« Una donna per soldato | Main | Non dimenticare gli ostaggi »
L’alba a Kabul
By pino scaccia | Giugno 20, 2008
Kabul. Buongiorno a tutti. Alba meravigliosa qui a Kabul, fortunatamente senza vento e quindi con poca polvere. Nemmeno una nuvola a macchiare il cielo di un azzurro intenso. Le strade stamattina erano quasi deserte… e per servizio sono riuscito ugualmente a prendermi la mia dose di polvere giornaliera. “Si vis pacem, para bellum” Mostrarsi capaci di combattere, non vuol dire combattere. Nicola
Topics: afghanistan | 85 Comments »


Giugno 20th, 2008 alle 10:20
Ciao Nicola, ormai sei il nostro portavoce da Kabul. E’ sempre un piacere leggerti, almeno ci sentiamo un po’ partecipi del vostro mondo. Riguardo agli infelici commenti di qualcuno, mi complimento per la citazione, non potevi dire di meglio, ed io aggiungerei “non ti curar di loro, ma guarda e passa”. Siamo tutti fieri del vostri lavoro laggiù, sappiamo che non ha prezzo e che i soldi che guadagnate vengono da mesi e mesi di sacrifici, di privazioni, di solitudine e di malinconia. Ma soprattutto vengono dalla voglia di aiutare quelle popolazioni. E poi no, la vostra vita non ha prezzo! Ma solo gli sciocchi non capiscono… Un abbraccio e forza a tutti voi! Siamo orgogliose di voi. Adesso sono anche più contenta perchè so che conosci il mio ragazzo! Io invece conosco tua moglie, una donna davvero in gamba! Complimenti e in bocca al lupo per tutto!
Giugno 20th, 2008 alle 12:20
Bello leggerti Nicola mi è sembrato dia essere lì insieme al mio amore. Siamo orgogliosi di tt voi!!!
Giugno 20th, 2008 alle 18:39
La Tavola della pace, riunita ad Assisi il 19 Giugno 2008, ha deciso di promuovere una “manifestazione nazionale per un’informazione e una cultura di pace” da tenersi davanti alla sede della Rai di Roma.
Non bastano più gli appelli e i convegni. Bisogna che tutti i cittadini consapevoli, i giornalisti, le organizzazioni della società civile responsabile, gli insegnanti, le scuole e gli Enti Locali si uniscano per dare voce alla domanda di cambiamento. Non vogliamo fare una manifestazione contro ma per il servizio pubblico.
Non vogliamo puntare il dito solo sulla Rai ma sull’intero mondo dell’informazione. La vogliamo organizzare, in occasione del 60° Anniversario della Dichiarazione Universale dei diritti umani e della Costituzione italiana, nell’anno europeo del dialogo interculturale, insieme a tutti coloro che reclamano il rispetto dei diritti umani, per sé e per gli altri, a casa nostra e nel mondo e non sono mai rappresentati.
La vogliamo fare non solo e non tanto per noi ma per le persone e i problemi di cui ci occupiamo. La vogliamo organizzare insieme ai giornalisti che vogliono dare voce alla pace. La vogliamo organizzare insieme a tutti i cittadini che vogliono un servizio pubblico libero ed efficace.
La vogliamo organizzare insieme ai giornalisti che ancora oggi sono privati del loro contratto e spesso sono sottoposti al ricatto del precariato. La manifestazione di Roma non sarà il punto di arrivo ma di partenza di un rinnovato impegno comune per un’informazione e una cultura di pace. Tutti gli interessati sono invitati a far parte del comitato organizzatore che terrà la sua prima riunione nelle prossime settimane.
Hanno già dichiarato il proprio sostegno: il Coordinamento Nazionale Enti Locali per la pace e i diritti umani, la Federazione Nazionale Stampa Italiana, l’UsigRai – Sindacato Giornalisti Rai, Articolo 21, l’Associazione Ilaria Alpi e il Comitato per la libertà d’informazione.
Non c’è pace senza un’informazione e una cultura di pace. La pace si nutre di una comunicazione e di un’informazione libera, plurale, attenta ai diritti umani e al bene comune, vicina ai bisogni vitali della persona, rispettosa della sua dignità.
Eppure, nel nostro paese, spesso i grandi mezzi d’informazione –e purtroppo la stessa Rai- diffondono una falsa idea della pace che viene associata a inerzia, rinuncia, resa, rassegnazione, impotenza. Programmi, immagini, linguaggi e comportamenti irresponsabili trasmettono valori e modelli che compromettono le radici della cultura della pace e dei diritti umani, della responsabilità e della giustizia. Mentre si enfatizzano in modo ossessionante alcuni episodi di cronaca nera e si alimentano atteggiamenti di paura, di chiusura e di intolleranza, i veri grandi problemi delle persone e dei popoli, di casa nostra e del mondo, della guerra e della pace vengono per lo più ignorati sino a quando esplodono nelle forme peggiori.
La narrazione della guerra e delle guerre è troppo spesso lontana dalla realtà, frutto di superficialità e palesi manipolazioni. In questo contesto, la parola viene sistematicamente negata agli operatori di pace: i loro appelli, le loro proposte e iniziative vengono sottaciute, nascoste, minimizzate, avvolte in un innocuo buonismo o deformate al punto da essere descritte come un attentato alla libertà e alla sicurezza.
Per questo abbiamo deciso di promuovere una “manifestazione nazionale per un’informazione e la cultura di pace” da tenersi davanti la sede della Rai di Roma e invitiamo tutti ad organizzarla insieme.
La Rai è un servizio pubblico. Un grande servizio pubblico che va cambiato, difeso e rafforzato. Un bene pubblico indispensabile per la nostra libertà, la nostra democrazia e per il nostro benessere. Noi la vogliamo più utile, bella e divertente. Per questo dobbiamo liberare la Rai dal controllo e dai condizionamenti del governo, dei partiti e dei poteri forti. Così come dobbiamo liberare l’informazione da tutti i conflitti d’interesse, dallo sfruttamento del lavoro precario dei giornalisti, dall’illegalità e dalle mafie.
La Rai innanzitutto e l’intero mondo dell’informazione devono mettersi al servizio della diffusione della cultura pace e dei diritti umani. Serve un forte investimento culturale corale per costruire un’Italia migliore in un mondo migliore, per promuovere una nuova scala di valori, per rafforzare i valori della nonviolenza, del rispetto degli altri, della solidarietà, della giustizia sociale, dell’equità, della partecipazione. Serve dare valore alle cose e ai comportamenti che contano.
Alla Rai non basta l’apertura della sede a Nairobi. Serve una vera apertura al mondo e a quanti, tutti i giorni, s’impegnano per la pace e i diritti umani. Servono spazi reali quotidiani ed efficaci nei palinsesti. La Rai deve diventare il modello da seguire. Un esempio per tutto il mondo dell’informazione che deve essere chiamato ad assumersi le proprie responsabilità sociali.
Con questa manifestazione noi vogliamo denunciare la gravità della situazione e avanzare alcune proposte concrete. Alla vigilia del 60° anniversario della Dichiarazione Universale del Diritti Umani, nel 60° anniversario della Costituzione italiana, nell’Anno europeo del dialogo interculturale, in attuazione dei compiti che spettano al servizio pubblico radiotelevisivo e del suo contratto di servizio, noi chiediamo alla Rai di:
• portare la vita delle persone e la realtà del mondo in primo piano e in prima serata;
• definire una linea e una struttura editoriale denominata “La RAI per i diritti umani”, da sperimentare per almeno un anno, a partire dal momento in cui si svolgeranno le Olimpiadi di Pechino, per la promozione della cultura della pace, dei diritti umani e della nonviolenza;
• promuovere 10 prime serate-evento (tra queste il 10 dicembre 2008) dedicate ai grandi temi del nostro tempo;
• dedicare almeno 5 minuti, tutti i giorni, in prima serata, dopo il TG della sera, per far sì che ogni giorno la gente apra il cuore e la mente al mondo e alle persone che lo abitano imparando ogni sera una cosa speciale che può rendere migliore la nostra vita;
• realizzare una trasmissione settimanale, in prima serata, di alta qualità e di grande approfondimento sui diritti umani e sui temi più scottanti del mondo, della pace e della giustizia: una trasmissione per conoscere le sfide che ci coinvolgono e discutere le possibili soluzioni;
• abolire la pubblicità nelle fasce di programmazione dedicate ai bambini; • garantire il pluralismo aprendo le porte ai costruttori di pace, alle organizzazioni della società civile e agli Enti Locali impegnati per la pace, la giustizia e la democrazia internazionale;
• attuare e rispettare il contratto di servizio garantendo massima trasparenza nella gestione dei soldi del canone.
Diamo voce alla pace e ai diritti umani. Invitiamo tutti i cittadini, i giornalisti, gli organi d’informazione, le organizzazioni della società civile, gli insegnanti, le scuole e gli Enti Locali a sostenere queste proposte e questi obiettivi. E’ urgente un cambio di mentalità e una più ampia assunzione di responsabilità.
Diamo voce alla pace e ai diritti umani. Non c’è bene più grande da promuovere e da difendere insieme. In Italia e nel mondo. Ora.
Giugno 20th, 2008 alle 18:58
L’informazione è lo specchio della società. La società è specchio della politica. La politica è frutto della società. Evidentemente non c’è in Italia una cultura di pace.
Giugno 23rd, 2008 alle 17:27
Sinceramente dopo aver letto tutto quello che ha scritto il sig.Stefano non ho capito quello che voleva dire. L’unica cosa che penso di condividere e’ che anche dei nostri ragazzi si parla molto poco. Su tutto quello che fanno l’opinione pubblica ne sa ben poco. Io qualcosa in piu’ lo apprendo dal giornale dell’alpino, ma mi farebbe piacere che i mezzi di informazione si occupassero di piu’ del lavoro dei ns. ragazzi, facendo dei servizi da trasmettere in televisione,possibilmente in fasce d’orario accessibile (es. non dalle 23 in poi)
Giugno 24th, 2008 alle 20:58
buona sera a tutti!a te pino ed a tutti coloro che partecipano a questo blog!ho provato diverse volte sull’altro blog ma nn mi dava la”voce”commenti vabbè!purtroppo cara stella foto nn ne ho fatte perchè nn ho la digitale e poi sono ancora un po’ alle prime armi!è solo da nov.che ho il pc.mi chiedevi di mio fratello beh cosa posso dirti era orgoglioso di portare aiuti a quei popoli!ha partecipato a varie missioni sia in italia che all’estero:in italia i “vespri siciliani”e poi l’alluvione in piemonte.all’estero è stato a sarajevo,kossovo,albania e poi 2volte in afghanistan.la seconda pero’ non è ritornato con le sue gambe.venerdi’ pomeriggio ho conosciuto tanti amici e colleghi di gio’ e non facevano altro che parlare bene di lui,ho conosciuto anche un ragazzo,il primo che ha cercato di rianimare gio’ e parlando con lui gli ho detto di una cosa letta su internet dove si diceva che i talebani avessero oltraggiato il corpo di gio’,lui mi ha giurato che erano menzogne perchè lui era li’ vicino a gio’.mi ha abbracciata forte e ci siamo messi a piangere,un omone di quasi 2metri vederlo piangere mi ha colpito.sapete la morte allontana i nostri cari ma finchè ci saranno persone che li ricordano cosi’,resteranno sempre con noi!! grazie ancora a te pino che ci dai la possibilita’ di parlare dei nostri ragazzi in maniera tranquilla.ciao a tutti barbi
Giugno 24th, 2008 alle 21:03
Ma lo sai che sono stato nelle stesse parti, alluvione compresa? Forse lo conoscevo anch’io, magari in privato non puoi ricordarmi il nome?
(sull’altro blog ormai non si commenta più, i commenti sono tutti rimandati qui dove stiamo tutti insieme)
Giugno 24th, 2008 alle 21:15
..Mi mancava questo blog,che per me è il blog dei ricordie e delle speranze!
Sono tornata dopo aver chiuso finalmente un anno accademico difficile,stanchevole,pesante e lunghissimo,ebbene sì,gli esami sono finiti!!
Un saluto affettuoso..Buona estate!!
Giugno 24th, 2008 alle 21:56
Barbi il racconto su tuo fratello mi ha commosso .Dici bene .La morte allontana nostri cari compito di noi che rimaniamo è farli vivere con la nostra vita.Esperienza recente mi fa essere vicina a te e famiglia.
Giugno 24th, 2008 alle 22:15
Barbi sono sicura ke tuo fratello da lassù è orgoglioso di te come tu di lui…
Giugno 24th, 2008 alle 22:25
Barbi, naturalmente la mia era una richiesta spontanea, forse sbagliata. Volevo sapere se stavo a Kabul in quel momento. Ma non importa, assolutamente. Ti sono vicino ugualmente, in ogni caso.
Giugno 24th, 2008 alle 22:42
Barbi ha tutta la nostra vicinanza e il nostro affetto… in certi momenti le parole possono sembrare fuori luogo e inutili, ma ci tenevo comunque a dirti di lasciar perder tutto ciò che si dice intorno a quel giorno… concentrati sul suo ricordo e sui pensieri “amici” che i suoi colleghi e le persone che lo hanno conosciuto esprimono su di lui.
Un abbraccio forte
Giugno 24th, 2008 alle 23:18
ciao pino mio fratello è stato a kabul nel 2002 e poi nel 2006 quando è mancato.se tu digiti attentato a kabul 26 settembre 2006 ci sono tutte le notizie e le foto di giorgio.noi qui’,nella mia citta’,lo ricordano con amore e affetto anche se a noi familiari ci rimane solo una lapide.non hanno voluto portarlo giu’!ma non è questo che conta,la vita va avanti e io lo ricordo sempre anche adesso che ho il papa’ in ospedale.ma non voglio farvi intristire.Pino poi dimmi se hai trovato la foto.io non sono ancora brava col pc!!vi auguro una buona notte e se trovo la lettera che mi mando’ alcuni anni fa’ gio’ ve ne scrivo un paio di passi,sempre sotto l’occhio vigile di Pino!!!ciao ed a presto notte a tutti.barbi
Giugno 24th, 2008 alle 23:36
Barbi…mi hai commossa nn sai quanto! tuo fratello veglierà sempre su di te e sulla tua famiglia proteggendovi cm purtroppo nessuno ha potuto farlo su di lui….
Antonella scusami se già te l’ho kiesto in precedenza…ma il tuo lui è del 66° rgt di forli’?
Giugno 24th, 2008 alle 23:36
Sì, Barbi adesso ho capito: avevo messo naturalmente la notizia (e la foto di quel ragazzone che sembrava immortale) sul blog di Kabul e sulla Torre di allora. Ti abbraccio e ti ammiro per la tua straordinaria forza. Giorgio è morto da eroe colpito a tradimento, nel modo più infido, da terroristi sanguinari. Stava nella valle del Mushai a portare aiuti alla popolazione. Se un giorno in Afghanistan ci sarà la pace, sarà anche merito suo. Giorgio
Se vai al link, cioè se clicchi su Giorgio ritroverai (se te la senti) immagini e ricordi.
Già, ricordo che proprio quel giorno stavo a Nassiryia, in un’altra terra difficile, con altri soldati italiani. Ne parlammo commossi. E prima di raggiungere altri militari italiani in Libano (adesso ricordo tutto) appena tornato in Italia raccontai il funerale di Vincenzo, che era accanto a Giorgio, quando è esplosa quella bomba maledetta. C’era anche Franca, la moglie di Giorgio: un gesto di una generosità eccezionale. Abbraccia anche lei.
In attesa, se ti va, di farci leggere le parole del tuo fratellone, mi piace riportare qui quelle scritte da Vincenzo prima di morire. Le ha scritte per tutti e due, perchè il destino li ha uniti. Anzi, per tutte le vittime della violenza, di chi non vuole la pace. Sono una lezione.
Sono stato quello che gli altri non volevano essere.
Sono andato dove gli altri non volevano andare.
Ho portato a termine quello che gli altri non volevano fare.
Non ho mai preteso nulla da quelli che non danno mai nulla.
Ho visto il volto del terrore.
Ho sentito il freddo morso della paura.
Ho gioito per il dolce gusto di un momento d’amore.
Ho pianto, ho sofferto ed ho sperato.
Ma più di tutto ho visto momenti che gli altri dicono sia meglio dimenticare.
Quando giungerà la mia ora agli altri potrò dire che sono orgoglioso di quello che sono stato.
Sono stato un soldato.
Barbara, è bello, molto bello che stai qui con noi.
Giugno 25th, 2008 alle 06:40
bgiorno a tt. Stupende qst parole sono commossa. E’ vero la vita va avanti ma ci vuole tanto coraggio x farlo. Ho visto la foto di tuo fratello e l’ultimo sms inviato a sua moglie…cazzo ke nn è giusto!!! scusa Pino ma nn ci riesco ad essere calma quando leggo qst cose quando vedi ke una vita, una famiglia, un sogno si infrange x pazzi fanatici bastardi. Mi kiedo xkè la salma nn è stata portata in Italia (se ho capito bene).L’ennesima offesa italiana a qst uomini ke muoiono facendo il proprio dovere?!
Giugno 25th, 2008 alle 07:34
Adesso li ricordo anche io questi due ragazzi… Vincenzo morì dopo essere rientrato in Italia… Quanta sofferenza e quanta tristezza. Ma soprattutto quanta fierezza nelle parole di Vincenzo, quanto orgoglio per quello che era il suo compito, fare il soldato…. Abbiamo dato un contributo di vite umane non indifferenti per un paese che è in Afghanistan in missione di pace. E, se posso, magari molti mi verranno contro, ma credo che concedere gradi e promozioni ai nostri militari morti serva a ben poco. Il senso qual è? Non c’è più quel ragazzo, quel marito, quel padre di famiglia, e che sia morto da primo caporal maggiore per poi ritrovarsi con un grado in più a chi serve?! A nessuno… Credo. Buona giornata. In abbraccio a Barbi e alla moglie di Giorgio.
Giugno 25th, 2008 alle 09:04
Gloria, parlava del suo paese Diano Marina, invece è rimasto a Cuneo.
Giugno 25th, 2008 alle 09:07
Un abbraccio grande a Barbara. E basta. Si, è bello trovarti qui. Avrei sperato per altri motivi. Ma ha ragione il padrone di casa. E’ molto bello che sei qui.
Giugno 25th, 2008 alle 09:20
Buon giorno.Ho letto ciò che ha scritto Vincenzo.Più efficace di qualunque dibattito,reportage o filmato.Ancora più orgogliosa di mio figlio,di tutti i figli che hanno scelto di indossare una divisa ,pur non amando la guerra.
Giugno 25th, 2008 alle 09:27
Wa Pino! Hai chiuso i commenti anche sotto a “Lettera da un-alpina”! Ti sei messo proprio di impegno!
Una domanda a PadreBrown, cosa ne pensi tu degli avanzamenti di grado post-mortem?
Giugno 25th, 2008 alle 09:39
Credo che ne guadagni il dibattito, no?
E ora una domanda io a te:perchè ti interessa tanto il parere di PadreBrown su una questione che non lo riguarda direttamente? (oltretutto pleonastica)
Giugno 25th, 2008 alle 09:45
Ciao a tutti…rieccomi qui..leggo sempre i vostri commenti ma non riesco sempre a rispondere perke’ ho tanti impegni con i miei due uomini….mio figlio e mio marito intendo.
Pian piano io Daniele e il piccolo Claudio stiamo riprendendo la nostra vita e devo dirvi che e’ piu’ semplice del previsto! La scorsa missione, nella quale tanti suoi amici hanno perso la vita, tra cui Giorgio, rientrare nella vita “normale”, nel quotidiano non fu affatto semplice; ricordo ke per la prima volta sentii piangere Daniele al telefono proprio poki giorni prima del suo rientro in Italia: era distrutto, stanco, deluso e arrabbiato e aveva un dolore enorme ancor piu’ grande e pesante degli zaini che sono costretti a portare sulla loro spalle.
Questa volta…in parte…tutto e’ sembrato piu’ semplice del previsto…anke se certe ferite non si dimenticano.
Barbara alla parata di venerdi’ c’ero ank’io con mio figlio e una piccola bandiera dell’Italia che festeggiavamo il ritorno del suo papa’…ma credimi…in ognuno di loro,negli okki di quei tanti soldati…c’era ancora l’amarezza e la rabbia di ki li’ aveva lasciato il proprio corpo ma non di certo il proprio cuore.
I soldati…tutti…indistintamente…hanno un cuore grande…e sono fiera di avere al mio fianco uno di loro!!
Buona giornata a tutti…
Giugno 25th, 2008 alle 09:49
E anche questo è molto bello, che resti con noi. Il vero senso della comunità.
Giugno 25th, 2008 alle 09:51
Stella ti rispondo per quello che so.Anche quando i militari vanno in congedo è prassi che il grado sia aumentato a quello successivo.Pino domanda pleonastica è ciò che rispondo quando mi chiedono se sono contenta di quello che fa mio figlio.Sapessi quanti Padre Brown mi circondano!
Giugno 25th, 2008 alle 10:02
Quella del grado è una domanda pleonastica perchè squisitamente tecnica e non ha bisogno di risposte.
Chi chiede (c’è di peggio di PadreBrown) il perchè di una scelta fa una domanda precisa, magari provocatoria, ma perchè vuole capire. E mi pare che stiamo tutti rispondendo.
Giugno 25th, 2008 alle 10:29
Mi spiace che tu consideri superflua la mia domanda. Forse è sbagliato il contesto in cui l’ho posta, forse perchè è tra noi la sorella di un militare caduto. Ma a maggior ragione! Non è provocatoria. Viene dalla rabbia che mi anima ogni volta che sento di militari e carabinieri morti mentre facevano il proprio dovere, a cui viene attribuito un grado in più…o medaglie al valore! Passino pure le medaglie, ma a me il grado sembra davvero una presa in giro! Si pensasse piuttosto a tutelare maggiormente i nostri ragazzi invece di r”iempirli” di onori dopo! Certo, cono necessari anche quelli, ma quanti di coloro che danno gradi e medaglie e grandi cerimonie funebri sanno cosa fanno davvero lì i nostri ragazzi?! Credo pochi, troppo pochi! Sanno solo gonfiarsi il petto per l’orgoglio…si, un orgoglio conquistato non da loro però! Un orgoglio ed un onore che hanno sacrificato la vita! Ho chiesto a Padre Brown cosa ne pensa perchè ho creduto che avesse anche lui un’opinione a riguardo.
Giugno 25th, 2008 alle 11:13
Forse mi sono perso qualcosa. Ma non ho capito chi circondo e cosa.
Nè il perchè Stella mi rivolge una domanda del genere. Forse ho perso degli spunti che non ho capito o forse mi avete sopravvalutato, fatto sta che mi occorre precisare (e mi sembra di averlo fatto molto ma molto chiaramente) che io non sono contro i militari. Semmai contro la guerra, e nn nel senso retorico della cosa. Ma è un altro e lungo discorso.
Mi sono solo permesso di fare una mia del tutto personale osservazione (e al padrone di casa, non certo a chi commenta dove non mi permetterei mai) in virtù di quello scambio di opinioni che vige in questo blog cosi particolare, sulla direzione di questo spazio. E proprio perchè, anche se vecchio, cosi nuovo. Che poi voi abbiate un’altro approccio sentimentale con i militari mi sembra di palpabile evidenza. Per quanto riguarda le domande pleonastiche primo non tene farei mai, mamma franca, una del genere. Al massimo ti chiederei cosa fa tuo figlio laggiu, ma inteso come interesse e non come accusa. Riguardo invece all’aumento di grado è una regola militare dove non vedo niente di male. Anzi. E aggiungo che non sono nemmeno contro le decorazioni militari che non trovo retoriche e che, invece, trovo molto valorizzanti e utili ai fini della memoria . Che sia remota o antica, per quanto possa interessare una mia di opinioni.
Giugno 25th, 2008 alle 11:36
Forse è il caldo, ma cominciamo a non capirci. Niente di grave, ci riprenderemo. Non ho detto superflua, ho detto pleonastica ma soprattutto ti chiedevo: perchè a PadreBrown?
Il problema, cara Stella, non è il grado. Ripeto: è un fatto tecnico e in qualche maniera è un riconoscimento al valore. Quindi non lo prenderei come un fatto negativo.
Giugno 25th, 2008 alle 11:47
Infatti mi sa che è proprio il caldo a non farci capire. Padre Brown, la mia domanda non era rivolta a te per chissà quale oscuro motivo, non voleva affatto essere una provocazione nei tuoi riguardi, anzi! Miinteressava solo la tua opinione a riguardo, semplicemente perchè ultimamente sei spesso dei nostri. E’ troppo facile fraintendere certe volte, ahimè, ed io non sempre riesco a spiegarmi e ad essere chiara.
Giugno 25th, 2008 alle 12:07
Chiedo scusa allora io a Stella, ma ammetto di averti (passami la parola) accomunato a mammafranca dove invece ogni tanto prende il sopravvento il cuore-di-mamma- (ma niente di male..).
Ti rispondo piu precisamente, mi fa piacere: credo che sia giusto invece.E’ un riconoscimento che riguarda l’onore tipico dell’ottica militare. Capisco che sepsso non è capibile dai civili, ma per i militari è importante. E’ un onore il grado maggiore, e questo onore viene ancor di piu sottolineato in caso di decesso. Per quanto mi riguarda non vedo niente di retorico (credo che ti riferisci a questo) in questi atteggiamenti. Ti faccio presente che si parla di cose militari e non politiche, dove sono d’accordo con te la retorica del coccodrillo ha spesso il sopravvento.
Poi, che Pino sia un po geloso che lo hai chiesto a me, anche questo lo devi capire…. (sorrisino accennato..)
Giugno 25th, 2008 alle 12:13
Ma come fa a essere geloso uno che ha i filmati su youtube?
Giugno 25th, 2008 alle 12:13
Eh si, non c’avevo proprio pensato! Comunque questa era la risposta che cercavo, o meglio, chiedevo una tua opinione e l’ho avuta. Chiuso discorso.
Giugno 25th, 2008 alle 12:22
He si… io su YouTube posso avere (al massimo) il filmato della prima comunione.. touche…
Giugno 25th, 2008 alle 12:40
Sempre meglio di quei ragazzacci che sfasciano tutto…
Giugno 25th, 2008 alle 13:12
Allora avevo capito giusto” qualche cosa” su Padre Brown!Non scrivo altro .Padre B. il 17 c.m era festa nella tua citta?(che non è kabul naturalmente)
Giugno 25th, 2008 alle 13:18
Non è un mistero. La città è Pisa.
Giugno 25th, 2008 alle 14:14
Buon pomeriggio a tutti voi…..
Ho appena letto quanto ha scritto Barbi a proposito di suo fratello e le frasi scitte da Vincenzo poco prima di lasciare questo mondo…..
Cara Barbi mi verrebbero in mente tante frasi fatte da dirti però non credono possano servire a molto, perchè credo che quando la morte porta via un fratello le spiegazioni e i perchè sono molti e non credo che le frasi fatte possano farti sentire meglio….
Posso solo dirti che comprendo e sò cosa significa perdere un fratello perchè anch’io nel dicembre 2006 ho vissuto sfortunatamente lo stesso dolore….
Anche se la morte se li porta via loro restano sempre nei nostri cuori e vivranno sempre con noi perchè loro fanno parte di noi.
Scusatemi se sono stata un pò contorta…ma la commozione può fare di questi scherzi.
Sai a volte anch’io cerco quelli che erano gli amici di mio fratello…perchè parlate con loro allevia il mio dolore e mi fa sentire più vicino a lui….
Un forte abbraccio. Resisti e si forte…lo devi a tu fratello.
Giugno 25th, 2008 alle 15:02
Grazie della precisazione, ma non credo che a Kabul ci sia qualcosa da festeggiare. Oddio, nemmeno a Pisa se è per quello, ma almeno abbiamo i punk a bestia a darci il tormeno. Sempre meglio, molto ma molto meglio dei talebani…
(Pino ha azzeccato… la città è Pisa. Non Pizza. Pisa )
Giugno 25th, 2008 alle 15:03
tormento
Giugno 25th, 2008 alle 21:45
grazie pino !ho visto il link. ti devo pero’ deludere su una cosa:io e la sig.ra fabbiano non ci parliamo dal giorno della morte di gio’.sono quasi 2anni ke non ci parliamo x vari motivi e tra questi uno che è il piu’ grave:a maggio dell’anno scorso ho portato delle rose sulla tomba,che è a boves,lei mi ha insultata e ha fatto venire i carabinieri. voleva a tutti i costi farmi una diffida x impedirmi d entrare al cimitero.per fortuna si è risolto bene anche se quando vado su’ devo avvisarli x il quieto vivere.io nelle foto ricordo ho messo “signore delle cime” chi è alpino dovrebbe saperla ma ve la scrivo:”DIO DEL CIELO,SIGNORE DELLE CIME UN NOSTRO AMICO HAI CHIESTO ALLA MONTAGNA.MA TI PREGHIAMO MA TI PREGHIAMO SU’ NEL PARADISO SU’ NEL PARADISO LASCIALO ANDARE PER LE TUE MONTAGNE SANTA MARIA SIGNORA DELLA NEVE COPRI COL BIANCO SOFFICE MANTELLO IL NOSTRO AMICO IL NOSTRO FRATELLO SU’ NEL PARADISO LASCIALO ANDARE PER LE TUE MONTAGNE”è un pezzo che va’ cantato a “cappella”cioè senza musica.ciao Pino ancora grazie x quello che fai!!un abbraccio barbi
Giugno 25th, 2008 alle 21:58
Barbi, mi dispiace. Sul serio. Non sapevo. Un abbraccio.
Giugno 25th, 2008 alle 21:59
la poesia che hai pubblicato non l’ha scritta vincenzo ma un poeta di cui nn ricordo il nome e mi pare americano, era stata scelta dalla famiglia di un altro caduto (mi pare la fam.fiorito) e poi l’ha usata la moglie di gio’ e poi dopo i genitori di vincenzo.cmq è molto bella. cara gloria ha ragione pino, mio fratello è in italia ma la moglie nn ha voluto portarlo da noi in liguria.ma nn fa niente perchè giorgio è nei nostri cuori x sempre!io ho perso un fratello ma in compenso ne ho acquisito un altro:francesco. nn dimentichiamoci di chi è ancora tra noi: FRANCESCO CIRMI e ANDREA TOMMASELLO,ragazzi noi ci ricordiamo che ci siete anche voi e per questo vi vogliamo bene!!!auguri!!!barbi .
Giugno 25th, 2008 alle 22:06
grazie pino ma queste cose nn sono pubblicate dai giornali,sono cose che riguardano l’interno della mia famiglia.anche se l’indomani lo sapeva tutto il paese.l’ho detto a te e di conseguenza a un po d persone perchè ormai siete un po parte della mia storia. ma come torno a ripetere nn lo faccio x farmi compatire o per mettermi in mostra nn ne sono capace,per me è un modo per ricordare gio’ e gli altri ragazzi che nn sono tornati! un abbraccio anche a te pino
Giugno 25th, 2008 alle 22:08
Barbi ti sono vicina ancor più perchè immagino che sia ancora più dura superare una morte così brutta quando dietro c’è tanto altro. Le persone care che non ci sono più, però, noi le portiamo nel cuore, non importa dove si trovino sepolte. Sono tutte lassù e il cielo è uno solo, per tutti. Un abbraccio a Francesco e Andrea.
Giugno 25th, 2008 alle 22:12
Certo, Barbi. E sono stato io a chiedertelo, tu non ne volevi neppure parlare. Sei entrata in punta di piedi e ormai fai parte di noi. Una presenza preziosissima perchè il dolore è sempre una lezione per gli altri. E non possiamo che ringraziarti.
Giugno 25th, 2008 alle 22:16
ciao francesca ma davvero c’eri anke tu a cuneo?allora tuo marito fa’ parte del 2alpini di che compagnia?gio’ era della 23ma.mi hanno fatto vedere la targa che hanno messo in compagnia.peccato ke nn c siamo conosciute ma se ti fai dare il mio indirizzo ci possiamo sentire!!ciao e un abbraccio al cucciolo e un saluto a tuo marito!
Giugno 25th, 2008 alle 22:36
si hai ragione sei tu ke lo hai kiesto ma io potevo anke nn rispondere.ma siccome x me è un modo per potermi in qulche modo sfogare e per far capire cosa si prova a stare dalla parte di chi perde un propio caro in questa maniera ne parlo.ne parlo volentieri con te ke in quella terra ci sei stato e sai cosa vuol dire. io di quel giorno mi ricordo tutto per filo e per segno..i volti dei miei farsi di ghiaccio. l’arrivo dei giornalisti, ke per una volta nn hanno invaso la casa gia’ piccola ma in quel momento tanto piccola da scoppiare,le varie personalita’ di alcuni nn ricordo nemmeno i volti. il dottore mandato a prendere con la macchina dei carabinieri. e poi i giorni dell’arrivo all’aeroporto il funerale…..la voglia d risvegliarti e scoprire che nn è stato un sogno.ma purtroppo io quel sogno lo fatto 2 notti prima:vedevo la bara scendere dall’aereo e io dietro un vetro…scusami non volevo far intristire nessuno ma ho tenuto tutto dentrox 2anni…ciao pino a risentirci a presto!vi voglio bene a tutti!barbi
Giugno 25th, 2008 alle 22:39
Noi siamo qui. E ci sentiamo piccoli. Proprio durante uno dei tanti, troppi funerali che ho dovuto raccontare nella mia ahimè lunga carriera, mi sono chiesto (pubblicamente): come si fa a spiegare il dolore? Il dolore si prova, sta dentro, non si spiega.
Giugno 25th, 2008 alle 22:55
Barbi nn ho provato il tuo stesso dolore ma nel leggerti è come viverlo con te. Ti abbraccio forte, ti dico solo qst.
Giugno 25th, 2008 alle 22:57
anch’io mi sento piccola!nn capivo il dolore degl’altri cioè lo capivo xkè è logico ho pianto durante i funerali dei caduti di nassirya ma nn c’ero dentro,quando è toccato a me allora ho capito il dolore che hanno provato le altre persone!ognuno di noi reagisce al dolore in modo diverso,mia mamma ha pianto dopo 5mesi in caserma a pinerolo quando è partito l’altro contingente nel 2007.sai una cosa pino mi piace molto scrivere in questo blog e a te mi sembra di essere in famiglia!nulla è banale e nulla è lasciato al caso.bravo pino ti conoscevo tramite tv ma parlare o meglio scriverti è ancor meglio!! buona notte! barbi
Giugno 25th, 2008 alle 22:59
Già, anche i cronisti hanno un’anima… Dai, scherzo: per spezzare la tensione. Buonanotte a te.
Giugno 25th, 2008 alle 23:01
ciao e buona notte a tutti!gloria e stella anche a voi a prestissimo!!!!
Giugno 25th, 2008 alle 23:10
Buonanotte Barbi.
Giugno 26th, 2008 alle 08:59
Questo blog ha gia vinto (se possiamo usare questa espressione) con la testimonianza di Barbi. Noi che abbiamo avuto la fortuna di non vivere una cosa del genere le vediamo alla televisione e ci sembra tutto cosi lontano: a noi non potrà mai succedere ci giustifichiamo la normalità del minuto successivo. Ognuno dice la sua e spesso senza pensare a quello di dolore, quello vero. Quello che, appunto, non si descrive. Barbi se mi permetti non sei mai da scusare perchè non intristisci ma arricchisci tutti noi. Ne sono certo di poter parlare per tutti. Che sia, davvero, una buona giornata per te. Oggi.
PS. ma come si fa in un momento di cosi tanto dolore a provare ancora odio verso qualcuno? mha…
Giugno 26th, 2008 alle 20:40
per padre brown:a cosa o meglio a chi ti riferisci con l’ultima tua frase?io non odio nessuno,e quello che è capitato tra me e la moglie di mio fratello è cosa fatta e passata.l’unica cosa tra noi due è cercare di evitarci ed al momento la cosa funziona.se ci si trova insieme nel medesimo posto ci si evita…e logico che se lei punzekkia dopo un po’ mi girano!!ciao pino tutto bene?qui’ fa un caldo boia!!mai quanto a kabul!parlavo giusto venerdi’ con un ten.col.e mi diceva che sono arrivati a kabul con -25 e sono ripartiti con 40gradi!!sai l’altra sera in citta’ davano il film”il cacciatore di aquiloni”mi sarebbe piaciuto andarlo a vedere ma lasciare mamma da sola ho avuto un po’ di paura…lo vedro’ piu’ avanti!!!un abbraccio pino.barbi
Giugno 26th, 2008 alle 21:17
Ciao Barbi, non avevo ancora avuto l’occasione per salutarti. E’bello averti qui con noi, volevo dirtelo, davvero…
Ti abbraccio forte
Giugno 26th, 2008 alle 21:19
Poi vai a vederlo Il cacciatore di aquiloni…Io l’ho visto, è bellissimo…Ma è ancora meglio il libro…
Giugno 26th, 2008 alle 21:25
Io l’ho visto al cinema con il mio ragazzo, il giorno che è uscito. Avevo già letto il libro. Adesso il film l’ho anche…me lo sono procurato! Voglio rivederlo adesso.
Barbi, il ten.col. di cui parli è il marito di Genny? Perchè non la inviti a farci visita? Un abbraccio.
Giugno 26th, 2008 alle 21:39
Per chi conosce l’Afghanistan il film non è emozionante perchè rappresenta una realtà quotidiana, ma certamente è utile per chi non conosce il Paese.
Giugno 26th, 2008 alle 22:43
si stella è propio lui.in questo periodo sono molto presi tutt’e due cmq ti saluta xkè le ho detto che scrivevo in questo blog.praticamente la sento tutti i giorni e pensa che la mattina che lui è tornato mi ha chiamata,io x l’emozione ho cacciato un urlo che mia mamma è corsa a vedere cos’era successo!!!l’ho poi riabbracciato venerdi’.sai sono carissimi amici anche se ci conosciamo solo da 2anni.se la sento domani le do i tuoi saluti.sai pino ho letto sui giornali che i bimbi che hanno fatto il film sono in america x paura che gli possa succedere qualcosa.penso ke questa sia la realta’ dei fatti!posso farti una domanda pino,che significato hanno o avevano gl’aquiloni x il popolo afghano e x i talebani?qui da noi gl’aquiloni danno un senso di liberta’ e da loro?grazie pino.andrai di nuovo a kabul?ciao roby,ciao stella!barbi
Giugno 27th, 2008 alle 09:04
Non Barbi non mi riferivo assolutamente a te, ma a lei. Pensavo all’episodio che ci hai raccontato della tomba. A quello mi riferivo. Con lui li, vicino a voi, e lei ad attacarti. Qualunque siano i motivi, e non mi interessano, trovo che sia assurdo in questa situazione. Un carissimo abbraccio, e scusa il fraintendimento.. Pb
Giugno 27th, 2008 alle 09:09
Barbi, certo gli aquiloni rappresentano dappertutto la libertà. Ma a Kabul hanno qualcosa in più: sono l’UNICO gioco, non ce ne sono altri.
Anche la musica è importante, Shafique mi assorda quando andiamo in auto dopo anni di silenzio obbligato.
Tornerò? Loro dicono: inshallah. Noi diciamo che è tutto nelle mani di Dio.,
Giugno 27th, 2008 alle 15:44
ti chiedo scusa pb avevo travisato le tue parole!sai con questo caldo è facile sbagliare.ti ringrazio x la precisazione.un saluto.barbi
Giugno 27th, 2008 alle 15:54
ciao pino grazie x la tua risposta.ieri sera sono andata a vedere il link delle cartoline ed ho visto anche l’album delle tue foto in giro x il mondo.mi sono chiesta non hai mai avuto paura in questi luoghi specialmente quelli dove la guerra fa da padrona?la ua famiglia stara’ in pena fin quando nn arrivi?se andrai a kabul saluta la luna è bellissima la foto che ho visto nel link!ciao pino a piu’ tardi!
Giugno 27th, 2008 alle 21:35
Ciao Barbi, scusa se non ti ho risposto prima ma sono stata fuori Cuneo a trovare amici e sono tornata proprio poco fa.
Mio marito e’ di un altra compagnia ma conosceva Giorgio anke perke’ si sa…quando si trovano tutti insieme in una situazione come quella…ci si lega ancora di piu’ e il tempo che ci passi insieme e’ lungo e intenso.
Mi è dispiaciuto non vederti e non aver avuto l’opportunita’ di conoscerti….ma tu sei stata dopo la cerimonia in caserma? Io c’ero…ma chissa’ tra tanta gente se c’eri anke tu.
Quando verrai qui..perke’ e’ tuo il diritto e DEVI prendertelo tutto…sappi ke ci sono anke io; se mi dai il tuo indirizzo ci sentiamo ok?
Un abbraccio a te, PIno e a tutti del blog…
Giugno 28th, 2008 alle 20:37
ciao francesca si io c’ero in caserma dopo la cerimonia e se vuoi il mio indirizzo puoi dire a tuo marito di kiederlo tranquillamente al nuovo comandante con lui e la sua famiglia siamo legati da una profonda amicizia anke se solo da 2anni.si certo c’era molta gente quel giorno e,se conosci la moglie del nuovo comandante quella con lei ero io!piano piano sto’ conoscendo tanti amici di gio’e ne sono onorata!se tu sai il mio cognome (cosa ke ormai sanno tutti!!)mi trovi nell’elenco,nn voglio dare il mio indirizzo via mail mi hanno gia’ fatto qualke scherzo.poi ora ke mio papa’ è in ospedale capisci…cmq c sono tanti sistemi x trovarmi no?baci a te e famiglia..Pino come stai?qui fa un caldo becco non si riesce neanche a dormire!!!!!!ciao barbi P.S:appena puoi mi parli ancora un po dell’afghanistan?sai vedendo una tua foto con GINO STRADA mi è venuto in mente cosa disse mio fratello quando lo vide nella prima missione in afghanistan,mi disse che lui si che ha le palle!!è un uomo difficile da dimenticare e sono gli uomini come lui ke sono dei grandi!! c sentiamo ciao pino.barbi
Giugno 28th, 2008 alle 20:39
Ce ne sono tanti a Kabul. Io adoro Alberto Cairo soprattutto, sicuramente sai chi è.
Giugno 28th, 2008 alle 20:58
mi spiace pino non so ki è..ma se ne parli saro’ lieta di leggere cosa ha fatto.grazie e scusa la mia ignoranza(nel senso di non conoscere!!).ciao pino barbi
Giugno 28th, 2008 alle 21:19
Intanto leggiti questo ALBERTO CAIRO
Giugno 28th, 2008 alle 22:37
pino non ho parole!dovrebbero parlare di piu’ di queste persone!e non fare vedere nozze miliardarie o cose del genere!!mi fa schifo pensare come certe persone buttano via i soldi cosi’ mentre ci sono persone come il signor cairo che si fa veramente un …mazzo tanto x aiutare esseri umani in condizioni critiche!!grazie pino di avermi fatto conoscere una persona cosi’!! barbi
Giugno 28th, 2008 alle 22:49
Beh, io fatto almeno cinque servizi in televisione su Cairo. Ci sono tanti eroi sconosciuti nel mondo.
Giugno 28th, 2008 alle 23:21
sono concorde con te!!vi auguro buona notte a tutti e buona domenica!!!ciao pino!barbi
Giugno 28th, 2008 alle 23:49
Dopo un pio d’ore a casa di amici torno e trovo pochi commenti ma vari link su cui cliccare…ed io ho cliccato! Ho letto un po’ di Cairo e un po’ del Caporal Maggiore. La prima, un’esperienza di grande umanità e anche di grande coraggio, che però approfondirò ad un orario più consono alla lettura. La seconda, un meraviglioso “diario di bordo”. Forse Antonella-Herat avrebbe apprezzato molto… Ma ho apprezzato anche io, nonostante il mio ragazzo sia a Kabul.
Però Pino, mamma mia, ci metti sempre nuove cose da leggere ed io non so davvero dove andare prima!!! Se potessi avere il pc sul letto starei a leggere anche tutta la notte! Quando mi è possibile, stampo e poi leggo la sera prima di dormire..ma qui si tratta di blog e quindi non si può. Grazie comunque, davvero. Quelle di stasera sono esperienze diverse, forse lontane tra loro per diversi argomenti trattati, ma sono i due risvolti della stessa medaglia. Non ti so spiegare… Sono assetata di sapere, di conoscere, e tu mi stai dando tanto per far sì che plachi la mia sete…momentaneamente, finchè non arriva un nuovo argomento, un nuovo blog, nuove esperienze.
Giugno 29th, 2008 alle 00:12
Come, un nuovo blog? Il blog è questo basta….
Scherzo, si tratta di una scelta. I blog sono tanti, tantissimi e ma poi uno si rifugia dove si trova bene.
E mi pare che qui stiamo bene. Gli spunti sono infiniti. C’è la vita.
Poi il blog, l’ho sempre detto, si fa insieme. Questa è la differenza con un sito (che è statico, solo una vetrina). A me spetta il compito di stimolare, suggerendo gli argomenti, moderare, intervenire con l’esperienza ma poi il dibattito è fatto da voi. E se questo nuovo blog è cresciuto in fretta, non mi stancherò mai di ripeterlo, è merito vostro.
Giugno 29th, 2008 alle 08:59
Buondì Pino. Forse mi sono espressa male. Non parlavo di nuovi blog in cui mi trasferirò, parlavo di blog da cui apprenderò altre cose, tipo quello di Alberto Cairo o del Caporal Maggiore. Leggerò le loro esperienza sul campo, imparerò nuove cose…ma è ovvio che “il primo amore non si scorda mai”! Intanto ieri sera quando sono tornata a casa ho rivisto per la terza volta Il cacciatore di aquiloni, ponendo ovviamente più attenzione ai particolari. L’ho seguito da un’ottica diversa rispetto a quando l’ho visto al cinema o la prima volta qui a casa. Ad esempio, tornano al burqa, in tutto il film non emerge un colore specifico, ma nella scena della lapidazione della donna adultera nel campo sportivo risalta molto l’azzurro di tutti i burqa in contrasto con i colori spenti degli abiti maschili. Buona giornata e buona domenica a tutti!
Faccio un giro di agenzie per vedere se ci sono news di rilievo.
Giugno 29th, 2008 alle 10:02
Ambè!
Giugno 29th, 2008 alle 11:05
erano le 4 quasi ancora una volta l’alba su un cielo terso e limpido dopo un po di giorni di tempesta di sabbia da kabul.
stamattina sembra che, nella scuola accanto alla nostra piccola base, fosse giorno di esami. le classi all’aperto ognuno con i propri quadermi, dopo quello che sembrava un dettato dei maestri, tutti chini a scrivere fitto e in assoluto silenzio. man mano che riconsegnavano i quaderni via tutti a giocare a pallone.
gli abbiamo un po rotto le uova nel paniere però, dovevamo andar via in elicottero perche la parte migliore dell prato dove giocare era occupata da noi.
volo veloce a rasentare i tetti delle case e schivare le colline ed atterraggio in mezzo alla polvere.
ho portato per quanto possibile i saluti di tutti quelli che cercavano contatti con quanti sono qui.
credo signor scaccia che avremo modo di incontrarci presto…
un saluto a tutti
Giugno 29th, 2008 alle 11:28
Ho visto e letto del Caporal Maggiore ,anche se Herat, sono andata anch’io per mercati e strade ricche di umanità variopinta..le stesse che percorre da qualche mese mio figlio.Grazie.Pino ci sono notizie della visita ministro?Alle 13 speranze di vedere qualche filmato?
Giugno 29th, 2008 alle 11:33
Non dovrebbero esserci servizi prima di martedì alle 13,30. Non posso entrare nei dettagli della visita del ministro per sicurezza.
Giugno 29th, 2008 alle 11:42
Martedì non mi perderò un TG.Stella.Da quando non sono più “mamma” hai smesso di “volermi bene”?
Giugno 29th, 2008 alle 14:33
Come no Franca! Io sono sempre qui, solo che il caldo mi abbacchia molto! Poi, sinceramente proprio, mi spiace per il viaggio annullato di Pino. Mi ero illusa che avremmo avuto il nostro inviato speciale… e invece no! Anche se il mio ragazzo non è a Camp Invicta da oggi e per un po’, ma sarei stata ugualmente felice.
Giugno 30th, 2008 alle 20:40
Sarajevo 21-03-1997.Ciao a tutti.anche se è tardi x scrivere sono arrivato sano e salvo.Siamo partiti da Pisa verso le 10 e siamo atterrati a Sarajevo alle 11,40.Ad attenderci c’erano i legionari francesie i Carabinieri paracadutisti (Tuscania).poi sono arrivati i nostri mezzi che ci hanno portato alla base.Durante il tragitto il paesaggio non era dei piu’ belli:cimiteri ovunque,distruzione.circa 20 minuti dopo ci siamo trovati nel vialone principale il tristemente famoso”viale dei cecchini” quello dove,circa 3 anni fa’,era il punto piu’della citta’.Mi ha lasciato perplesso il vedere,come dopo tanti anni di guerra,la popolazionesi sia ripresa.Le strade sono piene di gente e macchine.Ma basta andare sulle alture,dove c’erano le batterie d’artiglieria che bombardavano Sarajevo,ossia alla discarica x vedere la gente in che condizioni vivono.Bambini piccoli e grandi che rincorrono i camion della spazzatura x cercare qualcosa da mangiare o da vestire.oggi col mio collega abbiamo portato 15/20 razioni da combattimento(cibo),appena abbiamo potuto le abbiamo lanciate alla gente ,sul ciglio della strada.Per questo che vi ho chiesto del cibo nel pacco che mi spedirete.Mi è rimasta in mente una bambina che era talmente piccola che quando gli ho dato il pacco della razione e una lattina di coca-cola,non lo piu’ vista,vedevo solo un pacco camminare con due gambine denutrite era piu’ grosso il pacco che lei.quando possiamo andare alla discarica e possiamo portare cibo e bere,lo diamo con tutto il cuore… il 13 aprile viene il Papa e siamo tutti agitati perchè ci sono state minacce contro di Lui.ora vi saluto sono le 23.salutate tutti a diano!!bacioni giorgio w l’italia!
Giugno 30th, 2008 alle 20:47
ciao pino come ti avevo detto ti scrivo la lettera che gio’ mando’ nel ‘97 da sarajevo.non è tutta perchè alcune cose nn si possono scrivere pero’ le cose piu’ significative c sono.nel rileggerla mi è preso un groppo in gola….la custodisco come una reliquia anche perchè era vun tipo che non scriveva mai!!grazie pino x fare capire a quelle persone che ancora danno contro ai nostri soldati,che cosa veramente fanno in quelle terre martoriate!!!barbara
Luglio 1st, 2008 alle 02:28
Domani la metterò come post. Grazie.