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Al confine con l’Abkhazia

By pino scaccia | Ottobre 4, 2008

Il posto di blocco russo a Gali, al confine fra Georgia e Abkhazia

Zugdidi (Georgia). Mistero dunque svelato. Sono tornato in una terra ancora in cerca di pace. Il riserbo sulla destinazione era determinato dall’opportunità di non svelare accordi con i militari italiani che, facendo parte di una missione europea, dovevano passare necessariamente per Bruxelles. Come avete sentito nel servizio di ieri sera quest’area, al confine con l’Abkhazia, è sotto il comando italiano. I nostri militari sono trentasei (più quattro civili).

Il servizio di ieri sera al Tg1 delle 20

Topics: caucaso | 8 Comments »

8 risposte per “Al confine con l’Abkhazia”

  1. latorredibabele scrive:
    Ottobre 4th, 2008 alle 13:53

    IL COLONNELLO IVAN PETRIK, CAPO DELLE FORZE DI PACE RUSSE NELL’OSSEZIA DEL SUD, E’ MORTO NELL’ATTENTATO DI IERI A TSKHINVALI. LO HA RESO NOTO IL COLONNELLO IGOR KONASHENKOV, COMANDANTE DELLE FORZE DI TERRA RUSSE. L’ESPLOSIONE HA CAUSATO ANCHE 7 FERITI, DI CUI 4 SONO ORA IN GRAVI CONDIZIONI. IERI SERA ANCHE IL MINISTERO DELLA DIFESA RUSSA AVEVA DEFINITO L’EPISODIO UN ‘ATTO TERRORISTICO’ VOLTO A MINARE GLI SFORZI PER RISTABILIRE LA PACE NELLA REGIONE.

  2. StellAlpina scrive:
    Ottobre 4th, 2008 alle 18:04

    Io avevo indovinato la meta del tuo viaggio!!!

  3. Toni scrive:
    Ottobre 4th, 2008 alle 18:20

    servizi segreti ?

  4. pinoscaccia scrive:
    Ottobre 4th, 2008 alle 20:58

    Lo dicono i russi. Ma i georgiani invece sostengono che l’attentato è stato compiuto da chi non vuole che i russi lascino l’Ossezia.

  5. latorredibabele scrive:
    Ottobre 4th, 2008 alle 21:02

    Mosca accusa apertamente Tblisi per l’attentato di ieri a Tskhinvali, in Ossezia del Sud, nel quale
    sono rimaste uccise undici persone, secondo l’ultimo bilancio ufficiale fornito, tra civili e militari e tra loro il comandante dei peacekeeper russi, il colonnello Ivan Petrik. Vladimir Markin, portavoce dell’Ufficio della procura generale di Mosca, ha detto all’agenzia di stampa Itar-Tass che “ci sono tutti gli elementi per credere che l’esplosione a Tskhinvali sia stata organizzata dai servizi segreti della Georgia ed era diretta contro i peacekeeper russi per destabilizzare la situazione”. Intanto, emergono nuovi elementi sulla dinamica dell’attentato. L’agenzia di stampa Ria Novosti cita il comandante delle forze russe in Georgia, il generale Marat Kulakhmetov, secondo cui ieri i militari hanno fermato due auto nel villaggio di Ditsa, scortandole poi fino al capoluogo osseto. Mentre le auto venivano controllate, si e’ verificata l’esplosione.
    La smentita di Tblisi alle accuse e’ stata affidata al portavoce del ministero degli Interni, Shota Utiashvili. “Non comprendo la logica – ha detto, lasciando intendere che Mosca voglia approfittare
    di questa situazione per rinviare il ritiro dalla zona cuscinetto previsto per il 10 ottobre – Come avrebbero potuto i servizi segreti georgiani prevedere che gli osseti avrebbero rubato un’auto e che i russi l’avrebbero portata alla loro base. Siamo geni o cosa? I georgiani non hanno portato alcuna auto in territorio osseto o portata nella base russa”.

  6. lorena scrive:
    Ottobre 5th, 2008 alle 12:19

    molti soffiano sul fuoco, gli interessi sono tanti, non sempre chiari , ora si scaricano a vicenda le responsabilità .
    questa situazione chi a più interesse a crearla??

  7. Pino Bruno scrive:
    Ottobre 5th, 2008 alle 12:36

    Sapevo che saresti tornato lì. Mi sembrava un’ovvia conseguenza dei tuoi bei reportages sulla guerra. Chi è adesso il tuo pard alla telecamera? Abbracci.

  8. pino scaccia scrive:
    Ottobre 5th, 2008 alle 12:54

    Enrico Bellano.

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