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Meglio provare a vivere

By pino scaccia | agosto 3, 2008

Quando stavo a Tripoli, meno di un mese fa, ho chiesto a uno che conta: “Ma allora Gheddafi e Berlusconi in quelle due ore che si sono detti?”. Ha sorriso: “Non lo so, io stavo a Sharm”. E’ arrivato qualche giorno dopo il figlio del leader libico a spiegare: “E’ stato stretto un accordo per il risarcimento del periodo coloniale e poi l’impegno per l’autostrada”. L’autostrada, se ne parla da tempo, è quella che dalla capitale porta in Tunisia. Poco prima del confine c’è il porto di al Zuwarah dove ci sarebbero migliaia di disperati pronti a salpare per l’Italia. Lo raccontano gli ultimi arrivati a Lampedusa che ormai scoppia: anche 1500 nuovi arrivi a fronte di un centro accoglienza che al massimo ne può ospitare 800. Ecco perchè l’ingresso è rigorosamente vietato alle telecamere. Arrivano da tutto il Maghreb, tantissimi dalla Somalia funestata da una guerra infinita (seimila morti solo l’anno scorso e centomila sfollati). Ricordo che da Malta chiamavo il mio amico Khalid, quello che mi ha portato a Mogadiscio, e lui per avere il polso della situazione chiamava proprio al Zuwarah dove arrivavano i superstiti di un viaggio allucinante attraverso il deserto. Ho seguito per anni le rotte dei migranti e ho sempre sostenuto che è impossibile fisicamente arginare l’esodo. E’ possibile invece fermare chi parte, specie in Paesi sotto controllo. Evidentemente l’accordo non è ancora “operativo”. Non potrò mai dimenticare la frase di una vecchia somala, Dathaba, madre di una delle tante vittime della speranza: “Vivere o morire, non c’è altra scelta per noi – mi disse -. Stare qui significa morire. Meglio allora provare a vivere”.

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Topics: inquestomondodisquali, libia, somalia | 26 Comments »

26 risposte per “Meglio provare a vivere”

  1. franca scrive:
    agosto 3rd, 2008 alle 23:09

    Leggendo le parole della madre somala,mi vergogno per quelle persone che sono dell’idea che gli immigrati dovrebbero stare tutti a casa loro.

  2. Ale scrive:
    agosto 3rd, 2008 alle 23:47

    C’è da vergognarsi, ma soprattutto prendere coscienza -che sarebbe già qualcosa- di tante cose… soprusi e menefreghismi senza limiti. Del debito occidentale, che non intende ancora risanare, restituendo. E’ anche vero che misure semplicistiche (a dir poco, visto ciò che accade..al di là delle coste e qua) non risolvono. Siamo al collasso a Lampedusa, è un dato di fatto. I buonismi hanno sempre semplificato, senza organizzazione reale del problema. L’intolleranza procede coerente e imperturbabile, ma con l’unico fine di non avere fastidi. E gli accordi parlano chiaro. Non ho idea di come risolvere, chiaramente. Dico, ancora una volta, nel mio semplicismo SI’, perchè allora ci sono stati ben altri semplicismi ma non altrettanto giustificabili! che non si doveva proprio creare tutto ciò, che nella Volontà, quella vera e non ipocrita, di far funzionare tutto, davvero li si poteva aiutare o in terra propria, con aiuti e economia, o qui con inserimenti dignitosi. Nessuna delle due cose, visto che dignità non c’è più neanche per noi. E in tutti i sensi.

  3. StellAlpina scrive:
    agosto 3rd, 2008 alle 23:51

    Franca, è giustissimo ciò che dici, ma non credo che tutti quelli che vengono in Italia lo facciano perchè per loro restare in patria vuol dire morire… Questo può valere per questa povera gente che parte su imbarcazioni di fortuna, come ad esempio i continui sbarchi a Lampedusa. Ma tanti altri sono spinti da motivi ben diversi!

  4. pino scaccia scrive:
    agosto 3rd, 2008 alle 23:56

    Si sta parlando dei disperati. Quelli che…dici te vengono in aereo.

  5. StellAlpina scrive:
    agosto 4th, 2008 alle 00:10

    Lo so, infatti ho detto che riguardo a loro è giusto vergognarsi quando si pronunciano certe frasi, ma il termine “immigrato” li include tutti, sia quelli che arrivano con le imbarcazioni di fortuna che quelli che arrivano in aereo, treno o autobus.

  6. pino scaccia scrive:
    agosto 4th, 2008 alle 00:14

    Credo che siamo tutti d’accordo sulle differenze. Il discorso è stato fatto tante volte, è lungo e a quest’ora difficile… Ma ti lancio solo una provocazione: pensa, i romeni che …mettono tanta paura, neppure sono extracomunitari, sono cittadini europei.

  7. StellAlpina scrive:
    agosto 4th, 2008 alle 00:23

    Sì, solo che noi li consideriamo extracomunitari al pari dei magrebini o dei cinesi o dei filippini. Ed io, ti dirò, proprio a loro mi riferivo. Non per essere razzista, ma ultimamente mi fanno davvero molta paura. Sai perchè? Perchè i fatti di cronaca che li coinvolgono sono sempre contraddistinti da molta ferocia, molta cattiveria. So che non posso fare di tutta l’ erba un fascio, anche noi abbiamo esempi di ferocia (vedi Olindo e Rosa Bazzi). Tutavia, come dicevo in Questione di anima, ci sono popoli più portati alal violenza e popoli meno portati. Secondo me i romeni vi sono portati.

  8. pino scaccia scrive:
    agosto 4th, 2008 alle 00:26

    Non è vero, diciamo che da noi vengono gli elementi peggiori. Discorso anche questo gia fatto: è il loro Paese che se ne sbarazza.
    Quello che succedeva un pò di decenni fa con i mafiosi…esportati in tutto il mondo. E per questo per troppo tempo tutti gli italiani sono stati considerati criminali Stiamo attenti alle etichette.

  9. StellAlpina scrive:
    agosto 4th, 2008 alle 00:35

    Conta anche l’ elemento “incertezza della pena”? Cioè, può essere un motivo di attrazione di elementi negativi?

  10. pino scaccia scrive:
    agosto 4th, 2008 alle 00:37

    Se un criminale pensasse alla pena non lo farebbe. Neanche la pena di morte è un deterrente.

  11. StellAlpina scrive:
    agosto 4th, 2008 alle 00:39

    E allora perchè vengono così numerosi in Italia? (e con questa domanda, dopo la risposta vi lascio…)

  12. pino scaccia scrive:
    agosto 4th, 2008 alle 00:43

    Intanto non vengono solo in Italia ma invadono l’Europa. Te l’ho detto: la Romania spinge in attesa dell’euro (è in grande crisi economica). E noi siamo in assoluto i più importanti partner commerciali.

  13. meri scrive:
    agosto 4th, 2008 alle 08:32

    Nei recenti, e non, fatti di cronaca io vedo molta violenza. Che non è patrimonio nè culturale, nè etnico di alcun popolo. Sennò cii sarebbe da analizzarli per inorridire rispetto non agli immigrati ma ai nostri connazionali. Sarebbe bene iniziare a considerare gli individui singoli e non i gruppi, soprattutto quando si parla di criminalità. E singolare come in un mondo, quello occidentale, dove si è sempre combattutto il concetto, tipicamente sovietico, di “massa” che porta a rendere tutti uguali ed omologati e si è valorizzata l’idea di “persona”, di individuo al centro di diritti e doveri, in questo caso invece, con i migranti, si ragiona non considerando il singolo e le sue qualità (o negatività) ma gruppi interi, come fossero degli omogeneizzati. Noi giustamente non ci stiamo ad essere considerati tutti mafiosi solo perchè la mafia è un prodotto italiano, e perchè, c’è da ammetterlo, spesso come paese non ci ribelliamo con sufficiente forza ai mafiosi, e allora perchè dovremmo noi riservare questo trattamento ad altri? Una delle cose che dovremmo ricominciare a praticare è la compassione, quella che viene dal termine latino cum patire, e cioè abituarci a metterci nei panni degli altri, a “sentire” la loro condizione come fosse una condizione che potrebbe essere anche nostra, un giorno, e che in passato già lo è stata, per i nostri nonni e bisnonni.
    Il discorso che noi migranti italiani eravamo tutti (o quasi) brave persone non regge, semplicemente perchè non è vero. E’ naturale che all’interno di un gruppo numeroso di persone ci siano anche i delinquenti ma non per questo gli altri devono essere accomunati a loro. Invece anche a noi è successo, non scorderò mai i racconti di chi piangendo raccontava di quei cartelli che vietavano l’ingresso nei locali pubblici agli italiani.
    La cronaca spesso inganna, perchè, purtroppo, gli eventi negativi fanno più notizia e influenzano e indirizzano le nostre idee rispetto agli eventi ed alle persone. Come si dice “Fa più rumore un albero che cade piuttosto che cento che crescono”.
    Ma se tendiamo meglio l’orecchio e stiamo attenti forse riusciamo ad “ascoltare” il suono del positivo che c’è, ed è molto, ed a superare certi pregiudizi e certe generalizzazioni su cui i politici che vorrebbero prendere a cannonate i barconi di quei disperati fanno le loro fortune poltiche (ed economiche).
    E forse riusciremo anche a combattere meglio la delinquenza ed a rendere più sicure le nostre vite. Visto che siamo il paese con le leggi più dure (e disumane dico io) nei confronti degli immigrati eppure continuano ad essere quello dove l’immigrazione clandestina è un problema pesante da risolvere.
    Forse c’è qualcosa che non va ed i nostri cari politici oltre agli slogan violenti ed alla facile propaganda non sanno fare, no?
    Scusate la lunghezza.

  14. Ale scrive:
    agosto 4th, 2008 alle 22:45

    Concordo, purtroppo. Riallacciandomi alla tua ultima frase, credo ci si stiano nascondendo dietro… perchè sanno che siamo diventati un popolo di miserabili e temono ben altro. Anche se un Venezuela, stando dalla ‘parte più comoda’, non disturba abbastanza è evidente: il livello è quello. Siamo diventati un brutto popolo, e allora le maschere diventano più grottesche, le pretese di ‘vernici’ spasmodiche, quasi isteriche, a coprire… il Nulla. Potrebbe essere illuminante scoprire anche come certe “masse” abbiano creato, dal Dolore, una Dignità individuale, e diffusa, che non ha mai generato “omogeneizzati”. La Bellezza e la Dignità in controrisposta alla sofferenza. Altresì, capitano branchi famelici, confusi e svuotati, che necessitano proprio del “gruppo”, come supporto di coscienze interiori scarsamente sviluppate. Che poi si voglia far passare i primi per i secondi… è il gioco delle parti, ma certo non sviluppato “ad arte”. Brutta regia, insomma.
    Ma credo anch’io che qualcosa di umano da qualche parte ci sia ancora, davvero. Soltanto che d’ora in poi non sarà più una questione di “quantità” ma di “qualità”. Ossia, perdonate il pessimismo, ma quantitativamente parlando è ridotto… ma qualitativamente invece sarà sempre più grande. Il Bene, intendo.
    E Forza e Coraggio a tutti. A tutto il mondo.

    (com’era la pubblicità? saluti… “dal peggior bar di Caracas!” :)) non non c’è da ridere, ma… io sono un caso parte.. seppur pessimista e molto è).

  15. franca scrive:
    agosto 5th, 2008 alle 00:01

    Ale,nel mondo c’è ancora moltissimo di umano…
    Per te :
    Il giorno più bello? Oggi.
    L’ostacolo più grande? La paura.
    La cosa più facile? Sbagliarsi.
    L’errore più grande? Rinunciare
    La radice di tutti i mali? L’egoismo.
    La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
    I migliori professionisti ? I bambini.
    Il primo bisogno ? Comunicare.
    La felicità più grande? Essere utile agli altri.
    Il difetto più grande? Il malumore.
    Il mistero più grande? La morte.
    La persona più pericolosa? Quella che mente.
    Il sentimento più brutto ? Il rancore.
    Il regalo più bello? La famiglia.
    L’accoglienza migliore? il sorriso.
    La miglior medicina? L’ottimismo.
    La cosa più bella del mondo? L’amore.

  16. pino scaccia scrive:
    agosto 5th, 2008 alle 00:07

    Anche poetessa adesso…

  17. franca scrive:
    agosto 5th, 2008 alle 00:09

    Magari .
    E’ di Madre Teresa di Calcuta.

  18. Ale scrive:
    agosto 5th, 2008 alle 00:21

    Eh però sei bellissima… GRAZIE.
    Ora mi commuovi pure, e io odio ste cose.
    Ma Grazie, e non di parole… cioè non per ‘formalità’… ma perchè appena posso, con un po’ di buona volontà.. me la scrivo te lo dico veramente! Sei proprio Bella. Ma l’hai scritta tu?

  19. Ale scrive:
    agosto 5th, 2008 alle 00:32

    Non a caso è sotto “meglio provare a vivere”.
    Ragazzi miei, ammiro ogni tentativo…e supporterò per sempre ogni riscatto di bellezza, ma avete a che fare con una decadenza alla quale Baudelaire si sarebbe arreso.. e posso solo, a mia volta, cercare di “supportare” voi, affinchè l’interiorità non muoia.
    Per il resto, per me, vivere è come morire un po’ per volta… ma è complicato. :)) E’ un mio sorriso luminoso, comunque! Baci a tutti.

  20. franca scrive:
    agosto 5th, 2008 alle 08:39

    Chiedo scusa per stanotte.Come accade spesso(a me) è saltato tutto.
    Ale,pure io ho amato Baudelaire…ma avevo 14 anni.
    Poi ho incontrato l’amore.Ho “abbandonato”Baudelaire è “adorato”Prévert.Adesso,come hai letto stanotte,è Madre Teresa di Calcutta,il poeta di riferimento.
    “Da dove viene questa strana tristezza che sale come il mare sulla roccia nera e umida?”.

  21. Ale scrive:
    agosto 5th, 2008 alle 13:24

    No, sono momenti… chissà che non l’abbia amato troppo in passato Baudelaire e questi sono i riusltati, ecco sì., più esatto… :)))
    No, ma scherzo, ma tu sei proprio dolce! Come una mamma, infatti.
    Grazie di cuore!

  22. franca scrive:
    agosto 5th, 2008 alle 22:02

    Ale, voi per me state diventando come dei figli (certamente con le dovute distinzioni) adottivi.Sai le adozioni a distanza?
    A loro si mandano soldi,con affetto.
    A voi affetto.
    Non è che ora mi chiedi pure i soldi?
    Dai Ale,la vita, anche se ti da le batoste vale la pena viverla…fino in fondo.Se non altro per chi avrebbe voluto è non ha potuto.
    Stasera ,grazie a Pino,sono contenta.Vorrei lo foste tutti.

  23. Ale scrive:
    agosto 5th, 2008 alle 22:48

    Io sono contenta che lo sei tu. O voi, in generale chiunque lo è. Perchè non ho ancora il cuore così indurito, anzi… e siete persone piene di calore umano. Sorridevo, infatti, leggendovi, e mi immedesimavo. Sorrido sempre a dir la verità, quando ancora “ogni tanto” vedo qualcosa di bello in giro. E di pulito.
    Mentre sì vabbè… dovrei anche pensare a chi avrebbe voluto vivere e non ha potuto come dici tu, o gli ospedali, ma non ho comunque soluzioni nè posso far niente, nè la situazione cambierebbe.
    Tutto il mondo ha tutta la mia compassione, ecco, di più non posso fare. Grazie per l'”adozione a distanza!” :))) Molto gradita! Ma non facciamoci sentire dai medici o attaccano con la storia del cordone ombelicale…… e “processi maturativi” e sai la mia sopportazione è sempre più limitata quella sì! questo “periodo”…. :)))
    Un bacione.

  24. latorredibabele scrive:
    agosto 7th, 2008 alle 19:06

    Complici le buone condizioni atmosferiche sono ripresi gli sbarchi di clandestini , sia sulle coste italiane che, soprattutto, a Malta. Non tutti, però, riescono a raggiungere la terra ferma. E’ il caso di 120 immigrati, tra cui 25 donne e sei bambini, da tre giorni alla deriva su un’imbarcazione a circa 60 miglia dalla Libia, senza acqua nè carburante. Secondo quanto reso noto dall’Unhcr – l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati – che ha ricevuto quattro telefonate nel corso della mattinata, si tratta di migranti provenienti da Somalia, Etiopia e Sudan.

  25. latorredibabele scrive:
    agosto 30th, 2008 alle 08:26

    In base all’accordo raggiunto con la Libia, «l’Italia si impegnerà a finanziare progetti di infrastrutture e in diversi settori. È impossibile al momento precisare il volume degli investimenti che saranno realizzati, ma supereranno sicuramente diversi miliardi di dollari». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in un’intervista al giornale libico Oya alla vigilia del suo viaggio a Bengasi dove incontrerà il leader libico Muammar Gheddafi. Fonti ministeriali fanno trapelare che si tratta di un accordo pari a 5 miliardi di dollari (3,4 miliardi di euro) lungo un periodo di 25 anni. «L’accordo che firmeremo sabato apre tutte le strade in vista del consolidamento del partenariato economico e sociale e intensificherà la cooperazione tra i due Paesi e permetterà di voltare la pagina del passato coloniale italiano in Libia». Secondo alcune fonti, l’accordo politico è stato chiuso mentre mancano ancora particolari su aspetti tecnici e finanziari. Per esempio Non si conoscono dettagli sulle richieste italiane sula restituzione dei beni sequestrati dalla Libia agli italiani negli anni Settanta e sui crediti che diverse imprese ancora vantano dalla Libia.

    VENERE – Berlusconi riportarà i Libia la statua della Venere di Cirene, che fu scoperta da archeologi italiani nel 1913 e da allora custodita al Museo nazionale romano. La restituzione era stata già decretata nel 2002, ma Italia nostra aveva presentato ricorso al Tar del Lazio. Infine il 23 giugno il Consiglio di Stato che ha dato il via libera definitivo.

    RE DEI RE – Intanto Gheddafi è stato nominato giovedì «Re dei re d’Africa» in occasione di un incontro tra diverse decine di capi tribù africani a Bengasi su iniziativa del numero uno libico. «Decidiamo il riconoscimento del fratello leader come il “re dei re, dei sultani, dei principi, degli sceicchi e dei sindaci d’Africa” e la sua nomina a partire da oggi a “re dei re d’Africa”», ha reso noto un comunicato.

  26. jlozeppeli scrive:
    ottobre 25th, 2008 alle 17:30

    gheddafi mi ricorda troppo il cantante degli ac\dc per essermi antipatico però sta dietro una barriera anti bottigliate… è strano,nessun’altro leader ha bisogno di queste protezioni quindi vuol dire che sta sul culo a un sacco di gente.

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