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Viaggio nell’apocalisse
By pino scaccia | Giugno 4, 2008
Il timore di un’altra Chernobyl scuote per qualche ora tutta l’Europa. Nel pomeriggio la Commissione europea lancia l’allerta in tutto il territorio dell’Unione per un incidente verificatosi in una centrale nucleare in Slovenia. Poco dopo arrivano le rassicurazioni della società che gestisce l’impianto e quelle di Bruxelles. E in tarda serata l’esecutivo comunitario conferma che “l’allarme è rientrato”. L’incidente è avvenuto nella centrale di Krsko, a 130 chilometri in linea d’aria da Trieste. La situazione è ora sotto controllo: fonti della Nek, la società che gestisce la centrale, assicurano che non c’è stata alcuna fuga radioattiva nell’ambiente.
Sono stato tre volte a Chernobyl: la prima volta nel 1991, a soli quattro anni dal disastro. Ho visto la morte del pianeta, gli alberi bianchi, tutto sotterrato, immagini da day-after con quella ruota del luna park ferma come un monumento funebre alla prima era nucleare. Sono tornato poi per il decennale e poi, l’ultima volta, due anni fa per il ventennale. Ho trovato ancora vecchi che non si muovono dalle proprie case nella campagna irrimediabilmente contaminata e aspettano solo di morire. Ho visto tronchi di bambini, animali e alberi impazziti dalle mutazioni genetiche. Il sarcofago decrepito e gonfio di radioattività. E non è finita: il cuore atomico è ancora attivo. L’incubo resta. Dentro la centrale
(…) Nove milioni di persone, un’area contaminata di oltre 150 mila chilometri quadrati. Decine di migliaia di morti e chissà ancora quanti dovranno morire.(…) Ecco il sarcofago di Chernobyl. Entriamo nella centrale. E’ ufficialmente chiusa dal 2000 ma di fatto è ancora funzionante. Non produce più energia, ma non è spenta. Molti operai stanno lavorando alla disattivazione dei reattori uno e due. Un impegno difficile e soprattutto lungo.“Lavoriamo sette ore al giorno per un massimo di ventidue giorni consecutivi. Andare oltre questa soglia ci costerebbe la vita.” Nessuno lo ammette, ma ci vorrà almeno un secolo prima di scongiurare definitivamente il pericolo. Certo non si azzarda in previsioni Irina Kovlich, portavoce della centrale. “Non possiamo prevedere quanto ancora ci vorrà. L’aspetto più complicato riguarda lo smaltimento delle scorie. In sostanza, non è stato spento l’interruttore, alcuni sistemi sono ancora funzionanti. Ma non è così facile come spegnere la luce. Il mostro non ci permetterebbe altri errori”. Vivere a Chernobyl. Tra la vita e soprattutto la morte. Ritorno all’inferno Foto
Topics: reportage |
Giugno 5th, 2008 alle 00:14
Un amico di Trieste che anche tu conosci (era il direttore sanitario al Borgo quando eravamo giù) a cui ho telefonato la notizia mentre andava in onda la notizia al Tg1. Mi diceva che quella centrale è gemella di quella di Chernobyl, …che dire mi è venuto un brivido alla schiena 130 km sono un nulla. Ci abbiamo scherzato su, e ora incrociamo le dita.
Comunque speriamo che questa volta il film sia diverso.
Poi passata la paura, il primo che mi riparla di nucleare in Italia ‘me lo magno’
Giugno 5th, 2008 alle 05:11
Si parla sempre troppo di centrali della x o y generazione e sempre troppo poco di sfruttamento dell’energia naturale, solare, eolica, eccetera.
Giugno 5th, 2008 alle 07:53
Magritte, inizia a mangiare……… oggi ricomincerà il penoso spettacolo politico del “adesso è tutto diverso” e “non c’è altra soluzione”
Giugno 5th, 2008 alle 11:22
Purtroppo la centrale nucleare è un rischio, se non è eseguita a regola d’arte. Sono però convinta che sia necessaria (ci sono molte centrali che funzionano perfettamente ed i rischi sono quasi inesistenti). Sono pure convinta che dobbiamo vedere anche oltre, in tutte le direzioni per lo sfruttamento dell’energia. Dobbiamo convincere i nostri politici ai finanziamenti, affinchè si possano studiare tutte le opportunità e non soltanto quella delle centrali. nucleari. Cordiali saluti Ave Massenz.
Giugno 5th, 2008 alle 14:08
Gentile Ave, il fatto è che la Centrale viene costruita dagli uomini e poiché fin ero glabro e con i capelli scuri scuri, ho visto ripetersi nelle calamità e nei disastri le incapacità e le amplificazioni al danno prodotte dagli uomini, non mi fido, anche perchè ad una fuga radioattiva importante non c’è altra via che scappare, ma scappare velocemente e veramente lontano abbandonando tutto e pregare il proprio Dio che le radiazione non ci accoppino dopo mesi. Guardi gentile Ave, preferisco altre soluzioni, compreso il pedalare per accumulare energie nelle dinamo :o)
Giugno 6th, 2008 alle 09:06
Mentre concordo con Magritte60 nella contrarietà al nucleare, dissento dall’affermazione secondo cui la centrale slovena in avaria sarebbe gemella di quella di Chernobyl.
La centrale di Krsko è in realtà costruita con tecnologia Westinghouse, cioè statunitense.
Giugno 6th, 2008 alle 09:09
Vero.
Giugno 6th, 2008 alle 09:12
sarò sincero… il nuclerare in se non è il problema maggiore…
a mio avviso ciò che dovrebbe (ma non fa) spaventare sono le scorie radioattive, “vive” per migliaia di anni, le quali devono essere “depositate” in appositi siti di stoccaggio….
e se fra 80 anni ci sarà un terremoto?
in qualunque caso io la mia scelta l’ho fatta!
ho comprato una bicicletta per girare in città (basta automobile) e carico il cellulare e l’pod con solio… http://www.solio.com
l’ultima cosa… grazier davvero Pino per i tuoi 2 articoli su Chernobyl e per il lavoro che fai, giorno dopo giorno, post dopo post
Giugno 7th, 2008 alle 23:28
Bene, io ho riportato ciò che mi ha detto a caldo chi vi abita a 130 Km e apprendeva da me e non dalla sua prefettura (curioso no?) dello stato di allarme. Poi sul fatto delle tecnologia USA o CCCP , quello interesa i tecnici, io mi devo invece occupare degli omini che diventano verdi e la notte si illuminano da soli. Il che è come dire che se uno è stato investito da un trattore IVECO, carico di incudini, da uno SCANIA carico di incudini, la differenza di chi la fabbricato non importa a chi è stato travolto dall’autotreno e da me che lo devo tirare fuori :o)