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Una rabbia pulita

By pino scaccia | ottobre 23, 2008

Sono tornato in piazza, molti chilometri, tanto ardore giovanile. Una rabbia pulita: fatta di cuore ma soprattutto di testa. Bello, mi è piaciuto. Mi piace sempre quando i giovani si muovono. Nonostante le speranze scellerate di alcuni non è successo niente, nel senso che non ci sono stati incidenti. L’aspetto sicuramente più positivo è stato il muoversi insieme, “trasversalmente”. E in maniera dichiarata. Il cartello più simpatico è stato quello delle ragazze “destrumentalizate”, come dire: non ci provate, qui non c’entra la politica, anzi i partiti, siamo tutti studenti e abbiamo le stesse idee. Avendo (purtroppo) una quantità d’anni che mi permettono di ricordare (direttamente) il ’68, diciamo che adesso è diverso, non c’è proprio aria di rivoluzione, ma la protesta è vera, sincera, viva. Ed è sempre un grande segnale quando arriva da chi è chiamato a costruire il futuro. E poi quel grido, ripetuto: “Non abbiamo paura”. Chi tiene le redini del Paese deve avere l’accortezza di non dimenticarlo. Il servizio al Tg1 delle 20

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Topics: bellitalia | 78 Comments »

78 risposte per “Una rabbia pulita”

  1. lorena scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 09:15

    Ho assistino a più dibattiti sulla scuola , perciò quello che chiedo è questo: gli studenti sono politicizzati, sono inviati dai partiti, non hanno pensieri propi, solo i ragazzi di sinistra vanno a manifestare, oppure le manifestazioni sono trasversali, hanno capacità di proporre e di coordinarsi.
    Perchè se è”come suppungo che sia” per richiamare l’attenzione costruttiva sul loro futuro potrebbe essere pericoloso deriderli oppure ostacolarli minacciando interventi della polizia , senza dare il giusto ascolto ai gravosi problemi della scuola.
    Di una cosa credo di avere la certezza questo guasto è trasversale a tutta la politica e la politica tutta deve mettersi a dialogare per proporre una riforma seria, non solo di tagli, ma ci riuscirà questa politica artefice dei molti problemi attuali

  2. pino scaccia scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 09:48

    L’ho scritto: la protesta è trasversale. Certamente molti sono politicizzati ma c’erano anche studenti di destra. Nel servizio subito dopo il mio cè un’intervista interessante e anche le ragazze “destrumentalizzate” non sono di sinistra. La stessa An del resto tratta con le molle la protesta, nel senso che si distacca dalla posizione del presidente del consiglio. Insomma, la “rivolta” è una cosa seria, da prendere seriamente.

  3. lorena scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 10:06

    Lo so e lo sappiamo , ma coi tempi che corrono è sempre meglio ribadirlo , più e più volte , perchè in un dibattito questa mattina sulla Sette Liguori ribadiva anzi urlava “e’ una minoranza, politicizzata sappiate che è una minoranza”

  4. Ale scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 10:07

    Infatti la frase che mi ha colpito è proprio “Noi non abbiamo paura”. Dal coraggio e pulizia interiore – tipo film di Salvatores…- alla drammaticità nella consapevolezza di chi perso tutto prima ancora di iniziare. Sono tutti studenti, ma prima di tutto sono esseri umani giovani, pieni di energie…. e senza futuro. Non è il ’68 lorena, è comunque diverso. Soprattutto perlomeno per il contesto “storico” del momento. E per tante altre cose. Pino… ce ne parli….?

  5. pino scaccia scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 10:23

    Lorena, perchè? Perchè c’è chi fa politica, sempre, la butta sempre in politica. Certo se fosse una protesta di parte perderebbe valore, si tenta di far passare l’idea che sia strumentale. Invece è reale, globale.Non entro nel merito ma la protesta riguarda tutti gli studenti.

    Ale, ne parleremo. Con calma. Non è facile.

  6. Ale scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 10:37

    Sì, lo so. Ok. No è che, precisando che ci auguriamo tutti non si torni a quei disordini naturalmente, visto già il momento economico allucinante… e poi, questa è solo una mia idea, ma i “revival” devono tener conto anche della diversità non solo nei “contesti”, che ogni epoca ha i propri, ma delle persone soprattutto, che non sono come 50 anni fa, o 40 anni fa. Solo mi attraeva il fervore di quegli anni, gli ideali… soprattutto in America. La musica che fioriva… ecc ecc, smetto sennò sembro uscita da una comune hippy, e poi ora non c’entra. Appunto.

  7. lorena scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 10:41

    quando leggo che Cossiga invita a “picchiare ” gli studenti universitari e i “docenti che li fomentano” mi preoccupo, Cossiga ha libertà di parola non è una Lorena qualsiasi.
    Su un giornale nazionale ho trovato una lettera aperta a poliziotti e carabianieri, premetto mi ha fatto venire i brividi per quanto è toccante
    il titolo della lettera
    ” LASCIATE PARLARE I NOSTRI RAGAZZI SONO CON VOI, NON CONTRO DI VOI”

    cara Ale lo so che non è il 68 molti muri sono crollati, per fortuna, la politica ora dovrebbe avere più possibilità di dialogo non c’è dietro un movimento idelogico come allora, anche se vogliono farcelo credere, ma se aspettiamo troppo poi i giovani in quanto tali si spazientiscono , occorre moderare i termini .

  8. pino scaccia scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 11:20

    Capire il ’68 non è facile. Ma certo siamo lontani anni luce. Allora c’era la “gioia” della rivolta, la voglia di cambiare il mondo, l’entusiasmo dell’avventura. Quel che colgo adesso nei giovani (e mi angoscia) è la grande tristezza, si sente che c’è una precarietà dentro molto pesante.

  9. lorena scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 11:44

    leggere il passato , cercare di capirlo , è necessario , guai perdere la memoria storica, sarà retorica ma è cosi’
    Siccome è un periodo che leggo molto mi fa piacere aggiornarvi cosa vado a leggere per capirci.
    non per distogliere sul dibattito , ma per ricordare la nostra storia
    il primo “LE ROSE DI ESTER ” di Margaret Ajemian Ahnert sullo sterminio degli armeni una madre racconta il genocidio.
    l’ultimo che sto leggendo anche ultimo in ordine di uscita credo su Aldo Moro di Emmanuel Amara
    “Abbiamo ucciso Aldo Moro” leggendolo si capisce meglio cosa girava a livello mondiale la Cia il Kgb i servizi segreti italiani i depistaggi , la debolozza delle istutuzioni . credo di aver capito se vogliamo riportarlo ad ora che non sempre quando lo stato fa la voce grossa è perchè è molto forte , anzi è segno di grande debolezza, uno stato forte non ha paura della piazza, non ha paura dei giovani , perchè sa di poter trattare.
    grazie

  10. Cutolo scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 11:46

    La tristezza che hanno questi ragazzi, se mi consente il paragone con il 68, è per la loro fragilità. La tristezza che hanno per l’assenza di futuro, è, a differenza del 68 dove i giovani avevano piu palle e meno firme, l’assenza di coraggio di questi qui. Si, le frasi ad effetto sono tante e il “non hanno paura”, ma poi sono gli stessi che fanno la fila per un posto in comune e sanno solo lamentarsi. Nessuno che si impegni politicamente in un progetto nuovo. Solo vecchi slogan e vecchi estetismi. Ieri ho visto tanti, troppi con la birra in mano e la canna in bocca. Tanti di loro sono li perche ci devono esssere, ma sarebbero altrove se gli dicessero di essere altrove. Putroppo ho perso fiducia in questi giovani, pronti solo a lamentarsi, ma a prendere in mano le redini non ci pensano minimamente. Non mi tirate fuori paragoni dei singoli, certo e fortunatamente, ci sono ma la massa è inebetita dalla vita facile e dai facili successi. Se non hanno paura davvero allora fuori le palle e non contro i poliziotti ma contro il sistema politico che non combattono

  11. pino scaccia scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 12:00

    Vero, assolutamente vero. Ma è tutta colpa loro? La mia generazione veniva fuori da una guerra, è stata allevata a bocconi amari, a conquistarsi tutto, con le unghie. I giovani di oggi prima hanno avuto la pappa fatta poi si sono ritrovati un futuro precario, cioè un domani senza certezze. E’ vero, dovrebbero tirare fuori le palle. Ma forse la colpa di seguire le orme dei vari fabriziocorona è più dei genitori che loro. Genitori che, date alla mano, sono i figli di quelli del ’68. E la riflessione su quegli anni dovrebbe partire da qui. E’ stata una grande rivoluzione ma cosa ha portato?

  12. latorredibabele scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 12:08

    Stasera a Tv7 (Raiuno, ore 23.20). Scuola in subbuglio. Cosa c’e’ dietro le proteste contro il decreto Gelmini? Cosa risponde il Governo? Quali saranno i cambiamenti per gli studenti, i professori. Le famiglie?

  13. Sydbarrett76 scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 12:59

    ciao Pino, innanzituto volevo dirti che mi è piaciuto il tuo servizio, l’ho trovato equilibrato e corretto, poi non so se è il canale giusto, se non lo è puoi cancellare questo commento, ma sto cercando di far girare un appello a Napolitano dopo le vergognose parole di Cossiga:

    Al Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano
    Al Presidente del Senato On. Renato Schifani

    Egregio Presidente della Repubblica,
    Egregio Presidente del Senato,
    immagino avrete avuto modo di leggere le affermazioni rilasciate dal Senatore ed ex Presidente Francesco Cossiga a proposito delle manifestazioni studentesche recenti e passate. Qualora non vi fosse stato possibile leggerle, ve le riporto di seguito:

    «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì»

    alla luce di queste dichiarazioni, mi permetto di rivolgermi a Voi, in quanto Prima e Seconda Carica dello Stato, affinchè esprimiate una ferma condanna nei confronti di queste parole, che ritengo offensive e vergognose, non solo nei confronti di coloro che sono stati direttamente o indirettamente vittime delle violenze a cui orgogliosamente il Senatore Cossiga si riferisce, ma anche nei confronti dello Stato stesso, che Voi rappresentate. Spero che anche Voi troviate, come me, estremamente grave che un Senatore a vita, ex Presidente della Repubblica, si esprima in questi termini.

    Inoltre Vi chiedo se non riteniate opportuno chiedere al Senatore Cossiga di rassegnare le proprie dimissioni, essendo evidentemente inopportuna la presenza all’interno delle Istituzioni di qualcuno che non solo ammette di avere avuto in passato una tale condotta nell’esercizio delle proprie funzioni di Ministro dell’Interno, ma rivendica pubblicamente la giustezza di certe decisioni, consigliando addirittura all’attuale Ministro di fare lo stesso.

    Infine Vi chiedo, in particolare a Lei, Presidente Napolitano, in qualità di Presidente del CSM, se ci siano i termini per aprire una qualche forma di Inchiesta per accertare la verità storica di molti episodi del passato, penso ad esempio alla morte di Giorgiana Masi, alla luce delle rivelazioni fatte dal Senatore Cossiga.

    Nel ringraziarvi per l’attenzione prestatami, porgo i miei più Cordiali Saluti

  14. pinoscaccia scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 13:34

    Sottoscrivo, in pieno.

  15. Sydbarrett76 scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 13:37

    ne sono onorato e te ne sono grato :)

  16. Barba scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 14:36

    Cossiga? mi fà venire in mente mia mamma che ormai ogni tanto parte per la tangente. Ma lei è giustificata ha 12 anni più del picconatore. Forse non tutti invecchiano allo stesso modo.

  17. Paolina scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 14:37

    grazie Sydbarret76 di avere riportato le parole del Sen. Cossiga che non avevo avuto modo di leggere….sono …come dire incredula? nauseata? sconvolta? la cosa che mi auguro è che l’ex Presidente Cossiga, data l’età avanzata, le abbia pronunciate in un momento di “transitoria confusione mentale” e che non fosse del tutto consapevole di quello che stava dicendo nel momento in cui le ha pronunciate. Queste affermazioni sono gravemente offensive e oltraggiose nei confronti di chiunque creda nella democrazia e nel senso dello Stato, inoltre, se pensiamo che sono state pronunciate da un uomo che ha rivestito la carica di Presidente della Repubblica direi che infanga il principi su cui si fonda la Costituzione Italiana che è quello della Libertà…..davvero non ho parole……

  18. Davide scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 14:37

    Penso sia interessante vedere anche questo: http://it.youtube.com/watch?v=RYbOvWchF78

  19. Raul scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 15:18

    “Non pagheremo noi la vostra crisi”.
    Questo lo striscione degli universitari.
    Chissa’ se questo piace pure all’ALLLtissimo.
    Da che parte ci troviamo, chi siamo noi, chi sono loro, cosa e’ nostro e cosa e’ vostro?
    A piacimento strumentalizzare gli eventi?
    Facile.
    Gli studenti okkupano a Milano l’aula (scienze politiche) durante una lezione.
    “cribbio” il prof. si rifiuta di interrompere la lezione.
    Inconcepibile vero’?
    Psicologia, lezioni in strada, a Torino.

    4. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e’ ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.
    5. I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalità a favore delle fondazioni universitarie sono esenti da tasse e imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante. Gli onorari notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni universitarie sono ridotti del 90 per cento.
    6. Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l’ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati.
    COSA C’E’ DI STRANO?

    Circa il decreto ci sarebbe ben altro da dire credo.
    Vogliamo parlare del voto in condotta?
    O di altro?
    Nn abbiamo di meglio?
    Forse io no.
    Con riguardo eh?

  20. Mat, Milano scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 15:25

    concordo sul fatto che tagli indiscriminati non serviranno a molto. Però è anche vero che in Italia il numero di ragazzi che si laureano rispetto al numero degli iscritti fa ridere i polli.
    Troppo pochi e pochissimi in materie scientifiche (quelle che servono alle nostre aziende).
    Moltissimi, e sono la maggioranza, usano l’università come un parcheggio a tempo.
    E ovviamente le tasse che lo studente paga non bastano da sole a mantenere la baracca. La baracca è mantenuta con i soldi dei contribuenti, cioè anche con i miei soldi.

    Una riforma è indispensabile. Mantenere una sede decentrata costa tanti milioni l’anno. Se poi i laureati in quella sede sono poche decine l’anno, vedete anche voi che la spesa non vale il risultato.

    Ritornando alla mia premessa… ho scritto che la proposta di riforma non mi garba.
    Ebbene, fosse anche necessario ridurre il numero delle sedi universitarie, la vera riforma consisterebbe nell’eliminare il baronato, i falsi concorsi, le pubblicazioni facili, i ritardi ingiustificati nelle sessioni di laurea, per il corpo docente, e disincentivare il parcheggio a tempo degli studenti, impedendo o limitando il fuori corso (tranne che per gravi motivi giustificati di salute, condizioni familiari, ecc.) con incremento esponenziale delle tasse universitarie.

    Purtroppo anche se fanno folklore, molti di quei ragazzi sono scansafatiche che ambiscono ad essere statalizzati. Se la percentuale di laureati rispetto agli iscritti fosse maggiore, forse avrebbero più credibilità.

  21. Sheyda23 - Lorena scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 15:31

    “Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano.”

    Forse c’è qualcuno che non capisce che,sinchè si continuerà a tentare di risolvere i conflitti prevaricando e con la forza,non si andrà da nessuna parte.
    Temo che a chi sta al governo importi ben poco dell’opinione dei ragazzi,ma perchè nessuno prova mai a prenderci sul serio?

  22. Padre Brown scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 15:40

    La lettera di Syd combacia con quanto detto da Cutolo. Ci si inalbera per una singola frase, tra l’altro dettata da uno che lo chiamano non per niente picconatore, ma non ci si indigna quando gli rubano il futuro. Indubbiamente, Pino, la colpa è dei genitori, cosi impegnati nei loro successi da non accorfersi di aver creato dei pappamolla. Parlavo poco tempo fa conuna operatrice assistente del Prof Cassano, il famoso psichiatra. Bene, i maggiori frequentatori del centro non sono attori come pensavo, ma figli dei manager che a botta di 4000/5000euro risolvono ilproblema figli. Si, la enerazione del 68 ha generato manager con le palle ma creato figli rincoglioniti pronti solo a sfrittare la traiettoria di papa o andare a sedersi inun posto fisso. Ma allora mi viene da chiedermi: e i professori? quelli che ora sono in piazza a difendere (e giustamente per carità) il loro operato, dove sono stati fino ad ora?

  23. lorena scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 15:53

    Barrett 76 il tuo post è stato un pugno nello stomaco, non avevo letto tutta la dichiarazione di Cossiga, non ricordavo niente di Girgina Masi, sono andata ha rivedere mi si è gelato il sangue , anche perchè nel pomeriggio parlando con mio marito gli avevo espresso tutta la mia preoccupazione , dei possibili infiltrati che ci potrebbero essere nella manifastazione di domani, e nelle università, col timore di possibili violenze, non ci voglio credere, che la storia si possa ripetere.
    Tutti ci appelliamo al Capo dello Stato affinchè prenda le distanze “faccia un appello alla televisione “, da queste dichiarazioni , sia chiaro fin da subito quale è la posizione del governo e che strada intende percorrere..
    I giovani sapranno tirare fuori le palle, ne sono certa altrimenti dove finiremo?

  24. Stefano scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 19:38

    Che Cossiga abbia qualche problema, mi pareva evidente da un po’.
    Riguardo agli studenti spero che il diritto a manifestare sia sempre garantito, mentre non può essere garantito il diritto ad occupare le università nel caso in cui l’intervento della polizia sarebbe doveroso in quanto si impedirebbe a chi non vuole manifestare di fare lezione e si occuperebbe una proprietà pubblica. Poi mi permetto di dire che, pur dissentendo totalmente con il ministro Gelmini che uccide una cosa ormai zoppa, l’università pubblica italiana, attaccata da pù parti in favore di altri istituti, è chiaro che applica un programma più volte dichiarato dalla Casa della Libertà, che è stata votata a maggioranza schicciante. Nonostante abbia un ribrezzo totale per alcuni parti del loro programma, stanno facendo semplicemente ciò che hanno dichiarato e visto che gli italiani per 3 volte hanno voluto eleggerli, beh, che è causa del proprio mal pianga sè stesso.
    Và anche aggiunto che le percentuali di giovani che hanno votato centro-destra era altissima.

  25. daniela scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 20:04

    una rabbia pulita. che bello. grazie Pino. pulita è anche la rabbia – piena di passione e d’emozione – di questo universo speciale che è la scuola elementare: maestre e genitori che non ci stanno, che non vogliono che venga smantellata con 3 righe, anzi 2 righe e mezzo, nel decreto Gelmini l’esperienza del Tempo Pieno, dei Moduli, delle insegnanti che fanno squadra.( “… le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di 24 ore settimanali”…) – Una scuola che funziona, dove i bambini imparano e dove c’è integrazione.
    Bisognerebbe far conoscere a tutti gli articoli del decreto ed anche il documento programmatico del Ministro dell’Istruzione, così come sono, senza alcun commento, per capire chi dice la verità e chi continua, spudoratamente, a mentire.
    ma vedere tante belle facce che credono e lottano per ideali e per un futuro migliore, be’ …scalda il cuore, daniela

  26. latorredibabele scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 20:50

    Un migliaio di studenti, giunti in corteo, hanno organizzato un sit-in tra gli stand del villaggio del cinema, scandendo lo slogan: «Fermiamo il brutto film della riforma Gelmini». Altri sono rimasti in piedi di fronte al cordone della forze dell’ordine, gridando frasi contro il governo. Quattro ragazze sono riuscite ad accedere all’interno dell’Auditorium “Parco della Musica” dalle scale esterne, forse dopo aver scavalcato la recinzione, srotolando uno striscione con la scritta: «Pay attention movimento irrappresentabile». Bloccate dalla vigilanza, le manifestanti sono state immediatamente allontanate. Ci sono stati poi alcuni momenti di tensione con le forze dell’ordine. Dopo aver intonato cori per circa un’ora, i manifestanti hanno lasciato il Festival e si sono diretti all’università e a casa.

  27. Ale scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 20:58

    Bè stanno veramente esagerando è. Glielo spiegassero. Far sentire la propria voce è una cosa, fare sto casino è un’altra. Scendono veramente nel ridicolo. Ripeto, già è un momento di sacrificio questo… si spera di non complicare le cose, ma di collaborare tutti, ora, ma veramente.

  28. Stefano scrive:
    ottobre 24th, 2008 alle 21:01

    Gli studenti hanno sempre protestato qualsiasi riforma. Inoltre, bisogna dire che l’università è messa anche male per i professori, molti dei quali baroni di alto livello.

  29. Padre Brown scrive:
    ottobre 25th, 2008 alle 09:20

    Ieri sera ho visto TV7. Finalmente ho capito qualcosa. Non lo avevo fatto, di capire, ascoltando gli studenti. Nè ascoltando i professori. Nè i giornalisti. Nè varie trasmissioni che tirano acqua la mulino dell’audience. Ieri ho capito. Ho capito che forse gli studenti non hanno veramente capito di cosa si parli, e ho capito che sono stati strumentalizzati come invece Riotta giustamente ha ammonito gli stessi mettendoli in guardia. Spero solo che non fossero troppo sfatti di birra per vedere TV7….

  30. lorena scrive:
    ottobre 25th, 2008 alle 10:43

    sei sicurò di aver capito tutto? io ho delle perplessità, è propio vero: quello che passa attraverso la televisione è la verità assoluta.
    (…)

  31. lorena scrive:
    ottobre 25th, 2008 alle 13:12

    certe cose si capiscono anche attraverso gli omissis, Padre Brown vorrei non passasse almeno l’idea che i giovani sono tutti “sfatti di birra”

  32. latorredibabele scrive:
    ottobre 25th, 2008 alle 14:06

    (…) Un Paese … dove Guido Viale, antico giovane di un remoto «anno dei portenti », si compiace — invece di averne orrore — che oggi «le occupazioni delle scuole si fanno assieme ai genitori», e che «questi ragazzi lottano accanto ai professori e ai presidi». Già, «accanto ai professori e ai presidi»: che lotte devono essere! E comunque è con queste, buono a sapersi, che l’Italia si allena ai duri cimenti dell’avvenire. Editoriale Corriere della Sera

  33. latorredibabele scrive:
    ottobre 25th, 2008 alle 14:15

    La puntata di ieri sera di Tv7 dedicata alla scuola.

  34. elena scrive:
    ottobre 25th, 2008 alle 18:07

    Ho pensato a lungo prima di rispondere a questo post, esso concerne la mia vita, vita che ho dedicato alla ricerca e all’università, felice di aver fatto questa scelta, comunque andranno in futuro le cose.
    Come risolvere i problemi dell’università italiana? semplicemente rivoluzionandola da cima a fondo. ora in italial’università non funziona, non è eficiente rispetto alle risorse investite. io davvero non capisco queste proteste. Probabilmente è solo paura del confronto, di rendersi conto che in fondo non si è all’altezza delle proprie aspettative, ma del resto non è obbligatorio fare l’università, ci vorrebbe una rivalutazione nel prestigio e nell’opinione pubblica dei “mestieri”, che non sono meno dignitosi delle libere professioni.I finanziamenti a pioggia sono un disastro perchè livellano situazioni che di pari livello non sono, per questo sono d’accordo all’intervento dei privati nel finanziamento della ricerca, stimolano la competizione (ho vissuto questa esperienza in germania).
    Le mie idee sulla riforma dell’università sono molto controcorrente. Le riassumo in pochi punti, semplificando assai, ma ciascun punto è il risultato di riflessioni ben ponderate
    a) test d’ingresso obbligatorio standard per tutti, già, come in America.
    b) togliere immediatametne il valore legale alla laurea (solo così potremo distinguere veramente tra università che valgono e università mezze calzette)
    c) togliere la politica dall’università, spesso avere una sede universitaria nel proprio collegio elettorale è manifestazione di potere e questo è quanto di più deleterio esista per l’innovazione e la ricerca.

    Quale disclaimer vorrei dire che non sono figlia di intellettuali, la mia famiglia non ha tradizioni accademiche. Vorrei anche dire che il precariato è lo status “tipico” dell’accademico, negli stati uniti (eh, si, sempre loro.. per adesso sono ancora il modello accademico vincente), la “tenure”, cioè la cattedra, arriva dopo anni e anni di dura gavetta. A me non spaventa, e non escludo di provare a farla, un giorno.

  35. Enzo Cumpostu da Nuoro scrive:
    ottobre 26th, 2008 alle 01:56

    Di destra ma contrario all’intervento della Polizia nelle scuole: le forze dell’ordine possono effettuare una attenta opera di monitoraggio che i mezzi che ritengono opportuno utilizzare ma non si può cercare lo scontro; qualora però vi siano strumentalizzatori della protesta studentesca, così come è facile che succeda e qualora vi siano studenti, in gruppo o anche singolarmente che volessero seguire regolarmente le lezioni nessuno deve impedire ciò e – mi sembra naturale – se questo diritto venisse meno le forze dell’ordine hanno il diritto anzi l’obbligo di intervenire.

    Berlusconi dovrebbe essere più pacato; riguardo Cossiga molti non riescono a cogliere il sottile senso ironico delle sue esternazioni che sono messaggi subliminali a chissà chi :-)

  36. lorena scrive:
    ottobre 26th, 2008 alle 12:28

    Grazie Pino , mi sono vista tutto il filmato di TV 7 chiedo venia, peccato sia andato in onda così tardi, io stessa avevo cercato di guardarlo , poi me lo sono dormito quasi tutto.
    condivido anche quando si parla che nei giovani di oggi abbia la “trasgressione come valore” e “il male come seduttore”
    rispetto all’ideologia più bonaria della passata generazione.
    anche per quelo che riguarda l’università, sicuramente siamo lontani anni luce dall’america, sono d’accordo troppe università, pensa che a cesenatico abbiamo una università staccata di veterinaria che si occupa di ittica.
    bellissimo sarebbe isituire borse di studio per i più meritevoli , non per i figli di…….
    deve prevalere il merito e l’eccellenza , ma come sarà possibile con una classe politica che non si parla e fa muro contro muro?

  37. Ale scrive:
    ottobre 26th, 2008 alle 12:43

    Premetto che non sono riuscita a vedere Tv7, seppur gentilmente perfino riportato sopra… ma la tecnologia con me dev’essersi suicidata (non mi si vede il video!!). Ma, strumentalizzati o non, continuo a vedere i “giovani” completamente diversi dalla generazione dell’immaginazione, è inutile. Devo anche, per certi versi, contraddirmi su ciò che ho detto in un altro post, responsabilizzando più la società che loro: insomma è il solito dilemma, come si chiedeva anche Pino, “è tutta colpa loro?”…o dovremmo riprendere le fila dall’eredità ambigua del movimento degli anni ’60? Bè, secondo me sono esattamente sulla stessa ‘frequenza’, loro e la società attuale. Ecco il problema. Se così non fosse, a maggior ragione i giovani di allora si sarebbero dovuti adeguare senza ribellione alla società dell’epoca, tantopiù che erano i tempi del pieno boom economico…e invece, la differenza è questa, in loro ARDEVA letteralmente qualcos’altro, qualcosa che non si conosceva, a cui non si era mai pensato prima… nel punto di rottura con un passato sì devastato dalla guerra, ma anche appesantito di vecchiumi sonnecchianti e schematiche rigidità stagnanti: la nascita dell’Uomo Interiore. Una scintilla si era accesa in loro, differenziandoli dunque dal contesto esterno… splendente di ideali, di valori, di giustizia, di bellezza, di Immaginazione… di un Rinnovato rapporto con il mondo. Era una Rinascita, nella ricerca dell’ampliamento della coscienza. E’ stata proprio una “fiammata”, esauritasi nel giro di un paio d’anni, e che poi è degenerata in violenza o nella distruzione dalle droghe, nella distorsione degli ideali. Hanno lasciato indubbiamente un’eredità importante sulla rivoluzione dei costumi, dei diritti del lavoro, e della famiglia ecc., in nome della Libertà. Una libertà che, naturalmente, agli schemi stereotipati ha sempre messo paura. Adesso invece non vedo tutto questo, quell’interiorità… non solo non arde affatto, ma dubito proprio che esista. Questa è l’epoca arhimanica, inutile nascondercelo. Quelli sono stati anni folli, caldi, esaltati nel “luciferico” come dire… e infatti, proprio per questo, pieni di errori, infatti l'”immaginazione al potere” non ha funzionato. Questi sono quelli della freddezza di Arhimane, della macchina’, della razionalità esasperata, della scienza priva di etica, del Danaro, delle comodità senza sforzo, dell’esteriorità priva di un’anima. In questo senso, ritengo che i “giovani” di oggi (notare non a caso continuo a mettere le virgolette) appartengano alla società in cui sono nati. Forse questo, sempre ‘teoricamente’ parlando, il motivo per cui si uniscono con i genitori, in una mancanza completa di un’interiorità e rielaborazione propria, spersi, vacanti, stralunati, senza quella scintilla “divina” seppur deviata.. cioè “luciferica” di allora. I professori sono stanchi…spenti anche loro, baroni imprigionanti nell’astinenza dell’anima…spenta in quel lontano ’68?! Sì. Certo. Passati gli ardori giovanili, chi non è morto di droga ha “ceduto il capo al sonno…al vapore, alla cucina, al caldo, al televisore…” dato che dopo “Lucifero” arriva sempre “Arhimane”, se il vuoto tra testa e pancia non è riempito, e mediato, dal Cuore. Ora l’esterno è la tristezza e desolazione della desolazione dell’anima. L’edonismo passato, che seppur non era sbagliato ma purtroppo non sorretto dalla Coscienza….morale, si è tradotto in decadenza. Anche l’Arte è morta. L'”immobilismo” paralizzato di terrore (Arhimane porta sempre la paura…) di cui parla l’editorialista del Corriere, e il guardare con occhi spenti e nostalgici al passato. Al limte c’è chi, come il Sig. Viale, auspica un ‘ritorno alle origini’… compiacendosi più della “quantità” che della qualità… e dimentico anche che non ha funzionato neanche allora. Se davvero, ora, volessimo rinnovarci, penso sia illuminante la frase di Goethe: “Da quel potere che ogni esser avvince, si scioglie l’uomo che se stesso vince”. Lavorare su se stessi, ampliando la coscienza senza droghe e meditazioni, retaggi del passato, ma ampliandola…. non uccidendola in rivendicazioni sterili e lotte intestine; dalla “ritenzione anale”… al parto sì :)) : della Coscienza.
    Questo a livello individuale, e spero di non essere stata troppo confusionaria.

    Mentre per ciò che concerne gli “immobilismi” dei paesi e il Rinnovamento, la soluzione ci sarebbe… Si tratta della Triarticolazione sociale di R. Steiner. Molto, ma molto interessante. Sappiamo come sia facile vedere tutto alla luce della libertà individuale, della totale autonomia di ognuno, dimenticando la fratellanza; oppure tirare dritto per la fratellanza, perdendo di vista la libertà individuale; oppure farsi paladini di una salomonica uguaglianza, dimenticando la diversità reale sfumata dei bisogni e dei talenti, che sono sempre disuguali da persona a persona. La grande tentazione è sempre di privilegiare uno di questi atteggiamenti a scapito degli altri. L’essere “umani” sta invece nell’averli tutti e tre compresenti, interconnessi, e sanamente interagenti. Al riguardo consiglio pure un libro interessantissimo e pure facile e scorrevole: “Spirito & Denaro Spa” di Pietro Archiati.
    Ne accennerei qualcosa… ma non so se posso, che prima devo vedere quanto è uscito lungo questo!!
    Excuse moi… Pino….. :)))

  38. Ale scrive:
    ottobre 26th, 2008 alle 13:48

    Bè, se è uscito… e la Torre tace.. allora continuo.. Tanto sarò breve, ma mi piacerebbe tanto lo leggessero (il libro) il Prof. Ernesto Galli della Loggia (mi scuso per prima ma non mi veniva il nome), Pino Scaccia, e pure Mughini e M.Cacciari -se mi posso permettere… scusate… :))-
    Allora, è un importante testo di economia sociale rivolto a tutti, scritto da chi economista non è per professione ma che, come ognuno di noi, è tenuto ad esercitare ogni giorno la propria libertà e la propria iniziativa di vita anche nella sfera economica. Sono raccolte le indicazioni nell’intento di rendere pratica la Triarticolazione dell’organismo sociale, percependone gli ostacoli e le vie terapeutiche. Ostacoli quali le commistioni tra legge, economia e cultura; la distinzione tra lavoro e prodotto del lavoro; il concetto di economia nazionale; l’eredità; la proprietà privata e la proprietà collettiva; l’illusione del vantaggio proprio a discapito altrui; l’accumulo dei capitali che impedisce al denaro di fluire verso i talenti umani…
    Terapie, quali la sana indipendenza tra legge, economia e cultura; la distinzione tra lavoro e prodotto del lavoro; la mondializzazione dell’economia per il vantaggio di tutti; l’associazione tra produttori, consumatori e commercianti; il diritto temporaneo all’uso esclusivo della proprietà; la banconota a scadenza che nasce, muore e rinasce divenendo strumento vivente dello spirito umano…
    Tra l’inerzia e la responsabilità morale e conoscitiva si giocano i nostri destini, nell’epoca dell’individuo cosciente. All’inizio del terzo millennio è davvero possibile attuare la svolta evolutiva della libertà per un’umanità che sia capace di volerla.
    Pietro Archiati.

  39. franca scrive:
    ottobre 26th, 2008 alle 14:45

    Ale,mi ci è voluto un po’di tempo,ma ho letto i tuoi commenti.
    Molte tue considerazioni le condivido.Altre le trovo eccessivamente…pessimistiche.Anche se in apparenza,la nostra età sembra quella di Arhimane o di Lucifero,sono fermamente convinta che sarà sempre il Bene a trionfare.Dopo la Quaresima viene la Pasqua.

  40. lorena scrive:
    ottobre 26th, 2008 alle 16:55

    cara Ale se non avessi avuto una figlia che dopo un periodo di analisi si è buttata anima e corpo nella filosofia Sterneriana, forse non avrei letto un così lungo scritto.ho cercato di capire il tuo messaggio , certo un linguaccio più semplice aiuterebbe alla comprensione .ho segnato il libro citato “Spirito e memoria”
    ognuno dovrebbe assumersi la propia responsabilità morale , ma la pigrizia, l’oscurantismo delle troppe immagini , l’attrazzione fatale della pubblicità ,della velocità sempre più ci si allontana dall’uomo cosciente e responsabile.
    L’uomo cosciente deve affontare troppe fatiche interiori per risorgere , deve morire più volte, più volte ancora per evolvere , questa sociatà non richiede tanta fatica, così facendo l’umanità ne prenderà coscienza con molta lentezza

  41. Ale scrive:
    ottobre 27th, 2008 alle 00:03

    Scusate… lo so che quando mi prende è così, sono chilometrica… immaginate al telefono! :)) Vabbè, franca sì, tendo al pessimismo cosmico da sempre, più o meno. Però non è in apparenza è… credendo a tutto un mondo spirituale intorno, mi riferivo a quali forze spingono l’uomo, quelle che in analisi si chiamano energia positiva o negativa, tanto è la stessa cosa alla fine! Lorena, forse più che altro ho fatto casino. Comunque sì… purtroppo bisogna ‘morire’ più volte e più volte ancora… a se stessi, vivendo. Per questa fatica di evolvere. :)) -che, chi ce l’ha fatto fare, ancora me lo chiedo- E l’unica rimane “vincere se stessi”, che è la cosa più faticosa. Ah, un esempio pratico, per farmi capire meglio: tipo… Nasim! :))) Capito?
    Bacini, e grazie per avermi letto pazientemente! ;))

  42. Ale scrive:
    ottobre 27th, 2008 alle 00:24

    Ah me n’è venuto un altro di esempio! “Pleasantville”, il film. Quello che sono tutti in bianco e nero… non so se lo conoscete. Bello. Rende bene l’idea, su ciò che tocca a ognuno per diventare “a colori”. E il preside della scuola, preoccupato, lo dice chiaro e tondo: “la storia deve essere insegnata partendo dal non divenire e sottolineando il concetto di continuità e di non alterazione”; un po’ come diceva il Prof. Galli della Loggia insomma… ahah!! scherzo!!!
    :-) E’ carino quel film.

  43. lorena scrive:
    ottobre 27th, 2008 alle 08:54

    mi mancherete , vado due giorni a fare la nonna, poi al ritorno avrò il fratello del mio Hassane altro figlio Maliano che ha subito un intervento molto duro , alla trachea ,”avendo ingerito sempre in Mali un acido che lo ha bruciato dentro “, ora si è tentato di ricostruire, e come vi dicevo verrà a fare la convalesenza a casa con me e mio marito , ha subito un intervento di 12 ore, poi 20 giorni di come indotto ora lo dimettono anche se non ancora canalizzato , spero di essere all’altezza, sia per quanto riguarda la cura del suo corpo , sia per aiutarlo a superare le ferite spicologiche
    ciao a presto

  44. Padre Brown scrive:
    ottobre 27th, 2008 alle 11:58

    La televisione NON è verità, ma quando fatta bene può esserlo. Almeno chiarezza, si. E purtroppo, si.I giovani haimè sono tutti “sfatti di birra” quando non lo sono di canne. Si c’è tizio e caio che sono bravi ragazzi, ma la maggioranza (e di questi si parla statisticamente) lo sono. Penso a Sollecito dove suo padre gli paga la Buongiorno come avvocato e girava studente con la mercedes cabrio. Cosa ne ha fatto diquel benessere? Non l’ha mandato alla Normale di Pisa, suo padre ma a Perugia… gia…. Si, gli errori sono dei padri, indubbiamente che hanno creato giovani pappamolla che sanno stare sulla spalletta dell’Arno parlando del niente come unico riempimento della loro vita.
    Parlo per conoscenza diretta, sapete. Universitari, prossimi alla laurea che mi chiedono quanto costa il biglietto dell’aereo per Catania. otto euro meno del treno dove ci impiegherai 23ore. Mi rispondono “cipenso” e chiamano Mamma.Esconoo dall’agenzia “pronto mamma, cosa faccio….” e rientrano dicendo: prendo l’aereo. Ma va??!! Non saper prendere una decisione del genere mi terrorizza, perdonatemi. E non capita una volta. Sicuri che potranno proteggere mia figlia questi dirigenti del futuro?

  45. nupi scrive:
    ottobre 27th, 2008 alle 12:53

    Lorena, non ti conosco ma da quello che scrivi penso che tu sia una meravigliosa persona che ha capito il significato della parola amore in senso universale.
    Grazie per quello che fai per quella creatura di Dio, grazie di cuore.
    ciao, nupi

  46. NICOL scrive:
    ottobre 27th, 2008 alle 15:34

    Scusami Padre Brown ma io non condivido affatto le tue affermazioni sui giovani (birra e canne) . Non e’ vero che lo fanno tutti, ci sono tanti bravi ragazzi e ragazze in giro che studiano e lavorano. Forse un po’ di ragione ce l’hai quandi parli di ragazzi che nella vita hanno tutto (troppo) ma questi purtroppo o fortunatamente
    non sono la maggioranza dei nostri ragazzi. Forse tutti noi dovremmo prenderci le nostre responsabilita’ di aver creato una generazione senza valori, valori che secondo me si comprendono solo con un po’ di sacrifici e rinunce, e la maggior parte delle famiglie oggi vanno in questa direzione.

  47. franca scrive:
    ottobre 27th, 2008 alle 15:48

    L’analisi che ha fatto P.Brown,è un po’ “dura”.
    Nicol,certamente ci sono delle splendide eccezioni.
    I nostri figli,che hanno optato per una carriera poco emunerativa,fanno parte di queste eccezioni.O i ragazzi che per aiutare “gli ultimi” dedicano il loro tempo libero alle varie associazioni di volontariato.
    Ma ci sono(parlo per esperienza)tanti giovani che corrispondono alla descrizione fatta da P.B.

  48. Padre Brown scrive:
    ottobre 27th, 2008 alle 16:34

    Lo avevo premesso che ovviamente e fortunatamente non erano tutti. Le generalizzazioni non si possono fare, certo. Ma ilfatto è che per quelli che vivaddio esaltano il contrario della mia analisi, quelli che si danno da fare e che si prodigano per un futuro che sia migliore almeno il suo, cene sono troppi che non si prodigano affatto aspettando quello che il “destino” passa accusandolo poi quando tutto gli scivola dalle mani. Nicol capisco che ci piace essere tutti buoni e pensare che ci sia del buono la fuori, ma purtroppo non è cosi e se anche la mia analisi è indubbiamenete forte corrisponde alla realtà. Basta fare un giro la sera qui per vedere come si riducono i cari studenti che poi chiedono diritti. Ma doveri?
    Perquesto i figli come quelli di Franca, come altri che non conosco e che abbraccio, nelle org nelle altre migliaia di associazioni sono mosche bianche da stringere forte.

  49. NICOL scrive:
    ottobre 27th, 2008 alle 18:00

    Si e’vero che per tanti bravi ragazzi ci sono altrettante teste calde. Anche io come Franca sono piu’ che orgogliosa della strada intrapresa da mio figlio.
    Non voglio fare del buonismo, anzi so perfettamente quel che succede, avendo anche una figlia di 18 anni. Volevo solo sottolineare che la colpa gira che ti rigira e’ di noi genitori. Sapessi che guerra ogni sabato sera per l’orario di rientro!!! Ad oggi siamo riusciti sia io ma soprattutto mio marito a farci sentire. Ma sapessi che fatica! Io spero tanto che tutti loro capiscano che la gioventu’ e’ sacra, dura poco e non torna piu’.

  50. StellAlpina scrive:
    ottobre 27th, 2008 alle 21:07

    Nicol, sapessi mia mamma quante lotte ha fatto con me per l’ argomento orario! Un paio di anni fa eravamo entrambe disperate: lei perchè mi voleva a casa per l’ una; io perchè, uscendo a mezzanotte, potevo rientrare, a mio avviso, non prima delle 3. E alle 3 tornavo, a volte anche alle 4. Lei mi lasciava fuori, non mi apriva il portone… Però, sai Nicol, io se tornassi indietro lo rifarei. Perchè tornare a casa tardi il sabato sera non vuol dire che si è delle teste calde! Non vuol dire che devi drogarti, ubriacarti o fare chissà che. Io non sono mai tornata a casa ubriaca…neppure un po’ brilletta. Fumavo, ma solo sigarette. Trascorrevo i sabato sera bevendo cocktail analcolici, con vecchi e nuovi amici, a chiacchierare e divertirci, senza fare nulla di male. Purtroppo in tv se ne sentono tante ed è comprensibile e giusto che i genitori si preoccupino. Ma bisogna sfatare la falsa credenza che se si torna a casa tardi durante il week end, non si fanno cose buone. In settimana è diverso, ognuno ha i propri impegni, in giro non c’è nessuno. Allora sì che forse qualche spia deve accendersi.

    Riguardo al discorso di Padre Brown sui giovani che hanno presoparte alle manifestazioni di questi giorni, devo dargli ragione su certi punti. E devo ammettere che la prima cosa che mi è saltata all’ occhio nel vedere il servizio è stata una ragazza con una bella birra in mano, e credo fosse mattina… L’ abito non fa il monaco, è vero, ma in quel modo non si dà una bella immagine di sè e dei motivi per i quali si sta manifestando.

  51. Padre Brown scrive:
    ottobre 28th, 2008 alle 12:49

    vedi stella, anche io mi ci sono infilato in mezzo.Sono un curiosone e mi piace vedere certe cose. Ho incontrato due con una bottiglia di vino in mano e la canna in bocca. Ho chiesto: serve questa roba per dimostrare? mi hanno risposto: eheheahahehehe..mmmmhhh…aaa…dddd…bbrbrbr…. e sono andati via. Non sapevano cosa stessero facendo, ma c’erano. E cosi molti, credimi. Purtroppo non ho fiducia in questi giovani. Si muovono per preconcetti e ideologie. Facili, troppo facili, bersagli dei manipolatori politici.

  52. pino scaccia scrive:
    ottobre 28th, 2008 alle 12:54

    I manipolatori ci sono sempre stati. Figurati, anche nelle BR

  53. nupi scrive:
    ottobre 28th, 2008 alle 13:12

    Non ho mai amato le generalizzazioni : due ragazzi che bevono e fumano “canne” non sono la moltitudine. Per fortuna ci sono molti giovani preparati e che non si lasciano manipolare…

  54. franca scrive:
    ottobre 28th, 2008 alle 13:17

    Nupi,generalizzare non è mai giusto.
    Ma per quello che ho visto io nella manifestazione della mia città ,ciò che asserisce P.B.è molto attinente alla realtà.Purtroppo.

  55. Padre Brown scrive:
    ottobre 28th, 2008 alle 13:35

    Vero Scaccia. Ma avevano piu idee. Erano manipolati perchè credevano in quello che facevano e qualcuno gli diceva quello che volevano sentirsi dire. Ma appunto con una loro idea di base. E sbagliatissima per carità parlando delle BR. Ripeto: sbagliatissima.
    Ma oggi li vedo senza idee. Manipolati ma da idee liofilizzate. Un po d’acqua calda e via. Ecco pronta la rivolta. Pre-confezionata, ecco. Lo so lo so, ci sono i bravi ragazzi e tanti. Lo so. Ma troppo pochi. troppo pochi per quello che hanno avuto a disposizione.
    Nupi: sei sicuro che siano “due”?…. passa da piazza delle vettovaglie a Pisa, è in pieno centro storico, mica periferia, e dimmi se sono due. Come in piazza del Duomo a Milano. O in queste manifestazioni. Sono due… si, ma quelli che non lo fanno!

  56. Ale scrive:
    ottobre 28th, 2008 alle 13:52

    Concordo che non manca mai la minoranza che fa casino soltanto, e, come ho già detto, non mi sembra questa la generazione degli ideali e dei moti dell’anima, solo che la maggiorparte di quelli che studiano teme davvero di non riuscire più a sostenerne i costi. Apposta l’abbinamento… genitori, presidi, tutti… così allora pure i precari, operai, medici (perchè gli ospedali che chiudono?) e il cinema? che sfama milioni di persone? Solo che lo Stato tra un po’ ci canta i Righeira… “No tengo dinero oh-oh-oh”. E allora si scivola non si sa più dove. C’è pure da dire che ormai i giovani vanno addirittura in Cina a studiare, neanche più in America, che in confronto alla Cina sembrano parco-giochi. Allora forse sono stata un po’ dura coi giovani… ma parlavo solo di differenze generazionali dal punto di vista interiore, però intendevo anche dire che in un momento come questo secondo me dovrebbero solo cercare di apprendere il più possibile, integrando con l’estero, e fondarsi il più possibile su se stessi… lo so che non è facile, specie qua, ma ora non per provocare nessuno, anzi proprio per dare speranza e coraggio, ma mio zio si è laureato con un pezzettino di matita piccolo piccolo… davvero, non sto scherzando, non aveva i soldi neanche per la matita! E siccome in momenti di crisi come questi l’essenziale è cercare di uscirne, di collaborare, in questo senso ritengo sia fondamentale adottare nuove strategie di complicità tra professori/alunni, (e non solo), alla luce di una nuova coscienza e spirito di sacrificio, davvero. Cioè, andare al sodo. Che non guasta mai. Del resto se i soldi non ci stanno non ci stanno, ormai è questione di sopravvivenza quotidiana! Si salvi chi può… questo intendo. Ci si arrangia ormai, tutti.
    (solito “pessimismo” ma a me sembra realismo… però).

  57. Sydbarrett76 scrive:
    ottobre 28th, 2008 alle 14:05

    @ Padre Brown
    a parte il fatto che a farsi una canna e una birra non c’è niente di male e che i tuoi incontri non fanno statistica sulla consapevolezza poltica della popolazione, personalmente preferisco 1000 volte un cretino che va a una manifestazione che un cretino che va a fare shopping, ma questo è un mio pensiero personale.

    Il fatto è che si fa le pulci alla consapevolezza e all’intelligenza dei giovani solo se fanno qualche protesta, e non ci si rende conto che è un problema generalizzato, anzi, lo ripeto, la maggioranza dei giovani non solo non ha uno straccio di idea in testa, ma nemmeno prova ad avvicinarsi a un contesto, come quello politico, che magari potrebbe attivargli un neurone.

    Ma qual è il problema? che questi si fanno vedere? e c’hanno la canna? allora sono meglio quelli che sono altrettanto cretini, che non capiscono nulla che non sia relativo alla playstation e al campionato, ma che almeno stanno a casa e non fanno casino in giro?

    boh, io non sono molto convinto, secondo me se riescono a tenere lontano certi gruppi che stanno provando a strumentalizzarli (parlo ad esempio del Blocco Studentesco) e riescono a ragionare in maniera un po’ più “ampia” è solo un bene, di 1000 che ci vanno magari 100 capiscono, se stanno tutti a casa a guardare MTV non capiscono nemmeno quelli

  58. Ale scrive:
    ottobre 28th, 2008 alle 15:41

    @ Sydbarret7 76

    Diciamo che più che non esserci niente di male, vista la situazione è già tanto che non cerchino un pusher… credo.

  59. NICOL scrive:
    ottobre 28th, 2008 alle 15:58

    No Stella io non intendevo assolutamente che chi fa tardi si comporta male o si ubriaca per forza , volevo far capire che il rispetto delle regole per la nostra famiglia e’ essenziale, e per noi il rientrare ad orari leggermente decenti (le 2 di notte) e’ una regola,
    che per ora mia figlia deve rispettare. Deve capire che c’e’ una dare per avere un “avere”siccome le conviene accetta. Anche io 30 anni fa non ero un angelo, facevo quello che allora si poteva e so benissimo che si cerca di fare tutto quello che non e’ permesso, ma sapevo anche che oltre un certo limite non si poteva assolutamente andare. Sono anche convinta che quel che si da’ ai figli si raccoglie.

  60. Padre Brown scrive:
    ottobre 28th, 2008 alle 16:22

    VEdi Sydbarret, il fatto è che io NON preferisco un cretino.

  61. Sydbarrett76 scrive:
    ottobre 28th, 2008 alle 17:27

    @ Padre Brown

    allora mi sa che ti conviene cercare un posto libero sul prossimo shuttle, sai, pare che l’intelligenza non sia una qualità molto ben distribuita sul pianeta, ci sono pochissimi geni, qualcuno con un po’ di buonsenso, ma troppi, troppi troppi cretini 😉

  62. Baysound scrive:
    ottobre 28th, 2008 alle 20:20

    Ho letto in questo post anche delle cose interessanti, ma su gli unici due commenti, il 20 e il 34, che hanno centrato il problema e che concretizzano alcuni dei reali problemi dell’università italiana, niente……

    Complimenti a Mat Milano ed ad Elena, grazie, mi avete fatto entrare nel merito.

    A proposito di Cacciari, ho visto qualcuno citarlo, fra le mille parole, non mi ricordo più se ne bene o nel male, però ho sentito un intervitsa radiofonica e ha detto una cosa che condivido pienamente. Che al di là dl merito di questa protesta, cioè per le ragioni per cui gli studenti vanno piazza, almeno per quelli che lo sanno, aggiungo io, è positiva perchè sposta l’attenzione su un grosso problema e cioè quello che Matt ed Elena hanno scritto nei loro commenti, c’è bisogno di una RIFONDAZIONE UNIVERSITARIA.

  63. cutolo scrive:
    ottobre 28th, 2008 alle 23:48

    Baysound.. a parte che tutti i contributi sono interessanti. E visto che non sei te il padrone di questo posto fortunatamente, chi li ha pubblicati ha ritenuto che fossero pertinenti.
    E se il contributo doveva essere il tuo, con nel 2008 ancora Rifondazione complimenti. Fossi Mat e Elena mi preoccuperei di avedr dato un messaggio del genere.
    Avanti no? perche non pensiamo a Lenin e addio?..

  64. nupi scrive:
    ottobre 29th, 2008 alle 10:01

    Franca, credo a quello che dici. Ci mancherebbe! Sei persona accorta e seria nell’esprimere giudizi.
    Padre Brown, il numero due si usa -come penso tu sappia- per indicare un numero esiguo di persone.
    Credo nel valore e nelle idee di quella moltitudine di giovani che partecipa attivamente alla vita del Paese e scende in piazza e sciopera perchè il loro futuro possa essere scritto da qualche parte.
    Purtroppo vi sono molti giovani dediti all’alcol e alla droga e per loro si dovrebbe investire come genitori e come istituzioni.

    P.S. comunico che sono donna :-) nupi/pinù

  65. Padre Brown scrive:
    ottobre 29th, 2008 alle 10:47

    Chiedo venia Nupi, e mi scuso per l’apostrofo machile. Ma il concetto non cambia. Non è certo la polemica sul numero (so cosa significa due e visto che te lo sai mi meraviglia che il mio era due e basta ) che cambia il concetto. IL fatto è che il tuo è un bel editto ma niente di piu. La moltitudine non la vedo affatto, senno non scriverei certe cose. Vedo al contrario molto menefreghismo e un livello molto basso di indignazione. Non vedo nessun giovane a guidare una nuova forza politica e non vedo nessun nuovo dirigente. Ma quello che non vedo sono nessuna nuova idea. Ed è questo il tragico. Perdonami, ma non vedo in questa generazione cosi positivo come te, e ti invidio per carità.Ho solo il dubbio che parli per posizioni e non per realtà, haimè…

  66. LauraRocatello scrive:
    ottobre 29th, 2008 alle 15:46

    29 ottobre 2008

    Sicuramente lo si saprà già, ma desidero SEGNALARE che, giusto CIRCA DUE ORE FA – attraverso “R.A.I. RADIO TRE” – è stato trasmesso che “IL DECRETO GELMINI E’ LEGGE”.

    Immagino (anzi, sono certa) che questo provocherà un’ondata di manifestazioni, per cui DESIDERO ESPRIMERE (ricordando il famoso ” ’68 ” e l’ “AUTUNNO CALDO DEL ’69 “) TUTTA LA MIA SOLIDARIETA’ AGLI STUDENTI CHE HANNO SEMPRE AFFIANCATO LA CLASSE LAVORATRICE.

    Inoltre, desidero – idem – esternare che SONO CONVINTA CHE I LAVORATORI-POLIZIOTTI – COSCIENZIOSAMENTE – ABBIANO DEGLI SCRUPOLI E CHE SI SENTANO IMBARAZZATI A COMPIERE AZIONI CHE POTREBBERO VENIRE LORO IMPOSTE DAL GOVERNO CONTRO GLI STUDENTI E I MANIFESTANTI, OSSIA CONTRO GLI APPARTENENTI ALLA LORO STESSA RAZZA UMANA.

    Laura

  67. Baysound scrive:
    ottobre 29th, 2008 alle 17:10

    Cutolo, missà che non hai letto bene quello che ho scritto ed hai interpretato MOLTO male la mia RIFONDAZIONE UNIVERSITARIA, forse ho sbagliato io perchè mi sembrava evidente che da quello che hanno scritto Matt ed Elena, rispecchiano poco le idee di una certa sinistra, soprattutto quando si parla di MERITO. In prmisi per i docenti.

  68. nupi scrive:
    ottobre 29th, 2008 alle 19:02

    Carissimo Padre Brown, non parlo per partito preso.
    Vivo da trentacinque anni tra i ragazzi e qualcosa credo di avere imparato .
    Spero che la manifestazione di domani si svolga senza scontri e che prevalga nei nostri giovani soltanto il senso della protesta civile.

    P.S. ho iniziato a lavorare quando ero una giovincella…forse sono quasi coetanea di Pino…forse… :-)

  69. pino scaccia scrive:
    ottobre 29th, 2008 alle 21:52

    Domattina devo ancora seguire gli studenti. Speriamo bene.

  70. LauraRocatello scrive:
    ottobre 30th, 2008 alle 01:14

    30 ottobre 2008

    “IN BOCCA AL LUPO!”, PINO.

    Laura

  71. Padre Brown scrive:
    ottobre 30th, 2008 alle 10:31

    Cara Nupi, come vedi e purtroppo sei stata smentita “solo” stamattina…. e non fraintendermi, non ne sono contento. Anzi. Vorrei tanto tu avessi ragione, credimi.

  72. Mat, Milano scrive:
    ottobre 30th, 2008 alle 14:10

    Baysound ti ringrazio per la tua attenzione al mio intervento.

    Le mie idee nascono dal buon senso. Sono stato anch’io uno studente universitario e conosco molto bene i problemi dell’università italiana. Le manifestazioni si facevano anche ai miei tempi. Nulla di nuovo, un film già visto.

    E’ un peccato, perché il potenziale è alto.

    Lungi dal fare tifo politico, se si usasse un minimo di buon senso, la riforma dell’università sarebbe anche semplice e condivisibile. Mi sembra di aver scritto cose sensate al riguardo.

    Che agli studenti piaccia oppure no, il sistema universitario italiano costa molto e produce poco. E’ necessario riformarlo. E ovviamente i professori non possono pensare di uscirne con le mani pulite; troppo baronato, troppi privilegi e poca meritocrazia. Altrettanto vero è che agli studenti si deve imporre una maggiore produttività; il sistema ha un costo e bisogna farlo fruttare al meglio.

    Ribadisco che la riforma Gelimini (ho letto il testo) non mi convince molto.

    Vorrei sottolineare il fatto che non si è mai sentita una proposta da parte dei rettori e degli atenei. Un disegno di legge può anche aver origine nella società civile; non deve necessariamente arrivare dagli scranni del Parlamento, cioè dall’alto.
    Perché i diretti interessati, ovvero rettori, professori e studenti, non hanno mai fatto lobby per presentare una loro proposta di riforma attraverso qualche partito?

    Esprimere il proprio dissenso è democratico. Ma una controproposta è anche meglio. Non solo in tempi di protesta, ma anche in “tempi non sospetti”. E invece tutto tace fino a quando un Ministro prova a metterci mano.

    Io vedo molta inerzia nel sistema e ritengo gli studenti poco credibili.

  73. francesco scrive:
    ottobre 30th, 2008 alle 17:45

    http://it.youtube.com/watch?v=5wTeI_tatoY
    guardate questo video…e capirete

  74. stefano borgarelli scrive:
    ottobre 30th, 2008 alle 18:39

    Che non sia troppo politicizzata, la protesta studentesca, meglio, ma non mi scandalizzo affatto se/quando lo fosse: i giovani hanno senso critico anche loro (oltre a un sacco d’energia, d’entusiasmo), che diamine. Possono scegliere la loro parte politica, legando il “particolare” (la scuola) all’universale. “Politicizzato” non mi sembra affatto uguale a “indottrinato” – mentre mi offenderei se, giovane (magari lo fossi ancora!), q.cuno mi desse dell’impolitico, dell’apolitico e/o simili…

  75. Baysound scrive:
    ottobre 31st, 2008 alle 10:06

    Mat, sottoscrivo in pieno…….

  76. Toni scrive:
    novembre 1st, 2008 alle 20:24

    Francesco grazie della segnalazione del video
    http://it.youtube.com/watch?v=5wTeI_tatoY
    molto eloquente, non lo avevo visto
    ma avevo già capito e
    il governo aveva detto la verità su chi ha cominciato a menare le mani

  77. pino scaccia scrive:
    novembre 1st, 2008 alle 20:29

    Non è così, ma tanto è inutile. Ci sono molti altri video. Ma tanto è inutile. Tutto è inutile con i ciechi e con i sordi.

  78. Luigi D'Aponte scrive:
    novembre 12th, 2008 alle 10:28

    Salve a tutti e grazie a Pino Scaccia per l’ospitalità sul suo blog.
    Colgo l’occasione per socializzare/pubblicizzare/diffondere, così come già fatto altrove, un intervento del 1950 di uno dei nostri padri costituenti, Piero Calamandrei, che così, al tempo, si esprimeva in merito alla scuola pubblica italiana:

    “Perché difendiamo la scuola?
    Forse la scuola è in pericolo?
    Qual è la scuola che noi difendiamo?
    Qual è il pericolo che incombe sulla scuola che noi difendiamo?

    Difendiamo la scuola democratica: la scuola che corrisponde a quella Costituzione democratica che ci siamo voluti dare; la scuola che è in funzione di questa Costituzione, che può essere strumento, perché questa Costituzione scritta sui fogli diventi realtà […].

    La scuola, come la vedo io, è un organo “costituzionale”. Ha la sua posizione, la sua importanza al centro di quel complesso di organi che formano la Costituzione. Come voi sapete, nella seconda parte della Costituzione, quella che si intitola “l’ordinamento dello Stato”, sono descritti quegli organi attraverso i quali si esprime la volontà del popolo. Quegli organi attraverso i quali la politica si trasforma in diritto, le vitali e sane lotte della politica si trasformano in leggi. Ora, quando vi viene in mente di domandarvi quali sono gli organi costituzionali, a tutti voi verrà naturale la risposta: sono le Camere, la Camera dei deputati, il Senato, il presidente della Repubblica, la Magistratura: ma non vi verrà in mente di considerare fra questi organi anche la scuola, la quale invece è un organo vitale della democrazia come noi la concepiamo. Se si dovesse fare un paragone tra l’organismo costituzionale e l’organismo umano, si dovrebbe dire che la scuola corrisponde a quegli organi che nell’organismo umano hanno la funzione di creare il sangue […].

    La scuola, organo centrale della democrazia, perché serve a risolvere quello che secondo noi è il problema centrale della democrazia: la formazione della classe dirigente. La formazione della classe dirigente, non solo nel senso di classe politica, di quella classe cioè che siede in Parlamento e discute e parla (e magari urla) che è al vertice degli organi più propriamente politici, ma anche classe dirigente nel senso culturale e tecnico: coloro che sono a capo delle officine e delle aziende, che insegnano, che scrivono, artisti, professionisti, poeti. Questo è il problema della democrazia, la creazione di questa classe, la quale non deve essere una casta ereditaria, chiusa, una oligarchia, una chiesa, un clero, un ordine. No. Nel nostro pensiero di democrazia, la classe dirigente deve essere aperta e sempre rinnovata dall’afflusso verso l’alto degli elementi migliori di tutte le classi, di tutte le categorie. Ogni classe, ogni categoria deve avere la possibilità di liberare verso l’alto i suoi elementi migliori, perché ciascuno di essi possa temporaneamente, transitoriamente, per quel breve istante di vita che la sorte concede a ciascuno di noi, contribuire a portare il suo lavoro, le sue migliori qualità personali al progresso della società […].

    Vedete, questa immagine è consacrata in un articolo della Costituzione, sia pure con una formula meno immaginosa, l’art. 34, in cui è detto: “La scuola è aperta a tutti. I capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Questo è l’articolo più importante della nostra Costituzione. Bisogna rendersi conto del valore politico e sociale di questo articolo […].

    La scuola è aperta a tutti. Lo Stato deve quindi costituire scuole ottime per ospitare tutti. Questo è scritto nell’art. 33 della Costituzione. La scuola di Stato, la scuola democratica, è una scuola che ha un carattere unitario, è la scuola di tutti, crea cittadini, non crea né cattolici, né protestanti, né marxisti. La scuola è l’espressione di un altro articolo della Costituzione: dell’art. 3: “Tutti i cittadini hanno parità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinione politica, di condizioni personali e sociali”. E l’art. 151: “Tutti i cittadini possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge”. Di questi due articoli deve essere strumento la scuola di Stato, strumento di questa eguaglianza civica, di questo rispetto per le libertà di tutte le fedi e di tutte le opinioni […]

    Rendiamoci ben conto che mentre la scuola pubblica è espressione di unità, di coesione, di uguaglianza civica, la scuola privata è espressione di varietà, che può voler dire eterogeneità di correnti decentratrici, che lo Stato deve impedire che divengano correnti disgregatrici […].La scuola della Repubblica, la scuola dello Stato, non è la scuola di una filosofia, di una religione, di un partito, di una setta. Quindi, perché le scuole private sorgendo possano essere un bene e non un pericolo, occorre: (1) che lo Stato le sorvegli e le controlli e che sia neutrale, imparziale tra esse. Che non favorisca un gruppo di scuole private a danno di altre. (2) Che le scuole private corrispondano a certi requisiti minimi di serietà di organizzazione. Solamente in questo modo e in altri più precisi, che tra poco dirò, si può avere il vantaggio della coesistenza della scuola pubblica con la scuola privata. La gara cioè tra le scuole statali e le private. Che si stabilisca una gara tra le scuole pubbliche e le scuole private, in modo che lo Stato da queste scuole private che sorgono, e che eventualmente possono portare idee e realizzazioni che finora nelle scuole pubbliche non c’erano, si senta stimolato a far meglio, a rendere, se mi sia permessa l’espressione, “più ottime” le proprie scuole. Stimolo dunque deve essere la scuola privata allo Stato, non motivo di abdicazione […].

    Ci siano pure scuole [private] o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito. Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo […].
    Ma c’è un’altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime. Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci).

    Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Cos” la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.

    Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: (1) ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. (2) Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. (3) Dare alle scuole private denaro pubblico […].

    Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico! Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di [una sola parte]. […]. Il mandare il proprio figlio alla scuola privata è un diritto, lo dice la Costituzione, ma è un diritto il farselo pagare? » un diritto che uno, se vuole, lo esercita, ma a proprie spese. Il cittadino che vuole mandare il figlio alla scuola privata, se la paghi, se no lo mandi alla scuola pubblica […]. Questo giuoco degli [aiuti economici alle scuole private è], una specie di incitamento pagato a disertare le scuole dello Stato e quindi un modo indiretto di favorire certe scuole, un premio per chi manda i figli in certe scuole private dove si fabbricano non i cittadini e neanche i credenti in una certa religione, che può essere cosa rispettabile, ma si fabbricano gli elettori di un certo partito […].

    E poi c’è un altro pericolo forse anche più grave. » il pericolo del disfacimento morale della scuola. Questo senso di sfiducia, di cinismo, più che di scetticismo che si va diffondendo nella scuola, specialmente tra i giovani, è molto significativo. » il tramonto di quelle idee della vecchia scuola di Gaetano Salvemini, di Augusto Monti: la serietà, la precisione, l’onestà, la puntualità. Queste idee semplici. Il fare il proprio dovere, il fare lezione. E che la scuola sia una scuola del carattere, formatrice di coscienze, formatrice di persone oneste e leali. Si va diffondendo l’idea che tutto questo è superato, che non vale più. Oggi valgono appoggi, raccomandazioni, tessere di un partito o di una parrocchia […].

    Questo è il pericolo: disfacimento morale della scuola. Non è la scuola dei preti che ci spaventa, perché cento anni fa c’erano scuole di preti in cui si sapeva insegnare il latino e l’italiano e da cui uscirono uomini come Giosuè Carducci. Quello che soprattutto spaventa sono i disonesti, gli uomini senza carattere, senza fede, senza opinioni. Questi uomini che [ottanta] anni fa erano fascisti, [sessanta] anni fa erano a parole antifascisti, ed ora son tornati, sotto svariati nomi, fascisti nella sostanza cioè profittatori del regime.

    E c’è un altro pericolo: di lasciarsi vincere dallo scoramento. Ma non bisogna lasciarsi vincere dallo scoramento […].guardate anche durante la Liberazione e la Resistenza che cosa è accaduto: ci sono stati professori e maestri che hanno dato esempi mirabili, dal carcere al martirio. tutti noi […], abbiamo nel cuore qualche nome di studenti che hanno saputo resistere alle torture, che hanno dato il sangue per la libertà d’Italia.
    Pensiamo a questi ragazzi nostri che uscirono dalle nostre scuole e pensando a loro, non disperiamo dell’avvenire.
    Siamo fedeli alla Resistenza.
    Bisogna, amici, continuare a difendere nelle scuole la Resistenza e la continuità della coscienza morale”.

    PIERO CALAMANDREI,
    Roma, 1950, discorso al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale

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