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Ricordi Nassiryia?
By pino scaccia | Maggio 16, 2008
All’inizio Nassiryia era addirittura un posto rassicurante. Le precauzioni che assumevamo a Baghdad, ogni volta che scendevamo al sud erano messe da parte. Giravamo per mercati, tranquilli, anche la notte. Dormivamo in albergo, proprio davanti all’Eufrate e ci sentivamo al sicuro. Fino alla strage. Forse quello stesso clima rilassato aveva coinvolto i nostri militari. Sapevamo tutti di una sorta di accordo con i capitribù locali. Probabilmente arrivò uno da fuori a spezzare la pace. Si è fatto subito un nome preciso, quello dell’ambiziosissimo Moqtada al Sadr che ha sempre selvaggiamente mirato ad alzare il prezzo ed entrare nella grande torta. Tornando, l’anno dopo, trovammo un altro accordo, più visibile e rispettato: i ponti segnavano una sorta di confine. I militari da una parte, accostati alla base di Tallil, gli iracheni dall’altra. Insomma, controllo finto, città inibita agli stranieri, non solo in divisa (ne sa qualcosa Micah Garen). Peccato. Tornando a Nassiryia non potevamo più incontrare bambini gioiosi e uomini sereni, cenare lungo il fiume, ma vederla solo da lontano, rinchiusi dentro il campo. Avevo assistito al sopralluogo, sono stato presente anche quando quel terreno è stato abbandonato, l’altro dicembre. Adesso che gli iracheni al sud sono tornati soli, al Sadr ha preso il controllo totale della città. Nassiryia torna a essere un punto del conflitto decentrato geograficamente ma centrale politicamente, dopo essere stato l’unico baluardo (sunnita) all’avanzata americana: per superare quei ponti ci vollero due settimane e tanti morti. Sono passati cinque anni e siamo tornati al punto di partenza, anzi peggio. Poi dicono che non è stata una guerra inutile, oltre che dolorosa. Cartoline da Nassiryia
Topics: iraq |
Maggio 26th, 2008 alle 17:03
l’Italia è andata in Iraq quale partecipe di un’alleanza militare e si è trovata lì in missione di guerra e non certo di pace o umanitaria sotto l’egida dell’Onu.
Di questo carattere ne ha preso atto, tra l’altro, anche il Governo precedente procedendo al ritiro dal paese mediorientale delle nostre truppe, evidentemente impegnate in maniera non conforme all’articolo 11 della nostra Costituzione.
Anche l’opinione pubblica ed i media degli Stati Uniti, hanno capito che quella guerra voluta da George Bush era sbagliata, ingiustificata e illegittima.
Ritengo sarebbe più opportuno, proprio per salvare la dignità e la vita dei militari italiani, di attivarsi per favorire la pace in tutte le sedi, aiutare tutte le vittime innocenti delle guerre e contrastare in modo intelligente e con nuovi strumenti tutte le forme di terrorismo.