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L’incontro, senza parole

By pino scaccia | Settembre 1, 2008

Tblisi (Georgia). Sarebbe un fatto assolutamente privato, un incontro tra amici, se la sua disavventura non avesse angosciato per un mese abbondante tutta l’Italia. L’ultima volta con Daniele Mastrogiacomo ci eravamo visti a Kabul. A cena, all’hotel Serena, eravamo in tre, gli unici italiani in quel momento nella capitale afghana: io, lui e Norberto, proprio come oggi. Lui stava partendo per Kandahar, noi per Herat. Appena arrivati a Herat, il giorno dopo, però abbiamo saputo che lui era stato rapito. E’ cominciata così una lunga drammatica attesa, piena di episodi tragici, fino alla sua liberazione. Però non ci eravamo più incontrati perchè sfiorò appena Kabul rientrando in Italia. Sapevo che stava in Georgia: oggi a Tblisi  c’è stato solo un grande abbraccio, ma pochissime parole. Così com’è successo con Giuliana Sgrena e con Simona Pari quando le ho riviste. E come purtroppo non è potuto succedere con Enzo Baldoni.

Topics: afghanistan, caucaso, reporter | 28 Comments »

28 risposte per “L’incontro, senza parole”

  1. TYTTY scrive:
    Settembre 1st, 2008 alle 21:06

    che bello..e che tristezza..

  2. Stefano scrive:
    Settembre 1st, 2008 alle 21:08

    Siete grandi amici da quello che si vede. Come mai vi siete rivisti solo dopo cosi tanto tempo? E’ dovuto alla necessità del lungo recupero di Mastrogiacomo dopo il tragico rapimento?

  3. pino scaccia scrive:
    Settembre 1st, 2008 alle 21:11

    Perchè noi zingari siamo fatti così. Abbiamo sfiorato piu volte di rivederci, ma abbiamo aspettato che succedesse. Sul campo. Prima o poi sarebbe successo. Per lo stesso motivo evitiamo di parlare dei fatti.

  4. Magritte60 scrive:
    Settembre 1st, 2008 alle 21:19

    …Tanto come si suol dire “…il mondo è così piccolo” :o )

  5. pino scaccia scrive:
    Settembre 1st, 2008 alle 21:22

    Già, il mondo è pieno di borghi.

  6. Magritte60 scrive:
    Settembre 1st, 2008 alle 21:31

    …già, però forse di quelli se ne farebbe volentieri a meno, vero amico?
    Pensa un mondo che non necessiti che noi si vada a costruire borghi e voi a raccontarli? Dio come sarei felice in tale caso di essere un ‘disoccupato’.

  7. pino scaccia scrive:
    Settembre 1st, 2008 alle 21:35

    Purtroppo per l’umanità è solo un sogno. Non c’è stato un solo momento nella storia senza almeno un borgo, da qualche parte.

  8. Magritte60 scrive:
    Settembre 1st, 2008 alle 21:42

    …già :o ( …ogni tanto, circa una volta ogni 5 anni, mi consento ancora di credere 5 minuti che però ciò potrebbe essere :o )

  9. Magritte60 scrive:
    Settembre 1st, 2008 alle 21:43

    …scusa ho esagerato, 4 anni, infatti in quasi 5 minuti di 4 anni fa, concepì Lorenzo eheheheh

  10. lorena scrive:
    Settembre 2nd, 2008 alle 08:25

    un saluto a Mastrogiacomo, abbiamo molto penato, così come ancora peniamo per Baldoni, chi ha sentito il telegiornale non Rai nei giorni della scomparsa di Baldoni ricorderà quanto fango gli fu versato addosso, con ironia il direttore si chiedeva cosa ci facesse Baldoni in una zona di guerra, così come fu per la Sgrena, per lei le cose andarono diversamente, ma poi non tanto per chi si fece carico di aiutarla, ora le televisioni sembrano dimenticare tale guerra. Ed anche la ricerca di Baldoni un punto morto, ma noi non dimentichiamo, siamo pazienti ed aspettiamo ma non dimentichiamo un abbraccio alla famiglia

  11. Barba scrive:
    Settembre 2nd, 2008 alle 09:36

    due sorrisi che dicono ben più di qualche parola!

  12. Cassandra scrive:
    Settembre 2nd, 2008 alle 14:46

    La foto è quella di due amici che provano piacere a incontrarsi di nuovo…. il contesto la rende ancora più vera.
    Non posso fare a meno di pensare a una cosa:
    tornare in prima linea… il vostro non è un lavoro per tutti….

  13. pino scaccia scrive:
    Settembre 2nd, 2008 alle 15:06

    Diciamo che non siamo proprio persone normali…

  14. anna rita scrive:
    Settembre 2nd, 2008 alle 15:16

    Certo per rivedervi siete dovuti arrivare in Georgia!!!!!!!!!!!!!

  15. Magritte60 scrive:
    Settembre 2nd, 2008 alle 15:28

    Almeno si fermassero alla ‘prima linea’ e che loro, il fatto e che la superano, entrano nella terra contesa e vanno nella prima linea avversa per riuscire nello stesso tempo a ‘parlare’ del colpo che partito di la e dello stesso ‘colpo’ che arriva di qua. Detta così a tavolino è una cosa normale, lì sul campo è un attimino più complesso, …no non è complesso raccontarlo il fatto, ma sopravvivere al fatto.

  16. franca scrive:
    Settembre 2nd, 2008 alle 15:47

    Mag60 è appena ritornato mio figlio dall’aver vissuto in zone “calde”.
    Mi devi far preoccupare(ancora di più!)scrivendo di “colpi”riferendoti a Pino?

  17. Magritte60 scrive:
    Settembre 3rd, 2008 alle 18:12

    ehehehe No non ti preoccupare, è che tuo figlio di solito sta su una della due prime linee, Pino ambisce a essere in mezzo tra le due perchè da lì si vede meglio …solo per quello (in fondo iniziò a fare il giornalista sportivo no?) Vero Pino che non è così pericoloso, non vorrei far stare col patema Franca. :o )
    Ciao Franca un bacione da Collodi ;o)

  18. pino scaccia scrive:
    Settembre 3rd, 2008 alle 21:07

    Beh,,,stare in mezzo significa che prendi colpi da tutte e due le parti (hai presente l’Iraq?)

  19. StellAlpina scrive:
    Settembre 3rd, 2008 alle 21:30

    Ricordavo la vicenda di Mastrogiacomo, l’ansia di quei giorni, anche se, se devo dirla tutta, non la seguii da vicino perchè ero poco interessata a ciò che succedeva nel resto del mondo. Questa foto è emozionante, soprattutto perchè i vostri sorrisi trasmettono una gioia vera, un entusiasmo reale. Bellissima davvero, sono contenta per te, Pino.

    Sbaglio o il corpo di Baldoni non è stato ancora ridato alla famiglia?

  20. pino scaccia scrive:
    Settembre 3rd, 2008 alle 21:43

    No, Enzo riposa ancora in Mesopotamia.

  21. Magritte60 scrive:
    Settembre 3rd, 2008 alle 21:47

    …cercavo di tirar su di morale Franca :o )
    In Iraq poi addirittura è l’unico posto dove i colpi possono anche arrivare da sei parti e più eheheheh
    Gli sciti sparano agli americani, i sunniti sparano agli sciti, gli americani sparano agli agenti del sismi italiani, ai militari governativi e per non sbagliare ed essere democratici un po a tutti. Gli Ali Baba sparano ai commercianti, gli ex di Saddam, sparano agli americani ma fanno credere che sono stati quelli pagati dall’Iran. Nei giorni di festa poi sparano in aria tutti insieme e i colpi che vanno su tornano giù e chi c’è c’è! Help mi sono perso, forse ho dimenticato qualcuno?

  22. pino scaccia scrive:
    Settembre 3rd, 2008 alle 21:53

    E tutti e sei sparano comunque ai giornalisti, che goduria.

  23. StellAlpina scrive:
    Settembre 3rd, 2008 alle 22:16

    E perchè non è stato consegnato alla famiglia? Non è stato trovato?

  24. Magritte60 scrive:
    Settembre 3rd, 2008 alle 22:58

    Come si dice? A si … “Al centro della cronaca”

  25. franca scrive:
    Settembre 3rd, 2008 alle 23:14

    Mag,un saluto da Collodi perchè sei un po’…Pinocchio?
    Comunque continuate a parlare di “colpi”.

  26. Magritte60 scrive:
    Settembre 8th, 2008 alle 11:33

    Giovedì 11 settembre, h.18, a Palazzo Isimbardi, C.so Monforte 35, Milano, sede della Provincia di Milano, avrà luogo la premiazione del premio giornalistico ‘Enzo Baldoni: Ricerca per la pace”. Giuria: Severino Salvemini (Presidente), Natalia Aspesi, Mauruzio Belpietro, Ferruccio De Bortoli, Antonio Di Bella, Dario Di Vico, Mario Giordano, Giovanni Morandi.
    OT Per Pipi, se vieni dopo si mangia un boccone insieme?

  27. magritte60 scrive:
    Settembre 11th, 2008 alle 20:24

    Torno ora dal premio Baldoni. Pino ma secondo te quando ci sarà il giorno che si potrà raccontare la storia di quei giorni? bahhhh!!!

  28. Pesaro, alla Mostra del nuovo cinema con i film di Lattuada, le lezioni di Bellocchio e il nuovo cinema israeliano | DaringToDo.com scrive:
    Giugno 22nd, 2009 alle 18:16

    [...] fra i due protagonisti è bruscamente interrotto quando Ajmal viene rapito dai talebani insieme a Daniele Mastrogiacomo, l’inviato di La Repubblica. Il documentario di Oids accetta l’imprevisto e ne fa trama. Anche [...]

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