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Tutto è finto, anche la realtà

By pino scaccia | luglio 24, 2008

Ricordo anni fa negli studi dell’Universal a Los Angeles che l’attrazione maggiore era il terremoto. Sì, si saliva su un carrellino e in prossimità di una stazione arrivava la botta, terrificante. C’era la fila, ci sono salito anch’io con la telecamera, per documentare. Non ci sarebbe stato niente di strano, roba da luna park, se pochi mesi prima sempre in California, a San Francisco, non ci fosse stato un terremoto vero. Che bisogno c’era, con tutti i disastri reali, a sorbirsene pure uno finto? Adesso ci si scandalizza che a Milano si fa la fila per vedere un manichino friggere sulla sedia elettrica. Sarebbe solo una curiosità se non ci fosse la fila negli Stati Uniti per le esecuzioni vere, dove a friggere non sono manichini di lattice ma persone vere che però fanno la stessa fine. La morte, insomma, come spettacolo, l’orrore che attira. Vecchia storia, chi non ricorda la ressa per vedere la “mamma di Cogne” o i turisti dei disastri o, ieri, i turisti per il matrimonio della figlia di Totò Riina. Qualcosa forse è cambiato solo perchè ormai realtà e finzione non hanno più confini, si mischiano. Come le varie isoledeifamosi dove per un sacco di soldi un gruppo di aspiranti divi simula sofferenze e lontananze quando basta girare il mondo per trovare sopravvivenze autenticamente disperate. Cos’è vero, allora, e cos’è finto. Non poteva mancare all’Idroscalo il solito ragazzetto sveglio che metteva il manichino fritto su YouTube, ormai l’incubo dei nostri tempi. Si chiama Silvio: adesso ha consegnato alla storia quel documento. E quando fra qualche anno altri ragazzi faranno una ricerca su google sapranno distinguere quel burattino dall’ultimo giustiziato di San Quintino? Fra qualche anno, o forse già domani.

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Topics: inquestomondodisquali | 90 Comments »

90 risposte per “Tutto è finto, anche la realtà”

  1. Padre Brown scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 11:02

    Basterebbe a quel manichino dargli l’odore della carne bruciata (reale) che da la sedia elettrica. Quell’odore nauseante che la morte ha. Forse la curiosità cesserebbe per far posto alla pietà.. Non riesco a vedere niente di positivo in questo confine cancellato tra la morte e il virtuale.

  2. Pino Scaccia scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 11:25

    Positivo? E’ drammatico.

  3. latorredibabele scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 11:32

    Ecco, stamattina. Non è un telefilm.

    Due uomini sono stati messi a morte negli Stati Uniti, uno in Texas e l’altro nel Mississippi. Derrick Sonnier, 40 anni, e’ stato giustiziato con un’iniezione letale nel carcere di Huntesville, in Texas. Era stato condannato amorte per l’omicidio di una vicina di casa e di uno dei cinque figli della donna nel 1991, in un sobborgo di Houston. Dale Leo Bishop, 34 anni, e’ stato giustiziato con una iniezione letale nel Mississippi. Era stato condannato a morte otto anni fa per aver ucciso a martellate un uomo nel dicembre 1998. Il governatore dello stato aveva respinto il suo ultimo appello dopo che la Corte Suprema ne aveva respinti altri tre. Sonnier, l’uomo giustiziato in Texas, strangolo’ Melody Flowers dopo averla picchiata, stuprata e accoltellata perche’ aveva respinto le sue avance. Il figlio della vittima, Patrick, fu ucciso a pugnalate. E’ il terzo giustiziato in Texas da quando lo scorso aprile la Corte Suprema Usa ha messo fine a una moratoria di sette mesi e ha confermato la costituzionalita’ del cocktail chimico impiegato per l’iniziezione letale. Il Texas e’ lo stato americano con il maggior numero di esecuzioni all’attivo. Per il 2008 ne sono in programma 13, sei delle quali nel mese di agosto.

  4. Pino Scaccia scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 11:41

    Leggo adesso che il manichino è stato rimosso. Per ora.

  5. Pino Scaccia scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 12:09

    Ma nel frattempo si moltiplicano i video. Quel Silvio (che intitola “divertente simulazione….”) sfiora gli 80 mila contatti. Almeno lui è stato onesto, aggettivo a parte. Lo stesso video è intitolato “Morte di un uomo sulla sedia elettrica” da Malitino e in maniera asettica (“L’uomo sulla sedia elettrica”) da Antuniddu.
    Allora, non ho ragione? Chiunque faccia una ricerca sulla pena di morte si ritroverà quel filmato su “morte di un uomo….”. Adesso sappiamo che è finto, ma domani? Youtube rappresenta proprio la fine dei tempi, dove ognuno può mettere e dire quello che vuole.

  6. latorredibabele scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 12:17

    Il ‘gioco’ del ‘condannato a morte’ giustiziato sulla sedia elettrica, che da giorni attirava bambini e adulti al grande luna park presso l’Idroscalo di Milano, e’ stato chiuso ieri sera dalla direzione del parco giochi, dopo che molte voci oggi si erano levate per stigmatizzare, con orrore e indignazione, quello che il sindaco di Milano ha definito ”uno spettacolo indegno”. ”Abbiamo dato la grazia al prigioniero” afferma il direttore del parco Riccardo Trebino che, insieme al sindaco di Segrate, ha deciso di rimuovere la macabra attrazione a causa delle polemiche che ha scatenato. ANSA

  7. Padre Brown scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 12:30

    Abbiamo dato la grazia al prigioniero.. crede di essere anche simpatico? Soldi, maledetti soldi. L’unico motore di tutto ormai. Questa frase mi fa piu incazzare del manichino stesso. Forse se il proprietario avesse un fratello (nero) in america non troverebbe cosi divertenti le sue battute e le sue trovate

  8. Barba scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 12:35

    Adesso sappiamo che è finto, ma domani? Forse non è qui il problema. Il problema, a mio avviso, è che c’è qualcuno che vuole provare, anche se in modo virtuale, l’emozione di togliere la vita ad un uomo. Il problema è che qualcuno per fare denaro trova ilo modo di scatenare quanto di peggiore c’è nella natura umana. Altro che possedere un arma! Essere, psicologicamente, un’arma che prima o poi può uccidere davvero perchè non è in gradi di distinguere il realtà dalla virtualità. In che girone dantesco confiniamo chi si inventa una cosa simile?

  9. carmen scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 12:54

    già era un fantoccio non un uomo vero ma cosa verrà fuori dai ragazzini che gioiscono a vedere quel macabro spettacolo?

  10. Elena scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 12:56

    Io non ci vedo niente di così strano: da quando esiste la memoria scritta ci si può rendere conto di come l’umanità, le generazioni che si sono succedute abbiano tentato di esorcizzare la morte. Vi scandalizza la sedia elettrica di milano? Ma allora non avete visto il Titus Andronicus del Globe di Londra di un paio di anni fa: pezzi di corpi che volavano di qua e di là e poi sangue, sangue, sangue! E va bene che la trama del dramma shakespeariano lo prevede, ma insomma…
    Abbiamo paura della morte da secoli, dalla notte dei tempi, cambiano i modi di stigmatizzarla, ma la paura resta, ogni persona, dopo la sua nascita, deve farci i conti, da prestissimo. Scandalizza forse la sedia elettrica finta, ma quando a teatro o al cinema si vedono impiccagioni o fucilazioni non è la stessa cosa? e le sacre rappresentazioni popolari della Passione che si fanno nella settimana pasquale, ma avete idea della crudeltà?
    E’ tutto finto, ed è solo così che le persone possono vedere in faccia le loro paure, anzi siamo precisi: la loro paura della morte, magari riderci pure, perchè sanno benissimo che se la cosa fosse vera non ci sarebbe scampo.

  11. Zee scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 13:15

    Bisognerebbe indignarsi molto prima che a qualcuno venga in mente un’idiozia orrenda come questa. Indignarsi verso l’esacalation della morbosità per il macabro, per quella realtà che esiste e che ci propinano sottoforma di videogiochi e quant’altro, dimensione speculare con l’unico scopo di allontanarci dagli orrori concreti che si perpetuano su questa terra. Gradualmente la simulazione prende il posto della realtà in modo che il passaggio sia indolore. Anche se ritengo sia sbagliato parlare di dolore, poichè chi si nutre di questa finta realtà non credo lo abbia mai conosciuto, ne mai sfiorato il valore della sua dignità.

  12. Pino Scaccia scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 13:25

    Io insisto sui danni di YouTube. Nella didascalia c’è scritto “Morte di un uomo sulla sedia elettrica”. Di un UOMO, non di un fantoccio. La crudeltà ha sempre fatto…spettacolo, ma adesso – come dico nel titolo – non c’è più differenza tra realtà e finzione. Specie per i più fragili, per chi non sa distinguere. Ed ecco perche sempre piu spesso accadono episodi (reali) che sembrano tratti da un film. Forse gli autori sono convinti di stare in un film. La vita ormai è tutto un film (di pessimo livello).

  13. Elena scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 13:36

    Il ragazzino o chi ha scritto quella frase ha capito benissimo che il fantoccio non può morire, quindi ha scritto morte di un uomo, come a teatro: quante volte ci sediamo comodi in poltrona per vedere la rappresentazione della morte.
    Pensa alla Tosca, alla scena finale: quante volte è successo (almeno un paio) che alla fucilazione del caravadossi di turno che nella finzione deve essere finta ma poi è vera, e poi per un qualche incidente del direttore di scena i fucili sparano veramente e il tenore viene ferito (chi se lo ricorda F. Armiliato a Macerata, per esempio?)
    Tutti li ad applaudire, ma il poveraccio sanguinava davvero.
    Per quanto riguarda YouTube, io non credo possa far danni: è uno strumento ciascuno lo usa come meglio crede, ed esso aiuta a comprendere la realtà. Ho già proposto questo esempio: se non avessero pubblicato il video sul famigerato Youtube nessuno si sarebbe mai accorto degli episodi di bullismo in quella scuola torinese, ma siccome sono apparsi su YouTube ecco che si condanna la pubblicazione del video di più che la persecuzione di quel ragazzino. Sembra ci si accorga solo di ciò che appare su YouTube, ma come facevamo in precedenza al 2006? Era un mondo felice quello senza YouTube? Non esistevano episodi del genere? Certo che esistevano, ma non si veniva a sapere in modo così massiccio, e si pensava dunque che non esistessero. Invece no. La realtà è diversa, ed è anche grazie a mezzi come YouTube che viene a galla.

  14. Antonella-H scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 13:47

    Sapere che almeno l’indignazione della gente li ha spinti a ritirare “la giostra” è già un sollievo, anche se mi vengono i brividi a pensare alla mente contorta che ha ideato quest’attrazione. Sul commento del direttore lasciamo perdere… forse solo un ridicolo tentativo di far passare per innocua una vicenda che ha del pazzesco! Pino su YouTube mi trovi d’accordo… non mi sorprenderei se tra qualche mese ci ritrovassimo filmati su chissà quali atti… non faccio esempi per evitare di alimentare la fantasia di qualche psicopatico!

  15. ceglieterrestre scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 13:51

    La morte degli altri ,fa audience – tutto fa spettacolo, più si trascende e più lo spettacolo,viene visto. Quello che mi ha meravigliato,che sul filmato di sottofondo,si udiva,una donna che rideva,e anche una bambina. Domani, anche la realtà, diventerà sempre più crudele. la morte naturale ,fa parte del ciclo della vita.La violenza gratuita NO!

  16. antonella scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 14:36

    questa gente mi fa davvero una pena infinita,perchè quando ci si riduce ad usare il corpo di una persona,solo x riderci su….nn sanno più cosa inventare x essere oggetto di conversazione…ridicolo tutto questo!nn serve più la sera stare a casa,seduti comodi sul divano e vederci un film!!!!!chissà la vita,quanto ancora di brutto ha da offrirci…

  17. Pino Scaccia scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 15:17

    Elena non vuoi accettarlo, difendi a spada tratta quello che sa di web. Ma forse non ti rendi conto che certi bulli lo fanno proprio perchè c’è Youtube.
    Tutte quelle violenze sessuali tra minorenni? Toh, ti filmo e ti metto su Youtube. Diventare protagonisti.
    Quanti episodi finti poi si sono scoperti?

    E poi dicevo un’altra cosa. Non tutti hanno la tua età e la tua cultura. Ho parlato di quelli che non sanno distinguere. Che, guarda caso, rappresentano il futuro.

  18. Padre Brown scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 15:20

    Ti ricordi Pino ai tempi irakeni c’era un sito dove venivano trasmessi per intero i video di AlJazeera. Me lo inviarono. Andai a vederlo. Alle prima grida, era il giornalista americano se non erro, chiusi. Bhè. Ricordo che c’era un amico che insisteva per avere quell’indirizzo. Voleva vedere a tutti i cosi. Come ricordo benissimo che il sito era gettonatissimo. La differenza con YouTube (che odio) era che avvertiva della tragicità della cosa e soprattutto narrava (rpima) che si trattava di persone vere. Quello di poter mettere su YouTube quello che si vuole (ultimo fatto quello dello stupro di una ragazza) mi sembra una idea agghiacciante. IL brutto del WorldEB. O il brutto di noi?

  19. Luca R. scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 15:30

    Il fatto che immagini, rappresentazioni violente, estremizzazione, musica satanica, ecc. debbano essere limitate per i minori mi sembra cosa buona e giusta. Con questo resta il fatto che non debbono essere vietate per il pubblico adulto.

  20. Padre Brown scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 15:55

    Cara Elena, Pino vive di televisione e sa quindi benissimo come montando un determinato video si possa far credere o non far credere qualcosa. Ecco perchè condanna YouTube. Non è come pensi te, purtroppo, che onestamente metteresti qualcosa di filmato punto e basta. Un esempio? semplice se mostro il video della mia professoressa al quale tocco il culo mostrando appunto solo il culo, magari ho una pistola puntata alla tempia (ovvio è un’esagerazione) te pensi che quella è una poco di buono. Non una che si salva la vita. Mia cara. Te vedi quello che vuoi vedere. La realtà è diversa dal digitale. La Tosca e Shekspeare sono altra cosa. Non paragonerei a YouTube. Niente di artistico li.

  21. NICOL scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 16:07

    Ma perche’ nessuno pensa di fermare tutto cio’? Con quale criterio si puo’ accedere a questo You Tube ? Non ci sono delle regole??
    Una volta le regole c’erano e come!!! E un po’ tutti noi (chi piu’ chi meno) dovevemo rispettarle.

  22. Elena scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 16:11

    Il mio discorso è diverso: si delegano al web delle colpe. Prima di Internet o di YouTube ci sono genitori e scuola. Dove sono? I bulli saranno pur figli di qualcuno, no? e allievi o scolari di qualcun altro…
    A mio parere li sta la radice del problema, non YouTube, è come incolpare il fuoco che brucia, ma qualcuno deve pur insegnare che il fuoco brucia. Dovrebbero farlo genitori ed educatori, oppure questi non hanno colpe ed è tutta colpa di YouTube?

    Molti di questi ragazzini, i bulli, quando vengono messi di fronte alle loro malefatte, agli atti di bullismo o vandalismo, piagnucolano e dicono che “non si rendevano conto” o “non potevano immaginare”.

    Ecco, la completa deresponsabilizzazione degli adolescenti e dei giovani. Di chi è la colpa di questo? Di YouTube o di chi non ha insegnato loro come si sta al mondo?

    Poi è vero, esiste lo spirito di imitazione, ma qui mi sembra che l’aggravamento del problema abbia altre radici dovute alla mancanza della trasmissione tra generazioni di valori e buona educazione. Appunto, un esempio banalissimo: basterebbe ricordarsi della buona educazione, quanti la stanno ancora trasmettendo? Non sto cambiando discorso, è un dato di fatto. A mio avviso, molto modesto in verità, la radice dei mali è da cercare altrove, dare la colpa a YouTube di violenza e prevaricazione è un po’ come scaricare la colpa su altri.

    Ragioniamo a contrario: togliamo Youtube di torno, stacchiamo Internet, pensiamo davvero che i ragazzi, gli adolescenti, diventino improvvisamente più responsabili e maggiormente consapevoli della violenza e di cosa fa soffrire gli altri?
    Non credo, anche in questo caso va insegnato. Il ruolo dei genitori e degli insegnanti è insostituibile.

    Ancora, e poi passo e chiudo :P, finchè il modello di successo dominante rivolto agli adolescenti è quello della velina e del calciatore, non credo che le cose miglioreranno, Youtube o meno.

  23. Padre Brown scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 17:41

    In questi termini, Elena non posso che darti ragione. In toto.

  24. Pino Scaccia scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 17:42

    Elena, non riusciamo proprio a capirci. Sappiamo tutti per certo (come sottolineava anche PadreBrown) come YouTube sia estremamente manipolabile. Ognuno di noi può inventarsi qualsiasi cosa (e infatti succede). YouTube certo è solo l’ultimo mostro. La strage culturale è nata molto prima, quando in televisione (avete capito di quale televisione parlo) è diventato protagonista il pubblico. Il guaio, per tornare al web, è che le testate importanti, qualificate riprendono quei video e di fatto li accreditano. Insomma la “notizia” diventa vero. Gli autori dei video lo sanno. La vera mostruosità in realtà è questa.

  25. Pino Scaccia scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 17:43

    Luca R., e come si fa a mettere i paletti sul web fra adulti e non adulti? Poi la decenza riguarda tutti. Certi orrori a diciott’anni sono comunque contrari a ogni educazione.

  26. nupi scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 17:44

    Vorrei dire ad Elena che Youtube ha sollecitato ogni nefandezza nei ragazzini e a noi adulti non ha insegnato nulla. Semmai ha trasmesso ai giovanissimi l’idea che tutto si debba far vedere, soprattutto se è disgustoso.
    Youtube non ci ha insegnato che nelle scuole e nelle periferie c’è il bullismo, lo sapevamo e cercavamo di fare qualcosa di positivo. Forse non lo sai…
    E poi la morte i nostri giovani la “leggono” ogni giorno nelle discoteche, sulle strade, nella violenza che sembrano voler cercare ad ogni costo. Quasi fosse una sfida con la vita.

  27. Pino Scaccia scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 17:47

    Insomma, sarei uno stupido se pensassi che la colpa è di YouTube. Ma sono preoccupato perchè sempre più spesso si costruiscono nefandezze PER YouTube. Certo, una volta c’erano i sassi dal cavalcavia…. Ma allora che facciamo, stiamo zitti contro un pericolo educativo crescente? Io adoro la Rete, ormai fa parte della mia vita come di tutti, ma proprio perchè la frequento ne conosco i rischi, che non vanno sottovalutati.

  28. latorredibabele scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 17:57

    Il pm di Milano Antonio Sangermano ha indagato il giostraio Renzo Biancato per «atti contro la pubblica decenza» e ha disposto il sequestro del manichino sulla sedia elettrica, l’«attrazione» che per una decina di giorni ha spopolato al Luna EuroPark di Segrate. Il magistrato, applicando l’articolo 725 del codice penale («Commercio di scritti, disegni o altri oggetti contrari alla pubblica decenza»), ha affidato il manichino al proprietario dell’area e indagato il giostraio. Fin da ieri sera il discusso manichino era stato avvolto da un telo blu, dopo una giornata di polemiche e le proteste di numerose associazioni. In mattinata il giostraio sperava ancora in una riapertura.

    La pena di morte non è un gioco. DOSSIER

  29. Padre Brown scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 18:03

    Infatti, Nupi, siamo noi adulti che dovevamo vigilare sui “ragazzini” che la vita è preziosa. Siamo stati troppo occupati ad “arrivare” e abbiamo perso di vista i nostri figli. Gli abbiamo dato bici, nintendo (ci sono famiglie di 3 figli con 3 nintendo) e abiti griffati. Abbiamo case decrepite ma il Suv in strada (perche il garage non celo possiamo permettere). Andiamo a fare cene fuori e parlaimo solo dei nostri successi. Delle nostre paure mai. I padri non sono piu capaci di negare niente, solo per i sensi di colpa e per l’incapacità di prendere responsabilità riguardo alla famiglia. Mancano riferimenti forti e degni. Siamo cresciuti con Montanelli, Fallaci, Biagi, Terzani. Loro cosa hanno se non i tronisti? non è una battuta è la tragica realtà. Siamo convinti che se al figlio gli dai l’ultimo modello di cellulare crescerà piu forte. Terzani portava i suoi ifigli a fare campeggio a Orsigna. A vedere le stelle. Chi ha imparato di piu? Critichiamo gli insegnanti, ma appena ci chiamano per dirci che nostro figlio è un coglione, ci scagliamo contro il professore dandogli dell’incompetenete. No, mia cara. Come dice il padrone di casa: abbiamo perso tutti. La vita si insegna ad amarla apprezzando quello che il giorno ci da. Passo dopo passo. Ma a questi qui sfatti sulle spallette con la birra in mano e la cintola di Gucci, ma cosa vogliono sapere della vita?

  30. Pino Scaccia scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 18:05

    Guarda che quello che ha inventato la giostra della morte è un adulto. E spetta appunto a noi adulti fermarlo. O non vogliamo mai ricominciare? Internet non è pericoloso per gli adulti, comunque sono affari loro, ma per i minori. E bisogna trovare il sistema di difenderli.

  31. StellAlpina scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 18:12

    Su una cosa sono d’ accordo con Pino, cioè sul fatto che YouTube non è pericoloso in sè ma lo è in quanto motivo e giustificazione di certi atti, o meglio, punto di partenza. Ossia: ti pesto di botte per sfizio, perchè nel frattempo ti riprendo e ti metto in rete. Oppure: io vado a palpare la prof, tu riprendimi che poi ci mettiamo in rete. Dunque, YouTube è il motivo scatenante. Probabilmente molte cose sarebbero successe lo stesso, ma finchè si potrà pubblicare di tutto di più, senza moderazione nè rischi per colui che pubblica, si andrà sempre peggio e si cercherà di mandare in rete cose sempre più assurde, per fare clamore e ricevere tante visite!
    Non sono d’accordo con Elena, invece, quando dice che la colpa è anche degli educatori, degli insegnanti. E’ verissimo che la scuola è il luogo in cui avviene la formazione di una persona, una formazione culturale in primis. Dovrebbe avvenirvi anche l’ educazione, ma non a scuola prima di tutto, bensì a casa. Se l’ educazione ai figli non viene data dai genitori, stai sicura che a scuola sarà impossibile farlo! La scuola può e deve collaborare con la famiglia, deve creare una sorta di team educativo. Allora sì, può funzionare il connubio. Ma se l’ insegnante si trova davanti il muro eretto dalla famiglia, ti assicuro che sarà impossibile educare l’ alunno, perchè saprà sempre di avere i genitori alle spalle che lo difenderanno a qualunque costo. Questo anche perchè negli ultimi decenni il ruolo, o meglio la visione che le famiglie hanno della scuola, è molto cambiata. Prima c’era rispetto nei confronti di questa istituzione e di chi la rappresentava, cioè gli insegnanti. Oggi la scuola è sullo stesso livello di una gara di nuoto, di una lezione di karate o di una partita di basket. Che significa? Significa che quando andavo a scuola, e non parlo di 30 anni ma di 20 anni fa, anzitutto c’era un grande rispetto per l’ insegnante, che veniva visto come una persona che aveva una certa autorità e importanza nella vita dei ragazzi. C’ era il rispetto nei suoi confronti. Se si prendeva una nota o un brutto voto si cercava, a casa, di comprenderne il motivo piuttosto che dare la colpa all’ insegnante, come si è abituati a fare oggi. Per di più, la scuola era al primo posto nelle cose importanti da fare. Poi veniva tutto il resto, dal nuoto al catechismo, dalla danza alla scuola di calcio. Oggi viene prima tutto il resto, la gara, la competizione, e poi la scuola. Ti parlo non per sentito dire ma per ciò che ho vissuto io in un anno di insegnamento. Se si dice ad un genitore che forse il figlio va tenuto più sotto controllo si viene aggrediti e accusati di voler intromettersi in cose che non riguardano l’ambiente scolastico. Se si dice che un bambino ha bisogno, forse, dell’ insegnante di sostegno viene recepito come un’offesa. Allora ecco che il ruolo dell’ insegnante non può servire se la famiglia non collabora. Vale anche il contrario, cioè il ruolo della scuola è fondamentale in coordinamento con la famiglia. Però, ribadisco, il fulcro dell’ educazione dei figli è la famiglia, non la scuola.

  32. StellAlpina scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 18:19

    Padre Brown, anche se non mi stai molto simpatico, condivido pienamente il contenuto del tuo commento n. 29.

  33. nupi scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 18:25

    Padre Brown, condivido gli errori genitoriali commessi come se la vita fosse solo griffe, telefonini e altro. Gli esempi superficiali di vita hanno fatto crescere ragazzini vuoti che usano Youtube per mettere in mostra una sessualità fatta di gesti e di violenze.
    Gli insegnanti non possono permettersi di consigliare i genitori o di metterli in attenzione: guai! I figli li educano loro…
    Non penso si sia perso tutto, ognuno faccia la propria parte ed insegni a questi ragazzini qual è il vero valore della vita.
    Con speranza…

  34. Luca R. scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 18:30

    Non sta allo Stato stabilire parametri di morale. Su internet si usano le password. Diversamente non si può fare per non incombere nella censura. Se uno si guarda un sito porto, fà la password o deve dichiarare l’età. Altro modo non esiste, se non vietare a tutti ciò, che per conto mio, andrebbe vietato solo ai minori. Una cosa è ritenere una determinata azione disgustosa, un altro e’ vietarla. In certi concerti Marylin Manson è assolutamente disgustoso, ma con questo non è giusto impedirgli di fare i concerti a cui gli adulti,se vogliono, possono andarci. Cerchiamo di non fare i bacchettoni. Il giochetto della sedia elettrica non è certo educativo, ma non è quello certo che diffonde. La violenza è ben altra. Ma nessuno di voi giocava al cow boy? O con le armi o alla guerra? Mica per questo avete sgozzato il vicino di casa. E il reato che ha rispolverato il PM è uno di quelli da vecchio codice, quelli in disuso. La violenza si previene con educazione, in famiglia. Non certo con le censure, che nel 2009 fanno ridere i polli.

  35. Luca R. scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 18:32

    Parentesi: che c’è di peggior esempio per i bambini la bellissima politica estera di guerra di Bush, o la moralità del nostro Presidente del Consiglio o quello di altri parlamentari. Gli esempi contano molto. Ridurre il male alla violenza di internet o magari a quella di hollywood, mi sembra di ascoltare certi ambienti dell’America puritana, dove metterebbero tutti sotto una campana di vetro.

  36. Pino Scaccia scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 18:41

    Fare di tutta l’erba un fascio significa, come al solito, non parlare di nulla. Certo, il male è la pena di morte vera, ma intanto evitiamo che diventi addirittura uno spettacolo. Non è puritanesimo. E’ che abbiamo superato i limiti.

    Lo Stato siamo noi. La password? Non ti chiedono la password, ti chiedono: sei maggiorenne? E anche un bambino sa fare click. Mi ricorda una delle domande per entrare negli Stati Uniti: sei un terrorista? L’ho già scritto, sono curioso di sapere cosa ha risposto Mohammed Atta.

  37. Padre Brown scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 18:43

    #StellaAlpina, il bastone e la carota… grazie per la seconda meno per la prima, anche se mi chiedo perche visto la mia irrefrenabile simpatia bellezza e moralità…
    #Nupi: No, tutto non è perduto forse,ma credo che la prossima sia compromessa. Spero in questi figli, convinto della legge della curva dove ora siamo evidentemente all’apice del vuoto.
    #LucaR: esempi infatti..Punti di riferjmento. La tivvu, caro Pino, ha fatto la sua sporca parte. Poi il resto, politica e potere hanno condiviso il risultato. Stoltire le masse per creare profitto. Nient’altro. questo vuoto (per il mio modesto parere) si riduce, in fondo, a questo: mercato.

  38. Luca R. scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 18:44

    A volte usano anche le carte di credito, dipende. Concordo con quanto hai scritto nel commento 36, anche se le domande sul modulo servono in un eventuale futuro ad annullare naturalizzazioni basate su false dichiarazioni. Riguardo alle restrizioni su internet, ci sono i filtri che tocca ai genitori mettere e sono molto efficaci. Lo stato come ho scritto io non l’ho inteso come Stato comunità ma come stato organi, che come tali ritengo non debbano assolutamente fare morale.

  39. Pino Scaccia scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 18:45

    Televisione, certo. Però anche i giornali. Perchè non si parla mai della degenerazione dei giornali, anche i più grandi? Chi fa la corsa nelle edizioni online a mettere quei filmati e dunque ad accreditarli?

  40. Pino Scaccia scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 18:49

    Le carte di credito servono per alcuni siti di porno.Ma ce ne sono a migliaia gratis dove può accedere chiunque. Anche i bambini.

    Intanto allo Stato spetta mettere i paletti, cioè le leggi che regolano la convivenza civile. Sennò siamo alla giunga. Lo Stato deve difendere i cittadini più deboli e i cittadini di domani. A proposito di leggi, in effetti, ci sono: basta applicarle (è successo anche con il giostraio). Troppe volte non si applicano, anzi spesso sono proprio i politici ad aggirarle. Ma questo è un altro discorso, già fatto.

  41. Padre Brown scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 18:53

    Nel mio caso perche li ritengo figli della televisione, i giornali. Ormai, e so che sei giornalista e parlo in punta di piedi con rispetto alla tua professione, il giornalismo è fatto di compromessi. Quello vero, fatto di voglia di raccontare è ormai rielgato ai giornali di provincia e ai giornalisti di una certa età. Non mi piace generalizzare ovvio,e l’eccezioni (anche se rare) ovviamente ci sono. Poi, la velocità di essere on-line ha fatto perdere definitivamente l’esigenza di verificarle le notizie, Ma sto divagando. Sai Pino, penso spesso a quella fantastica trasmissione, 60minutes. Esiste ancora quel giornalismo?

  42. ceglieterrestre scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 19:11

    Ricordo, quando ancora poco esperta, e non sapevo neppure cosa fosse ‘yuotube’, Gam postò un filmato, rimasi sconcertata, dalla violenza psicologica; di alcuni militari, che a bordo di un mezzo e militare facevano finta di tirare a dei bambini boccette di acqua e loro correvano dietro la macchina, un altro militare filmava, non c’era sangue, ma lo trovai molto crudele. Scrissi per quei poveri bambini questo.

    Spesso rileggo i vecchi post. Questa mattina su blogfriends al giorno sei di giugno, postato da Gam, vedo un video scioccante. Sicuramente è stato letto, non ho trovato nessun commento. Spero sempre, rileggendo i vecchi post, e confrontandoli con quelli più recenti che la violenza trovi una tregua.

    Crudeltà

    Correre felice dietro
    una palla colorata.
    Fanciullo hai dovuto
    rincorrere fino a piagarti
    i piccoli piedi dietro
    una veloce carrozza.
    Forse! per avere solo
    un sorso d’acqua.
    Siamo così crudeli?
    Da togliere il sorriso
    dal volto di un bimbo,
    fino sporcarlo di sangue.
    Per abbandonarlo,
    in un pianto disperato.

    franca bassi

  43. Pino Scaccia scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 19:22

    Sicuramente è cambiato il mondo. E anche il giornalismo. Purtroppo. Però odio dire: ai miei tempi…

    (f:to: un giornalista di una certa età)

  44. Luca R. scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 19:27

    La mia parola “televisione” è stata presa letteralmente. Tutti i mezzi di comunicazione inclusi, pero’ si sà benissimo Pino che la televisione raggiunge tutti, il bambino accende e vede, mentre ai giornali è più difficile accedere, normalmente si deve andare in un luogo e acquistare il prodotto ed è una cosa meno passiva. Basta confrontare numero di lettori e numero di spettatori.

  45. Padre Brown scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 19:28

    Chiedo scusa e mille volte scusa!!!.. appena dato l’invio ho letto la castroneria. Dopo il PCP mi sa che divento personanongradita!.. La certà eta era riferito al non piu giovane. Come me d’altronde. Sai, i ragazzini mi chiamano signore e da quel momento ho capito che siamo ” di una certa età”… anche se a questi gli diamo pappa-e-cena!!

  46. Pino Scaccia scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 19:30

    Quel “pappa-e-cena” ti salva, forse.

    Parlavo nel caso specifico di giornali online, accessibilissimi a tutti.

  47. StellAlpina scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 19:32

    Per Ceglie: ma davvero girava un film in cui militari si rendevano colpevoli di un gesto così vergognoso? Immagino che l’ unico risultato sia una grande risata e nessuna punizione… Forse non hai avuto commenti al tuo post perchè ormai i più si sono abituati a tutto, i pochi si indignano. Tu sei tra i pochi, tu, noi.

    Per Padre Brown: che sei irrefrenabilmente simpatico e bello lo dici tu! Quanto alla moralità non posso giudicare. Per me sei antipatico e basta!

  48. Padre Brown scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 19:33

    Con quella tua macchinetta infernale non posso neppure cambiare nick!…. se ti lavo la macchina, ramazzo la torre e curo il giardino, mi perdoni?

  49. Padre Brown scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 19:33

    Come farei senza le mie comari??… :-(

  50. Pino Scaccia scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 19:35

    Stella, c’è stato di peggio disgraziatamente. Molto peggio. E ugualmente impunito.

  51. Pino Scaccia scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 19:35

    PadreBrown, non puoi sfuggire alle tue responsabilità.

  52. StellAlpina scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 19:46

    Ecco perchè Elena in qualche passaggio non mi trova d’accordo. E’ vero che se pure non fosse finito in rete, restava l’averlo fatto. Ma nel momento in cui si pubblica, si manda on line, vuol dire che c’è un autocompiacimento per ciò che si è fatto. E questo è vergognoso, schifoso.

    PadreBrown e noi come faremmo senza di te!

  53. Elena scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 20:16

    Forse non sono riuscita ad essere chiara, di questo chiedo scusa, ma mi rendo perfettamente conto che senza famiglia l’educazione non riesce, infatti parlo in primis di genitori, poi la scuola dovrebbe ritrovare una sua sana severità. Su questo punto sono assai conservatrice, questi concetti di debiti e crediti, che sia così scandaloso bocciare, mi trova completamente in disaccordo. Prendendo tutto così alla leggera, ovvio che viene naturale anche l’autocompiacimento della bravata su youtube, questo perchè non si ha più il senso delle cose: di cosa è giusto e cosa è sbagliato, di cosa fa soffrire il prossimo, si cresce solo nel perseguimento dell’appagamento dei propri bisogni e della propria soddisfazione.
    Ci sono stati alcuni episodi nella mia città che l’hanno dimostrato assai bene: la persecuzione al ragazzino down, la distruzione della scuola solo per il gusto di farlo, e anche i sassi dal cavalcavia è un episodio accaduto dalle mie parti. Me li ricordo bene tutti quanti, quindi come molti mi sono posta delle domande: perchè ciò succede? Tutto comodo, tutto facile, tutto subito, questa fu la mia risposta. Poi naturalmente non è l’unica risposta possibile, ma è la risposta che mi sono sentita di dare e onestamente non riesco a trovarne altre altrettanto plausibili.

    Il problema fondamentale di Internet, al quale non è ancora stata data una risposta univoca, è propriio la sua a-territorialità. Se uno stato decide che qualcosa sul suo territorio è reato, no prob., io trasferisco i miei siti su altri server e il problema è risolto, di fatto è così, anche se si tende a applicare la giurisdizione italiana per emanare decisioni queste poi difficilmente possono essere efficaci, proprio perchè mancano strumenti di applicazione concreta delle sanzioni. Il problema è a mio avviso preso sottogamba in sede internazionale, un po’ perchè ci sono “ben altre” questioni da risolvere, un po’ perchè conviene che rimanga tutto così com’è…

    Solo che ciò rischia di uccidere la Rete. Per questo, nel mio piccolo, cerco sempre di distinguere le responsabilità dei singoli dal mezzo che essi utilizzano.

    Se non si fossero prese regole comuni per la circolazione stradale i primi tempi in cui si iniziò a viaggiare con quelle buffe carrozze a motore senza cavalli, ma si fosse considerato resposabile esclusivamente il veicolo per gli incidenti stradali, probabilmente avremmo smesso di utilizzare le macchine e i mezzi di trasporto a motore. Sarebbe stato un bene? da un punto di vista ambientale certamente si, ma sicuramente il mondo non sarebbe come oggi lo conosciamo.

    Ecco, per internet e per le sue opportunità vorrei succedesse la stessa cosa: una presa di coscienza tanto individuale quanto collettiva e internazionale sulle potenzialità e limiti del mezzo, con conseguenti regole condivise.

    Abbiamo deciso in maggioranza di tenere la destra mentre si guida, e di dare la precedenza a destra, bene, signori, troviamo qualcosa di simile anche per la Rete. Quelli dell’Internet Governance Forum ci stanno provando, speriamo ci riescano, altrimenti il futuro della Rete sarà sempre più far west.

  54. Pino Scaccia scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 20:18

    Allora siamo d’accordo. Io semplicemente sono contro il far-west. Per il resto la Rete è da amare. Altrimenti non starei qui.

  55. ceglieterrestre scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 22:03

    Di ogni invenzione, bisogna carpire il lato positivo, e costruire. Da quando sono in rete, ho migliorato,anzi ritengo ( ho fatto anche un post “Blogterapia” ) la rete un ottimo mezzo d’informazione, mi è stata utile, per un buonissimo esercizio mentale, attivo.

  56. Pino Scaccia scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 22:06

    Ma certo che internet fa bene, fa bene anche a me.
    Ma noi siamo grandi e vaccinati.

  57. franca scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 22:17

    Buona sera Ceglie.
    Come in tutto le cose bisogna usarne e non abusarne(diceva mia nonna).

  58. ceglieterrestre scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 22:50

    Ciao franca, anche se facciamo un dolce, e non usiamo le dosi giuste, facciamo una schifezza, quanto erano saggi i nonni. Una buona serata

  59. giorgius scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 22:53

    La rete mondiale è un’enorme enciclopedia virtuale dove trovare qualsiasi informazione, video, scritta, suonata e in tempo reale. Nei prossimi anni miglioreranno i filtri di sicurezza per eliminare la parte “oscura” della rete.

  60. pino scaccia scrive:
    luglio 24th, 2008 alle 22:57

    Speriamo. Ma io sono convinto che ci vorrà ancora tanto tempo (e tanti danni).

  61. giorgius scrive:
    luglio 25th, 2008 alle 10:30

    La differenza potrebbe farla tra meno di 5 anni (sempre sperando che non esplodano nuove crisi economiche globali nel frattempo) la nuova costola di Internet, piattaforma chiusa, a pagamento, un network mondiale controllato e gestibile tramite i futuri televisori 3D multifunzione…

    Essendo un progetto di rete commerciale a piattaforma chiusa le fonti di una stessa notizia saranno purtroppo molto simili tra loro e non come saccade adesso con l’attuale rete…
    Chissà dove finiremo noi abituali, “vecchietti”, blogger/vblogger… Forse a far parte del pubblico 3D virtuale delle future trasmissioni populistiche del “volemose bene” e delle televendite dei materassi 3D virtuali…

  62. Padre Brown scrive:
    luglio 25th, 2008 alle 10:58

    Pino, devo chiederti in qualità di anzianofrequentatore di torre, se intercedi per me per StellaAlpina… (non vorrei sconfinasse in odio il suo e mi dispiacerebbe.. ho gia abbastanza nemici per aumentarne anche solo di uno!……..) :-((

  63. StellAlpina scrive:
    luglio 25th, 2008 alle 16:16

    Ma dai Padre Brown! Ho così tante cose per la testa che non riuscirei a trovare il tempo per odiarti! Tranquillo. Se ti comporti bene ti lascerò l’ onore di organizzare la mia vacanza insieme con il mio soldato! Ma solo se ti comporti bene eh!

  64. pipistro scrive:
    luglio 25th, 2008 alle 16:20

    Tutto lo scibile e il pensabile ed anche la parte che in modo piuttosto ondivago viene definita impresentabile (“oscura”), sono cose del mondo.
    Gli stessi pericoli che oggi vengono attribuiti alla rete o a determinati suoi servizi (leggi YouTube), in passato venivano attribuiti allo scritto (libri proibiti, scandalosi, blasfemi), a prodotti dell’arte (dipinti, rappresentazioni teatrali).
    Ora, come allora, ci si dà da fare per imporre dei limiti per i più svariati motivi (politico, religioso, di “buon costume”).
    In più – rispetto alle forme passate (libri, dipinti, teatro, ecc.) si cerca di attribuire alla rete la responsabilità – supplementare – relativa al sereno svezzamento dei pargoli del terzo millennio.
    Nessuno, infatti, nell’800, avrebbe attribuito con troppa convinzione agli organizzatori di uno spettacolo scollacciato o violento anche il compito di vigilare sulle ripercussioni che il pupo di famiglia, troppo curioso, avrebbe tratto dall’accostarsi ad una rappresentazione del reale “inadatta” al suo grado di maturità.
    In sintesi: la rete e il mondo in generale sono contenitori di ogni cosa e, per quanti paletti si possano mettere, questi non potranno mai sostituire chi è delegato (per natura) ad occuparsi della fascia più delicata della popolazione.
    E’ un problema? Sì, è un problema, ma come nessuno lascerebbe il proprio bambino correre spensierato per l’autostrada delegando alla Polizia Stradale il compito di preservarne l’incolumità, così si ritiene (= io ritengo) che, per quanto comodo possa essere lasciare libero accesso al computer (come vien fatto – sempre per comodità – con l’apparecchio TV) di casa alla prole per istruirsi e poi comunicare, il controllo debba essere fatto a valle, in famiglia, e non cercando di limitar “a monte” l’illimitabile.

    Ciò detto sul web, lo spettacolo offerto dal manichino che frigge non brillava certo per buon gusto, ma – sempre a mio avviso – poteva avere una sua funzione: rendere il fatto che la pena di morte (e la morte violenta in genere), è qualcosa di traumatico. Una evenienza che non si può liquidare con una opinione “da bar”, invocandola ad ogni piè sospinto per criminali e nemici, e confidando nel fatto che sia l’autorità a farsene carico.
    E’ proprio trascurando certi aspetti concreti della morte violenta, che si può continuare a pensare (e moltissimi lo fanno, parlandone con disinvoltura) che uccidere possa essere un fatto pulito, chirurgico, fisicamente e moralmente asettico.

  65. latorredibabele scrive:
    luglio 25th, 2008 alle 16:36

    La Procura di Milano ha chiuso le indagini nei confronti di quattro dirigenti di Google accusati a vario titolo di concorso in diffamazione e violazione della privacy nei confronti di un ragazzo disabile insultato a scuola, a Torino, e ripreso in un video finito in rete grazie al servizio Google Video.

  66. Siv scrive:
    luglio 25th, 2008 alle 21:31

    Una tristezza infinita.. non sappiamo più dove andare a parare pur di “vivere” qualcosa di diverso… ne rimango. Ne rimango soprattutto che spesso sono i giovani come me e ancora più di me a volere queste cose. Come se fossero già vecchi. Mi fanno paura queste cose, è come se fosse morta la fantasia… se non ci si inventa più nulla, si va a finire che si ride per quello che rimane, non ci si stupisce più. Come in questo caso… :(

  67. Luca R. scrive:
    luglio 25th, 2008 alle 22:24

    Il commento di pipistro mi trova totalmente d’accordo.

  68. Tuareg scrive:
    luglio 27th, 2008 alle 00:33

    siamo all’impero del trash
    per fortuna c’è (c’era, almeno) ancora qualcuno come Randy Pausch ad alzare le sorti di questo pianeteta

  69. phederpher scrive:
    luglio 27th, 2008 alle 00:58

    il fatto stesso che ascoltiamo ed apprezziamo musica vecchia di secoli o ancora i beatles la dice lunga sulla crisi di creatività odierna è tutto immbile in attesa di una qualsiasi novità come diceva bukowski e allora ecco che entrano in gioco i mostri peggiori, l’uomo è sempre la solita stupida bestia di sempre

  70. Luca R. scrive:
    luglio 27th, 2008 alle 08:21

    Non di pupazzi invece si tratta quando si parla di Iran. 29 condanne a morte in contemporanea, anche per reati non violenti.

  71. pino scaccia scrive:
    luglio 27th, 2008 alle 10:14

    Non sono pupazzi neanche quelli giustiziati in Texas (altri 13 entro la fine dell’anno). Si parla di civiltà. Allora dove sta la differenza?

  72. Luca R. scrive:
    luglio 27th, 2008 alle 17:43

    La differenza sta comunque nel sistema giuridico. In Iran esecuzioni pubbliche in 1 giornata. 29 persone, anche per reati non violenti. C’è una differenza. E comunque normalmente non viene data grande enfasi alle condanne a morte in Cina e Iran rispetto agli USA, dove comunque l’uso della pena di morte sta scendendo.

  73. pino scaccia scrive:
    luglio 27th, 2008 alle 17:49

    Quando si tratta di persone non ci sono differenze. Lasciamole ai tecnici. E’ lo Stato, comunque, che uccide. E uccide i più deboli. Me lo aspetto in Paesi come Cina e Iran, non da chi ha la pretesa di dire lezioni e di esportare ….civiltà nel resto del mondo. Ventinove insieme sono un obbrobrio. Ma anche sei in un mese, il prossimo, in Texas sono una dimostrazione d’inciviltà.

    E’ una discussione che guarda caso ho fatto tanto tempo fa. Proprio identica, gli stessi concetti. Sarà il destino, strano web.

  74. Luca R. scrive:
    luglio 27th, 2008 alle 17:58

    L’ho fatta e strafatta tantissime volte, dal web, in casa, con amici. La disquisizione non è affatto tecnica. Concordo Cina e Iran non hanno pretese di esportare democrazia. La Cina in Africa sta esportando altro senza nessuna garanzia minima, nemmeno formale, del rispetto dei diritti umani.

  75. pino scaccia scrive:
    luglio 27th, 2008 alle 18:06

    Allora, non so come dirlo. Sulla Cina siamo d’accordo. Infatti tutto il mondo combatte la sua mancanza di rispetto dei diritti umani. Inutile che rigiri il discorso. Si sta parlando di chi invece ha appunto pretese di dare lezioni agli altri. E sta ancora al MedioEvo. La pena di morte è un sintomo d’inciviltà. Visto che quello è il nostro modello, se permetti, mi preoccupa infinitamente di più. E non vorrei continuare una discussione già finita.

  76. Luca R. scrive:
    luglio 27th, 2008 alle 18:16

    Con la Cina ci vanno tutti a banchetto, Olimpiadi incluse, per interessi economici, naturalmente. Sai com’è, se dobbiamo vendere qualche Iveco, meglio chiudere gli occhi su qualche prigioniero politico sparito.

  77. pino scaccia scrive:
    luglio 27th, 2008 alle 18:21

    E degli Stati Uniti che siamo addirittura sudditi allora che dici?

    (Non ho proprio più dubbi)

  78. Luca R. scrive:
    luglio 27th, 2008 alle 18:28

    La sudditanza che è avvenuta in più occasioni, dai casi Calipari a quelli altri questioni internazionali non ha giustificazione e per conto mio la trovo completamente sbagliata. Probabilmente agli italiani và bene cosi, visto che il nostro primo ministro è un assertore di una politica filo USA, almeno con Bush.

  79. pino scaccia scrive:
    luglio 27th, 2008 alle 18:36

    E a me invece non sta bene. Appunto ne parlo.

  80. StellAlpina scrive:
    luglio 27th, 2008 alle 18:44

    Fai bene a parlarne Pino. Solo che noi (cioè gli italiani, io no), abbiamo votato personaggi con una forte simpatia per gli USA. Purtroppo in occasione delle elezioni si pensa solo alle promesse che si fanno per il giardino di casa propria e non si dà uno sguardo di insieme. Era stato promesso che Napoli sarebbe stata ripulita dai rifiuti, bene, votiamolo! Napoli infatti è stata pulita…ma la provincia no! E poi le tasse, il lavoro, l’ ICI. Se mai saremo informati correttamente, mai potremo scegliere in modo consapevole e soprattutto giusto.

  81. pino scaccia scrive:
    luglio 27th, 2008 alle 19:07

    Personalmente non ho altri sistemi oltre la parola.
    Il fatto che noi occidentali dobbiamo smetterla di sentirci superiori. Stiamo rotolando e non ce ne rendiamo conto, inventandoci i nemici. Cambia il mondo e siamo confusi. Non riusciamo ancora a capire che l’unica salvezza è il dialogo, la scommessa del convivere. Noi siamo sempre di meno e loro sempre di più, noi siamo stanchi e loro corrono. Cominciamo a pensare ai nostri guasti invece di dare lezioni.
    L’ultima notizia.

    Era stato ampiamente annunciato negli ultimi mesi, ma adesso è ufficiale: la Cina ha sorpassato gli Usa nel numero di utenti internet. Secondo i dati diffusi ieri da Pechino, infatti, sono 253 milioni i cittadini che usano la grande rete. Contro i 220 milioni di americani. Naturalmente i cinesi sono molti di più degli statunitensi, e in percentuale la differenza si vede: il 19% dei cinesi naviga su internet contro il 70% degli statunitensi (una cifra attorno al 70% si riscontra anche in Giappone). Ma proprio questa differenza segnala le enormi potenzialità del mercato cinese. Tanto più che i ritmi di crescita degli internauti sono impressionanti: nell’ultimo anno l’aumento è stato pari a 90 milioni di unità, pari al 50%.

  82. latorredibabele scrive:
    luglio 28th, 2008 alle 12:56

    Vetri frantumati, aule allagate, porte scardinate, lavandini e armadi danneggiati. Il tutto filmato dall’immancabile telefono cellulare. Ma quattro ragazzini italiani, tra i 10 e i 13 anni, sono stati colti sul fatto dai carabinieri della Stazione Roma Tor Tre Teste, attirati dai rumori provenienti della scuola di largo Appio Chieregatti. I giovani vandali stavano distruggendo alcuni lavandini, servizi igienici, armadi e anche computer.I quattro giovanissimi sono stati denunciati a piede libero per danneggiamento aggravato in concorso. Affidati ai rispettivi genitori, i minori rimarranno in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria. I carabinieri stanno verificando se i quattro giovani siano anche responsabili di un altro episodio di atti vandalici avvenuto la settima scorsa nello stesso istituto.

  83. latorredibabele scrive:
    luglio 31st, 2008 alle 18:02

    Sette ragazzi sono stati fermati nella notte dalla polizia con l’accusa di aver costretto una loro amica a subire ripetute violenze di gruppo. Hanno fra i 20 e i 25 anni e sono italiani. Uno dei fermati è Lorenzo Lepori, regista e attore sperimentale, che attraverso il sito mydarkcorner. org mette in rete i trailer dei suoi film. VIDEO

  84. StellAlpina scrive:
    luglio 31st, 2008 alle 20:54

    Eccolo il post…se vuoi e si può, puoi anche spostare qui sotto i commenti…sennò fa nulla, si capirà che sto flashata.

  85. pino scaccia scrive:
    luglio 31st, 2008 alle 20:59

    Flashata?

  86. StellAlpina scrive:
    luglio 31st, 2008 alle 21:02

    Mmm..sai quando ti fanno una foto e il flash ti abbaglia, ti acceca…

  87. pino scaccia scrive:
    luglio 31st, 2008 alle 21:20

    Io non uso mai il flash. Deforma la realtà.

  88. StellAlpina scrive:
    luglio 31st, 2008 alle 21:22

    Ok, allora non potrai mai essere flashato.

    Comunque la notizia della ragazza di Firenze l’ avevo letta in “Se il sale della terra perde il sapore”… 😛

  89. latorredibabele scrive:
    agosto 2nd, 2008 alle 11:28

    Un’altra pagina di cronaca nera per i cittadini britannici all’estero. Dopo l’omicidio di una giovane gallese in viaggio di nozze ad Antigua, è stato riportato il delitto di una 17enne londinese, Cara Marie Burke, avvenuto a Goiania, nel centro-sud del Brasile. La ragazza sarebbe stata accoltellata e fatta a pezzi dal suo ex fidanzato, Mohammed D’ali Carvalho Santos, arrestato giovedì.Secondo quanto riporta il tabloid britannico The Sun, il 20enne brasiliano avrebbe fatto numerose foto e video mentre tagliava gli arti della ragazza. Dopo l’omicidio, avrebbe lasciato il cadavere nel bagno della sua abitazione e si sarebbe recato ad una festa. Il giorno seguente il macabro tentativo di sbarazzarsi del corpo e dell’arma del delitto, un coltello, buttato in una fogna in una strada vicino all’appartamento.

  90. Giocare alla tortura « La Torre di Babele scrive:
    giugno 13th, 2010 alle 23:56

    […] stampa. Certamente il caso ricorda le polemiche a Milano, ricordate?, per la simulazione di un giustiziato sulla sedia elettrica (poi rimosso). Adesso non voglio fare moralismi, non c’è bisogno, ma sono realmente preoccupato […]

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