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Elegia per Nadia

By pino scaccia | luglio 17, 2008

Nadia Anjuman, 25 anni, poetessa afghana, il 4 novembre 2005 ad Herat, nel centro occidentale dell’Afghanistan, viene massacrata di botte dal marito per aver osato declamare in pubblico versi tratti da un libro di poesie, che parla d’amore, “Gul-e-dodi’” (Fiore rosso scuro) scritto prima del matrimonio. Nadia, madre di una bimba di sei mesi, era una tra le più affermate poetesse del Paese. La causa della sua morte è da imputarsi a percosse multiple alla testa. La polizia arresta il marito di lei e la suocera, con accusa di omicidio. L’uomo, sostiene che la causa della morte della moglie è il suicidio. Il marito, ricercatore universitario della facoltà di lettere, viene regolarmente processato, e assolto un anno dopo in ultima istanza dalla corte, tornando, dopo un breve soggiorno in carcere, al suo incarico universitario, riabilitato a tutti gli effetti. Per le autorità afgane Nadya è morta d’infarto. O si è suicidata. Non importa poi molto. (…) Nadia è solo una delle centinaia di vittime della violenza domestica che in Afghanistan continua a perpetrarsi contro le donne, prigioniere di mille libertà negate, e di cui solo ora si comincia finalmente a parlare. Herat (chiamata “Città dei poeti), vanta il primato della più alta percentuale di suicidi femminili. Non avendo a disposizione né armi, né farmaci e nemmeno case a più piani, le donne di Herat, per sfuggire al matrimonio a cui sono costrette in giovanissima età, usano il petrolio delle stufe di cucina per darsi fuoco, anticipando con l’unico gesto di autodeterminazione possibile, il proprio omicidio da parte di mariti, fratelli, padri. Bianca Madeccia Le poesie di Nadia  “Che cosa dovrei cantare? Io, che sono odiata dalla vita. Non c’è nessuna differenza tra cantare e non cantare. Perché dovrei parlare di dolcezza? (…) Sono stata silenziosa troppo a lungo. Ma non ho dimenticato la melodia”

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Topics: afghanistan, persone | 145 Comments »

145 risposte per “Elegia per Nadia”

  1. Stella scrive:
    luglio 17th, 2008 alle 08:28

    Storia come queste ne sto leggendo tante ultimamente, nei libri a cui dedico il mio tempo libero. C’ è chi è forte e resiste, ma c’ è anche chi soccombe e pensa che morire sia meglio che vivere (forse lo penserei anche io!). Perchè la loro non può essere definita vita. In un libro che ho letto (storia vera) , la protagonista diceva che nascere donna è una maledizione in certi paesi. E’ una punizione di Allah. Per fortuna che c’è chi dà voce a queste voci spente. Scusate il gioco di parole! Adesso io sto leggendo “La parrucchiare di Kabul”, un libro molto interessante e soprattutto un quadro della società afgana post-talebani. Buona giornata a tutti, anche a quelle donne che, a differenza nostra, neppure sanno dell’esistenza di un “coso” chiamato computer che ti mette in comunicazione con tutto il mondo e ti fa dire la tua!

  2. franca bassi scrive:
    luglio 17th, 2008 alle 08:46

    Per Nadia

    Ancora…ancora…ancora!
    un’altro fiore bianco
    è stato con violenza reciso!
    Le sue parole i suoi pensieri la sua anima
    per sempre hanno azzittito.
    Lei dalla gabbia è uscita.
    In uccello del Paradiso si è mutato.
    La luna ha colorato d’argento
    le sue piume per l’inverno.
    Il cielo per regalo
    le ha sfumate con i colori
    della primavera in fiore.
    D’oro il sole per le notti calde
    le da dorate e ricoperte di
    una polvere ricca di amore.
    Il colore delle foglie morte
    l’ autunno le ha sfiorate
    le ha donato una nuova vita
    piena di colore e di poesia.
    Se un giorno tu anima pura
    ti troverai a passare
    per quelle immense valli verdi
    e per quei monti innevati
    nelle notti illuninati dalla luna
    fermati…rilassati
    abbandona il tuo corpo!
    potrai udire note tintinnanti
    come un lume di cristallo
    accompagnate dal vento del nord
    che cantano per te poeta la sua poesia:
    L’amore di una donna libera!
    ti narrano a te solo per te
    viandante solitario
    l’amore per la terra
    l’amore per la vita.

    franca bassi

  3. carmen scrive:
    luglio 17th, 2008 alle 09:46

    Non ci posso credere… anche la poesia che da sempre nasce dai sentimenti più profondi in primo luogo dall’amore ora è causa di morte!! è assurdo! cosa vorrebero questi uomini afgani? un automa come moglie che esegue solo ordini e che non ha un proprio intelletto per rendersi conto delle assurdità di questo mondo…

  4. franca scrive:
    luglio 17th, 2008 alle 11:37

    Franca,le tue poesie sono sempre delle carezze,Anche quando parlano di morte.GrazIe.

  5. franca bassi scrive:
    luglio 17th, 2008 alle 12:41

    Ciao Franca grazie, non so cosa mi accade.Io leggo, penso un attimo e scrivo. Quando incontro nella mia strada, un’anima pura, scrivo per lei, sento dentro di me, la sua voce, e la mia mano condotta da lei, scrive per me.

  6. Gloria scrive:
    luglio 17th, 2008 alle 13:20

    che tristezza leggere quelle poesie: sono così dolci e piene di amore…Purtroppo nn è l’unica donna ke subisce qst violenze e che ha fatto qst terribile fine, cambia solo la motivazione ma in afghanistan come in Italia le donne vengono massacrate, violentate, denigrate da coloro ke si definiscono i nostri “AMORI” ma ke poi diventano i nostri carnefici. E anke quì, come da loro, nn tutte le donne hanno il coraggio di denunciare qst violenze, e continuano a fare il loro porko comodo uccidendoci dentro e spegnendo quel sorrido ke noi tt doniamo a ki ci ama.
    p.s.Altri elementi ke aggiungerei alla lista da portare “sull’isola dei bastardi” , tanto la giustizia anke in qst caso nn farebbe nulla…

  7. Pino Scaccia scrive:
    luglio 17th, 2008 alle 13:24

    Sono pericolosissime…. Appunto perchè parlano di amore.

  8. pipistro scrive:
    luglio 17th, 2008 alle 15:14

    Chiedo subito venia per la abnorme lunghezza del commento (si sà, una parola tira l’altra), ma vi assicuro che saltarne a pie’ pari la lettura non renderà alcuno più povero, né più ricco.

    Mi risulta difficile piangere di una situazione, di una persona, di un’ingiustizia, di un crimine, senza che da queste cose si possa trarre una denuncia, un programma, il germe di un’idea, una parola perchè le cose non restino perennemente uguali. Perchè la vita e la dignità delle persone non debba scontrarsi in eterno con un muro di primitiva intransigenza.

    Il sistema anacronistico e criminale impostato in Afghanistan a tutto il 2001 con il beneplacito e l’aiuto di troppi, poi parzialmente e malamente scalzato con il pretesto delle torri gemelle, non ha sofferto in nulla del cambiamento. L’ipocrita guerra dei mondi perpetrata da USA & Clienti è arrivata alle grotte in cui si è detto nascondersi il male personificato da un comodo capro (Osama) non più utile.

    Viceversa quello che era il modus vivendi della parte più debole della popolazione afghana (cioè tutta la parte femminile e molta di quella maschile), vessata dai principi locali, i cosiddetti warlords, i signori dell’oppio e le loro manovalanze, non è stato intaccato.

    Nel maggio scorso, parlando della posizione di Malalai Joya (“rising star” del panorama politico locale, minacciata e cacciata dal parlamento afghano), annotavo che Brad Adams, direttore per l’Asia di Human Rights Watch, aveva rammentato all’occidente che in giugno l’Afghanistan avrebbe “chiesto donazioni per miliardi di dollari in assistenza, presentandosi come democrazia emergente”. Se, allora, con la violenza delle armi si era intrapresa una campagna di conquista, con la potenza della diplomazia (e del denaro) forse sarebbe stato possibile sperare anche in una inversione di tendenza sotto il profilo dei diritti umani.

    E invece questo non è accaduto e non accadrà. Fatalmente. I cambiamenti non sono promossi dalle armi, dalla diplomazia, dal petrolio o dal denaro, che, in ogni caso, resta per lo più nelle stesse mani. Più facilmente sono promossi dal tempo, dagli scambi, dalla comunicazione e dalla cultura, unici elementi che con fatica riescono ad estirpare i rami secchi di culture (e religioni) asservite al mantenimento, con la forza e la prevaricazione, di un potere e di una stabilità precipuamente – occorre dirlo – maschili. Salvo – ogni tanto – l’avvento di una rivoluzione. Ma ha detto bene Stella ricordando l’esistenza attuale di “un “coso” chiamato computer che ti mette in comunicazione con tutto il mondo e ti fa dire la tua”. Un “coso chè è l’inizio, per quanto incruenta, di una rivoluzione.

    Ma, tornando al caso specifico, qualcuno avrà mai fatto veramente “pesare” a Karzai e relativa longa manus del parassitario potere della ricostruzione americana, che la dichiarata ’emergenza democratica’ afghana non arriva neppure ai confini di Kabul? Che la posizione della donna afghana è tuttora ancorata a pulsioni maschili di tipo talebano? Che una vedova povera è una donna a perdere? Che i suoi figli muoiono con lei per la strada per fame e freddo?

    Oppressa e compressa dalla religione del potere e dal potere della religione, la donna afghana è la prova vivente del fatto che l’esportazione occidentale di democrazia, cosa ben diversa da una ‘rivoluzione’, riguarda i lucrosi contratti da distribuire secondo la consueta logica clientelare, riguarda le vie del petrolio e del gas, le future e precarie alleanze, economiche e strategiche secondo i più fantasiosi disegni di egemonia e di conquista (quella vietata dalla Carta delle Nazioni Unite). E viene spesso dichiaratamente intrapresa in funzione del mantenimento di uno standard occidentale palesemente iniquo (“abbiamo bisogno di energia e di guerra per mantenere il nostro sistema di vita”).

    Tutte cose che naturalmente con la democrazia, anche con quella che si pretende debba passare attraverso un benessere di tipo esclusivamente occidentale, e con i fasulli presupposti agitati per giustificare l’invasione e la conquista, non c’entrano assolutamente nulla. Stupefacente è solo il fatto che qualcuno creda veramente che sia la carenza di diritti umani a condurci laggiù. Stupefacente è che sia dia credito a chi, in perfetta malafede, dai palazzi del potere finge ancora di crederci e si avvale della credulità popolare per assecondare i propri sogni malati.

  9. Zee scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 07:27

    Le donne di Herat

    “Sono stata silenziosa troppo a lungo. Ma non ho dimenticato la melodia” -Nadia Anjuman-

    Negli angoli remoti
    ci sono anelli per catene.
    Punti cardinali
    che spostano gli aghi da ricamo ad est.
    Nel paese dei poeti
    si scrivono nenie
    con l’odore acre
    della carne in fiamme.
    Si cancellano le parole
    entrando dalla gola fino al cuore.
    E le tempeste grondano il pianto
    nella mano che trema
    sulla via di fuga.
    Si perde la memoria nelle gambe,
    dei passi svelti contro il vento ,
    della voce limpida
    che soffia nella polvere.
    Nel paese del silenzio,
    l’alba reclama ancora una poesia.

  10. franca bassi scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 10:17

    Grazie Pipistro per il tuo scritto, lo rileggerò ancora, e ancora.
    Per me, semplice persona e anche di cultura media, è difficile comprendere certi meccanismi ‘dei potenti’, mi rifiuto di darne una risposta certa. Ho compreso,che su questa questa terra,ci sono popoli,che vivono nel loro spazio,in epoche differenti dalla nostra, e mi sembra assurdo,che si voglia cambiare il loro stile in fretta,occorre moltissimo tempo,le cose cambieranno per loro,ma con lentezza. I signori del petrolio,del gas, e i guerrafondai, non credo che possono cambiare i costumi,spostandosi nel tempo,noi non abbiamo la facoltà, il potere,il permesso di scolvolgere, la mentalità atavica dei popoli,chi pensa di farlo, si illude! possiamo cambiare solo a vantaggio del nostro potere economico, e possiamo anche uccidere, nel nome della loro’libertà’, ma mi chiedo: quale libertà? e di chi? Perdonami Pipistro,se non riesco a esprimere bene le mie idee,posso solo dirti che da umano, odio qualsiasi tipo di violenza, anche quella usata,in nome della libertà,delle usanze di costume e dell’onore.Un caro saluto

    franca

  11. pipistro scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 10:27

    Grazie a te Franca. E non preoccuparti, ti esprimi benissimo!

  12. Barba scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 10:49

    La letteratura, la poesia, la ricerca universitaria. Tutti elementi che dovrebbero essere il simbolo di un riscatto sulla mentalità e la cultura oscurantista del paese. Noi, occidentali, ci siamo illusi di portare democrazia e progresso. Abbiamo plaudito e ci siamo rallegrati e congratulati per aver portato le elezioni, per aver contribuito all’elezione “democratica” di un presidente che ha lo stesso potere di un sindaco di paese. Abbiamo creduto che, sconfitti i talebani, avremmo potuto mettere il paese su un sentiero che porta ad una cultura e ad una struttura sociale simil-occidentale.
    Certo qualche camionata di beni di prima necessità li abbiamo portati ed abbiamo contribuito alla ricostruzione di qualche infrastruttura. Magari anche qualche scuola. Tutte cose utili che, per quello che posso giudicare, non spostano di una virgola quella che è la situazione sociale del paese. Questo fatto dimostra che con i talebani o senza di essi, con la cultura o senza cultura, la mentalità, le tradizioni, gli usi non cambiano. O quanto meno non cambiano alla stessa velocità cui noi siamo abituati.. Prima o poi quindi, qualcuno deciderà che le priorità saranno altre e di punto in bianco tutti se ne andranno, armi e bagagli, senza aver sconfitto talebani e terrorismo, senza aver portato democrazia, senza aver potuto cambiare realmente la condizione femminile.

  13. Ale scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 12:20

    Mi associo…nel ringraziare Pipistro, di cui non è la prima volta mi colpisce lintelligenza acuta e la proprietà di espressione, e tutti gli altri che traducono le splendide poesie di Nadia Anjuman, che quest’ultima poi…è MERAVIGLIOSA. Veramente non ho parole per quanto è bella, e la sofferenza di questa donna piena di Dignità e dal cuore limpido e sacro…non può non commuovere.
    Infatti, ciò che più mi indigna è che donne così Belle, perchè bisogna esserlo per scrivere così, muoiano uccise per questo! mentre da noi viene ‘premiato’…il Vuoto : immagini volgari di corpi mercificati e sviliti sbattuti in mostra in ogni dove tra linguaggi truci e cinici, facce annacquate e sorrisi deformati nel grottesco, anzi no grottesco è un complimento…sostituiti da un ghigno, in un carrozzone triste e claudicante il cui unico spettacolo in grado di offrire è lo squallore della decadenza di un impero corrotto. Mi chiedo “chi” abbia da insegnare all’altro… e chi trasformerà per primo le proprie arretratezze. Chiaro che l’Amore è l’unico linguaggio valido, e la democrazia ne sarebbe la trascrizione materiale di questo, ma per ora è utopistico, infatti. Torno da Pipistro, per capirci qualcosa di questo drammatico momento storico, io la penso così : l’America è perfettamente coerente in certi metodi poco “ortodossi” (eufemismo ingenuo). La regina del mondo ha dato ampie dimostrazioni anche a noi nella seconda guerra mondiale (una persona a me carissima mi diceva di come fosse costretto a cercare i resti dei corpi dei suoi parenti…morti sotto bombardamenti americani in fase di liberazione), per non parlare delle bombe-giocattolo che non esiste cattiveria più atroce ma veramente e vorrei urlarlo questo, perchè è ATROCE!!!
    Naturalmente questo se lo sono “dimenticato” nell’attacco alle Torri.
    Ecco di questo sì…non so quanto inconsapevoli… tra una bottiglia e l’altra, che il ‘problema’ non è neanche Bush infatti, che come dice Pino in altro post è succube di Condy… e “sorelle” aggiungo io. Il problema è che dopo aver distrutto mezzo pianeta, in tutti i sensi, ora si ammette candidamente di “aver bisogno di energia e guerra per mantenere il nostro sistema di vita”, il chè esclude chiaramente qualsiasi astro nascente di altruismo, immedesimazione… democrazia. I neri in America non possono neanche studiare, gli viene impedito : solo materie ‘tecniche’ per loro, destinati perciò a manovalanza fin da piccoli. Gliene può importare qualcosa alle mille luci di N.Y. se donne afghane muoiono…per leggere poesie?! Stonerebbe. L’altro paradosso è che generalmente in momenti di sfascio e crisi profonde la tendenza sana sarebbe quella di rimettersi in discussione…riscoprendo una Coscienza, quella ‘cosa’ così scomoda che rischia di invertire certi istinti per l’appunto malati, e invece non si fa che ACCENTUARE le perversioni causa di tanto disastro: lo vediamo nel quotidiano stesso: c’è crisi economica? e i commercianti triplicano i prezzi perchè, dicono, “guadagniamo il doppio lavorando la metà” ! ecco lo slogan arhimanico occidentale. Ci continua a sfuggire la grande menzogna che ora si smaschera da sè nelle risultanze di certi pensieri : una folla di zombi barcollanti, smarriti, atterriti, nevrotici… perdenti. nell’aver perso proprio l’umanità dopo le conquiste materiali. L’Oriente ora si sta risvegliando, invece, da un lungo sonno… e chiaramente pretende, vuole, è abbagliato e desidera. Come spiegargli il nostro fallimento, quando noi stessi non intendiamo minimamemnte cambiare rotta? Non possiamo che sopportarne le conseguenze rovinose ormai, come Pinocchio dopo il paese dei balocchi : il grande impero è crollato, e io temo la terza guerra mondiale, che stavolta sarà economica. come lo è già, del resto, che l’unico linguaggio rimasto è quello. La Cina ci ha messi in ginocchio, e la Russia si associerà. Io l’unica speranza che continuo a mantenere è che si risvegli in ognuno, tutti, a partire da noi, la Coscienza morale insieme con la consapevolezza. Che da NOI infine dipende il nostro futuro del pianeta proprio. Se almeno continuassero i loro giochi di potere, più grandi di me che sono una piccola pulce in questo, ma tra noi esseri umani si conservasse quel minimo di…Umanità… appunto, forse la speranza davvero sarebbe l’ultima a morire, e non la prima ad ammalarsi.
    Pessimista?
    -scusate la lunghezza…-

  14. pipistro scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 15:05

    Afghanistan fatto di mondi diversi. Ce lo spiega in poche parole Jeffrey Stern ed è un occasione per leggere anche una interessante descrizione di un blogger coraggioso e intraprendente che conosciamo bene qui sulla Torre e che, forse, può essere il volto spontaneo – se agevolato dalla possibilità di comunicare – di un paese multiforme e sfortunato.

    Il link è all’articolo completo (in inglese), ma riporto di seguito due “frame” – in certa misura indipendenti – del pezzullo di Stern.

    “A Parigi, a pochi minuti dall’inizio del suo discorso alla Conferenza dei Donatori, il Presidente afghano Hamid Karzai ha espresso compiacimento per i “media indipendenti” del proprio paese che, “cresciuti in maniera esponenziale” dalla cacciata dei talebani, sarebbero i precursori dell’imminente ascesa dell’Afghanistan alla figura di uno stato rispettabile. Con freschi influssi di dollari per lo sviluppo, senza dubbio Karzai potrebbe costruire sulle fiorenti infrastrutture, coltivare una società legittima, istruire le donne, far evaporare gli estremisti e generalmente liberare il mondo dagli uomini neri col turbante. Ma non tutti la bevono. Benchè le infrastrutture della comunicazione si stiano sviluppando in Afghanistan ad un ritmo che mostra stridenti contrasti – i ragazzini scaricano video sui telefoni cellulari mentre nelle loro case manca l’elettricità per gran parte del giorno – la stampa generalizzata non si è sviluppata così velocemente. Considerata la crescita delle possibilità di accesso ai media da parte di occhi e menti locali, la stampa nazionale non è sofisticata come potrebbe essere”.

    “I lineamenti di Fekrat sono decisamente mongoloidi, conformemente alla sua eredità hazara. La sua pelle è ruvida e il suo aspetto è duro, potente in modo primitivo, una serie di denti sovradimensionati sono sistemati in un modo che potrebbe essere descritto, al meglio, come ribelle. E’ fieramente indipendente, addirittura irriverente, ma non ha mai avuto modo di credere nella benevolenza dell’autorità. Il padre di Fekrat lo voleva morto già a 12 anni perchè Nasim non si curava di Allah e si dimenticava di pregare, così che ha passato l’adolescenza badando a se stesso. Ha imparato da solo l’inglese, la fotografia, il giornalismo, l’anatomia di internet. E ha messo tutto insieme mettendo on line i suoi pensieri e le sue foto. Poi ha cominciato ad incoraggiare gli altri a fare lo stesso e a raccogliere danaro tramite i suoi siti web per andare in provincia a diffondere il suo vangelo”.

    Nasim Fekrat, il nostro amico, in questo momento è tra Berlino e Amburgo. Buon tutto Nasim!

  15. franca bassi scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 19:42

    Per Nasin tanta felicità e fortuna per tuoi progressi franca. Grazie Pipistro, sono contenta, che sono riuscita a spiegarmi.

  16. meri scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 22:58

    Con un collegamento precarissimo vi saluto tutti da un luogo lontano e vi dico che nella vita bastano un po’ di coraggio e di determinazione e tutto può succedere, anche che i sogni si avverino….
    e che Nadia, assistendo dal luogo in cui si trova a quello che mi sta succedendo, scriva una sua poesia per…noi.

  17. Pino Scaccia scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 23:04

    Scusate, break! Edizione straordinaria. Voi non lo sapete, ma io sì: Meri ci sta dando una grande notizia. Ne sono felice, sul serio. E’ una cara ragazza e merita la realizzazione di tutti i sogni. Naturalmente rispetto la sua riservatezza, ma quando deciderà di darla, credo che coinvolgerà emotivamente anche voi. Perchè in qualche maniera vi riguarda…. Basta, ho già detto troppo.
    Un abbraccio.

  18. StellAlpina scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 23:13

    Scommetto che Meri si trova in qualche luogo a noi familiare…

  19. franca scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 23:15

    Non mi dire che è dove c’è mio figlio?

  20. Ale scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 23:15

    :))) …e a me non servono i particolari… è così, infatti.
    IN BOCCA AL LUPO!

  21. Pino Scaccia scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 23:22

    Non è proprio così, ma in qualche maniera…

  22. Roberta scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 23:26

    Ora però mi sto incuriosendo! Mi sento emozionata all’idea che Meri possa essere in Afghanistan…

  23. StellAlpina scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 23:26

    Ahè Pino! E non ci farai dormire ora! Cattivo!

  24. Pino Scaccia scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 23:28

    Cercate di capirmi. Devo proteggere la sua riservatezza. Naturalmente conosco bene la situazione, ma spetta a lei raccontarla, se vuole. Posso solo dire, ed è l’ultimissimo elemento, che galeotta fu la Torre.
    Avete capito su che razza di superblog siete capitate?

  25. StellAlpina scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 23:35

    Posso avanzare un’ ipotesi? Si è innamorata di un ragazzo afghano ed ora è andata da lui.

  26. franca scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 23:36

    Si sono innamorati Meri e Nasim?

  27. Pino Scaccia scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 23:38

    ………………….

  28. franca scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 23:38

    Tanto manterrai il segreto .non per niente sei per metà siciliano.

  29. Pino Scaccia scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 23:39

    ?

  30. Pino Scaccia scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 23:39

    Mi spaventate.

  31. StellAlpina scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 23:42

    Stiamo fantasticando troppo? La cosa è più reale?

  32. pipistro scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 23:42

    Strada

    era una semplice lacrima
    un residuo d’anima
    una lacrima in eccesso
    che oliava il male di essere
    sempre se stesso
    una lacrima e parole alate
    per quel che valeva e vale
    vele spiegate ma non capite
    e distese nel carnevale
    talvolta col vento in poppa
    angoscia d’orizzonte lontano
    o strada sempre tanta e troppa
    ma piangendo sempre di meno
    sapore di luna e di luce
    e sale dalle acque rotte
    quando vieni rimbalzi e vai
    tra guai rivincita e rabbia
    e sabbia tra i piedi scalzi
    ma sapendo che arriverai

  33. Pino Scaccia scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 23:46

    Mi spaventate per il motivo opposto: il cervello (non sembra ma è un complimento).

    Francesco…ehm Pipistro, complimenti sul serio. Ti stai rivelando un eccellente poeta, anche. Oltre che amico degli amici….

  34. franca scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 23:50

    Ma avevi dubbi sul cervello delle donne?
    Pino…amico degli amici?pericolosissimo è…

  35. Pino Scaccia scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 23:52

    Franca, tu non lo sai ma anche Pipistro è siciliano…
    (anche se emigrato…)

  36. franca scrive:
    luglio 18th, 2008 alle 23:56

    Lo sapevo che le menti più eccelse sono sicule!
    Baciamu i manu a Cicciuzzu pi ‘a valintizza a scriviri sti beddi puisii…

  37. pipistro scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 00:00

    Grazie ragazzi. E’ una poesia ma anche, nel caso, una dedica per persone fuori …dal comune.

  38. StellAlpina scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 12:52

    Speriamo che Mericonci si faccia sentire presto…sto ancora facendo ipotesi su di lei… Il suo blog è pieno di post che riguardano l’ Afghanistan…qui gatta ci cova!

  39. Pino Scaccia scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 12:56

    Ma va?

  40. StellAlpina scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 13:19

    E dai Pino!!!! Un indizietto…

  41. Pino Scaccia scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 13:27

    Ancora? Se torni indietro …hai un mare di indizi. Pure troppi.

  42. franca scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 13:33

    Stella…è tutto rivelato dai puntini di Pino.Riflettici.Comunque è giusto che sia l’interessata a raccontarci.Un po’ di mistero( su fatti belli) non dispiace.

  43. anna rita scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 13:37

    Pino qst uccide la moglie xkè declamava versi in pubblico…..bene!!!
    E poi qnd dico che nn stanno bene e sono folli dici di no…….
    ma!!!!!!!!!!!!!!!

  44. Pino Scaccia scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 13:47

    Non ci capiamo. Non è follia. E’ qualcosa di molto peggio.

  45. Pino Scaccia scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 13:51

    Meri comunque si è fatta viva stamattina con un’email. Tutto bene.

  46. NyFrigg scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 13:53

    Un abbraccio a Mericonci che ci insegna una cosa bellissima.: essere straordinariamente vicini in un mondo che ci vuole lontani.

  47. StellAlpina scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 13:54

    Mi sa che hai ragione tu, è molto peggio della follia. Nella follia c’ è qualche ingranaggio che si è inceppato, per cui le persone compiono gesti inconsulti. In questo caso si tratta di persone che si autoconvincono di fare certe cose nel nome del proprio Dio. O meglio, vengono convinti. Perchè di sicuro il bambino di 13 anni non può essere folle! E siccome per loro la religione è parte integrante della loro vita, nel senso che non è come a noi, un aspetto della nostra vita. No. Da loro tutto ruota intorno alla religione. La religione è tutto.

  48. StellAlpina scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 13:55

    Grazie perchè ci tieni informate sullo stato di salute di Meri…. 😛 Ora vado a rileggere i commenti, può darsi ci capisca qualcosa in più…

  49. Pino Scaccia scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 13:56

    La follia è un alibi. Facile dire: tanto sono matti. I matti si curano. No, non sono matti. E Annarita non riesce ancora a capire quanto sia molto piu difficile, quasi impossibile, risolvere la questione.

  50. StellAlpina scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 13:57

    I commenti 26 e 27 sono esplicativi. E anche il riferimento alla vecchia Torre, nel 24.

  51. Pino Scaccia scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 13:59

    ………………………………….

  52. StellAlpina scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 14:01

    Ieri sera parlavo via sms con il mio ragazzo, gli dicevo che per me è assurdo sapere che per il popolo afghano avere 10 euro è una ricchezza, mentre per noi non sono quasi niente! Ma lui mi diceva che dare 10 euro ad un bambino o ad un uomo che chiede l’elemosina è facile, li prendi dalla tasca e li metti nelle loro mani. Li rendi molto felici al momento….ma solo al momento, appunto, perchè quei soldi non saranno in grado di gestirli e poco dopo saranno di nuovo punt e a capo. Dice che devono imparare a camminare con le loro gambe e non a cavallo di altri. E’ vero tutto questo, ma credo che abbiano bisogno di chi glielo insegni, di una guida. No? Stavo pensando alle favole di Ceglieterrestre… Vorrei mettere un post nel mio blog msn per poterle vendere e mandare a lei il ricavato, mi piacerebbe molto… Che ne dici ceglie?

  53. franca scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 14:05

    Alleluja Stella.Meno male che dovevi andare in polizia!
    Non arrabiarti con me .A volte ho voglia di scherzare.E poi sono sempre una mamma!Brontolona.

  54. Pino Scaccia scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 14:09

    Ahà, stavolta ha proprio ragione la mamma. Si vede che in famiglia sono abituati alle investigazioni…

  55. franca scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 14:10

    Nell’altro post il dolore per un amore “incompreso”…in questo la gioia per un amore condiviso è…fuori dagli schemi.La vita e le sue affascinanti sfumature

  56. Ale scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 14:10

    … davvero commuove!
    AUGURONI ragazzi!

  57. Pino Scaccia scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 14:10

    Stella, ha ragione il tuo ragazzo. A chi ha bisogno non serve dare i pesci, ma bisogna insegnare a pescare.
    Dare i pesce è da colonizzatori.

  58. StellAlpina scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 14:12

    Ma Alleluja perchè ho capito? Apposta ho rinunciato alla Polizia, perchè arrivo tardi alle conclusioni! Ihihih. E così ho deciso di studiare lingue!
    Sto preparando un post per il mio blog msn, per “stimolare” i miei amici ad aiutarmi. Pino, prenderò qualche testimonianza dal tuo blog, tipo La grande fame, citando fonte e autore ovviamente. Posso? Ceglie fammi sapere se posso pubblicizzare le tue favole il cui ricavato va ai bambini afghani! Io ci provo, spero che chi mi circonda non resti sordo!

  59. Pino Scaccia scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 14:12

    Stella, sei la padrona.

  60. NyFrigg scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 14:13

    Già però bisogna anche dare loro il modo di costruire una canna da pesca. E questo possiamo solo farlo regalando il nostro troppo.

  61. StellAlpina scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 14:14

    E adesso ho collegato anche un’altra cosa… Se non erro, Nasim è in Europa adesso… Basta, non dico più niente!

  62. Pino Scaccia scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 14:15

    !!!!!!!!!!!!!!!!!!

  63. franca scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 14:19

    Pino,lo avevo già scritto qualche tempo fa.Ero pronta per entrare in Polizia ai tempi dell’Università.Ispettrice.Ma ha prevalso l’amore e la vocazione per la famiglia.Non sarei stata capace di sdoppiarmi.Mi auguro d’esser stata una buona madre.Di poliziotte brave ne abbiamo tante.Di mamma i miei figli solo una.E’ meno male direbbero…chi ne sopporterebbe due.

  64. Pino Scaccia scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 14:21

    E poi ci sarebbe stato il derby in famiglia….

  65. franca scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 14:27

    Avrei vinto io.Noi donne siamo più intuitive.Pensiamo a 360 gradi.Mio marito dice che mentre sta pensando la risposta da darmi io ho già formulato altra domanda.Lo confondo.Anche tua moglie è così?

  66. Pino Scaccia scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 14:30

    Ah, quella famosa costola… E’ stato un errore grave…. (Però sarebbe stato noioso).

  67. carmen scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 14:35

    Hai avuto coraggio Franca a rinunciare al tuo desiderio per la famiglia.. non so quante donne lo farebbero oggi! sai anche io vorrei una famiglia.. io ho un lavoro che mi piace molto e mi prende molto tempo, ma sarei disposta a togliere un pò di spazio al lavoro per non rinunciare al sogno di formare la mia famiglia… in realtà il pensiero che mi spaventa di più sarebbero i periodi di lontanza del mio uomo dai futuri “pargoli”, questo mi sembra il sacrificio più grande!

  68. franca scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 15:11

    Carmen è vero quello che dici.Per i figli i genitori sono entrambi importanti.Io ho sempre seguito mio marito nei suoi continui trasferimenti.Non è facile ricominciare tutte le volte in luoghi e persone diverse.Oggi sono contenta di averlo seguito.Soprattutto per i miei figli.I sacrifici si dimenticano,La gioia e anche la soddisfazione di avere dei figli “a modo”è di gran lunga maggiore ai problemi incontrati.

  69. StellAlpina scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 15:26

    Pino! E correggimeli i post quando sbaglio! Sennò sembro un’asina!!!
    Intanto attendo ceglieterrestre per far partire il mio “progetto”.

  70. Pino Scaccia scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 15:45

    Ma se li correggo sempre… (mica solo i tuoi). Non sei un’asina, è che vai sempre di fretta, anche quando scrivi…

  71. StellAlpina scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 15:53

    E’ vero! Hai colpito in pieno. Faccio tremila cose contemporaneamente, me lo dice anche mia mamma che sono un terremoto!

  72. Martina scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 17:45

    Sono entrata in questo sito qualche mese fa per caso..alla ricerca di informazioni sull’Afghanistan.
    Ho inziato per amore..c’è una persona alla quale tengo molto, ma nonostante l’inevitabile rottura verso cui procederà la nostra storia, devo ringraziare questo giovane soldato perchè è grazie a lui che non c’è giorno che non passi di qui, non c’è giorno in cui non leggo di storie incredibili, d’amore, di passione e coraggio.
    Guardo queste immagini per lungo tempo, perchè spero che rimangano impresse nella mia mente per tutto il giorno, per non dimenticare quanto sono fortunata.
    Inoltre la mia ammirazione per Lei è grande, è tale da farmi sentire piccola e spero tanto che un domani io possa trovare il suo stesso coraggio e, con il mio lavoro, aiutare gli altri allo stesso modo!
    Grazie con tutto il mio cuore

  73. Pino Scaccia scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 17:49

    Martina, mi imbarazzi. Io faccio semplicemente quello che fanno tutti quelli che hanno anima. Compresa te. Solo insieme, forse, si può cambiare qualcosa.

  74. ceglieterrestre scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 19:35

    Ciao Stella Alpina, se mi mandi il tuo indirizzo in privato, posso spedire un po’ di libri, poi troverai qualcuno che ti aiuta, io ho faticato, per arrivare a 900 euro, ho messo tre mesi. Anche se costa poco, è difficile venderli, non ti aspettare che lo prendono tutti. Sinceramente ci rimanevo male, sapendo che erano anche ricchi. Lo puoi regalare, a chi lo desidera, e non si può permettere di pagare i dieci euro, ci sarà qualcuno che ti da anche di più, devi vagliare e decidere da sola.Per i soldi, poi troveremo il sistema, per spedirli anche direttamente a kabul,per adesso,per un po’ mi devo fermare, sono molto stanca devo andare in Puglia, per riposarmi, mi porto il PC continuerò a scrivere i commenti.Il mio amico, Pino Santoro, sta completando la copertina del terzo volume e sta preparando un ‘yuo tube’per la trilogia della favola,appena pronto lo posterò sui blog, ho buone speranze di arrivare a fare un film per bambini, così spero di dare una spinta alla vendita,per mandare ancora ai bambini.L’inverno a kabul fa molto freddo, sai Stella, ci sono tanti bambini, che muoiono,solo perchè non hanno le scarpe.Ti ringrazio per la collaborazione. Domani vado dal folletto Buzzichino, che si trova in montagna, con il gruppo Boy Scout,oggi, ho preparato tante cose buone,da mangiare per i bambini, si mangerà, tutti insime sotto gli alberi,spero di fare delle immagini, che vi regalerò, su Blogfriends.Un caro saluto

  75. meri scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 19:53

    Ahò, mi allontano un po’ più del solito per sti cavoli di problemi “crucchi” con il pc , apro il blog e non capisco più se questa è la torre o un quiz di mike bongiorno in salsa novella2000…. 😀 😀
    Eddai, ragazzi, scherzo…. sono troppo felice in questo momento, vorrei abbracciarvi tutti, forteeeeeeeeeeeeee…
    chi “ci” ha regalato una poesia e la sua amicizia, quest’ultima da molto, chi ha compreso da tempo che solo l’amore può avvicinare le persone che altrimenti non si sarebbero mai incontrate al contrario di chi, invece, ama le porte chiuse, soprattutto quelle del cuore …chi è un curiosone ma per affetto, chi tifa per noi, chi non difetta di intuito…..TUTTI VOI!
    Grazieeeeeeeeeeee …..un abbraccio particolare a Pino, e mi fermo qua perchè le parole a volte non servono…

  76. Pino Scaccia scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 20:00

    Guardate un pò chi c’è!

  77. NyFrigg scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 20:03

    Eccola!
    Un abbraccione a voi due :-)

  78. StellAlpina scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 20:33

    Allora Franca Ceglie, ti lascio il mio indirizzo di posta, per sentirci lì. Con calma, rilassati. Io nel frattempo preparo il post per il mio blog e poi mi mandi un po’ delle tue favole. Di sicuro non arriverò a 900 euro! Però credo che tutto ciò che riuscirò a raccogliere sarà un mattoncino per costruire un aiuto per quei bambini. E magari le altre che restano a casa potrebbero fare lo stesso! Dai ragazze! Non ci costa nulla, se non un po’ del nostro tempo! Comunque il mio indirizzo è cassandra_sc@hotmail.it
    Un abbraccio. A presto. Ti auguro davvero che tu riesca a realizzare il sogno di un libro per bambini! A prestissimo!

  79. StellAlpina scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 20:35

    A proposito…non dico niente…solo un abbraccio ed un augurio a “quei due”…anche se non li conosco!

  80. StellAlpina scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 20:39

    Un favore Pino. Da qualche parte nel tuo blog c’era la foto di un bambino, scalzo coi piedini nella neve… Mi aiuti a trovarla?

  81. ceglieterrestre scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 20:42

    Ciao Meri adesso capisco perchè, non ti vedevo sul pc, tanti tanti auguri.Un grande abbraccio a voi , insieme a tanti bambini poveri .franca

  82. Pino Scaccia scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 22:21

    Stella, dici questa ?

  83. franca scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 22:44

    Che bello leggere Meri .La felicità di questi momenti è palpabile anche attraverso un freddo monitor.Sono contagiata dalla sua gioia.
    Stellina,hai ricevuto mio SOS?

  84. StellAlpina scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 23:03

    Esattamente! Ho trascorso questo sabato sera a leggere il tuo blog. Dall’ inizio però, cioè dal lontano 2003! Come un libro in pratica! Si comincia dall’ inizio. So che ci vorrà tempo per recuperare tutto, ma chi be comincia è già a metà dell’ opera!

  85. StellAlpina scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 23:11

    No Franca, che SOS? Dove?

  86. Pino Scaccia scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 23:14

    Stella, se trovi qualche errore o qualche omissione, segnalamelo per piacere. Basta che mi dici il giorno di pubblicazione.

  87. latorredibabele scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 23:17

    Il candidato democratico alla Casa Bianca, Barack Obama, è giunto questa mattina in Afghanistan, seconda tappa di un tour internazionale che lo vedrà anche in Medio Oriente e in Europa, e che si concluderà sabato prossimo. Obama è partito dagli Stati Uniti giovedì, e ieri è stato in Kuwait, dove ha visitato le truppe americane dispiegate nell’emirato.
    In Afghanistan ha incontrato alla base aerea di Jalalabad alcuni soldati Usa di stanza nella provincia afgana di Nangarhar. Domani Obama dovrebbe incontrare il presidente afgano Hamid Karzai, con cui dovrebbe discutere la strategia migliore per porre fine alla violenza estremista. “Voglio vedere di persona qual è la situazione”, ha detto Obama ai giornalisti prima di intraprendere il viaggio, che lo porterà anche a Bagdad. Obama ha precisato però di recarsi in Afghanistan e in Iraq come senatore statunitense e che spetta comunque al presidente George W. Bush discutere precise politiche con Karzai e con il primo ministro iracheno Nuri al-Maliki.

  88. StellAlpina scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 23:19

    Per il momento nulla. Solo una cosa ho notato e mi ha meravigliata, ma credo dipenda dalla tastiera. Il fatto che le vocali accentate tu le scriva singolarmente, aggiungendo poi l’accento, e non usando direttamente la forma accentata. Ossia: castita’ e non castità; e’ e non è…e così via. La tastiera lì non aveva gli stessi tasti?

  89. Pino Scaccia scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 23:22

    Esatto. All’inizio. Poi troverò il sistema.

  90. StellAlpina scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 23:22

    Si sono messi d’accordo lui e il ministro degli esteri francese?
    Quindi nel 2003 spesso si stava senza corrente elettrrica a Kabul. Adesso credo non capiti più, vero? Al tuo prossimo viaggio mi porti con te? 😛 Credo che al mio ragazzo verrebbe un infarto! E poi credo anche che la nostalgia mi ucciderebbe! Non sono poi così forte da riuscire a vedere tanto male, tanta sofferenza e tanta povertà senza risentirne fortemente!

  91. Pino Scaccia scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 23:24

    Gli verrebbe un infarto perchè arriveresti con me?….

    Adesso la situazione dell’energia è migliorata, ma ci sono ancora problemi.

  92. StellAlpina scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 23:27

    No, gli verrebbe un infarto a sapermi lì! Mi direbbe che sono una pazza! Ma l’energia elettrica viene erogata da compagnie di che nazionalità? Una semplice curiosità. Il paragone non regge, ma a Cuba nel dopo-rivoluzione l’energia elettrica era razionata e le compagnie erano USA…

  93. Pino Scaccia scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 23:36

    Afghanistan, dalla parte dei bambini RAPPORTO

  94. Pino Scaccia scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 23:38

    Non credo che sia razionata. Il problema è che bisogna rimettere in piedi tutto dopo decenni di guerre.

  95. carmen scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 23:43

    Buonasera! Pino anch’io stavo leggendo il tuo blog a ritroso… anzi dall’inizio,dal 2003 cioè dalla prima missione. Mi sembra passato tantissimo tempo… è stato quello il tuo primo viaggio a kabul? anche allora c’era il mio ragazzo là!
    Però sembra che ci siano stati dei miglioramenti della condizione della popolazione da allora ad oggi o no?

  96. Pino Scaccia scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 23:49

    No, la prima volta sono andato a Kabul nel dicembre del 2001, appena subito dopo i talebani. I militari ancora non c’era e l’ambasciata italiana era ancora chiusa. Se mi date un attimo vi regalo il racconto dal mio libro sulla “città che non c’è”.

    Sono arrivato proprio il giorno di Natale (nostro) e sono stato 36 giorni.

  97. StellAlpina scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 23:55

    Ma adesso in che anno sono? Nel 1387?

  98. StellAlpina scrive:
    luglio 19th, 2008 alle 23:56

    Mamma mia! 36 giorni! E’ tantissimo. E per essere il primo viaggio, la prima volta, immagino non sia stato facile..

  99. carmen scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 00:01

    Avevo immaginato, essendo inviato di guerra! si aspettiamo

  100. Pino Scaccia scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 00:06

    Avevo messo il link sbagliato, in realtà avevo già pubblicato il racconto della prima volta a KABUL

    Se seguite il blog piano piano scoprirete (quasi tutto), anche in che anno stanno gli afghani. Comunque, sì circa sette secoli indietro.

  101. carmen scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 00:14

    stasera in quanti siamo… mi sa che bastanole dita di una sola mano giusto?

  102. Pino Scaccia scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 00:17

    Sì, in questo momento in quattro.
    Però è normale: nel week-end molti non ci sono, lo dicono le statistiche.

  103. StellAlpina scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 00:20

    Io ho letto che nel marzo 2003 loro festeggiavano il capodanno del 1382. Se sono andati avanti di 5 anni, come noi, dovrebbero essere nel 1387…

  104. Pino Scaccia scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 00:26

    Giusto. Considera che il loro capodanno (Now Ruz) si celebra il 21 marzo che coincide con l’agira, la fuga di Maometto. Avvenne a Medina nel 622… basta fare i conti. Io sono un disastro. Se non sbaglio starebbero allora al 1386, ma non sono sicuro. Comunque siamo lì. Considera che ho passato anche un Capodanno in Iran e lì hanno addirittura un calendario diverso.

  105. StellAlpina scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 00:30

    Devo trovare assolutamente il tuo libro!
    Ho trovato un errore! Olè! All’ inizio del post hai scritto Osama NIN Laden e poi una frase, verso la fine, che non ho capito: “sembra serio e stare dalla mia parte, certo per lui sono un capitale.”

  106. carmen scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 00:32

    Quindi non c’è un calendario seguito da tutti i paesi arabi

  107. Pino Scaccia scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 00:34

    Ho controllato, per fortuna nel libro l’errore non c’è (è solo nel post). Quella frase? Siccome mi offre un affare sottolineo che “mi sembra serio” e poi anche che “sta dalla mia parte”. Però sono anche convinto che “per lui sono un capitale” e dunque può anche rifilarmi la fregatura.
    Ma è così difficile da capire?

  108. StellAlpina scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 00:34

    Oh mamma. Adesso però capiamo perchè sono così indietro!

  109. Pino Scaccia scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 00:38

    E’ un mondo tutto da scoprire, difficile, complicato, forse per questo chi lo conosce ne è attratto (come da una bella donna un pò strana).
    Certamente è un mondo lontano dal nostro. Bisogna sforzarsi di capirlo invece di combatterlo.
    C’è una battuta che ripetiamo spesso quando stiamo da quelle parti: quei sette secoli di differenza si vedono tutti…

  110. StellAlpina scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 00:40

    Un po’ sì, è difficile, però magari sono io. Anche perchè io avevo capito si riferisse a Ahmed, tuo autista e interprete, mentre l’affare te lo propone Shafique… O ho capito male?

  111. Pino Scaccia scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 00:43

    Sì, Shafique. Che poi, negli seguenti, si è rivelato un vero amico. Anche se resta un mercante, come tutti gli afghani. Ci prova sempre… Ma è fidatissimo.

  112. StellAlpina scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 00:44

    Interprete e guida. Shafique è l’autista.
    Ma tu Shafique lo senti adesso? Cosa fa, quando non è il tuo autista? Mi pare di aver letto tempo fa in un post che voleva tu lo aiutassi a venire in Italia, vero? Bella la foto che si è fatto fare davanti ai fiori!

  113. Pino Scaccia scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 00:47

    Lo sento spesso, anzi mi manda messaggi spessissimo. Sì, ha problemi con i talebani. Teme per la sua famiglia. Ho chiesto aiuto anche all’ambasciatore ma non è facile per un afghano ottenere il visto.
    Ci sono molte foto sue sul blog e anche dei suoi bambini che ho visto nascere. Piano piano scoprirai tutto, vedrai… E se ti manca qualche spiegazione, sono qua.

  114. Pino Scaccia scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 00:48

    Se ti anticipo tutto poi non lo leggi più il blog…

  115. StellAlpina scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 00:49

    Perchè ha problemi con i talebani? Ma abita a Kabul?

  116. Pino Scaccia scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 00:50

    Sì. E ha avuto minacce. E’ tutto raccontato…
    Un consiglio: spesso sul blog Kabul c’è solo il lancio, con foto: se c’è un link seguilo e ritroverai il pezzo sulla vecchia Torre.

  117. StellAlpina scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 00:51

    Ah ok… Sapevi già che avrei chiesto altro e quindi mi hai prevenuto! Ok ok, lo scoprirò da sola… Intanto oggi pare non si siano udite brutte notizie dall’Afghanistan. Anche se sono sempre più convinta che tante cose che succedono lì, qui neppure si sanno!

  118. Pino Scaccia scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 00:53

    E’ vero, molte sono taciute. E molte altre manipolate.
    Comunque oggi a Kabul c’era Obama: non è una brutta notizia?
    E a proposito hai visto il post sui bambini afghani?

  119. StellAlpina scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 00:54

    Adesso, Pino, devo chiederti una cosa. Sperando di poterlo fare. Però se non è il caso, non pubblicare il commento. Ma è vero che lì, spesso in piena notte, iniziano a suonare le sirene e quindi i ragazzi devono alzarsi, vestirsi e correre giù? Che a volte si rompono anche i vetri… Ovviamente non mi è stato detto da Carlo ma da persone i cui cari sono tornati già da un po’…

  120. Pino Scaccia scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 00:59

    Sì, succede. Ma non c’è niente di strano. Succede in tutti i campi, anche quelli americani. E anche in altre zone a rischio. Il campo è tappezzato, mensa compresa, delle istruzioni da seguire a seconda dei vari livelli di allarme. Non riguarda solo i militari, ma anche noi se stiamo lì, cioè tutti gli ospiti del campo.
    In caso di allarme alto bisogna indossare giubbotto antiproiettile, elmetto e mettersi nelle zone indicate, più protette delle altre. Normale per una zona dove c’è la guerra.
    Credo che certe regole valgano anche in Italia.

  121. StellAlpina scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 01:01

    Sì, l’ho letto. Ed ho letto anche i servizi a cui portavano i link.I bambini sono le vittime principali delle guerre. Ora, i figli dei talebani che colpa hanno se sono figli di quei padri? Muoiono di freddo e di stenti. E’ pazzesca quanto sia breve l’aspettativa di vita! Ho riletto nel tuo blog il post su Shatia. Più la guardo e più me ne innamoro. Di lei non sai niente? La cosa che mi sconvolge, in quel post, è sapere che le donne spesso rofiutano le cure per non togliersi il burqa davanti a medici uomini! E poi qui, invece, ricordo di aver letto di maltrattamenti da parte di medici (non italiani) nei loro confronti. Donne e bambini vittime in prima linea.

  122. StellAlpina scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 01:03

    Ma mi dicevano che capita spesso. Io non ho avuto il coraggio di chiedere a Carlo se era vero o no. Poi non voglio che lui sappia che io so certe cose. Cioè, è vero che capita quasi tutte le notti?

  123. carmen scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 01:06

    si sapevo che di notte può suonare l’allarme, ma il mio ragazzo mi diceva che non succede spesso

  124. Pino Scaccia scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 01:08

    Ma no! A meno che gli allarmi ora non siano così ripetuti. Se te lo hanno riferito quelli che hanno finito la missione non è vero perchè fino a qualche mese fa ho dormito anch’io alla base. Tutte le notti? Ma per carità.

    Non ho più rivisto Shatia. Ma la porto nel cuore.

  125. Pino Scaccia scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 01:08

    Piuttosto volevo segnalarvi questo post

    Molto interessante per “quelle che restano a casa”.

  126. StellAlpina scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 01:12

    Ah ecco. E’ rassicurante saperlo. Mi sveglio tutte le mattine chiedendomi se la notte l’allarme ha suonato e si sono dovuti buttare giù dai letti! Per la verità mi rattrista anche sapere che succede una volta al mese. Comunque immagino come debbano sentirsi, cosa provano, la paura, la preoccupazione…. Vabbè, vado a leggere il post, poi saluto e vado a nanna che è tardissimo!

  127. carmen scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 01:13

    Non credo che facciano piacere all’esercito americano queste foto,
    e nemmeno alle mogli

  128. Pino Scaccia scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 01:14

    E’ sicurissimo che non piacciono.

  129. carmen scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 01:17

    forse un pò esagerata la reazione nei confronti della donna! però appena l’ho vista ha fatto lo stesso effetto anche a me

  130. StellAlpina scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 01:18

    Ah questi mariti provoloni che godono nel vedere il corpo della propria moglie sbattutto sui muri di una caserma, sotto gli occhi di milioni di uomini! Il il calendario al mio ragazzo gliel’ ho regalato ed è appeso al muro della sua camera a Camp Invicta. E’ il nostro calendario, mio e suo. Vestiti ovviamente! Cosa ne penso? Non stimo questa donna nè il marito. Ma non perchè è lei. Non stimo nessuna di quelle che si spogliano per dei calendari!

  131. Pino Scaccia scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 01:19

    Onestamente non capiso che pericolo corrano le altre mogli, mica sta in caserma… Piuttosto la figura dello scemo la fa il sergente, il marito.

  132. carmen scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 01:19

    si può pubblicare un calendario del genere senza il benestare dell’ esercito americano?

  133. StellAlpina scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 01:20

    Ma non è lei in tutte le foto del calendario.
    Anche il momento dell’allattamento del bambino è un momento troppo intimo per poter essere sbattuto su un calendario! Ah se i talebani fossero tra noi…(battutaccia)

  134. Pino Scaccia scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 01:21

    ….E su questa domanda inquietante…vi auguro la buonanotte. Domani, a mente più fresca, riprenderemo il discorso…
    (Ma la risposta è facile: la moglie mica è militare, può fare quello che vuole)

  135. StellAlpina scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 01:23

    Però usa abbigliamento militare, si sdraia su mezzi militari… Vabbè, buonanotte anche a te. Buonanotte Carmen. A domani!

  136. Pino Scaccia scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 01:23

    La risposta ovviamente era per Carmen. Sono d’accordo con Stella: è meglio che il sergentino, se va, non se la porti in Afghanistan….

    Aribuonanotte.

  137. carmen scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 01:25

    Si siamo dei tira tardi!!
    Bonanotte a tutti!

  138. Bianca Madeccia scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 09:43

    Ringrazio Pino Scaccia per aver rilanciato il post con un mio articolo su Nadia pubblicato tempo fa su un altro blog. Ci tengo però a specificare che le traduzioni dei testi di Nadia non sono mie che ho solo curato la parte giornalistica ma sono tratte dal volume a cura di Cristina Contilli e Ines Scarparolo, “Elegia per Nadia Anjuman”, per le edizioni di Torino, Carta e Penna, 2006. Le traduzioni dei testi presenti nel post rilanciato da Pino Scaccia dal farsi in italiano sono a cura di Amir e Sashinka Gorguinpour.
    Grazie ancora per l’attenzione e per aver voluto rilanciare un argomento doloroso ed importante. Cari saluti. Bianca Madeccia

  139. Pino Scaccia scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 10:01

    Grazie per le precisazioni, doverose.

  140. Ale scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 15:04

    Commento giusto il calendario, (chè non vado più in là di tanto su conoscenza Afghanistan), ma soprattutto perchè ci trovo un nesso col post originario… Chiarendo subito che la cosa più centrata che ho trovato consiste nel titolo : distrazioni di ……. massa. appunto. Peccato perchè, pur spogliandosi, pur tra i carri armati, avrebbe veramente potuto cogliere l’occasione per fare un capolavoro di sensualità ma con poesia. Ad arte, insomma. Dato che anche il momento dell’allattamento…immortalato io lo trovo divino invece e non una cosa “privata”, affatto, solo …con più Arte, insisto.
    E nel concordare perfettamente con Pino che così facendo ha sputtanato il marito… trovo altresì RIDICOLISSIME certe reazioni da gallinaio da parte delle altre donne, che se gli afghani stanno indietro qui siamo proprio ai roghi delle streghe di Salem……
    E l’adultera lapidata del Vangelo, e la donna morta per poesie?….
    Io “aggiusterei il tiro” sull’estetica…di certe immagini, che certi moralismi hanno ragione di accompagnarsi alle suddette immagini.

  141. franca scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 19:40

    Ho trovato questi versi di una poesia , composta da una donna afghana :Meena, morta da martire durante l’invasione russa( unica notizia che ho).

    “Sono la donna che si è risvegliata
    sono risorta e diventata una tempesta tra le ceneri dei miei figli
    bruciati
    sono risorta dai rivoli di sangue dei miei fratelli
    l’ira della mia nazione mi ha reso la forza
    i miei villaggi distrutti ed arsi mi riempiono d’odio contro il nemico.
    Sono la donna che si è risvegliata
    ho trovato la mia strada e mai più tornerò indietro
    ho aperto le porte chiuse dell’ignoranza
    ho detto addi ai bracciali d’oro(…)
    Sono la donna che si è risvegliata(…)
    ho visto bambini scalzi che vagavano senza casa
    ho visto novelle spose con abiti di lutto
    ho visto giganteschi muri di prigioni inghiottire la libertà nei loro stomaci famelici
    sono rinata tra epopee di resistenza e coraggio
    ho imparato il canto della libertà negli ultimi respiri,nelle onde di sangue e nella vittoria(…)
    la mia voce si è unita a quella d migliaia di donne risorte
    i miei pugni sono serrati insieme ai pugni di migliaia di compatrioti(…)
    oh compatriota,oh fratello,non sono quella che fui.
    Sono la donna che si è risvegliata
    ho trovato la mia strada e mai più tornerò indietro”.

  142. Pino Scaccia scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 19:48

    Bellissima, struggente. Ne ho anche fatto un post su blog Kabul

  143. franca scrive:
    luglio 20th, 2008 alle 20:06

    Pino,grazie a te e mio figlio mi sto appassionando a questo popolo così lontano, tormentato e con una storia tragica di sfruttamento.
    Qualcuno ha scritto:
    “Puoi spezzare tutti i fiori, ma non impedire la primavera”

  144. “Poesie scelte” di Nadia Anjuman (trad. Cristina Contilli) « Heidenroeslein’s Blog scrive:
    febbraio 4th, 2009 alle 21:48

    […] poetessa, merita di essere conosciuta, letta e apprezzata. Vi passo qualche link. link 1 link 2 link 3 link 4. Tags: cristina contilli, libri, nadia anjuman, scrittori […]

  145. Una sera dedicata a Nadia | La Torre di Babele scrive:
    marzo 18th, 2010 alle 22:31

    […] per andare, avanti e indietro in un giorno, a Barletta. Ma ci tengo. Al Castello si celebrerà Nadia Anjuman, la giovane poetessa afghana massacrata di botte dal marito cinque anni fa ad Herat solo perchè, […]

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