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Testimoni

By pino scaccia | settembre 13, 2008

“Ogni osservazione ha bisogno di liberarsi dai codici familiari che porta con sé, ha bisogno di andare alla deriva in mezzo a tutto ciò che non capisce, per poter arrivare ad una foce, dove dovrà sentirsi smarrita. Come una tendenza naturale che ci assorbe, ogni osservazione intensa del mondo esterno forse ci porta più vicini alla nostra morte; ossia, ci porta ad essere meno separati da noi stessi”. (Gianni Celati, Verso la foce)

Quattordici anni dopo, ancora non si sa niente sulla fine dolorosa di Ilaria Alpi. L’ultimo atto del calvario è addirittura avvilente: si scopre che l’auto mandata dalla Somalia non è quella dov’è stata uccisa la giornalista con il povero Miran. Pensare che la commissione d’inchiesta aveva fatto su quell’auto un sacco di congetture (evidentemente tutte sbagliate), inventandosi una soluzione. E per fortuna un magistrato intelligente ha deciso di non archiviare il caso.

Un commando di uomini armati ha rapito e ucciso in Iraq quattro collaboratori di ‘Sharqia Tv’, nella citta’ di Mosul. Le vittime – un giornalista, due cameramen e un autista – sono state rapite mentre registravano un popolare programma televisivo ‘Futurqum Alena’. I loro corpi, crivellati dai proiettili, sono stati ritrovati nella zona di Al Zangili. Lo hanno riferito fonti di polizia locale e l’emittente televisione. “Lo staff del canale, con i cuori addolorati per la grave perdita”, si legge in un comunicato della tv irachena, “conferma la volonta’ di andare avanti con il lavoro indipendente”. I reporter iracheni sono da cinque anni sotto gli attacchi di Al Qaeda, dei ribelli sunniti e dei miliziani sciiti. Secondo l’Iraqi Journalism Freedom Observatory, più di 260 persone legate al mondo dell’informazione sono morte dal 2003 a oggi.

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Topics: iraq, reporter, somalia | 11 Comments »

11 risposte per “Testimoni”

  1. Toni scrive:
    settembre 13th, 2008 alle 20:20

    “260 persone legate al mondo dell’informazione sono morte dal 2003 a oggi”. Atroce senz’altro. Esecuzioni scientificamente mirate. Comunque questo dimostra quanto cruciale sia la funzione dei media. Ma questi media a chi servono ? A coloro che intendono manipolare le masse. Certo, ma quali masse ? Quelle dei beduini o dei potenziali talebani o piuttosto quelle che “contano” in quanto votano in contesti democratici ? Le masse che non votano perchè, poverette, vivono in sistemi autoritari non sono certo suscettibili di manipolazione da parte dei media. Tutt’al più sono solo carne da macello, cieca, sorda e muta, indifferente – per la sua condizione di assoggettamento – all’azione del giornalismo indipendente.

  2. ceglieterrestre scrive:
    settembre 14th, 2008 alle 06:54

    Sono tanto tristre, mi sono smarrita e non riesco a trovare la strada del mio bosco.

  3. Toni scrive:
    settembre 14th, 2008 alle 10:46

    “La potenza dell’amore e’ piu’ forte del male che ci minaccia: e’ questo mistero dell’universalita’ dell’amore di Dio per gli uomini che Maria e’ venuta a rivelare qui, a Lourdes” (dall’Omelia di oggi Benedetto XVI a Lourdes)

  4. lorena scrive:
    settembre 14th, 2008 alle 13:30

    pace, pace, dove sono finiti i movimenti per la pace.
    un pensiero particolare per Iliaria Alpi, ancora rivedo il suo sorriso, ed a tutti i caduti , per comunicare a tutti anche quanta corruzzione vi è dietro una guerra
    sarò sempre grata ai giornalisti per il lavoro che fanno e che continuano a fare nonostante i rischi.
    un pensiero anche ai tanti giovani militari inviati sui territori di guerra
    un pensiero a loro e alle sue famiglie
    inviati inconsapevoli ,servono agli americani per rendere legali delle guerre inique, con quello che il mondo spende in armamenti si potrebbe sfamare tante bocche che ogni giorno muiono di fame

  5. Toni scrive:
    settembre 14th, 2008 alle 14:05

    “servono agli americani per rendere legali delle guerre inique”… non è così. Innanzitutto una generalizzata e manichea accusa agli “americani” di “rendere legali delle guerre inique” non ha senso. Vedi Lorena i paraocchi si mettono ai cavalli da soma perchè tirino senza distrazioni nella direzione loro imposta. Antiamericanismo e pacifismo sono solo ideologie, e come tali sono teorizzazioni che non aiutano a capire la realtà del mondo, la quale resta insondabile per chi si affida a strumenti d’indagine così superficiali.

  6. pino scaccia scrive:
    settembre 14th, 2008 alle 14:17

    M’inserisco. Non sono teorie. La guerra (inutile e dannosa) in Iraq è una prova concreta: un attacco costruito a tavolino con la complicità dei media nonostante il parere contrario di molti tecnici. Tempo fa sono state pubblicate le prove del connubio fra grande stampa e Pentagono.

  7. Toni scrive:
    settembre 14th, 2008 alle 14:24

    certamente Pino ma quei “tecnici” che hanno espresso parere contrario alla guerra non erano forse anche loro americani ? E allora vedi che l’antiamericanismo, banalmente ideologico, non aiuta a capire ? E poi andiamo a fondo, cerchiamo di capire esattamente chi sta dietro certe scelte

  8. pino scaccia scrive:
    settembre 14th, 2008 alle 14:31

    Non vorrei, come al solito, ricominciare una discussione infinita. Quelli che dissentivano (per esempio Colin Powell) erano sì americani ma con il cervello. Però la guerra “andava” fatta. E Bush si è costruito intorno un movimento di opinione alla faccia della mancanza di prove sbandierata da sei mesi di ispezioni. Andiamo a fondo? Chi sta dietro le scelte? Lo sanno anche i bambini! Le guerre sono sempre state un grande affare. Soprattutto per chi vende armi.

    La definizione di antiamericanismo è un alibi per coprire le critiche all’amministrazione: ma rivolte nè al popolo nè a un grande Paese. Vecchio giochetto. L’antiamericanismo non esiste. Esiste la contestazione di scelte sbagliate, con nomi e cognomi. Dire che la Palin, ad esempio, è pericolosa non significa certo attaccare gli Usa, anzi casomai a difenderli da grossi rischi.

  9. Toni scrive:
    settembre 14th, 2008 alle 14:40

    Sono perfettamente d’accordo con tutto quanto hai scritto Pino. Solo non sarei così sicuro che l’antiamericanismo non esista… l’America è una realtà imprescindibile per il futuro del mondo. Ovviamente anche lì c’è del male, l’importante è distinguere il bambino dall’acqua sporca.

  10. pino scaccia scrive:
    settembre 14th, 2008 alle 14:42

    Si può anche prescindere, invece, se l’Europa diventa forte e concettualmente autonoma.

  11. Toni scrive:
    settembre 14th, 2008 alle 15:09

    l’Europa deve certamente ancora maturare una sua maggiore coesione, ad esempio sul piano della politica estera e di difesa comune. E poi anche l’America non può prescindere dall’Europa. L’unilateralismo non è pensabile in un mondo globalizzato

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