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L’inferno osseto

By pino scaccia | ottobre 10, 2008

In diretta dalla Georgia

Le immagini catturate dal satellite prima e dopo il conflitto fra Georgia e Russia del 7-8 agosto mostrano che 424 strutture civili vicino a Tskhinvali furono distrutte entro il 19 agosto. Centinaia di villaggi osseti furono dati alle fiamme dopo che le truppe russe presero possesso dell’area. Le foto sono state realizzate dall’Associazione americana per il progresso scientifico su mandato di Amnesty International. Video

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 Tblisi. Due giorni dopo, il 21 agosto, i russi mi hanno portato in Ossezia del sud. Lo ammetto: è stata una sorpresa. Al check point di Gori avevo chiesto per l’ennesima volta di farmi visitare la città assediata. A un certo punto uno che contava perchè dava ordini al comandante delle truppe mi ha chiamato: “Raiuno? Go!”. Parlava un inglese, anzi un americano perfetto. Roba da Kgb, insomma. Mi fa salire su un camion come gli animali insieme ad altri colleghi per la maggioranza russi. “Gori? Ma no, si va a Tskhinvali”. Professionalmente un sogno. Quella è stata la prima e ultima volta (l’unica) che un cronista occidentale sia riuscito, almeno da parte georgiana, ad entrare in Ossezia. Prima della manifestazione per l’indipendenza e il concerto per la pace ci hanno portato a documentare la distruzione. Con un solo scopo: dimostrare che non erano stati loro. Siccome sulle bombe non ci sono le bandierine, per capire chi era stato ho chiesto alla gente. E mi hanno spiegato: le bombe sono arrivate sulle bombe. In più, c’è un particolare tecnico inoppugnabile: i georgiani hanno cannoneggiato, pesantissimamente, ma non hanno sganciato bombe, quelle erano solo russe. Non hanno più portato nessuno da allora, neppure fatto avvicinare. Non solo i giornalisti, ma neppure le organizzazioni umanitarie. Si sono ritirati dalla zona cuscinetto ma occupano militarmente le due repubbliche secessioniste. Dicono come peace-keeper, strani uomini di pace che si spostano sui carri armati. L’Europa chiede ora di mandare gli osservatori dentro quei territori. Il braccio di ferro continua. Viaggio a Tskhinvali

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Topics: caucaso | 25 Comments »

25 risposte per “L’inferno osseto”

  1. franca scrive:
    ottobre 10th, 2008 alle 22:06

    Pino,buona sera.
    A proposito di russi.Perchè la scelta di assegnare il Nobel per la Pace al finlandese Martti Athissari ha suscitato malumore in Russia?

  2. pino scaccia scrive:
    ottobre 10th, 2008 alle 22:12

    Probabilmente per il suo lavoro in Kosovo. Ma anche per quell’incontro Clinton-Eltsin che segnò di fatto la svendita della Russia.

  3. Toni scrive:
    ottobre 11th, 2008 alle 11:31

    “le bombe sono arrivate sulle bombe. In più, c’è un particolare tecnico inoppugnabile: i georgiani hanno cannoneggiato, pesantissimamente, ma non hanno sganciato bombe, quelle erano solo russe. ”
    Pino, scusa, ma non si capisce bene. I primi a colpire sono stati i georgiani ? E per quale ragione, poi, i russi avrebbero poi bombardato ?

  4. pino scaccia scrive:
    ottobre 11th, 2008 alle 14:20

    Ma per “liberare” gli osseti! Non sai che l’ultima moda mondiale è di liberare gli oppressi bombardandoli?

  5. Toni scrive:
    ottobre 11th, 2008 alle 15:51

    Se i georgiani hanno iniziato il cannoneggiamento contro la gente, avviando per primo l’attacco militare, si deve conseguentemente supporre che i bombardamenti russi, che ne sono seguiti, siano stati “giustificati” da esigenze tattiche finalizzate a respinegre l’attacco georgiano. O no ?

  6. pino scaccia scrive:
    ottobre 11th, 2008 alle 16:07

    Te l’ho ripetuto una ventina di volte a suo tempo, due mesi fa. Intanto niente può giustificare i bombardamenti dei villaggi: è stata bombardata l’Ossezia non la Georgia. E poi la Georgia ha la “giustificazione” che i russi erano entrati nel proprio territorio perchè quello fino a prova contraria era territorio georgiano. Come è stato criminale l’attacco, è stata criminale la risposta. Non vorrei ricominciare ogni volta da capo.

  7. franca scrive:
    ottobre 11th, 2008 alle 16:22

    Pino,la situazione per la popolazione è migliorata?

  8. pino scaccia scrive:
    ottobre 11th, 2008 alle 16:29

    No. C’è ancora il grande problema dei profughi. E poi, come ho scritto nel post, i russi non permettono l’ingresso neppure alle organizzazioni umanitarie. Qui sono tutti agricoltori e il lungo blocco ha buttato all’aria il raccolto dell’intera stagione. A rimetterci come al solito è la povera gente.

  9. Toni scrive:
    ottobre 12th, 2008 alle 12:51

    “i russi non permettono l’ingresso neppure alle organizzazioni umanitarie “. Caspita, ma allora sono proprio così cattivi ?

  10. pino scaccia scrive:
    ottobre 12th, 2008 alle 15:11

    Non è un giudizio, è un fatto. Non li fanno entrare. E a due ragazzi di una ong italiana non li hanno fatti uscire. Se vuoi ti faccio nomi e cognomi.

    Le tue battutine mi sembrano fuori luogo. La situazione è questa, non lo dico io ma gli osservatori europei.

  11. Toni scrive:
    ottobre 12th, 2008 alle 15:46

    d’accordo ma, quando si dice che non passano “neppure le organizzazioni umanitarie”, sembra che si stia perpetrando un’ingiustizia, una sorta di illecito… invece forse bisognerebbe cercare di capire meglio di quali soggetti si sta parlando e del perchè non vengano fatti entrare. Mi riferisco all’esigenza di evitare intrusioni sgradite di operatori non bene indentificati in una situazione comunque instabile. Ti sembrano “battutine” ?

  12. pino scaccia scrive:
    ottobre 12th, 2008 alle 16:05

    Non entra nessuno. E’ una forzatura, un conto è la difesa, un conto è l’occupazione illecita. E poi difesa da chi, chi attacca? Credo che solo ieri, dopo dieci giorni di trattative, sia entrata un’ambulanza della Croce Rossa Internazionale. Non entrano neppure gli osservatori europei (disarmati): di cosa hanno paura, cosa non vogliono far vedere? La situazione instabile riguarda nelle due repubbliche secessioniste le popolazioni di etnia russa, ma anche quelle georgiane. Che nessuno può controllare o proteggere. Sono stato chiaro adesso? Stanno facendo un abuso. E non è, ripeto, un mio giudizio ma un dato di fatto riconosciuto da tutta la comunità internazionale.

    Per gli abkhazi i due operatori italiani potevano benissimo uscire, per i russi no (nonostante le spinte della nostra ambasciata). Cos’è questa se non sopraffazione? Poi dicono che divento antipatico se ricordo che te queste cose le leggi sulle agenzie o sui giornali di parte, per me invece sono situazioni vissute (e che vivo) di persona, basta guardare i post degli ultimi due mesi. Lo dico in maniera oggettiva per far capire che qualche volta bisognerebbe pure stare a sentire i testimoni invece di inseguire solo le proprie idee.

  13. lorena scrive:
    ottobre 12th, 2008 alle 16:36

    Credo fermamente che se non passano le” organizzazioni umanitarie ” sia sempre un abuso ed un illecito ed una sopraffazione.
    Pino non sei affatto “antipatico “ogni persona di buon senso e con un briciolo di umanità debba sempre essere a tutela dei più deboli , se non ascoltiamo te chi dovremmo ascoltare , la mia non è piaggeria desidero davvero avere notizie , da un giornalista che mi fido .
    Il timore che tutta possa degenerare è forte, diciamo che ci sono tutti gli ingredienti , penso con tanta tristezza agli sfollati di tutte le guerre , soli senza casa, senza nessun conferto, il più delle volte senza mangiare, agli sfollati hanno tolto ogni progetto di futuro .
    Noi nel conforto della nostra casa, col cibo che abbonda, televisione , computer, macchina, ed ogni conforto, non possiamo capire cosa possa essere una vita in una tenda , al freddo in mano molte volte a ogni tipo di ricatto , di violenza.
    Ma se non entra neppure la Croce rossa è gravissimo , coraggio Pino noi aspettiamo le tue notizie , anzi aspetto con ansia ogni notizia fino a quando voi sarete nei paraggi e vi sarà permesso in qualche modo di capire è una garanzia.
    La cecenia e la somalia sono lasciate al loro distino di violenza e di soprusi , Perchè l’ONU non fa niente ?

  14. pino scaccia scrive:
    ottobre 12th, 2008 alle 16:42

    Credo di aver seguito anche questa vicenda da cronista onesto. Non mi sono mai accontentato delle versioni ufficiali, ma sono sempre andato sul posto a documentare quello che vedevo. Di più non posso fare. Se poi ci sono paraocchi e preconcetti, il problema non è mio.

  15. NyFrigg scrive:
    ottobre 12th, 2008 alle 16:52

    No infatti, il problema non è affatto tuo. E’ di chi ha bisogno del muro di gomma degli schieramenti e delle ideologie, anziché dei fatti.

  16. Ale scrive:
    ottobre 12th, 2008 alle 16:54

    Lo sappiamo tutti, credimi. La Stima è sincera e fondata per Te, Pino.
    Con affetto, ale.

  17. Toni scrive:
    ottobre 12th, 2008 alle 17:12

    infowars, guerra dell’informazione o che dir si voglia è un fenomeno reale che viene posto in essere proprio per manipolare l’opinione degli utenti dell’informazione i quali, essendo anche gente che vota, non sono poi così da snobbare…

  18. Stefano scrive:
    ottobre 12th, 2008 alle 21:16

    Come in Cecenia del resto. Dove nessuno straniero può entrare.Toni potrebbe farsi un giretto da quelle parti e chiedere che fine fanno quelli che mettono il becco dove non devono.

  19. pino scaccia scrive:
    ottobre 12th, 2008 alle 21:50

    Vedi Toni, poi m’incazzo (si può dire sul sito del Tg1?). Io non sto manipolando niente. Io da quando sto qui (un mese e mezzo) ho raccontato e ho fatto vedere con le immagini (ci sono i link ai servizi televisivi) quello che vedevo con i miei occhi e che facevo vedere agli altri. A me non interessa chi vota o chi non vota, faccio il mestiere di raccontare. I politici manipolano, non i testimoni.

  20. franca scrive:
    ottobre 12th, 2008 alle 22:27

    Pino,mi ci è voluto un po’.Ora ho imparato che oltre i troll sul web si insinuano provocatori incalliti.

  21. pino scaccia scrive:
    ottobre 12th, 2008 alle 22:42

    Eh…le categorie sono tante. Ci sono i repressi, i pazzi, i (falsi) profeti, i violenti, i presuntuosi, i cretini che da una parte prendono il “gioco” troppo sul serio e dall’altra non capiscono che non è più un gioco. Però ci sono anche persone intelligenti, con l’anima, preparate, appassionate, curiose, infelici, quelle che hanno bisogno d’aiuto. E chissà quanti altri.

    Da tempo (una decina d’anni) ho imparato che il web è un grande zoo. Magico, esaltante sul piano comunicativo ma anche da prendere con le molle perchè (appunto) c’è di tutto. Una cosa però ho imparato forse solo di recente. Che a bordo dell’arca possono e devono salire tutti, c’è spazio, non lascio più giù nessuno. Basta tenerli a bada perchè non aggrediscano gli altri e magari tentino di fare i buchi sulla barca per farla affondare.

  22. pino scaccia scrive:
    ottobre 12th, 2008 alle 22:48

    Ma è ora di partire. Arrivederci Tblisi. Ci risentiamo da Roma (via Monaco). Ciao alla tribù.

  23. Toni scrive:
    ottobre 12th, 2008 alle 23:01

    Dunque i georgiani non hanno bombardato l’Ossetia del Sud ?
    Pino siamo sicuri che: “c’è un particolare tecnico inoppugnabile: i georgiani hanno cannoneggiato, pesantissimamente, ma non hanno sganciato bombe, quelle erano solo russe” ?

  24. Meri scrive:
    ottobre 16th, 2008 alle 15:55

    Non raccontava bugie il Turkmenbashi (guida dei turkmeni) Sapurmurat Nijazov quando diceva, alla vigilia della morte nel dicembre 2006, che il Turkmenistan disponeva di riserve che gli avrebbero permesso di esportare circa 150 miliardi di metri cubi di gas all’anno per oltre 2 secoli. E che un giacimento di gas nella regione di Mary, sud est del Paese, limitrofa all’Afghanistan, aveva riserve di settemila miliardi di metri cubi, quasi il doppio di quelle di Dovletabad, fino ad allora le più importanti del Paese (4,5 mila miliardi di metri cubi), cui attinge per le sue importazioni in Russia il monopolio Gazprom. (…) Le straordinarie riserve di Iolotan e Osman dischiudono ad Ashgabat nuove possibilità. Intanto, si riaprono nuove chances per il progetto di gasdotto subcaspico "Nabucco", quello che sarebbe destinato a rifornire la Ue di gas centroasiatico e azero, bypassando la Russia. Fino a ieri pareva ormai relegato tra i pii desideri di Washington e di alcune capitali della Ue desiderose di diversificare le forniture di gas "saltando" la Russia. Dal canto suo, la Cina può sperare in forniture di gas turkmeno più consistenti di quelle previste dagli accordi finora siglati con Ashgabat. Infine, Iolotan e Osman, per la loro posizione geografica e l’enormità delle loro riserve, possono far rilanciare un progetto americano del decennio precedente: quello di indirizzare l’export del gas turkmeno verso il Pakistan e l’India, attraverso condotti in grado di passare per l’Afghanistan. Ma allora su gran parte del territorio di quest’ultimo, esercitavano potere e controllo i talebani. Wshington abbandonò quel progetto. Oggi l’Afghanistan sia pure in modo parziale e sempre più contrastato, è controllato dalle forze armate della Nato guidate dagli Usa. Questa circostanza può concorrere al rilancio del progetto (americano) di gasdotto Turkmenistan-Afghanistan-Pakistan-India. Anche se si deve tener conto dell’aumentata instabilità del Pakistan. Non a caso Ashgabat è divenuta – specie dopo la morte di Nijazov – la mèta continua di dirigenti delle grandi multinazionali americane del settore gas-petrolifero e di personalità dell’Amministrazione Bush. E non a caso, il segretario americano alla Difesa Robert Gates (ma non solo lui, a Washington) chiede con sempre maggiore insistenza il rafforzamento della missione Nato in Afghanistan. Sole24ore

    Qualche spunto utile per rimettere a posto qualche pezzo di verità. Ad esempio, perchè (davvero) è stata scatenata la guerra in Afghanistan (i talebani cattivoni? il burka? la libertà? la democrazia? macchè….).  O cosa c’è in ballo con la Russia quando "qualcuno" si affanna tanto per "bacchettarla" e prenderla di mira, non che di motivi gravi non ve ne siano, s’intende (anche se nello stesso tempo si "accarezza" il "grande amico" Putin). Si fa tutto per la pace ed i diritti umani (adesso le risorse energetiche le chiamano così), vero?

  25. Toni scrive:
    ottobre 16th, 2008 alle 18:08

    “cosa c’è in ballo con la Russia quando “qualcuno” si affanna tanto per “bacchettarla” e prenderla di mira ? ” Bella domanda Meri ! In genere chi in politica parla tanto di diritti, di valori, di grandi princìpi, in realtà fa soltanto dell’ideologia per nascondere ben altre mire. Bisogna aver invece senso della realtà e stare concretamente ai fatti. Quanto a al ministro della difesa Robert Gate però non lo criticherei perchè mi sembra un esponente dell’ala più pragmatica, consapevole e americana nel senso pieno del termine, ovvero non ideologica e tesa a fare davvero gli interessi degli americani, come è giusto che sia. Quando politici realisti e non fanatici difendono i veri interessi del loro popolo stai sicura che nessuno pensa a fare guerre.

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