Ricerca

Categorie

Link


« | Main | »

Il ritiro dei russi

By pino scaccia | ottobre 6, 2008

Posto di blocco di Karaleti: soldati russi tagliano il filo spinato

Karaleti (Georgia). La strada che passa per Nabakhtevi non porta direttamente in Ossezia del sud. Ed è qui che i russi hanno smantellato il primo posto di blocco. Gli operai portano via gli ultimi segni del presidio. “Una grande notizia – ci dice il sindaco  – dopo  due mesi di comunicazioni interrotte, 26 villaggi bloccati, otto ettari di vigneti e frutteti distrutti”. I contadini riprendono a circolare. “Finalmente possiamo tornare al nostro lavoro, a una vita normale” ci dicono. I posti di blocco intorno a Gori sono in tutto sei. Ma ancora non sono stati rimossi. Qui siamo a Kuenatkdtsa. “Noi siamo pronti, ci dice il sottufficiale russo, aspettiamo per muoverci soltanto il via dal comando”. Intanto l’esercito georgiano è pronto per sostituire i russi. Lungo la strada c’è un grande movimento di autocarri di Mosca. C’è la promessa di lasciare il territorio georgiano entro 24 ore anche se la data fissata dall’unione europea è il 10 ottobre, venerdì. Questo, a Karaleti, forse è il posto di blocco più importante perché chiude la strada che collega direttamente Tblisi a Tskhinvali, la capitale osseta. Anche qui sono evidenti i preparativi per il ritiro. I soldati russi tagliano il filo spinato che protegge la base, sembra la vigilia della partenza, anche se le notizie che arrivano dall’Abkhazia sono allarmanti. Una guardia di confine uccisa, una sparatoria contro un mezzo russo. Per fortuna senza risposte. Servizio Tg1 13,30

Comments

comments

Topics: caucaso | 6 Comments »

6 risposte per “Il ritiro dei russi”

  1. Meri scrive:
    ottobre 6th, 2008 alle 15:02

    Noto che “qualcuno” sta facendo di tutto per provocare i russi…
    ma credo (e spero) che stavolta, a differenza di quest’estate, non ci riuscirà.
    I russi hanno il “grilletto” facile ma non sono scemi…

  2. pinoscaccia scrive:
    ottobre 6th, 2008 alle 15:04

    Speriamo.

  3. latorredibabele scrive:
    ottobre 6th, 2008 alle 17:26

    Si contano decine di morti e feriti per una forte scossa di terremoto avvenuta ieri nel Kirghizistan. La scossa, localizzata nel distretto di Alaisky nel sud del Paese asiatico, ha fatto 58 morti, 50 feriti e ha distrutto 120 edifici, secondo quanto ha comunicato il ministero kirghizo delle situazioni d’emergenza.

  4. latorredibabele scrive:
    ottobre 6th, 2008 alle 17:27

    Una bomba e’ scoppiata in Georgia nei pressi del confine con la provincia separatista dell’Abkhazia, al passaggio di un convoglio di militari russi e osservatori Ue. Lo riferisce l’agenzia Itar-Tass, precisando che non c’e’ stato alcun ferito. Mentre Interfax annuncia che un poliziotto di frontiera abkazo e’ rimasto ucciso in uno scontro a fuoco nel villaggio di Nebakevi, nel distretto di Gali. Tuttavia il comando militare russo assicura che gli incidenti non influiranno sulle operazioni di ritiro, che secondo gli accordi dell’Ue dovrebbero completarsi entro il 10 ottobre.La bomba e’ vicino al lago artificiale di Inguri. Il convoglio, spiega Itar-Tass, era composto da un mezzo corazzato per il trasporto delle truppe russe e due automobili degli osservatori Ue. Sull’incidente e’ stata aperta un’inchiesta congiunta dell’esercito russo e degli osservatori Onu di stanza in Abkhazia.

  5. latorredibabele scrive:
    ottobre 6th, 2008 alle 17:43

    Ginevra. L’esperto dell’ONU per i diritti degli sfollati Walter Kaelin, di ritorno da una visita di quattro giorni in Georgia, ha denunciato l’insicurezza della zona cuscinetto e chiesto un arresto
    immediato delle violenze. “La mancanza di protezione della popolazione dalle violenze commesse da elementi armati e le razzie generalizzate delle proprieta’ nella zona cuscinetto a nord di Gori sono inaccettabili e devono cessare immediatamente”, ha dichiarato in un comunicato. Il rappresentante del segretario generale e’ preoccupato per le testimonianze del clima di paura in diversi villaggi georgiani. Migliaia di sfollati aspettano di rientrare a casa.”La sicurezza e’
    una condizione essenziale» perche’ possano farlo, ha detto Kaelin. A suo avviso, lo spiegamento di una presenza umanitaria e una supervisione internazionale sono urgenti. L’esperto dell’ONU deplora inoltre il mancato accesso delle organizzazioni umanitarie alla capitale dell’Ossezia del sud Tskhinvali.

  6. ceglieterrestre scrive:
    ottobre 7th, 2008 alle 12:16

    Filo spinato

    Se togliamo il filo spinato!
    Quanto in inverno
    la neve veste di bianco
    le grandi catene di monti
    il freddo ti attanaglia
    silenzio e solo l’ eco
    il grido delle aquile
    accompagnate
    da bufere di vento
    scendono a valle.
    Se togliamo il filo spinato!
    Ammiriamo sereni
    animali al pascolo lento
    fazzoletti di terra
    appena arati ordinati.
    Montagne grigie brulle
    all’ orizzone appaiono
    come possenti muraglie
    a difesa delle valli.
    Se togliamo il filo spinato
    Di giorno le macchie di verde
    si alternano al tuo sguardo
    in un gioco di riflessi
    di colori di luce.
    Ecco! è giunta la primavera
    la tavolozza si colora
    di aquiloni di fiori e di frutti.
    Se togliamo il filo spinato!
    ammiriamo il cielo d’estate
    all’ alba e al tramonto si tinge
    di giallo di viola di rosso.
    La polvere sospinta dal vento
    spietata come un’ombra
    fedele ti segue.
    Se togliamo il filo spinato!
    Una scacchiera in autunno
    colorata ti appare.
    Silenziose all’orizzonte
    appaiono nel cielo
    le foglie variopinte
    lente al suolo cadono
    sembrano aquiloni morenti.
    Le aquile scendono
    dai monti e tornano
    con la preda
    verso il nido a volare.
    Se togliamo il filo spinato!
    Come si somigliano in pace
    le case le valli i monti.

    franca bassi

Commenti