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Più sfottò che insulti

By pino scaccia | ottobre 31, 2008

Fosse sempre così. Traffico paralizzato, centinaia di migliaia in corteo a Roma. Protesta dura, ma tutto entro termini civili e soprattutto sfottò più che insulti. Bersaglio preferito naturalmente la ministra, considerata la protagonista di una riforma che probabilmente ha solo firmato. Se pure c’erano, mascherati, come al solito i provocatori sono stati bloccati dallo stesso servizio d’ordine dei sindacati. Insomma, politica non rivoluzione. I servizi di stasera al Tg1

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Topics: bellitalia | 33 Comments »

33 risposte per “Più sfottò che insulti”

  1. pino scaccia scrive:
    ottobre 31st, 2008 alle 01:01

    Ho caricato un mio video della manifestazione su Facebook

  2. ceglieterrestre scrive:
    ottobre 31st, 2008 alle 09:50

    Ciao Pino, ho lasciato su facebook, sotto il video due commenti, ma non so dove sono finiti.Quando entro in una nuova casa, mi perdo sempre nelle stanze.Bello il video pieno di colore.

  3. Mat, Milano scrive:
    ottobre 31st, 2008 alle 09:53

    I politici sono così preoccupati di queste manifestazioni che oggi sono tutti a Milano a inaugurare la nuova sede dell’università commerciale Bocconi, dove ovviamente non ci sono state proteste e occupazioni (o meglio okkupazioni).

    Vorrei sottoporre alla vostra attenzione la lettera aperta del rettore del Politecnico di Milano, che riguarda queste manifestazioni e la riforma:

    http://legge133.studentipolitecnico.it/2008/10/27/lettera-del-magnifico-rettore-agli-studenti/

    Secondo il rettore, tagli del 20% ai fondi saranno pesanti, ma non stravolgeranno l’offerta didattica di base, quella che conta, degli atenei ben gestiti. Gli atenei dalle gestioni allegre dovranno invece evitare gli sprechi del passato.

    Gli fa eco il rettore della Sapienza: quoto un trafiletto.

    ROMA (28 ottobre) – «Il primo atto che farò come rettore [della Sapienza, nds] sarà chiudere i corsi di laurea fatti per i professori e non per gli studenti, quei corsi, cioè, che non hanno studenti, o hanno 5-10 studenti, darò trasparenza alla gestione del sistema». È quanto ha detto oggi il neorettore dell’Università La Sapienza di Roma, Luigi Frati: «E se per esempio abbiamo due corsi di laurea, uno alla prima uno alla seconda facoltà, perché i professori non si parlano tra loro – ha detto Frati – questi corsi dovranno essere riorganizzati o fusi di nuovo insieme in un unico corso».

    Aggiungo un mio commento: penso che il Paese possa sopravvivere senza corsi di laurea in
    – scienza della Produzione e Trasformazione del Latte (uniBari);
    – laurea in informazione scientifica sul farmaco;
    – mediazione culturale e cooperazione euromeditterranea;
    – ingegneria del cinema (UniTO);
    ecc ecc

    non vi annoio oltre. Questi corsi di laurea sono cuciti addosso a qualcuno. Mi fanno ridere. E non voglio sovvenzionarli con le mie tasse.

  4. Toni scrive:
    ottobre 31st, 2008 alle 10:42

    solo pagliacciate incompatibili con le esigenze reali della gente

  5. Barba scrive:
    ottobre 31st, 2008 alle 11:16

    Il ho vissuto il ’68 e gli anni successivi. Anni di piombo, di lotta e di scontro violento tra le fazioni. Alle manifestazioni di allora non si è mai sentito cantare l’Inno nazionale. Era più facile sentire cantare “Bandiera Rossa” o “Giovinezza”. Oggi sembra che il vesillo della protesta sia il “Fratelli d’Italia”. Non so se si tratti di un rigurgito di appartenenza nazionale dovuto dalla composizione bipartisan dei dimostranti ma ho i miei dubbi. La mia interpretazione, sicuramente smentibile, è che questi ragazzi hanno trovato un modo diverso di porsi. Forse con l’inno nazionale hanno inteso ricordare ai governanti che sono cittadini di questo paese, che di questo paese sono il futuro, che aspirano ad un’Italia migliore con loro come protagonisti attivi e non come elementi marginalizzati dal precariato. Vorrei tanto che questi giovani dal futuro incerto riuscissero ad ottenere lo spazione ed i mezzi che meritano continuando a cantare l’inno nazionale, senza violenza, ma con tenacia e caparbietà.

  6. Barba scrive:
    ottobre 31st, 2008 alle 11:18

    OT: scusate gli errori di digitazione – maledetta fretta

  7. margherita scrive:
    ottobre 31st, 2008 alle 11:45

    La mediazione culturale non mi sembra proprio una sciocchezza…

  8. sergio scrive:
    ottobre 31st, 2008 alle 12:34

    certo adesso ce li spiega toni i bisogni reali della gente, lui si che lo sa

  9. Padre Brown scrive:
    ottobre 31st, 2008 alle 12:58

    Credo anche io che Mat abbia ragione, almeno in parte. E’ un po come con il ticket sanitario. Ci siamo riempiti le borse di medicinali perche erano gratis, ma poi quando il sistema è crollato ci siamo pianti addosso. Ricordo benissimo che “chi” andava dal dottore diceva, mi prendi questo e quest’altro…insomma, faceva spesa. Cosi come con l’università: ci sono figiocci che stanno parcheggiati dieci anni su quei banchi, ecco loro dovrebbero pagare le tasse per chiinvce studia e si fa il mazzo. Aumentarle in progressione, potrebbe essere gia una soluzione. Soluzioni cmq che non vedo da chi protesta. Voglio dire: siamo tutti buoni, io per primo, a dire che la legge Gelmini non va (anche se ripeto qui che non sono tutte sue le colpa di una uni allo sfascio ma della mancanza assoluta di coscienza civile in primis) ma nessuno ha una proposta alternativa.
    Riguardo l’inizio di Mat però l’arroganza del governo a fregarsene delle manifestazioni non deve essere cmq giustificata.
    Toni a me mi fa scompisciare dal ridere. Avete presente quello a cena che ogni argomento dice no, non è cosi… quello che a fine cena ha litigato sicuramente con mezzi commensali e non lo si vuole invitare al dopo cena…

  10. elena scrive:
    ottobre 31st, 2008 alle 13:26

    non è la “mediazione culturale” il problema, è il corso di laurea IN mediazione culturale, cioè di un esame o di un paio di esami si sono costruite intere facoltà! Cioè, almeno due – tre anni (con una dozzina d’esami l’uno) su di un argomento che…. hai voglia di pestar l’acqua nel mortaio!)
    Vogliamo approfondire l’argomento della mediazione culturale? facciamoci un master, istituiamo un dottorato, insomma un qualcosa di approfondimento ulteriore destinato per natura a pochi studenti, ma un corso di laurea è …. troppo e la mediazione culturale è solo un esempio, lo stesso discorso si potrebbe fare su altre bizzeffe su bizzeffe di argomenti, ad esempio ingegneria dell’automobile, del cinema… oppure su quella meraviglia della facoltà di SCIENZE enogastronomiche!!! invece da quando mondo e mondo l’enogastronomia è un mestiere e non una scienza, scienza è quella dell’alimentazione…
    Perchè tutto ciò? perchè c’è un forte interesse politico a “valorizzare il territorio” (come dicono loro) quando il territorio può essere benissimo valorizzato in molti altri modi meno clientelari.
    Per avere una formazione completa di studente (e poi di esperto) e di persona, il giovane deve uscire di casa ed andare nelle università, non le università scendere nei boschi e nelle valli…
    ma di questa influenza del potere politico (che ha molto cavalcato la “valorizzazione del territorio” con l’apertura di nuove università in ogni dove, “reali” e pure “telematiche” io non ne ho sentito parlare

    E poi, vogliamo parlare delle lauree honoris causa? come che c’entra? c’entra eccome, è lo stesso discorso dell’influenza politica sull’accademia…

    Distribuzione di cattedre e influenza politica, un discorso che ha portato alla proliferazione dei corsi di laurea (e quindi degli sprechi) che coinvolge tutti gli schieramenti politici, “bipartisan” come si suol dire, ma sul quale odo un fragoroso silenzio.

    Perchè nessuno ne parla?

  11. Sydbarrett76 scrive:
    ottobre 31st, 2008 alle 13:30

    devo dire che mi sono pentito di non essermi preso un giorno di ferie per andare anche io, e devo dire che un po’mi dispiace anche non avere 15 anni di meno…. :)

  12. Mat, Milano scrive:
    ottobre 31st, 2008 alle 15:43

    Elena ti quoto alla grande, era proprio quello che intendevo dire.

    e anche Padre Brown ha ragione nel dire che non si è sentita una controproposta degna di questo nome. Rettori e professori stanno “schisci” per anni, fanno quello che gli fa comodo, e poi tutti a protestare quando un ministro prova a fare qualcosa?

    Ma dico io, suggerimenti? Consigli? Proposte di legge? E invece no, perché fa comodo a molti sistemare i figli, i nipoti e i cugini, come nella migliore tradizione italiana del nepotismo.

    E gli studenti? Ancora non capisco quale sarebbe il legame tra il precariato e i tagli ai finanziamenti statali. Ridurre i corsi di laurea inutili o ridicoli aumenta la professionalità semmai.. non la riduce.
    E per i dottorandi… la maggior parte sono in parcheggio per fare punteggio nella speranza di avere una cattedra, un giorno, lontano.

    No. No e ancora no. I dottorati sono stati creati come volano per la ricerca, non come parcheggio a tempo (4 anni!!!!!!!).

    E per quelli che dubitano: parlo per esperienza diretta, non per sentito dire e non sono in malafede.

    Ritengo che in questo perdiodo difficile per tutti, con pochi soldi a disposizione, anche il mondo dell’università debba essere ripensato e reso più produttivo. Che non significa regalare le lauree, sia ben chiaro. Ma non vuol dire neppure istituire un corso di laurea di 3, e dico 3 anni, sulla mediazione culturale e cooperazione euromeditterranea.
    Dice bene Elena, se proprio interessa, si fa un singolo corso post universitario.

    Il sistema universitario è marcio e fa comodo a tanti che resti così. Dal canto loro, gli studenti non hanno ancora capito che non esistono pranzi gratis a questo mondo. Il dottorato va meritato; non è un diritto.

    Cinesi e indiani ci faranno presto un mazzo così. I loro, ingegneri, fisici, matematici, chimici, agronomi, ecc. sono richiesti anche all’estero. Sono tanti, e stanno crescendo molto in fretta dal punto di vista professionale.
    I nostri studenti devono mettersi in testa che non esiste il posto fisso. Non più. La ricerca in italia è concepita come tale, il posto fisso. Ma non è così e non si può fare finta di nulla, dato che le frontiere non impediscono a madre natura di distribuire l’intelligenza anche all’estero…

  13. Mat, Milano scrive:
    ottobre 31st, 2008 alle 15:48

    Questo è il mio contributo ad un thread precedente. Spero di non risultare prolisso:

    Le mie idee nascono dal buon senso. Sono stato anch’io uno studente universitario e conosco molto bene i problemi dell’università italiana. Le manifestazioni si facevano anche ai miei tempi. Nulla di nuovo, un film già visto.

    E’ un peccato, perché il potenziale è alto.

    Lungi dal fare tifo politico, se si usasse un minimo di buon senso, la riforma dell’università sarebbe anche semplice e condivisibile. Mi sembra di aver scritto cose sensate al riguardo.

    Che agli studenti piaccia oppure no, il sistema universitario italiano costa molto e produce poco. E’ necessario riformarlo. E ovviamente i professori non possono pensare di uscirne con le mani pulite; troppo baronato, troppi privilegi e poca meritocrazia. Altrettanto vero è che agli studenti si deve imporre una maggiore produttività; il sistema ha un costo e bisogna farlo fruttare al meglio.

    Ribadisco che la riforma Gelimini (ho letto il testo) non mi convince molto.

    Vorrei sottolineare il fatto che non si è mai sentita una proposta da parte dei rettori e degli atenei. Un disegno di legge può anche aver origine nella società civile; non deve necessariamente arrivare dagli scranni del Parlamento, cioè dall’alto.
    Perché i diretti interessati, ovvero rettori, professori e studenti, non hanno mai fatto lobby per presentare una loro proposta di riforma attraverso qualche partito?

    Esprimere il proprio dissenso è democratico. Ma una controproposta è anche meglio. Non solo in tempi di protesta, ma anche in “tempi non sospetti”. E invece tutto tace fino a quando un Ministro prova a metterci mano.

    Io vedo molta inerzia nel sistema e ritengo gli studenti poco credibili.

  14. Mat, Milano scrive:
    novembre 1st, 2008 alle 11:27

    Interessante articolo del corriere:

    L’ateneo sotto inchiesta pensa all’arredo:
    a Messina un quadro da 80mila euro

    http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_01/ateneo_messina_sotto_inchiesta_2acec1d2-a7cd-11dd-8f5c-00144f02aabc.shtml

    Non ho mai visto in vita mia studenti protestare, occupare e fare cortei contro gli sprechi dei relativi atenei. Eppure…

  15. Toni scrive:
    novembre 1st, 2008 alle 17:35

    sciocchezze, ieri a Milano ero all’università e le lezioni si sono svolte regolarmente. La stragrande maggioranza degli studenti e dei professori facevano il loro dovere studiando e lavorando, non girando a zonzo con cartelloni e slogan assurdi. Meno male che la gente seria in Italia è nettamente la maggioranza.

  16. pino scaccia scrive:
    novembre 1st, 2008 alle 17:43

    Questione di punti di vista. Cioè chi sono quelli seri. E su chi dice sciocchezze.

  17. Toni scrive:
    novembre 1st, 2008 alle 19:09

    certamente, è questione di punti di vista ma… non tutti i punti di vista hanno lo stesso valore

  18. pino scaccia scrive:
    novembre 1st, 2008 alle 19:17

    Infatti. Quelli che si basano su documenti e testimonianze hanno più valore. E non sono certo i tuoi spinti da fede politica, quindi ciechi..

  19. franca scrive:
    novembre 1st, 2008 alle 19:18

    Bentornato Toni.Credevo ti fossi messo in purga.

  20. Toni scrive:
    novembre 1st, 2008 alle 20:25

    grazie Franca. Ho avuto solo una settimana più impegnata del solito

  21. latorredibabele scrive:
    novembre 4th, 2008 alle 14:08

    Irruzione alla Rai, minacce ai giornalisti di Chi l’ha visto? Gli ultrà di destra puntano l’indice contro la trasmissione di Rai3 che ieri sera ha mostrato un filmano inedito dell’aggressione di mercoledì scorso ad un gruppo di giovani in piazza Navona contro il decreto Gelmini.

    Questa notte, una trentina di ultrà di destra, con il viso coperto da passamontagna, hanno scavalcato i cancelli della sede di via Teulada, lanciando uova marce contro le pareti.

    Sono fuggiti prima che arrivasse la Polizia, ma stamane, telefonate di rivendicazione e minaccia a nome di Forza Nuova sono giunte alla redazione di Chi l’ha visto? Per i volti di quegli aggressori del Blocco Studentesco mostrati durante la trasmissione, gli estremisti hanno promesso ai redattori altri “gesti di intimidazione”: “Vi abbiamo identificato a voi ed ai vostri familiari”.

    Una voce maschile, adulta, chiama da un’utenza fissa e, con voce apparentemente pacata, lancia chiari avvertimenti alla redazione: “Abbiamo visto la vostra trasmissione dove chiedete nome, cognome e indirizzi di chi è stato fotografato. Noi faremo lo stesso con tutti voi: chi ha visto voi; chi lavora con voi; dove abitate, e poi verremo sotto le vostre case”.

  22. StellAlpina scrive:
    novembre 4th, 2008 alle 17:24

    Onore al merito. Così non si dice che sono sempre i soliti comunisti…

  23. meri scrive:
    novembre 4th, 2008 alle 20:33

    Se hanno avuta questa reazione squadrista vuol dire che hanno qualcosa da nascondere e che i responsabili di quello che è successo a Piazza Navona non devono venir fuori….
    Con questa azione hanno confermato i miei sospetti….
    (stella, se ancora non l’hai fatto, leggi il mio messaggio sotto mille splendidi soli….)

  24. StellAlpina scrive:
    novembre 4th, 2008 alle 21:01

    Io ho visto le immagini a Chi l’ ha visto ed erano di una violenza inaudita e gratuita. Mi chiedo perchè il nostro emerito presidente del Consiglio non si è pronunciato a riguardo. Quando c’è da condannare i comunisti sono sempre tutti pronti in prima linea…

  25. Toni scrive:
    novembre 5th, 2008 alle 11:10

    i veri democratici non hanno bisogno di fare casino in piazza, già vincono le elezioni, e ciò basta

  26. StellAlpina scrive:
    novembre 5th, 2008 alle 15:38

    E ti pareva… Mica poteva esserci un mea culpa?!

  27. latorredibabele scrive:
    novembre 7th, 2008 alle 21:40

    L’onda riparte. Universitari e studenti liceali tornano in piazza all’indomani del via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge Gelmini sull’università con fondi per gli atenei migliori e blocco del turn over più morbido. Le manifestazioni odierne rappresentanto una sorta di prova generale dello sciopero nazionale dell’università e della ricerca che si terrà venerdì 14 novembre con un grande corteo a Roma, ma non sono mancati momenti di tensione con le forze dell’ordine a Roma e a Milano. Nella capitale ci sono state anche dei feriti, tra cui un manifestante portato in ospedale.

  28. Toni scrive:
    novembre 8th, 2008 alle 00:49

    posso testimoniare che nelle università milanesi le lezioni si svolgono normalmente, nella più assoluta normalità e regolarità, nessuno si accorge di tali manifestazioni le quali evidentemente attirano solo ragazzi malamente politicizzati che non intendono fare il proprio dovere e colgono l’occasione per andare a spasso

  29. sergio scrive:
    novembre 8th, 2008 alle 12:50

    e queste foto a milano? solita invenzione dei comunisti?

  30. Toni scrive:
    novembre 8th, 2008 alle 14:54

    ho visto le foto: più poliziotti che non i quattro gatti con la birra in una mano e la bandiera rossa nell’altra. Di questi a Milano non se n’è accorto nessuno. Nelle università e nelle scuole le cose vanno avanti bene, si studia e si fa lezione normalmente.

  31. sergio scrive:
    novembre 8th, 2008 alle 15:01

    insomma tutto tranquillo tutto regolare tutti contenti
    guarda meglio
    foto 1
    foto 2
    foto 3

    ma si tutti figuranti

  32. Toni scrive:
    novembre 8th, 2008 alle 15:37

    Sergio guarda che fra l’altro non ho bisogno di vedere quelle foto perchè a Milano ci vivo e ti dico che stai richiamando l’attenzione su un “fenomeno” assolutamente minoritario e sostanzialmente insignificante, alimentato solo dall’interesse pseudo corporativo è vetero-ideologico di pochi. I giovani coinvolti comunque, saranno anche pochi ma (e forse anche per quello) mi fanno davvero molta pena.

  33. latorredibabele scrive:
    novembre 16th, 2008 alle 13:02

    Quattro attivisti di estrema destra sono stati arrestati dalla Digos per un’aggressione compiuta la scorsa notte, nel pieno centro di Bologna, a due giovani di sinistra, etichettati come “comunisti”. Prima gli insulti politici, poi il pestaggio: una delle vittime, un 34enne di Catanzaro, è in condizioni serie all’ospedale Maggiore con il naso e una mascella fratturati e una lesione ad un occhio, un suo amico di 21 anni se l’è cavata con qualche livido.

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