2011

Torino – Hai voglia ad andare per fiere, se scrivi un libro presentarlo a Torino è come per un attore partecipare alla serata degli Oscar. Parlare a due passi da Dario Fo, senza citare tutti i grandi autori che ho incontrato fra gli stand sommersi dalla folla, ti fa sentire in serie A. Poi ci sono gli altri che parlano di te, e ne parlano benissimo (imbarazzante…esaltante). Lo spazio che ti hanno dedicato strapieno, nonostante la marea di alternative, anche di alto livello. Gli amici che sono venuti a trovarti fisicamente dopo anni di frequentazioni virtuali, magari facendo molti chilometri. E poi la sorpresa dell’ultimo cappellano militare, don Italo, che a quattro mesi dai 99 anni (avete letto bene) viene lì e si mette in prima fila a sentirti. Stai per uscire e trovi gente che già compra il libro e comincia a leggerlo. Mettere insieme parole è molto bello. Farle arrivare agli altri è una grande fortuna. Sono stanco, ma ne valeva la pena.

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“Lettere dal Don” presentazione a Torino

di pino scaccia | 12 Maggio, 2011

(…) Esattamente vent’anni dopo ho deciso di tornare. Sia nei sotterranei che nelle campagne, per vedere cos’è cambiato. La prima operazione, negli archivi, stavolta è risultata quasi proibitiva perché dopo l’ubriacatura immediatamente post-comunista è tornata in maniera forte l’abitudine sovietica di soffocare la libertà d’informazione. Più facile, e assai redditizio, il viaggio nella valle del Don, dove il cambiamento sociale è stato clamoroso, e dove la ricerca dei dispersi in guerra continua con immutata emozione. E forse, più di allora, è stato facile raccogliere storie dirette. Molti testimoni sono ancora vivi. Ma bisogna sbrigarsi, non c’è più molto tempo: i loro racconti presto saranno gli ultimi. Presentazione salone del libro di Torino  Il blog   Il reportage a Tv7  Presentazione sabato 14 (ore 15) padiglione 3 - spazio Rai.

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