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Enzo, quattro anni fa

By pino scaccia | agosto 25, 2008

Tblisi (Georgia). Se i suoi sogni non si fossero interrotti in quell’incrocio maledetto, sono sicuro che adesso staremmo insieme qui a cercare di capire cosa succede in una guerra sporca e confusa, la nuova frontiera dell’odio. Quattro anni fa. Il nostro rapporto, troppo breve ma così intenso, non si è mai interrotto, mi sono sempre portato dietro quel curiosone di Enzo Baldoni come se fosse ancora vivo. Prima dell’Iraq non lo conoscevo ma abbiamo scoperto insieme di aver frequentato in passato gli stessi posti. Quelli difficili, dove c’è – appunto – da capire. E così me lo sono immaginato vicino a me nel fango dell’Afghanistan, magari sfidandomi (come a Najaf) di andare a Kandahar perchè per capire mica bisogna parlare con politici e generali ma con chi sta realmente in mezzo alla guerra e sa spiegartela, cioè la gente. E ti pare che se fosse venuto in Georgia non mi avrebbe seguito a Gori, Poti e Tskhinvali con le solite discussioni per quello che per me è tempo perso (violentato dagli orari dei satelliti) e per lui è fondamentale: fermarsi con le persone, entrare nelle case devastate, mangiare un boccone, dire pirlate proprio come in quella stradina di Najaf. E poi avrebbe tentato di parlare con i russi chiedendo perchè. Solite cose, quelle che ha sempre fatto, inguaribile ficcanaso. Mi manca Enzo, mi manca quella sua maniera di sdrammatizzare anche le tragedie con una battuta, un pensiero. Eppure penso di conoscerlo a tal punto da indovinare il titolo di uno dei suoi post da qui: “il Paese dove le mucche ancora ti attraversano la strada“.  Dando il senso in pochissime parole di una Georgia che potrebbe essere un paradiso e che invece tutti vogliono occupare. Lo farò prima o poi quel titolo, al posto suo.

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Topics: persone | 9 Comments »

9 risposte per “Enzo, quattro anni fa”

  1. pipistro scrive:
    agosto 25th, 2008 alle 23:12

    Un altro anno, in più o in meno. Ci sono sempre almeno due modi di vedere le cose, ma qualcuno riesce a coglierne molti di più. E questo ne fa una persona speciale. Ciao.

  2. meri scrive:
    agosto 26th, 2008 alle 05:07

    Dichiarazione del Pentagono sul bombardamento in Afghanistan dove sono morti 90 civili (accertati, ormai):

    “Noi continuiamo a pensare che è stato un bombardamento legittimo contro i taleban – ha detto oggi a Washington il portavoce del Pentagono, Bryan Whitman -. Sfortunatamente ci sono state vittime civili, ma questa è la ragione per cui è in corso un’inchiesta”.(ats)

    Titolo: Un mondo dove i criminali possono ancora pensare di aver ragione.

    Enzo, fosse stato in Afghanistan, forse si sarebbe ritrovato a festeggiare quel matrimonio con quelle 90 persone. Perchè lui, appunto, amava conoscere le persone, parlare con loro e partecipare alla loro vita quotidiana. Non amava certo discutere con tipi come Withman. Ma forse avrebbe parlato anche con lui, perchè era comunque curioso, per capire dove possa arrivare la mancanza di qualsiasi rispetto per la vita umana.

  3. Barba scrive:
    agosto 26th, 2008 alle 07:01

    Il titolo di per se sembra il preludio ad un discorso sulla gente semplice. Quella che lavora con fatica la terra. Quella gente saggia dalle scarpe grosse e dal cervello fino. Cervello che però non può metterle al riparo dall’avidità e dagli interessi e dalla guerra.

  4. ceglieterrestre scrive:
    agosto 26th, 2008 alle 07:40

    Questa mattina su blogfriends ho sentito la sua voce, avrebbe detto:”C… che emozione, qui le mucche attraversano ancora la strada!” Ciao Pino, un caro saluto.

  5. franca scrive:
    agosto 26th, 2008 alle 13:57

    Pino,per esperienza so che l’intensità di un rapporto non si misura dalla quantità ma dalla qualità.
    Meri,provo ad immaginare la tua angoscia e la tua rabbia.
    Di Withman…preferisco leggere le poesie….Oh capitano!Mio capitano…

  6. Luigi scrive:
    agosto 26th, 2008 alle 18:46

    Enzo Baldoni l’ho conosciuto tardi atttraverso il suo blog dopo la tragedia che l’ha travolto.
    Da allora è entrato nel gruppo dei Grandi del mio Olimpo personale.
    Ciao Enzo

  7. pipistro scrive:
    agosto 27th, 2008 alle 07:13

    Il 4 dicembre 2004 viene lanciata, probabilmente dall’AGI, una notizia particolare su Enzo Baldoni, ucciso in Iraq poco più di tre mesi prima. Si tratta di delicate dichiarazioni del portavoce di Al Jazeera, la rete del Qatar che il 26 agosto 2004 aveva fornito alle locali autorità italiane la notizia e un fotogramma della morte di Enzo. Lo stesso giorno, il 4/12/2004, addirittura negli USA, Ogrish.com (sito piuttosto trucido in seguito raffinato e rinominato Live Leak) riferisce che “la televisione araba Al Jazeera ha materiale ‘interessante’ in relazione all’esecuzione di Enzo Baldoni e, qualora richiesta dai magistrati italiani, valuterà se consegnarlo senza rischiare le fonti giornalistiche”. Ogrish comunica che l’annuncio è stato fatto da Jihad Ballout, portavoce del network televisivo arabo, durante una convenzione sul giornalismo e il Medio Oriente organizzato da Informazione Senza Frontiere a Firenze e precisa che Ballout ha detto che Al Jazeera non ha un video dell’effettiva esecuzione (il link non è più funzionante).
    Information Safety and Freedom riporta la notizia lo stesso 4 dicembre, precisando che Jihad Ballout ha risposto a una domanda sul video dell’uccisione, dichiarando: “Non abbiamo la cassetta dell’uccisione di Enzo Baldoni, ma ‘al Jazeera’ possiede materiali televisivi sulla morte del giornalista italiano e se le autorità italiane ne faranno richiesta noi ci saremo”, ma ha precisato che allo stato nessuna richiesta in tal senso era mai arrivata ad Al Jazeera da parte dell’autorità giudiziaria italiana. Di più, quando Aidan White (Segretario Generale della IFJ, Federazione Internazionale dei Giornalisti, a suo tempo fortemente critico della retorica italiana in occasione del sequestro di Baldoni) gli ha chiesto la disponibilità a mostrare quel video ad una delegazione internazionale composta da giornalisti anche italiani, Ballout ha risposto che al momento in cui la richiesta fosse arrivata ufficialmente sarebbe stata presa in considerazione con “mente aperta”.
    Sono passati quattro anni dalla notizia della morte di Enzo Baldoni e poco più tempo dall’offerta di informazioni di Al Jazeera. Non risulta che la magistratura italiana abbia avanzato una richiesta di documentazione usufruendo della disponibilità del network qatariota. E, se avanzata, nessuno conosce l’esito di questa richiesta. Tantomeno risulta che una delegazione internazionale (o nazionale o locale) di giornalisti abbia mai preso in considerazione l’idea che il materiale in possesso di Al Jazeera possa gettare un po’ di luce sulla fine di Enzo Baldoni. Tutti sappiamo, invece, che le prove effettuate sul DNA dei pochi resti di Enzo provenienti dall’Iraq diedero, a suo tempo, esito positivo. Poi il vuoto dovuto anche al disimpegno italiano in Iraq, ma forse favorito dai segreti che coprono una morte imbarazzante e i protagonisti di un’alleanza scomoda.

  8. TYTTY scrive:
    agosto 27th, 2008 alle 17:01

    era solo uno che voleva le ” vacanze intelligenti” no?
    uno che diceva la verità senza girarci troppo intorno e senza paura di scoprire qualche nervo scoperto.
    credo che molti di noi siano cresciuti molto interiormente con questa terribile situazione, credo che a molti di noi girino abbastanza del gridare senza che nessuno ci ascolti, del leggere e scrivere con il magone nella pancia, le lacrime agli occhi e la voglia di fare qualcosa..che non si riesce neanche a quantificare cosa..
    ci hanno portato via enzo e non è il terrorismo che non ce lo rende indietro.
    scusate l’intervento”di pancia”
    shalom tribù.

  9. sonomamma scrive:
    ottobre 11th, 2008 alle 14:10

    8 ottobre non-compleanno

    però te li porti bene i 60, ciao panzone!

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