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I viaggi della disperazione

By pino scaccia | giugno 15, 2008

Forse sono partiti dalla Libia quando io stavo lì. Sulla strada per Leptismagna c’è una parte di costa adattissima a imbarcare clandestini. Somali, anche stavolta. Sei sono naufragati davanti a Malta, forse ci sono come al solito bambini. Altri ventotto sono stati salvati da un motopeschereccio italiano e portati a Lampedusa. Un’altra tragedia consumata in quello che ormai chiamano il cimitero del Mediterraneo. Il cerchio, a livello personale, si chiude. Somalia – Libia – Malta – Lampedusa: ho fatto il loro giro ricostruendo la via della disperazione, qualcuno la chiama della speranza. Questi poveri disgraziati sono vittime di tutti perchè tutti girano la testa dall’altra parte.  Ho visto le loro facce felici quando lasciano Mogadiscio, in pullman, sapendo di attraversare un deserto micidiale, ho raccolto le storie delle famiglie che restano ad aspettare. E poi l’indifferenza di chi li accoglie nei vari passaggi, fino all’arrivo sulle coste italiane, quei pochi che arrivano. E c’è chi vorrebbe prenderli a cannonate. Malta, l’ultimo approdo

Purtroppo sono sempre i fatti, in questo caso le tragedie, a confermare le traiettorie. La notizia è venuta fuori oggi ma una settimana fa c’è stata un’altra strage del mare: quasi 150 disperati annegati davanti le coste libiche. Erano partiti dal porto di Zuwarah, cinquanta chilometri da Tripoli. Sulla solita carretta, un terno a lotto con la vita.

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Topics: inquestomondodisquali, libia, reportage, somalia | 18 Comments »

18 risposte per “I viaggi della disperazione”

  1. fuoridelcoro scrive:
    giugno 16th, 2008 alle 00:01

    come si fa solo a pensare di sparare a donne e bambini? inaudito! e comunque non sarebbe la soluzione, come hai scritto qualche giorno fa è un autentico “movimento” che si muove, si può solo gestire questa grande fuga dalla fame e dalle guerre, impossibile fermarla

  2. franca bassi scrive:
    giugno 16th, 2008 alle 00:25

    La disperazione la fame, anche se sanno di rischiare partono per evitare una morte sicura.

  3. meri scrive:
    giugno 16th, 2008 alle 16:13

    Mi viene in mente che queste persone vengono considerate dal nostro paese un “potenziale pericolo”, anche quando cercano di entrare regolarmente con semplice domanda di visto, ed invece spesso sono proprio loro gli obiettivi dei pericoli nei loro paesi d’origine, proprio perchè combattono le ingiustizie, lottano per un cambiamento. Alla fine, costretti dalla nostra indifferenza e dal nostro rifiuto, affrontano anche la morte per fuggire e cercare una speranza, un aiuto qui, foss’anche da clandestini.
    Ma questo alla nostra cara Italia non importa, purtroppo. Noi “gli aiuti” siamo capaci di portarli soltanto con gli eserciti ma quando qualcuno bussa alla nostra porta, avendo tutte le carte in regola, noi gliela sbattiamo in faccia. Oppure, per forza di cose, apriamo e poi, con un bel calcio, lo rispediamo fra le mani dei suoi aguzzini. Tanto cosa ci importa? A noi la democrazia, la libertà interessano solo quando ci fa comodo e quando c’è di mezzo qualche briciola di potere (o qualche goccia di petrolio).
    Della vita e delle speranze di chi chiede una mano ce ne sbattiamo.
    Siamo un paese dove non si concedono assolutamente visti, da certi paesi in particolare, perchè abbiamo paura dell’immigrazione clandestina e dell’aumento del numero di stranieri in Italia e poi siamo lo stato europeo dove il problema della clandestinità è maggiormente presente. In Germania, ad esempio, ma non solo, non ci sono riifuti a priori nella concessione dei visti, c’è un sistema che funziona, una burocrazia che valuta , un meccanismo severo ma giusto, si considerano i casi, le richieste, le motivazioni, le persone, e poi si decide. Infatti riescono a gestire molto meglio di noi il flusso migratorio. Da noi evidentemente c’è qualcosa che non va.
    Siamo proprio un bel paese…oggi più che mai.

  4. Cassandra scrive:
    giugno 18th, 2008 alle 13:40

    Perché sono 150 uomini e non 150 Alì, Mohamed, Yussef, …? Ci proteggiamo dalla sterilità di un numero, dall’anonimato di 150 volti mai visti, 150 storie mai conosciute… anche solo per un secondo, dovremmo pensare a quanto chiasso farebbero 150 voci gioiose tutte in coro… quelle sì che ci colpirebbero.

  5. magritte60 scrive:
    giugno 18th, 2008 alle 13:57

    Sono un attimo frastornato dal voto del Parlamento Europeo in materia di immigrazione clandestina, in particolar modo sulle espulsioni dei minori, anche in assenza di nucleo familiare d’origine nel Paese d’origine e il loro contenimento nei CTP e …e lo scrivo da “addetto ai lavori”.

  6. pinoscaccia scrive:
    giugno 18th, 2008 alle 14:45

    Stiamo tornando da dove siamo venuti, cioè alla giungla.

  7. pipistro scrive:
    giugno 18th, 2008 alle 15:31

    rif. Cassandra, un numero non suscita alcun sentimento, è statistica.

    Come dice Mauro, per “quelli” …. neanche un nickname.

  8. magritte60 scrive:
    giugno 18th, 2008 alle 16:32

    Fosse la Jungla, ma qui mi ricorda sempre di più il medioevo, solo con ducati, più estesi nei territori ed inversamente proporzionali nei cervelli.

  9. latorredibabele scrive:
    giugno 20th, 2008 alle 11:00

    Ancora una vittima dell’immigrazione clandestina. Sono infatti in corso le ricerche di un immigrato disperso in mare, a 52 miglia a sud di Malta. Venticinque clandestini – tra cui donne e bambini – sono stati soccorsi nella notte dall’equipaggio del motopesca italiano «Gambero». Il loro barcone si è rovesciato mentre si avvicinavano per agganciarsi alla gabbia per i tonni in traino dallo stesso motopesca. Per la seconda volta in una settimana, l’equipaggio del «Gambero» ha dovuto sganciare la grande gabbia in traino per soccorrere gli immigrati finiti in mare, con bambini aggrappati alle loro madri. agenzie

  10. latorredibabele scrive:
    giugno 22nd, 2008 alle 10:39

    Ancora sbarchi di clandestini nel Canale di Sicilia. Un gommone con 61 immigrati, tra cui quattro donne, è appena stato soccorso da una motovedetta della Guardia Costiera a 35 miglia a Sud Est di Lampedusa. Erano stati gli stessi extracomunitari, già trasbordati sull’unità, a lanciare l’Sos con un telefono satellitare. Altri 27 somali, tra cui otto donne, sono stati invece raggiunti al largo delle coste libiche da una motovedetta maltese, dopo la segnalazione di un peschereccio che aveva incrociato il barcone a 98 miglia a sud di Malta.

  11. latorredibabele scrive:
    giugno 22nd, 2008 alle 22:45

    L’ennesima tragedia della disperazione si è consumata su una nave proveniente dalla Grecia, arrivata al porto di Venezia. Nel rimorchio di un camion c’era il corpo senza vita di un immigrato, probabilmente iracheno, morto di fame e di sete. Insieme a lui altri cinque stranieri, tra marocchini, iracheni, iraniani e siriani, tutti in cattive condizioni di salute. Ormai quasi completamente disidratati, i sopravvissuti avevano con sé solo alcune bottiglie vuote.

  12. latorredibabele scrive:
    luglio 14th, 2008 alle 12:38

    Tre cadaveri sono stati recuperati a largo di Lampedusa dalla nave Fenice della Marina Militare. Salvati una trentina di clandestini che erano a bordo di un gommone soccorso a 75 miglia a Sud Est dell’isola siciliana. Secondo le prime informazioni gli immigrati, che erano in tutto 76, si sarebbero lanciati in mare alla vista della nave, mentre il gommone stava affondando. Proseguono le ricerche dei dispersi.

  13. latorredibabele scrive:
    luglio 26th, 2008 alle 18:33

    LAMPEDUSA – Nuovi tragici elementi emergono dal racconto di alcuni dei 75 extracomunitari giunti poco fa nel porto di Lampedusa: “Due bimbi che erano a bordo del gommone sono morti durante la traversata del Canale di Sicilia e siamo stati costretti a gettarli in mare”. I bimbi, di circa 3 anni di eta’, sarebbero morti di fame e di stenti durante il viaggio. (Agr)

  14. latorredibabele scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 18:18

    Sono gia’ cinque i migranti privi di vita a causa del naufragio della nave su cui viaggiavano nel Canale di Sicilia. Due pescherecchi italiani hanno recuperato rispettivamente 17 e 4 persone. L’incidente e’ avvenuto in acque libiche, a circa 150 miglia sud est di Lampedusa. (Agr)

  15. latorredibabele scrive:
    luglio 31st, 2008 alle 09:51

    Oltre settecento, mille da mercoledì, i clandestini sbarcati nella notte a Lampedusa. L’arrivo più consistente alle 4 del mattino, quando un peschereccio è riuscito a entrare direttamente in porto con 339 extracomunitari, tra cui 47 donne e quattro bambini. Un’altra imbarcazione più piccola, con 39 immigrati, è approdata all’alba sulla spiaggia di Cala Croce.

  16. latorredibabele scrive:
    luglio 31st, 2008 alle 11:42

    LA VALLETTA (MALTA) – Ancora un naufragio nel canale di Sicilia, al largo di Malta, con due donne morte, ed un’altra in fin di vita recuperata da una motovedetta maltese a circa 80 miglia sud dell’ isola.

  17. latorredibabele scrive:
    agosto 27th, 2008 alle 19:44

    Naufragio di immigrati all’isola di Malta. Otto clandestini sono stati soccorsi oggi a circa 40 miglia nautiche a sud dell’isola e hanno riferito alla polizia che 71 compagni di viaggio sarebbero morti. Fra i dispersi ci sarebbero 8 donne, di cui 4 incinte e un bambino.

  18. latorredibabele scrive:
    settembre 14th, 2008 alle 12:32

    Continuano gli sbarchi di immigrati sulle nostre isole. Nella notte 341 migranti sono stati intercettati nel canale di Sicilia. Viaggiavano su un barcone, a Sud delle Pelagie. Gli immigrati – secondo quanto rende noto la sala operativa della Capitaneria di porto di Palermo – sono stati soccorsi da unità della Guardia di finanza. A bordo dell’imbarcazione 245 uomini, 67 donne e 29 bambini. I passeggeri del barcone provengono prevalentemente da Eritrea a Nigeria ma ancghe da Egitto, Costa d’Avorio, Camerun, Etiopia, Guinea, Somalia, Sudan, Tunisia e Zimbabwe. Il barcone era stato intercettato ieri sera da una nave della marina militare a circa 30 miglia a sud di Lampedusa.

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