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Per chi suona la campana
By pino scaccia | Giugno 23, 2008
“Di certe storie si parla sempre troppo poco; e di questa poi in particolare, che non è neanche facile da seguire, che è una storia complicata, seppur cristallina nel suo orrore, con un sacco di date e nomi da ricordare, non si parla più. In passato se ne è parlato si, ma di certo non abbastanza, o non abbastanza da fare massa critica perché succeda qualcosa. Dal 3 giugno 2005 Carlo Parlanti si trova rinchiuso nel carcere di Avenal, California: è stato condannato per reati che non ha mai commesso, accusato da una teste squilibrata, durante un processo farsa. Possibile? Negli Stati Uniti? Nella land of freedom che qualcuno, magari a capo di qualche quotidiano d’opinione di poche pagine, considera tale? Si, possibile.” E’ necessario prendere coscienza di quanto succede e fare in modo che questo crimine non continui e mai possa ripetersi, perché come dice John Donne: non ti chiedere per chi suona la campana, sta suonando per te”. Katia Anedda
“Carlo Parlanti è un tecnico informatico italiano attualmente detenuto in un carcere della California con una condanna a nove anni per violenza e stupro. La sua famiglia e la sua compagna da anni si battono perché il processo che venga riaperto e la sua innocenza riconosciuta hanno pubblicato tutta la documentazione sul sito dedicato alla vicenda. Laureato in Fisica negli anni ‘80, Carlo ha cominciato a lavorare come manager analista di sistemi compiendo una rapida carriera e viaggiando molto in Europa e negli Stati Uniti, dove si trasferisce nel 1996. Nel 2002 infatti rientra in Italia pur continuando a viaggiare moltissimo per lavoro. Nel luglio del 2004, mentre si trova a Dusseldorf, viene arrestato dalla polizia tedesca in seguito a un mandato di cattura internazionale emesso dagli Stati Uniti dopo la denuncia per violenza e stupro fatta due anni prima da Rebecca Mckay White, ex convivente di Carlo, estradato dopo un anno negli Stati Uniti dov’è processato e condannato. Carlo si proclama innocente. La vicenda processuale, in effetti, presenta molti punti oscuri a cominciare dalle numerose contraddizioni e ritrattazioni nella testimonianza di Rebecca White, dalla mancanza di una certificazione medica che attesti la violenza subita, dal ritardo con cui la denuncia è stata presentata rispetto all’accaduto. Le indagini della polizia sembrano essere state molto superficiali e il processo a senso unico, come se non vi fosse alcun desiderio di accertare la verità, stando a quanto raccontano amici e parenti del nostro connazionale”. Italiani prigionieri del silenzio
Topics: persone | 26 Comments »


Giugno 23rd, 2008 alle 14:54
Grazie Pino di aver dato spazio ad una storia come quella del Parlanti. Un uomo vittima di una gravissima ingiustizia che continua a perpetrarsi giorno dopo giorno nonostante le prove della sua innocenza siano ora, grazie al criminologo Marco Strano, sotto gli occhi di tutti. Se non è consentito ovviamente cancellalo, ma permettimi di citare la pagina del sito di Carlo dove sono raccolte i risultati finora resi pubblici del Professor Strano: http://www.carloparlanti.it/ScenaDelCrimine.htm
Grazie ancora per aver dato spazio alla storia di Carlo, sperando che quest’incubo per lui possa finire presto.
Giugno 23rd, 2008 alle 15:26
Un impianto probatorio contraddittorio, inverosimile e inconsistente e la volontà di condannare comunque. Inspiegabile se non come tentativo (politico) di precostituire il materiale per un “baratto”. Ma evidentemente (Cermis, Calipari, ecc.) siamo troppo deboli anche per quello. All’arroganza continuiamo ad opporre la nostra ….flessibilità, ma il fioretto non serve se l’avversario USA la clava.
Giugno 23rd, 2008 alle 15:34
E che baratto sia, allora. E’ già successo con la Baraldini in concomitanza con il Cermis. Diciamo che Parlanti vale almeno Lozano.
Giugno 23rd, 2008 alle 15:44
Forse dovremmo smettere di accompagnare il sorriso alla nostra umiliante incapacità di essere Stato sovrano (ed Europa). Ma, già, per quello occorrono più statisti e meno pacche sulle spalle.
Giugno 23rd, 2008 alle 16:14
.. credo ti sia scappata una S di troppo sull’ultima frase, Pipistro…
Giugno 23rd, 2008 alle 17:30
Uso questo post perchè è l’ultimo. Allora, padreBrown gli ultimi undici post non riguardano le “lettere dal fronte” che proprio non sono presenti in homepage. Ma “quelle che restano a casa” sono presentissime, anche su altri argomenti, e questo mi fa felice. Del resto spetta agli ospiti alimentare il dibattito: mi pare che gli argomenti che sfodero sono di varia natura. Giusto per chiarire.
Giugno 23rd, 2008 alle 19:25
Prendo atto che il mio “timore” – e del tutto personale – sia stato infondato. La Torre è una Babele di opioni, e questo è quello che spero di trovare sempre, qui. Poi, diciamo che qualche “letterina” ve la concedo, va….
Giugno 23rd, 2008 alle 20:52
Quelle che restano a casa sentitamente ringraziano per la gentile concessione! Sono poco presente perchè il caldo di ieri e oggi mi ha spossato completamente!
Giugno 23rd, 2008 alle 23:15
Grazie Pino, ancora una volta ho potuto contare sulla tua solidarieta’. Mi piacerebbe che si facessero dei commenti sui video citati da Valentina. E’ la prova scientifica che un Italiano e’ condannato ingiustamente e chi di dovere non si vergogna ancora nel tacere.
Il crimine piu’ grande e’ conoscere la verita e tacerla ad altri, non mi piace pensare che nel nostro paese ci siano tanti criminali a cominciare da chi ci vuole rappresentare
Katia Anedda
Giugno 24th, 2008 alle 10:35
Grazie Stella.. ma tornando al post purtroppo, e dico purtroppo, non mi meraviglia questa storia. Perchè conosco l’America. In America una delle maggiori preoccupazioni (dopo il terrorismo) è la violenza sulle donne. Per combattere questa loro piaga, che con l’alcolismo acuto che hanno è davvero un problema enorme, e con il loro moralismo e con gli avvocati jene che troppo spesso hanno liberato orchi, le denunce di stupro in America danno sempre ragione alla donna. Mi raccontava un professore italiano che insegna in America, che quando ci sono i colloqui con le studentesse ha paura di una cosa del genere e cerca sempre di avere un testimone presente. O la porta aperta. Mi diceva che ci sono colleghi che filmano i colloqui proprio per evitare storie di questo qui. La cosa da meravigliarsi, invece, è l’assoluto silenzio della nostra diplomazia. Quello si.
Giugno 24th, 2008 alle 14:03
Padre Brown allora sei un giornalista? Può darsi che tu lo abbia già detto ma essendo “nuova” l’ho capito adesso.Se si c’è un motivo particolare per il quale(se è possibile) non usi tuo vero nome come Pino?
Giugno 24th, 2008 alle 14:53
Non è un giornalista.
Giugno 24th, 2008 alle 15:01
Non ti sfugge nulla! Pino ,ma a Kabul c’è così tanta polvere? Mio figlio nei collegamenti ha sempre occhi rossi. Dice che è la polvere.
Giugno 24th, 2008 alle 15:05
Quasi nulla…
Sì, l’ho scritto tempo fa. A Kabul non ci sono alternative: o la polvere o il fango (d’inverno). La polvere è peggio, ti si infila dappertutto. In questo periodo è terribile.
Giugno 24th, 2008 alle 15:36
Sono uno che osserva molto. E cerca di capire. La gente, dico. Uso il viaggio come scoperta… e soprattutto non ho preconcetti.. viaggiare il mondo, Pino concorderà, ti fa capire che i preconcetti sono (troppo )spesso falsi.. E non mi offendere piu chiamandomi giornalista… (SCHERZO PINOOO….)
E poi chi ti dice che chiamandomi Mr Brown il mio babbo non abbia avuto la genialata di chiamarmi Padre? (per cronaca non mi chiamo nè brown nè padre,ma è il mio blogghino a cui sono legato per questioni… orientali)
PS. e risiamo andati sul figliolo…… ma ho gia detto che ti perdono….
Giugno 24th, 2008 alle 19:34
O Padre Brown secondo te una mamma di cosa dorebbe trattare del sesso degli angeli? o più semplicemente di ricette ? Grazie per il perdono anche perchè il mio padre (guida )spirituale è a Lourdes.
Giugno 25th, 2008 alle 09:26
Padre Brown mi sa che io e te abitiamo in città molto, molto vicine.
Giugno 25th, 2008 alle 09:45
Dici? ….. devo cominciare a nascondere la macchina onde evitare righe strane?
Giugno 25th, 2008 alle 13:13
padre Brown, vero quello che dici sulle violenze, in USA e’ stato fatto anche uno studio a questo proposito, ne trovi un bell articolo su http://abuse.suite101.com/article.cfm/false_allegations
ma il caso di Carlo va ben oltre, io ti pregherei di guardare i video che sono tratti dalla trasmissione scena del crimine e postati su
http://www.carloparlanti.it/ScenaDelCrimine.htm
anche con sottotitoli in inglese, ti pregherei in un tuo commento e farmi sapere sopratutto come si fa a non chiedersi:
Il governo dov’e'? La gente non si indigna? Le vere vittime di violenza non si sentono violentate per l’ennesima volta?
Ti pregherei anche di leggere la mia lettera inoltrata al nostro capo del governo che trovi su
http://www.prigionieridelsilenzio.it
quello che e’ piu interessante il tuo parere su questo video shock
Giugno 25th, 2008 alle 13:14
Non era mica una minaccia.
Giugno 25th, 2008 alle 14:56
Cara Katya ti ringrazio della considerazione che mi dai, ma haimè io sono solo testimone della situazione americana. Purtroppo quello che vedo non è niente di nuovo. Mi spiego: lo so che logicamente le vere vittime dovrebbero indignarsi, ma purtroppo il gap culturale che l’America (indubbiamente) ha lo si può scorgere ancora piu marcatamente proprio nelle questioni..civili. Ecco. Nel paese della politica, l’Italia, una cosa del genere non sarebbe potuta succedere. E questo è uno dei tanti punti a favore della nostra cultura. Io non conosco il tuo caso specifico e non so perchè il nostro di governo sembra, ripeto sembra (ribadisco che non consoco i contorni), che stia con le mani in mano. Sarebbe potuto essere un ultimo grande “omaggio” dell’amico all’amico (e sappiamo di chi stiamo parlando).Purtroppo sulla violenza sulle donne l’America ha gli occhi bendati. Posso capirne anche i motivi perchè noi non abbiamo idea di cosa succedain quel paese. Notizia di questi giorni l’asilo nel Texas. Era accanto alla sede del giornale, ma nessuno si accorgeva.
L’unico consiglio che posso darti, e chiedo il permesso anche a Pino Scaccia di potertelo dare, è di fare pressione presso il nostro di governo. Da parte di quello americano non avrai mai nessuno aiuto. Ripeto, non per pregiudizi ma per ottusità culturale. Devi insistere presso di noi e mettere alla luce questa storia il piu possibile.
Giugno 25th, 2008 alle 23:50
Caro Padre Brown ho bisogno dell aiuto di tutti voi per mettere alla luce questa storia il piu possibile, perche’ e’ scandalosa. Devo dedurre dalla tua risposta che hai visto i video che ho linkato? Se noti nei video gli stessi esperti dichiarano che sono state commesse azioni illegali per la stessa legge statunitense. Non e’ quello il problema. Perche’ il governo non si muove? Sono gli USA e hanno estradato Carlo irregolarmente pensando che per un caso di stupro nessuno sarebbe entrato nel dettaglio e ora che palesemente si si sbatte in faccia che ci son prove false, crimini etc non possono dire :abbiamo sbagliato; e Carlo Parlanti chi e’ per scomodare un nostro ministro a chiedere spiegazioni ufficialmente agli USA? Carlo Parlanti e’ solo un genio informatico facente parte di una famiglia normale, quindi perche’ scomodare il nostro primo ministro? Si trova mica suo figlio in quella situazione, con crimini contro la sua persona. Nino Marazzita dice che non ci si puo tirare indietro per amor della giustizia e che nessun avvocato italiano lo farebbe, ma io non vedo la fila di avvocati italiani che stanno impiegando il loro tempo per amor di giustizia
Giugno 26th, 2008 alle 11:51
Cara Katya, purtroppo devo dirti che l’Amor di Giustizia è sepolta sotto l’amor per il denaro. Avvocati ancora per la legge se ne trovano, ma pochi disposti a non averne publicità. Gli Americani mia cara hanno un grosso difetto: non ammettono facilmente l’errore. Diciamo che non l’ammettono proprio. Soprattutto in seno giudiziario. Per farti capire: i giudici americani hanno il loro tribunale. NOn sono assegnati al tal tribunale. Ma in quel tribunale in quella aula c’è quel giudice. Difficile ammettino un loro errore. Ne va della reputazione. Ecco. Per quanto riguarda l’Italia che rimane l’unico paese sul quale devi fare pressione (questo è il miopersonale consiglio) non devi pensare che non ti seguano perche non è il loro figlio etc etc. Non è cosi. I politici hanno mille impengi e si muovono se sono spinti dalla collettività quindi devi fare “casino” , devi portare alla stampa alla gente la vostra storia. Conobbi al storia della Baraldini alla magnifica trasmissione 60minuti e in Italai non si sapeva nulla. venne fuori la sua storia a livello “nazionale” e allora si adopererò anche la politica per lei. Ecco, una cosa che puoi fare in USA è interpellare la trasmisione 60minuti. Anche se è cambiata molto da allora, credo si occupano ancora di… verità.
Agosto 17th, 2008 alle 13:51
Caro Padre Brown, ci stiamo provando in tutti i modi con la televisione americana, ma non e’ facile, se pensa che la vicenda Parlanti e’ ancora piu scandalosa del romanzo l’Innocente di Grisham e nulla si muove, ci si chiede dove stiamo sbagliando. vi prego di leggere il fotodocumento tratto dalla trasmissione scena del crimine, uploadato su http://www.carloparlanti.it/Fumetto.pdf
o parte della trasmissione con sottotitoli in ingese su
http://www.carloparlanti.com/CrimeScene.htm
ora presto metteremo in linea anche il fotodocumento in inglese, mi faccia sapere, secondo lei cosa blocca la stampa americana a valutarlo
Katia
katia@carloparlanti.it
Settembre 30th, 2009 alle 16:55
Sono andata alla ricerca di questo vecchio post perchè, grazie a facebook, ho approfondito la storia di Carlo Parlanti. Ho letto la relazione fatta dal prof. Marco Strano e mi chiedo come sia possibile che quest’ uomo sia ancora in carcere…
Febbraio 15th, 2012 alle 18:44
[...] la storia di Carlo Parlanti? Ne ho parlato per anni qui sul blog. Bene, è tornato in Italia. E’ atterrato questa [...]