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Tornano i venti di guerra

By pino scaccia | agosto 26, 2008

In diretta dalla Georgia. Lo scontro è soprattutto nei dintorni di Mosabruni,un piccolo villaggio al confine tra la Georgia e l’Ossezia già massacrato dalla guerra. Una terra di nessuno, nella zona di Akalgori, la nuova Gori,  di neppure tre chilometri divide i russi dai georgiani. Ma le distanze spesso si annullano, le truppe si ritrovano di fronte, testimoni hanno segnalato sparatorie notturne. Il nervosismo cresce con il passare delle ore contemporaneamente alle notizie che arrivano da Mosca. Gli osseti si sentono forti, protetti, i militari di Tblisi non sono disposti a cedere di un passo. L’atmosfera è da vigilia di un nuovo scontro armato. I russi sono convinti che i georgiani attaccheranno e si preparano in modo massiccio: sono arrivate nuove truppe, elicotteri, batterie lanciamissili. In mezzo la popolazione che ha paura e teme altre vittime. “Vogliamo solo stare in pace – ci dicono – a noi la politica non interessa”. Tskhinvali è vicina, l’entusiasmo per l’indipendenza è smorzato dalla convinzione che la strada sarà ancora lunga e forse sanguinosa. Se i soldati si preparano, infatti, la gente è allo stremo. Aumentano i profughi e tutti i villaggi intorno all’Ossezia sono alla fame. Le Nazioni Unite distribuiscono aiuti, ma ogni giorno la situazione peggiora. Tg1 delle 20

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Topics: caucaso | 18 Comments »

18 risposte per “Tornano i venti di guerra”

  1. pipistro scrive:
    agosto 26th, 2008 alle 20:50

    E non ci sono stati neppure “i quindici di pace”. Facile ironia e amara previsione degli sviluppi di una crisi voluta e forse studiata a tavolino alla faccia di chi, sotto le bombe, ci muore pur continuando a rimanere statistica.
    Sembra sangue che attira altro sangue dietro l’ipocrita definizione di effetto collatarale, o – per alcuni – utile morte.Ma purtroppo non è “solo” un bagno di disperazione e miseria. Le dichiarazioni si accavallano come a convincerci che sia giusto. Che debba essere per forza un riflusso di sopite violenze, una necessaria escalation di armamenti e retorica, di complotto, sfiducia e duraturo dolore.
    “E ‘sti gran …..” direbbe. E non sono lazzi.

  2. ceglieterrestre scrive:
    agosto 27th, 2008 alle 01:27

    “Tornano in venti di guerra”, ma quelli di pace quando arrivano?

  3. Sydbarrett76 scrive:
    agosto 27th, 2008 alle 08:08

    torno dalla francia, dove ho seguito, purtroppo solo tramite repubblica, quello che è successo, leggerò con calma i vari pezzi

    io mi sono chiesto una cosa: ma che je ha detto la testa a Saakashvili ? voglio dire, cosa si aspettava che facesse la russia? i metodi di putin si sono visti in cecenia (anche se all’epoca era “nostro” amico e queste cose non si potevano dire), era ovvio e scontato che avrebbe scatenato un casino in risposta al demenziale attacco georgiano.

    un’altra cosa che mi sono chiesto e se veramente il presidente georgiano ha fatto tutto di testa sua, o se “qualcuno” gli aveva dato l’OK. Nel senso, è verosimile che Tblisi abbia attaccato la sud ossezia senza prima consultarsi con gli alleati della nato?

    io credo che si stiano facendo degli zozzi giochi di geopolitica sulla pelle di georgiani e osseti, e che non sia solo un problema di quanto eccessiva possa essere la reazione russa

    tra l’altro dopo il kosovo è anche difficile dire che invece l’ossezia non può chiedere l’indipendenza, alla fine mosca ha fatto + o – con la georgia quello che la nato fece con la serbia, anzi, mentre per il kosovo belgrado fu bombardata tblisi (ancora?) non l’hanno toccata

  4. carmen scrive:
    agosto 27th, 2008 alle 10:47

    Ma la volontà della popolazione non l’ascolta nessuno? e poi quanti sono i ribelli? perchè non si discute a tavolino invece che col fucile!

  5. Gioia Verardi scrive:
    agosto 27th, 2008 alle 11:37

    ci sono sempre le guerre e mai le paci…………………………..è propio vero……………….kiss di pace………gioia

  6. biagiod scrive:
    agosto 27th, 2008 alle 12:44

    Blog e giornalismo. In questo spazio ne abbiamo un enconiabile esempio. Grazie Pino, per la sua testimonianza dalla rischiosa terra del Caucaso.

  7. pino scaccia scrive:
    agosto 27th, 2008 alle 13:21

    Syd, ha fatto stupidamente di testa sua. Anche il giorno prima la Casa Bianca aveva sconsigliato l’intervento. Anche perchè gli Usa hanno altri problemi (Afghanistan).

  8. ivan scrive:
    agosto 27th, 2008 alle 13:58

    dubito profondamente che il kartvelo abbia mosso guerra senza l’assenso dei padroni.

    comunque in un caso o nell’altro è un delinquente pericoloso ,e sarebbe un bene per tutti georgiani osseti russi ed europei renderlo inoffensivo.

  9. pino scaccia scrive:
    agosto 27th, 2008 alle 14:43

    Naturalmente non hai mai dubbi. Ne parlavo stamattina con l’ambasciatore italiano e ne sono convinti tutti i georgiani: Saakashvili ha fatto un errore clamoroso convinto di essere coperto alle spalle. Sicuramente è un personaggio scomodo e pericoloso ma in questa storia in molti stanno perdendo la testa. E sono le provocazioni russe, in piena illegalità, oltre alle dichiarazioni-spacconate di Putin a mettere realmente paura. Perchè la Russia non è la Georgia. E a me non piacciono i cow-boy, qualsiasi lingua parlino (americano, russo, georgiano). Possono solo produrre guai, anzi li producono.

  10. Padre Brown scrive:
    agosto 27th, 2008 alle 15:25

    Indubbiamente i cow boy non li sopportiamo. Ma personalmente nemmeno i coglioni. Se è vero come dici, anche io nutrirei dubbi ma se lo dici te che stai in loco avrai sicuramente notizie piu reali di supposizioni, che ha agito da solo direi che è stato un coglione enorme pensare di poter fare al cospetto della Russia di Putin. D’altrocanto una potenza come la Russia che mira a fare la voce grossa nel mondo non poteva che non fare lo spaccone, considerando che ha bisogno di molto fumo visto che arrosto non ne ha cosi tanto. Ma sono comunque molto perplesso che nel mondo delle spie e dei satelliti uno come il presidente georgiano abbia potuto fare tutto senza nessun (neanche sottobanco) consenso. Purtroppo non credo nelle guerre moderne se non volute e desiderate da qualcuno. Ma sono miei pregiudizi smentibili assolutamente.

  11. lorena scrive:
    agosto 27th, 2008 alle 15:29

    per fortuna tu Pino ogni tanto fai il punto altrimenti avrei molta confusione in più.
    Sappiamo dalla Cecenia , a seguire ,come è Putin .
    Frattini mi è sembrato il più consapevole del pericolo.
    Posso chiedere se il nostro grande capo lo è altrettanto ,vista l’amicizia che o lega a Putin.
    grazie

  12. pino scaccia scrive:
    agosto 27th, 2008 alle 15:53

    Un cowboy coglione è pericoloso. E Saakashvili è stato entrambe le cose. Diciamo un piccolo personaggio che ha alzato la voce e ha preso subito due schiaffi convinto che poi papà lo avrebbe difeso. Il mondo, come dicevo, è pieno anche di grandi cowboy e grandi coglioni. Satelliti….spie…. Hai presente la guerra in Iraq? Lo avevano detto tutti che sarebbe stato un errore. Ma i cowboy sono presuntuosi e si sentono invicibili. Temo Putin perchè è della stessa pasta anche se bisogna ammettere che sta riportando il suo Paese alla ribalta mondiale dopo che Eltsin aveva venduto, anzi svenduto la Russia agli americani. (C’ero in quegli anni a Mosca). Cerca di rimettere insieme i cocci dell’ex Unione Sovietica, ricostruendo l’impero, anche se a pagare come al solito sono i popoli. Non è che a Mosca, ma soprattutto fuori Mosca, si viva meglio, anzi. Perchè, insomma, i cowboy hanno soprattutto sete di potere. Ecco perchè, insisto, non mi piacciono.

    (Cosa pensa il nostro presidente del consiglio del suo amico Putin non lo so. Ma è anche amico di Bush. E’ pieno di amici, beato lui)

  13. GioiaVerardi scrive:
    agosto 27th, 2008 alle 16:03

    io non capisco propio perchè le persone si ammazzano cosi………..per fortuna ci sono persone come lei che ci fanno vedere queste cose che fanno impressione cosi tutto il mondo capisce quanto è brutto fare le guerre….. grazie

  14. Padre Brown scrive:
    agosto 27th, 2008 alle 17:19

    Se è vero come dici (dove il se è una affermazione non un espressione di dubbio) che i cowboy possono agire senza il consenso dei “tiratori di fili” allora la cosa mi preoccupa e non poco. Non poco perchè facile fare gli spacconi quando non si paga personalmente. Non poco perchè se il mondo può essere nelle mani di abili imbecilli, dove abili sono nel far credre alle masse di essere dei leader e imbecilli perche ci credono di esserlo, allora le mie paure aumentano. Fino ad ora ho sempre pensato a guerre dove poteriforti manovravano e quindi non evitabili. Ma se invece possono davvero tirare le fila anche questi qui, per fortuna il nostro amatissimo non ha velleità guerrefondaie.. almeno credo.
    Cmq mi fa ridere anche la sua certezza di “amicizia” che sicurametne visto il peso mondiale dello stesso nostro non fa rima con Stima.. (anche io sono amico dell’uomo piu ricco della mia città, ma se gli chiedo un prestito mica melo da!)

  15. Barba scrive:
    agosto 27th, 2008 alle 20:11

    A chi si domanda il perchè di questa crisi possiamo dare subito due risposte. La prima, non in ordine di importanza, è che Saakashvili è un coglione pericoloso per se stesso e per gli altri perchè un nano ha molto da perdere quando si mette con un gigante. La seconda stà in questa cartina che si può trovare facilmente su internet.
    Il greggio del Caspio o passa negli oleodotti russi (linea azzurra) rimpinguando quindi le casse del Cremlino o passa per la Georgia e allora niente pecunia.

  16. Barba scrive:
    agosto 27th, 2008 alle 20:12

    Pino non mi si carica l’immagine. Comunque per chi vuole vedere può trovarla a questo indirizzo http://en.wikipedia.org/wiki/Trans-Caspian_Gas_Pipeline

  17. pino scaccia scrive:
    agosto 27th, 2008 alle 20:21

    Sì, Barba. Quando sono andato a Poti l’ho visto con i miei occhi. Dall’Azerbajan l’oleodotto passa per la Georgia finendo in Turchia saltando completamente la Russia. Non ci vuole molto a capire che non è solo una questione di principio…

  18. gam scrive:
    agosto 28th, 2008 alle 01:22

    Un vecchietto marchigiano novantenne ai suoi compari di paese, durante un discorso inerente l’attuale crisi economica-sociale mondiale, ha esclamato ai presenti: “Fate la legna, l’inverno sarà freddo e povero…”

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