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“Voglio raccontare questo pianeta malato”

By pino scaccia | ottobre 20, 2008

  “Ho 25 anni, da quattro giro per il “mondo” in cerca di me stesso… Lo faccio perchè non ho trovato me stesso nel mio amato Paese, e ciò mi duole. Sono cresciuto in una situazione abbastanza complessa (…) Spesso mi sono trovato fuori strada, ferito, a pezzi. Per fortuna qualcosa ce l’ho ed è il carattere, la passione, la forza che non ho, ma cerco sempre di tirar fuori. Dopo quattro anni ho capito cosa voglio fare nella vita. Ora vivo (all’estero)  e sto studiando fotografia, perche il reporter di guerra, sarà ciò che farò. Sto cercando aiuto, magari sostegno morale, magari solo consiglio, non lo so, ma le idee, per la prima volta nella mia breve vita, le ho molto chiare. Perchè il reporter di guerra? Perchè la guerra rappresenta quello che ancora siamo, e per ricordare a chi conviene dimenticare, che viviamo ancora in un pianeta malato; e sempre più. Non voglio che la gente dimentichi che il dolore e la sofferenza di un Paese, è quella di tutti, perchè la globalizzazione questo dovrebbe insegnare, l’unicità della vita umana senza distinzione, e non la moneta unica, o il mcdonald. Voglio imparare, voglio fare, non ho paura della morte (ancora), e so che posso farcela, ma ho bisogno di guida o consiglio. Se vorrà rispondermi, ed aiutarmi, gliene sarei molto grato. Con ammirazione”. Fabrizio

Che bella lettera. Ne ricevo ogni giorno di lettere così, ma questa forse è la più bella di tutte perchè c’è anima, forza, modestia, la voglia di sfondare e il desiderio di pensare agli altri. Amo così profondamente questo mestiere, e temo un futuro senza cronisti, che mi emoziona scoprire quanti giovani in effetti siano ancora intenzionati a raccogliere il testimone. Ne ho incontrati tanti l’altro giorno a San Benedetto del Tronto e ne incontro tanti in giro per le università, per non parlare delle email. Non ci sono soltanto quelli che cercano scorciatoie, non solo tronisti, ma anche chi studia ed è disposto a rischiare (non parlo della vita, quello sarebbe il meno). E finchè sopravviveranno questi entusiasmi, il mondo (quello difficile, quello malato) può stare tranquillo: ci sarà sempre qualcuno a raccontarlo. E a difenderlo.

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Topics: persone, reporter | 18 Comments »

18 risposte per ““Voglio raccontare questo pianeta malato””

  1. meri scrive:
    ottobre 20th, 2008 alle 20:53

    Fabrizio, cerca di non cambiare mai.
    Perchè stai sicuro che cercheranno di farlo.
    Forse non farai la carriera da vip, non ti inviteranno nei talk show e non guadagnerai tanti soldi ma avrai tenuto fede ai tuoi ideali e, terminata la tua carriera, avrai tanta gente semplice che ti ringrazierà per il tuo lavoro. Perchè avrà saputo scegliere e giudicare in base ai fatti e non alle mistificazioni ed alla propaganda mascherata da giornalismo.
    Cerca a tutti i costi di raccontare quello che vedi, e non ti fermare a quello che ti lasciano vedere. Considera che dietro i tuoi occhi ci saranno quelli di migliaia ( a volte milioni) di persone che formeranno le loro opinioni anche in base ai fatti che tu riporterai ed a come lo farai.
    Ti auguro tanta fortuna (e di trovare un buon negozio di scarpe, perchè di suole ne dovrai consumare, forse te lo avrà già scritto anche Pino)

  2. ceglieterrestre scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 07:15

    .Il nostro pianeta è malato e sappiamo benissimo di chi è la colpa, cosa si fa per curarlo?
    Caro Fabrizio grazie per regalarci il tuo entusiasmo, e grazie Pino per aver postato questa lettera.Come scrive Meri, sono sicura che Fabrizio dovrà consumare tante scarpe, se deidera veramente quello che scrive.Fabrizio troverai tanti ostacoli, cammina a testa alta, arrampicati sulle difficoltà anche a piedi nudi, troverari sicuro quello che cerchi. Amo tantissimo l’immagine, se avessi la tua età, io cercherei di fotografare la pace, e il nostro pianate che è meraviglioso, per far capire all’uomo, che la nostra cattiveria, sta distruggendo la terra dove camminiamo, le tue immagini questo devono far comprendere , devono dare la speranza di costruire un a vita migliore, devi essere felice di non trovare mai più ,immagini di guerra, ricordati bene questo che ho scritto Fabrizio, un grande abbraccio Dio ti protegga.franca bassi

  3. NyFrigg scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 08:47

    Fabrizio, una cosa di cui sono certa è che ti sei rivolto al reporter giusto. Sono contenta che Pino possa insegnare qualcoa a persone come te, anche se credo che il miglior insegnamento lo avrai dall’esperienza.
    Mi associo a Meri nel dirti “non ti fermare a quello che ti lasciano vedere”. Con la tua macchina fotografica cerca di andare oltre, parla con la gente, fatti raccontare e poi racconta tu stesso. Ti auguro di essere indipendente e di raccontare sempre la verità.

  4. franca scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 09:42

    Fabrizio,tu sei l’esempio di ragazzo da contrapporre a quei giovani che,
    pur avendo molto dalla vita,sono sempre “annoiati”.
    Ti dedico queste parole di Madre Teresa.

    Il meglio di te.
    L’uomo è irragionevole
    illogico,egogentrico:
    non importa, amalo.
    Se fai il bene,
    diranno che lo fai
    per secondi fini egoistici:
    non importa,fà il bene.
    Se realizzi i tuoi obbiettivi,
    incontrerai chi ti ostacola:
    non importa,realizzali.
    L’onestà e la sincerità
    ti rendono vulnerabile:
    non importa,sii onesto e sincero.
    La gente che hai aiutato,
    forse non te ne sarà grata,
    non importa,aiutala.
    Dà al mondo il meglio di te,
    e forse sarai preso a pedate:
    non importa dai il meglio,di te.
    mammafranca

  5. lorena scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 09:48

    sottoscrivo, meri,cegliterrestre, NyFrigg, è un piacere leggervi a Fabrizio mille in bocca al lupo , vai e pensa solo con la tua testa ,ti aspettiamo

  6. StellAlpina scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 11:05

    Siamo quasi coetanei, Fabrizio, e ti ammiro per questa tua voglia di documentare, di fare esperienza, ma soprattutto apprezzo l’ umiltà che ti caratterizza. Sai di dover imparare molto, non parti come quelli che credono di sapere già tutto. e credo anche tu abbia scelto la persona più adatta per chiedere un consiglio.
    Un grande in bocca al lupo.

  7. Padre Brown scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 11:42

    Fuori da coro la mia voce perchè (ormai) profondamente realista e scettico cronico. Ma che ci sia qualcuno a raccontarlo non avevo dubbi. I miei dubbi, miei cari, nascono su “qualcuno che le pubblichi” quei racconti. Se gira il mondo come ha detto avrà certamente notato come la realtà sia ben diversa da quella che ci raccontano. E non è colpa dei cronisti,ma degli editori che sono troppo spesso se non sempre gli stessi fornitori di quella guerra. O comunque amanti (intesa come sessuale non come che-amano-la-guerra). Spero che tu Fabrizio sia presto un bravo fotografo di guerra, fatto di racconti e non di scoop, Capra e altri possono insegnarti molto. Ma spero, molto di piu, che tu trovi un modo per divulgarle quelle foto e la loro verità.
    PB

  8. Ale scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 12:25

    Caro Fabrizio, anch’io realista, e pure momentaneamente “riesumata”… :)) dalla tua bellissima lettera, posso dirti che ci sono solo due strade per riuscire: o sei molto molto bravo, un grande talento sviluppato con passione, una specie di Genio, o la strada in alternativa è un’altra…. Poi, il tuo talento ti dovrà essere riconosciuto, e infine la Fortuna, che come diceva Napoleone… :))) Detto ciò, Vai!! Col tuo fervore, potrai guarire un pezzettino di pianeta… e trasformare, anche, tutto il dolore che vedrai in poesia… ad ‘arte’. Restituendone la dignità e la bellezza, perse nella crudezza della vita. Fervidi IN BOCCA AL LUPO!

  9. Padre Brown scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 14:48

    era Capa ovviamente… scusate.

  10. Fabrizio scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 16:30

    wow
    non so cosa dire…a parte che ho pianto come un bimbo davanti a tutto l’internet cafè…. 😉
    Grazie

  11. pino scaccia scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 16:55

    Fabrizio…siamo tutti con te.

  12. Meri scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 17:02

    Solo chi ha un’anima riesce a piangere senza problemi davanti a tutti. E solo chi ha un’anima può diventare un vero reporter.
    😉

  13. StellAlpina scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 17:07

    Non vorrei uscire fuori tema, ma ho appena letto che “una corte d’appello afghana ha annullato la sentenza di condanna a morte contro uno studente di giornalismo accusato di blasfemia, condannandolo però a 20 anni di reclusione. Secondo l’accusa il giovane, Parwez Kambakhsh, interrompeva le lezioni facendo domande sui diritti delle donne previsti dall’Islam, e ha distribuito illegalmente un articolo stampato da Internet, in cui si chiedeva perché la fede islamica non si modernizza per dare più diritti alle donne. La condanna a morte nei suoi confronti era stata presa a esempio della deriva conservatrice dell’Afghanistan di oggi”. Si tratta pur sempre di un giovane ragazzo desideroso di documentare il vero.

  14. NyFrigg scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 17:13

    Stella, questa notizia è fantastica!! Non posso dire niente… ma forse presto lo saprai. Sono contentissima … vero Meri? :-)

  15. StellAlpina scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 17:33

    E’ fantastica perchè era troppo assurdo che un ragazzo venisse condannato a morte “solo” per aver cercato di difendere le donne del suo paese. Ma Meri cosa c’entra?

  16. pino scaccia scrive:
    ottobre 21st, 2008 alle 17:35

    C’entra, c’entra. Indirettamente.

    (Ho messo la notizia comunque nel post successivo)

  17. Bebo scrive:
    ottobre 27th, 2008 alle 03:54

    Piangere in un internet cafe´o in qualsiasi altro posto non e’ importante. Farlo e´quello che importa.
    Puoi essere, quello che io avrei sognato di essere e per il solo fatto che sei nato tu e io non ho potuto farlo, mi fa sentire invidia e nello stesso tempo orgoglio nei tuoi confronti. Ti voglio bene.
    Buona fortuna.
    tuo padre.

  18. pino scaccia scrive:
    ottobre 27th, 2008 alle 10:37

    Che bello. Lo dico da padre.

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