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Così diversi, così vicini

By pino scaccia | settembre 23, 2008

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Afghanistan: fotoreportage degli alpini dalla valle del Musahi

(…) Kabul – Il paesaggio della valle di Musahi è spettacolare, con le catene montuose innevate all’orizzonte, ed al tempo stesso aspro, costituito perlopiù di lande semi-aride in cui risiedono da sempre un certo numero di famiglie di etnia Pashtun, maggioritaria nel paese. L’attività principale della zona – una delle più povere della capitale, fatta di semplici case di fango con piccoli orti – è l’agricoltura, praticata con metodi e mezzi obsoleti. Il distretto di Musahi è considerato dalle forze di sicurezza afgane e dalla Nato come un’area sensibile: alle porte di Kabul, potrebbe essere adoperata da elementi armati ostili al governo come base dalla quale portare attacchi nella capitale e poi trovarvi rifugio. Il governo di Kabul e le organizzazioni internazionali non riescono facilmente a penetrare in queste zone, non tanto per carenza di risorse quanto per l’impraticabilità delle strade che rende il posto poco accessibile ed insicuro. (…) Mario Renna capitano della “Taurinense” segue

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Topics: afghanistan | 51 Comments »

51 risposte per “Così diversi, così vicini”

  1. pipistro scrive:
    settembre 23rd, 2008 alle 20:29

    OT Palestina

    Notizie da Free Gaza, nuova missione in partenza il 25 settembre 2008. Alle 10:00 di giovedì prossimo il Movimento Free Gaza terrà una conferenza stampa presso il porto commerciale di Larnaca (Cipro). Immediatamente dopo la conferenza il gruppo partirà per Gaza a bordo della nave SS Hope. Faranno parte dell’equipaggio giornalisti, attivisti, medici e avvocati. Verranno portati a bordo sei metri cubi di medicine urgenti per i bambini di Gaza.

    La lista completa dell’equipaggio pubblicata dal Free Gaza Movement.

    Ali Al Jabar, Qatar, Al Jazeera
    Mohammed Alshubashi, Germany/Palestine, Physician, neurosurgeon
    Amin Abourashed, Holland, Human Rights activist
    Huwaida Arraf, Palestine/US, NVDA/International, Human rights, International Law Spokesperson for FGM
    Mustafa Barghouti, Palestine, Pres. Mubarda Party, MP, physician
    Nicolas Boulous, Greece, Chemist, Boat engiheer
    Caiombe Butterly, Ireland, Voices in Wilderness, PSC
    Red Cox, UK, Pal Solidarity, Chester, UK
    Walid Ali Hams, Palestine/Sweden, Physician, Internal Medicine
    Eliza Ernshire, Australia/UK, Human rights activist
    Joe Fallisi, Italy, Opera singer, composer
    Derek Graham, Ireland, Sailor, electrician, first mate
    Ibrahim Hamami, Palestine/UK, Physician, family medicine
    George Klontzas, Greece, Boat captain
    Ramzi Kysia, US/Lebanon, Writer, organizer, spokesperson
    Mairead Maguire, Ireland, Peace people/Nobel Peace Prize
    Lubna Masarwa, Palestine ’48/Israel, Jerusalem Alternative Intormation Center, Al Quds University
    Theresa McDermott, Scotland, Human Rights Activist, on first trip
    Amir Mohammed, Sudan, Al Jazeera
    Jamal Zahalka, Israel, Member of Knesset

  2. franca scrive:
    settembre 23rd, 2008 alle 22:53

    Queste sono le foto che mi riconciliano con le scelte di vita del mio Alessandro e della mia Chiara.

  3. carmen scrive:
    settembre 23rd, 2008 alle 23:24

    Sull’operato dei nostri ragazzi non avevo dubbi… loro fanno tutto il possibile per giungere nelle zone più impervervie e isolate, difficili da raggiungere per le varie organizzazioni umanitarie! Loro continuano nel loro lavoro come sempre giorno dopo giorno, in ogni condizione e senza lamentarsi! Spero che riescano a conquistare “cuori e menti” degli afgani…

  4. giorgius scrive:
    settembre 24th, 2008 alle 08:40

    [OT] Warizistan

    Continuano nella regione del Warizistan gli incidenti militari tra aviazione USA e contraerea pakistana… L’ultimo, il probabile abbattimento in zona di un drone della CIA…

    Leggi: http://en.rian.ru/world/20080924/117061323.html

  5. lorena scrive:
    settembre 24th, 2008 alle 09:48

    “Spero che riescano a conquistare cuori e menti degli afgani”
    avere speranza è sempre utile ,ricordarsi sempre che noi siamo gli infedeli rispetto a loro che sono radicati nelle loro convinzioni, accettano quello che gli serve ma poi sono loro che credono di doverci convertire alla loro fede.
    Inoltre da non trascurare che siamo lì al seguito degli americani che in ogni longitudine ,lì dove splende la mezza luna si va a combattere contro il nemico nuomero uno l’america.
    questo millenio porterà temo molte guerre è in ballo la supremazia di chi comanderà il mondo , che vuol direle mani sul petrolio, sulle materie prime che servono al mondo così detto civilizzato mantenere i suo standard attuali
    poi altre potenze stanno diventando forti, la cina l’india speriamo che l’america non voglia fare la guerra con tutto il mondo
    mi sono piaciute molto le foto dei nostri soldati vedere ciò che fanno non ho dubbi sul cuore degli italiani l’hanno nel loro dna aiutare il prossimo l’importante che l’america sfrutti questa potenzialità senza inviarli nei posti caldi dove si spara anche sui civili e si diventa dei robot , auguro a loro ed anche a noi di non dover entrare a far parte di un vero corpo armato anche per salvaguardare la loro tenuta mentale , e l’italia da ritorsioni .
    io spero sempre che veniamo via definitivamente , ma non credo che ciò avverrà a breve la nostra politica al momento è per mantenere e sostenere le forze americane, speriamo sempre con incarichi umanitari anche se mi risulta se non ho capito male che in afgasnistan hanno mandato dei soldati ad HErat sul fronte

  6. lorena scrive:
    settembre 24th, 2008 alle 12:10

    leggo che l’italia ha inviato 4 tornado in afganistan non certo per scopi umanitari.
    la missione ci costa e il ci costa è d’obbligo, numeri dalla finanziaria un miliardo di Eurio, per il momento i tagli sono diretti alle scuole, vogliono far passare i tagli come fosse una riforma per la scuola primaria invece sono tagli per fare cassa

  7. lorena scrive:
    settembre 24th, 2008 alle 12:15

    correggo ci costano le missioni all’estero 1 miliardo di euro , ora bisogna vedere se canbia con l’invio di tornado la posizione dei nostri soldati

  8. margherita scrive:
    settembre 24th, 2008 alle 15:11

    Vogliamo parlare dei 4 tornado che manderemo in Afhanistan?Su La Rebubblica di oggic’ è un intervento di Fabio Mini, Comandante delle forze NATO in Kosovo, che testualmente dice:”….Oggi tocca a noi e i nostri politici adottano il clichè tesdesco. Così i Tornado “non effettueranno combattimenti, ma solo ricognizioni”, “avremo il controllo dellen ostre missioni aeree”, “i caveat nazionali verranno fatti rispettare”, “la strategia non cambia” e così via. Ebbene, tutto questo serve politicamente a giustificare l’impiego dei nostri aerei, ma è tecnicamente, tatticamente e strategiacamente falso. I Tornado non saranno sotto il nostro controllo operativo ma di quello della Nato che, in Afghanistan come altrove, significa esclusivamente Stati Uniti. Gli aerei sotto controllo americano non hanno limiti operativi e i nostri cacciabombardieri saranno chiamati a “cacciabombardare”. I piloti lo sanno anche se i loro capi negano. Le missioni da ricognizione non hanno finalità ricreative e umanitarie. Sono missioni da combattimento vero e proprio e preludono all’attacco con bombe a grappolo, incendiari, esplosivi ad alto potenziale e qualsiasi cosa disponibile. Le regole sono già cambiate nel momento in cui si assegnano strumenti adatti a un nuovo scopo.La strategia è cambiata nel momento in cui si accettano missioni che nulla hanno a che vedere con la strategia precedente.Questo è quello che sta succedenfo con i nostri Tornado. E bisognerebbe saperlo prima di confrontarsi con la disgrazi.”

    E’ così, dunque, che il ministro La Russa intende conquistare la stima e la fiducia del popolo afgano? Con i cacciabombardieri italiani al servizio dell’american style?

  9. StellAlpina scrive:
    settembre 24th, 2008 alle 19:57

    Io credo che chi ci rappresenta non ha interesse ad ottenere la simpatia del popolo afghano, ma di qualcun altro…
    Ed ovvio che così come mettendo una pistola tra le mani di un sedicenne, costui si sentirà “autorizzato” ad usarla in caso di pericolo, allo stesso modo mandando dei tornado alle dirette “dipendenze” della Nato, costei si sentirà autorizzata a chiederne l’ operatività a 360 gradi.

  10. marghe scrive:
    settembre 24th, 2008 alle 21:53

    penso che chi ci rappresenta non conosca bene le situazioni, guardano i loro interessi in tutti i settori.. e l’italia, come la storia ci insegna, ha sempre seguito la scia..
    Non ha mai preso una sua posizione chiara, definitiva e diversa da gli altri.

  11. Meri scrive:
    settembre 25th, 2008 alle 05:23

    ricordarsi sempre che noi siamo gli infedeli rispetto a loro che sono radicati nelle loro convinzioni, accettano quello che gli serve ma poi sono loro che credono di doverci convertire alla loro fede.

    Non è mai bene generalizzare. La realtà è molto più complessa e variegata, avere delle convinzioni fortemente radicate non significa essere ottusi o insensibili al dialogo ed all’incontro anzi, avere una identità forte ed esserne consapevoli permette, secondo me, di confrontarsi con gli altri con maggiore apertura e senza paura di essere snaturati. E il popolo afghano non è un monolite, come tutti i popoli e come abbiamo visto anche in questo blog i fondamentalisti fanno parte di ogni religione. Poi ci sono gli altri.

  12. seby scrive:
    settembre 25th, 2008 alle 08:30

    Io credo che chi ci rappresenta CONOSCA BENISSIMO le situazioni ma guardano i loro interessi in tutti i settori

  13. lorena scrive:
    settembre 25th, 2008 alle 11:29

    Io parlo da laica perciò la mia affermazione ricordarsi sempre ecc, ecc non è un mio preoconcetto buttato per ricordare che io tengo le distanze e neppure per pregiudizio
    Ma sono stata molto vicina ai musulmani ho già scritto che ho un ragazzo che consediro un figli un altro che ho avuto in affido dal tribunale dei minori ,Musulmani sono stata in Mali , in Nigeria, qualcosa ne so e sempre mi è stato detto da loro che io sono una buona donna ma che non essendo musulmana per loro sono una infedele .
    certo credo bene che gli afgani non siano dei monolitici tutti siamo in evoluzione io però per quanto riguarda l’afganistan faccio una consiedrazione del momento per il momento almeno i talebani sono molto più che dei monolitici, se poi continuano i bombardamenti si stringeranno sempre di più nelle loro convinzioni .
    I Iraq , in Palestina, in Pakistan, ed altri posti lo hanno fatto e per il momento lo fanno si fanno espodere come bombe umane per raggiungere da martiri il Paradiso.
    hanno la scharia la legge coranica che domina sui popoli, il mio non era un giudizio ma un dire attenti trattiamo cerchiamo di trattare altrimenti sarà sempre peggio , perchè il monolitico molto ben espresso non si scioglie inviando bombe o i tornado .
    per il resto sono uomini con l’amore e l’esempio riusciremo un giorno a capirci per il momento non vedo trattative in tal senso

  14. latorredibabele scrive:
    settembre 25th, 2008 alle 21:39

    Gli equipaggi di due elicotteri militari italiani in servizio a Herat, in Afghanistan, lo scorso luglio non spararono per non rischiare di colpire dei civili. E’ quanto ha affermato il sottosegretario alla Difesa Giuseppe Cossiga rispondendo a un’interrogazione parlamentare del Pd sul controverso episodio. Il fatto risale al 9 luglio, quando due A-129 Mangusta furono chiamati a sostegno di una pattuglia italiana sotto attacco nell’Afghanistan occidentale, lungo la strada che costeggia il centro abitato di Trayak. Rispondendo ieri in Senato all’interrogazione del generale Mauro Del Vecchio, Cossiga ha spiegato che l’intervento dei Mangusta si è svolto tra razzi Rpg e raffiche di armi da fuoco di piccolo calibro. “L’esatta localizzazione della sorgente di fuoco, però, risultava difficile, a causa del forte inquinamento luminoso, dovuto alla presenza nella zona di abitazioni e caseggiati illuminati, ma anche di alberi che rendevano ancora più difficile la corretta visione d’insieme. Il quadro di situazione, peraltro, veniva reso ancora più complesso dalla presenza degli elicotteri spagnoli (chiamati per l’evacuazione medica dei militari), la cui identificazione e localizzazione positiva era possibile solo se in posizione ravvicinata”, ha detto il sottosegretario. Si tratta di elementi che hanno spinto gli equipaggi dei Mangusta a non sparare, valutando soprattutto i “rischi di coinvolgimento della popolazione civile e del personale militare”.

  15. marghe scrive:
    settembre 26th, 2008 alle 13:17

    Penso di aver sbagliato… hai ragione tu Seby.. davvero…
    alla fine conoscono ma nn fanno niente!

  16. Meri scrive:
    settembre 26th, 2008 alle 16:21

    (ASCA-AFP) – Herat, 26 set – I talebani hanno liberato 118 dei circa 150 operai afgani sequestrati una settimana fa in Afghanistan. Ad annunciarlo e’ il governatore della provincia di Farah, Roh-ul Amin.”Oggi, dopo un lungo colloquio avvenuto con la mediazione dei leader di alcuni gruppi tribali, 118 operai dei quasi 150 rapiti sono stati liberati”, ha spiegato Amin.Gli operai sono stati sequestrati domenica scorsa mentre stavano viaggiando a bordo di tre autobus nel sud-ovest del Paese, nella zona di Bala Baluk, provincia di Farah.Gli uomini lavoravano per una societa’ edilizia incaricata di costruire strutture militari per l’Ana, l’esercito nazionale afghano.

  17. StellAlpina scrive:
    settembre 26th, 2008 alle 17:28

    La notizia nel commento 13 ha come corollario la constatazione che i due elicotteristi sono stati rimpatriati ingiustamente e che, soprattutto, si è voluto far passare un loro modo di agire “prudente” come un sintomo di stress post-traumatico?

  18. Toni scrive:
    settembre 27th, 2008 alle 11:28

    E’ proprio vero che un’immagine è più eloquente di mille parole. Basta confrontare la donna miltare sorridente e poco sopra la poveretta con il burqa, con un riflesso di luce che la rende quasi sinistra, per capire la differenza tra la nostra civiltà e quella afgana. La differenza ho detto. Poi ognuno giudichi da sè…. Qualcuno dice che il mondo è bello perchè è diverso. Io però non scambierei mai il nostro per quello ! Forse la donna in burqa starà sorridendo anche lei ma di fatto il bambino vede solo quello della soldatessa…

  19. Meri scrive:
    settembre 27th, 2008 alle 12:25

    ….la differenza tra la nostra civiltà e quella afgana….

    evvai con le generalizzazioni… per poter parlare, giudicare e disquisire su una qualsiavoglia “civiltà” bisognerebbe conoscerla a fondo…

    Fanatico è colui che non può cambiare idea e non intende cambiare argomento
    Winston Churchill

  20. pino scaccia scrive:
    settembre 27th, 2008 alle 12:27

    Infatti.

  21. franca scrive:
    settembre 27th, 2008 alle 13:12

    Toni,mi demoralizzi ! Stamani mi ero complimentata con te e tu subito dopo “commenti” in modo così poco “cristiano” un’altra civiltà.Forse,dato che ami citare la Parola,una ripassatina a Gen.1,3 1non ti farebbe male.
    Ricordati la “correzione fraterna” e non ti inquietare su quanto ti ho detto.

  22. Toni scrive:
    settembre 27th, 2008 alle 14:02

    perchè ? adesso non ci sono differenze ? ma per favore…

  23. franca scrive:
    settembre 27th, 2008 alle 15:30

    Pino,mi fai un grosso favore?.Alla mia risposta a Toni a Gen. 1,31 dovresti aggiugere Gen.11,1-9.Grazie e scusa.

  24. StellAlpina scrive:
    settembre 27th, 2008 alle 23:17

    Toni, magari neppure loro scambierebbero mai il proprio mondo con il nostro…

  25. Meri scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 06:00

    Possiamo imparare da tutti.
    Acquisendo quello che c’è di buono negli uni per seguirlo e quello che c’è di cattivo negli altri per correggerci o evitare di sbagliare.
    (anonimo)

    Bisognerebbe conoscerli a fondo gli altri, però.

  26. gam scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 12:53

    [Semi OT] Video su YouTube di Malalai Kakar, la poliziotta eroina afgana assassinata dai talebani questa mattina

    Video: http://it.youtube.com/watch?v=PLuJGF3-xs4

    Leggi: http://au.news.yahoo.com/a/-/world/5045501/taliban-kill-top-afghani-policewoman/

  27. Toni scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 16:40

    Stella dici che “forse” non vogliono togliersi il burqa ? Togli pure il forse. Io penso che proprio non vogliano. Quando lo fanno rischiano la vita. Non c’è libertà di scelta. Hanno paura a togliersi il burqa, figuriamoci per il resto. Se si facessero battezzare che fine farebbero ? La verità è che non ha senso confrontare il nostro mondo con quello afgano. Sarebbe come paragonare un cibo con una cosa non commestibile

  28. pino scaccia scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 18:27

    Ma che ne sai? E insisti.
    Ti ho già spiegato che spesso è una scelta. Ma è inutile risponderti, tanto segui i tuoi pensieri fissi.

  29. Meri scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 19:08

    …La verità è che non ha senso confrontare il nostro mondo con quello afgano. Sarebbe come paragonare un cibo con una cosa non commestibile…

    Ma che ne sai del mondo afghano tu? Ci sei stato? L’hai studiato a fondo? Ma credi che conoscendo un popolo attraverso qualche lettura e le notizie dei giornali tu possa avere il diritto e soprattutto la capacità di giudicare e di sputare sentenze? ma chi ti credi di essere????????

  30. Meri scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 19:10

    E poi già parlare di “mondo afghano” come se fosse un qualcosa di immutabile ed omogeneo denota una notevole ignoranza di fondo….

  31. StellAlpina scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 20:11

    Io dico che come tu non cambieresti mai il tuo mondo con il loro, magari neppure loro cambierebbero il proprio con il tuo. E ti dirò di più, da come parli non le condannerei affatto! Se il tuo mondo è quello che traspare da ciò che vivi… Anche io ho sempre £criticato” il burqa, ho sempre affermato che io mi sentirei oppressa, non viva, è una cosa che mi fa paura. Ma perchè sono un’ occidentale, nata e cresciuta come tale, quindi nel mio mondo il burqa è un indumento impensabile. Certamente anche tra loro ci sarà chi lo vede come una costrizione, ma sono sicura che c’è anche chi lo porta per scelta. E nessuno di noi può permettersi di giudicarle. Anche noi siamo giudicabili su tante cose! E poi, perchè dobbiamo per forza fare dei paragoni? Credi che noi siamo portatori della civiltà o di verità assolute? Loro potrebbero dirci che si sposano per costrizione con un uomo che è stato scelto per loro, ma qui ci si sposa per interesse, per soldi. E direbbero il vero. Potrebbero dirci che loro hanno il dovere di pregare, ma lo fanno nel silenzio, mentre noi ci battiamo il petto in pubblico e poi nel privato siamo capaci di commettere i peggiori crimini… Dunque, non è questione che uno è perfetto e l’altro no, uno è accettabile e l’altro no. Ogni religione, ogni civiltà, ogni popolo ha i propri pregi e difetti. Basta riconoscerli e soprattutto conservare sempre il rispetto per gli altri, per quelli che noi chiamiamo diversi. Ma per loro, i diversi siamo noi. Basta spostarsi e cambia il punto di vista. Credi che il tuo Dio non sia anche il loro Dio? E’ il Dio di tutti, cambia il nome. E tutti accoglie, sia quelli che si fanno portatori della verità, come te, pur non essendone in grado, sia coloro i quali lo riconoscono sotto altre vesti.

  32. Toni scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 21:06

    “Spesso è una scelta”, ne sono convinto. Il punto è: e per chi non è una scelta che ne diciamo ? Cavoli suoi ? Bel paese, davvero l’Afganistan ! Per chi portare il burqa è una costrizione ? Che quelle che se non lo portano le ammazzano, per loro che diciamo ? Bella civilità davvero ! Certamente non è paragonabile alla nostra, questo è ovvio…

  33. sergio scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 21:07

    pino mi permetti? sintetizzando: CHE PALLE! non trovo altro modo per replicare a un cocciuto cosi….

  34. Toni scrive:
    settembre 28th, 2008 alle 21:11

    Sentire delle donne, magari anche femministe e sessantottine, che difendono e giustificano una società che impone il burqa mi lascia esterefatto. Prendete esempio dalla povera poliziotta afgana, uccisa ieri, che ha avuto il coraggio di non usare il burqa e di impallinare tre bastardi che, in precedenza, avevano già tentato di ucciderla per quello. Lei si che era una vera donna…

  35. Meri scrive:
    settembre 29th, 2008 alle 08:46

    Lei era un’afghana, mica una norvegese???????? E ne era fortemente orgogliosa, altrimenti non sarebbe entrata in polizia…
    Quindi come fai a generalizzare ed a parlare di “civiltà afghana” che non sarebbe paragonabile alla nostra? Ma sai di cosa stai parlando? Conosci il significato preciso delle parole oppure vai avanti per idee fisse? Ma quando mai in Afghanistan “la società” impone il burqa? Ci sono gli estremisti ed i fondamentalisti (do you know?) come qui da noi c’è la mafia con i santini della madonna in una tasca e la pistola nell’altra ma questo non vuol dire che “la civiltà italiana” sia mafiosa. Ma come ragioni? Ma le hai viste le ragazze nella foto? la poliziotta? E tante altre donne AFGHANE? Conosci la nuova generazione che sta crescendo in Afghanistan? Ragazzi moderni, legati alle tradizioni positive del loro apese, ma proiettati nel futuro…. hai mai parlato con uno di loro?
    prima di fare il castigatore (di costumi e non) impara a non giudicare basandoti su luoghi comuni, stereotipi e pregiudizi…. ed impara, semplicemente.
    ma è inutile…… hopeless

  36. Meri scrive:
    settembre 29th, 2008 alle 08:48

    con la frase “Ma le hai viste le ragazze nella foto?” naturalmente mi riferivo alla foto dell’altro post con le giovani poliziotte afghane….

  37. Toni scrive:
    settembre 29th, 2008 alle 10:03

    Meri, vai a vedere la prima pagina del Corriere di oggi con due poliziotte afgane in burqa. La poliziotta uccisa era una “mosca bianca”, purtroppo. L’Afganista era ed è pieno di donne con il burqa. Altro che storie !!! Bella società, ci manderei tutte le femministe.
    Tu chiedi: “quando mai in Afghanistan “la società” impone il burqa?”
    e aggiungi: “ci sono gli estremisti ed i fondamentalisti (do you know?) come qui da noi c’è la mafia con i santini della madonna in una tasca e la pistola nell’altra”. Ma sai cosa dici ? Vuoi paragonare la presa pervasiva che la cultura talebana ha sulla società afgana con quella che la mafia ha sull’Italia ? Ti ricordo che prima della guerra in Afganistan il fondamentalismo talebano era al governo delle istituzioni afgane. In Italia la mafia è invece sempre stata messa al bando.

  38. pino scaccia scrive:
    settembre 29th, 2008 alle 12:08

    E tu guarda la foto che ho scattato io delle poliziotte. Quella del Corriere mi sembra tanto costruita. Le poliziotte non vanno in burka. Vorrei ricordarti che in Afghanistan ci ho passato molti mesi.

  39. elena scrive:
    settembre 29th, 2008 alle 12:25

    ah, già, è vero, la mafia mica esiste e i mafiosi catturati non erano devotissimi cattolici con tanto di santini nel portafogli

  40. sergio scrive:
    settembre 29th, 2008 alle 12:32

    anche con altarini nei covi….come provenzano
    e quella santa donna della moglie di toto riina?

  41. StellAlpina scrive:
    settembre 29th, 2008 alle 12:45

    Niente femministe né sessantottine, ma rispettose delle scelte altrui. Ripeto: in Afghanistan ci sono donne obbligate dai mariti o dalla famiglia a mettere il burqa, in Italia ci sono ragazze costrette a sposare uomini solo perchè possidenti o per salvare la famiglia che va in rovina. In Afghanistan le donne non possono separarsi, altrimenti rischiano la vita, ma se vedi quante donne vengono uccise in Italia dopo aver lasciato i propri mariti, ti renderai conto che delle similitudini ci sono. Ogni società ha le proprie costrizioni. Ogni popolo ha le proprie usanze, condivisibili o meno. Io ti manderei volentieri in Afghanistan , magari insieme con le sessantottine. Forse capiresti qualcosa in più di quel popolo! Però poi, andiamoci piano, mi sa che ti è stato consigliato prima il viaggio in Africa! E un’altra cosa: i talebani erano al governo mentre i mafiosi sono stati sempre messi al bando? Certo, a parole, in apparenza, ma tu sai che la mafia è ormai dappertutto e che non si manifesta più con le stragi, come quella di Capaci e via D’ Amelio. E ripensa a chi “tradiva” i giudici Falcone e Borsellino. Anche noi avevamo la mafia al potere.

  42. Toni scrive:
    settembre 29th, 2008 alle 13:49

    Ecco Pino, alla luce della tua esperienza, le donne afgane sono contente di portare il burqa ? E se ce ne fosse anche una sola che non lo volesse portare sarebbe giusto imporglielo ?

  43. Paolina scrive:
    settembre 29th, 2008 alle 14:10

    ciao Toni ogni tanto non riesco a non intervenire sulle tue affermazioni….e a proposito della mafia che a tuo pensare sarebbe sempre stata messa al bando sarei curiosa di sapere da che cosa è supportata questa tua convinzione. Vedi Toni ,oltre ad avere un compagno in Afghanistan da molti mesi ho anche un figlio giovane maresciallo dei carabinieri che lavora in un comune in provincia di Palermo e ti assicuro che dai racconti che lui mi fa (e racconta pochissimo….) la mafia tutto è fuorchè messa al bando.

  44. seby scrive:
    settembre 29th, 2008 alle 20:46

    forse tony pensa che i mafiosi sono ANCORA quelli con la coppola e la lupara ah ah ah!!!!!

  45. pino scaccia scrive:
    settembre 29th, 2008 alle 22:56

    Toni, ne ho parlato molte volte, ho riproposto interviste alle donne afghane. In gran parte è una scelta.

  46. Toni scrive:
    ottobre 2nd, 2008 alle 09:40

    per le donne col burqa “in gran parte” è una scelta libera ? Pino, cosa succede alle donne che non portano il burqa ? se ti mettono di fronte all’alternativa adesione all’islam o morte fai una scelta libera ? talvolta il martirio è una scelta libera – per chi ne ha il coraggio – ma non tutti devono per forza passare attraverso questo lavacro di sangue. E poi ammesso anche che ci sia veramente una “gran parte” di donne che “liberamente”, cioè senza alcuna latente minaccia, scelgano il burqa (cosa che la logica mi porta ad escludere) che diciamo della “minor parte” di donne che invece non lo vorrebbero portare ma sono costrette a farlo ? Se siamo pronti a giustificare tutto questo allora prepariamoci davvero al peggio…

  47. meri scrive:
    ottobre 4th, 2008 alle 15:15

    Il peggio è già qui, ce l’abbiamo in casa, prodotto made in italy. Il problema è che ci affanniamo pure ad “esportarlo”.

  48. latorredibabele scrive:
    ottobre 5th, 2008 alle 13:28

    Il governo britannico ha smentito di ritenere che la campagna militare in Afghanistan sia destinata al fallimento. Il settimanale francese ‘Le Canard Enchaine’ ha pubblicato quello che sostiene essere un telegramma che ricostruisce colloqui tra l’ambasciatore britannico Sherard Cowper-Coles e un funzionario francese. Il diplomatico, secondo la rivista, avrebbe detto che l’Afghanistan sarebbe “governato meglio da un dittatore accettabile” e che le truppe straniere si stanno aggiungendo ai problemi del Paese, collaborando a puntellare un governo debole a Kabul.
    Cowper-Coles avrebbe detto che la “strategia americana e’ destinata a fallire” e che la presenza di truppe straniere in Afghanistan e’ “parte del problema, non la sua soluzione”. La prospettiva di una dittatura, avrebbe aggiunto, “e’ l’unica realistica e dobbiamo ottenere che l’opinione pubblica sia pronta ad accettarla”. Il settimanale, noto per le sue inchieste, ha pubblicato passi del telegramma, che comprende passaggi in cui l’ambasciatore britannico criticherebbe entrambi i candidati alla Casa Bianca per gli impegni a inviare altri soldati in Afghanistan. “Sono i candidati presidenziali americani che devono essere dissuasi dal restare ancor piu’ impantanati in Afghanistan”, avrebbe affermato Cowper-Coles in un altro estratto pubblicato dalla rivista. ‘Le
    Canard Enchaine’ ha spiegato di aver ottenuto copia del telegramma di due pagine, inviato secondo la sua ricostruzione da Kabul a Parigi il 2 settembre. Ha aggiunto che e’ stato scritto
    dal vice ambasciatore francese in Afghanistan, Jean-Francois Fitou, dopo il suo incontro Cowper-Coles e che e’ stato spedito sia al presidente francese Nicolas Sarkozy sia al suo ministro degli Esteri Bernard Kouchner.

  49. StellAlpina scrive:
    ottobre 5th, 2008 alle 15:08

    Kabul,comandante Gb: non basta la forza
    Il comandante delle forze britanniche in Afghanistan, Mark Carleton-Smith,ritiene che la guerra contro i talebani non può essere vinta, e che solo un accordo politico con i ribelli potrebbe porre termine al conflitto. “Non vinceremo questa guerra”, dice in un’intervista il generale di brigata, precisando che si può solo ridurla a un livello gestibile dall’esercito afghano Un negoziato con i talebani porrebbe fine alla ribellione e “questo non dovrebbe mettere a disagio nessuno”.

    Mi chiedo quale potrebbe essere un compromesso accettabile sia dai talebani, sia soprattutto dal popolo afgano, che credo voglia tutto fuorchè tornare agli anni bui del regime talebano.

  50. un soldato italiano scrive:
    ottobre 10th, 2008 alle 20:25

    comm.14

    Bravi raga fatevi sentire…….
    Lo sappiamo noi quando si puo’ o no……
    Siamo militari veri quando c’e’ ne bisogno.

  51. Toni scrive:
    ottobre 16th, 2008 alle 18:46

    e quando non ce ne bisogno siete allora “finti” ? Ma per favore…

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