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Niente di nuovo

By pino scaccia | ottobre 13, 2008

Tornando a casa fuso dal fuso, salto a piè pari le analisi sulla crisi economica perchè tanto non ci capisco niente, evito di approfondire lo scambio di carezze americane fra B&B perchè tanto ormai sono folklore così come l’allarme di Fini su razzismo e xenofobia e la denuncia di La Russa su quei tifosi fascisti a Sofia. Certo che quando torni c’è sempre la meraviglia di riscoprire un’Italia “ben strana”, come diceva qualcuno. I tornelli a palazzo Chigi sono presi come una rivoluzione storica, l’arresto di sindaci e vicesindaci per mafiosità come una cosa normale. E’ questo il Paese che cambia? Appena il tempo di sorridere (amaro) per la scena da film capitata a Padova dove un uomo è morto in casa dell’amante e quando è arrivata la moglie è scoppiato il putiferio: mica per la morte, per le corna. Per trovare l’unica notizia vera devi fare ricerche da capogiro. Un ragazzo di vent’anni è morto oggi dalle parti di Brescia in maniera orribile, schiacciato da un macchinario in un’acciaieria. Giusto una riga, tra i flash di agenzia. Fosse stato ammazzato, che so, da un’ex modella già fidanzata con un calciatore, la madre lesbica, il padre cantante rock, una sorella velina, faccio per dire, ci avremmo costruito sopra l’ennesimo intreccio “arrapante”. No, è morto solo un povero giovane operaio. In fondo, l’anno scorso ne sono morti 1210 (tre e mezzo al giorno): dove sta la novità?

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Topics: bellitalia, lavoro | 76 Comments »

76 risposte per “Niente di nuovo”

  1. Marco Bazzoni scrive:
    ottobre 13th, 2008 alle 21:54

    Purtroppo siamo in Italia, i morti sul lavoro non fanno notizia.
    I media preferiscono parlare di altro.
    Eppure l’appello del Presidente della Repubblica Napolitano, che invitava a tenere alta l’attenzione sugli infortuni e le morti sul lavoro è solo di ieri.
    Purtroppo la cultura della sicurezza sul lavoro non manca solo nei datori di lavoro e nei lavoratori, ma ancora in tanti giornalisti, e non volermene se lo dico.
    Sei uno dei pochi giornalisti che ne parla nel suo blog. Grazie, Marco (delegato-sicurezza)

  2. Ave Massenz scrive:
    ottobre 14th, 2008 alle 10:22

    Purtroppo viviamo in un Paese dove la cultura che conta viene sottovalutata, dando spazio a ciò che non interessa a nessuno. Apprendo le notizie dal tg1, stimo il direttore Gianni Riotta ed i giornalisti che ne fanno parte. Mentre i giornali danno troppo spazio alla politica ed alle frivolezze. Della sicurezza sul lavoro, fondamentale per un Paese civile, i media hanno fatto e fanno la loro parte, ma chi dovrebbe sentire, purtroppo non sente. Il medesimo sistema per lavoro, sanità, costo della vita ecc. ecc. Il nostro Paese ha necessità di maggior educazione e severità. Cordiali saluti Ave Massenz.

  3. Mat, Milano scrive:
    ottobre 14th, 2008 alle 10:25

    Bravo Pino Scaccia. Condivido la tua critica.

  4. Padre Brown scrive:
    ottobre 14th, 2008 alle 10:29

    Bentornato. E anche io. Te eri a Tblisi io ero (di nuovo) a Bangkok. Mi sono fermato a Venezia per questioni di scalo. E cosa mi è piu rimasto impresso? Venezia, appunto. Dove in Piazza SanMarco vecchiette griffate gucci e una palandrana fosforescente mi dicono “ghe non se pol sta seduti qui”. Decoro pubblico hanno scritto. Gli rispondo in inglese. “accidenti, te go ditto che non se pole stare qui, ghe se il devieto”. Al mio what’s? sorry but i don’t undestand ovviamente non sanno che pesci prendere. Ma non mollano. Mollo io. Con un “vai in mona” mentre mi alzo (notare: non ero a petto nudo con fette di mortadella sparse per i sacri scalini della piazza, ero seduto a leggere un foglio) e lo stupore della vecchietta legal popolare. Due minuti di taxi boat mi sono costati 25euro e l’hotel 4 stelle decoroso ma non certo ristrutturato 280euro dove alla mia richiesta di cambiare lenzuola perchè bucate mi hanno soffiato al telefono. Gia, lo sbuffo di noia! Pensare che ero a dormire all’Oriental (e Pino sai sicuramente cosa vuol dire) e l’opsitalità che danno per quel prezzo, mi viene da ridere quando leggo che la Brambilla si stupisce che non siamo appetibili come nazione per il turismo..

  5. Toni scrive:
    ottobre 14th, 2008 alle 11:03

    NON È VERO CHE IN ITALIA NON CAMBIA NIENTE. BASTA INFORMARSI. SETTIMANA SCORSA È INIZIATA LA SECONDA FASE DELLA CAMPAGNA GOVERNATIVA DI COMUNICAZIONE CHE È STATA PROMOSSA DALL’INAIL E DAL MINISTRO DEL LAVORO, ON.SACCONI. L’OBIETTIVO DI QUESTA CAMPAGNA È PROPRIO QUELLO DI INCENTIVARE IMPRESE E LAVORATORI AD ADOTTARE COMPORTAMENTI RESPONSABILI E A NON METTERE A RISCHIO L’INCOLUMITÀ PERSONALE, ONDE PREVENIRE GLI INCIDENTI.

  6. latorredibabele scrive:
    ottobre 14th, 2008 alle 12:32

    Sul web il maiuscolo è considerato un urlo. E non c’è bisogno di urlare.
    Certamente il nascondere le morti bianche non aiuta a sensibilizzare su un fenomeno vergognoso. E una campagna di comunicazione a imprese e lavoratori è un fatto nuovo? Forse dal governo ci si aspetta qualche azione un tantino più concreta.

  7. latorredibabele scrive:
    ottobre 14th, 2008 alle 12:56

    Ancora due morti sul lavoro: prima un camionista, poi un operaio. Il primo Antonio Barcellona, 38 anni, di Cantalupa (Torino), è morto lunedì sera in un incidente sul lavoro. È accaduto intorno alle 23,30 a Racconigi (Cuneo), lungo la statale 20 nei pressi della società Ilva. Le circostanze dell’incidente non sono state ancora chiarite. L’uomo è rimasto schiacciato da un fascio di tubi del peso di una tonnellata e mezza che stava sollevando con un carro ponte. Per la verifica delle modalità dell’accaduto sono intervenuti anche i tecnici del Servizio prevenzione e protezione negli ambienti di lavoro (Spresal), per conto dell’Asl locale.

    Nel secondo incidente ha invece perso la vita un operaio in cassa integrazione, alla periferia di Cassino. Ludovic Fallone, di 35 anni, era un dipendente della ditta Ceva, che lavora per conto della Fiat nel settore dei carrelli. Lo stabilimento Fiat di Piedimonte San Germano in questo periodo è sotto cassa integrazione e molti dei dipendenti, e anche degli operai dell’indotto, sono fermi. La necessità di riuscire ad arrivare a fine mese vista, l’esiguità dello stipendio, probabilmente ha indotto l’uomo ad aiutare dei parenti nella ristrutturazione di una casa. Ludovic Fallone era residente a Piedimonte San Germano. Era sposato con una venticinquenne di origine calabrese, Pina Cuzzocrea, ed era padre di un bambino di 6 mesi

  8. ceglieterrestre scrive:
    ottobre 14th, 2008 alle 15:17

    Minuscolo?

    Mi piace scrivere sul foglio bianco,
    sempre con caratteri minuscoli.
    Mi piace sossurrare la bellezza
    della terra della vita.
    Vorrei raccontare al mondo intero
    quanta violenza si riceve nella vita,
    ma io non sono in grado di farlo.
    Sto tentando da anni di scriverlo
    col carattere minuscolo,
    ma il mondo è cieco è sordo,
    e la giustizia, ha perso la strada,
    anzi, conosce la strada
    del potere , e quella del più forte.
    Quanti uomini di legge giusti ,
    quanti uomini onesti lavoratori,
    hanno perso la loro vita?
    Quanti si perderanno ancora?
    Il povero indifeso è destinato
    a patire prima, adesso e poi,
    questo nelle pagine di storia
    macchiate di sangue c’è scritto.
    Cosa possiamo fare?
    Vabbè scusatemi! se esagero
    mi piacerebbe scrivere questa volta
    anche se questo significa gridare,
    vorrei scrivere a caratteri CUBITALI,
    un vaff… che c… ma non si finisce mai!

    franca bassi

  9. Tytty scrive:
    ottobre 14th, 2008 alle 16:56

    già nulla di nuovo.
    :-(
    bentornato pino

  10. NICOL scrive:
    ottobre 14th, 2008 alle 17:15

    Volevo aggiungere che i vari TG solo ultimamente (dopo le varie grandi tragedia) accenna ai vari morti sul lavoro. Prima, anni fa, non se ne parlava proprio!!!. Nella mia zona anni fa quattro mie conoscenze in incidenti diversi hanno perso la vita, ma nessun TG , se non a livello locale, se ne interessato.

  11. blogfriends scrive:
    ottobre 14th, 2008 alle 20:36

    Pietro Maso è in semilibertà. Lo ha stabilito il Tribunale di sorveglianza di Milano. Condannato a 30 anni di carcere per aver ucciso i genitori, è detenuto nel carcere di Opera e recentemente ha ottenuto diversi permessi premio. All’epoca 19enne, oggi ha 37 anni. La semilibertà prevede che il condannato esca dal carcere per partecipare ad attività lavorative, istruttive o utili al reinserimento sociale.
    Diciassette anni fa, il 17 aprile 1991, insieme a tre complici (di cui uno minorenne) aveva trucidato a colpi di spranga e padella Antonio Maso e la moglie Maria Rosa Tessari a Montecchia di Crosara, nel Veronese. I quattro si erano appostati in casa, aspettando che la coppia rientrasse da una riunione in parrocchia: quindi l’agguato. Il gruppo aveva progettato il delitto da tempo e indossava tute da lavoro e maschere di carnevale. L’obiettivo era uno: dividersi l’eredità. C’erano stati due tentativi precedenti: Maso e i suoi complici avevano provato a ucciderli con un ordigno rudimentale fatto con due bombole a gas e poi tentando di investire la madre.

  12. Toni scrive:
    ottobre 14th, 2008 alle 23:36

    il maiuscolo era accidentale….
    chi mi spiega perchè il responsabile della sicurezza nei cantieri edili viene visto come un rompiballe ?

  13. sergio scrive:
    ottobre 14th, 2008 alle 23:47

    tu lavori forse nei cantieri?
    piano piano ci spiegherai che, a Dio piacendo, si sono suicidati….

  14. roberto scrive:
    ottobre 14th, 2008 alle 23:57

    lo Stato deve “imporre” la sicurezza
    rompiballe o no, ci sono le leggi: se le aziende pagassero care queste morti….invece non pagano mai… nè economicamente nè penalmente

  15. StellAlpina scrive:
    ottobre 15th, 2008 alle 08:21

    Forse mi sbaglierò, ma siamo sicuri che i responsabili della sicurezza sui lavori…ci vadano nei cantieri? E soprattutto, siamo sicuri che facciano il loro dovere? E gli ispettori del lavoro dove sono?

  16. Padre Brown scrive:
    ottobre 15th, 2008 alle 09:32

    IL fatto non è Stella se i responsabili vanno sul luogo. IL fatto è che dovrebbero essere appunto responsabili e quindi, quando succede qualcosa, dovrebbero andare in galera. Dovrebbero. Credimi, andrebbero di piu sui cantieri. Ma in quest’Italia dove la pena è un termine che non riguarda la detenzione chissenefrega?

  17. StellAlpina scrive:
    ottobre 15th, 2008 alle 10:30

    Non è retorica dire che stiamo andando proprio allo sfascio! Ieri facevamo questa constatazione in famiglia. E’ tutto uno sfascio, dappertutto, in tutti i settori. Sui cantieri si muore perchè non si adottano le dovute misure di sicurezza, perchè spesso e volentieri gli operai lavorano in nero, perchè chi dovrebbe vigilare chiude un occhio. E mi fermo qui. Nella sanità va ancora peggio, e basta leggere la storia di zia Lella nell’ altro post. Io ho avuto i brividi, perchè non solo bisogna accettare la propria malattia, ma anche la maleducazione e l’ incompetenza di chi deve (dovrebbe) curarci. Per non parlare di chi specula fatturando materiale sanirtario in realtà mai consegnato. Il cibo? Si cambia l’ etichetta ai cibi già scaduti e si rimettono sul mercato. Due ragazzini provocano il deragliamento di un treno (che è lo stesso treno col quale viaggiavo per andare a scuola 2 anni fa!)…per passatempo!
    Dove andremo a finire?

  18. Toni scrive:
    ottobre 16th, 2008 alle 10:52

    Non siamo per niente alla sfascio. Anzi… Semmai, quello che si è sfasciata è la credibilità di certe ideologie che hanno inquinato il modo di pensare tradizionale del nostro Paese. Quella che si sta sfasciando è la pseudo cultura materialista che ha attaccato i valori della famiglia e del vero senso della vita, che trovano fondamento nelle persistenti radici cristiane del nostro popolo.

  19. StellAlpina scrive:
    ottobre 16th, 2008 alle 15:46

    Per me allo sfascio ci stiamo andando eccomne…

  20. Meri scrive:
    ottobre 16th, 2008 alle 16:10

    Urge bonifica…
    (proverei anche con una makumba…)

  21. Toni scrive:
    ottobre 16th, 2008 alle 17:54

    Stella ti sbagli non siamo per niente allo sfascio. Sicuramente ci aspetta un futuro felicissimo. A meno che non saremo noi a cercare l’infelicità. Sembra banale osservarlo ma il male fa davvero male.

  22. Ale scrive:
    ottobre 16th, 2008 alle 17:58

    Toni….. mi meravigli… ma perchè non dici che siamo nelle mani di Dio, che stavolta ti davo anche ragione?! :-)
    eh eh eh.. non sei un buon cattolico è.

  23. Padre Brown scrive:
    ottobre 16th, 2008 alle 18:14

    Toni, metti sempre tutto sull’ideologia. Il che è troppo facile e semplicistico. Tutti critichiamo il materialismo ma c’abbiamo messo le mani tutti in quella marmellata. Per poi dire che dato che era li…

  24. Padre Brown scrive:
    ottobre 16th, 2008 alle 18:16

    E cmq non sono nemmeno per il “fine pena mai”. Uno che è stato 20anni in galera ha pagato il suo conto a mio avviso. Sono quelli che ci stanno due che non pagano nulla. Sono contro la pena di morte e la morte dell’individuo in un carcere a vita. Si può cambiare e si deve. Guai ad uno stato che butta via le chiavi. Ma guai anche al nostro che non le apre nemmeno le celle…

  25. pino scaccia scrive:
    ottobre 16th, 2008 alle 18:18

    Un futuro felicissimo?
    Dai, rilassati, capita a tutti. Un pò di riposo e ci si sente meglio.

    Non faccio come te che spammi tutti i commenti. Una risposta per tutti. Da un’altra parte parli di Berlusconi come di una divinità. Calma. Capisco la fede: posso accettare il catechismo ma non il tifo politico.

  26. Toni scrive:
    ottobre 16th, 2008 alle 18:20

    Scusa Ale ma è ovvio che sia così. C’è ancora bisogno di dirlo. Il fatto è che alcuni – l i b e r a m e n t e – preferiscono non stare nelle mani di Dio. Fanno come il figliol prodigo, che come sappiamo non se l’è passata bene lontano dal Padre. Ma tu non lo sai quanta gente, volutamente, vive infelice perchè se ne sta sola nelle tenebre quando invece potrebbe essere felice ?

  27. Toni scrive:
    ottobre 16th, 2008 alle 18:22

    scusa Pino non facevo tifo ma un ragionamento

  28. Toni scrive:
    ottobre 16th, 2008 alle 18:48

    Certo Pino, “felicissimo”. Chi vive in grazie di Dio lo è

  29. Stefano scrive:
    ottobre 16th, 2008 alle 19:11

    Il governo è costretto a cancellare il decreto sulle espulsioni sia la parte sui cittadini UE sia parzialmente quella sui cittadini non UE.
    Inoltre, secondo il Corriere della Sera, verrà aperta una procedura di infrazione per il decreto Amato 2007, quello adottato quando era stata uccisa la donna a Roma. Mi fà piacere perchè ho sempre insistito che il decreto violava le direttive europee.
    Tutte le procedure emergenziali, perciò, sono bocciate.

  30. franca scrive:
    ottobre 16th, 2008 alle 20:06

    Padre Brown,bentornato!
    A Venezia ho letto che te la sei cavata con l’inglese.Bene.
    Ho una proposta da farti.Vai a “mille splendidi soli”.Clicca su “anche noi possiamo fare qualcosa”e…fai muovere quel numeratore.I comandi sono in inglese.
    P.S.ricordati “Usi obbedir tacendo”.
    Grazie.(Non mi deludere.Se no devo dare ragione a Stella)

  31. pino scaccia scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 00:13

    Ah, scrivere: “menomale che c’è Berlusconi” è un ragionamento… Complimenti per l’analisi. Peccato solo che sembra tifo.

    E per piacere, te lo dico da cattolico, non nominare sempre il nome di Dio, è controproducente: allontani invece di avvicinare.

  32. Ale scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 01:10

    Veramente il figliol prodigo se l’è passata benissimo:
    l i b e r a m e n t e ! se ti pare poco… E è stato riaccolto altrettanto bene – da buoni cristiani – in quanto ha l i b e r a m e n t e compreso e Scelto… -soltanto dopo aver sperimentato- la propria essenza.

    P.s. Franca scusa… ma se “usi obbedir tacendo”… P.B. tace… no?

  33. franca scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 08:20

    Ale,questo sì che è un messaggio criptato.
    Comunque per quello che gli chiedo(a P.B.)non serve parlare.
    Importantissimo è fare(detto alla sicula).

  34. Padre Brown scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 16:12

    Perdonami Franca ma sono arrivato alla Lesson Two: the book is on the table e Open the Window, poi da autodidatta so anche che The Pencil is on the desk, ma non so se è giusto. Poi so anche I know my chicken ma credo lo puoi sapere solo te, Franca cosa significhi.
    Provo a fare quello che mi chiedi. Ma non ho capito perchè altrimenti-devi-dare-ragione-a-Stella.. su cosa?? :-)

  35. latorredibabele scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 18:01

    Ancora infortuni mortali sul lavoro: otto vittime in ventiquattro ore. Dal Sud al Nord, la tragedia delle morti bianche non sembra arrestarsi. Ansa

  36. Toni scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 18:06

    scusa Ale ma il figliol prodigo della parabola, dopo aver abbandonato la casa del PAdre, è finito male, abbandonato dagli “amici” e a mangiare con i maiali. Buon per lui che poi, dopo la brutta fine che aveva fatto, ha capito che era meglio tornare dal Padre e che il Padre lo ha accolto….

  37. Padre Brown scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 18:17

    Fermi tutti. Io non ho accolto proprio nessuno…. sia chiaro!

  38. Toni scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 18:43

    e che razza di padre sei se non accogli nessuno ? Non c’è più religione…

  39. Ale scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 18:46

    ahahahahh! No, tu… conosci i tuoi polli…. e abbiamo capito. :)))
    Toni, è così che ti piacerebbe tanto vederla… lui che torna con la coda fra le gambe… ma voi siete troppo buoni…. e perdonate… e invece no: lui ha preso CONOSCENZA e consapevolezza, con tutti i momenti duri che questo comporta… ed è tornato a casa, che è molto diverso da chi non è “mai partito”… come si suol dire.

  40. Toni scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 19:22

    Certo, Ale, che il figliol prodigo ha preso “conoscenza e consapevolezza”, ma di cosa ? Che è meglio stare con il Padre. Certo l’altro figlio, quello che è sempre rimasto nella casa del Padre, non ha mai dovuto scendere al livello dei maiali.

  41. Ale scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 20:46

    Per questo non arriverà mai dove sta quell’altro. E’ filosofia… Toni: tanto riesci ad arrivare giù, altrettanto non ti fermerai al tiepidino piano terra… ma, per la stessa equidistanza, sei destinato al più su più su! Suppongo tu preferisci i piani terra… però. :)))

  42. Toni scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 21:29

    Ale vedo che non conosci la parabola del figliol prodigo, leggila nel Vangelo di Luca al capitol quindicesimo, versetti 11 e seguenti:

    “Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno.
    Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci.
    Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui MUIO DI FAME! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni.
    Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, HO PECCATO contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. Il servo gli rispose: È tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso.
    Gli rispose il padre: Figlio, TU SEI SEMPRE CON ME e tutto ciò che è mio è TUO; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”.

    Direi che il fratello maggiore, alla resa dei conti, è stato molto più SAGGIO del minore.

  43. franca scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 21:33

    Per fortuna,l’esegesi biblica,ha “rimesso” l’ accento su ciò che Gesù ha voluto dirci.Oggi non si parla di “parabola del figlio prodigo” bensì della “parabola del Padre Misericordioso”.Il figlio minore avrà pur sbagliato ma il maggiore rappresenta colui che guarda il peccato del fratello ma non il suo pentimento.

  44. Toni scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 21:46

    certamente Franca il fratello maggiore, che pure per la sua fedeltà condivide TUTTI i beni del Padre, non è al suo livello di misericordia. Ciò non toglie che il comportamento del figliol prodigo sia comunque sconsigliabile, a chi non sia masochista, viste le tristi vicissitudini a cui è andato incontro.

  45. franca scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 22:02

    Non ho speranza.Mi arrendo.

  46. Ale scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 22:24

    Forma e sostanza… la solita “lotta”. :))) Tra virgolette… nel senso per chi abbia ancora voglia di crederci, e di farla. Buon divertimento!

  47. Ale scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 22:29

    Ah, dimenticavo.. “NIENTE DI NUOVO”… :)))
    che palle lo posso dire, o risulto troppo critica? :-)
    Tutto il resto è noiaa… no, non ho detto gioia ma noia noia noia…. Tanto non capirete mai, e ci rinuncio davvero, In bocca la lupo.

  48. franca scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 22:45

    Ale,scusami,non era mia intenzione annoiarti.

  49. Ale scrive:
    ottobre 17th, 2008 alle 22:55

    Figurati! sono abituata!.. :-) ultimamente.
    Dai, poi vi rispondo…

  50. Padre Brown scrive:
    ottobre 18th, 2008 alle 09:48

    Franca visto che il posto è pubblico non è che se si annoia Ale allora non va bene quello che scrivi.. Tanto Ale ritorna.. ritorna sempre dopo aver sbattuto la porta

  51. Ale scrive:
    ottobre 18th, 2008 alle 10:43

    Franca scusa… è. C’ho un carattere… che non mi sopporto neanche io. Figurati se mi annoiavate, anzi grazie delle chiacchiere! E’ che ho poca pazienza, anche se poi con me ne serve almeno il triplo… :))) (un classico no), vabbè dai: “ognuno abbiamo i suoi difetti”! chi è che lo diceva non mi ricordo. Niente comunque… torniamo al figlioletto molto prodigo… io la vedo così: c’è misericordia, perdono, il classico fratello rompiscatole che non manca mai, e lui che, affatto masochista ma desideroso di conoscere e sperimentare… in modo oltretutto pure voluttuoso altro che masochismo…… ha raggiunto un livello di coscienza superiore prima di “tornare a casa”. oh. Cioè si è assunto le sue responsabilità solo dopo aver sperimentato e portato a livello di coscienza….. capito, non per supina acquiscienza…..
    Infatti vedi, anche obbedire no… viene da ob-audio: ascoltare da dove derivano certi impulsi e solo a quel punto acconsentire. :-)
    Ecco, per la gioia di chi non può vivere senza comandare nella vita… ho lasciato questa informazione…. :))) e vi auguro buon week end!
    (ohi ohi non mi ci mandate è!) :)))))

  52. Ale scrive:
    ottobre 18th, 2008 alle 10:57

    Ufff… guarda che una te la lascio passare ma poi no è…! :-)
    Eh……. mica perdono sempre….. io….. ahahah! ti ricorda qualcosa?
    Dai fratello SOLE… un salutino impertinente da sorella Luna…

  53. lorena scrive:
    ottobre 18th, 2008 alle 12:28

    Ritorniamo al Figliol prodigo, io la interpreto così.
    Nel figliol prodigo si vuole rappresentare , anche il libero arbitrio che noi tutti abbiamo , perciò siamo liberi di andare per il mondo , ed anche di peccare, poi comunque sappiamo che Dio è padre e madre rappresentato così bene in un bellissimo quadro di Rembrandt dove si può benissimo vedere il figliolo che torna si inginocchia al Padre e le mani del Padre che lo abbraccia sono una femminile ed una maschile a rapppresentare anche la tenerezza della madre.
    bellissimo .
    La figura più oscura la fa il fratello grande p’erchè nonostante sia sempre stato vicino al padre poco aveva capito della misericordia e del perdono .
    grazie a presto

  54. franca scrive:
    ottobre 18th, 2008 alle 12:41

    Lorena,era quello che intendevo dire.
    Per inciso ho sempre patteggiato per il figlio minore.Il maggiore tutto così perfettino mi fa venire il nervoso.Poco umano.

  55. lorena scrive:
    ottobre 18th, 2008 alle 13:01

    grazie , Franca della condivisione , a volte mi sento una marziana , soprattutto verso a chi crede di aver capito tutto

  56. franca scrive:
    ottobre 18th, 2008 alle 13:09

    In “casa nostra” ne abbiamo…qualcuno.

  57. anna rita scrive:
    ottobre 18th, 2008 alle 13:24

    Salve a tutti voi!!!!
    Non sò se vi ricordate di me….x 1mese nn vi ho più scritto perchè il mio cuore si era spezzato…e non volevo più sentir parlare di missione, di alpini e…..
    Oggi sono quì e vi scrivo, felice perchè sono ritornata ad essere una delle tante ragazze di “Alpini e quelle che restano a casa”.
    Sono felice e voglio condividere questa mia gioia con voi. In tutti questi mesi mi avete fatto tanta compagnia…spero avervi sempre come compagni di viaggio lungo il mio cammino di vita ma prima di tutto sentimentale.

  58. franca scrive:
    ottobre 18th, 2008 alle 14:07

    Anna Rita,bentornata.
    “Scopri(nel tuo caso riscopri) l’amore e fallo conoscere al mondo” diceva Gandhi.

  59. latorredibabele scrive:
    ottobre 18th, 2008 alle 23:51

    L’ultima morte bianca nel Cosentino: un operaio di 53 anni, Lucio Caruso, è precipitato da un’impalcatura di un cantiere a San Sosti. Sposato, padre di due figli, stava lavorando con altri colleghi nel viale che porta al Santuario del Pettoruto.

    Ieri, i morti sul lavoro sono stati otto. “Basta: il Paese è stanco di questo stillicidio”, ha detto il presidente del Senato Renato Schifani. “Le leggi ci sono, servono più controlli”. Ma poi se l’è presa con gli operai e la loro scarsa cultura sul tema della prevenzione: “Bisogna educare al rispetto del regole la classe operaia”, ha detto Schifani, rinnovando le antiche critiche che imputano alle vittime la responsabilità degli infortuni.

  60. Marco Bazzoni scrive:
    ottobre 18th, 2008 alle 23:52

    Egregio Presidente del Senato Renato Schifani, oggi mi è capitato di leggere un suo intervento a Cernobbio, davanti alla Coldiretti, riportato in una nota dell’Agenzia Stampa ASCA, da titolo “MORTI BIANCHE: SCHIFANI, VERIFICARE CONTROLLI ED EDUCARE CLASSE OPERAIA “, dice:

    “che le leggi ci sono….occorre verificare la qualita’ e l’intensita’ dei controlli e fare in modo che la stessa classe operaia venga formata ed educata al rispetto delle regole”
    Vorrei dirle, che non è solo la classe operaia che deve essere educata e formata al rispetto delle regole, ma anche la classe imprenditoriale.
    O forse lei ritiene il contrario?
    Sembra quasi che la colpa delle morti sul lavoro sia da imputare ai soli operai, quando tutti sanno benissimo che i primi a non rispettare le regole solo gli imprenditori, che se ne strafregano della sicurezza nei luoghi di lavoro, considerata solo un ulteriore costo per l’impresa, e non un investimento sulla sicurezza dei propri dipendenti.
    Questo suo intervento mi ha stupito, per non dire indignato.
    E’ l’ora che di finirla con le parole, e di passare direttamente ai fatti, e quando dico fatti, intendo cose molto chiare:

    sblocco assunzione tecnici della prevenzione dell’Asl, insegnamento sicurezza nei luoghi di lavoro fin dalle scuole elementari, anche se il decreto Gelmini va nella direzione opposta (si parla solo di tagli), carcere per gli imprenditori responsabili di infortuni gravi o mortali, dato che non c’è ne finisce uno di loro in galera.
    E’ così difficile da capire?
    Marco Bazzoni –Operaio e Rappresentante dei Lavoratori per la sicurezza.

  61. Toni scrive:
    ottobre 19th, 2008 alle 15:02

    Gli incidenti del lavoro ci saranno sempre finchè ci sarà lavoro. Così come ci saranno incidenti stradali finchè ci saranno le strade. Certa stampa ne parla molto e con enfasi solo perchè ha interesse politico a fare polemiche e non perchè voglia migliorare le condizioni di lavoro.

  62. pino scaccia scrive:
    ottobre 19th, 2008 alle 22:22

    Certo, la colpa è dei giornalisti che ne parlano. Certo, molto meglio non parlarne così abbiamo tutti la coscienza tranquilla e il governo non deve faticare a trovare una soluzione. Neanche in Somalia parlano più così. Scusa se ti abbiamo disturbato

  63. leo scrive:
    ottobre 19th, 2008 alle 22:27

    Cara Redazione

    Venerdi’ 17 ottobre e’ stato raggiunto un nuovo record, da non essere certo orgogliosi per un paese civile, industrializzato, democratico, come il nostro, sono morti 8 lavoratori in un giorno solo.
    Erano sani e forti lavoratori, credevano di essere tutelati coccolati dal proprio lavoro, sono stati traditi da qualcuno senza scrupoli.
    Il mattino avevano salutato moglie e figli ci vediamo stasera, non sapendo che non sarebbero piu’ tornati con le loro gambe.
    In una intervista su TV 7 Cesare Damiano ex minitro del lavoro si fregiava di aver contribuito all’ assunzione di nuovi 1300 Ispettori del Lavoro( Ispettori del lavoro si occupano della regolarita’ del rapporto di lavoro)
    avendo solo una piccola delega, sui cantieri edili, previa informativa alla ASL di competenza.Gli ispettori da assumere sono gli ispettori ASL organo proposto all’ applicazione ed al controllo delle normative di sicurezza sul lavoro. In Italia abbiamo solo 1950 ispettori per piu’ di quattro milioni di aziende.
    Il ministro La Russa dichiaro’ che dal 1 Settembre avrebbe fatto controllare a tappeto da Carabinieri ed Esercito i vari cantieri sul territorio.
    Il Presidente di Confindustria e il ministro Sacconi dichiararono che i morti sul lavoro il 50% si dovevono imputare a morti su strada.
    Il sottosegretario Castelli dichiaro’ che i dati INAIL sulle morti sul lavoro erano dati gonfiati.
    La terza carica dello Stato, il Presidente del Senato Schifani, dopo questo venerdi’ nero ha dichiarato ” bisogna educare al rispetto delle regole la classe operaia” ( dovrebbe solo vergognarsi su tale dichiarazione)
    Il sindacato che dovrebbe tutelare i diritti e la salute dei lavoratori ,non e’ riuscita ad organizzare uno sciopero generale con manifestazione a Roma, forse ha paura di dover offrire il cestino del pranzo a 1-2-3- miloni di lavoratori. I vari esperti o gionalisti dichiarano che in Italia avvengono 3 morti per lavoro al giorno, calcolando che loro fanno la media su 365 giorni, ma se togliamo sabati, domeniche e festivita’ vedrete che siamo a
    5 morti al giorno. Il signor operaio, lo scrivente vuole contestare che i dati INAIL sono sottostimati e non soprravvalutati come qualcuno dichiara.
    L ‘ INAIL si occupa solo dei lavoratori assicurati, pertanto i lavoratori autonomi, i lavoratori in nero, i lavoratori andati in pensione , morti per malattie professionali, vedi amianto non fanno statistica per L’ INAIL per me sono lavoratori morti per lavoro”.Basta con le speculazioni delle ASL sugli infortuni e sui morti sul lavoro.”
    I politici in molte occasioni chiamano i morti sul lavoro ” MARTIRI SUL LAVORO” voglio solo rammentargli che i martiri, lo scelgono per fede religiosa o per ideali, i lavoraori non scelgono di morire.
    Molti politici sostengono di aver scelto di fare politica per missione ,gli consiglio di far un bel pellegrinaggio nelle citta’ come Torino,Cuneo,Fossano,Campello,Monfalcone,Taranto,Carbonia,Mineo,Ortezzano,ecc. dove il Dio denari ha brucato tante vite umane e spiegare, alle mogli che sono rimasti senza mariti, a quei figli rimasti senza padre, a quelle mamme rimaste senza figlio ,il perche’.
    Il mio senso civico mi imponeva di non poter stare piu’ zitto, a voi le considerazioni della problematica di questa piaga sociale che ci affligge ormai da mezzo secolo.
    Ringrazio tutti quelli che hanno voluto firmare questo scritto, membri del Comitato Giuseppe Coletti morto a Campello sul Clitunno ( VEDI UMBRIA OLII)

    Leopoldo Pileggi rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di Correggio
    Dott. A.Bagalio– medico del Lavoro-gia’ UPG.Dirigente ASL
    Lorena Coletti sorella di Giuseppe Coletti morto sul lavoro a Campello
    Alessandra Arezzo mediatrice Culturale di Roma

  64. Marco Bazzoni scrive:
    ottobre 19th, 2008 alle 22:31

    Bisognerà attendere il prossimo 9 febbraio prima di conoscere se la Corte di Cassazione accoglierà o meno la richiesta di ricusazione avanzata dall’avvocato Giuseppe La Spina, difensore di Giorgio Del Papa (l’a.d. della Umbria Oli dove il 25 novembre 2006 indagato per l’esplosione che costò la vita a 4 operai della ditta Manili di Narni), nei confronti dei giudici del Tribunale di Spoleto.
    Gli ermellini del Palazzaccio, infatti, giovedì scorso hanno fissato per febbraio prossimo una Camera di consiglio durante la quale valuteranno la richiesta di ricusazione e, probabilmente, anche la competenza della stessa Corte sulla istanza. Un’altra battuta d’arresto dunque per quanto attiene il procedimento penale. Bisognerà quindi attendere altri quattro mesi prima di sapere se il processo potrà proseguire a Spoleto o dovrà essere spostato in altra sede.
    Continua invece spedito il procedimento in sede civile, quello che ha visto Del Papa avanzare una richiesta di risarcimento danni per oltre 35 milioni di euro ai famigliari delle vittime e all’unico superstite dell’esplosione, Klaudio Dimitri, il quinto tecnico della Ditta Manili.
    Una richiesta che, come si ricorderà, fece il giro dei giornali nazionali e internazionali sollevando l’indignazione di forze politiche e sindacali.
    L’azione risarcitoria si basa sulla perizia dell’ingegner Pecchioli, secondo il quale ci sarebbero delle responsabilità in capo all’operato dei tecnici della ditta di Narni.
    Un documento che è stato però fortemente contestato dai legali e dai periti della vedova di Manili, che hanno ravvisato alcune irregolarità nelle procedure, e di cui si parlerà mercoledì prossimo dinnanzi al giudice Falfari (che sostituisce il presidente Pinelli che nel frattempo ha deciso di astenersi sul processo civile).

  65. andrea scrive:
    ottobre 19th, 2008 alle 22:49

    Martedì 21 ottobre alle ore 20 al cinema Astra di Trento verrà proiettato il film di Mimmo Calopresti “La fabbrica dei tedeschi” che racconta la strage alle acciaierie Thyssen Krupp di Torino del dicembre scorso. L’ingresso è libero e gratuito.
    Passate parola. Grazie

  66. Toni scrive:
    ottobre 20th, 2008 alle 08:39

    Caro Pino, non basta parlare ma bisogna fare. Ed è esattamente ciò che sta facendo il governo.

  67. pino scaccia scrive:
    ottobre 20th, 2008 alle 09:31

    Sette commenti, apro stamattina e su 11 nuovi commenti, sette sono tuoi: su tutto e su tutti. Stai sfiorando lo spam.

  68. Toni scrive:
    ottobre 20th, 2008 alle 11:45

    Va bene, ho capito, tolgo il disturbo. Buona giornata

  69. pino scaccia scrive:
    ottobre 20th, 2008 alle 12:10

    Ti sto solo chiedendo di non monopolizzare il blog.

  70. Marco Bazzoni scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 19:35

    I morti sul lavoro di oggi sono quattro.

  71. latorredibabele scrive:
    novembre 1st, 2008 alle 14:08

    I morti sul lavoro di oggi sono due.

  72. Marco Bazzoni scrive:
    novembre 2nd, 2008 alle 15:42

    ESPLOSIONE UMBRIA OLII, GIUDICE FORNACI: “CONSULENZA DI PARTE NON VALIDA”
    Colpo di scena per il processo civile. Potrebbe decadere la richiesta di risarcimento di Del Papa per 35 milioni
    Spoleto – 01/11/2008 14:17
    ESPLOSIONE UMBRIA OLII, GIUDICE FORNACI: “CONSULENZA DI PARTE NON VALIDA””
    di Ilaria Bosi (*)
    La perizia del Tribunale su cui la Umbria Olii ha basato la maxi richiesta di risarcimento (oltre 35 milioni di euro) all’unico sopravissuto e ai familiari delle quattro vittime della strage non solo non è valida, ma non si dovrà neanche rifare. Il colpo di spugna su quanto fatto finora in sede civile è arrivato col pronunciamento del giudice Augusto Fornaci che ha sciolto la riserva presentata a luglio dal suo predecessore, che poi si è astenuto per «motivi di opportunità». Il nuovo giudice ha dichiarato chiuso il procedimento dell’accertamento tecnico preventivo (così si chiama la perizia in questione), bocciandone diversi aspetti procedurali e ravvisando la nullità e l’inutilizzabilità dei principali elementi con cui si è arrivati a individuare le responsabilità della strage nello stesso operato dei lavoratori morti. Insomma, quella perizia, se proprio doveva essere fatta, avrebbe dovuto svolgersi con ben altri criteri e soprattutto con l’autorizzazione del giudice ad alcune iniziative del consulente. Nelle otto pagine dell’ordinanza, Fornaci sottolinea infatti come in alcuni frangenti l’operato del tecnico incaricato sia stato svolto «in modo irrituale, al di fuori e oltre i limiti del mandato conferitogli». Nel mirino, soprattutto, c’è l’acquisizione della testimonianza di un ex collaboratore della Manili, la ditta narnese che eseguiva kla manutenzione, secondo cui il titolare (morto nello scoppio) era a conoscenza dei rischi cui andava incontro. Una testimonianza che, se chiamata dalla difesa di Del Papa, potrà essere ammessa nell’eventuale processo penale, ma che non rientrava certo tra le attività demandate al tecnico incaricato in sede civile. Nell’ordinanza si evidenzia anche come sia «estremamente arduo» individuare, ancor prima che si concluda il procedimento penale (fermo all’udienza preliminare), l’esistenza di una fondata pretesa risarcitoria da parte della Umbria Olii, se non altro perché il suo legale rappresentante risulta al momento come l’unico indagato per la strage: «Sembra appena il caso di sottolineare _rileva il giudice, replicando al fatto che la Umbria Olii ha indicato tra le finalità della perizia civile quella di supplire alle “inadeguate e carenti” indagini penali_ che altri e più specifici rimedi appresta il codice processuale penale a tutela del diritto di difesa dell’indagato». Insomma, del risarcimento si potrà semmai parlare soltanto quando verranno stabilite le effettive responsabilità della strage.
    Intanto, a Campello, ci si prepara al secondo anniversario della strage, il 25 novembre: oltre alla carovana delle morti bianche, promossa da “Articolo 21″, sono in programma diverse iniziative di memoria e confronto. Il Comune, per l’occasione, scoprirà un monumento per non dimenticare, mentre Cgil, Cisl e Uil daranno vita a una manifestazione per riportare al centro di tutto, come ha sottolineato il segretario della Cisl Bruno Piernera «la dignità del lavoro e della persona e non la logica del profitto».

  73. Marco Bazzoni scrive:
    novembre 7th, 2008 alle 22:26

    Nessun mezzo d’informazione se ne è accorto, ma oggi, purtroppo, è morto un altro operaio.
    Spero che almeno adesso che ve l’ho segnalato, Vi degnerete di riportare la notizia sui vostri siti web.
    Io capisco, che la maggior parte dei mezzi d’informazione siano impegnati con l’elezione a Presidente degli Stati Uniti D’America, Barak Obama, ma nel nostro paese, c’è una guerra in corso, che miete vittime tutti i giorni, e quando non miete vittime, ti lascia gravemente invalido
    E’ la guerra sul lavoro, e gradirei, che anche a quella fosse dedicato lo spazio necessario, perchè non la si può sottovalutare o parlarne ogni tanto.
    Marco Bazzoni-Operaio e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

  74. latorredibabele scrive:
    novembre 9th, 2008 alle 21:40

    E’ morto folgorato dopo avere urtato un cavo dell’energia elettrica mentre era all’opera in un cantiere per la costruzione di una villetta. E’ successo a Mascalucia, nel Catanese.

  75. latorredibabele scrive:
    novembre 11th, 2008 alle 20:16

    Altri due morti oggi sul lavoro.

  76. silvi scrive:
    giugno 19th, 2010 alle 18:54

    Accipicchia questa si chiama discussione!!!!!Vera!

Commenti