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La guerra del lavoro

By pino scaccia | Maggio 26, 2008

Due, anche oggi. E due feriti gravi. E’ il bollettino di guerra delle vittime del lavoro. Le chiamano le “morti bianche” come se mancasse il colore del sangue. E invece il sangue c’è.  Un operaio oggi è morto ad Assisi cadendo da un’impalcatura colpita da una gru in movimento, a Bolzano un agricoltore è stato schiacciato dal trattore. E’ in prognosi riservata un altro operaio a Fano intrappolato sotto una punzonatrice, a Gorizia un operaio ha perso entrambe le dita mentre utilizzava una fresa. Dice: una giornata sfortunata. No, è addirittura sotto la media poichè ci sono almeno tre morti bianche al giorno. Le cifre sono impressionanti: dall’inizio dell’anno ci sono già stati 429 morti, 423.163 infortuni, più di diecimila gli invalidi. Un’autentica strage contro cui, il primo maggio, ha gridato forte anche il presidente Napolitano. I familiari chiedono giustizia.  La lettera.

“Mio fratello e’ una vittima della strage di Campello sul Clitunno. Il nostro  cuore  (il mio e quello di  sua moglie)  è pieno di rabbia  e  i nostri  giorni  li passiamo  a chiederci il perchè di tutto  ciò. La moglie  si reca tutti giorni al cimitero e la sua  vita è diventata  impossibile affrontando  ogni giorno di tutto e di più. Tutti  noi  abbiamo smesso di credere alla giustizia e pensiamo che forse la giustizia non ci sarà mai. Ma questa tragedie non devono essere mai dimenticate,  l’italia deve sapere che  dietro  ai politici e alle tasse  ci  sono persone  che ingiustamente soffrono e vengono lasciate sole a sofferenze atroci e a tragedie e sembra che nessuno  faccia niente per farle cessare. Il nostro dolore è grandissimo e spero  di fare qualcosa  per cessare  questa  tragedia delle morti  bianche che fanno vittime  più di una guerra e  colpiscono  dietro l’angolo, quando meno te lo aspetti … e poi  avanti un altro”.  Lorena Coletti

Lorena Coletti, sorella di Giuseppe Coletti (uno dei quattro operai morti carbonizzati nell’esplosione dell’oleificio Umbria Olii di Campello sul Clitunno il 25 novembre 2006), mi ha inviato alcune foto della Umbria Olii, scattate il 25 novembre 2007, a un anno dalla commemorazione di questa strage sul lavoro. C’è stato l’inferno in quella fabbrica li. Dio solo sa quanto hanno patito quei poveri quattro operai. Quella parte di fabbrica è ovviamente chiusa, mentre nell’altra parte si continua a lavorare. PER NON DIMENTICARE.  Marco Bazzoni rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

Topics: lavoro | 14 Comments »

14 risposte per “La guerra del lavoro”

  1. franca scrive:
    Maggio 27th, 2008 alle 04:40

    La Morte
    La morte è morte/ Il suo colore è sempe nero/ La morte è bianca/ per poveri operai/ Solo i padroni sono neri,/ e non si rendono conto/ che stanno bagnando/ la terra di rosso/ I figli soffrono/ le mogli in silenzio piangono/ La morte non ha colpa/ raccoglie solo/ poveri corpi bianchi/franca bassi

  2. homo sapiens scrive:
    Maggio 27th, 2008 alle 06:15

    Ma non ti bastavano i tuoi 17 blog???
    Comunque auguri per il tuo 18esimo!
    homo sapiens
    p.s. me lo spieghi perché come prima notizia nel sito del TG1 abbiamo sempre quello che dice la CEI?

  3. stefania scrive:
    Maggio 27th, 2008 alle 09:03

    questo è il mio commento

  4. ciccio giovanni scrive:
    Maggio 27th, 2008 alle 11:07

    Come è possibile che un paese che non riesce a smaltire i rifiuti solidi urbani pensi di costruire le centrali nucleari?Siamo più pericolosi noi italiani o gli iraniani?

  5. Pino Scaccia scrive:
    Maggio 27th, 2008 alle 11:29

    Per Homo Sapiens: perchè quella era la notizia, come vedi adesso è aggiornata con le vicende giudiziarie. Il problema dei rifiuti a Napoli resta centrale.

  6. Padre Brown scrive:
    Maggio 27th, 2008 alle 11:41

    Ciccio Giovanni, bisogna smaltire i riifuti a Napoli (e non è un paese che non riesce, ma uno stato che non vince) e costruire centrali atomiche. O vogliamo rimanere ancora ancorati a 40anni fa e lo spettro di Chernobyl? Andiamo avanti, per favore. PS: 17blogs??… io ero a due (con questo) e un sito…. :-)

  7. franca bassi scrive:
    Maggio 27th, 2008 alle 12:44

    Dove ti giri, c’è guerra. Si combatte per il petrolio, per l’egemonia, per la fame, per l’acqua, per la monnezza, contro le mafie varie, ecc.. Sui libri di storia, si studiano le vecchie guerre. Dove c’è guerra, c’è morte, c’è povertà, c’è degrado, c’è delinquenza, c’è sfruttamento, ecc..Sono tutti anelli della stessa catena. Finchè l’ uomo guerrafondaio, non smette di giocare alla guerra, non si terminerà, di scrivere libri di storia e di morte. Verranno altre generazioni, e studieranno la nostra epoca. Finchè l’uomo, continuerà a fare altre guerre, a distuggere, per poi ricostruire, la catena non s’ interromperà mai, non ci sarà nessun rimedio. Questo l’uomo semina e questo l’uomo raccoglie.

  8. Pino Scaccia scrive:
    Maggio 27th, 2008 alle 18:56

    Altri due operai morti oggi: in provincia di Bari e a Ragusa.

  9. latorredibabele scrive:
    Maggio 28th, 2008 alle 17:22

    Un operario è morto oggi a Udine, risucchiato dagli ingranaggi di un macchinario utilizzato per l’estrazione della ghiaia.

  10. NyFrigg scrive:
    Maggio 28th, 2008 alle 20:28

    @PadreBrown: le centrali nucleari sono un’idea vecchia, non lo spettro di Cernobyl (quello è più moderno che mai, e Pino ne sa qualcosa!). L’energia da usare è quella pulita, ad esempio quella del sole. Mi spiace ammettere (perché mi sta antipatica) che la Presidente della Regione Piemonte ha ragione nel promuovere le energie alternative, che sono il futuro, e non la vecchia, e affatto sicura, energia nucleare.

  11. latorredibabele scrive:
    Maggio 29th, 2008 alle 20:47

    Ancora una giornata tragica sui posti di lavoro, una giornata che si chiude con il bilancio di cinque morti (ad Ancona, Bergamo, Sanremo, Vicenza, e in Trentino) e diversi feriti. La strage continua.

  12. marco bazzoni scrive:
    Giugno 1st, 2008 alle 20:35

    Ho trovato un video su youtube.
    Lavorano in condizioni allucinanti: YouTube

    Queste cose vanno denunciate sempre. Io mi domando: come fa il sindaco di Bologna Sergio Cofferati a non vedere queste cose che accadono proprio di fronte ai suoi uffici?

  13. La guerra del lavoro/2 « La Torre di Babele scrive:
    Giugno 3rd, 2010 alle 23:33

    [...] settimana fa esatta, nel giro di poche ore,  sono morti cinque lavoratori. Quando questi poveri muoiono, spesso non se ne conosce neanche il nome, come fossero solo dei [...]

  14. Muoiono quattro operai. E l’azienda chiede pure i danni « La Torre di Babele scrive:
    Giugno 8th, 2010 alle 17:53

    [...] la tragedia del lavoro (fra le tante) di Campello sul Clitunno? Quattro operai morti carbonizzati. Tra pochi giorni, l’11 luglio, ci sarà il processo per [...]

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