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Se gli altri ci guardano

By pino scaccia | luglio 29, 2008

Non c’è dubbio che stanno guardando la Torre. Mi sembrano anche divertiti e mi fa piacere. Quest’immagine mi è appena arrivata da Kabul e, al di là degli scherzi, dimostra come l’informatizzazione stia facendo passi da gigante anche in Afghanistan, grazie soprattutto all’impegno dei nostri militari, capaci di coinvolgere la popolazione. Una foto che sa di grande speranza e soprattutto appare come il segno dell’unica strategia vincente. Se solo lo capissero tutti.  Babel Tower”, the english version of blog

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Topics: afghanistan | 115 Comments »

115 risposte per “Se gli altri ci guardano”

  1. anna rita scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 13:18

    Pino proprio per questo motivo dobbiamo stare attenti quando parliamo e quando scriviamo qualcosa…….non si sà mai!!!
    Ma anche in Afghanistan c’è l’anguria???

  2. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 13:20

    Certo, la frutta in Afghanistan è fantastica. Sai lì l’agricoltura è ancora quella vera, non inquinata.

  3. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 13:21

    Comunque tranquilla, questi afghani qui sono amici…

  4. StellAlpina scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 13:58

    Bella questa immagine…ma mi sembra un’ utopia che in breve tempo riuscirà a coinvolgere tutta la popolazione o una parte di essa.

  5. Barba scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 14:07

    probabilmente si divertono al pensiero che da Kabul guardano la loro immagine sulla Torre che stà su un server a migliaia di chilometri di distanza. Bisognerebbe poter fare loro dei corsi di informatizzazione di base, magari on-line, in modo che possano ricavare il maggior beneficio possibile da questa tecnologia. Bisognerebbe soprattutto poter insegnare loro un uso non passivo del computer che può essere uno strumento per sviluppare l’attitudine all’analisi ed alla logica, non necessariamente solo nel campo informatico. La capacità di mettere le cose in relazione tra loro in modo critico contribuirebbe a quell’apertura mentale che fà uscire dai tabù.

  6. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 14:13

    Faccio una prova. La Torre tradotta in inglese. Così possono capirci anche loro. (Anche Nasim).

    Fantastico! Tradotti anche i commenti, tutto.

  7. StellAlpina scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 14:18

    Ma perchè in Afghanistan capiscono l’inglese? Non per offenderli eh! Ma non credo sia una lingua accessibile a tutti…

    Bella però l’ idea della traduzione…non la si può tradurre anche nella loro lingua?

  8. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 14:27

    Insaziabile. Ma ti sembra facile?
    Molti afghani capiscono l’inglese, comunque tutti quelli che accedono a internet.
    E’ solo un modo di aprire le frontiere. Una maniera di leggere i post anche per chi non conosce l’italiano, visto che le visite arrivano da tutto il mondo. Oltretutto bisognerebbe fare refresh ogni volta per gli aggiornamenti.
    Adesso per esempio il nuovo link è questo (comprende anche gli ultimi commenti).

  9. StellAlpina scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 14:41

    Refresh sarebbe aggiorna?

  10. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 14:43

    Sì, ma non in automatico. Complicato, insomma. A quel link comunque si può leggere la Torre in inglese, così non solo gli afghani ma anche il prossimo vietnamita che passa sa di cosa parliamo. L’inglese è la lingua universale. Non è esaltante?

  11. Luca R. scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 15:04

    Molto interessante l’apertura multilingue per tutti coloro che non parlano italiano. Notavo però che la traduzione automatica (mi pare sia automatica o sbaglio?), da luogo ad alcuni errori di traduzione, che anche se non influenti sulla globalità del discorso, possono dar origine ai dei fraintendimenti. Solo per segnalarlo, probabilmente avete già considerato gli errori.

  12. StellAlpina scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 15:04

    E non solo loro! Anche quello da Saipan magari! O da tutti gli altri paesi che ci visitano! Ma per loro è facile accedere alla versione english?

  13. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 15:08

    Purtroppo gli errori sono fisiologici, essendo la traduzione appunto in automatico.

    Ho messo il link sulla pagina “contatti”. Di più non posso fare per ora.

  14. Luca R. scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 15:11

    La traduzione non automatica sarebbe un dispendio altissimo di energie. Magari se hai l’aiuto di qualcuno puoi dare un’occhiata solo ai post (senza controllare i commenti). Comunque l’idea è davvero ottima. A volte in Italia l’uso dell’inglese sembra vicino allo zero, si considera o si suppone che tutti capiscano l’italiano. Essere aperti anche al mondo è sempre una cosa che personalmente considero fondamentale

  15. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 15:15

    Toccare una sola virgola, anche solo nei post, significherebbe mettere in piedi un altro blog, parallelo. Mi pare fantascientifico. Come diceva Baldoni, tra un blog e l’altro ho anche il lavoro e altri interessi.

  16. Luca R. scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 15:17

    Si, infatti. Dicevo solo nel caso in cui avessi del tempo o collaboratori che ti possano aiutare.

  17. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 15:19

    Questa non è un’azienda. E’ un blog personale. Che porto avanti da solo. E al quale regalo già molto tempo proprio perchè mi piace.

  18. erika scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 15:24

    Idea bellissima… voto 10!!!
    Complimenti Pino!!!!

  19. Luca R. scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 15:25

    Collaboratori non significa strettamente collaboratori pagati, ma semplicemente persone che ti danno una mano. Pensavo ci fosse qualcuno che ti aiutava con i commenti e con i post. Il fatto di farlo da solo duplica i tuoi meriti sulla versione anche in inglese :)

  20. StellAlpina scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 15:28

    Sarebbe un lavoro imane, in effetti, rivedere tutti i post e correggerne la traduzione! Tanto credo che il senso generale è chiaro, pure se qualche parola viene tradotta erroneamente.

  21. Padre Brown scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 15:54

    Io qualcosa ho imparato: l’anguria sul tavolo accanto al computer.. direi che è veramente figo! mando subito la segretaria a comprarlo!…vedi, ho imparato qualcosa dagli afghani… :-)

  22. pipistro scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 15:57

    In certi momenti gli accessi da traduttori automatici sono parecchi, ma così è più comodo. Raccolta subito idea, pro-pipistro. Grazie Pino!
    (Ehm ….ti devo un’informazione informatica)

  23. meri scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 16:02

    Bisognerebbe consigliare agli arzilli signori della foto di frequentare uno dei prossimi blogging workshop che si terranno a Kabul…
    ehm, lo so, non mi guardate così…. qualcuno avrà già sussurrato "ettepareva, mericò…." 😀

  24. ceglieterrestre scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 16:55

    Tutto interessante, ma le cose si fanno per gradi, e con gli aiuti economici, anche i nostri spiccioli, possiamo aiutare Nasin,a sostenere una scuola di informatica per giovani, poi per gli anziani, ci pensano i giovani. Pino un’ottima idea tradurre, il blog, anche, se io sono un’ asina, per apprendere le lingue, per altri, sarà una porta aperta, sul mondo.Per adesso, io mi accontento del vernacolo, nella prossima venuta sulla terra, inizierò prima a strudiare. Un caro saluto a tutti.

  25. franca scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 17:00

    Ottima idea Pino!
    A proposito di quello che ho scritto sul dialogo qualche giorno fa:
    anche questo è un mezzo.

  26. elena scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 17:10

    La bellezza della lingua inglese, oltre alla sue bellezza in sè, alla sua letteratura, etc è proprio perchè essendo la lingua veicolare, la lingua franca attuale: tutti la leggono, tutti la capiscono e/o sono incentivati a capirla.
    La cosa buffa è che la lingua di shakespeare sta mutando natura, da inglese sciacquato sulle rive del tamigi ad oxford o sull’avon a stratford stanno nascendo (o sono già nate) diverse lingue spurie che mischiano l’inglese con elementi di mentalità, logica e grammatica delle lingue degli altri popoli.
    Il massimo del divertimento è vedere la segnaletica stradale o di aeroporti e stazioni ferroviarie in posti non inglesi dove si usa l’inglese. Accanto alla lingua del luogo si hanno traduzioni surreali e spesso letterali del significato che in inglese vero e proprio non vogliono dire assolutamente niente, ma con un po’ di fantasia e logica ci si può arrivare a capire che significano come all’aeroporto di pechino:

    (foto presa in prestito dal blog “near a tree”)
    Che vuol dire, in inglese, “the entrance of taking taxi”? E’ un non senso, ma la logica e il senso si capiscono ugualmente.
    E questo mischiarsi di lingue, logiche, grammatiche e mentalità riesce ad unire le persone in un modo fantastico, perchè soddisfa uno dei bisogni primari dell’essere umano: quello di comunicare.

  27. Barba scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 17:29

    (Provocazione) Per qualche straniero potrebbe anche essere l’occasione per imparare un pò della lingua di Dante? Non solo “o sole mio” “Rivera” e “Ferrari”. Comunque è bella l’idea di poter comunicare. Non importa in quale lingua, anche a gesti se dovesse essere necessario.

  28. antonella scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 17:45

    Mi associo anch’io al voto con 10+.Questo blog ci tiene uniti,condividiamo gioie e dolori,siamo una famiglia perfetta.A me personalmente mi avete e lo state facendo ancora,aiutato tantissimo.Poi bella l’idea ke anche altri da nazioni diverse,ci possono leggere.Continua cosi,Pino e vedrai ke noi nn ti abbandoneremo mai….

  29. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 18:12

    Ricordo che una volta in pochissimi giorni m’imbattei in quattro inglesi diversi, andando in Australia. Parlate a Hong Kong e a Sidney, sembrano due lingue diverse. Per non parlare dei pakistani o dei filippini o degli irakeni e, appunto, degli afghani. Quando Shafique mi cambia l’interprete sto in crisi. Tutti dicono di parlare inglese ma ognuno parla una lingua diversa… Beh, è l’esaltazione della Torre di Babele, no?

    (Elena, la foto non si vede)

  30. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 18:16

    Trovata la foto. Penso proprio che sia questa.
    Non era più facile scrivere taxi e basta?

  31. elena scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 18:39

    oh, scusa, pino, io avevo controllato solo su heracleum…
    si la foto è proprio quella! grazie!

    si, anche secondo me è esaltante, l’esaltazione della torre di babele è proprio lo sforzo di voler comunicare, comprendere e farsi capire dagli altri, indipententemente dalle barriere linguistiche e di mentalità, culturali e geografiche.

    Discorso secondo me attinente: hai visto che il Doha round è fallito? stavolta gli stati uniti non sono riusciti ad imporre la loro supremazia e i paesi c.d. “emergenti” (che ormai tanto emergenti non lo sono più, sono proprio emersi) non hanno accettato. Chissà che succede ora… Quel che mi interessa non è tanto la regolamentazione delle barriere commerciali (anche se in ambito agricolo è molto importante, cambiare le cose significherebbe salvezza per molti poveri contadini del terzo mondo che a causa delle barriere commerciali sono costretti a patire la fame… per non parlare poi della questione dei brevetti sui sementi…), ma vedere come si evolverà la situazione a livello di policies. Molti detestano il WTO e alcune critiche sono ben condivisibili, ma è il primo luogo (in senso metaforico) dove si manifestano (e si scoprono) orientamenenti politici che poi saranno chiaramente verbalizzati in sedi istituzionali tradizionali. Credo che ne vedremo delle belle.

  32. anna rita scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 18:46

    Beh!!! Diciamo che qualcosa di positivo c’è…i nostri ragazzi lì mangiano frutta di origine biologica…..

  33. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 19:30

    Non ho trovato la frutta (ho migliaia di foto!) ma ecco uno dei tanti mercati di Kabul, sono uno spettacolo.

  34. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 20:03

    Ho notato adesso! Visto come traducono il mio nome? Pino Casts

    Nessuno ha spiegato al robottino che i cognomi non si traducono…

  35. StellAlpina scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 20:04

    Ahahah. Adesso sono curiosa e voglio vedere il mio come lo traducono… Magari star! Olè!

  36. StellAlpina scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 20:06

    Bella davvero la foto del mercato!

  37. StellAlpina scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 20:08

    Ma non sei Pine Drives tu? Ihihih.

  38. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 20:15

    Siamo “tradotti” solo in quattro: io, Luke, Father Brown e ….Mere.
    (Ah…anche Henry Fovanna)
    Boh, valli a capire.

  39. anna rita scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 20:39

    Bellissima la foto del mercato!!!
    Il mio amore l’altra volta mi fece vedere quella di una macelleria….la carne era appesa per strada…..

  40. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 20:50

    Carne al mercato, come questa ?

  41. anna rita scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 20:54

    Si!!! Proprio come questa!

  42. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 21:00

    Basta chiedere….

  43. meri scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 21:30

    Mere?????? Che so’ diventata pugliese mo?

  44. StellAlpina scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 21:46

    Noi non la compreremmo mai della carne esposta così, alla polvere, al tocco degli uomini…invece per loro è come manna dal cielo…per chi se la può permettere ovviamente!

  45. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 21:49

    Non dire mai… Quando arrivai per la prima volta a Kabul nel 2001 mangiai anche di peggio… La fame è brutta….

  46. StellAlpina scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 21:55

    Intendevo qui in Italia…siamo tutti molto schizzinosi. Un po’ come per le caramelle colorate che si vendono alle feste, che compriamo solo se opportunamente coperte o chiuse in contenitori.

  47. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 21:57

    Ma certo. Anch’io in Italia non la comprerei mai. L’ho vista lavare direttamente nelle fogne. Ma appunto andiamo ripetendo che quello è un altro mondo.
    Quando entro in un ristorante a Kabul chiudo gli occhi. Se vedo… non mangio più. Una volta Shafique mi regalò una torta. Il colore più normale era il viola. La assaggiai per non offenderlo.

  48. StellAlpina scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 22:00

    Eh sì, un altro mondo. Mi piacerebbe vedere l’ espressione di una famiglia afghana se per un giorno potessero vivere in un paese senza guerra: la spesa al supermercato, la passeggiata al parco, le giostre, i giochi… Credo sarebbe bellissimo osservare i loro sguardi incantati, forse impauriti…

  49. elena scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 22:02

    immagino che quelli come noi del mondo igienizzato (e quindi con una copertura immunitaria molto bassa) priima di andare in certi posti si facciano vaccini e profilassi varie.
    Vaccino contro l’epatite A e B, contro il tifo, richiamo del tetano, etc…
    Altrimenti mica si va…
    Poi si tratta sempre di cibi cotti e acqua bollita, mangiare cose crude è assolutamente sconsigliato.
    poi oh, tanto la sindrome di montezuma (chiamiamola così) arriva sempre…

  50. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 22:07

    Noi la chiamiamo la… maledizione di Tutankamen. Sempre quella è. I vaccini sono obbligatori, sennò la Rai non ci manda. Talvolta arrivano i febbroni, altrimenti basta una pasticchetta. In effetti, è più frequente nei primi anni, poi gli anticorpi cominciano a funzionare automaticamente. Negli ultimi tempi infatti nessun problema.

    (Ricordo una volta in Albania, durante la rivolta, che io e Remondino facevamo a turno… il collegamento per il tg lo vinceva chi riusciva ad arrivare in postazione…. Nonostante scatoloni di…pasticchine, come le chiama Norberto).

  51. elena scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 22:19

    è veramente buffo come la nostra civilizzazione, il nostro livello sanitario abbia paradossalmente “capovolto” i problemi: non abbiamo quasi più immunità contro i batteri e i virus e basta una piccola influenza per metterci ko con febbre e frequenti visite… in bagno (parlo per me, almeno), mentre, al contrario l’assunzione a volte sin esagerata di farmaci, soprattutto antibiotici, abbia creato una serie di batteri resistenti alle terapie.

    Noi troppi farmaci, dunque, che stanno creando situazioni sanitarie prima imprevedibili, invece nei paesi in via di sviluppo (per altri motivi, tra cui le royalties dei brevetti) non si riesce quasi neppure ad accedere ad un minimo livello di somministrazioni farmaceutiche, e bisogna attendere le donazioni internazionali.

    E’ veramente paradossale. Forse ho ridotto un problema serio ad una riflessione un po’ semplicistica, ma io vedo la questione assai paradossale.

  52. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 22:26

    E’ sicuramente paradossale, anche se la questione è piuttosto complessa. In certi posti si muore molto giovani (e non parlo delle morti violente, ovviamente). Da noi l’età media è salita vertiginosamente: se ne parla nel post successivo.

  53. franca scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 22:38

    Sera buona.
    Mi permetto di obiettare sulla carne appesa fuori.
    A Palermo,sino a qualche anno fa,nelle “carnizzerie”i quarti di manzo,i capretti,le salsiccie facevano bella mostra,alla maniera araba e a quanto appreso ora afghana.

  54. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 22:44

    Franca preziosa e puntuale come sempre.
    E’ la conferma che loro stanno solo indietro nel tempo. Prima o poi…diventeranno come noi. Purtroppo.

  55. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 22:49

    Che poi chi ha detto che da noi c’è più igiene? Nella cucina di qualche ristorante anche da noi è preferibile non entrare.

  56. franca scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 22:49

    I tuoi complimenti mi fanno piacere,Pino.
    Mi auguro che non arrivino alle nostre storture chiamate “civiltà”

  57. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 22:51

    Fatale. Il progresso accanto ai benefici porta sempre degenerazioni.

  58. latorredibabele scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 23:04

    Nevrosi da guerra: ora colpisce anche gli italiani. LINK

  59. latorredibabele scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 23:08

    (ANSA) – WASHINGTON, 29 LUG – Il ministro Frattini ha ribadito a Washington la nuova ‘flessibilita” decisa dal governo per le truppe italiane ad Herat. Ha precisato tuttavia che ‘la regione di controllo permanente’ del contingente italiano rimane ad Herat. Nella conferenza stampa con il segretario di Stato Usa, Rice, il titolare della Farnesina non ha tuttavia escluso uno spostamento temporaneo delle truppe ‘in regioni diverse’ a fronte di una richiesta del comando Nato.

  60. franca scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 23:26

    Pino,una mia curiosità,le varie etnie afghane,si differiscono anche negli abiti che indossano?

  61. carmen scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 23:29

    Ma non era mai successo prima che militari italiani venissero rimandati a casa perchè troppo stressati? forse non erano abituati ad una situazioni di guerra in atto? questa vicenda mi fa riflettere su come possa essere lo stato d’animo dei nostri ragazzi laggiù!
    Sapete il mio ragazzo prima di partire ha anche fatto un corso su come eliminare lo stress, dopo di che gli ho chiesto “si adesso spiega anche a me come faccio a non stressarmi”… risposta lapidaria :”basta che non ci pensi”!!!

  62. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 23:33

    Carmen, non lo so. Nel senso che non è mai stato reso ufficiale. Certo, lo stress adesso è superiore.

    Franca, non sono espertissimo ma credo di sì. I burka cambiano colore. Per gli uomini la differenza sta nei copricapo (e anche nella barba). Ma la differenza di abiti in genere rappresenta, da quel che so, più che l’etnia i vari livelli sociali.

  63. carmen scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 23:33

    Pino ma cosa intende Frattini per “spostamento temporaneo”? dobbiamo preoccuparci?
    Ciao Franca! pensavo non ti saresti potuta collegare tutte le sere invece sbagliavo, meglio così!

  64. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 23:34

    Sai, i corsi. Utili sì, ma è teoria. Anche noi abbiamo fatto obbligatoriamente un corso di sopravvivenza. Ma quando stai lì e ti sparano (sul serio) addosso è un pò diverso…

  65. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 23:36

    In realtà, conferma le indiscrezioni. Alcuni reparti (se necessario… ma con quella situazione certo che è necessario) potranno essere utilizzati anche al sud, però tipo missione nella missione, cioè incursioni a richiesta e circoscritte. La base italiana però resterà a Herat.

  66. pino scaccia scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 23:39

    Per tornare agli abiti. Franca, guarda la foto. Sono in tre e tutti vestiti in modo diverso. E sono tutti tagiki credo.
    Insomma, un pò come da noi.
    Forse il vero segno etnico è nella forgia della barba.

  67. carmen scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 23:44

    Due anni fa che era ad Herat successe una cosa simile al mio ragazzo… una sorta di incursione sulle montagne che durò qualche giorno! Spero che non avvenga niente del genere adesso che è a kabul

  68. franca scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 23:45

    Carmen ciao cara.
    La notte,riesco a collegarmi.Mamma,dorme ;mia suocera è in ospedale .
    A proposito di preparazione.A mio figlio,prima di partire,lo hanno “lasciato” per 10 giorni sul Monte Serra.Tra boschi e buche.
    Quando è rientrato a Livorno puzzava come un cinghiale.

  69. carmen scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 23:51

    Per questa sera vi abbandono!
    Buonanotte Pino…
    Notte Franca

  70. franca scrive:
    luglio 29th, 2008 alle 23:53

    Era in riferimento a questa foto che chiedevo .
    Credevo che fosse come in India dove gli abiti sono indicativi.
    Ma lo sai che molti sono convinti che gli afghani siano di etnia araba?

  71. pino scaccia scrive:
    luglio 30th, 2008 alle 00:14

    Sono asiatici (molti hanno lineamenti mongoli, come avrai visto in qualche foto).

    Noi abbiamo fatto il corso a Parma. Un…mazzo incredibile, difficoltà di tutti i tipi. Però intimamente sai che è finzione, ho solo fatica, non c’è paura.

    Carmen, le incursioni sono a sud di Herat…. Non a Kabul.

  72. StellAlpina scrive:
    luglio 30th, 2008 alle 08:26

    Ma Frattini nella conferenza stampa in questione non ha anche detto qualcosa tipo “asseconderemo le richieste dei nostri amici americani”, detto in parole povere?

  73. StellAlpina scrive:
    luglio 30th, 2008 alle 08:29

    Pino comunque ho trovato l’ Espresso di cui ti parlavo e l’ intervista ripostata, del tenente della Folgore di cui, ovviamente, non viene fatto il nome, è molto illuminante riguardo allo stress di questi ragazzi…

  74. Padre Brown scrive:
    luglio 30th, 2008 alle 09:26

    Franca tuo figlio puzzava non perchè sul Monteserra, ma perchè a Livorno!!…..

  75. StellAlpina scrive:
    luglio 30th, 2008 alle 10:16

    Ma neppure gli uomini afghani usano indumenti a maniche corte o pantaloncini corti d’ estate?

    Peacereporer parla di PSTD (Post Traumatic Stress Disorder) che, come hai già detto tu nel Diario, affligge sempre più i nostri militari, oltre a quelli americani e britannici. Solo che da noi nessuno lo riconosce, si fa finta di niente…tanto per cambiare! Si finge che siamo in missione di pace, si finge che sia sempre tutto ok, si lascia che i ragazzi che tornano dal fronte se la sbrighino da soli…però quando vengono mandati lì questo menefreghismo non c’è…come mai?! Ah…la politica!

    http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idart=11762

  76. latorredibabele scrive:
    luglio 30th, 2008 alle 10:16

    Kabul, 30 lug. (Adnkronos/Dpa) – Un soldato dell’Isaf e’ morto in Afghanistan per le ferite riportate in una esplosione nella provincia di Helmand. In una nota la International Security Assistance Force a guida Nato spiega che l’attacco al convoglio militare e’ avvenuto ieri nel distretto di Nahri Sarraj, ma non precisa la nazionalita’ del soldato che ha perso la vita, seconda vittima negli ultimi tre giorni tra i militari della coalizione. Lunedi’ scorso era morto un soldato britannico nel distretto di Nad Ali.

  77. latorredibabele scrive:
    luglio 30th, 2008 alle 10:19

    Washington, 29 lug. (Adnkronos) – “E’ compito dei comandi militari italiani rispondere entro 6 ore con un si’ o con un no” alle richieste di intervenire a sostegno delle operazioni degli alleati in regioni diverse da quelle di Herat, in Afghanistan. Il ministro degli Esteri Franco Frattini chiarisce la questione in una conferenza stampa all’ambasciata italiana a Washington sottolineando come non si tratti “piu’ di una decisione politica, la decisione politica e’ di entrare a parita’ di trattamento e di condizioni con gli altri alleati”.

    La decisione del governo italiano di rendere piu’ flessibile l’impiego delle proprie truppe in Afghanistan “e’ un passo estremamente importante e lo apprezziamo molto”. Il segretario di Stato americano Condoleezza Rice ribadisce il ringraziamento dell’amministrazione di Washington alla decisione italiana di allentare i caveat per l’impiego dei militari in Afghanistan al termine di un incontro al Dipartimento di Stato con il ministro degli Esteri Franco Frattini.

  78. anna scrive:
    luglio 30th, 2008 alle 10:42

    notizie come la morte di un militare ammazzato durante lo svolgimento del suo lavoro e’ sempre triste e mi stringe il cuore.
    cosa ke nn posso affermare quando leggo di civili ammazzati dagli americani. saro’ razzista? saro’ egoista? probabile. ma mentre x i talebani e’ lecito e nn fa clamore quando ammazzano i militari ke svolgono il proprio lavoro…invece se gli americani fanno fuoco su un’auto ke nn si ferma a un posto di controllo, uccidendo i passeggeri ke vi si trovano, allora ne succede un affare di stato.
    a me ,da semplice cittadina italiana, nn sembra giusto.

  79. pino scaccia scrive:
    luglio 30th, 2008 alle 11:19

    I passeggeri di ieri erano bambini. Hanno bombardato una festa di nozze uccidendo altri bambini. Per te tutto questo è normale? Fare il proprio lavoro significa massacrare i civili, donne ragazzi vecchi che con i talebani non hanno niente a che fare?
    E allora dove sta la differenza? Come facciamo a parlare di civiltà?

  80. anonimo per sicurezza scrive:
    luglio 30th, 2008 alle 13:52

    Penso che la migliore soluzione sia il ritiro, in quanto quello che arrivano a noi per mezzo stampa, sono solo poche notizie, in modo che l’opinione pubblica venga manipolata, cioè le persone devono occuparsi di altro mentre dell’afghanistan meno si parla e meglio è. Siamo contrari a qualunque tipo di intervento all’estero.Basta fare la guerra per interessi che non possiamo definire umanitari.
    abbiamo letto tutti che il futuro (forse) nuovo presidente ha dichiarato: se ci sarà un maggiore impegno da parte dell’europa loro potranno abbassare le loro tasse….ma vi sembra giusto?

  81. anna scrive:
    luglio 30th, 2008 alle 14:42

    Pino nn parlo della festa di nozze, ma bensi di quell’auto ke nn si e’ fermata a un controllo dei militari.
    No nn e’ normale uccidere innocenti, ma se un’automobile nn si ferma a un posto di controllo un motivo ci sara’.
    E poi da semplice cittadina italiana, dunque ignorante in materia di guerre , e dal momento ke ho anke sentito di bambini kamikaze , nel caso ke cito io , in quell’auto potevano esserci potenziali assassini.
    Quante volte abbiamo sentito di bambini ke hanno sparato ai militari.

  82. pino scaccia scrive:
    luglio 30th, 2008 alle 14:49

    Forse ti riferisci ad altre aree. Il problema poi è che se fosse successo una volta si potrebbe pensare a un incidente. Ma i cosidetti errori sono quotidiani e quindi c’è qualcosa che non va.

  83. pino scaccia scrive:
    luglio 30th, 2008 alle 14:56

    Caro anonimo, hai la fissa. Anzi due. Quella del ritiro (impossibile) e quella della manipolazione (ridicola). Anch’io sono contro le guerre ma sto anche con i piedi per terra e valuto la situazione per quella che è. Sull’Afghanistn si sa tutto quello che succede.

  84. anonimo per sicurezza scrive:
    luglio 30th, 2008 alle 17:37

    Forse lei ha ragione sono solo delle fisse o delle provocazioni.Lei ha avuto la possibilità più di me di poter toccar con mano determinate situazioni e sicuramente di dare un giudizio più razionale su tutto ciò. è solo che non trovo giusto determinate cose che in questo mondo sembrano andare sempre al contrario. Mi può spiegare queste situazioni?
    Si vive in noi giovani una profonda incertezza e una sfiducia nella politica e nella stampa sia nazionale che internazionale, (ma non nelle istituzioni), forse semplicemente perchè a certe cose non si riesce a dare una spiegazione.
    La ringrazio di nuovo e a presto

  85. pino scaccia scrive:
    luglio 30th, 2008 alle 17:56

    Caro Giuseppe (tanto resti anonimo, quanti Giuseppe ci sono, me compreso?) io ti capisco e non hai torto. La sfiducia è generale (non solo nei giovani) ed è giustificata. E’ vero, il mondo va al contrario.Che possiamo farci se non aspettare che torni a girare nel verso giusto? Forse ci siamo, perchè abbiamo esagerato.

  86. StellAlpina scrive:
    luglio 30th, 2008 alle 18:10

    Al mio post n. 75 ho posto una domanda ma non ho avuto risposta. Devo richiamarvi all’ ordine?!

  87. pino scaccia scrive:
    luglio 30th, 2008 alle 18:26

    Era una domanda?

  88. StellAlpina scrive:
    luglio 30th, 2008 alle 19:49

    Ma neppure gli uomini afghani usano indumenti a maniche corte o pantaloncini corti d’ estate?

    Questa sì…

  89. StellAlpina scrive:
    luglio 31st, 2008 alle 08:10

    Nessuna risposta…

    Sul Sole24ore di oggi ho letto questo breve articolo:
    I TAGLI DELLA DIFESA. Non passa giorno senza udire lai sul taglio degli stanziamenti per la Difesa. E’ vero che l’ Italia vi destina meno degli altri paesi, com’ è vero che i soldi servono per lo più (72%) per pagare gli stipendi. Ma fino a quando rimarrà la contraddizione che vede i nostri soldati in Libano essere i meglio pagati al mondo (183,7€ netti al giorno oltre allo stipendio), non un solo euro di stanziamento aggiuntivo potrà essere invocato.” Maresciallo Guido Guasconi

    Orbene. Da ciò mi sorgono spontanee delle domande e delle riflessioni:
    Cosa c’entra quanto vengono pagati i nostri militari in missione all’ estero con i fondi in Italia?
    Lo stipendio dei cosiddetti 183,7 € netti al giorno non viene corrisposto dalla Nato o dall’ ONU, a seconda di cosa fa parte quella missione?
    In Italia i nostri militari (parlo di quelli non in servizio permanente) prendono 900€ al mese…possono o no reclamare stipendi più alti, soprattutto in considerazione di ciò che fanno?
    In Libano sono andati diversi ragazzi del mio paese, i quali raccontavano che in 8 mesi di missione a stento sono riusciti a togliersi gli anfibi dai piedi, perchè dovevano stare sempre in allerta. Bene, allora vale 183,7 € al giorno la non-vita fatta in 8 mesi? Lo so, mi risponderete che è il loro lavoro, ma non per questo bisogno svilirlo!
    Riguardo ai tagli, ribadisco che chi è in alto sa solo riempirsi la bocca di belle parole quando i militari italiani vengono alla ribalta per operazioni compiute egregiamente o per mandarli a pattugliare le città…per il resto, pochissima attenzione.
    E un’ultima riflessione. Perchè questa considerazione viene da un maresciallo, che invece dovrebbe essere “di parte”?

  90. StellAlpina scrive:
    luglio 31st, 2008 alle 08:14

    Altra cosa, una richiesta per Pino. Puoi darmi qualche informazione su questi tagli alla Difesa? Intanto cerco qualcosa in giro…

  91. Giuseppe scrive:
    luglio 31st, 2008 alle 09:01

    Abbiamo davvero esagerato!! Non ci sta niente da fare lo dico sempre L’uomo è una macchina perfetta (come tutto il creato) ma allo stesso tempo è una macchina perfettamente stupida.

  92. latorredibabele scrive:
    luglio 31st, 2008 alle 09:48

    Washington, 31 lug. (Adnkronos) – L’egiziano dal 2006 leader di Al Qaeda in Iraq ha lasciato il Paese e si trova attualmente in Afghanistan. A riferire gli spostamenti di ‘Abu Hamza al-Muhajer’ o ‘Abu Ayyub al-Masri’ -i due nomi di battaglia assunti dal successore di Abu Musab al-Zarqawi- e’ il quotidiano ‘Washington Post’, citando Abdullah al-Ansari, di Fallujiah, che dice di non sapere pero’ se la partenza del leader sia definitiva. Altri membri di Al Qaeda in Iraq citati dal quotidiano negano invece che al Masri si sia allontanato dal paese, pur confermando che il leader abbia viaggiato in Afghanistan per alcuni incontri, forse anche con Osama bin Laden.

  93. latorredibabele scrive:
    luglio 31st, 2008 alle 11:47

    Bicibomba esplode davanti consolato pakistano a Herat: tre feriti.

  94. StellAlpina scrive:
    luglio 31st, 2008 alle 12:18

    Bicibomba_! Prima o poi caricheranno pure il passeggino-bomba!

  95. pino scaccia scrive:
    luglio 31st, 2008 alle 18:32

    Penso possa interessarvi. Poco fa ho scoperto due visiste dall’Afghanistan, una da Kabul e l’altra da Rana. In effetti è un località che esiste, a est del Paese, a 2227 metri di altezza, una località di montagna insomma. Ma poi analizzando meglio ho trovato che Rana è una linea wireless per l’accesso a internet, società che sta a Kabul, in Ansani Square. Capito insomma che è…tutta questione di server? Quando vi collegate non conta tanto la città di provenienza ma il luogo di accesso.

  96. latorredibabele scrive:
    agosto 1st, 2008 alle 12:01

    (ANSA) – WASHINGTON, 1 AGO – Il Pentagono e’ riuscito a mettere insieme per il momento solo altri 200 soldati da mandare di rinforzo in Afghanistan. Lo ha detto il ministro della Difesa americano Robert Gates, lasciando capire che un contingente maggiore sara’ disponibile solo se verra’ ridotto l’impegno in Iraq. I comandanti militari Usa in Afghanistan da tempo chiedono un aumento di 2/3.000 uomini. Gli Usa hanno chiesto un maggiore sforzo ai paesi della Nato, ma senza ottenere grandi risultati.

  97. StellAlpina scrive:
    agosto 1st, 2008 alle 12:46

    Spero che continueranno a non ottenerli! Ribadisco che devono vedersela loro. Sono guerre che hanno voluto loro!

  98. StellAlpina scrive:
    agosto 1st, 2008 alle 12:55

    Ho letto su peacereporter la versione data dai due elicotteristi rimpatriati da Herat per essersi rifiutati di sparare durante il contrasto a fuoco in cui rimasero feriti il tenente Gabriele Rame e l’aviere Francesco Manco. E’ un po’ ciò che si era ipotizzato e immaginato. Il rifiuto non fu dovuto alla sindrome da stress ma alla volonta di non colpire civili…innocenti quindi… LINK

  99. latorredibabele scrive:
    agosto 1st, 2008 alle 15:29

    La violenza in Afghanistan cresce e raggiunge il livello più alto dal 2001 con oltre 260 civili uccisi solo nel mese di luglio. Lo sostengono le oganizzazioni non governative, riunite nell’Agency Coordinating Body For Afghan Relief. “Fin ad ora gli attacchi, attentati e atti di violenza sono aumenati del 50 per cento rispetto allo stesso periodo l’anno scorso. Hanno perso la vita 2500 persone, tra cui 1000 civili” sostiene l’Acbar. Secondo la stessa fonte la violenza si è estesa in aree che prima non erano state toccate e ha portato alla chiusura di scuole e centri sanitari, mentre la siccità e le conseguenze dell’aumento dei prezzi degli alimneti hanno reso sempre più dipendente dagli aiuti gran parte della popolazione. Anche se due terzi delle vittime sono da attribuire ai talebani, le operazioni militari internazionali hanno comunque contribuito a aumentare le perdite tra i civili, 40 per cento in più rispetto al 2007.

  100. latorredibabele scrive:
    agosto 1st, 2008 alle 16:23

    Un militare delle forze Nato è stato ucciso oggi dall’esplosione di un ordigno artigianale nella provincia di Khost. Lo annuncia il comando della forza internazionale. Le generalità del soldato non sono ancora state rese note in attesa della comunicazione alla famiglia del deceduto. La provincia di Khost si trova vicino al confine con il Pakistan, dove spesso le milizie filo-talebani trovano rifugio. Sono 145 i soldati dalla Nato uccisi in Afghanistan dall’inizio del 2008. Altri quattro soldati e un civile sono stati uccisi, sempre oggi, nella provincia di Kunar, nella parte orientale dell’Afghanistan. Ancora una votla la causa è stata l’esplosione di un ordigno artigianale.

  101. StellAlpina scrive:
    agosto 1st, 2008 alle 17:40

    Dunque oggi sono 6 in tutto i militari NATO uccisi in Afghanistan? Tutti in scontri avvenuti alla frontiera con il Pakistan…si fa sempre più concreto il pericolo di invasione. Forse ciò che li ha trattenuti finora è stata la scarsità di truppe da potervi inviare…
    E intanto crescono le vittime tra i civili, e con esse l’ostilità della popolazione. Credo si stia avvertendo una grande tensione tra i nostri militari lì. Non so…è una sensazione che ho quando sento il mio ragazzo. Prima era molto più tranquillo. E ora mi assale una grande paura, cioè l’ idea che verremo “comandati” da chi finora ha seminato solo morte…e obbediremo, perchè chi è al di sopra di noi ha intenzione di “obbedire”. Credo che l’ episodio dei due elicotteristi rimpatriati sia lampante riguardo alla linea che si vuole seguire…

  102. pino scaccia scrive:
    agosto 1st, 2008 alle 17:44

    Sono stato a Khost. Praticamente si è già in Pakistan. Ho fatto foto dalla base e alle mie spalle non era più Afghanistan.

    Certamente la situazione non è tranquilla. Ormai è evidente. Ma non dovrebbero essere assolutamente coinvolti i militari che stanno a Kabul. E neppure questo contingente ma il prossimo, dopo l’annunciato spostamento a Herat.

  103. StellAlpina scrive:
    agosto 1st, 2008 alle 17:52

    Beh, la scampano inostri, ma toccherà ai prossimi ugualmente. Magari non la vivremo noi l’ angoscia, ma qualcuno dopo di noi sì. E noi resteremo a guardare, cioè, chi è sopra di noi resterà a guardare e obbedire.
    Se può interessare la mia opinione di profana in materia, riguardo ai due elicotteristi, per me i due sono da ammirare e non erano da condannare. Hanno valutato più presiosa la vita di civili innocenti rispetto a quella di chi li stava attaccando. Del resto, per quanto ho capito, i 2 militari italiani erano già in salvo. Ecco, non hanno voluto piegarsi allo stesso gioco che stanno facendo gli americani!

  104. roberto scrive:
    agosto 1st, 2008 alle 17:53

    ho letto la storia dei due elicotteristi italiani…fa una rabbia… è la conferma della differenza del nostro popolo che ha cuore rispetto ad altri che sono macchine da guerra…. forse non sono buoni militari ma sicuramente meriterebbero una medaglia d’oro al valor civile, sono due grandi uomini, coraggiosi perche era piu facile sparare che fare quello che hanno fatto

  105. carmen scrive:
    agosto 1st, 2008 alle 17:55

    Bhe sapete un pò sono contenta che gli stati uniti non abbiano rinforzi da mandare in afghanistan… così aspetteranno prima di un’eventuale offensiva sul confine del pakistan. Spero che si rendano conto della impossibilità della lotta su tutti i fronti!!

  106. pino scaccia scrive:
    agosto 1st, 2008 alle 17:58

    Purtroppo sono rari. E ci sono interessi superiori.

  107. StellAlpina scrive:
    agosto 1st, 2008 alle 17:59

    Perchè dici che “forse non sono buoni militari”? Io credo che il buon militare sia quello che, in una situazione di pericolo, riesce a mantenere la calma e a decidere lucidamente, optando per la salvezza di anche un solo civile piuttosto che per la morte di 2 talebani! E’ vero, sarebbe stato molto più facile sparare. Ma il fatto di avere un’ arma a disposizione non presuppone che vada usata indiscriminatamente. In tutto ci vuole umanità. Molti dimostrano di non averne. Pochi dimostrano il contrario…ma ne pagano le conseguenze purtroppo!

  108. pino scaccia scrive:
    agosto 1st, 2008 alle 17:59

    C’è poco da essere contenti. Hanno chiesto aiuto agli alleati.

  109. StellAlpina scrive:
    agosto 1st, 2008 alle 18:01

    Carmen, io credo che troveranno anche chi mandare in Pakistan. Mi pare di aver sentito che inizieranno a smilitarizzare l’ Iraq. E’ vero, i soldati americani vengono considerati vere e proprie macchine da guerra!

  110. StellAlpina scrive:
    agosto 1st, 2008 alle 18:07

    Appunto…però per noi non dovrebbero esserci pericoli, no? Frattini disse che dopo l’ estate le truppe italiane sarebberero state diminuite…Può cambiare idea all’ improvviso?
    Ed ora Pino, una cosa che non ho capito. Dopo agosto il controllo di Kabul passerà nelle mani dei francesi. Però i nostri non verranno spostati da lì, fino all’ autunno, quando torneranno a casa. Nel frattempo partiranno altri italiani alla volta di Herat e non più Kabul?

  111. carmen scrive:
    agosto 1st, 2008 alle 18:07

    Si ho letto che che hanno chiesto aiuto!! ma dici che l’Italia possa mandare in breve tempo altri uomini? 2-3000 soldati sono tanti! anche per gli altri paesi credo!
    Ma secondo te Pino i nostri ragazzi lì a kabul sono al corrente di queste notizie che abbiamo noi? perchè credo che il livello di allerta sia alto ma che non gli venga spiegato bene il perchè…

  112. pino scaccia scrive:
    agosto 1st, 2008 alle 18:16

    I dettagli ancora non sono noti. Bisogna aspettare per saperne di più.

  113. StellAlpina scrive:
    agosto 1st, 2008 alle 21:08

    Oggi è stata davvero una giornata con bollettino di guerra in Afghanistan. Non si è ancora saputa la nazionalità dei soldati uccisi, vero? Ma anche la Spagna è presente con proprie truppe? Perchè non ho mai sentito di morti spagnoli.

  114. latorredibabele scrive:
    agosto 2nd, 2008 alle 00:40

    (ANSA) – KABUL, 1 AGO – Uomini armati rapiscono il governatore del distretto di Marawara, Abdul Ghayas Haqmal, nella provincia di Kunar nell’est dell’Afghanistan. Kunar e’ situata alla frontiera con le zone tribali del Pakistan, dove i taleban e i combattenti di al Qaida hanno ricompattato le loro forze.Il governatore aveva recentemente opposto resistenza alla testa delle forze di sicurezza a un attacco dei taleban.Un portavoce dei taleban, Zabihullah Mujahed, ha rivendicato il rapimento attraverso la France Presse. Sempre oggi a Kunar un civile e quattro soldati Nato stati uccisi in un attentato.

  115. Gianluca scrive:
    ottobre 12th, 2008 alle 23:31

    Sono trascorsi solo un paio di mesi da quella foto e dalla mia missione in Afghanistan.
    Sono tornato alla mia vita civile di informatico.
    Nulla mi darà più tanta soddisfazione quanto gli sforzi incredibili che tanti militari italiani hanno fatto insieme a me per far arrivare quei PC su quei tavoli.

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