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La voglia di armi

By pino scaccia | settembre 23, 2008

Ci sono notizie e notizie, già, come diceva l’amico Lorenzo. La strage in una scuola finlandese è una notizia che lascia talmente annichiliti che vale per quella che è, senza bisogno di commenti. Da sola, posso aggiungere, rappresenta tutto quello che da anni combatto e che temo: la voglia di armi, la perversione del web, l’angoscia per le nuove generazioni. Matti Juhani Saari aveva ventidue anni e alcune grandi passioni: la dark music, i film horror, il sesso, la birra, il computer e le armi. Su Youtube aveva messo quattro video in cui sparava, felice. Ieri come sagome ha scelto i compagni di scuola: ne ha ammazzati dieci con una calibro 22 regolarmente dichiarata poi si tirato in testa l’ultimo colpo. Aveva spiegato anche questo: “La vita è guerra e dolore. Questa è la guerra”. Neanche un anno fa, sempre in Finlandia, un altro ragazzo (diciotto anni), Pekka-Erik Euvincen, aveva compiuto un’azione simile (otto vittime) in un liceo. Strage anche quella annunciatissima sul web con tanto di video e di titolo: “Entrerò nella storia”. Vale la pena di ricordare che la Finlandia è al terzo posto al mondo per possesso pro-capite di armi ad uso civile, con 56 armi ogni 100 abitanti. Al secondo posto è lo Yemen (61), al primo gli Stati Uniti (90 ogni 100 abitanti, praticamente tutti). Un “primato” che va di pari passo con il numero di stragi nelle scuole. Natualmente non è un caso.

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Topics: inquestomondodisquali, web | 176 Comments »

176 risposte per “La voglia di armi”

  1. lorena scrive:
    settembre 23rd, 2008 alle 21:48

    io non so più in che mondo vivo, quale morale abbiamo , perchè è diventato così facile avere un’arma.
    non si tiene abbastanza in considerazione del fatto che senza esserne consapevoli vi sono persone che hanno turbe mentali, disturbi della personalità , in America dove le armi sono vendute a tutti con facilità le stragi non si contano più, vogliamo arrivare a questo?
    abbiamo troppo sottovalutato il pericolo e cosa significherà avere un popolo armato. Chi compra un’arma pensa di difendersi da solo , questo è il degrado morale che abbiamo raggiunto , questa è una mentalità individualista anche per quanto riguarda la difesa personale , perchè siamo arrivati ad avere tanta agggressività.
    le leggi forse non sono adeguate per limitare la produzioni di armi e la vendita individuale.
    c’è stata una liberalizzazione della vendita, anzi , non voglio aprire una polemica ma la gente è stata invitata a difendersi da soli. Mi piacerebbe che altri della torre mi illuminassero su questo argomento

  2. z@orck scrive:
    settembre 23rd, 2008 alle 22:29

    e dire che qualche mese fa avevano alzato l’età per il porto d’armi da 16 a 18 anni…. che sollievo eh??? ma come si fa a pensare di dare una pistola ad un adolescente? e che cavolo ci deve fare se non dimostrare a tutti quanto è più figo degli altri? e poi arriva un bel giorno che tra una fisiologica frustrazione e l’altra pensa che sia meglio fargliela vedere a “quei vigliacchi smidollati” con chi hanno a che fare,chi è il vero UOMO! Così, come in un sogno, come in un videogame… solo che poi la partita non finisce, il sogno svanisce in un incubo reale e solo la disperazione trova il modo di “terminare il processo impazzito” bam!
    che pena, che tristezza!!! sono tutti vittime, Matti (e quelli come lui) per primo. Vittima di un mondo che non riesce a capire, nonostante la storia ce lo ripeta da millenni, che la violenza chiama violenza.
    Una pistola sotto ogni cuscino non risolve i problemi di sicurezza delle persone.

  3. ceglieterrestre scrive:
    settembre 23rd, 2008 alle 22:38

    Era giovane e bello!

    Un giorno si arriverà
    anche da noi
    a possedere tante armi.
    Sono mode assurde.
    Questo consumismo sfrenato,
    tutto pilotato, tutto è pilotato
    dalle grandi industrie.
    Un giorno si porterà nel taschino,
    il modello dell”ultimo telefonino.
    Nella tasca destra una colt
    nella tasca sinistra una beretta
    un coltello fiammante tra i denti.
    Nella tasca interna
    una copia del giornale,
    ancora profumato di stampa.
    Era giovane bello !
    aveva tutta una vita avanti a se
    aveva capelli neri lunghi,
    e un paio di jeans consumati
    aveva tutta una vita davanti a se
    quando lo hanno trovato
    a destra stringeva ancora,
    con il dito sul grilletto,
    la sua colt ancora calda.
    Era giovane bello,
    ma adesso non c’è più.

    franca bassi

  4. Barba scrive:
    settembre 24th, 2008 alle 08:22

    Credo che stò per dire una cosa fuori del coro ma spero di riuscire a far comprendere quello che voglio intendere. Personalmente sono contrario, per principio, ai probizionismi. Non ottenne il suo effetto quello statunitense contro l’alcol nel ’19 e non sortiscono effetti quelli sulle droghe. L’arma in sé, come l’automobile, il vino, la pala meccanica o quant’altro sono oggetti inanimati che, ognuno con il suo grado di pericolosità intrinseco, possono diventare più o meno pericolosi secondo le mani in cui finiscono, secondo le condizioni psicofisiche in cui vengono usati. La cosa che mi sorprende è che ci fanno molta sensazione (non può essere altrimenti) i casi tragici come questo successo in Finlandia ma ci siamo quasi assuefatti al fatto che ogni giorno tre o quattro persone muoiono sul lavoro. Ne parliamo ormai come se queste morti fossero ineluttabili e mi viene quindi da pensare che in certi casi il nostro giudizio è dato più sull’onda dell’emozione che del raziocinio.
    Sono tendenzialmente contrario alla concessione, se non in casi veramente speciali, alla licenza per difesa personale in quanto ritengo che alla sicurezza dei cittadini dovrebbe pensare lo stato ma non mi sognerei di proibire, ad esempio, ad un Pellielo o ad un D’aniello che ci hanno dato lustro alle passate Olimpiadi, di esercitare il loro sport. Per contro non mi sognerei nemmeno di permettere a qualcuno che si fa, anche solo saltuariamente, una riga di cocaina di avvicinarsi ad un’arma, o ad un qualsiasi macchinario che richieda attenzione d’uso.
    Se detenere un arma per uso sportivo può essere ritenuto pericoloso, per analogia, dovremmo ritenere tendenzialmente soggetti pericolosi tutti coloro che esercitano un’arte marziale e che, a certi livelli, sono in grado di uccidere a mani nude.
    E allora il problema va forse spostato su piani diversi. Oltre alla valutazione psichica del richiedente licenza che non dovrebbe essere una tantum al rilascio ma dovrebbe essere ripetuta spesso nel tempo è importante l’educazione. L’esercizio di attività pericolose, non solo detenere armi, dovrebbe portare ad una maggiore consapevolezza e diventare un motivo di crescita personale. Mi ricordo che sotto la naja un istruttore soleva ripeterci: “nessuno si fa male con un arma carica, ti scappa un colpo solo con l’arma scarica” ed intendeva dire che non bisogna mai fidarsi della propria convinzione, né cedere alla superficialità, ma prestare grande, grandissima attenzione.
    Alla fine del servizio militare per qualche mese ho frequentato il poligono di tiro a segno. Mi era quasi venuta l’intenzione di acquistare un’arma per praticare quello sport. Poi è nato mio figlio ed ho scelto di rinunciare per evitare che per qualche fatalità o disattenzione potesse succedere una disgrazia. E di questa scelta non mi sono mai pentito nè ho mai avuto rimpianto.

  5. Toni scrive:
    settembre 24th, 2008 alle 09:05

    Non si uccide solo con le armi. Un invito alla riflessione e alla coerenza:

    io non so più in che mondo vivo, quale morale abbiamo , perchè è diventato così facile abortire.
    non si tiene abbastanza in considerazione del fatto che senza esserne consapevoli vi sono persone che hanno turbe mentali, disturbi della personalità , in paesei dove l’aborto è consentito a tutti con facilità le stragi non si contano più, vogliamo arrivare a questo?
    abbiamo troppo sottovalutato il pericolo e cosa significherà avere un popolo con leggi abortiste. Chi fa un aborto pensa di “difendersi” da solo , questo è il degrado morale che abbiamo raggiunto , questa è una mentalità individualista anche per quanto riguarda la “difesa personale”, perchè siamo arrivati ad avere tanta agggressività.
    le leggi forse non sono adeguate per limitare la produzione di aborti e l’aborto individuale.
    c’è stata una liberalizzazione dell’aborto, anzi , non voglio aprire una polemica ma la gente è stata invitata ad abortire da sola. Mi piacerebbe che altri della torre mi illuminassero su questo argomento

  6. pino scaccia scrive:
    settembre 24th, 2008 alle 09:50

    Barba, non sto parlando di proibire. Un appassionato di armi merita rispetto come qualsiasi altro appassionato. Il problema, come ho detto tante volte, è culturale: l’idea cioè che ci si possa difendere da soli. E i fatti dimostrano che è un’idea sbagliata.

    Toni, te lo dico con tranquillità (e faccio fatica): non portare avanti una discussione su temi che tu hai scelto, non il blog. Hai già detto la tua… mettendo sullo stesso piano un giovane che spara all’impazzata con una donna che per vari motivi decide di abortire. Spero che la tribù sia abbastanza intelligente da non da accettare provocazioni fondamentaliste.

  7. Barba scrive:
    settembre 24th, 2008 alle 10:24

    Pino, anch’io sono dell’idea che non ci si debba difendere da soli per una serie infinita di ragioni e lo ho detto. Sono gli organi preposti che debbono provvedere alla sicurezza perchè, per assurdo, se accettassimo l’idea della difesa fai da te ci sarebbe chi ha i mezzi per farlo ed altri rimarrebbero completamente indifesi. Si insinua il concetto che è giusto farsi giustizia da soli e si mandano i soldati anzichè potenziare le forze dell’ordine. Questo non è un modo civile di affrontare il problema. Ma se vogliamo estendere il concetto potremmo pensare che l’idea stessa della collettività che si preoccupa della collettività verrebbe messa in discussione. Ma è un discorso davvero vasto che ci porterebbe lontano.

  8. pino scaccia scrive:
    settembre 24th, 2008 alle 10:35

    Ma il discorso è questo. Non sono nemico delle armi, sono nemico della giustizia-fai-da-te. Quando, come negli Stati Uniti, 90 persone su 100 possiedono un’arma non può trattarsi di una passione. Ma di paura (e, ripeto, dell’idea malsana di difendersi da soli come nel vecchio far west) e dunque innanzitutto una sconfitta dello Stato incapace di dare sicurezza.

  9. Toni scrive:
    settembre 24th, 2008 alle 10:55

    Non vedo come si possa mettere sullo stesso piano uno squilibrato che spara all’impazzata in una scuola con coloro che – dopo le necessarie verifiche della pubblica autorità in ordine al possesso di tutti i requisiti soggettivi fra i quali la sanità mentale- giustamente portano armi per la propria difesa personale. La difesa personale è un diritto individuale, dotato come tale da evidenti profili di interesse pubblico. Da questo punto di vista dobbiamo imparare molto dall’America.

  10. Padre Brown scrive:
    settembre 24th, 2008 alle 11:39

    La mia domanda banale è: gli stessi che hanno visto il filmato su YouTube (mi fa schifo questo sito!) perchè non hanno informato nessuno? Non è liberta questa. E poi soprattutto basta invocare la liberta per tutto. Non è liberta o mancanza di essa proibire a qualcuno di non dire cazzate sul web o in altro modo. Solo se avesse avuto una svastica sarebbe stato fermato. Perchè, un pazzo con una rosa su un braccio è meno pazzo?

  11. lorena scrive:
    settembre 24th, 2008 alle 11:57

    Barba Pino condivido e vi ringrazio del vostro pensiero , passo avanti e non accetto la provocazione.
    grazie Franca delle tue poesie

  12. giorgius scrive:
    settembre 24th, 2008 alle 12:57

    Come nelle precedenti stragi americane-finlandesi le principali vittime di questi baby terroristi sono le donne. In questi ultimi 3 anni non è ancora stato scoperto il canale principale mediatico filo-nazi dove questi giovani trovano il motivo per compiere queste assurde stragi di innocenti. Dopo il terrorismo islamico i terroristi filo-nazi sono il secondo pericolo globale in molti paesi, Russia compresa.

  13. Stefano scrive:
    settembre 24th, 2008 alle 13:07

    Da dove viene il dato? Secondo i dati sono totalmente erronei. In un recente film di Michael Moore viene fatto notare come in quasi tutte le famiglie canadesi ci sia un arma, mentre molto meno in quelle americane. E il Canada non e’ nemmeno in questa fantomatica classifica. Secondo. Gli svizzeri, come i canadesi sono pieni d’armi, ma non ho mai sentito che la Svizzera sia piena di stragi. Terzo, in classifica non appaiono ne’ Sudafrica, ne’ Brasile, ne’ Salvador, dove c’e’ il livello piu’ alto di omicidi di paesi non in guerra civile. Poi la classifica seria la si fa’ sul tasso di omicidi da arma da fuoco. Negli USA ci sono chiari dati sulla vendita d’armi, ci sono persone che ne hanno 10 e persone che ne hanno zero.
    Ho trovato infatti un articolo http://www.commondreams.org/headlines03/0709-03.htm che ben spiega la situazione. Ci sono 90 armi ogni 100 abitanti, non vuol dire che ogni 100 persone 90 hanno le armi.
    Infatti dal film di Michael Moore ben spiega come 1 famiglia su 2 abbia armi in casa, al contrario del Canada dove sono molte di piu’.

  14. Paolina scrive:
    settembre 24th, 2008 alle 13:19

    Pino scrivo poco qui, ma leggo e ti stimo e quindi , anche se con non poca fatica, accetto il tuo consiglio…non raccolgo la provocazione a proposito dell’aborto e passo oltre. Piuttosto, per tornare al tema del blog ,penso anch’io che il problema non possa essere solo quello se sia giusto o meno dare il porto d’armi a degli adolescenti, credo sia molto più ampio, per esempio, sulla poca fiducia della gente verso le istituzioni, sulla “non certezza della pena” (questo quì in Italia), su questo dilagante volere farsi giustizia da soli e sull’educazione che noi diamo ai nostri figli. Sarà che come genitore mi sento molto imperfetta…ma spesso mi chiedo dove stiamo sbagliando nell’educazione delle nuove generazioni.

  15. latorredibabele scrive:
    settembre 24th, 2008 alle 16:41

    “Stando all’indagine Small Arms Survey 2007 condotta dal Graduate Institute of International Studies di Ginevra, in Finlandia si contano 56 armi ogni 100 abitanti. Il che fa del nel Paese di Babbo Natale il terzo Stato per diffusione percentuale di armi leggere (dopo Stati Uniti: 90 su 100, Yemen: 61 su 100 e davanti a Svizzera :46 su 100, Iraq: 39 su 100 e Serbia 38 si 100)”.

  16. Toni scrive:
    settembre 24th, 2008 alle 17:47

    Esattamente, Paolina, il punto è proprio l'”educazione” ma non è vecro che: “stiamo sbagliando nell’educazione delle nuove generazioni”. Ci sono giovani ben educati e giovani che non lo sono, come è sempre stato, del resto. Ad esempio, è pensabile che un giovane educato da buon cristiano faccia sfracelli ? Sicuramente no.

  17. Paolina scrive:
    settembre 24th, 2008 alle 19:52

    e invece Toni io penso che noi tutti siamo responsabili dell’educazione e degli esempi che diamo ai giovani e per “noi tutti” intendo famiglia, scuola, mass-media e francamente non mi sembra che si stia lavorando molto bene in questo senso, basta vedere in TV i programmi che vengono proposti ai ragazzi. Ti dirò poi Toni che, ahimè di frequente, si sono visti giovani educati da “buoni cristiani ” macchiarsi di crimini orrendi . Come genitore credo che si eviterebbero molti dispiaceri se dedicassimo più tempo di ascolto ai nostri ragazzi.

  18. lorena scrive:
    settembre 24th, 2008 alle 20:59

    ho visto ragazzi allevati da buoni cristiani ribellarsi, scappare di casa, propio dove in nome della fede si soffocano le scelte individuali, lì molte volte si possono trovare giovani problematici .
    l’educazione è altra cosa che può comprendere anche la fede ma si può essere buoni educatori anche nella laicità.
    Ho l’impressione che tu Toni ponga delle domande provocatorie.
    anche chi insegna nellle scuole coraniche è convinto che non via sia altra alternativa ,che il meglio è seguire gli insegnamenti di Maometto.
    Io credo pensando a Paolina che il semplice fatto che si senta “imperfetta” ne fa di lei una madre duttile aperta al dialogo coi figli , il grosso problema è il delegare l’educazione, non sapere dire dei no ai nostri ragazzi , dare materialità piuttosto che amore .
    Ho visto madri che si dichiaravano buone cristiane , ma aride sul piano affettivo scarse come educatrici, non disposte a mettersi in discussione .
    anch’io mi sono sentita molte volte imperfetta ma ora dico per fortuna, perchè mi ha fatto molte volte riflettere , l’adolescenza non è stata facile come non è facile per nessuno . si stiamo sbagliando molto con le nuove generazioni, soprattutto perchè questi ragazzi molte volte non hanno un grande futuro , il futuro è nebuloso, quando leggo che vi sono dei giovani laureati con lavori a tempo lontani da casa, che se pagano l’affitto devono andare a mangiare alla Caritas perchè quello che guadagnano non è sufficente per vivere, Se non sapremo dare delle risposte e non usciremo da questa recessione non basterà essere buoni cristiani per contenere la rabbia .

  19. Ale scrive:
    settembre 25th, 2008 alle 00:28

    Io penso che Toni intenda dire che almeno hanno dei valori come basi solide. Per carità c’è anche chi senza una fede religiosa si manifesta in modo naturale con onestà e bontà. Ma durerà? O in determinate situazioni la paura, la cupidigia, desiderio di vendetta ecc. potrebbero prendere il sopravvento e, non avendo nulla che li trattenga, non saranno più nè buoni nè onesti.
    Ma quello che spesso si manifesta, e non condivido, è l’affidamento totale e passivo al proprio Dio, “affidatario” come dire, a scapito della Responsabilità. Viviamo nell’epoca dell’anima cosciente, e allora questa realtà cristica dobbiamo sentirla come un impegno nostro da significare. Con amore, naturalmente.

  20. Meri scrive:
    settembre 25th, 2008 alle 05:34

    Ora è affidata al personale sanitario dell’ospedale di Ostia, l’anziana di 78 anni che ha accoltellato a Fiumicino una 33enne al culmine di una lite per un parcheggio. Dovranno stabilirne la pericolosità sociale, dato che non si può mettere in galera una persona alla soglia degli 80 anni, la legge lo impedisce dopo i 75. Certo a rimetterla in libertà si potrebbe far correre seri rischi al prossimo malcapitato che avrà la sfortuna di parcheggiare l’auto sotto casa sua.Perchè è questo che è accaduto in via Leonardo Ferrulli. I poliziotti, accorsi sul posto, hanno subito bloccato l’anziana che ancora stringeva tra le mani un coltello da cucina con il quale aveva colpito alla schiena l’altra donna, “colpevole”, secondo lei, di avere parcheggiato davanti alla sua proprieta’.La vittima e’ stata portata al pronto soccorso dell’ospedale G.B. Grassi di Ostia. L’anziana e’ stata trattenuta al commissariato per gli accertamenti di rito. Ora bisognerà decidere che cosa farne della terribile vecchina. Rainews24

  21. Magritte60 scrive:
    settembre 25th, 2008 alle 09:56

    Parto da un assunto: ‘E’ arma ciò che nelle mani di una persona diventa oggetto per offendere’. Se voglio ucciderti posso farlo anche con una siringa infetta, o più semplicemnte vuota, iniettandoti l’aria in vena. Se voglio ucciderti ti butto addoso della benzina e ti do fuoco, se voglio ucciderti unisco un chiodo alla cannuccia di una penna e te la ficco nel collo. Se voglio ucciderti ti annodo un foluard di gucci al collo e ti strangolo. Se voglio ucciderti ti butto dalla finestra e così via quasi all’infinito. Ho volutamente declinato questa orribile lista per rammentare ache all follia omicida non vi è limite e non vi è strumento che lo fermi, compreso l’uso inproprio di un veicolo. In italia, una importante quota di poloazione posside armi, da caccia, da sport, per lavoro (tutti quelli che hanno la qualifica di Ps, molti magistrati, le guardie giurate e i militari) eppure l’uso sbaglaito o a scopi offesivi di quelle armi regolarmte denunciate e detenute sono bassissime. Nella vicina, grigia e noiosa Svizzera, ogni maschio adulto, dai 18 ai 45 anni, che non è obiettore di coscienza (pochi percentualemente) ha in custodia nella propria civile abitazione un arma da guerra, che sia un Fucile Automatico Leggero, o una pistola , quando non tutti e due che il dovuto munizionamento, eppure fatti di sangue in Svizzera per uso delle armi sono rarissimi.
    Allora ciò che deve far riflettere non è il fatto che in paesei dove ogni cittadino vive lontano dall’altro centinai di km (gli USA non sono solo NY o le grandi metropoli) e che gli scereffi abbiano suprefici da controllora imesse, sia armato. Ciò che fa impressione che vi sia un controllo preventivo anche quando i segnali ci sono. Se è vero quello che ho sentito, il ragazzo il giorno prima era stato convocato in polizia che vedendo il filmato invece di dire “Ok ragazzoo, ora le tue armi le prendiamo in custodia noi e se le rivuoi tu vai a visita medica dallo psichiatra.” come facciamo da noi, ma belli belli gli hanno detto semplicemente di fare il bravo. Allora la domanda che mi pongo è chi sia il reale e non il materiale assessino.

  22. Magritte60 scrive:
    settembre 25th, 2008 alle 11:16

    (leggo con dispacere che la mia disgrafia invece di regerdire ha delle impennate impressionati)

  23. Toni scrive:
    settembre 25th, 2008 alle 12:04

    Educazione si, ma a che cosa ? Al relativismo ? Al non credere a nulla ? Al cinismo ? Al non farsi un’idea del senso della vita ? Io mi associo a Pietro e dico: da chi andremo Gesù ? Solo Tu hai parole di vita eterna ! Gira e rigira, da duemila anni in qua la Verità ormai ci è stata rivelata e solo lì si può andare a parare….

  24. pipistro scrive:
    settembre 25th, 2008 alle 19:21

    Vien da pensare (fuor di come la veda io) che l’esatto contrario di relativismo è assolutismo.

    Credere (avere la fede) è evidentemente un bisogno dell’uomo, ma – da un altro punto di vista – anche una sua debolezza. Per ora ne ho tante (ma tante) altre, ma non mi sento defraudato dal fatto di non avere in mano la verità, maiuscola o minuscola che sia. Questo per lo meno mi consente di guardare a tutti come egualmente meritevoli di terrena benevolenza, umana o divina che sia. Senza distinzioni.

    E Gesù avrebbe potuto rispondere: “Perchè? Non sei già qui?”

  25. Barba scrive:
    settembre 25th, 2008 alle 19:58

    @ toni è pensabile che un giovane educato da buon cristiano faccia sfracelli ? Sicuramente no ……e solo lì si può andare a parare…. Devo pensare, ma forse mi sbaglio, che nella tua libreria domestica i libri di storia abbiano trovato poco spazio. Lungi da me l’affermare che i buoni cristiani non siano buoni cristiani ma l’essere cristiani non impedisce anche di poter essere malvagi o perversi. I preti inquisitori che nella Spagna della seconda metà del ‘400 torturavano allegramente pur di estorcere una confessione erano sicuramente stati educati da buoni cristiani. I conquistadores, che hanno fatto sparire grandi civiltà, erano sicuramente educati da buoni cristiani e lo erano i portoghesi che commerciavano schiavi in Africa, Lo stesso Hitler, che proveniva da una famiglia austriaca, era stato educato alla fede cattolica, salvo poi prendere la via che ben sappiamo. Ci sono persone, ne ho conosciute personalmente, che vanno tutte le domeniche a messa praticano lo strozzinaggio e ci sono mafiosi che si genuflettono al santo patrono del paese ed altre, che si professano atei o agnostici che hanno una rettitudine morale esemplare. Protremmo fare un libro di esempi. L’amore, il rispetto, la fratellanza, la rettitudine, l’onestà non sono prerogativa di un gruppo o degli appartenenti ad una particolare religione, sono patrimonio degli uomini che qualche volta, troppo spesso forse, si perdono. Queste qualità non appartengono di sicuro agli intolleranti, agli intransigenti ed agli integralisti e, forse, nemmeno ai fondamentalisti. Quando parli di educazione nei termini nei quali ne parli sembri escludere che un animista, un musulmano, un induista o un ateo possano educare i propri figli a dei principi universalmente riconosciuti. Mi sbaglierò ma questo tuo atteggiamento mi sembra molto poco cristiano.

  26. Ale scrive:
    settembre 25th, 2008 alle 23:27

    O.T c’era Lancillotto e Ginevra!! non guarirò mai, troppo romantica.

    Niente volevo dire che cercavo di mediare… con scarso successo.
    Rispetto i valori di chi è in buonafede, nel senso non scisso tra “ora pro nobis” e alla prima occasione falsità, e rispetto gli intelletti liberi.
    Toni, in veste un po’ infantile, mi sembra in buonafede e con fervore… una certa passionalità ‘giovane’, ecco, per questo non volevo distruggerglielo, ma semmai scambiarsi idee, se proprio deve diventare un trattato di teosofia. Insomma lo sento in buonafede. E perdona Toni questa forma di “analisi” come se io fossi chissachè, lungi da me, ma parlo di ciò che mi arriva tutto qua. Infatti poi rompo con ste analisi…
    Niente Barba il passato è tristemente noto a tutti, ma questo è un momento comunque drammatico sotto troppi punti di vista.
    Non so sarà l’età… (la mia) ma sono per la saggezza ormai. E lo dico senza presunzione. Scambiamoci idee, ma veniamoci incontro! Tutti.

  27. latorredibabele scrive:
    settembre 25th, 2008 alle 23:40

    Il maestro e l’allievo. Il serial killer originale e il suo «copy cat» o imitatore. I due studenti finlandesi che a meno di un anno di distanza hanno compiuto una strage nella scuola erano in contatto tra di loro. Lo riporta la televisione finlandese Tv4, citando la dichiarazione del capo degli investigatori che stanno indagando sulla strage di Kauhajoki, dove Matti Saari, di 22 anni, ha aperto il fuoco contro insegnanti e studenti, uccidendone dieci, prima di spararsi in testa. «È molto probabili che almeno via Internet siano stati in contatto» ha detto Jari Neulaniemi, riferendosi a Pekka-Eric Auvien, il ragazzo di 18 anni che lo scorso novembre uccise sei studenti e due insegnanti a Jokela prima di suicidarsi. A convincere gli inquirenti dell’esistenza di un contatto tra i due, il fatto che Saari ha comprato l’arma del massacro, una calibro 22, nello stesso negozio di Jokela, che si trova a 300 chilometri dal suo paese, dove Auvinen aveva comprato la sua. Inoltre, il secondo ragazzo ha usato le stesse modalitá seguite da Auvien per la prima strage. «Le loro azioni sono così simili che sarebbe un miracolo non trovare un qualche collegamento» ha detto ancora Neulaniemi. Ma gli inquirenti non escludono comunque la possibilitá che si sia trattato di un caso di «copy cat».

  28. Toni scrive:
    settembre 26th, 2008 alle 00:59

    @Pipistro, guarda che parlare con Dio non indebolisce, anzi… considera poi che Gesù non avrebbe potuto rispondere a Pietro: “Perchè? Non sei già qui?” per il fatto che già Pietro stesso rispondeva ad una domanda posta da Gesù ai suoi apostoli: “Allora Gesù disse ai dodici: Volete andarvene anche voi? E Simone Pietro gli rispose: Signore, da chi ce ne andremo? Tu hai parole di vita eterna. E noi abbiamo creduto e abbiamo conosciuto che tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (Vangelo di San Giovanni 6:60-69).

    @Barba, ti faccio notare che hai citato esempi non di buoni ma di cattivi cristiani. Non basta essere battezzati per essere santi. A prescindere dai tuoi pregiudizi sull’Inquisizione e sui cattolici in America Latina (le stragi le hanno fatte ben altri nell’America del nord). La schiavitù, retaggio pagano, è stata superata solo grazie al cristianesimo.

    @Ale, certamente sono in buona fede e sono pure, come tu dici, in “veste un pò infantile”. Del resto Gesù ce lo dice: se non sarete come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli.

  29. Barba scrive:
    settembre 26th, 2008 alle 07:49

    @Ale, scambiamoci idee ma veniamoci incontro è proprio qui il problema. Tanto per fare citazioni “..chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra”. La violenza è spesso figlia dell’intransigenza che non lascia spazio alle idee ed ai sentimenti degli altri.

  30. Ale scrive:
    settembre 26th, 2008 alle 09:59

    :-) Toni… infatti era un complimento! Non è che io sia miss maturità… e me lo rimproverano, ma io non sopporto già la parola, “maturità” e coccolo molto il mio ‘fanciullino’!
    Barba sì, che ne so a volte quando leggo episodi del genere mi blocco e mi prende un’ansia… che mi ritorna l’impulso all’amore universale -sono un po’ “separata” ultimamente :))- ma tu hai spiegato benissimo e scrivendo molto bene come sempre, e condivido tutto. Anche perchè sono fatti, quindi.
    E “chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra” è la frase che più mi piace infatti… seriamente… :)))

  31. Barba scrive:
    settembre 26th, 2008 alle 11:08

    @ toni non giochiamo sulle parole. Sei tu che hai parlato di “giovani educati da buoni cristiani” e non di buoni cristiani. Ti ricordo inoltre che nell’America del Nord quei “ben altri” che hanno commesso le stragi erano tutte persone il cui credo religioso trovava fondamento nella Bibbia e, nella maggior parte, di origine europea.La schiavitù, sarà anche stato un retaggio pagano, ma era esercitata dalle stesse persone di cui sopra. In quanto ai pregiudizi ……. credo di avere ancora molto da imparare da altri, per cui lasciamo perdere.
    Mi scuserai se non replicherò più ma penso di aver rubato anche troppo spazio per argomenti che si discostano dal tema del post.

  32. lorena scrive:
    settembre 26th, 2008 alle 12:42

    caro Barba sottoscrivo tutto quello che hai riportato, hai ragione a questo punto è meglio sopprassedere, con Toni è difficile aprire un dialogo sereno, usa il vangelo come uno spot, nessuno nega la validità e la bellezza del vangelo, ma poi occorre anche rispondere non con slogan ma con un propio pensiero sui fatti.
    Penso senpre ad una frase di Padre Boff che fu uno dei capi spirituali della teologia della liberazione che disse ” se tu dai da mangiare ad un povero sei un santo , se cerchi di capire i problemi dei poveri sei un comunista” . sicuramente non centra nulla per quanto riguarta il post di oggi ma fa capire quanta distanza di pensiero vi sia fra una religione che vuole stare vicino ai poveri , ed una religione della curia .
    Questa espansione delle armi, questo volersi fare giustizia da soli è sintomo di una grande paura, grande insicurezza. fra questi ci sono atei , ma anche credenti che se avessero veramente fede basterebbe aggrapparsi al vangelo, ascoltare la parola di Dio , ma non basta allora cerchiamo di parlare, di farci l’esame di coscienza di capire se coltiviamo solo il nostro orticello, e se siamo disposti all’accoglienza, all’amore alla condivisione, alla rinuncia per aiutare chi è in difficoltà senza fare solo la carità ma iutarlo veramente affinchè si possa riscattare.

  33. pipistro scrive:
    settembre 26th, 2008 alle 13:11

    Non è “parlare con dio” – quale che sia il senso e il riscontro – la debolezza, quanto il bisogno, tutto umano, di farlo.

    Il dialogo ora completato mostra che la domanda di Pietro era retorica (corrisponde infatti a dove altro potrei andare?) e adeguata – ma con presupposti (la fede di Pietro) affatto diversi dai miei – proprio a quanto ho ipotizzato potesse essere la risposta sostanziale di Gesù (che equivale a: in nessun altro posto, sei già qui).

    Ovvio che Pietro (lo dice) ed intende al cospetto del figlio di dio che ci indica l’unica via per la vita eterna, mentre personalmente vedo le cose in un altro modo (questione che non mi sembra qui il caso di affrontare per non annoiare oltre misura gli altri ed avendo peraltro già oltrepassato i limiti del topic – “La voglia di armi” – di alcuni anni luce).

  34. Toni scrive:
    settembre 26th, 2008 alle 18:06

    @Barba, io non gioco sulle parole. Tu mi parli di Hitler come di un cristiano. Può anche darsi che all’ultimo, comunque prima di morire si sia pentito, questo lo sa solo Dio, di certo come nazista non ha vissuto da buon cristiano, ammesso che lo sia mai stato. Quando poi, indicando chi ha sterminato i pellerossa, scrivi: “persone il cui credo religioso trovava fondamento nella Bibbia” alludi a cattolici e protestanti ? Non confonderli. C’è grandissima differenza. Solo i primi fanno parte della vera Chiesa di Cristo la quale non è la religione “del libro” ma nasce appunto da Cristo, cioè da una Persona reale.

    @ Lorenza a quali “spot” ti riferisci ? Quanto alla teologia della liberazione tieni presente che è rifiutata dalla Chiesa. Quale immane tragedia sia stata il comunismo ormai lo sanno tutti… la Chiesa invece si che ha fatto, fa e farà molto – più di ogni altro – per i poveri, sia materiali che di spirito.

    @ Pipistro non dimenticare che l’uomo è una cretaura, non stupirti delle sue debolezze, fragilità insuperabili a chiunque senza l’aiuto di Dio

  35. Ale scrive:
    settembre 26th, 2008 alle 18:40

    … sì, però io sarei così curiosa…! A me quanto mi attraggono le questioni filosofiche!… ci farei mattina. Non sono meglio che parlare di armi? Allora commento il post, e dico che sono contraria all’armamento personale, quando non è per lavoro, e tu mi dici come la vedi? se si può? però dovresti anche parlare facile sennò non sempre ti capisco.

  36. franca scrive:
    settembre 26th, 2008 alle 19:19

    Toni,non vorrei entrare in disquisizioni teologiche.Su di un blog rischi anche(per la sinteticità richiesta) di essere fraintesa.Ma consentimi una “piccola”precisazione.Anche per i protestanti Gesù il Cristo è una persona reale.Lutero,che diede vita alla Riforma che portò al Protestantesimo,era un frate agostiniano.La sua battaglia(inizialmente) era contro la corruzione del Clero.Poi… “degenerò” .Per me Cattolica,ovviamente.

  37. Ale scrive:
    settembre 26th, 2008 alle 20:08

    @ 35 mi riferivo a pipistro…

    @ 34 Toni ora basta però… alla maggiorparte delle persone, come alla Santa Chiesa, interessano contenuti e princìpi morali. Infatti siamo tutti d’accordo con la Chiesa per questi.

  38. pipistro scrive:
    settembre 26th, 2008 alle 22:33

    Scusatemi, a volte la fretta e l’ansia di sintesi (ahimé, capita che mi tocchi lavorare) si riflettano in commenti non immediatamente comprensibili.

    Le armi? Sì, a volte begli oggetti, ma che – diversamente da altri oggetti considerati pericolosi – per natura uccidono. Un lavoro che implica l’uso delle armi è un’aberrazione resa apparentemente utile da altre aberrazioni chiamate ordinariamente crimini. Due errori (e conseguenti orrori) purtroppo non si elidono a vicenda, si sommano.

    Come la penso. Molto in sintesi (tanto per cambiare). Gli strumenti a nostra disposizione non ci consentono di vederci come qualcosa di separato da dio. Creazione l’uno dell’altro e parte della stessa entità che contiene tutto il visibile, il comprensibile, l’immaginabile e qualcosa in più. Pensiero, materia ed energia, per convenzione viventi o meno, ogni azione e intenzione (ma anche tutto il resto) ed anche quanto percepito in particolare come precaria “esistenza” dei viventi, su questo o altro mondo, e tempo e spazio che sempre per convenzione ci contengono, sono assolutamente irrilevanti rispetto al tutto da cui proveniamo e verso cui torniamo. Poi possiamo chiamarlo dio, uomo, vita, morte, inferno, paradiso o anche non chiamarlo.

    Beh …molto in sintesi.

  39. NyFrigg scrive:
    settembre 27th, 2008 alle 08:02

    Mi permetto di dare solo un piccolo consiglio, a chi ritiene di potermi ascoltare: sul dizionario, qualsiasi dizionario, dovrebbe esserci, sotto la lettera “e”, una parola importante: “ecumenismo”. Ecco. Cominciamo a capire cos’è e perché è importante che esista.

  40. Toni scrive:
    settembre 27th, 2008 alle 09:35

    Franca, la sintesi va bene, mi riferivo alla forzatura che i protestanti, usciti dalla Chiesa di Cristo, danno alla lettura diretta senza mediazione dei libri dell’Antico Testamento rispetto invece – come avviene per i cattolici – al rapporto personale con Gesù non solo con la preghiera nella Chiesa ma soprattutto mediante i sacramenti come in particolare la Comunione e Confessione.

  41. Toni scrive:
    settembre 27th, 2008 alle 09:53

    Pipisto hai ragione quando dici che: “Gli strumenti a nostra disposizione non ci consentono di vederci come qualcosa di separato da Dio”. E’ però contraddittorio aggiungere che noi e Dio saremmo: “Creazione l’uno dell’altro”. Uno solo, per definizione logica, è il Cretaore, quindi increato (diversamente non si tratterebbe del Creatore ma di un’altra creatura).
    Giustamente evochi poi il “Tutto da cui proveniamo e verso cui torniamo”. Concludi dicendo che questo Tutto: “possiamo poi chiamarlo Dio, uomo, vita, morte, inferno, paradiso o anche non chiamarlo”. Certamente è razionale e facile capire che Dio, inteso come Creatore, esiste. Impossibile invece è per l’umanità capire chi sia esattamente Dio. Le religioni sono le inevitabilmente diverse interpretazioni che l’umanità ha dato al volto del Creatore. Ora, tutte le religioni sono tentativi fatti dall’uomo. Sennonchè ad un certo punto della storia il Creatore stesso si è “presentato”, è sceso verso l’uomo, si e incarnato in terra: Gesù Cristo. Solo questa rivelazione diretta ha fatto luce. Per questo la Chiesa non è una religione (intesa come “invenzione” umana) ma opera diretta di Dio…

  42. Toni scrive:
    settembre 27th, 2008 alle 09:59

    NyFrigg intendiamoci bene… ecumenismo non significa sincretismo, non significa fare una arbitrato, la Verità non è la via intermedia tra due errori, non stiamo parlando di politica o di mediazione familiare, non si tratta di riparare i cocci ma di creare le condizioni umane perchè liberamente rientri nella vera Chiesa di Cristo chi di fatto vi è fuori, e questo per la sua salvezza eterna.

  43. NyFrigg scrive:
    settembre 27th, 2008 alle 10:28

    Per fortuna mio zio prete e i suoi amici “pastora valdese” e “prete ortodosso”, oltre a tutti i protestanti luterani che ho avuto la fortuna di frequentare, mi hanno insegnato che Cristo è amore e comprensione a 360 gradi. E che ogni religione – anche non cristiana – è una strada che porta alla Verità.

  44. Toni scrive:
    settembre 27th, 2008 alle 14:38

    Cara NyFrigg, certamente Cristo è amore ma perchè si è incarnato è morto in croce, per poi risorgere ? Per la nostra salvezza, va bene. Ma perchè caricarsi di un tale sacrificio se non fosse stato necessario. Perchè avrebbe dovuto sacrificarsi se ogni religione andava bene a salvarci ? Sarebbe stato un sacrificio superfluo. Tutto questo, tuo zio ed i suoi amici dovrebbero avertelo spiegato. Certo poi devi cercare di capire chi di loro stia nella vera Chiesa di Cristo, che ovviamente è una sola, quella fondata su Pietro. A questo proposito ti sarà d’aiuto tuo zio prete…

  45. NyFrigg scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 08:29

    No, Toni. Mio zio prete, che ha una certa apertura mentale, mi è d’aiuto a capire quando la religione diventa fanatismo. Vedi, neppure mia nonna, che con tutti i problemi che ha avuto nella sua vita, la fede nelle chiesa cattolica è stato l’unico suo punto fermo, è mai arrivata a dire quello che dici tu. Le sue piccole verità (il matrimonio, il battesimo subito) erano dettate dalle certezze di cui aveva bisogno, non dalla presunzione di essere migliore di un altro.

  46. John Handgun scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 10:07

    Consiglio di leggere quanto Pecci ha scritto sul sito http://www.tiropratico.com prima di dare qualsiasi giudizio avventato contro il possesso delle armi e del loro uso da parte dei civili. Solo uno Stato in cui vige un regime di poliziesco controllo politico e ideologico può proibire ai cittadini di poter detenere legalmente un’arma per difesa, o per sport. Avere un’arma è un diritto fondamentale dell’essere umano, per poter autodifendersi. Pecci nella sua risposta al delirante articolo di Biondani sull’Espresso ha esaminato e smontato una per una le tesi del giornalista, con argomenti convincenti e con la pienezza della conoscenza del diritto delle armi. Leggetelo e ve ne renderete conto e vi renderete conto che le posizioni antiarmi sono stupide, inadeguate alla realtà del nostro tempo, piene di convincimenti balordi e di balorde prese di posizione pseudoumanistiche e filantropiche…

  47. pino scaccia scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 11:31

    Bravo, ecco finalmente un commento aperto, tollerante, rispettoso delle altrui opinioni che in poche righe sono definite DELIRANTI STUPIDE INADEGUATE BALORDE. Avere una persona così aperta davanti è un piacere, specie se ha una pistola in mano.
    Vedi carocometichiami ci sono le opinioni e ci sono i fatti. Nei Paesi dove si è più armati la violenza cresce. Quel che dici valeva nel far west poi sono arrivate le società civili dove le regole hanno permesso la convivenza. Forse vanno cambiate, con i tempi, queste regole ma non certo tornando alla giungla.

  48. franca scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 11:40

    Scusa Pino.Ma quel Pecci è il Patrizio Pecci che conosciamo?

  49. pino scaccia scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 12:23

    No, si chiama Gerardo.

  50. pipistro scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 14:56

    Comprensibile che uno faccia l’apologia delle prolunghe di cui necessita.

    Inaccettabile l’arroganza e scorretta la pretesa per cui tale necessità debba essere estesa tout court alla realtà del nostro tempo, dipingendo le proprie personali ed anacronistiche pulsioni (e il senso di impotenza evidentemente derivato dall’esser privato di un’arma) addirittura come diritto fondamentale dell’essere umano.

  51. Toni scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 17:06

    Uso delle armi. In certi posti sono davvero necessarie per difendersi. Io grazie a Dio non ne ho mai avuto bisogno, vivendo in una provincia civile. Capisco altri però che si tengano appresso delle armi e non gliene faccio una colpa. Non è questione di farsi giustizia da sè ma di difendersi e non è nemmeno pensabile che, in certi posti, le istituzioni siano in grado di assicurare sempre la protezione. Del resto uno squilibrato può sempre procurarsi un arma da fuoco o fare danni in mille altri modi, che non è il caso di ricordare….

  52. sergio scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 18:24

    Certo se arrivano quattro albanesi, tanto per dire, uno si difende da solo….da mai……………..

  53. Toni scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 20:40

    si perchè ?

  54. sergio scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 21:05

    perche’? sei proprio fuori dal mondo….

  55. Toni scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 21:39

    Fortunatamente non ho bisogno di armi per difendermi perchè non vivo fuori dal mondo ma c’è gente che vive in zone isolate e se aspetta l’intervento delle forze dell’ordine fa in tempo a morire…

  56. pino scaccia scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 21:41

    Sarò chiaro, per l’ennesima volta. Pensare di difendersi da soli (lo testimoniano le cronache) è una colossale illusione.

  57. franca scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 21:46

    OT
    Pino,complimenti per il volo degli aquilotti.O forse ho frainteso.Hai “simpatia” per i lupacchiotti?

  58. pino scaccia scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 21:50

    Non hai frainteso. Beh, siamo primi…. Finalmente torniamo a parlare di cose serie….

  59. franca scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 21:56

    Non si può sempre pontificare come fa…qualcuno.
    Io le omelie o prediche amo ascoltarle nei luoghi deputati e da persone preposte.

  60. franca scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 22:04

    …Lazio sui prati verdi vola
    Lazio …tu non sarai mai sola
    Vola un ‘aquila nel cielo
    più in alto sempre volerà…
    Ho fratello e nipote che mi “macinano”sempre questo inno.Te lo dedico da juventina sfegatata.Apprezza.

  61. Toni scrive:
    settembre 29th, 2008 alle 21:07

    “Difendersi da soli” è una “colossale illusione” ? Ma l’America è diventata quella che è praticando questa illusione ! I partigiani non si difendevano forse da soli ? Nessuno regala niente, nemmeno la difesa. Noi siamo stati fortunati avere avuto in Italia per cinquant’anni governi democristiani, diversamente l’uso delle armi sarebbe stato molto più diffuso….

  62. franca scrive:
    settembre 30th, 2008 alle 13:04

    Da siciliana avrei preferito che i “cinquant’anni di governi democristiani” non ci fossero stati.Di democrazia è un altro dire.
    Toni,vuoi che ti spieghi perchè?

  63. Enzo Cumpostu, Nuoro scrive:
    settembre 30th, 2008 alle 17:03

    Credo che Pino conosca il mo pensiero relativamente all’uso delle armi da fuoco : le armi in genrale, da fuoco e non, vanno sempre e solo intese come strumento di difesa e mai di offesa, qualora si parlasse di armi da fuoco in un contesto squisitamente civile e non militare, ovviamente…

    Credo che il regolare possesso per molte categorie di persone non sia sufficiente a giustificare il possesso stesso; ma qui – stiamo molto attenti – scatta l’ipocrisia dei soliti benpensanti a senso unico , da quando esiste l’uomo in un contesto sociale abbiamo le prove e la consapevolezza che in particolari contesti ambientali egli deve provvedere alla salvaguardia della propria e della altrui ncolumità: familiari, dipendneti, etc. etc…

    in questo senso, indipendnetemente dal fatto che uno desideri o meno venire in possesso del porto d’armi per difesa personale, tiro a segno sportivo o per uso venatorio si rende necessario forse anche per il solo regolare possesso di un’arma – corta o lunga non ha importanza – la frequenza di un corso specifico con nozioni basilari sull’impiego, sicurezza nell’utilizzo e soprattutto per quanto concerne lo sgomberare il campo dai pazzi scatenati e dagli esaltati modello Rambo casareccio alquanto in crescita un pò ovunque.

    Corsi che dovrebbero trovare una uniforme applicazione per lo meno nella UE e le cui commissioni, ovviamente, dovrebbero essere formate oltre che da funzionari e dirigenti delle forze dell’ordine e Ff.AA. anche da medici psichiatri e psicologi in ambito SSN.

    Solo cos un pò ovunque avremo, nel prossimo futuro, una drastica riduzione di questi fatti eclatanti di una tristezza immane. E salveremo molte più vite.

    Ma per favore smettiamola una buona volta di dire che occorre mettere al bando la vendita della armi da fuoco: se si è in regola, chiunque ha il diritto/dovere di difendersi e difendere.

    Npn fatrmi fare degli esempi: non c’è assolutamente bisogno…

    Ti saluto, carissimo Pino. Sono al lavoro

    Domanda: mi sai dire se l’html nei commenti di questo blog RAI funziona?

  64. Toni scrive:
    ottobre 1st, 2008 alle 21:16

    Enzo, hai perfettamente ragione. Anche sulla questione armi basterebbe il buon senso ma purtroppo alcuni ragionano a scompartimenti stagni secondo quello che è “politicamente corretto”. Fatto sempre salvo un successivo, immancabile, contrordine compagni.

  65. lorena scrive:
    ottobre 2nd, 2008 alle 12:30

    abbasso le armi sempre, non significa nulla se l’uomo le ha sempre usate , per difendersi, difendere la sua casa, la sua propietà, i suoi interessi, vogliamo una vita utopistica? si vogliamo uno stato di diritto che ci protegga , voglio illudermi che l’uomo avrà una maturità tale da uscire dall’uomo primitivo , se saprà dialogare creare un clima di pacificazione,.
    Violenza chiama violenza,
    se questo vuol dire essere compagni, chiamatemi campagna , io credo nelle persone di buona volontà , che hanno sacrificato la propia vita al servizio dei più deboli, dei milioni e milioni di persone senza volto , senza cibo , e privi di ogni tutela e dignità.
    non facciamo filosofia sullo sconsiderato aquisto di armi , soprattutto da chi dichiara che ha una fede ben radicata, si legga attentamente il vangelo dove troverà solo amore

  66. Toni scrive:
    ottobre 4th, 2008 alle 14:21

    Lorena, le armi sono uno strumento. Tutto sta alla presona che le usa farne un buon uso. Diamo a Cesare quel che è di Cesare, dice Gesù. Fra le funzioni di qualunque Cesare vi è anche la difesa, la quale presuppone anche l’uso delle armi. Per cui piantiamola con il pacifismo di maniera, praticato soprattutto da coloro che hanno apppoggiato regimi comunisti violenti

  67. pino scaccia scrive:
    ottobre 4th, 2008 alle 14:26

    Ma sono uno strumento pericoloso. Un uomo armato si sente invincibile. E invece non è vero.

  68. lorena scrive:
    ottobre 4th, 2008 alle 15:09

    usare , e estrapolare una frase che si presta a varie interpretazioni , nessun commento.
    Ma vorrei si tenesse presente che i primi cristiani rifiutavano il servizio militare e l’uso delle armi , anche per questi motivi furono perseguitati e subirono il martirio .
    mi astengo sull’appoggio ai regimi comunisti, potrei rispondere con le dittature cile argentina ed altre appoggiate e finanziate dall’america, perciò taciamo sul passato e guardiamo avanti .
    Il vero strumento è il dialogo , la cultura, intesa come scuola , sfamare la gente, i bambini , l’africa è sempre stata colonizzata, non è stata aiutata a riconoscere le propie potenzialità.

  69. Toni scrive:
    ottobre 5th, 2008 alle 00:58

    certamente Pino un uomo ancorchè armato che si senta invincibile sbaglia. Nella realtà nessuno è invincibile ed una persona equilibrata lo sa bene, anche quando è armata. Certo si sente più sicura, ed è già qualcosa…

  70. Gerardo scrive:
    ottobre 12th, 2008 alle 18:46

    Salve, sono colui che ha scritto l’articolo in risposta a Paolo Biondani sul sito http://www.tiropratico.com Prima di tutto non so chi sia handgun né chi sia scaccia o pipistro o altri. Ma vorrei ricordare che il mio articolo va letto con molta serenità e con obiettività, così come mi sono sforzato di correggere le inesattezze contenute nell’articolo del giornalista Biondani su L’Espresso. Mi sono documentato prima di rispondere e non mi pare che il mio articolo contenga apologia della violenza e/o istigazione alla violenza o quant’altro, nè ho parlato di Far West o di ritorno alla legge del taglione. E laddove ho scritto della difesa personale mi sono rifatto a quanto prevede la legge in materia di legittima difesa. Non sono io che debbo giustificare il mio scritto perché esso è espressione corretta della Legge in materia di armi e rispettoso verso lo sport del tiro a segno. Io amo la pace più di me stesso: sono un professore, ma anche un ricercatore e storico e critico d’arte, e in quanto educatore è mio preciso dovere insegnare la pace ai miei studenti. Ho cercato di difendere soltanto la verità e l’obiettività dei fatti rispetto a chi ha tentato di criminalizzare chi pratica uno sport,il tiro a segno o il tiro a volo, che hanno portato medaglie olimpiche nella storia delle Olimpiadi e che ipotizza presunti brogli nella concessione del porto d’armi per uso sportivo, ma non è in grado di documentarli, così come invece dovrebbe fare ogni serio giornalista e cittadino che venga a conoscenza di reati perseguibili dalla Legge. E l’accostamento del mio cognome a un ben noto brigatista mi fa rabbrividire: egli nel suo cognome aveva una sola “c” io ne ho due. Io sono rispettoso delle idee altrui e vorrei che altri lo fossero con me e quando mi sono permesso di esprimere dei giudizi mi sono adeguatamente documentato. Porgo i miei più cordiali saluti a tutti e invito tutti a un sereno e proficuo dibattito. Gerardo Pecci.

  71. pino scaccia scrive:
    ottobre 12th, 2008 alle 21:52

    Pecci chi? Strano modo di presentarsi. Non sa chi è Scaccia. Toh, è il tizio che manda avanti questo blog su cui scrive. Per il resto non sono verità o analisi scientifiche ma solo sue opinioni che valgono per quello che sono. Cioè opinioni. Poi ci sono i fatti: i morti ammazzati. E la mia opinione è completamente diversa dalla sua.

  72. Gerardo scrive:
    ottobre 13th, 2008 alle 17:51

    Gentile Scaccia, documentati per favore, perché dovrei sapere chi è Lei? Chi sono io l’ho scritto nel mio pezzo. Dalla sua risposta evinco che Lei non ha letto i miei articoli su http://www.tiropratico.com per cui i fatti sono che è vero che ci sono i morti ammazzati, ma non si ammazza solo ed esclusivamente con le armi da fuoco, e se Lei avesse letto i miei articoli se ne sarebbe certamente reso conto. ma vedo che non lo ha fatto. Anche quello che lei scrive sono solo opinioni e rimangono sempre e soltanto tali perché una cosa è sparare al tiro a segno ed essere una persona perbene, altro è essere delinquenti e usare le pistole per uccidere. E quelli che uccidono sono delinquenti non hanno bisogno di porto d’armi, non se lo scordi, mai. A questo punto vedo che lei non vuole un dibattito e non la disturberò più scrivendo su tale argomento che lei purtroppo non conosce.Cordiali saluti. G. Pecci.

  73. pino scaccia scrive:
    ottobre 13th, 2008 alle 18:19

    Non mi pare che ci siano infatti i presupposti per un dibattito, visto che parti da certezze assolute. L’argomento lo conosco bene, ne discuto da anni, e ho anch’io idee precise: non si discute mica di tecnica delle armi, ma di rilevanza sociale.
    Detto questo mi sembrano questioni da bambini. Tu dovresti sapere chi sono io per il semplice fatto che vieni qui a scrivere.
    A me Pecci ricorda un grande calciatore.

  74. Ugo scrive:
    ottobre 15th, 2008 alle 07:33

    Diamoci un taglio
    Il mondo dei tiratori o di tutti coloro che fanno parte, in qualche modo, del folto mondo delle armi, è sempre più bersaglio dei media e delle istituzioni che ne vorrebbero la dipartita nel più breve tempo possibile come se i fautori di questi sport, tiro o caccia, ma anche collezionismo, siano un “bubbone” da estirpare velocemente. Recenti ma anche più datati articoli pubblicati sulle patinate pagine di importanti riviste, hanno sempre rappresentato il mondo armiero come la radice di tutti i mali che affliggono il mondo, a partire dai delitti che accadono in ogni comunità da che mondo è mondo, alle guerre che esplodono improvvise ovunque.

    A nulla valgono le mille proteste inviate da tiratori e associazioni ai singoli giornalisti o alle redazioni, tutto si risolve in goffi tentativi di rettifica che finiscono solo per apparire nei ristretti circuiti frequentati da tiratori e cacciatori, nulla cambia il modo di presentare il tiro sportivo: questo rimane sempre il seme da cui nasce, secondo una linea di pensiero ormai consolidata, ogni atto delittuoso.

    Eppure se ci si sofferma con un po’ di attenzione ad ascoltare o a leggere quello che dicono e scrivono tutti i tiratori sportivi, i cacciatori, i collezzionisti e gli stessi operatori del settore, dagli armieri agli Agenti di Pubblica Sicurezza nei poligoni di tiro e sui blog che un po’ ovunque nel web spopolano da qualche tempo, si capisce subito che questo eterogeneo gruppo di persone è, innanzi tutto, formato da onesti cittadini che proprio per il delicato sport o il lavoro che amano svolgere, sono spesso portati a mantenere una rettitudine al di sopra di ogni sospetto. Per primi invitiamo i “giornalisti” a frequentare un poligono, a leggere nel web i blog dedicati, a intervistare gli Agenti che ogni giorno rischiano la vita per la strada e non i Dirigenti che dietro le loro scrivanie hanno dimenticato cosa vuol dire arrestare un malvivente ma cosa peggiore devono seguire le indicazioni politicizzate di chi comanda al di sopra di loro.

    Non è onesto far credere che la Polizia sia contraria al cittadino armato che difende la prorietà privata, quando il 90% degli Agenti in servizio dichiarano pubblicamente l’esatto contrario. Il dovere di cronaca va a farsi benedire e abbiamo cosi il “dovere di interesse” dettato dalla politica redazionale che pilota le pubblicazioni: ogni giornalista deve vendere il proprio articolo e perchè allora non accontentare il proprio datore di lavoro, quello che paga, sfornando un articolo che soddisfi il suo piacere.

    Ormai tutti i tg ci fanno la telecronaca di rapine, aggressioni, omicidi spesso portati a termine non da sportivi impazziti come non possiamo negare che sia successo, come è successo che ad uccidere siano stati ex poliziotti o carabinieri, ma da pluripregiudicati liberi per stupidi cavilli giudiziari o extra comunitari che del nostro territorio hanno fatto il loro perimetro di caccia, sottolineando la crudeltà con cui molte aggressioni siano state portate a termine, quasi a incitare da una parte, tutti i cittadini a provvedere ad una adeguata difesa personale, per poi stilizzare con statistiche alla mano, uscite da chissa quale studio mai fatto, che è allarmante l’improvvisa corsa alle armi da parte dei cittadini spaventati: insomma da una parte si sottolinea l’escalation delle rapine e il bisogno di difendersi mentre dall’altra si nega il diritto all’auto difesa, ritenendolo riservato unicamente allo Stato. E’ un bel sistema per garantirsi articoli a non finire, ogni nuovo crimine permette di scrivere su di esso e in seguito su quanto le armi ne siano la causa, due piccioni con un solo colpo, insomma chi ha detto che il crimine non paga ?!

    Sarà cosi per sempre ? Forse si, a meno che le associazioni, i tiratori e i cacciatori non comincino seriamente a pensare di unirsi, ogni tiratore ad una società, ogni società ad una federazione, questa federazione forte di tante società con tantissimi affiliati dovrà intervenire ogni qualvolta pubblicazioni o articoli su carta o tv divulghino informazioni palesemente contraffatte o menzioniere, dovrebbe avere rappresentanti in Parlamento ma anche in tv e tra i giornalisti: utopia ? Forse si, fino a oggi, l’unica Federazione di tiratori, l’UITS ha fatto poco in questo senso e poca speranza vi è perchè faccia qualcosa in futuro. Altre Federazioni rimangono mute, solo sparuti gruppi di tiratori, in alcuni casi associati in piccole comunità continuano a inviare lettere di protesta a Onorevoli e giornali sperando in un cambiamento che non avviene.

    Staremo a vedere, qualcosa comunque sembra muoversi nelle coscienze dei tiratori, alcune associazioni tentano ora di muovere i primi passi, ma non è facile, i tiratori, cacciatori e collezionisti sono restii ad affrontare la pubblicità in uno scontro in tv o sui giornali, non tanto perchè sono persone timide ma per una paura atavica di essere posti sotto controllo, sorvegliati a vista, tacciati di fanatismo. Per questo motivo, a differenza dei “pacifisti” sempre disposti ad essere in primo piano, gli sportivi delle armi, amano rimanere in disparte e questo li rende ottimi bersagli, come il cacciatore nella savana colpisce la preda che si scosta dal gruppo, che rimane sola e in disparte, è facile colpire gli sportivi che preferiscono rimanere in silenzio piuttosto che far sapere al proprio vicino di casa l’ “insana” passione che li pervade. Eppure l’onesto cittadino armato potrebbe dimostrarsi un ottimo deterrente contro la malavita che dilaga oggi.

    Diamoci allora un taglio, smettiamola di dire che i giornali ce l’hanno con noi e facciamoci sentire, smettiamola di arroccarci nell’angolo buio sperando che nessuno ci noti per poi lamentarci sommessamente se parlano di noi. Siamo un bersaglio facile e non facciamo nulla per rendegli la vita difficile e non siamo ancora convinti che in realtà la gente si sente più sicura sapendo di avere un onesto vicino armato, ottimo deterrente contro le aggressioni in casa.

  75. pino scaccia scrive:
    ottobre 15th, 2008 alle 08:42

    Intanto è un onore ricevere un messaggio da un maestro come Uto Ughi…. Concerto per mitra?
    Ovviamente non sono d’accordo su niente. Ma è troppo faticoso rispondere punto su punto: non è mia abitudine. Ho ripetuto mille volte che nessuno attacca gli sportivi, assolutamente, e neppure il singolo possessore di armi. Il discorso è più ampio e riguarda appunto la voglia di sicurezza. Allora, i fatti, non quei catttivi di giornalisti, dimostrano che dove ci sono più armi c’è più violenza.
    E poi scusa, come faccio a discutere con persone così timide?

  76. Toni scrive:
    ottobre 16th, 2008 alle 18:45

    Mettere al bando la detenzione privata delle armi non ha nessuna motivazione logica. Le armi sono uno strumento e come tutti gli strumenti devono essere usati per il loro giusto fine. Chi fa un abuso delle armi, un uso quindi illecito, non sono certo gli onesti cittadini che si armano per la difesa della loro vita e dei loro beni. Sottrarre loro questa possibilità favorisce solo i delinquenti che così si sentono più sicuri di colpire gente inerme. L’autodifesa è un diritto naturale.

  77. Ugo scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 12:26

    Perché la gente perbene possiede armi
    di David B. Kopel
    Una domenica di buon mattino, l’operaio Arthur Boone stava tornando nella sua casa di Brooklyn dopo aver fatto la spesa. Carl James, 15 anni, probabilmente camminò verso Boone, gli puntò la pistola alla nuca e gli ordinò: “Dammela!”, mentre il diciannovenne Taz Pell cominciava a frugare nelle sue tasche. Una normale domenica mattina a New York.
    Boone allora estrasse la sua .44 magnum e colpì a morte i due rapinatori.
    Entrambi avevano la fedina penale sporca; uno era stato arrestato per rapina appena due settimane prima. Il quarantunenne Boone, che era già stato aggredito due volte e colpito col calcio della pistola così violentemente da necessitare d’un periodo di ricovero in ospedale, venne subito arrestato.
    Pochi giorni prima, a Chicago, un sedicenne già condannato per rapina irruppe in casa di Bessie Jones, una vedova novantaduenne confinata sulla sedia a rotelle. La spinse avanti e indietro ordinandole di mostrare ogni oggetto di valore. Quando uscì un attimo per confabulare col suo “palo”, essa brandì la propria Colt .38, sparò e lo uccise. Sebbene il possesso di un revolver costituisse una chiara violazione della proibizione vigente a Chicago, il pubblico ministero decise di non avviare un’indagine.
    Poiché il Los Angeles Times sponsorizza normative sulle armi ancor più severe di quelle vigenti a Chicago e New York, bisogna spendere un po’ d’attenzione per quei milioni di americani che, come Arthur Boone e Bessie Jones, posseggono armi da fuoco per autodifesa.
    In tutte le nazioni che sono riuscite a ottenere il favore popolare sulle leggi contro le armi, c’era sempre una condizione comune: la sicurezza pubblica. Cioè, prima di approvare leggi sulle armi, il pubblico non sentiva un gran bisogno d’avere armi perché c’era poco crimine.
    Confrontate questa situazione, per esempio, nel Regno Unito all’inizio del ventesimo secolo con quella degli Stati Uniti alla fine del secolo. Non solo il governo americano non è in grado di garantire la sicurezza; il governo insiste di non avere il dovere legale di farlo. Le corti gli danno ragione, sostenendo che la polizia non ha il dovere di proteggere nessuno in particolare e non può essere ritenuta a disposizione, anche nei casi in cui la vittima è presa di mira da tempo ma s’è vista negare la protezione della polizia.
    Daryl Gates ha guadagnato la notorietà nazionale per aver speso le prime ore della rivolta di Los Angeles raccogliendo soldi per se stesso, mentre le vittime erano lasciate a se stesse senza aiuto da parte della polizia. Anche nei giorni normali, la gente di Los Angeles, come quella di qualunque grande città americana, viene abbandonata a se stessa. Se un criminale attacca, è quasi certo che non vi sarà un agente intorno. Fino a quando questa realtà non cambia, decine di milioni di americani continueranno a tenere le loro pistole.
    Ma non è un fatto che le pistole per autodifesa non vengano quasi mai usate? Beh, no. In un sondaggio del 1981 realizzato da Peter A. Hart per la National Alliance Against Violence, il 4% degl’intervistati affermava di aver usato la pistola almeno una volta nei cinque anni precedenti. Anche se assumiamo un solo incidente per persona intervistata, fanno 645 mila usi difensivi delle armi all’anno. Sulla base di questo dato, circa il 18% di quanti posseggono armi per autodifesa finiscono per usarle.
    La ricerca del criminologo canadese Gary Mauser ha trovato tassi di usi difensivi simili da parte dei canadesi, sebbene le leggi permettano il possesso di pistole solo per usi sportivi.
    Quest’anno, il criminologo della Florida State University Gary Kleck ha condotto un sondaggio più approfondito. Questionari certosini hanno consentito di dividere quelli che avevano confuso il mero possesso d’una pistola col suo uso. Le domande, poi, tenevano conto di quelle persone che avevano usato un’arma più di una volta per scopi difensivi. I nuovi dati mostravano che le armi vengono usate tra le 850 mila e i 2,5 milioni di volte ogni anno negli Stati Uniti. Nella maggior parte dei casi si tratta di pistole, e la larga maggioranza delle volte non serve sparare, ma è sufficiente brandire l’arma per spaventare l’aggressore.
    I sondaggi tra i cittadini sono coerenti con questi risultati. In uno studio del National Institute of Justice sui reclusi, il 38% ha affermato che avevano deciso di non commettere un particolare crimine per paura che la vittima fosse armata.
    L’America ha molto più crimine violento delle altre nazioni, eppure, stranamente, ha tassi di rapine in case occupate più bassi delle nazioni che proibiscono il possesso di armi per l’autodifesa. La migliore spiegazione è che solo in America i rapinatori corrono un rischio d’essere colpiti alto quanto quello d’essere arrestati.
    Come gli agenti della Florida hanno notato, una delle ragioni importanti per cui i turisti stranieri sono vittime predilette dei rapinatori è che in Florida i cittadini addestrati e dotati di un permesso (compresi i visitatori americani) possono portare un’arma nascosta. Ma a New York e Los Angeles (e nel resto del paese se la lobby anti-armi l’avrà vinta), le leggi sulle armi mettono tutti nella medesima condizione dei turisti in Florida – prede inermi certificate dal governo.
    Una politica razionale deve concentrarsi sulla riduzione del crimine aumentando la capacità dei cittadini di difendersi, specie contro i reati più gravi. La maggior parte delle proposte di controllo delle armi offrono poca speranza di ridurne l’uso criminale ma pongono una minaccia sostanziale contro il loro uso difensivo legale.
    La teoria implicita del movimento anti-armi – che gli americani siano troppo incompetenti o mentalmente instabili per usare una pistola per scopi difensivi – semplicemente è smentita dai fatti. Imparare a sparare è più facile che imparare a battere a macchina. Dopo 40 ore di lezione, una persona normale è in grado di fermare la larga maggioranza degli aggressori (piantando loro due colpi nel petto nel giro di un secondo e mezzo).
    Quaranta ore di addestramento, peraltro, sono molto di più di quanto molti poliziotti possano avere.
    Un problema, forse il più grande, nel conseguimento di un dibattito razionale sono i mezzi d’informazione, che tendono a riferire acriticamente ogni “scoperta degli esperti” a favore del controllo delle armi. Un tipico esempio è quello della “notizia” di uno studio del New England Journal of Medicine, secondo cui possedere un’arma aumenta il rischio d’essere uccisi di 2,7 volte. L’autore, un importante epidemiologo, ha preso un gruppo di vittime di omicidi, ha identificato alcune variabile socioeconomiche e comportamentali, e le ha confrontate con un gruppo di non-vittime.
    Proprio gli stessi dati che “dimostravano” il rischio di possedere un’arma, “dimostravano” pure che affittare la casa, anziché possederla, aumentava il rischio di omicidio di 4,4 volte. Forse questo significa che quando il vostro appartamento è vostro anziché in affitto, il rischio d’essere uccisi cala significativamente? Naturalmente no. Piuttosto, è più probabile che le persone in affitto vivano in un quartiere degradato o in condizioni precarie, il che le colloca in una categoria a rischio. Allo stesso modo, le persone a rischio semplicemente tendono a possedere armi più probabilmente delle persone che si trovano al sicuro. Sbarazzarsi della pistola non può mettere l’affittuario più al sicuro che acquistare la casa.
    La cosa ancora più interessante è che lo studio non faceva alcuno sforzo d’indagine sul fatto che il 99% degli usi difensivi d’arma da fuoco non implicava una fatalità. Coloro che vengono uccisi sono, dopo tutto, persone per cui la protezione non funziona. Uno studio che ignori i sopravvissuti, le centinaia di migliaia di persone che si difendono con le armi ogni anno, non può dire molto sull’effetto del possesso di armi in termini di protezione.
    Nonostante i limiti dello studio, quasi ogni articolo di giornale citava la cifra di 2,7 come un fatto scientifico, indubitabile. Molti criminologi pensano che lo studio sia senza valore, ma l’unico dissenso di cui s’è dato conto è quello della National Rifle Association.
    Altri pseudo-fatti presentati per mostrare i pericoli del possesso di armi sono altrettanto vuoti. Se i media spendessero nella ricerca della verità un decimo degli sforzi che impiegano ad indagare sulle abitudini di Bill Clinton, la qualità del dibattito sulle armi sarebbe assai superiore.
    E’ vero che in alcune case, come quelle degli alcolizzati, dei ritardati mentali o degli ex criminali, la presenza d’un’arma aumenta sostanzialmente il rischio d’omicidio. Ma anche qui, i “fatti” possono essere girati a favore delle armi: il criminale maschio ucciso dalla sua ragazza viene considerato come la vittima di “un tragico incidente domestico”, non il perpetratore d’un abuso. Ma la maggior parte delle famiglie non sono ricettacoli di violenza; al contrario, la preoccupazione della maggior parte dei possessori di armi si concentra sulla loro stessa violenza dall’esterno. Essi sanno, intuitivamente, che il governo non li proteggerà da un attacco criminale. Arthur Boone e Bessie Jones l’hanno compreso, e hanno il sostegno delle altre decine di milioni di americani che posseggono armi per auto-difesa.

  78. pino scaccia scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 12:36

    1. E chi è David B. Kopel? La Bibbia?
    2. Basta un link per riportare un articolo.
    3. Basterebbe fare l’elenco delle stragi compiute da folli in possesso di un’arma per smentire tutto il papiro.
    4. Basterebbe riportare tutte le volte (anche in Italia) che i rapinatori hanno ucciso un uomo solo perchè questi era armato. Così invece dell’incasso ci ha rimesso la vita.
    5. Anche nel far west c’era sempre una pistola più veloce della tua.

  79. Ugo scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 12:51

    dal sito http://www.tiropratico.com

    Le armi uccidono

    Nulla di più scontato e, al tempo stesso, nulla di più falso. Non le armi, oggetti inanimati e privi di volontà, ma gli uomini uccidono. Eppure su tale affermazione emotiva e irrazionale, affascinante nella sua semplicità, poggiano le fondamenta tonnellate di retorica e, ciò che è più grave, larga parte della legislazione Italiana ed Europea (ma anche Americana) che rende difficile quando non impossibile per un cittadino onesto possedere un’arma, portarla e “Dio non voglia” usarla. Eppure, non ci vuole molto a falsificare l’equazione, purtroppo molto in voga, secondo cui più armi significherebbero più violenza.

    Le grandi tragedie che ci vengono narrate dalla stampa non si svolgono mai nei poligoni di tiro o in altri circoli di persone armate. Esse accadono sempre nei luoghi più impensati: per strada, a scuola, tra le quattro mura domestiche. Laddove forse l’unico uomo armato è l’aggressore e spesso neppure lui, visto che le cronache ci raccontano di omicidi efferati compiuti grazie a coltelli o taglierini e, c’è da scommetterci, le armi impiegate per compiere delitti non sono mai legalmente possedute. I criminali se ne fregano delle leggi, altro che storie. I numeri, d’altra parte, nella loro crudezza smentiscono l’intera montagna di pregiudizi contro le armi da fuoco e ciascuno di essi. La loro lezione, anzi, è che laddove i cittadini hanno la possibilità di armarsi liberamente, i criminali fanno la vita grama. Per dirla col grande scrittore Robert Heinlein, “una società armata è una società educata”. La maggior parte degli studi su questi temi si concentra su problemi specifici ed è difficile avere uno sguardo d’insieme sulla questione. Fortunatamente, è disponibile per gli utenti della rete un documento molto ampio, intitolato Gun Facts (http://home.attbi.com/~guys/guns.html) e curato dall’instancabile Guy Smith, che periodicamente aggiorna il proprio lavoro e raccoglie la maggior parte delle informazioni di cui disponiamo. Così, si scopre ad esempio che, sebbene negli Stati Uniti il numero di pistole in circolazione sia più che raddoppiato negli ultimi trent’anni, sia i suicidi che gli omicidi (commessi con pistole o senza) sono rimasti stabili.

    Non vi è alcun legame, dunque, tra questi fenomeni e non è corretto affermare che in una società armata suicidi ed omicidi tendano ad aumentare. Anzi, secondo i dati del Dipartimento di Giustizia Americano, il rischio di ferimento durante un’aggressione per una donna che non opponga alcuna resistenza è 2.5 volte più grande che nel caso di resistenza armata; la resistenza senza armi è 4 volte più pericolosa che la resistenza con le armi. Per un uomo, i due rapporti assumono rispettivamente i valori di 1 .4 e 1 .5. Inoltre, secondo il criminologo Gary Kleck nel 98% dei casi è sufficiente che la vittima di un’aggressione brandisca una pistola perché il criminale desista dalle proprie intenzioni. Questo significa che nel 98% delle aggressioni contro uomini armati, il delinquente fa un buco nell’acqua e, ciò che è più importante, non vi è alcuno spargimento di sangue. Inutile chiedersi quale sia tale percentuale nel caso in cui la vittima sia disarmata. Invero, la semplice possibilità che in una casa siano presenti delle armi diminuisce notevolmente il rischio che i suoi abitanti corrono ogni giorno e ogni notte. In Canada e Gran Bretagna, dove la regolamentazione sulle armi è assai stringente, quasi la metà dei furti nelle abitazioni avviene in presenza dei proprietari, che quindi corrono un serio pericolo. Per contro, negli Stati Uniti la percentuale di “hot burglaries” (come viene definito questo genere di crimini) è appena del 13%.

    Un sondaggio condotto nelle carceri americane tra i detenuti ha rivelato che questi ultimi, nell’esercizio della loro “professione”, temono di gran lunga di più i cittadini armati che non la polizia, Il caso della Gran Bretagna, poi, è particolarmente istruttivo. Tale paese ha progressivamente introdotto norme sempre più severe, fino al punto che, oggi, è virtualmente impossibile per un privato cittadino possedere armi per difesa personale. Ciò nonostante, come ha dichiarato Bob Elder della “Felice Federation”, “Le nostre dure leggi non sembrano avere alcun effetto”. In Inghilterra le armi sono state usate con scopi aggressivi per 2648 volte nel 1997 e per 3685 neI 2000. Può essere interessante notare che, delle 20 zone con il più basso numero di armi legalmente detenute, ben 10 presentavano una criminalità al di sopra della media; al contrario, delle 20 zone con il massimo numero di armi legali, solo due si trovavano in quella situazione. In generale, il numero di cittadini armati è diminuito e ogni genere di crimine violento è aumentato. Questo dato, peraltro, ne ricorda un altro analogo. Secondo un’indagine condotta dall’FBl sulle città americane più sicure, sei di esse si trovano ” incredibilmente ” nella stessa contea, quella di Orange, California. Una delle poche in cui, in quello Stato, i cittadini possono ottenere senza troppi problemi un permesso di porto d’armi per autodifesa. Può essere utile anche ricordare il caso della legge della Florida, che rendeva il permesso di porto occultato accessibile praticamente a chiunque disponesse di alcuni requisiti oggettivi (la fedina penale pulita, tra gli altri). Ebbene, i dati del Dipartimento di stato della Florida mostrano che, dall’inizio dell’esperimento nel 1987 al giugno 1993, sono stati richiesti 160.823 permessi, di cui solo 530 (ovvero lo 0.33%) sono stati negati per l’assenza delle qualifiche necessarie: il che suggerisce che la legge ha favorito proprio coloro che intendeva favorire, i cittadini onesti. Solo 16 permessi, vale a dire un centesimo dell’1%, sono stati revocati a causa dell’uso criminale delle armi da fuoco.

    Inutile dire che, da allora, il crimine violento è diminuito. In generale, all’aumentare del numero di pistole i crimini contro la proprietà tendono a diminuire (i criminali cercano di agire quando le loro vittime sono assenti, per esempio). Un’inchiesta condotta nello Stato di New York ha rilevato che circa l‘81% dei “buoni samaritani” cioè di quanti hanno soccorso persone minacciate da un aggressore, era in possesso di un’arma da fuoco. Vigliaccheria da parte dei cittadini disarmati? Mancanza di virile coraggio? Può darsi. Certamente razionalità. Se le probabilità di successo sono più elevate, è più facile che un passante intervenga in aiuto di una persona aggredita. Vale a confermare questa affermazione il fatto che, a Chicago, i civili armati hanno ucciso per motivi giustificati il triplo dei criminali violenti uccisi dalla polizia. In generale, i civili armati hanno ucciso, catturato, ferito o almeno allontanato gli aggressori nel 75% dei casi di scontro violento, contro il 61 % della polizia. Non sembra essere corretta neppure l’opinione, assai diffusa, che le armi siano oggetti così “difficili” da maneggiare da produrre chissà quanti incidenti. Negli Stati Uniti, dal 1965 a oggi il numero di armi da fuoco in circolazione é salito da circa 90 milioni a oltre 200 milioni. Per contro, il numero di incidenti mortali dovuto a un loro uso errato è sceso da quasi 2.500 a meno di 1.500 all’anno. Tutto questo senza tenere conto dell’aumento demografico che, se fossero fondate le preoccupazioni dei liberali, avrebbe dovuto produrre catastrofi immani. La lezione che si deve dedurre da questi dati è che non vi è alcuna relazione (nella peggiore delle ipotesi) tra il numero di armi in circolazione e il loro impiego errato. In America un numero compreso tra 60 e 65 milioni di cittadini possiedono oltre 200 milioni di armi da fuoco (tra cui 60-65 milioni di pistole). Le armi per difesa personale sono circa l’11% del totale (il 13% tra le pistole). Meno dello 0.2% delle armi (0.4% delle pistole) viene impiegato a scopi criminali, mentre ogni anno esse vengono utilizzate per legittima difesa da circa 645.000 persone (circa l‘1% dei possessori di armi, pari circa allo 0.35% delle armi in circolazione) e per quasi due milioni di volte. Anche a una prima occhiata, dunque, sono evidenti due fatti: che la larghissima maggioranza dei possessori di armi (99.8%) sono persone oneste e che le armi da fuoco vengono impiegate per usi legittimi quasi il doppio delle volte in cui vengono utilizzate per scopi criminosi.

    Dal 1900 a oggi il numero di omicidi in America è cresciuto notevolmente. A inizio secolo, esso era di circa i per ogni 100,000 abitanti all’anno (tutti i dati sugli omicidi, da qui in poi, vanno intesi riferiti al singolo anno e fatta 100.000 la popolazione dell’area interessata). All’epoca, non vigeva alcun tipo di regolamentazione. Salvo casi eccezionali, ovunque negli Stati Uniti chiunque poteva acquistare una qualunque arma da fuoco. Da lì agli anni ‘30, gli omicidi aumentarono in maniera esponenziale, sfiorando la ragguardevole cifra di 10 ogni 100.000 abitanti. Quasi tutti gli studiosi sono concordi nel sottolineare la “curiosa” coincidenza di questa crescita con la massiccia immigrazione dall’Europa e la conseguente urbanizzazione. Nel 1933 venne abolito il proibizionismo. Da quell’anno al 1958 gli omicidi si dimezzarono. In quel momento era ancora possibile acquistare armi da fuoco senza alcun genere di limitazione. Va notato che, terminata la Seconda Guerra Mondiale, dieci milioni di soldati ritornarono a casa, conservando però un alto numero di armi. In quegli anni si toccarono i livelli di omicidi più bassi dal 1915. Purtroppo, fu proprio in questa situazione di apparente tranquillità che accaddero due fatti politici di incredibile importanza. Da un lato, si iniziarono a intravedere i primi barlumi della improduttiva e, anzi, dannosa “guerra alla droga”, una sorta di riedizione del vecchio proibizionismo. Dall’altro, nel 1968 venne approvato il Gun Control Act. primo embrione di legge contro le armi. A questo si somma una seconda ondata migratoria. Non stupisce, a questo punto, scoprire che da allora a oggi gli omicidi sono aumentati quasi senza tregua salvo conoscere una nuova dimi nuzione negli anni ‘90, in concomitanza con un nuovo aumento degli acquisti di armi. E importante anche esaminare la distribuzione degli omicidi non nella loro evoluzione nel tempo, ma in un dato momento. Pare ragionevole, ad esempio, confrontare quegli stati che impongono regolamentazioni onerose con quelli che invece lasciano maggiore libertà. Nonostante sia vigente una normativa federale, infatti, gli stati hanno in America una grande autonomia e, di fatto, possono esercitare politiche completamente diverse l’uno dall’altro.

    I tre stati con leggi più restrittive sono (tra parentesi il numero di omicidi ogni anno, per 100.000 abitanti): California (12.7); lllinois (11 .3); Maryland (11 .7). Gli stati con leggi più tolleranti: ldaho (1 .8); Iowa (2.0); Maine (1 .2). Tali dati si riferiscono al 1991. Per fare un confronto, nello stesso anno in Italia si sono registrati 3.3 omicidi ogni 100.000 abitanti, in Germania 3.0 (in realtà tale confronto è poco significativo, in quanto bisognerebbe prendere in esame molti altri fattori: tra cui, però, è di particolare importanza la presenza in America, e specificamente in alcuni stati, di nutrite minoranze etniche, i cui membri dimostrano, secondo le statistiche, una spiccata propensione alla violenza). Contrariamente a quanto si crede poi, le armi sono molto in basso nella lista delle cause di morte in America. Con riferimento al 1991, ad esempio, con meno di 33.000 vittime esse occupano il quindicesimo posto, poco dopo il diabete e gli incidenti automobilistici (dodicesima e undicesima causa di morte) e molto dopo l’alcol (quinta). Si pensi inoltre che ogni anno in America si suicidano circa 30.000 persone, il 60% delle quali (18.000) utilizza un’arma da fuoco. Non vi è ragione di ritenere che esse non si sarebbero suicidate in assenza di una pistola o un fucile. Le morti attribuibili direttamente alle armi da fuoco, dunque, di fatto si riducono a 15.000, scendendo ben più in basso nell’ambito di questa particolare classifica. In tale numero sono compresi gli omicidi “legittimi” commessi dalla polizia o dai cittadini per legittima difesa. Purtroppo non è disponibile tale dato. Sappiamo però che, sommandolo agli omicidi non legittimi e depurandolo dai casi in cui le armi da fuoco non vengono impiegate, esso raggiunge la cifra di circa 13.500. Supponiamo che il 50% di tali omicidi fossero evitabili (stima per eccesso). Ricordandoci che, a causa degli incidenti nell’uso di armi da fuoco, muoiono ogni anno 1.500 persone e assumendo che tutte queste morti siano attribuibili alla libera circolazione delle armi (ipotesi assurda), si conclude che, per colpa delle armi, muoiono ogni anno circa 8.500 persone. Tutto questo in un paese con più di 270 milioni di abitanti, nel quale ogni anno gli errori medici sono all’origine di oltre 90.000 decessi e gli incidenti automobilistici di quasi 50.000 dipartite. E’ questa forse una ragione per proibire le automobili o chiudere gli ospedali?

    Che non sia possibile rintracciare alcuna correlazione positiva tra il numero di armi e gli omicidi è evidente anche confrontando i dati relativi a diversi paesi del mondo. E, allargando lo sguardo al crimine violento in generale, scopriamo che Australia e Inghilterra, i paesi forse con le leggi più dure al mondo verso i possessori di armi da fuoco, guidano questa poco gloriosa classifica, che vede invece in posizioni “onorevoli” paesi caratterizzati da una radicata “cultura delle armi” come Stati Uniti e Svizzera. E non è un caso che queste due nazioni siano anche quelle comunemente ritenuti “più libere” sulla faccia della Terra. Sebbene sia azzardato tentare di tracciare un legame tra il numero di cittadini armati e il grado di libertà politica di una nazione, è indubbio che le armi privatamente detenute costituiscano, per così dire, una polizza assicurativa contro la tirannide. E anche un antidoto a essa: solo un cittadino armato può fare appello all’antico e nobile diritto del tirannicidio. D’altronde, questo punto era perfettamente chiaro ai Padri Fondatori degli USA. che infatti vollero inserire nella Costituzione l’esplicita garanzia che i cittadini non sarebbero stati disarmati. Ed era pure evidente ai tanti dittatori il cui avvicendarsi alla guida dei rispettivi Stati ha scandito il sanguinoso ritmo del ventesimo secolo. L’Unione Sovietica ha approvato il controllo delle armi nel 1929. Dal 1929 al 1953 circa venti milioni di dissidenti politici, incapaci di difendersi, sono stati sterminati. La Turchia lo ha fatto nel 1911 e dal 1915 al 1917 un milione e mezzo di Armeni, incapaci di difendersi, sono stati sterminati. La Cina ha promulgato leggi contro la libera circolazione delle armi da fuoco nel 1935 e dal 1948 al 1976 venti milioni di anti-comunisti cristiani, dissidenti politici e gruppi riformisti, incapaci di difendersi, sono stati sterminati. La Germania lo ha fatto nel 1938 e dal 1939 al 1945 tredici milioni di Ebrei, Zingari, malati mentali e altri “popoli imbastarditi” sono stati sterminati.

    Il Guatemala ha fatto la stessa cosa nel 1964 e dal 1964 ai 1981 un milione di Indiani Maya, incapaci di difendersi, sono stati sterminati. L’Uganda a stabilito il gun control nel 1970 e dal 1971 al 1979 trecentomila cristiani, incapaci di difendersi, sono stati sterminati. La Cambogia lo ha fatto nel 1956 e dal 1975 al 1977 un milione di “borghesi” e intellettuali sono stati sterminati. In tutto fanno oltre cinquantacinque milioni di persone innocenti massacrate dai loro stessi governi: che per farlo hanno prima reso indifesi i propri cittadini confiscando o vietando le armi da fuoco. Una cifra infinitamente superiore a tutti i morti dovuti a un uso “civile” (accidentale o doloso, legittimo o illegittimo) delle armi da fuoco. L’Italia, per parte sua, ha introdotto le prime norme contro il possesso privato di armi da fuoco nel 1931, nel bel mezzo di un periodo che non si può certo definire come il più libero della nostra storia. Le armi privatamente detenute, dunque, sono un segno di libertà e di autonomia. La bocca di un fucile segna chiaramente il limite della proprietà privata, significa che la casa è, per così dire, territorio consacrato e la sua soglia non può essere varcata da persone indesiderate se non a loro rischio e pericolo. La canna di una pistola infine comunica forte e chiaro agli uomini politici che essi non hanno alcun diritto di improvvisarsi tiranni. Per usare le parole di Charlton Heston, presidente dell’americana National Rifle Association, “Non ci sono armi buone. Non ci sono armi cattive. Un’arma nelle mani di un uomo cattivo è una cosa cattiva. Un’arma nelle mani di un uomo buono non è una minaccia per nessuno. Eccetto che per gli uomini cattivi”.

    Carlo Stagnaro

  80. pino scaccia scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 13:00

    Sarò più chiaro. Questa non è una rassegna di articoli. Il parere di tal Stagnaro vale per quello che è: un’opinione. Dichiaratamente di parte. Invece di ammorbare tutto il blog basterebbe mettere il link al sito. Se me ne mandi un altro, lo faccio io.
    Ma non sai scrivere da solo? O sei di quelli che pensano che la quantità delle parole porti alla ragione? E tu pensi che qui qualcuno legga tutti questi papiri? Potrei risponderti con altrettante analisi completamente contrarie all’idea malsana della giustizia-fai-da-te. Ma sarebbe ridicolo.
    Le armi non sono un segno di libertà. Sono invece segno di debolezza, di paura. Oltre che di arroganza.

  81. franca scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 13:01

    Nella mia famiglia due, per lavoro, posseggono la pistola.
    Mi sento più sicura quando non la portano. Sarò per caso matta?

  82. pino scaccia scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 13:03

    Al contrario: sei saggia.
    Portare una pistola (non per lavoro) avvicina alla morte. Degli altri, ma anche della propria.

  83. Paolina scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 14:21

    pure nella mia famiglia per lavoro tre maschi posseggono la pistola..e io ? mi fanno paura le armi…magari può succedere qualcosa di accidentale e siccome ho figli adolescenti che girano per casa e non si sa mai..vuoi mai che la curiosità faccia fare qualche cretinata così abbiamo comprato una cassaforte che anzichè contenere gioelli/denaro serve a mettere in sicurezza gli “strumenti di lavoro” dei miei soldati. Un saluto per Franca che sento sempre molto vicina …

  84. pino scaccia scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 14:25

    Basterebbero le parole assennate di persone che conoscono le armi come strumento di lavoro per rispondere alla voglia matta dei cow boy.

  85. pipistro scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 14:50

    Molto sinteticamente.

    Se difendersi è naturale nell’uomo, fornirgli (e specularmente detenere) il necessario per rendere micidiale il livello della contesa, no.

    Alzare il livello dello scontro (cioè dell’offesa e della relativa difesa) ci ha portato allo stato, precario, della deterrenza nucleare. In altri termini si confida che uno Stato non sia disposto ad usare le armi nucleari nel timore che altri le usino. Tutti siamo in grado di apprezzare le deficienze di questa “soluzione”.

    Chiusa l’iperbole nucleare (che ci mantiene costantemente a pochi passi dall’estinzione) occorre comunque derivarne che l’esistenza delle armi, per qualsiasi motivo e a chiunque affidate, avvicina l’uomo alla morte.

  86. nicola scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 17:17

    penso che possa aiutare a capire meglio sapere che il secondo emendamento della costituzione degli stati uniti d’america sancisce il diritto a chiunque di possedere armi, che in qualche stato diventa anche portarle.

  87. Toni scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 19:07

    Pipistro, guarda che la deterrenza nucleare è quella che ha consentito di non avere una guerra mondiale. L’ideale sarebbe che tutti gli Stati abbiano lo stesso livello di armamento, in tal modo nessuno oserebbe attaccare l’altro perchè si attenderebbe una risposta analoga. Se vuoi la pace prepara la guerra dicevano gli antichi. Forse è triste fare queste considerazioni ma sono realistiche.

  88. STAFF scrive:
    ottobre 18th, 2008 alle 11:06

    Abbiamo letto interventi e risposte, siamo consapevoli di essere favorevoli alle armi e scrivere in questo momento in un “blog” anti armi, quindi non entreremo profondamente nel merito, non è servito per altri fino ad ora …… ma vorremo farle una domanda che a noi è sempre apparsa valida: … pensiamo per un attimo di avere la bacchetta magica e trasformare tutte le armi presenti sulla terra in fiori, tutte, dalle pistole ai cannoni alle bombe….. ai missili, ecc. Lei, carissimo Pino, crede che non vi saranno più morti violente ?? Crede che Caino non ucciderà più Abele ?? Noi crediamo che dal quel momento comanderanno solo i più forti fisicamente, cioè, caro Scaccia, se io sono grande e grosso posso avere la supremazia su di Lei (se fossse piccolo e magro) solo per pura prepotenza. Sicuramente Lei mi dirà che sulla terra non sono tutti prepotenti, ma nemmeno tutti assassini con le armi, comunque dal caso espresso qui sopra basteranno pochi uomini ben organizzati per avere ragione dei poveretti.

    Almeno con un arma noi (che pesiamo solo 45 kg.) possiamo difenderci da un balordo che volesse entrarci in casa ……………………. o almeno spaventarlo tanto da farlo andare via, perchè nessuna delle persone che lei crede armate e ostili (ma onesti cittadini e sportivi tiratori) vuole o vorrebbe mai la morte di nessuno.

    Crediamo di non essere noi ad avere una visione limitata del problema, ma Lei se pensa che armi vuol solo dire morte.

    Loa STAFF di Tiropratico.com

  89. pino scaccia scrive:
    ottobre 18th, 2008 alle 11:25

    Una volta un pastore sardo mi disse: “Vedi questo coltello? Serve per tagliare il pane, quindi a dare la vita, ma anche per tagliare la gola a un uomo, quindi a uccidere. La colpa non è mai del coltello”. Dunque, sono d’accordissimo che la colpa non è mai delle armi ma di chi le usa. Proprio le armi (in mano a poliziotti o militari) servono per difendere i cittadini. Non sono dunque contro le armi ma contro l’idea di farsi giustizia da soli, l’ho ripetuto molte volte, proprio a livello culturale. L’esempio di Davide e Golia è calzante ma se tutti dovessimo difenderci da soli lo Stato avrebbe fallito. Il discorso, ovviamente, sarebbe lungo ma spesso possedere un’arma porta alla morte perchè si è convinti di essere forti. Come dicevo anche nel far west c’era sempre uno più veloce della “pistola più veloce del west”. Personalmente mi sono sempre rifiutato di girare armato, anche ai tempi della cronaca nera più pericolosa, anche a Baghdad. Quando ci spararono, essendo disarmati, non facemmo altro che scappare, unica soluzione. Con un’arma forse li avremmo affrontati, come avrei affrontato quei rapinatori a Mosca. Adesso ricordo quegli episodi. Li posso ricordare, perchè sono vivo.

  90. STAFF scrive:
    ottobre 18th, 2008 alle 12:24

    Ideologia condivisibile in pieno, salvo un unico punto: LE ARMI SOLO ALLE FORZE DI STATO. Questo rende sempre qualcuno più forte dell’altro e le dittature si sono basate proprio sul favore del disarmo della gente. Uno Stato armato ha il pieno potere sul proprio popolo, oggi lo è l’Inghilterra dove gli omicidi per accoltellamento (le armi a fuoco sono state vietate ai cittadini) specialmente tra i giovanissimi, sono saliti a dismisura, (ricordiamo che il coltello si nasconde meglio e non fa rumore), oltre 7.000 vittime solo a Londra nel 2008.

    Certo non è tutto rose e fiori, ma se dobbimo scegliere noi ci armiamo e poi decideremo se scappare o rimanere, ma saremo noi a decidere della nostra salvezza e non certo un altro per noi.

  91. pino scaccia scrive:
    ottobre 18th, 2008 alle 12:42

    Forse neppure ti rendi conto di cosa dici. Dittature …disarmo? E un popolo armato che fa, la rivoluzione? Mica stiamo parlando di uno Stato armato ma di forze di polizia che garantiscano il più possibile la convivenza.
    Lascia stare le statistiche. In un Paese dove sono tutti armati ,come gli Stati Uniti, ci sono stragi ogni giorno.
    Ti rifiuti di capire. Io stesso se ho un’arma non scappo. E non è affatto detto che ciò rappresenti per me la salvezza, anzi aumenta il rischio di morire.
    Parlavo, a proposito di Afghanistan, proprio adesso di integralismo. Con voi è impossibile un reale dialogo perchè culturalmente siete peggio dei talebani. Mica ragionate, seguite una “fede”.
    Beh, io sono di un’altra religione e combatterò sempre l’idea di cittadini in stato di assedio, alla vigilia della fine del mondo. Dai tempi della giungla è arrivata qualcosa che, con tutti i suoi guasti, si chiama civiltà.

  92. STAFF scrive:
    ottobre 18th, 2008 alle 13:31

    … riportiamo….”Mica stiamo parlando di uno Stato armato ma di forze di polizia che garantiscano il più possibile la convivenza” ………. bla..bla…. se pensi che le forze di polizia siano completamente distaccate dal potere dello Stato, sei completamente fuori dal mondo e non vedi ciò che succede anche nel Nostro Paese: sfortunatamente noi continuiamo a pensare che la armi non siano il male del mondo ma lo sia la politica, il potere, l’ingordigia……… non ultimi i fatti che hanno portato all’attuale crisi finanziaria. Ora gli stati risaneranno le banche con i soldi dei cittadini magari prelevandoli dalla sanità e dalle pensioni, ma nessuno toccherà uno solo di quelli che hanno provocato tutto questo…….. ti pare giusto ? ……..in uno stato di crisi a noi le armi servono almeno per cacciare e procurarci il cibo oltre che a difendere le nostre proprietà, questo senza minacciare nessuno ne mettere a rependaglio vite altrui come tu vuoi far credere, anzi, molto più spesso sono i nostri vicini di casa a sentirsi più sicuri sapendoci presenti, non ultimi quelli che partendo per le vacanze ci chiedono di dare un occhiata alla casa di tanto in tanto …………. questa è la sicurezza che danno le TUE Polizie armate ??

    Preferiamo avere un buon vicino armato che cento Polizie menefreghiste mal pagate e senza incentivo, che preferiscono girare la testa dall’altra parte.

    riportiamo “Io stesso se ho un’arma non scappo.” …. è una tua scelta, molti di noi hanno circolaro armati per molto tempo e il 90% delle volte si è sempre evitato ogni alterco, ogni atto che avesse potuto accendere screzi o disfide. Si tratta di testa, ma forse parliamo di cose diverse.

    riportiamo “Con voi è impossibile un reale dialogo perchè culturalmente siete peggio dei talebani.” …. Noi almeno non ti abbiamo mai offeso, ma se questo è il tuo modo di discutere quando la ragione non è più dalla tua parte, siamo felici di essere Talebani, … Talebani, onesti, che se pur armati non potrebbero mai mettere a repentaglio la vita altrui se non fosse questa a sfidare la nostra incolumità o quella dei cari vicino a noi, rimanendo della nostra idea e rispettando quanto dici nelle ultime tue righe, speriamo comunque di superare favorevolmente questa crisi che assomiglia molto a quella del ’29 ma con risvolti che possono rivelarsi molto peggiori, vista l’attuale situazione politica mondiale e le potenzialità militari di molti Paesi.

    Ps: L’Inghilterra ha vietato le armi nello Stato ma stranamente è balzata al primo posto davanti agli USA per l’esportazione di armi nei Paesi Arabi e del terzo mondo ……… come vedi non siamo noi sportivi armati a fare paura !!

  93. pino scaccia scrive:
    ottobre 18th, 2008 alle 14:23

    Insisto: siete proprio talebani. Intanto la polizia non è mia, ma di tutti i cittadini. I bl blabla sono tutti tuoi, caro staff, che vedi lo spettro di uno Stato militarizzato: le forze di polizia servono a difendere i cittadini, non certo a sviluppare golpe. Che cavolo c’entra la finanziaria con le pistole?
    Pensa un pò, i vicini di casa vi chiedono di dare un’occhiata. Anche i miei, pur sapendo che non sono armato. Fino a prova contraria mi fido molto dei professionisti, non certo di chi va al poligono a sparare alle sagome. Per esperienza diretta, quando un’arma la vedi dall’altra parte, cioè puntata contro, il film cambia. Ho partecipato a qualche ronda nel Padovano, parole da Rambo, roba da scampagnate.
    Conosco bene Paesi dove sono tutti armati, insomma la cosidetta cultura balcanica. Lì la guerra non finisce mai. Potete trasferirvi, volendo. Però vi avverto non è comodo: perchè con un’arma non sei più forte, ce l’hanno tutti. E risiamo da capo: vince il più cattivo.

  94. franca scrive:
    ottobre 18th, 2008 alle 16:53

    Staff,da moglie e madre di carabiniere ti ringrazio per come descrivi lale Polizie…”menefreghiste”…”mal pagate”,” “senza incentivo” e dulcis in
    fundo…”preferiscono girare la testa da un’altra parte”.
    In fondo,i miei uomini(insieme ai loro colleghi) rischiano la vita anche per cittadini come voi.

  95. pino scaccia scrive:
    ottobre 18th, 2008 alle 18:14

    Sai, loro non ne hanno bisogno. Hanno una pistola, mica hanno bisogno di chi li difende. Si sentono molto forti. Vorrei vederli davanti a un altro con la pistola.
    Ricordo spesso.come metafora, le giovanili esperienze nelle palestre di pugilato. Certi erano campioni allo specchio, cioè a fare le figure da soli davanti allo specchio. Poi salivano sul ring e scoprivano che le belle mosse non servivano perchè anche l’altro picchiava… E spesso era un fuggi fuggi.

  96. Toni scrive:
    ottobre 19th, 2008 alle 15:18

    respingo con forza la demonizzazione di chi abbia il porto d’armi o la licenza di detenere armi presso la propria abitazione. Costui ha tutto il diritto di essere rispettato in quanto persona onesta, intelligenete e che agisce nel pieno diritto di difendere la propria incolumità ed il proprio patrimonio da aggressioni.

  97. STAFF scrive:
    ottobre 19th, 2008 alle 17:24

    Siamo con le F.O. tutti i giorni e sappiamo bene come la pensano, se non volete crederci potete anche leggere il Ng free.it.polizia oppure it-alt.discussinoni.polizia, sono moltissimi i volenterosi che vorrebbero fare il loro lavoro fino in fondo ma altrettanti che cozzano contro la burocrazia e alla fine quasi tutti finiscono per averne le t……..sche piene di rischiare per un pugno di ceci. Questo non toglie nulla al loro lavoro, alla loro onestà e la volonta minata troppo spesso anche da dirigenti che preferiscono non avere problemi (quali non so) e vivere tranquilli.

  98. Daniele scrive:
    ottobre 19th, 2008 alle 18:10

    Per Franca.
    Intervengo solo ora, e non ho letto tutte le lettere che si sono accumulate nel tempo. Voglio dirti una cosa: sono ex ufficiale di complemento dei CC, figlio di ufficiale dei CC e parente di altri cinque CC. Mi sento carabiniere ma ti dico: noi e la polizia non possiamo difendere NESSUNO. Possiamo solo intervenire DOPO che un fatto è successo e cercare di reprimere i reati e punire i colpevoli. Il fatto che la gente voglia difendersi è giusto, giustissimo. Ancora non ve ne rendete conto, perchè statisticamente solo in certe realtà la frequenza dei reati arriva a toccare tutti, ma noi tutti viviamo come agnelli in mezzo ai lupi, che possono sbranarci in qualunque momento. Siamo alla loro mercè. ed il solo limite ai loro abusi è il pericolo, relativo, di essere presi e condannati. Molti strillano come galline al far west, se ci fosse gente onesta armata. Invece nessuno strilla al far west che c’è GIA’ ma con le armi solo dalla parte dei delinquenti. Io vorrei vivere in mezzo a persone oneste armate. Sicuramente ci sarebbe un sano rispetto della proprietà altrui, e prima di introdursi in casa d’altri per fare non si sa quali nefandezze, il delinquente ci penserebbe molto di più. E’ inutile fare gli ipocriti e gridare al lupo quando si parla di gente armata, e poi si nasconde la testa sotto la sabbia sulle migliaia di morti per incidenti causati da folli che girano ubriachi e drogati. I morti per follia con le armi sono talmente pochi che sono una cosa assolutamente irrilevante ma se ne parla come di una piaga sociale. Che invece i nostri figli vivano in mezzo alla droga pare inevitabile, e si spera che non succeda niente di grave (a noi). Cerchiamo di dare il giusto valore ai vari problemi: quello delle armi è un falso problema, quello dei morti per droga, per incidenti o sul lavoro è un problema reale. E l’idea che eliminando le armi si risolva il problema è una pura idiozia. Le armi che si possono eliminare sono solo quelle di chi è controllato e che le userebbe impropriamente appunto solo se impazzisse. I delinquenti, le loro armi se le procurano sempre e comunque. Non vengono dai negozi, e loro non chiedono nessuna licenza…..

  99. STAFF scrive:
    ottobre 19th, 2008 alle 18:19

    ah! Caro Pino, bellissima la foto con il giubbotto anti proiettile.

  100. Tiratore scrive:
    ottobre 19th, 2008 alle 19:32

    Scusa Pino ma tutti quelli che come il sottoscritto detengono svariate armi esclusivamente per divertirsi al poligono come li giudichi???

  101. pino scaccia scrive:
    ottobre 19th, 2008 alle 22:09

    Li considero sportivi. Non li giudico affatto male, per esser chiari. Io ce l’ho con chi è convinto di essere più forte e di potersi fare giustizia da solo.

  102. pino scaccia scrive:
    ottobre 19th, 2008 alle 22:11

    Certo, per difendermi. Non per attaccare (non ho armi). E’ normale prudenza, non l’arroganza di credere di potermi difendere da solo.

  103. pino scaccia scrive:
    ottobre 19th, 2008 alle 22:13

    Daniele, strani discorsi per un carabiniere in pectore. Hai mai sentito parlare di Stato?

  104. pino scaccia scrive:
    ottobre 19th, 2008 alle 22:15

    Staff, anch’io sto le forze dell’ordine tutti i giorni. Che significa fare il lavoro…fino in fondo? Anche loro devono stare alle leggi.

  105. pino scaccia scrive:
    ottobre 19th, 2008 alle 22:26

    Toni, ti avverto: non sono discorsi da cristiano. La proprietà più importante della vita. No, non sono discorsi da cristiano. Ma da leghista.

  106. franca scrive:
    ottobre 19th, 2008 alle 22:36

    Daniele,non mi reputo un’ipocrita.So bene in che società viviamo.
    Non conosci il mio vissuto.Può anche essere che io abbia subito qualche violenza di quelle che tu hai(giustamente)evidenziato.Ciò nonostante confermo quanto detto

  107. pino scaccia scrive:
    ottobre 19th, 2008 alle 22:40

    Vorrei chiarire che anche tra le forze dell’ordine c’è gente con la testa calda e infatti ho sempre sostenuto che chi sbaglia deve pagare. Ma io non parlo delle persone, ma delle istituzioni.

  108. NyFrigg scrive:
    ottobre 20th, 2008 alle 08:28

    Ho una domanda per Daniele.
    Se è come hai scritto “noi e la polizia non possiamo difendere NESSUNO. Possiamo solo intervenire DOPO che un fatto è successo e cercare di reprimere i reati e punire i colpevoli”: che ci fanno tutti quei carabinieri intorno a Roberto Saviano? Non è difesa quella?

  109. Toni scrive:
    ottobre 20th, 2008 alle 08:58

    Caro Pino credo che ti sbagli ad avvertirmi che i miei non sono discorsi da cristiano ma da leghista. Non si deve avere un’idea del cattolico come di un soggetto da immaginetta. Io vivo nella società come gli altri e, da cattolico, rispetto lo Stato. Stato che prevede ed autorizza i cittadini onesti a portare armi. Armi per la difesa, certamente, la quale non solo è un diritto ma un dovere.

  110. emmebi scrive:
    ottobre 20th, 2008 alle 08:59

    le premesse
    sono un tiratore sportivo, non vado a caccia, non tengo armi cariche sotto il cuscino, pratico il tiro a segno e gareggio nel tiro dinamico sportivo con risultati soddisfacenti
    ho letto quasi tutti i post (tranne quelli “religiosi” che ho saltato a piè pari)

    prima di entrare nel merito vorrei cercare di spiegare ai presenti lo stato d’animo dei possessori di armi. è vero che si parte sempre a testa bassa entrando nelle discussioni che riguardano le armi, tuttavia è pur vero che queste discussioni sono, spesso, integraliste nel proporne l’abolizione e, anche più spesso come nel caso dell’articolo di biondani, colme di inesattezze (per usare un eufemismo). siamo arrivati al punti che quando si legge sul giornale “uccide la moglie” la prima cosa che si pensa non è “poveretta!!, ma “speriamo che non abbia usato un’arma legalmente detenuta”!

    perdonateci quindi se ogni tanto interveniamo nelle discussioni dimostrandoci “integralisti” in senso opposto

    fatta questa lunga premessa, senza entrare nello specifico del caso finlandese, sono totalmente in disaccordo con lo staff di tiropratico
    il signor scaccia ha più volte ribadito che quanto è in discussione in questa sede non è il possesso di un’arma da fuoco, ma il concetto del “farsi giustizia da sè”
    per carità, se si viene aggrediti ritengo sia normale che si cerchi di difendersi
    ma non credo che la difesa debba essere il primo, e magari l’unico, motivo per comprarsi un’arma e tenersela carica sotto il cuscino
    ci sono molti modi per tenere ospiti indesiderati fuori di casa (allarmi, porte blindate), e ci sono persone preposte alla difesa del cittadino che fanno egregiamente il loro mestiere
    ritengo che la difesa della proprietà non possa e non debba essere l’unico motivo per cui si acquista un’arma, in caso contrario vuol dire che ci siamo già arresi

  111. pino scaccia scrive:
    ottobre 20th, 2008 alle 09:39

    Dovere? Ma che dici? Sei te che ti dipingi come soggetto da immaginetta, colpa tua.

  112. pino scaccia scrive:
    ottobre 20th, 2008 alle 09:45

    Ovviamente il commento di prima era rivolto a Toni.
    D’accordo invece con Emmebi. A proposito di immaginetta io contrasto quella dello “staff” che va in giro a difendere il quartiere. Niente a che vedere con gli sportivi. Ho amici che collezionano armi, hanno pezzi bellissimi. Il discorso insomma è un pò più sofisticato e menomale che qualcuno riesce a ragionare.Contesto pure l’idea che con un’arma si è più forti. Se io giro per Kabul armato che senso ha, mi difendo da una banda di talebani? Ecco che in un Paese tutto armato si torna tutti alla pari.

  113. pino scaccia scrive:
    ottobre 20th, 2008 alle 09:50

    A proposito. Il famoso sito pro-armi ha inserito questa discussione nel forum. Chissà come si divertiranno a sparare alla sagoma…. Dove la sagoma non può rispondere. Facile, mica è qui dove il tiro è incrociato….

  114. franca scrive:
    ottobre 20th, 2008 alle 09:59

    Per mia fortuna,mio marito è …istruttore di tiro.Tranquillo Pino! ;))

  115. STAFF scrive:
    ottobre 20th, 2008 alle 16:31

    Articolo pubblicato su http://www.tiropratico.com
    da leggere con attenzione:

    “Imagine a world without guns” è un adesivo che ha cominciato a circolare dopo l’omicidio di John Lennon, il 18 dicembre 1980. “IMMAGINA UN MONDO SENZA ARMI” riprende la famosa canzone “Imagine” di Lennon da sempre, nella sua breve vita, pacifista convinto. (…)

    Forse avete scambiato questo blog per la succursale del vostro sito. Quasi 300 righe oltretutto…da leggere con attenzione: è obbligatorio? Ho già chiarito in passato che questi sono commenti, non saggi. Non trovo il link diretto dell’articolo, dunque non posso – per rispetto di tutte le opinioni – che rimandare all’indirizzo del sito. Chi è interessato può venirvi a trovare e già mi pare di essere generoso. Se avete un link diretto mandatemelo. Dell’interminabile papier che non ho proprio nè tempo nè voglia di leggere ho colto al volo solo questa frase: “un mondo senza armi”. Nessuno è cretino e si illude. Un mondo senza armi è impossibile. Ma neppure con troppe armi, cioè armi a tutti. Altrimenti torniamo alla giungla. E lasciate stare John Lennon che, guarda caso, è stato ucciso da un pazzo con la pistola. Parlate di Buffalo Bill e della prima pulizia etnica della storia moderna, quella dei pellerossa, i cattivoni.

  116. Daniele scrive:
    ottobre 20th, 2008 alle 17:50

    Risposta a Pino Scaccia intervento 103.

    Quale stato? l’ ITAGLIA?
    per favore, siamo seri. Questo è lo stato certamente non del diritto, ma degli arraffoni, dei furbi e degli amici degli amici. Adesso è anche lo stato delle signorie. Abbiamo un cavaliere che vuole essere promosso prima a Presidente e poi a Papa. Non è escluso che alla fine della sua vita ascenda in cielo….. ma questo è un altro discorso. Quando i potenti andranno in galera e i poveretti pure, ricomincerò a rivedere le mie idee…..vediamo cosa ne pensi….secondo te quanti alti dirigenti di banche dovranno fare fagotto e rifondere i danni causati ai loro istituti, non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo? Come disse Dio ai tempi di Sodoma e Gomorra, dammi un solo dirigente punito seriamente e condannato a perdere la sua liquidazione d’oro, poi mi ricrederò.
    ciao
    Daniele

  117. pino scaccia scrive:
    ottobre 20th, 2008 alle 17:56

    Cerca di essere serio te, io lo sono. E che vuoi fare, metterti a sparare? Che c’entrano i guasti, indiscutibili, vergognosi, con la voglia di armarsi? Vuoi attaccare il Palazzo? Andiamo tutti all’assalto? C’è una regola semplice semplice: il voto, per far fuori arruffoni e potenti. Ma forse, se ci pensi davvero seriamente, ti rendi conto che alla maggioranza degli italiani sta bene così. Ogni popolo ha i politici che si merita.

  118. Daniele scrive:
    ottobre 20th, 2008 alle 17:58

    Risposta a Pino Scaccia, intervento 102

    Quale arroganza? hai le idee un pò confuse, a mio parere.
    Il diritto alla vita è sacrosanto per tutti gli esseri viventi, e quindi da ciò deriva un istinto fondamentale della natura, l’istinto di sopravvivenza, che nelle sue varie forme si esplica anche con l’autodifesa. Chi non si difende va contro gli istinti ed i diritti naturali. Può farlo, ma non può obbligare gli altri a fare altrettanto. Ad un certo punto della nostra civiltà abbiamo deciso di delegare questo diritto, ma non completamente, alle forze dell’ordine. Ma è un NOSTRO diritto, e possiamo esercitarlo quando vogliamo se si tratta di difendere la nostra vita o quella altrui. Ribadisco che la polizia la potrai sempre chiamare quando succede un grave reato, e per quanto possa essere veloce, arriverà sempre DOPO, e non Prima o durante.

  119. Daniele scrive:
    ottobre 20th, 2008 alle 18:06

    risposta a Njfrigg, intervento 108

    Lo aiutano a difendersi, ma mi auguro che LUI sia armato. Saviano è un caso eccezionale, ma non la regola. Quelli che hanno una tabaccheria a Scampia non hanno la scorta. Quelli che ci dicono che dobbiamo essere disarmati, come agnelli in mezzo ai lupi, loro hanno la scorta e non hanno bisogno di armi. Oppure vivono in quartieri signorili, dove il controllo del territorio esiste e le persone pensano di essere tranquille. Fidati, quando andavo in giro armato mi sentivo più tranquillo anche senza divisa e mi sentivo pronto, se le circostanze fossero state favorevoli, anche ad aiutare gli altri. Adesso cosa dovrei fare? uno disarmato può stare solo a guardare. Non sono Rambo, non ho colpi segreti di Karate, nè sguardi che uccidono.

  120. pino scaccia scrive:
    ottobre 20th, 2008 alle 18:08

    L’arroganza si dimostra anche con le parole. Un conto è difendersi, un conto è attaccare. Vedi? Chi non è d’accordo con te “ha le idee confuse”. Caro bellimbusto, nessuno qui ha bisogno delle tue lezioncine. E menomale, se non ricordo male, che hai fatto il carabiniere solo di leva. Il mondo non comincia da te: se leggi anche gli interventi precedenti ti accorgerai che il problema è molto più complesso.

  121. pino scaccia scrive:
    ottobre 20th, 2008 alle 18:13

    Saviano armato? E che potrebbe fare contro una banda di criminali che decide di ucciderlo? Una scorta di professionisti evidentemente può proteggerlo. Vedi troppi film.Agnelli in mezzo ai lupi… Purtroppo nella realtà non sempre i buoni vincono. Con una pistola ti senti tanto forte? E se ce l’ha anche quello davanti? E se non è uno ma sono tre, quattro, tutti armati, che fai? Sfida all’ok corral?
    Conosco Scampia. Neppure ti rendi conto che quelli che rischiano abitano in quartieri signorili.

  122. Daniele scrive:
    ottobre 20th, 2008 alle 18:28

    A Pino Scaccia intervento 117

    Ok, sto serio. parli di arma del voto. Io mi sono accorto che adesso l’hanno spuntata. Non posso più votare per nessuno. A chi lo dò il mio voto? a u partito? Siamo in piena oligarchia. Ci sono due o tre che creano una classe dirigente per nomina, poi noi dovremmo solo avvallare. Io non voto più.
    La paura delle armi in mano al popolo invece, è sempre stata presente nei governanti disonesti o pazzi. Tutti i tiranni hanno disarmato i loro popoli, prima di massacrarli. Due tra le più antiche democrazie del mondo invece, guarda caso, hanno una legge molto liberale sulle armi ed il popolo è abbondantemente armato: sono gli USA e la Svizzera. Fidati, e guarda che sto parlando seriamente: un popolo armato è una garanzia per la democrazia. Ovviamente quello che dico non deve essere interpretato in senso generalizzato, e la legge italiana per me è molto ben fatta, anche se a volte viene applicata male. E’ il giusto equilibrio tra la necessità di non dare armi in mano a chi potrebbe abusarne e quella di darla liberamente alle persone equilibrate che sanno farne un uso ponderato. E tieni presente che per uso ponderato io non penso agli omicidi, ma alla caccia, al tiro, al collezionismo. Le armi poi sono anche attrezzi adatti ad uccidere, ma questa è l’origine di molti altri attrezzi.

  123. pino scaccia scrive:
    ottobre 20th, 2008 alle 18:39

    Fidati, sei completamente fuori strada.
    Gli italiani stanno messi male ma non stanno sul punto di essere massacrati.

  124. STAFF scrive:
    ottobre 20th, 2008 alle 18:56

    Insistiamo visto che a scriverlo sono Suoi colleghi (ma non della RAI)
    http://www.tiropratico.com/htm/un_mondo_senza_armi.htm

  125. pino scaccia scrive:
    ottobre 20th, 2008 alle 19:01

    Si fa presto a dire colleghi. E’ un saggio assolutamente di parte, che rispetto, ma che rappresenta solo una visione parziale della questione.
    Avete fatto bene, sono io che ho chiesto il link (odio i lenzuoli, è noto). Non ho mai avuto paura delle idee.

  126. roberto scrive:
    ottobre 20th, 2008 alle 19:03

    e si sono messi in quattro per scriverlo?

  127. sergio scrive:
    ottobre 20th, 2008 alle 19:22

    era lungo

  128. NyFrigg scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 07:52

    Ti ringrazio Daniele. Adesso sì che ho fiducia nei carabinieri. Comunque “noi e la polizia non possiamo difendere NESSUNO. Possiamo solo intervenire DOPO direi che l’hai piuttosto ritrattato….

  129. Daniele scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 12:11

    Risposta a Nyfrigg, 128
    Nyfrigg, tu pensi veramente che se ti rapinano, la polizia riesca ad intervenire in tempo? Possiamo solo sperare che arresti gli autori DOPO.
    E quante volte hai sentito che una violenza su di una donna è stata fermata dall’intervento di una pattuglia di poliziotti? MAI.
    Ma non è colpa della polizia. O creiamo un grande fratello, e non me lo auguro proprio, oppure è evidente che la polizia non può essere presente nel momento del bisogno. O i malviventi sono cretini, o cercano il momento più adatto a fare il loro reati.
    Sei d’accordo?

  130. Daniele scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 12:22

    Per Pino Scaccia 123

    Il massacro, reale, dei tiranni c’è già stato nella storia, non sto parlando dell’Italia di oggi. Sto parlando di Stalin, di Hitler, o se vogliamo andare più vicini, ti dò altri dati:
    Nel 1911 La Turchia ha tolto le armi di mano ai civili. Dal 1915 al 1917 un milione e mezzo di Armeni incapaci di difendersi, sono stati sterminati.
    Nel 1935 La Cina ha vietato la libera circolazione delle armi. Dal 1948 al 1976
    20 milioni di anticomunisti, cristiani, riformisti, dissidenti, incapaci di difendersi, sono stati sterminati.
    Nel 1938 La Germania di Hitler ha vietato il possesso di armi ai civili.
    Dal 1939 al 1945 tredici milioni di ebrei, zingari, dissidenti, malati mentali e razze inferiori sono stati sterminati.
    Nel 1964 Il Guatemala ha fatto la stessa cosa, e dal 1964 al 1981 un milione di indiani Maya sono stati sterminati.
    Nel 1970 L’Uganda ha stabilito un Gun Control. Dal 1971 al 1979 trecentomila cristiani, incapaci di difendersi, sono stati sterminati.
    Nel 1956 La Cambogia ha tolto le armi ai civili. Dal 1975 al 1977 sono stati sterminati un milione di “borghesi” e intellettuali.
    Se vuoi altri dati ed altre considerazioni che non leggerai MAI sui giornali o sentirai affermare da qualcuno in televisione, dammi un indirizzo e-mail e ti mando un pò di “controcultura dominante”.

    Che l’Itaglia stia messa male, se parli in generale, sono d’accordo con te. Non tanto a livello economico, ma a livello morale ed ideale.

  131. pino scaccia scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 12:41

    Secondo me è meglio che ti fai una doccia, ti rinfreschi e poi ne riparliamo. Stai citando (a parte le date, avvenimenti anche di un secolo fa) Guatemala Uganda Cambogia per non dire del nazismo e dello stalinismo. Mi pare che la storia abbia sconfitto questi regimi. Quel che mi preoccupa, casomai, sono i rigurgiti (da parte dei giovani, non dei governanti).
    Se pensi che siamo a quel punto sei messo proprio male. Non confondere crisi economica e sì, anche culturale con un regime. Conosco e frequento Paesi dove ci sono autentici regimi (anche sanguinari). Se poi parli di “libertà controllata” potremmo discutere a lungo pure sul modello Stati Uniti che tanto invochi.
    Non ho bisogno di controcultura, anche perchè leggo più di quello che credi. Spesso roba da seghe mentali. E magari, per età, qualche rivoluzione l’ho fatta di persona (’68). Mi spaventi soltanto per un fatto: che associ tutto questo alla detenzione di armi. Molto pericoloso.

    Per quanto riguarda il resto che ripeti a NyFrigg, devi cominciare pure a leggere quello che scrivono gli altri non solo a inseguire i tuoi pensieri estremi. Ovvio che la polizia può intervenire dopo, ma fa parte delle regole che uno Stato si dà per la convivenza civile. Anche nel far west, crescendo le comunità, hanno cominciato a “inventarsi” gli sceriffi a difesa della legge. Quella che tu propini è la giungla dove ognuno deve difendersi da solo. Salvo poi soccombere perchè continui a dimenticare che anche se armato, mettiamola sul piano pratico, non puoi competere con tre o quattro criminali, anche loro armati e per di più senza valore per la vita. Sono stato chiaro o devo ripeterlo ancora una volta?
    E per cortesia qui chiamala ancora Italia. Senza storpiature.

  132. franca scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 12:48

    Mamma mia!
    Daniele,hai pure giurato di difenderla la nostra ITALIA.

  133. pino scaccia scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 12:55

    Menomale che ha cambiato mestiere.

  134. latorredibabele scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 12:57

    Ecco a cosa porta l’estremismo PADOVA

  135. franca scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 13:03

    La giovane propietaria del bar,si è giustificata dicendo che negli ultimi mesi,dopo i controlli delle forze dell’ordine,gli era stato imposto di chiudere il locale,perchè vi erano strati trovati extracomunitari in possesso di stupefacenti.

  136. pino scaccia scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 13:08

    Poteva chiamare la polizia se vedeva giro di droga.

  137. emmebi scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 14:16

    a mio modestissimo parere lo sbaglio che ha fatto la signorina è stato di vietarlo ai “negri” irregolari e pregiudicati
    tralasciamo il fatto che “negri” evidenziato in rosso non può che essere interpretato come un insulto
    avesse scritto solo “vietato a irregolari e pregiudicati” ci avrebbe certamente fatto una migliore figura
    però, forse, nessuno ne avrebbe parlato …

  138. NyFrigg scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 14:19

    Daniele, visto che, nonostante tutto, continuo ad avere una certa fiucia nelle istituzioni, o almeno in qualche persona di qualche istituzione, posso dirti che, per quella che è stata una mia esperienza personale, i Carabinieri sono intervenuti in tempo utile (e ovviamente la mia segnalazione è stata tempestiva).
    La Polizia e i Carabinieri possono anche intervenire durante o addirittura prevenire. Vorrei farti notare che molti di loro hanno dato la vita per questo. E di queste morti spesso non si sa nulla, perché sui media ha risonanza la morte spettacolare, non quella “donata” compiendo il proprio dovere. Magari fatti un giro qui sopra: CADUTI DI POLIZIA.

  139. emmebi scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 14:20

    @ torredibabele n. 134
    tuttavia mi perplime questo tuo post
    in un colpo solo sei riuscito a mettere insieme i possessori di armi, gli estremisti e i razzisti
    come a farne un sillogismo

    aggiungi pure che siamo tutti di simpatie nazifasciste, nostalgici del regime e amanti del totalitarismo

    ah, dimenticavo, godiamo tutti indistintamente nell’ammazzare creature vivente per gioco

    mi farebbe piacere che il signor scaccia, come giustamente ribatte a quanto scrive tiropratico, ribattesse anche a coloro i quali si comportano allo stesso modo ma che stanno dalla “sua parte” della “barricata”

  140. Daniele scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 14:31

    A Scaccia 131

    mi tocca rispondere frase per frase. Scusate lo spazio che impegno.

    Secondo me è meglio che ti fai una doccia, ti rinfreschi e poi ne riparliamo.
    La doccia la faccio al mattino e poi non sono nè sporco, nè riscaldato.

    Stai citando (a parte le date, avvenimenti anche di un secolo fa) Guatemala Uganda Cambogia per non dire del nazismo e dello stalinismo.

    Già, roba passata…..la storia non insegna mai niente…..

    Mi pare che la storia abbia sconfitto questi regimi.

    Ma vah!?! e con cosa sono stati sconfitti? con i buoni propositi?
    A costo purtroppo di TROPPO SANGUE e ROVINE.

    Quel che mi preoccupa, casomai, sono i rigurgiti (da parte dei giovani, non dei governanti).

    Ma quali rigurgiti? La nostra generazione (io mi sono perso il ’68 per pochi anni, ne avevo solo quindici) era molto più bellicosa e decisa dei giovani di adesso. Sono tutti supini e abulici. Manco a prenderli a schiaffi trovi uno che abbia il buon senso di reagire, se non esagerando, come nei videogiochi.

    Se pensi che siamo a quel punto sei messo proprio male. Non confondere crisi economica e sì, anche culturale con un regime.

    Non sono io che sono messo male….io sto bene, ma sono parecchio angosciato per il lavaggio del cervello a cui sono tutti sottoposti, e dal poco spirito critico con cui tutti si difendono. Il regime c’è già, ma i padroni non si vedono, sono mascherati dentro ai potentati economici, tutto e soft ed indistinto, ed invece del sabato fascista abbiamo la pubblicità.

    Conosco e frequento Paesi dove ci sono autentici regimi (anche sanguinari).
    Quelli sono all’antica……ben individuabili. L’oligarchia a cui siamo assoggettati è molto meglio organizzata, e non farebbe mai l’errore di essere sanguinaria, a meno che non li costringessimo. I principi democratici, almeno formalmente, devono essere mantenuti.

    Se poi parli di “libertà controllata” potremmo discutere a lungo pure sul modello Stati Uniti che tanto invochi.

    No, non lo invoco. Gli USA hanno un milione di difetti, ed io probabilmente non ci vivrei, ma su alcune cose hanno parecchio da insegnare. Non sono tante. Cosa mi dici invece del modello Svizzero? secondo te un popolo che si tiene nell’armadio dei fucili mitragliatori per essere più pronto ad un’aggressione armata, è guerrafondaio?

    Non ho bisogno di controcultura, anche perchè leggo più di quello che credi. Spesso roba da seghe mentali.

    Veramente non credo niente. Spesso leggere fà bene, a volte fà male…dipende dallo spirito critico con cui si leggono le informazioni che troviamo. Io per esempio ormai ho gettato la spugna. Per trovare della buona informazione devo rivolgermi all’estero. Il giornalismo italiano è moribondo. ci sono solo velinari, che sono il contraltare delle veline televisive.

    E magari, per età, qualche rivoluzione l’ho fatta di persona (’68). Mi spaventi soltanto per un fatto: che associ tutto questo alla detenzione di armi. Molto pericoloso.

    Ma quale pericolo? E poi il 68 è stata una rivoluzione culturale, mica un rivolta vera e propria. Una rivoltafu quella di Budapest, e quando Jan Palach si suicidò a Praga, io ho pianto…. ma tu continui a associare alle armi solo un alone nero e terrificante, come se tutte le libertà di tutti i paesi liberi fossero state ottenute con i fiori…….ed io sono CONVINTO che i popoli sono molto più sensati dei loro governanti. Quindi devono essere LORO a controllare i governi, e non viceversa.

    Per quanto riguarda il resto che ripeti a NyFrigg, devi cominciare pure a leggere quello che scrivono gli altri non solo a inseguire i tuoi pensieri estremi.

    Estremi? questo è un tuo punto di vista. Estremi perchè? perchè dico la verità? E’ vero. spesso fa male e non si deve dire. Ma io non sono un governante.

    Ovvio che la polizia può intervenire dopo, ma fa parte delle regole che uno Stato si dà per la convivenza civile. Anche nel far west, crescendo le comunità, hanno cominciato a “inventarsi” gli sceriffi a difesa della legge. Quella che tu propini è la giungla dove ognuno deve difendersi da solo.

    No, non da solo. Dove la polizia viene aiutata nel suo lavoro dal popolo, proprio perchè lei da sola non può farcela. Un posto dove se uno si difende non diventa un criminale, come adesso.

    Salvo poi soccombere perchè continui a dimenticare che anche se armato, mettiamola sul piano pratico, non puoi competere con tre o quattro criminali, anche loro armati e per di più senza valore per la vita. Sono stato chiaro o devo ripeterlo ancora una volta?

    perchè tre o quattro? mica sono un mafioso o Saviano. Normalmente il piccolo brigantaggio di periferia è fatto da uno, due personaggi, che se vedono un’arma, sono i primi a farsela sotto e a sparire, senza neanche usare l’arma. I delinquenti cercano bersagli facili, mica rogne.
    Nelle statistiche sulle armi, non è mai registratauna situazione che si è risolta senza morti o feriti proprio per la presenza di un’arma, posseduta da una delle potenziali vittime.

    E per cortesia qui chiamala ancora Italia. Senza storpiature.

    Visto che sono ospite, non storpio più. Italia.
    Bella parola. Mi fa piacere che ci tieni alla sua pronuncia. Anche questa era una provocazione. Io ci vivo ancora discretamente. Temo di più per il futuro dei nostri figli.
    :-)

  141. pino scaccia scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 14:31

    Non l’ho mai detto nè lo penso. Nessun sillogismo, assolutamente. Rispondevo solo a Daniele, a quei concetti (pericolosi) che esprime. Lui, a quanto afferma, non sta certamente dalla mia (nostra) parte della barricata.
    Mille volte ho ripetuto che gli sportivi mi stanno benissimo.

  142. pino scaccia scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 14:37

    Ovviamente la risposta precedente era per Emmebi.
    Per Daniele. Ai figli basta trasmettere principi sani. E dare un buon esempio. Se siamo in tanti ci si può salvare.
    Per il resto, non mi interessa rispondere punto per punto. Non è una gara. Ho espresso abbondantemente il mio pensiero.

  143. Daniele scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 14:38

    Per Franca 132

    Si Franca, ho giurato e manterrei la mia parola.
    Tra l’altro come Tenente dei CC non ho mai avuto il congedo, e quindi in via teorica potrei essere richiamato senza particolari interventi legislativi o governativi…una bella letterina e oplà!
    Ho mancato di poco di poter andare in Libano…..stavo per congedarmi, per cui hanno rifiutato la mia partecipazione. Alcuni del mio plotone invece ci sono andati. Ti confesso però che mi secca difendere dei bamboccioni che hanno cercato spesso di evitare il servizio militare perchè “è una perdita di tempo” oppure “è pericoloso”, o “devo studiare”. Per me è stata una bella esperienza, e l’ho fatto dopo essermi laureato.

  144. pino scaccia scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 14:39

    Considerazione (a margine) personale. E’ destino che debba sempre scontrarmi con gli amanti delle armi. O forse non è un caso perchè su certi argomenti il loro approccio è sempre aggressivo e poi io non transigo.

  145. emmebi scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 15:18

    @ pino scaccia n. 141

    chiedo venia, ho creduto che “latorredibabele” fosse soggetto diverso da “pino scaccia”

    da qui il mio invito a ribattere

    per quanto riguarda daniele, io concordo con il signor scaccia
    purtroppo, a mio parere, lui (daniele) è il diretto contraltare di quelli che gridano “niente armi” a prescindere
    da sempre, per quanto ho letto anche in altre sedi, si arrocca nella posizione che sta tenendo anche qui adesso
    possibile che non si legga mai di qualcuno che sta nel mezzo?

  146. Paolina scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 15:21

    io penso che la barista di Padova non abbia giustificazione alcuna per il cartellone che ha deciso di esporre…la protesta si può fare in molti modi e questo è un modo aberrante di protestare e come veneta mi vergogno

  147. STAFF scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 15:41

    Riportiamo: “su certi argomenti il loro approccio è sempre aggressivo e poi io non transigo.”

    Cosa giusta per un giornalista che dovrebbe essere obbiettivo nei suoi articoli………… accidenti che giornalisti ha la RAI, per di più pagati da noi.
    Non ci si deve meravigliare quando al consuntivo risulta in deficit…….. ormai nessuno segue più i suoi TG 😀

  148. pino scaccia scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 16:45

    A me piacciono infatti quelli che stanno nel mezzo. Cioè che ragionano.

  149. emmebi scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 16:52

    [QUOTE]A me piacciono infatti quelli che stanno nel mezzo. Cioè che ragionano.[/QUOTE]

    i problema è trovarne, da entrambe le parti
    purtroppo vi sono argomenti in cui sembra esistano solo gli estremi
    due a caso: armi e vegetarianesimo (e qui ho calato l’asso!!! :-) )

  150. pino scaccia scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 16:54

    Staff o chiunque tu sia (quant’è facile dibattere dall’ombra di un nick con una persona ben visibile).
    1. Volevo dire che non transigo su certi argomenti, ma come vedi ospito tutti i pareri, figurati anche i tuoi. E continuo a proporre il link di un sito che è lontanissimo dalle miei idee. Altro che oggettività. Sono i tipi come te che mi fanno diventare intransigente.
    2. Stai dimostrando che ho ragione sull’approccio. Aggressivo, aggressivo sempre aggressivo. Come se avessi sempre un’arma in mano. Ma qui non metti paura a nessuno. Non solo aggressivo ma anche spesso maleducato.
    3. Ho detto un miliardo di volte che questo è un blog personale e ho tutto il dirittol di esprimere la mia opinione. Non sto facendo un servizio al tg dove ho ampiamente dimostrato di essere al di sopra delle parti, secondo mio dovere istituzionale.
    4. Tu non paghi proprio nessuno. Sono costretto a ripetere anche questo, visto che sei ignorante (nel senso di ignorare). Quello che una volta si chiamava canone da molto tempo è una tassa erariale, cioè una tassa dello Stato, per possesso dell’apparecchio. Quindi anche per vedere tutte le altri reti commerciali.
    5. La Rai non è in deficit. Specie Raiuno, dove lavoro, va a gonfie vele.
    6. Vedi le scemenze? Nessuno più segue i tg? Guarda i dati d’ascolto del Tg1 e poi ne riparliamo. Sta molti ma molti e ancora molti punti sopra il Tg5 diretto concorrente.

    Certamente non è un piacere parlare con te. Parlare?

  151. Meri scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 16:56

    STAFF, parla per te…. E perchè vieni qui?

  152. pino scaccia scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 16:59

    Emmebi, mica mi sconvolgi. Io non sono vegetariano, ma non ho niente contro i vegetariani, problemi loro. Quello delle armi invece è un problema che riguarda tutti.

    Non vorrei essere presuntuoso, ma io credo di stare nel mezzo. Nel senso che non sono contro le armi in assoluto, ho ripetuto molte volte che non ho niente contro gli appassionati, i collezionisti e gli sportivi. Credo di essere stato chiaro nell’esprimere il mio dissenso contro l’armamento indiscriminato e la voglia di farsi giustizia da soli. Chiedo troppo, sono estremista?

  153. NyFrigg scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 17:07

    Pino, secondo me non sei affatto estremista. E te lo dice una che sta “fisicamente” davvero nel mezzo: nel lato materno della mia famiglia c’è almeno un fucile (da caccia) per famiglia, nel lato paterno nemmeno uno. E sai, credo che se i miei zii materni parlassero con te, sarebbero d’accordo su cosa dici. Così come quelli del lato paterno, naturalmente.

  154. emmebi scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 17:19

    [quote]Emmebi, mica mi sconvolgi. Io non sono vegetariano, ma non ho niente contro i vegetariani,[/quote]

    io devo nuovamente chiedere scusa, purtroppo ogni tanto vengo frainteso ed è evidentemente colpa mia. a mia giustificazione posso solo dire che l’unica, ma grande, carenza delle “discussioni” tramite forum, blog e quan’altro è che non puoi vedere il tuo interlocutore, si perde quindi tutta la parte mimica che serve a far capire che quanto si dice non è detto per provocare o “sconvolgere”

    la mia voleva essere una battuta, che può, forse, essere capita da quanti qui abbiano mai letto un “dibattito” tra vegetariani e non, ove eccessi e integralismi si sprecano, forse più che in un dibattito sulle armi

    [quote]Non vorrei essere presuntuoso, ma io credo di stare nel mezzo.[/quote]

    anche qui devo chiedere scusa. io davo per scontato che tu fossi nel mezzo, anche per quanto hai già scritto e torni a scrivere in questo ultimo intervento. è l’unico motivo per cui continuo a “disturbarvi” in questo blog e visto che non l’ho ancora fatto, ti ringrazio per l’ospitalità
    sono d’accordo con quanto dici e esprimo il tuo stesso dissenso.

    scrivendo che l problema è trovare chi sta nel mezzo, intendevo fare un riferimento generico e generale agli “altri”

    purtroppo il mezzo scritto non è la mia specialità!

  155. pino scaccia scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 17:22

    Ma alla fine parlando (anche scrivendo) ci si capisce. Se si ha voglia reale di confrontarsi.

    Per intuire le espressioni bisognerebbe usare la cam, ma non mi pare il caso (anche questa è una battuta….: e io non so fare le faccine sorridenti)

    A proposito di battute. Casomai c’è un solo dibattito più intransigente di quello sulle armi. Ed è quello sul fumo. Lì ci sono veri e propri talebani. No, per carità…non cominciamo.

  156. emmebi scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 17:30

    per carità!

    pensa che io sono anche fumatore!

  157. pino scaccia scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 17:34

    anch’io…

  158. mario scrive:
    ottobre 22nd, 2008 alle 18:34

    non sapevo dove mettere questo commento, sotto la scuola oppure sotto le armi dove si parla anche di democrazia
    sono anche io contro le armi ma certi atteggiamenti di chi ci governa sono sicuramente molto allarmanti
    dopo i rifiuti , la sicurezza e tutto il resto adesso berlusconi vuole la polizia anche negli atenei, insomma l’ordine e’ di picchiare duro sui contestatori (tipo g8?)
    ma vuole imporre tutto con la forza? non si rende conto che cosi’ esaspera gli animi? che alla fine la gente si stufa e reagisce?

  159. NyFrigg scrive:
    ottobre 22nd, 2008 alle 20:33

    Mario, la gente vive di…. c___ate. Anche tre quattro anni fa aveva esasperato gli animi. Rieccoci, non è bastato evidentemente.

  160. latorredibabele scrive:
    ottobre 22nd, 2008 alle 20:40

    BOWLING GREEN (Kentucky) – Una sparatoria si e’ verificata in mattinata (le 17 in Italia) alla Western Kentucky University: ne ha dato notizia la Cbs citando fonti della sicurezza del college. Al momento non si ha notizie di vittime; l’ateneo e’ stato circondato ed e’ stato ordinato agli studenti di barricarsi in camera, mentre la polizia sta dando la caccia a quattro persone armate avvistate nel complesso. (Agr)

  161. mario scrive:
    ottobre 22nd, 2008 alle 20:41

    dire non permetto occupazioni e’ gravissimo roba da cile

  162. NyFrigg scrive:
    ottobre 22nd, 2008 alle 20:54

    Già, solo che il Cile ne sta uscendo….

  163. mario scrive:
    ottobre 22nd, 2008 alle 20:58

    e noi ne stiamo entrando??

  164. Daniele scrive:
    ottobre 23rd, 2008 alle 01:08

    Pino scaccia, e 141

    Lui, a quanto afferma, non sta certamente dalla mia (nostra) parte della barricata.

    Dipende a quale barricata ti riferisci. Se parli di antiarmi, certamente ed è chiaro; se parli di posizioni politiche, ritengo che siamo molto più vicini di quel che pensi. Tu non sei un antiarmi “senza se e senza ma”, ma parti da posizioni assolute, facendo affermazioni che dichiari essere la verità rivelata, ed è questo che mi fa subito partire a testa bassa. Questo è un difetto che riscontro regolarmente in chi fa informazione: quando è convinto di qualcosa, ne parla come se quello che afferma fosse scontato e non avesse bisogno di alcuna dimostrazione. E pone su di un piano inferiore o dileggia o compatisce chi come lui non la pensa.
    Tu non sei diverso. Quell’invito a farsi una doccia è molto eloquente. Un tentativo di sminuirmi dandomi un aspetto sporco e transandato. Un consiglio che si dà ai figli scapestrati per liquidarli e mandarli altrove. Forse non lo fai apposta, ma è qui dentro lo sbaglio dell’informazione italiana. Il giornalista pensa di fare parte di una casta elitaria che detiene il sapere e la verità, e la deve elargire al volgo affamato (di verità). Quindi diventa un tuttologo e si permette di esprimere pareri anche tecnici su cose di cui ha solo un’infarinatura superficiale e non si aspetta un contraddittorio dal volgo che pende dalle sue labbra…..insomma hai capito. E guarda che questa non è una critica diretta ad attaccarti, ma piuttosto una mia considerazione che parte come spunto dall’invito alla doccia.

  165. Daniele scrive:
    ottobre 23rd, 2008 alle 01:12

    Pino Scaccia 144

    Dici di scontrarti sempre con gli appassionati di armi.
    Ottimo punto di partenza per fare un esame di coscienza. Come mai?
    Sei veramente comvinto che la colpa sia loro perchè sono aggressivi?
    Permettimi di darti uno spunto: e se invece fossero sempre sulla difensiva perchè continuamente attaccati?

  166. Daniele scrive:
    ottobre 23rd, 2008 alle 01:19

    Pino Scaccia, 150

    Quello che una volta si chiamava canone da molto tempo è una tassa erariale, cioè una tassa dello Stato, per possesso dell’apparecchio. Quindi anche per vedere tutte le altri reti commerciali.

    fammi capire…..il Canone non è destinato alla RAI ma va allo stato, che non versa nulla alla Rai degli introiti?
    Confermi questa mia affermazione?
    Perchè sarebbe per me una novità assoluta!!!
    Berlusca dice sempre che la voi fate una concorrenza sleale perchè avete il canone!!!

  167. pino scaccia scrive:
    ottobre 23rd, 2008 alle 01:37

    Non mi piace rispondere a rate. Basta una risposta complessiva.
    1. L’invito alla doccia non presupponeva neppure lontanissimamente l’ipotesi di qualcosa di sporco, era una battuta sul rinfrescarsi le idee. Insomma, una doccia fredda. Tu hai scritto cose terribili, pericolose, e ti fissi su una battuta?
    2. Tuttologo? In genere parlo di cose che conosco bene, direttamente, a differenza di tanti che scrivono qui e discutono di un argomento solo per averne letto. Infarinatura superficiale? Ma questa mica è una discussione tecnica sulle armi. E’ un discorso politico, sociale e culturale sull’armamento indiscriminato. Ho analizzato statistiche e ho seguito ronde, ho conosciuto vittime e carnefici, ho visto armi da tutte e due le parti (a favore e contro). Non ho detto che sia la verità, è la mia opinione. Ho la vaga impressione che chi non è disposto a mediare siano proprio i pro-armi. Mi pare che tu sia superficiale e che fin dall’inizio ti sia posto come quello che spiegava agli altri, che dava lezioni. Senza contare la marea di affermazioni iperboliche. Rileggiti. Sia chiaro e lo ribadisco: accetto il confronto ma assolutamente non di essere aggredito.
    3. Io non ho mai combattuto chi con le armi fa sport o le colleziona. Io ho sempre combattuto chi pensa di essere più forte con una pistola. Non so più come ripeterlo. Sono partito (rileggi il post) da una strage, anzi due stragi, a scuola. Questo significa attaccare? Naturalmente subito a tappeto sono arrivati grintosissimamente come sempre gli appassionati di armi. E adesso non posso neppure riportare una notizia tragica? O statistiche? Adesso le armi sono sacre? E’ la mia opinione. E allora? Devo essere aggredito? Ma i signori con la pistola non sanno discutere? (Bisognerebbe farci una bella riflessione sopra). E tu rileggiti, ti invito ancora, i tuoi primi commenti e fatti un esamino di coscienza.
    4. Berlusca è un paraculo e mente sapendo di mentire, tanto abboccano tutti. Alla Rai di quella tassa va il 7 per cento come servizio pubblico. Cioè 7 euro su 100. Ma per quella piccola percentuale (oltre all’obbligo di trasmettere cose pallosissime che abbassano gli ascolti) ha un tetto di pubblicità che Mediaset non ha (per non parlare delle concessioni ma il discorso sarebbe lungo). Personalmente sono da sempre per il libero mercato. C’è la fila di sei mesi per fare pubblicità su Raiuno: basterebbe poco e non si avrebbero vincoli. Adesso non stai forse parlando te di cose che conosci solo superficialmente? Comunque sia chiaro anche questo: ho estremo rispetto per chi mi vede, ma non mi sento (e non sono) certo un suddito. La solita battuta “ti paghiamo noi” andasssero a dirla alla badante, con grande simpatia per quelle brave ragazze rumene.
    E che dire dello “staff” che sostiene che il Tg1 non lo vede più nessuno? Vuoi sapere quanto ascolto ha avuto stasera? “Ma per piacere….” Siamo seri.

  168. StellAlpina scrive:
    ottobre 23rd, 2008 alle 08:57

    Analizzando tutto ciò che sta succedendo in Italia in questo periodo mi sembra di rileggere pagine di storia studiate a scuola, incluse quelle riguardanti alcuni paesi del sud America. Per cosa? Per la repressione poliziesca del dissenso. Non è più concesso in Italia. Non ci si può più ribellare, non si può, manifestare. Forse qualcuno dimentica che siamo in una repubblica democratica, dove per democrazia si intende il governo del popolo! Dunque, quando il nostro premier fomentava cortei contro il governo Prodi, tutto andava bene. Adesso che i cortei vedono protagonisti ragazzi che chiedono una scuola pubblica e con fondi adeguati e insegnanti che rischiano di non lavorare più, bisogna mandare la polizia. Il governo aveva bisogno di soldi e ha deciso di toglierli proprio laddove erano più necessari! Stiamo tornando al periodo mussoliniano? Sapete qual è la cosa che proprio non capisco? Il governo continua a ripetere che la sinistra sta facendo disinformazione, non raccontando agli italiani la verità sulle attività del governo, sulle riforme, sui decreti legge. Perfetto. Ci può stare? Ma allora la giusta informazione perchè non la fa il governo?!?!?! Perchè sarebbe la stessa cosa! Perchè sta togliendo il diritto allo studio a tanti ragazzi meno abbienti, perchè vuole chiudere plessi piccolo ed atenei con un numero ridotto di iscritti. Ma come si può riformare la scuola ad ogni cambio di governo? Siamo in balìa delle decisioni di chi un bel mattino si sveglia e decide di stravolgere tutto! E poi, lasciatemelo dire, ma la mia omonima è una persona insipida, insignificante, incapace. Un burattino manovrato da burattinieri. Imparasse prima a parlare, in quando ministro della pubblica istruzione!
    Un ultimo dubbio: il decreto prevede l’ abolizione del tempo prolungato, o tempo pieno che dir si voglia. I genitori che lavorano fino alle 16-17 dove dovranno portare i propri figli fino a quell’ ora? Forse alle scuole private???

  169. StellAlpina scrive:
    ottobre 23rd, 2008 alle 08:58

    Scusa Pino, so che non era il post adatto all’ argomento, ma si parlava di repressione…

  170. NyFrigg scrive:
    ottobre 23rd, 2008 alle 14:04

    @Mario: spero di no, ma se così ho un l’impressio ne che ce la siamo cercata (magari io e te no, ma quelli che dovrebbero indignarsi e continuano a dormire, cioè la maggior pate, sì).
    @StellaAlpina: credo si stia cercando di spostare i costi dello Stato sulle famiglie. Chi lavora fino anche alle 19 o alle 20 (ad esempio io, che ho una pausa lunga) dovrà sborsare soldi per le baby-sitter.

  171. latorredibabele scrive:
    ottobre 25th, 2008 alle 12:28

    Sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco nella loro casa di South Side a Chicago Darnell Donerson e Jason Hudson, la madre e il fratello della cantante e attrice americana Jennifer Hudson. Lo ha annunciato Lisa Kasteler, agente dell’attrice premio Oscar, senza fornire altri dettagli. Nel frattempo la polizia ha già fermato un uomo sospettato del duplice delitto, che sembra essere stato causato da una violenza domestica. La portavoce della polizia di Chicago, Monique Bond, ha detto che gli investigatori stanno cercando anche un bambino di sette anni, nipote della madre dell’attrice. La polizia ha inoltre detto che il ragazzo, Julian King, si troverebbe ora in compagnia di un uomo «armato e pericoloso». Il Chicago Tribune e il Chicago Sun-Times hanno riferito che il sospetto, William Balfour, marito separato della sorella di Jennifer, Julia (l’uomo, che ha già scontato sei anni e mezzo di carcere per tentato omicidio) è sotto interrogatorio, ma per il momento non è stato incriminato.

  172. danith scrive:
    ottobre 27th, 2008 alle 21:32

    per commento #171
    CHICAGO – Si chiude nel modo più tragico la tragedia che ha colpito l’attrice americana Jennifer Hudson. Dopo il duplice omicidio della madre e del fratello, la polizia ha trovato il cadavere del nipotino scomparso venerdì dentro un’auto bianca parcheggiata nel West Side di Chicago. Il vice direttore dell’Fbi, John Pistole, ha confermato che si tratta di Julian King. Era nell’auto del cognato dell’attrice, arrestato dalla polizia. William Balfour è sposato con la sorella di Jennifer, Julia, madre di Julian. I due si erano separati l’inverno scorso e lui era stato cacciato di casa.(…)

    (da Corriere della Sera)

  173. latorredibabele scrive:
    ottobre 28th, 2008 alle 12:13

    Una banda di trafficanti di droga che sembra uscita da un film tragico di vent’anni fa. Ex esponenti di Ordine Nuovo e dei Nar, uomini della mala del Brenta di Felice Maniero, della banda della Comasina di René Vallanzasca. E anche un ex brigatista rosso. L’hanno sgominata, dopo una lunga indagine, i Ros dei carabinieri. Il bilancio è di una ventina di arresti e una trentina di perquisizioni tra Veneto, Lombardia e Liguria. Secondo gli inquirenti, i banditi movimentavano ingenti quantitativi di cocaina e altre droghe in tutto il settentrione. Tra gli indagati anche un ex brigatista rosso che aveva a casa vecchi volantini con la stella a cinque punte, che conservava nostalgicamente.

    Ma non erano tutti extracomunitari?

  174. franca scrive:
    ottobre 28th, 2008 alle 12:40

    Estrema destra ed estrema sinistra insieme.
    Ho sempre sostenuto che gli “estremismi” ideologici si annullano,confluendo in un’unica matrice portatrice di nefandezze.

  175. Roberto Altavilla scrive:
    novembre 9th, 2008 alle 16:07

    Non so dove postare questa notizia, la metto qui, e’ esemplare…

    L’allarme nel centro di Milano scatta intorno alle 18,30. C’è un’Audi A6 parcheggiata in sosta vietata, tra via Verri e via Montenapoleone. Ha i finestrini oscurati. E sul parabrezza una paletta del ministero dell’Interno. È una «zona sensibile», la macchina è sospetta. Arrivano le moto della polizia che pattugliano la zona, agenti in divisa e in borghese. Scattano tutte le verifiche, finché, una ventina di minuti dopo, spunta il proprietario dell’auto: il sindaco leghista di Verona, Flavio Tosi. «Mi dispiace— si scusa— è stata solo una leggerezza». Tosi è sotto tutela, significa che ha la scorta, per quello nella sua auto c’è la paletta. Alla scena assistono decine di persone che passeggiano in centro. Il sindaco continua a scusarsi, poi al telefonino fa qualche chiamata sull’asse Milano-Verona-Roma. A quel punto la tensione si è già sciolta. Il centro di Milano è costantemente sotto controllo per il rischio terrorismo e rapine. Un contrassegno del Viminale (in questo caso prefettura di Verona) va controllato per accertarsi che sia vero. Per tutta la durata della discussione, l’uomo della scorta non si vede. E il sindaco si allontanerà poi da solo, al volante della sua auto. Un vigile aveva già scritto la multa, ma dopo gli accertamenti Tosi è stato «perdonato».

  176. sergio scrive:
    novembre 21st, 2008 alle 20:53

    Un uomo di 43 anni ha ucciso la moglie (coetanea), i tre figli (di 9, 6 e 3 anni) e poi si è suicidato. È accaduto giovedì sera a Verona, nella zona di San Felice Extra. L’uomo era un noto commercialista della città, la moglie era avvocato. Le vittime sono Alessandro Mariacci, la moglie Maria Riccarda Carrara Bottagisio, e i loro tre figli maschi di 3, 6 e 9 anni. Filippo (9 anni) e Nicolò (6) sarebbero stati uccisi dal padre mentre dormivano nella loro cameretta. Alessandro Mariacci avrebbe dapprima ucciso la moglie Maria Riccarda Carrara Bottagisio e il figlio più piccolo, Jacopo (di soli 3 anni), probabilmente intento a giocare con dei soldatini trovati vicino al suo corpo nella taverna di casa, accanto a quello della mamma. Tutte le vittime presentano un colpo alla fronte, la donna anche un colpo a un braccio. Dopo aver ucciso la moglie e i figli, l’uomo si sarebbe infine sparato un colpo alla tempia nella camera da letto matrimoniale. Sul letto, accanto al cadavere dell’uomo, sono state trovate due pistole semiautomatiche, una delle quali con il cane alzato. Non è escluso che l’omicida-suicida le abbia usate entrambe. Un collega di Mariacci lo descrive come un uomo «di grande equilibrio, solare».

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