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Non dimenticare Kassim

By pino scaccia | Agosto 6, 2008

La storia di Kassim, oltre che dolorosa è sintomatica. Lo scrive Amnesty: “E’ la prova dell’erosione dei diritti umani nella guerra al terrorismo”. Rapporto 2008, pagina 293: “L’Italia è responsabile della costante cooperazione con servizi segreti stranieri nella deportazione illegale di un cittadino nonostante la stessa magistratura abbia chiuso un’inchiesta su di lui senza alcuna incriminazione”. Abou Elkassim Britel, 40 anni, è cittadino italiano dal 1999, dieci anni dopo essere venuto nel nostro Paese. E’ sposato con un’italiana, Anna Lucia, che dopo aver abbracciato la fede musulmana ha assunto il nome di Khadija. La storia comincia il 10 marzo del 2002: Kassim ha lasciato Bergamo per un lavoro da interprete in Pakistan. A Lahore lo ferma la polizia, lui fa vedere il passaporto italiano, loro non gli credono e lo arrestano. Inutili i tentativi di rivolgersi alla nostra ambasciata, tutto negato. Dopo due mesi rinchiuso chissà dove,  è consegnato all’Fbi. Seguono interrogatori e torture, poi a fine maggio con il volo Cia targato N379P viene trasferito (extraordinary rendition) in Marocco, suo Paese d’origine. Messo a Temara, la Guantanamo locale (un metro quadrato per ogni detenuto, poco cibo e tanta violenza), viene liberato senza accuse nel febbraio dell’anno successivo. Sta per tornare in Italia quando alla frontiera è di nuovo arrestato. Passa da un lager all’altro poi in un processo farsa durato mezza giornata, senza prove e senza testimoni, viene condannato a dodici anni per “organizzazione sovversiva e riunioni non autorizzate”, pena poi ridotta a nove.  Adesso sta nel carcere Ain Bourja a Casablanca, nonostante il Parlamento europeo abbia invitato il governo italiano (risoluzione 2006/2002) a “procedere con misure concrete per il suo rilascio”. Ma non si è mosso niente, nonostante decine di interrogazioni parlamentari, migliaia di firme e il coraggio di Kadhjia. Per la festa del trono in Marocco sono state concesse 1030 grazie, ma per Kassim no.  Per saperne di più (e per firmare l’appello) visita il sito

Topics: persone | 30 Comments »

30 risposte per “Non dimenticare Kassim”

  1. StellAlpina scrive:
    Agosto 6th, 2008 alle 22:23

    Non immaginavo neppure lontanamente che Khadija avesse alle spalle una tale storia…e soprattutto una tale sofferenza!
    Mi spiace anche che il nostro Governo, che è anche il Governo di Kassim, essendo lui diventato cittadino italiano, non muova un dito per aiutarlo!
    Scusa Pino, dove si firma la petizione? Perchè non riesco a trovarla…

  2. pino scaccia scrive:
    Agosto 6th, 2008 alle 22:30

    Credo in testa al sito, ma quando si farà viva Khadija saprà darci tutte le indicazioni. Si sta battendo con tutte le forze per il suo uomo. E voi ragazze…di frontiera dovreste capirla bene.

  3. ceglieterrestre scrive:
    Agosto 6th, 2008 alle 22:32

    Mesi fa, ho già firmato, posso farlo ancora? ho fatto anche un post, pensavo che era tornato in libertà.

  4. StellAlpina scrive:
    Agosto 6th, 2008 alle 22:33

    Sì, cioè no. Credo che non possiamo capirla perchè non viviamo la sua situazione. Possiamo provarci però. E ti dirò, finora ho scritto che è stata la più moderata e la più “comprensiva” con noi. Adesso la apprezzo ancor più, perchè l’avrei capita se fosse stata imbestialita! Khadija, vogliamo aiutarti. Dicci come fare.

  5. pino scaccia scrive:
    Agosto 6th, 2008 alle 22:37

    Ceglie, no sta ancora in galera: se non succede qualcosa ci starà fino (se non sbaglio) al 2012.
    Stella, con Khadija ci scriviamo (e benevolmente) scontriamo da anni. E’ una persona in gamba. Se leggi nei commenti sotto Lettera dall’Islam ce l’ha anche con la comunità musulmana.

  6. StellAlpina scrive:
    Agosto 6th, 2008 alle 22:51

    Li ho letti tutti i commenti…
    Aspetto sue notizie perchè non riesco a capire dove bisogna firmare.

  7. pipistro scrive:
    Agosto 6th, 2008 alle 22:59

    Dietro questa “cosa” (non so come altro definire l’obbrobrio giuridico e umano in questione) sicuramente qualcuno non ha fatto il proprio dovere, o peggio. E va richiamato all’ordine.

    I ministeri, tutti, e i ministri che vi siedono sono al nostro servizio, alleanze e papocchi internazionali e “segreti di stato inclusi, delle quali cose, comunque, ora o in seguito, dovranno rispondere – ahiloro – al popolo italiano. Volente o nolente chi siede su una poltrona in alto loco, siamo noi – il vituperato sudditame italiano – che gli diamo i voti e, di seguito, da mangiare oltre il necessario.

    Tra lotta al terrorismo (la panacea inventata da George Bush e importata in Italia come tutto il peggio d’oltreoceano), governi insipienti (interessanti sotto questo profilo alcune castronerie giuridiche di provenienza del ministero a ciò delegato) o conniventi (che fine hanno fatto i piani di ribaltamento di uno stato sovrano discussi negli hotel di Roma? E i rapimenti coordinati coi servizi americani in piena Milano?), si finisce sempre con il constatare che quando tutti sono un po’ responsabili, non è più responsabile nessuno.

    Che saltino le cadreghe (sedie), che qualche presunto intoccabile venga inquisito per abuso d’ufficio, omissione d’atti d’ufficio o peggio. Non la moglie, lui personalmente. Quello di cui non abbiamo bisogno in Italia è mantenere una casta di intoccabili e immutabili che fanno il bello e il cattivo tempo anche sottoponendo l’Italia e gli italiani a giochetti estranei.

    Chi sbaglia – come nel caso – ed è pagato profumatamente anche per non sbagliare, a casa. Anzi, prima sui giornali (questione implicita nell”essere personaggio pubblico: onori ed oneri) e poi, appurato pubblicamente in cosa e perchè non ha fatto il proprio dovere, a casa. Meglio che lucri una immeritata pensione, piuttosto che continui a far danni.

  8. pino scaccia scrive:
    Agosto 6th, 2008 alle 23:10

    Da quel che ho letto le omissioni (o peggio) nascono addirittura molto prima, sul posto.
    Sicuramente ci sono tre ministeri che non hanno fatto quello che dovevano fare (minimo) per proteggere un cittadino italiano.

  9. pino scaccia scrive:
    Agosto 6th, 2008 alle 23:44

    Scusa Stella, se ci sei ancora. Ti avevo detto che la petizione era all’inizio del sito. Basta cliccare sulla riga
    Abou Elkassim Britel libero e vivo/libre et vivant/free and alive
    Il link porta alla petizione da firmare e inviare.

  10. carmen scrive:
    Agosto 6th, 2008 alle 23:48

    E’ davvero vergognoso che questa storia riguardi un cittadino italiano!! oppure ci sono cittadini di serie A e quelli di serie B! firmerò anch’io l’appello!

  11. Ale scrive:
    Agosto 6th, 2008 alle 23:49

    Auguri Khadija… e a lui… di cuore…
    Io mi riferivo proprio alla mancanza di umanità… in tutto, ormai.

  12. meri scrive:
    Agosto 7th, 2008 alle 06:58

    Khadija sa che mi sono occupata già della storia di Kassim, che ho firmato e che le sono vicina con tutto il cuore, anche per motivi personali.
    A volte mi sento così impotente che avrei voglia di spaccare tutto.
    Noi vogliamo giustizia e “loro” ci danno solo un mediocre e stucchevole spettacolo…

  13. StellAlpina scrive:
    Agosto 7th, 2008 alle 08:22

    Pipistro ha espresso in poche e chiare parole qual è la situazione del paese nel quale viviamo. Chi accomoda i propri fondoschiena su importanti poltrone, tutto fa fuorchè il proprio mestiere! E siccome noi abbiamo permesso loro di andare a rappresentarci (noi in senso generico, io personalmente no!), dobbiamo essere sempre noi a PRETENDERE che i diritti dei cittadini italiani vengano TUTELATI. Non ci sono cose più importanti e cose meno importanti da fare. Quando si tratta si persone e di disgrazie accadute, tutto assume la medesima importanza. Soprattutto in considerazione del fatto che in occasione di consultazioni siamo chiamati alle urne per “esercitare un nostro diritto e allo stesso tempo un dovere”. Ebbene, l’ho detto anche in altre occasioni: che si alzino dalle comode poltrone e facciano il proprio dovere. Oppure, QUE SE VAYAN!

    Grazie Pino, ho trovato la petizione.

  14. Padre Brown scrive:
    Agosto 7th, 2008 alle 11:55

    Mi chiedo perchè dovrebbero avercela con lui in particolare. Mi chiedo perchè Kasim sta ancora in galera. Mi spiego: possibile che un cittadino “qualunque” si trovi in una situazione come questa “solo” perchè musulmano? voglio dire: quanti musulmani ci sono, allora perche proprio lui? E’ tutto molto strano, il silenzio dell’Italia. Il silenzio della comunita islamica. Un’unica voce che è quella di Kadhi. Mi sembrano troppo poche..

  15. pino scaccia scrive:
    Agosto 7th, 2008 alle 12:14

    L’Italia, per l’idea che mi sono fatto, paga la solita sudditanza. Forse dimentichi che ci sono stati anche altri casi, clamorosi: hai presente Abu Omar?
    E poi non è vero che c’è silenzio su Kassim. Leggiti il sito: ci sono state decine di interrogazioni parlamentari. La denuncia di Amnesty, l’intervento del Parlamento europeo. Solo che non si riesce a risolvere.

  16. StellAlpina scrive:
    Agosto 7th, 2008 alle 12:22

    Non capita solo con lui comunque. Khadija nel suo sito ha ospitato anche una donna, “prigioniera in Italia, spogliata di tutto ciò che aveva”…e non mi pare sia musulmana. E’ vero, ci sono varie interrogazioni parlamentari, ma le firme sono pochine…segno che molti se ne fregano. Credo che troppo spesso ragioniamo unilateralmente, come a dire “basta che sto bene io”. In realtà potrebbe succedere a chiunque di noi. Basti pensare ai tanti episodi di italiani detenuti o comunque sotto processo in paesi stranieri. Per riprendere il titolo di un post, non si sa mai per chi suona la campana…

  17. pino scaccia scrive:
    Agosto 7th, 2008 alle 12:23

    Carlo Parlanti, appunto. E non solo lui. Ovviamente tutte storie diverse, ma unite da un senso di impotenza incredibile. Anche lì c’è solo la sua donna a battersi.

  18. Padre Brown scrive:
    Agosto 7th, 2008 alle 12:23

    Appunto: perche? si badi bene, la mia non è un accusa semmai una paura. Ripeto: perche proprio lui? cosa gli contestano?

  19. pino scaccia scrive:
    Agosto 7th, 2008 alle 12:27

    Forse se leggi il post lo sai…
    organizzazione sovversiva e riunioni non autorizzate
    Ma in un processo durato poche ore senza prove e senza testimoni. Dopo che anni di indagini in Italia su Kassim ha portato i magistrati ad archiviare il caso per mancanza di elementi.
    Rileggiti anche il rapporto di Amnesty
    “E’ la prova dell’erosione dei diritti umani nella guerra al terrorismo”.
    Ma sai quante Guantanamo ci sono al mondo? Quanti spariscono?

  20. khadi scrive:
    Agosto 7th, 2008 alle 14:13

    Prima di tutto, grazie!
    Credo però ci si sia fraintesi un po’ sull’identità. Anch’io mi chiamo islamicamente Khadija, ma mi firmo khadi proprio per non confondermi con Khadija Britel Pighizzini, la moglie di Kassim. Lo so che qua non si capisce nulla perchè ci chiamiamo tutte Khadija, Aisha, Aminah et similia, ma noi siamo due khadija diverse anche se Pino probabilmente non l’aveva ancora capito perchè da anni continuo a mandargli info su kassim e preghiere di pubblicare questo e quello, perchè sono molto vicina a queste persone, collaboro con khadija al suo blog e cerco di diffondere il caso il più possibile, perchè credo sia davvero inammissibile aver lasciato che una persona venisse deportata , torturata nei modi più atroci e abbandonata così.
    La società civile, i diritti umani… In questo caso – e in tanti altri casi come questo – tutto bandito in nome della cosiddetta “lotta al terrorismo” che poi se la va a prendere con le persone innocenti.
    Extraordinary rendition, voli Cia, carceri di detenzione segreta. Tutto questo è illegale, nega i più elementari diritti umani.
    Musulmani o no, non possiamo accettarlo.
    Grazie ancora a tutti, anche a nome di khadija Britel, una vera sorella di islam e di cuore, alla quale mi sento molto legata.
    …Non è lei quella che vi racconta tre baggianate sull’islam, o meglio, sui musulmani undergrounde! Lei è 33mila volte più sensata e più saggia di me!

    P.s. come al solito non riesco a starvi dietro e non riesco a leggere tutti i commenti e a postare risposte e osservazioni. Questo non è un blog, è trenta forum messi insieme, ma come si fa?
    A presto.
    Khadi

  21. pino scaccia scrive:
    Agosto 7th, 2008 alle 14:39

    Gaffe d’affetto.
    Beh, salutaci Khadija allora. Continueremo a starle vicino, naturalmente.

  22. StellAlpina scrive:
    Agosto 7th, 2008 alle 14:44

    Oh mamma che confusione mentale! Ma chi si chiamava Anna Lucia, la Khadi che scrive qui o la moglie di Kassim? Stamattina, in effetti, ho fatto un giro nei vari blog qui linkati e leggevo le parole di una Khadi…o Khadija che parlava di un matrimonio con un musulmano, andato male, che non la rispettava…e sono andata in confusione. Ora capisco qualcosa in più…ma poco eh!

  23. pino scaccia scrive:
    Agosto 7th, 2008 alle 14:46

    Anna Lucia è sicuramente la moglie di Kassim (cioè Khadija). Khadi ha appena spiegato della gaffe. E ci spiegherà meglio, ha promesso.

  24. Padre Brown scrive:
    Agosto 7th, 2008 alle 14:47

    Non ho dubbi che ci siano tante Guantanamo e altrettante prigioni segrete. Ma quello che mi chiedo è: perchè Kassim? e non sua moglie, per esempio. Oppure quell’altro musulmano. Oppure un altro ancora. Perchè Kassim? e perche ancora? dico, ben due volte? Si lo so che gli americani e chi per loro si trincerano dietro quella lotta al terrorismo ma avranno una logica. Pazza ma una logica. Allora mi chiedo: cosa ha che non torna agli americani, questo qui? Voglio dire: agiranno su informazioni piu o meno distinguibili. Insomma, getto la maschera: non credo molto a “tutto” per caso. Non credo, e lo voglio sperare vivamente, che io rischi qualcosa proprio per questa casualità. E con questo si badi bene, non voglio dire sia giusto che Kassim stia in prigione e sia trattato come è trattato.

  25. pino scaccia scrive:
    Agosto 7th, 2008 alle 14:52

    Semplice: loro non badano alle prove. Guantanamo è strapiena di gente (musulmana) appena chiacchierata. Su Kassim in Italia era in corso un’inchiesta. Pare che in un campo di addestramento di al Qaeda in Afghanistan sia stato ritrovato il suo numero di telefono. L’inchiesta della magistratura italiana ha escluso qualsias responsabilità. Ma per gli americani il solo sospetto era più che sufficiente per considerarlo un terrorista.

  26. Padre Brown scrive:
    Agosto 7th, 2008 alle 19:04

    Queste sono risposte (e chi vuol capire intenda). Ora ho capito. Un numero di telefono. Un fottutissimo numero di telefono.. poi le solite storie: non hanno cancellato il suo nome dalla lista, ed ecco il secondo arresto etc etc… Gia.. la solita storia. Purtroppo. E poi la solita serie di adeguamenti al dollaro. Ma quando esce, uno cosi, non lo hai ridotto davvero ad essere un terrorista? A cosa è servito tenerlo detenuto per anni se non ad aumentare la voglia di vendetta. Solo questo fanno le torture: alimentano odio, vendetta. Nient’altro.

  27. khadija, moglie di kassim scrive:
    Agosto 7th, 2008 alle 19:52

    buonasera a tutti,
    chiedo scusa, ma vi ho letto solo ora, grazie.
    purtroppo la nostra è una storia di questi tempi e, nemmeno tanto originale. La sua peculiarità è che, mentre altri governi europei hanno cercato di rimediare a situazioni simili (ad. esempio Germania a e Gran Bretagna) riportando a casa vittime di extraordinary rendition e di ingiustizie simili, aprendo inchieste parlamentari in proposito, nel nostro caso l’Italia, colpevole di una collaborazione al di fuori della legge con le polizie di altri paesi, ha poi abbandonato questo suo cittadino, condannato in Marocco in modo del tutto illegittimo.
    Sul sito ci sono documenti, compresi quelli del Parlamento Europeo, ed anche un piccolo elenco delle ong che si sono occupate del caso
    … purtroppo è tutto tragicamente vero.
    Kassim ed io chiediamo giustizia da tanto, da troppo tempo, non ci arrendiamo
    se avete la pazienza ed il tempo di vistare il sito (è un pò complesso lo so, ma pure la nostra storia lo è e sono oltre 6 anni di vita…) capirete anche quale è il nostro atteggiamento, e come cerchiamo di essere sempre equilibrati nei nostri comportamenti e nelle nostre valutazioni.
    La petizione che risale a dicembre non è andata troppo bene, devo pensare ad altre iniziative, soprattutto dopo la risposta del Governo all’ultima interpellanza.
    Khadi è una cara sorella, che sento vicina da tanto tempo anche se non ci siamo mai viste, anche questo attiene al vivere l’Islam.
    Grazie Pino per l’articolo e per l’ospitalità !
    e grazie ancora a voi che ci sostenete khadija

    http://www.giustiziaperkassim.net
    http://www.kassimlibero.splinder.com

  28. pino scaccia scrive:
    Agosto 7th, 2008 alle 19:56

    Cara khadija, devi solo dirci come possiamo aiutarvi. Oltre naturalmente a parlarne.

  29. Padre Brown scrive:
    Agosto 8th, 2008 alle 16:43

    Ma stai sentendo, almeno telefonicamente, tuo marito? o proprio nulla?

  30. Kassim libero, finalmente « InQuestoMondoDiSquali scrive:
    Aprile 18th, 2011 alle 20:55

    [...] E’ uscito dal carcere di Casablanca, in Marocco, Abou Elkassim Britel, il cittadino italiano originario del Marocco e residente a Bergamo detenuto dal 2002 perché vittima di una extraordinary rendition (la cattura, eseguita clandestinamente, di un “elemento ostile” sospettato di essere un terrorista). Il re del Marocco, Mohammed VI, gli ha concesso la grazia che più volte, nel corso degli anni, avevano sostenuto anche un centinaio di parlamentari italiani ed europei. Abou Elkassim Britel fu rapito illegalmente dalla Cia nel marzo del 2002 con l’accusa di associazione eversiva. Da un’inchiesta della magistratura italiana Elkassim risultò del tutto estraneo a qualsiasi ipotesi di reato. Tuttavia fu processato in Marocco e condannato a nove anni di carcere. Storia di un sopruso [...]

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