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Parlando di Afghanistan (e non solo)

By pino scaccia | novembre 27, 2008

Incredibile mondo che non si ferma. Seguo con apprensione le notizie dall’India, devo ancora raccontarvi tutto del Mali (ho molti filmati, con qualche sorpresa) ma il tempo stringe e già mi avvio verso un appuntamento a cui non voglio mancare. Domattina a Siena saranno premiati Nasim e il fratello di Parwiz, il blogger in carcere, ma il nostro incontro personale già avverrà stasera. E Nasim, come la tribù sa bene, non sarà solo. Insomma, è anche un pò la festa privata della Torre. Ma si parlerà soprattutto di Afghanistan, dopo i ricchissimi incontri in Val di Susa. Proprio stamattina un kamikaze ha fatto quattro morti a pochi metri dall’ambasciata americana, dove ho vissuto per qualche giorno. Pensare che quella strada è la più protetta di Kabul, segno che il pericolo è ancora molto alto. Un luogo quasi off-limits, vicinissimo all’ambasciata italiana. Ricordo ancora la riapertura della nostra sede, nell’inverno freddo e buio del 2001. C’era grande speranza. Sette anni dopo invece di stare meglio, si sta addirittura peggio.

Comments

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Topics: afghanistan, africa, tribù | 71 Comments »

71 risposte per “Parlando di Afghanistan (e non solo)”

  1. Mat, Milano scrive:
    novembre 27th, 2008 alle 14:10

    Fan rabbrividire le notizie da Mumbai. Il rastrellamento di cittadini inglesi e statunitensi nei tre alberghi della città mi ricorda quello condotto a suo tempo sulla Achille Lauro. In quella circostanza risultò che un signore in sedia a rotelle aveva il passaporto americano e fu gettato fuoribordo dai dirottatori.
    Essere scelti per il plotone d’esecuzione sulla base del colore del passaporto…
    Quanto odio soprattutto nei confronti di quei Paesi.
    Ancora non ho capito in quali circostanze e perché è morto il nostro connazionale.

  2. franca scrive:
    novembre 27th, 2008 alle 14:14

    Questi continui attentati in zone sempre disparate,aumentano il senso di smarrimento e di incertezza.
    Quale sarà la prossima?
    Facile cadere nel pessimismo.
    Ma,devo essere ottimista.Lo voglio.Credo nell’intelligenza dell’uomo.
    E poi c’è l’amore: Nasim e …lei.
    “L’amor che move il sole e l’altre stelle”.
    Idealmente con voi a Siena.

  3. Carmen scrive:
    novembre 27th, 2008 alle 15:00

    E così di nuovo in viaggio eh! bene son contenta per Nasim e quella parte di afganistan (spero sempre più numerosa) che lui rappresenta…
    Porta i più cari saluti ai nostri amici!

  4. NyFrigg scrive:
    novembre 27th, 2008 alle 16:04

    Domani sera me ne starò con gli occhi incollati al Tg1, per vedere mio fratello Nasim! Ti prego di abbracciarlo per me.

  5. Toni scrive:
    novembre 27th, 2008 alle 21:51

    A Siena sarà premiato Sayed Parwez, giornalista afgano.
    Condannato in prima istanza alla pena di morte poi commutata in 20 anni di reclusione.
    Aveva distribuito illegalmente un articolo stampato da Internet, in cui si chiedeva perché la fede islamica non si modernizza per dare più diritti alle donne. Aveva solo mandato via e-mail ai compagni un articolo di un intellettuale iraniano dove si sosteneva che le donne dovrebbero avere gli stessi diritti degli uomini.
    Caspita bella religione quella afgana !

  6. Sheyda23- Lorena scrive:
    novembre 27th, 2008 alle 22:37

    Sono preoccupata,Pino..
    Le parole del tuo post mi fanno tremare..

  7. Stella scrive:
    novembre 27th, 2008 alle 23:49

    Rieccomi. Trovo un po’ di tempo per un saluto. Sto organizzando la mia vacanza con il mio alpino ma la notizia di ciò che sta succedendo in India non mi rende molto tranquilla. Non è paura per noi, perchè andremo da tutt’altra parte. E’ paura per come sta evolvendo la situazione internazionale, perchè a me è sembrato davvero l’ 11 settembre indiano! Ho visto scene di devastazione e di morte che non pensavo si sarebbero ripetute, ma, come dice Pino, la situazione va peggiorando e non migliorando! E sembrerò egoista ma non posso non pensare a voce alta che sono contenta che il mio ragazzo sia a casa, al sicuro.
    Un abbraccio a Nasim e Meri.

  8. giorgius scrive:
    novembre 27th, 2008 alle 23:52

    L’attacco terroristico militare in India è un segnale totalmente opposto alle dichiarazioni dell’intelligence americana dell’estate scorsa. Al-Qaeda purtroppo non è isolata e riesce a finanziare ed addestrare militarmente le cellule homegrown (la maggior parte giovani diplomati), dislocati nei principali paesi sotto il mirino dell’integralismo islamico. L’intelligence internazionale deve localizzare le nuove aree di addestramento ed eliminare questo virus mortale alla radice che rischia di minacciare a breve anche i paesi europei (vedi continui segnali intorno confini Albania e Marocco)… Come diceva un ex ufficiale italo americano della Navy, “l’occhio deve partire dallo spazio, perchè l’orecchio non basta”.

  9. pino scaccia scrive:
    novembre 28th, 2008 alle 01:26

    Siena, come al solito, è magica. Visti e abbracciati (per tutti) i piccioncini. Ah, cosa non fa il blog.

  10. luk75 scrive:
    novembre 28th, 2008 alle 14:27

    quanto bisognerà aspettare per vedere un mondo senza guerre?

  11. pipistro scrive:
    novembre 28th, 2008 alle 20:10

    Se non una giustificazione – ci mancherebbe – a tutto, anche alle peggiori atrocità, può esserci una spiegazione che contemporaneamente è il primo gradino (la base) per trovare soluzioni.
    Se la spiegazione è sbagliata, o peggio è parte di un sistema di strumentali pretesti, tutto il castello difensivo costruito su questa base “di terracotta” è destinato a fallire.
    L’odio puro e semplice, misto a presunta invidia per il “diverso” (in quanto democratico e/o occidentale), è una stupidaggine senza pari.
    E’ semplicistico pensare tuttora che al Qaida sia una banda con un propria struttura piramidale dotata di cellule dormienti che ordisce crimini e nefandezze in tutto il mondo in odio al nemico, unico, incarnato dall’Occidente o, più facilmente, dagli USA e relativi clienti.
    Ed è in qualche modo tranquillizzante pensare che sia un “virus” (pertanto alla lunga debellabile) quanto invece è un “sintomo” di un malessere diffuso. Un’ideologia cancerosa che non ha bisogno di strutture stabili ed organizzate, né di capi o figure carismatiche, un’ideologia pronta ad attecchire ovunque, soprattutto in presenza di contrapposte e speculari metastasi.
    Continuando a combattere i sintomi, trascurando le cause del male, il paziente muore. E il comprensibile sdegno rivolto ad una figura inesistente, quella del terrorista personificato, è ugualmente inutile. Il terrorismo è un mezzo, un’arma utilizzata da uomini, Stati ed enti di vario genere. Combattere “il terrorismo” non ha significato diverso da quello di chi decide di combattere le mitragliatrici o le bombe senza curarsi di combattere – caso per caso – chi le usa, né di appurare perchè ha deciso o è stato necessitato ad usarle. (Non a caso si definisce terrorismo sempre e solo quello adottato dal nemico).
    Ciò detto conto i morti, come tutti. Tutti i morti indipendentemente dalla loro nazionalità, razza e credo, sapendo chi detestare per la disumana efferatezza di questi crimini, ma non sapendo esattamente chi ha nutrito ed armato la disumanità degli autori materiali di una ennesima strage.

    Un abbraccio agli amici in trasferta senese della Tribù. A presto a Nasim, Meri, PIno.

  12. pino scaccia scrive:
    novembre 28th, 2008 alle 20:13

    Ho visto le foto tue con Nasim… complimenti, il copricapo afghano ti dona

  13. pipistro scrive:
    novembre 28th, 2008 alle 20:18

    Io no … (di’ a quei fedifraghi di mandarmele).

    PS Anche se sembro un warlord afghano …ovviamente non lo sono.

  14. Arcroyal scrive:
    novembre 28th, 2008 alle 20:52

    Una precisazione al commento #1.

    Il signore in sedia a rotelle che fu mitragliato e gettato giù dal ponte dell’Achille Lauro nel 1985 da 4 terroristi palestinesi si chiamava Leon Klinghoffer, e subì questo trattamento ‘esclusivo’ perchè era ebreo, e non perchè fosse americano.

    Comunque l’analogia c’è. Le squadre della morte entrate in azione a Bombay si sono dedicate per ore alla caccia di cittadini anglo-americani e di ebrei. Come i nazisti questi tagliagole islamici sanno bene chi sono i loro nemici giurati che non gli permetteranno mai di realizzare i loro piani infernali. Come i nazisti questi assassini vanno stanati ed eliminati ad uno ad uno senza perdersi in sofismi e relativismi vari. Non c’è alcuna giustificazione possibile nè per il nazismo di marca europea nè per il nazismo di marca islamica.

  15. pipistro scrive:
    novembre 28th, 2008 alle 21:31

    Molti “trattamenti” sono subiti, anche oggi, da interi popoli, in relazione alla loro etnia, provenienza, credo, classe, altro. E l’uno non è migliore degli altri. Così come tutti i “nazismi” sono da stigmatizzare, anche quelli generalmente coccolati da chi si scaglia solo, subito e sempre contro la cattiveria (innata?) di alcuni e giustifica gli altri.

  16. NyFrigg scrive:
    novembre 28th, 2008 alle 23:08

    Puoi dire ai fanciulli di mandarle anche a me le foto?
    Quelle a Pipistro e Afghanlord che si abbracciano per il loro PRIMO e sottolineo PRIMO incontro, le ho scattate io……………………. come anche quelle sotto il Musiné….
    Pi’, hai visto, Pipistro con il cappello da Massoud sembra Dante Alighieri!!

  17. pino scaccia scrive:
    novembre 28th, 2008 alle 23:10

    Le ho viste dalla macchinetta, non le hanno ancora scaricate.

  18. Toni scrive:
    novembre 28th, 2008 alle 23:45

    caro Arc forse ti fermi troppo alle apparenze. Non farti accecare dall’ira. Calmati e rifletti, informati bene e forse scoprirai che lo cose non stanno proprio come sembrano

  19. pino scaccia scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 00:24

    Come i nazisti questi assassini vanno stanati ed eliminati ad uno ad uno senza perdersi in sofismi e relativismi vari

    Arc, non mi piace. Non mi piace per niente. Intanto che vieni qui all’improvviso solo per portare avanti il “verbo”. Non mi piace che getti il sasso e ormai, secondo abitudine, riscappi via senza neppure leggere le risposte. Ma questo non sarebbe niente.
    L’odio che porti avanti è inconcepibile. Dichiarare la volontà di “eliminarli uno per uno” non fa onore all’intelligenza e soprattutto alla coscienza. Questa è violenza pura. Come la loro. E capisco perchè la guerra non finirà mai. L’odio porta solo odio. E morte. Oltre ad annebbiare il cervello.

  20. Toni scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 00:31

    si certo, tutto sta a capire chi sono gli assassini. E più pericoloso il braccio che spinge il pugnale o il cervello che guida il braccio ?

  21. Arcroyal scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 01:47

    @ Pino

    Non ho capito il riferimento al “venire qui all’improvviso”: gli altri danno un preavviso prima di scrivere un commento?
    Per quanto riguarda il “verbo” che porterei avanti, non c’è nessun “verbo”, ma solo delle ben radicate convinzioni personali. Se tu riesci a conservare un olimpico distacco di fronte a mostruosità del genere e a trovare persino delle ragioni per dialogare con queste belve, buon per te. Evidentemente la cosa ti tocca poco perchè in altri casi ti ho visto infuocarti persino di più. Ognuno ha i suoi ‘demoni’.
    Per me è inconcepibile che si passino mesi e mesi ad addestrarsi a seminare morte e terrore in mezzo a degli innocenti che hanno l’unica ‘colpa’ di non credere in Allah e di avere il passaporto ( o la fede ) ‘sbagliata’. Per me ci troviamo di fronte al male assoluto, e non ci sono spazi per alcun tipo di trattativa. Con i nazisti non mai stato possibile trovare alcun compromesso.

  22. pino scaccia scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 01:55

    Dialogare? E chi ha detto di dialogare con i criminali? Ma certo non penso di eliminarli ad uno ad uno. Io non sono distaccato, ma la vendetta non rientra nei miei principi. E neppure l’odio. L’unica cosa che odio è la violenza, anche verbale.

    Non è tanto sull’arrivare all’improvviso, la porta è sempre aperta per tutti, ma è lo sparire allo stesso modo. Non è aprire un dialogo, ma solo urlare il proprio punto di vista. Fino al prossimo urlo.

  23. Arcroyal scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 01:58

    @ Toni

    Chi spinge il pugnale è pericoloso quanto la mente che gli ha suggerito la pugnalata. Senza il braccio, il cervello può fare molto poco. Qui, poi, non direi neppure che esista una mente che partorisce queste bestialità, ma piuttosto ci sono delle idee assassine diffuse da decenni, contro le quali si può soltanto combattere. Con ogni mezzo, anche con le armi, e se poi le anime belle si scandalizzano, non importa. Con l’irenismo Mussolini, HItler, Stalin e compagnia bella sarebbero tutti quanti ancora vivi e vegeti.

  24. Arcroyal scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 02:10

    E cosa si dovrebbe fare con questi tagliagole fanatici? Aspettare la loro prossima mossa? Attendere un altro massacro? A me sembra a volte che ci sia una parte dell’opinione pubblica occidentale che non ne vuole sapere di combattere il terrorismo, e preferisce attendere, che magari il problema si risolve da solo. A me di affidarci allo Spirito Santo, al Fato o a qualche altro ‘accidente’, non pare una buona idea. Se per esempio si fosse eliminato Bin Laden dopo gli attentati alle ambasciate in Kenia e in Tanzania, forse non ci sarebbe stato l’undici settembre e non ci troveremmo in questa situazione.

    Quanto a mio “sparire”, capita magari che tu vai via o io sia impegnato, il post finisce in seconda pagina, e non mi va di andare a riprendere discorsi diventati ‘vecchi’. Anche perchè so che le discussioni infinite ti piacciono poco.

  25. pino scaccia scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 09:43

    Qui non ci sono anime belle, ma gente che di sangue ne ha visto tanto. Ma neppure giustizieri. Io mi infiammo sempre e solo contro chi predica violenza.
    Il concetto stesso dello sterminio (“eliminare uno ad uno”) è identico alla follia scellerata dei peggiori dittatori che citi.
    Poi, c’è anche un motivo pratico. La storia dimostra che SOLO con le armi la scia di morti non finisce. Guarda in Iraq o in Afghanistan: dopo anni che risultato si è ottenuto contro il terrorismo? Il “problema” si risolve, oltre che con le armi, con la cultura e la politica. Convincendo i popoli che il nostro mondo è migliore, non sparandogli addosso aumentando l’odio.
    Bin Laden? Si poteva catturare addirittura molto prima. Quando abitava a Boston.

  26. NyFrigg scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 10:07

    Io non credo nella visione tolkeniana del male asoluto. Leggendo Fred Uhlmann o Wladyslaw Szpilman ho trovato testimonianze concrete di una visione assai differente.

  27. Arcroyal scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 11:27

    Dire che bisogna eliminare dittatori e terroristi e dire che bisogna eliminare interi popoli sono due cose completamente diverse. O si coglie la differenza o si finisce per pensare che chi combatte i terroristi è uguale ai terroristi stessi, che i partigiani che aspettavano sotto casa i gerarchi nazifascisti per sparargli erano uguali alle SS che giravano casa per casa per stanare i ‘subumani’, che chi getta bombe sui talebani è uguale ai talebani che gettano l’acido addosso alle ragazzine che osano andare a scuola. E così via.

    Tutte le volte si verificano eccidi di massa come questo, si ripropone lo stesso schema. Qualche espressione di dolore, un pò di cordoglio a buon mercato, la solita preghierina per la Pace e il Dialogo. E poi ci si torna ad occupare d’altro, salvo ritornare sul problema per dispensare critiche agli anglo-americani quando cercano di far fuori queste belve assassine. Il mondo sarebbe migliore se Saddam Hussein e il mullah Omar fossero ancora al potere? Certo che no, ma tu e tanti altri preferite crederlo per non assumervi la responsabilità del ‘lavoro sporco’. Il dialogo e la cultura servono a poco con chi crede che andrà in Paradiso se farà fuori qualche camionata di infedeli.

  28. Toni scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 11:34

    Arc, capisco bene il tuo sentimento perchè è anche il mio. Quello che non condivido è la reazione, istintiva e dovuta ad un esame superficiale. Non possiamo accontentarci di colpire solo il braccio terroristico, dobbiamo capire che esiste un cervello di questa tremenda Bestia che semina odio e violenza su tutto il pianeta. Non solo con il terrorismo. Per quante sue braccia potessimo disarmare sarebbe insufficiente. Ti ripeto, Arc, se vogliamo vincere il nemico dobbiamo individuarlo veramente bene e non possiamo fermarci alle apparenze.

  29. Stefano scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 13:54

    Bin Laden abitava a Boston? E da dove salta fuori sta cosa? Magari è stato a Boston quando era giovane, come del resto è stato in Svezia, ma non mi pare proprio sia mai stato a Boston una volta imbracciata la carriera terroristica…. Chi sarebbe la fonte di tale notizia? La CIA? Mah…..
    Riguardo il discorso portato avanti da Arc, vorrei esprimere la mia opinione personale. Sono sempre stato favorevole agli omicidi selettivi di terroristi, come quelli praticati da Israele. Naturalmente l’opportunità politica và valutata di volta in volta. non possiamo stare inermi ad aspettare che facciano saltare i pullman a Londra o a Tel Aviv. Chi è responsabile o sta preparando attentati, và stanato, catturato o ucciso.
    Non sono però d’accordo che questa possa essere l’unica via. A volte i popoli si trovano a favore di un’organizzazione terroristica perchè è l’unica via per ottenere assistenza o scuola, come nel caso di Hamas. Sono contrario ai muri e alle barriere e agli infiniti check point. La via della pace và cercata con il coraggio, ben sapendo che gli attentati non si fermeranno di colpo.
    Il chiamare nazismo quello che non è nazismo non mi piace. Cerchiamo di chiamare le cose con il loro nome. Ci sono gruppi terroristici e anche organizzazioni terroristiche ben complesse al loro interno (non si può paragonare Hamas con Al Qaeda), con frange più aperte ad un discorso politico. Il nazismo riguarda un fenomeno specifico e ha una definizione storica precisa che non è in alcun modo comparabile in proporzioni e numeri con altro.

  30. Stefano scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 14:05

    Secondo una notizia pubblicata circa 2 settimane fà dai giornali inglesi, l’MI5 diceva che ci sono migliaia di giovani musulmani a Londra pronti a immolarsi e a diventare martiri e parte di loro sono organizzati in cellule terroristiche. Ecco, non vorrei che un giorno o l’altro si facciano saltare sulla metropolitana. Direi che non serve aspettare. Bisogna agire.

  31. giorgius scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 14:48

    Bin Laden è “stra-morto” da tempo. Continuano a tenerlo su in vita virtualmente perchè non hanno personaggi di riferimento (vivi) per alimentare il falso odio religioso verso gli occidentali e la maggior parte del popolo moderato arabo.

    ———————————————————————–

    Mumbai 26/11: Rocambolesca fuga dall’inferno del Taj

    Parla la pesarese Erica Di Giovancarlo: “Prima ci siamo barricati dentro una stanza, poi siamo strisciati fuori per non far rumore”. Terrore: “Loro cercavano gli occidentali: se ci avessero visto ci avrebbero uccisi”…

    Leggi: http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/pesaro/2008/11/29/135972-rocambolesca_fuga_dall_inferno.shtml

  32. pino scaccia scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 16:27

    Con il lavoro sporco infatti si risolvono i problemi, si è visto.

  33. pino scaccia scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 16:30

    Caspita che ironia, complimenti. Quella di Bin Laden era una battuta. Ma certo a Boston abita ancora la sua famiglia: i due fratelli, allo Yachting club, e la madre, a Little Italy. Non me lo ha detto la Cia. Li ho trovati io, il 13 settembre del 2001.

  34. Elena scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 16:37

    E’ molto curiosa questa disposizione dei commenti.
    io mi ci perdo, ma è significativa: sembra una disposizione contrapposta, un commento di fianco all’altro, anzi di fronte all’altro, come se fosse possibile suddividere il mondo in modo manicheo: o di qua o di là, invece la realtà è spesso più confusa.

  35. pipistro scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 16:55

    E’ facile, infantile e tranquillizzante continuare a personificare “il terrorista” e “il male assoluto”.
    Lo fanno da entrambe le parti con analoghi risultati. Tutto (anche i risultati della pretesa e strumentale lotta al terrorismo) dimostra che non funziona.
    E che sia strumentale è dimostrato dalla diversa considerazione, addirittura benevola in qualche caso, che parte dell’occidente ha per gruppi parimenti inclusi nella lista – anch’essa ipocrita, se non ridicola – delle organizzazioni del terrore.

  36. Stefano scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 19:15

    Ci sono voluti 40 anni a trovare Provenzano che stava in Sicilia, è normale che Bin Laden non sia stato ancora trovato nei territori tribali fra Afghanistan e Pakistan. Il territorio è vasto e difficile da esplorare. Ci sono i governi tribali che impongono leggi tribali e mediovali.

  37. pino scaccia scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 19:17

    Provenzano è stato trovato quando ha perso il comando dentro Cosa Nostra. Evidentemente bisogna aspettare la stessa situazione dentro al Qaeda.

  38. latorredibabele scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 20:04

    Un’organizzazione umanitaria islamica, citata dall’edizione on line della Bbc, ha confermato che le violenze scoppiate tra cristiani e musulmani a Jos hanno provocato almeno 300 morti. La ong ha detto di aver ammassato in una moschea piu’ di 300 cadaveri raccolti per le strade.

    Ma sì, scanniamoci tutti.

  39. Stefano scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 20:27

    Nigeria? L’integralismo islamico è costantemente in aumento. La provocazione intelligente dello “scanniamoci tutti” sottolinea la necessità di smetttere di spararsi a vicenda, ma non possiamo rinunciare sempre a qualsiasi azione, aspettandoci che dall’altra parte ci sia qualcuno disposto a ragionare. In molti casi non c’è proprio nessuno pronto a ragionare. Certamente la guerra in Iraq e il fallimento degli accordi di pace di Oslo ha solo peggiorato le cose.

  40. pino scaccia scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 20:33

    Combattiamo, con forza, il terrorismo.
    Evitiamo però la guerra santa.

  41. Toni scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 21:55

    Non ci si difende dal terrorismo facendo guerre ma semmai con un’azione di polizia, evidentemente internazionale. Chi usa il terrorismo si crede furbo ed intende evidentemente provocare una reazione e lasciando credere all’opinione pubblica certe cose, del tutto false. Attenzione a non cascare ancora nel tranello

  42. Stefano scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 22:19

    Mi trovo pienamente d’accordo su quanto dici. Anche perchè certi talebani ci sono da entrambe le parti.

  43. Arcroyal scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 23:52

    @ Toni

    Forse stiamo parlando della stessa cosa, ma su due piani diversi. Di fronte agli attacchi terroristici la prima risposta non può che essere di tipo militare. Vanno colpite le basi pachistane da cui partono i tagliagole per impedirgli di colpire di nuovo.

    Poi, certo, c’è la ‘battaglia culturale’ che è persino più importante di quella sul campo. Quando si verificano attacchi terroristici come quello di Bombay parte la solita tiritera ‘negazionista': è colpa delle guerre in Iraq e in Afghanistan, è colpa di Bush, è colpa degli amerikani cattivi, è colpa di Israele, è colpa dell’Occidente corrotto….insomma è colpa dell’universo mondo tranne del vero colpevole. Guai a pronunciarne il nome altrimenti si passa per guerrafondai.

    Ed invece bisogna farla finita con le finzioni suggerite dai sacerdoti del politically correct. Ciò che unisce le stragi di New York, Madrid, Londra, Bombay si chiama Islam. E’l’Islam e il suo fondamentalismo la causa degli orrori che stiamo vivendo. Fino a qualche tempo fa avrei aggiunto ad ‘Islam’ l’aggettivo ‘radicale’, ma adesso ho molti dubbi che sia ancora possibile una distinzione tra fanatici e moderati.

    Se un commando di cristiani o di ebrei in nome di una qualche crociata contro i mussulmani avessero attaccato Riad o Dubai, oggi saremmo tutti in piazza per denunciare il crimine e per testimoniare che simili assassini non c’entrano nulla con il Dio dei cristiani e degli ebrei. Qualcuno ha forse avvistato per le strade del Cairo o di Teheran manifestazioni contro i terroristi di Bombay ? L’Islam si è mai mobilitato per dissociarsi dalle gesta di chi semina morti in giro per il mondo in nome di Allah? No, anzi. Qua e là si sono levate le solite grida di giubilo in onore dei martiri del Jihad. Ennesima prova del fatto che le religioni non sono affatto uguali.

  44. pino scaccia scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 00:14

    Ma chi e cosa leggi?

    solite grida di giubilo in onore dei martiri del Jihad
    colpa degli amerikani cattivi, è colpa di Israele, è colpa dell’Occidente corrotto

    Io non l’ho letto da nessuna parte. Sicuramente qui non ci sono state grida di nessun tipo: casomai solo le tue di vendetta. Per me è sempre un grande dolore e basta quando ci sono morti.
    Poi. Hai scoperto quello che ho scritto qualche commento fa e che tu, accecato dall’odio, neppure hai letto. Cioè azione militare e poi interventi culturali (e politici). Insisti con i sacerdoti. Sono da sempre assolutamente, ferocemente contro i fondamentalisti. Tutti. Ovvio, soprattutto quelli che tagliano le gole. Ma su come risolvere il problema non ci troviamo. Iraq e Afghanistan, questo sì, hanno confermato che solo con le bombe non si risolve niente. Il terrorismo non si sconfigge con i carri armati, ma ancora non l’avete capito?

  45. Arcroyal scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 00:52

    A parte che le mie ‘grida’ invocavano giustizia, non vendetta. Ma ho il sospetto che la mia idea di giustizia sia un pò diversa dalla tua.

    Comunque vorrei tornare sul ‘lavoro sporco’.
    Dato che, a differenza di quanto tu credi, ti leggo da anni con grande attenzione, mi è sorta una domanda.
    Ti ho sentito urlare in tutti i modi possibili contro la guerra in Iraq, e ti ho visto criticare con furore l’amministrazione americana dell’Iraq. Nel 2007, gli americani ti hanno dato praticamente ragione, ed hanno cambiato strategia. Hanno inviato più soldati a controllare il territorio e gli hanno affiancato squadre di antropologi e di esperti di cultura araba per cercare di stabilire un contatto con la popolazione, in particolare sunnita. Hanno capito che si poteva vincere il terrorismo stragista solo staccando le tribù sunnite dall’alleanza con Al Qaeda. Questo ha significato venire a patti con ex membri della gestapo e delle SS di Saddam Hussein che avevano preso le armi contro gli anglo-americani dopo la caduta del regime. L’operazione ha avuto un tale successo che gli attentati sono drasticamente diminuiti, le perdite tra i soldati alleati si sono sensibilmente ridotte, le province sunnite sono diventate più ‘sicure’ di quelle scite e curde. C’era di che esserne soddisfatti, pur nella radicale avversione alla guerra. Ed invece ti sei messo ad esternare non solo la tua antipatia per il generale Petraeus, ma hai anche denunciato con veemenza il fatto che siano stati ‘riabilitati’ gli assassini di Baldoni. Come se in guerra fosse sempre possibile scegliersi gli alleati. Ora, tenendo conto che in passato hai pure gentilmente etichettato gli omicidi mirati israeliani come pura barbarie in stile Far West, qualunque iniziativa concreta per combattere il terrorismo islamista pare essere sempre sbagliata ed inaccettabile. Mi continui a confermare che anche tu ritieni importante combattere i fondamentalisti, ma non riesco proprio a capire come tu intenda farlo.

    ( sulle grida di giubilo per l’attentato a Bombay c’è solo l’imbarazzo della scelta:
    http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=11765&sez=HOME_NELMONDO&npl=&desc_sez= )

  46. Stefano scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 01:09

    Sul fatto che l’Islam moderato sia una piccola componente è ormai pal da qualche cugino. Per esempio, tutte le 5 maggiori scuole islamiche pensano che l’apostasia debba essere punita con la morta. Bella libertà e bella tolleranza. Nella maggior parte dei paesi islamici chi si converte dall’ Islam a qualsiasi religione rischia la vita, ma la rischia anche nei paesi occidentali, visto che rischi di essere ammazzato da qualche cugino.
    La guerra in Iraq è stato però un tragico errore, dalla portata immensa, come anche certe azioni di Israele nei territori occupati. I palestinesi erano un popolo musulmano ma fortemente laico come società. Con il rafforzamento di Hamas sull’ OLP, anche favorito da Israele, si è rafforzato l’integralismo islamico. Se la pololazione non ha speranza, guarda e guarderà sempre in Hamas come l’unica speranza. E’ ora di farsene una ragione da entrambe le parti. Per battere il terrorismo bisogna anche usare le armi, ma in certi casi, come in Palestina, bisogna anche sedersi al tavolo con l’ala più politica di Hamas e di Fatah e fare concessioni, se no non si capisce bene come i palestinesi possano credere in qualcosa di diverso dalla guerra.

  47. pino scaccia scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 01:18

    Sono onesto, non l’avevo letto. (Strano per un giornale come il Messaggero, comunque). Tu individui nelle mie argomentazioni cambi (concettuali) di campo solo perchè a differenza tua non ho schieramenti preconcetti ma vado avanti dicendo quello che penso in piena coscienza, seguendo la situazione. A differenza tua non ho neppure un “database”: faccio troppe cose per ricordare tutto, ma in realtà non ne ho bisogno perchè non devo confrontarmi con me stesso. Già mi stranisco perchè per darti un minimo di risposta esauriente devo impiegare troppe righe.

    1. Io ho attaccato con furore l’amministrazione Bush perchè la guerra in Iraq è stata inutile, stupida e nata su una bugia colossale. Un’autentica scemenza politica. Dopo aver appoggiato per dieci anni Saddam contro il grande Islam gli americani tolgono il coperchio e così s’infilano tutti quelli che temevano, cioè i famosi fondamentalisti.
    2. Secondo errore. Si tengono tutti i gerarchi e si licenziano i soldati creando un esercito (addestratissimo) di banditi. Potrei aggiungere altri clamorosi errori che ho visto direttamente: gli spari sulla folla, l’incapacità di gestire la situazione sul campo, la mancanza di ogni rispetto per un’altra cultura, gli errori decisivi nelle alleanze, soprattutto la sottovalutazione di al Sadr.
    3. Bene. Si cambia strategia. Ma forse dimentichi (lo sai benissimo) che certi accordi si fanno sottobanco. Insomma sono quelli definiti lavori di intelligence. Non arruolando i terroristi. Si fa di nascosto, per evitare altre vittime. Non ufficialmente, consegnando lo stipendio a fine mese, sputando così su tutti i soldati americani che quelle bestie hanno trucidato (oltre a Baldoni e ad altri ostaggi, ebrei compresi visto che giustamente sei così sensibile all’argomento). E tu poi parli di eliminarli uno per uno? (A proposito tu la chiami giustizia, per me l’eliminazione totale è vendetta).

    E veniamo al punto. Come si fa? Allora visto che dopo sette anni non si controlla neppure la metà dell’Afghanistan ovvio che bisogna cambiare strategia. Ci avevano provato gli inglesi trovando un accordo con i talebani nella loro roccaforte, a Kandahar. Ma arriva il generale McNeill (simpatico come persona ma irrimediabilmente guerrafondaio) e s’incazza: accordi? no, sterminiamoli tutti. (Ovvio che di mezzo c’è il grande affare dell’oppio, proprio in quella regione) E comincia così la stagione delle bombe. I risultati? I convogli occidentali continuano a saltare in aria e i mullah continuano a girare indisturbati fin dentro Kabul (sai che è vero perchè sicuramente hai letto la mia intervista ai due comandanti).
    Ecco, adesso che McNeill se ne è andato c’è un tentativo, pare, per riallacciare i rapporti “diplomatici”. Anche in questo caso, se permetti, ne sono testimone. Nei dieci giorni che sono stato embedded con gli americani c’era il grande sforzo di mostrare che accanto alle bombe i marines facevano anche strade, dighe e scuole. Assolutamente vero, sono stato fedele cronista di questo importante passaggio (ma c’è da aggiungere che hanno semplicemente seguito la consolidata strategia degli italiani).

    La strada è questa, anche nei Territori, non è così difficile da capire. Non sterminio, come tu invochi, ma trattativa, insomma accordo, non braccio di ferro totale. Altrimenti non finirà mai. Mio caro amico dall’anima candida, c’è una cosa più sporca delle guerra. Ed è la politica. Con la differenza che non ci sono vittime e si vive (apparentemente) in pace e non sotto l’incubo costante di stragi e attentati.

    Poi un giorno parleremo della fine dell’impero americano perchè sta facendo gli stessi errori dell’impero romano.

  48. Arcroyal scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 01:56

    Purtroppo quando si affrontano argomenti complessi è difficile ridursi a poche righe. Sulla prima parte del tuo intervento mi limito a dire che purtroppo le guerre sono lastricate di errori. Errare è umano, ma perseverare è diabolico. Si dovrebbe almeno riconoscere a Bush di essere stato capace di cambiare strada e di aver cercato di separare i terroristi da chi si limitava a combattere contro gli ‘invasori stranieri’.

    Detto questo, però, quello che tu vorresti veder fatto in Afghanistan mi pare la stessa identica cosa che è stata fatta dalle parti di Falluja e di Ramadi. Trattare con i talebani ‘moderati’ per convincerli a passare dalla parte del governo di Kabul non è l’equivalente del trattare con gli assassini di Baldoni? E negli ultimi anni questa strada è stata tentata tante volte, con risultati del tutto insoddisfacenti. L’Afghanistan non è l’Iraq. Fino a quando non si radono al suolo le basi in territorio pachistano, ogni progresso secondo me è utopico. I talebani ‘autoctoni’, senza l’aiuto pachistano in uomini, denaro, armi, non resisterebbero una settimana. Basterebbe qualche sacco di dollari per comprarli.

    Comunque a me ‘sta cosa che si vada a trattare con chi lapidava le donne negli stadi di calcio e con chi uccide giornalisti innocenti senza nemmeno preoccuparsi di restituire il cadavere, piace molto poco. Con Dan McNeill andrei senz’altro d’accordo.

    Sulla fine dell’impero americano, invece, in attesa di tue delucidazioni a riguardo, mi do una bella toccatina alle parti basse. Senza gli americani questo mondo sarebbe molto peggiore.

  49. pino scaccia scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 02:06

    Non fare di McNeill un santo (c’è l’oppio di mezzo a fare gola). L’ho conosciuto piuttosto bene, è uno che va sempre in chiesa, ho già detto che è simpatico, ma la pensa come te e i fatti hanno dimostrato che ha sbagliato, la strategia del cow-boy è fallimentare, ormai lo capiscono anche i bambini. Infatti bisogna tornare indietro, all’ “idea” inglese. Anche il Sismi trattò a Khost con i capitribù moderati e infatti agli italiani non successe niente. Ripeto: è la politica, bellezza.
    Il discorso è troppo ampio. Mi limito a ricordarti che le similitudini con l’Iraq invece sono molte. Per esempio, sono stati creati i talebani per combattere i russi (anzi sovietici) e ora ce li ritroviamo contro. E’ stato “allevato” il Pakistan e guarda che grande alleato che ci ritroviamo. Continuiamo a essere amici dell’Arabia Saudita e sono proprio loro a finanziare al Qaeda. Se facciamo la lista degli errori non la finiamo più.

    Tranquillo, anch’io amo l’America e ovviamente tifo per il nostro mondo. Parlavo di impero. Se ancora è un impero. Ne parleremo, ma ci vuole tempo e a quest’ora non è proprio il caso.

  50. Arcroyal scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 02:09

    Ah…a proposito dell’eliminarli ad uno ad uno e dei miei istinti di ‘vendetta’. In Israele le carceri erano piene di terroristi assassini. Negli ultimi mesi per un motivo o per l’altro ne sono stati liberati a centinaia. Per avere indietro i resti dei due soldati uccisi all’inizio della guerra in Libano del 2006, si è persino liberato un bastardo che aveva ucciso a bastonate una bimba di 4 anni. Se si va avanti per questa strada, mi sa che alla fine in cella ci resterà solo l’Arrigoni a giocare con il telefonino.
    Tanto per dire dove poi porta questa sanguinaria cultura della vendetta di cui sarei portatore.

  51. Stefano scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 02:55

    Cerchiamo di fare tutti la nanna a quest’ora :)

  52. Elena scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 09:51

    Mi scuso se sto per ripetere qualcosa che qualcuno ha già detto ma, (come già manifestato) vedo malissimo i commenti (purtroppo sono quasi illeggibili…) e quindi è probabile che mi sia sfuggita la lettura di qualche passaggio.

    Sia in questa sede sia in via più generale ho notato una cosa proprio sorprendente: cioè che si è quasi trascurato il fatto che le tensioni tra mussulmani e indù nelle ex colonie inglesi del subcontinente indiano sono assai risalenti, che queste tensioni hanno provocato carneficine lungo i decenni, che dopo l’indipendenza dell’India dalla Madrepatria ci furono scontri tra i due gruppi che provocarono decine di migliaia di morti, che l’omicidio di Gandhi da parte di un fanatico indù fu proprio per il rigetto della dottrina della non violenza, che queste tensioni provocarono la scissione del pakistan e del bangladesh dall’India, eccetera, eccetera.

    Ora, a me sembra assolutamente riduttivo ricondurre gli attentati dei giorni scorsi al c.d. terrorismo internazionale (ill terrorismo è un metodo utilizzato in diverse parti del mondo per i più diversi scopi, non è monopolio di un gruppo) ed ad Al Quaeda.

    Si tratta di una situazione preesistente alquanto incancrenita e pericolosa (tanto india quanto pakistan come è noto hanno la bomba atomica), molto più pericolosa di altri scenari di guerre locali perchè si tratta di realtà che appartengono a culture profondamente diverse dalla nostra western tradition e sarà molto molto difficile per gli occidentali influenzare la politica di quelle parti perchè l’India è un paese con rilevante peso economico e politico e non accetterà interferenze usa o di altro genere, non ne ha bisogno, ll’India vuole agire autonomamente. Non me li vedo Singh e il presidente usa che raggiungono accordi di cooperazione o simili.

    insomma, quello che vorrei dire è che gli usa nello “scacchiere geopolitico” di quelle latitudini secondo me contano e conteranno molto poco. Onestamente non so se rallegrarmene o preoccuparmi. Piuttosto sarà interessante vedere il ruolo della Cina.

  53. ceglieterrestre scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 11:10

    Sono stanchissima di leggere sempre le stesse cose.
    Proviamo ad andare indietro, molto indietro, fino a dove possiamo avere memoria e prove. Quante guerre sono state utili? Quante guerre hanno portato pace? Quante guerre hanno portato la vita?
    Nella storia antica, ci sono stati uomini crudeli, che hanno solo ucciso innocenti . Quanti stermini di massa? La Germania porta la sua macchia, l’Italia, La Spagna, l’Argentina …pochissimi stati, non non hanno le macchie di sangue sulla camicia.
    Si dice anche che la ‘Spagnola’ grande pandemia, fosse un esperimento, per il controllo demografico ( si dice cinquanta-cento milioni di morti). Non sapremo mai la verità.
    Guerre! Guerre, chi le chima sante, chi dice , che sono per portare benessere, cultura e libertà, io non ci credo.
    Si lanciano bombe per la pace, e hanno solo creato un numero incalcolabile di vittime, “H’iroshima e Nagasaki”.
    Le vittime dell’oriente, le vittime dell’ex Jugoslavia, l’elenco non termina… ed ho ricordato solo le stragi più recenti.
    Come si fa ancora a credere, che le guerre termineranno e che porteranno la pace e la libertà?

    Una nonna Kossovara, lasciò prima di morire a suo nipote Isak, mio amico, per eredità una frase, (la nonna aveva oltre cento anni). Ricordati nipote mio:
    “Sono nata con la guerra, sono vissuta con la guerra, sto morendo e la guerra c’è ancora. Il mio amico crede ancora nella libertà della sua terra, io le rispondo con la frase di sua nonna.
    Mi dispiace per i giovani che credono alla pace e che andando in guerra si ottiene la libertà, io scrivo con il cuore in mano e continuerò a scrivere, che le guerre ci saranno sempre. Questo è l’uomo, questo vuole l’uomo che cerca l’ egemonia, e l’uomo guerrafondaio , accenderà sempre a sua miccia, fino alla fine, e seminerà tanto odio e vendetta, perchè altri come lui continueranno a distruggere.
    Non sono pessimista amo la vita , cerco di rispettare il prossimo, ma la realtà, la storia, mi ha insegnato una crudele verità. franca bassi

  54. Arcroyal scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 11:56

    @ Stefano ( risposta lunga, che poi, se no, Pino dice che urlo soltanto e scappo via )

    A volte i popoli si trovano a favore di un’organizzazione terroristica perchè è l’unica via per ottenere assistenza o scuola, come nel caso di Hamas.

    Non capisco il senso di questa osservazione. Anche i tedeschi si rivolsero al Partito nazionalsocialista per risolvere la miseria provocata dalla crisi della repubblica di Weimar e dal crollo di Wall Street. Il fatto che Hitler sia stato eletto cambia qualcosa? Lo rende più gradevole ed accettabile? Oppure il fatto che i tedeschi avessero un mare di problemi giustifica il loro voto a favore di un partito razzista e antidemocratico?

    Sono contrario ai muri e alle barriere e agli infiniti check point.

    I muri e i check point non sono una bella cosa, ma sono sicuramente meglio dell’occupazione militare diretta e dell’espulsione in massa. Russi, jugoslavi e cechi, finita la seconda guerra mondiale, costrinsero milioni di tedeschi e centinaia di migliaia di italiani a sloggiare dalle loro terre. La Prussia orientale, la Slesia, i Sudeti, l’Istria videro sparire le rispettive popolazioni e cancellare secoli di storia. Nessuno allora fiatò. Nessun pacifista ha mai attraversato in barca il Baltico per protestare. In quanti oggi ricordano il destino di Koenigsberg o di Pola? Se Israele, dopo aver sbaragliato i suoi aggressori, si fosse comportata allo stesso modo, oggi non ci sarebbero muri, barriere e posti di blocco. La bandiera con la stella di David sventolerebbe dal Giordano a Gaza su un territorio abitato solo da cittadini israeliani. Si è invece scelta un’altra strada. Una strada che è costata ad Israele altre migliaia di morti civili e militari. Non è facile convivere con chi ti vuole distruggere. Per i palestinesi il ‘muro’ è davvero il male minore. Per gli israeliani è l’unica maniera per salire sugli autobus o andare in pizzeria senza rischiare di saltare in aria.

    Il chiamare nazismo quello che non è nazismo non mi piace. Cerchiamo di chiamare le cose con il loro nome.

    Ecco, appunto, basta ipocrisie e chiamiamo le cose con il loro vero nome.
    L’andare stanza per stanza chiedendo di esibire i passaporti per determinare chi vive e chi muore non ha qualche somiglianza con le gesta degli Einsatzgruppen per le strade di Kiev e di Vilnius nel 1941? Il furore con cui sono stati massacrati gli ebrei presenti nel centro ebraico di Bombay, non è lo stesso con cui si bruciavano le sinagoghe a Berlino durante la Kristallnacht? Il dividere l’umanità in una categoria di serie A ( i credenti rigorosamente di sesso maschile, dotati di ogni diritto ) e una categoria di serie B ( gli infedeli e gli ‘apostati’ sottoposti all’arbitrio della legge coranica ) non ricorda dannatamente gli scritti di quel pittore austriaco che divideva il mondo in superuomini dai capelli biondi e gli occhi azzurri, e in subumani da rendere schiavi o da eliminare?
    Umberto Eco una volta ha scritto “C’è una componente dalla quale è riconoscibile il fascismo allo stato puro, dovunque si manifesti sapendo con assoluta certezza che da quelle premesse non potrà che venire ‘il fascismo’, ed è il culto della morte”.Bene, indovina un pò chi ha detto “Voi amate la vita, noi amiamo la morte”? Dei terroristi che hanno assaltato Bombay sembra ne sia rimasto vivo uno. E non solo perchè le forze di sicurezza indiane non sono andate tanto per il sottile. Nella cupa ricerca della morte propria e altrui non c’è un eco di quel ‘cercare la bella morte’ che animò tanti nazisti e fascisti tra le rovine di Berlino e di Salò? E si potrebbero citare altre analogie significative, dalla somiglianza del ‘velayat e faqih’ khomeinista con il ‘fuhrerprinzip’ hitleriano all’ammirazione entusiasta riservata ad Hitler e a Rommel in tutto il Nordafrica e in Medio Oriente. Il negare le somiglianze e le parentele tra i movimenti nazifascisti e l’islamismo radicale non aiuta affatto a capire il conflitto in corso. E’l’ennesimo tentativo di sfuggire alla realtà per rifugiarsi nei favolosi mondi delle ideologie terzomondiste ( tra l’altro l’ostinato rifiuto della lettura ‘islamofascista’ del terrorismo fondamentalista è caratteristico di una precisa fascia di età, e cioè dei reduci dei formidabili anni settanta, che, rintronati dalle leggendarie lotte di liberazione contro l’imperialismo occidentale, sono incapaci, a cinquant’anni suonati, di liberarsi dei miti della loro adolescenza ).

  55. pino scaccia scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 13:35

    Mi arrendo. Mica posso passare tutto il tempo a discutere sul sesso degli angeli.
    Prego, accomodatevi, fate come a casa vostra.

  56. Toni scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 14:53

    Arc suk fatto che le religioni non siano affatto uguali siamo d’accordo. La religione vera è solo quella cattolica

  57. pipistro scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 15:12

    «Gli attacchi terroristici di Mumbai chiamano il Presidente eletto Barack Obama e i suoi consiglieri a rimeditare l’errore sottoscritto in otto anni di presidenza da George W. Bush, la cosiddetta guerra al terrore. Come hanno chiarito i rapporti dell’intelligence USA, il nucleo della supposta campagna contro il terrore, l’occupazione militare dell’Iraq, ha incrementato la possibilità di maggiori attacchi simili a quelli di Mumbai, Madrid, Londra e Manhattan. La nuova escalation in Afghanistan aumenterà allo stesso modo gli attacchi terroristici sia là, sia nei vicini India e Pakistan, sia nel disputato Kashmir e in tutto il mondo […]
    Benché sia ancora troppo presto per sapere chi ha messo in opera gli attacchi di Mumbai, si tratta assai verosimilmente di militanti jihadisti, probabilmente con legami ai ribelli del Kashmir ed elementi rinnegati dei servizi di intelligence militare pakistano, l’ISI. Al-Qaeda può aver giocato o meno un ruolo nella pianificazione. Ma anche se al-Qaeda lo avesse fatto, come potrebbe l’uccisione di Osama bin Laden – seppure ancora vivo – o l’impiccagione di tutti i suoi alti ufficiali, o il martellamento dei talebani, placare in alcun modo la velenosa produzione di rimostranze spesso giustificate e l’oltraggioso fanatismo religioso che fronteggiamo ora? Il nemico non è un uomo da solo, né un singolo gruppo. E’ un movimento di idee e fede condivisi, tanto spesso incoraggiati dal perseguimento da parte di Washington di politiche che sono contemporaneamente ingiuste e controproduttive.
    Lo spargimento di sangue del terrorismo è iniziato assai prima di bin Laden e continuerà per tanto tempo dopo che la sua macchina per la dialisi avrà smesso di funzionare. Nessuna pallottola magica lo farà cessare, ma gli scarponi militari portati sul suolo di altri popoli farà di sicuro e quasi sempre peggiorare le cose. E’ quello che [gli USA & Co.] hanno fatto in Iraq ed è quello che si accingono a fare in Afghanistan e in Pakistan» […] (Steve Weissman su Truthout)

    Questo, in chiave occidentale e in poche parole, il perché di tante soluzioni pensabili, quella militare ad oltranza è una catastrofica idiozia.
    Senza sottolineare più di tanto che l’incremento nella violenza planetaria è indotto in buona parte dall’atteggiamento miope, per non dir di peggio, dell’unico sistema di leadership globale rimasto e dei suoi ciechi sobillatori e clienti, Weissman fa il punto della situazione.
    Le battaglie ad personam (bin Laden, al Zawahri, al Zarqawi, ecc. ecc.) sono una bufala per rotocalchi occidentali (che necessitano di “vedere” il nemico, il cattivo, di personificare il male).
    L’aggressione dei paesi asseritamente conniventi col “nemico” sortisce il solo risultato di vedere le fila dei pochi (operativi con metodi terroristici) incrementarsi della collaborazione dei molti (già insoddisfatti e vessati e infine incattiviti) che cominciano a condividere gli stessi valori, quantomeno sotto il profilo della resistenza all’aggressore.
    Certo, ognuno è libero di eleggere a guru un vecchio trombone come Bernard Lewis (prendendo per oro colato i suoi presagi di sventura e la guerra di civiltà) e/o abbracciare gli interessati sproloqui di un Bolton o della junta neocon di Bush, nutrita dallo strapotere dei mercanti d’armi o della lobby filo-israeliana. Questione di scelte. Sta di fatto che le loro indicazioni e le conseguenti operazioni ci portano dove siamo.
    Basta dare un’occhiata ai grafici di incremento delle operazioni terroristiche a far tempo dall’inizio di quella gran trovata strumentale all’interesse di pochi che è la “guerra al terrore”. (DI cui è peraltro interessante notare la collocazione quasi esclusivamente extraoccidentale, a parte i rinomati episodi di Madrid e Londra)

    Se un’idea di azione e/o di operazione conduce a risultati inaccettabili, che si riflettono in un generale peggioramento della situazione, vuol dire quell’idea è sbagliata.

  58. Stefano scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 15:29

    Io cerco di andare con ordine e mettere assieme tutto:
    @ Toni: la religione cattolica certamente predica pace e Gesù è certamente portatore di valori universali. Se invece ci leggiamo il Corano e l’ Antico Testamento, certe parti sono apertamente contrarie ai valori di tolleranza e ai diritti umani base che oggi dovrebbero essere ovunque riconosciuti. Di certo però la Chiesa cattolica da, a volte, un pessimo esempio, per esempio sui diritti degli omosessuali, sulle donne, sulle coppie di fatto (che sempre persone restano) e, senza finire alla crociate, che fanno parte di un’altra epoca storica, ritornerei sull’attacco al liberalismo e alla democrazia e al potere temporale della chiesa.

    @ Arc

    Hamas non si può paragonare al partito nazista, semplicemente perchè ha scopi e obiettivi diversi. Pure predicando la distruzione di Israele, ha delle frange politiche che sono disponibili al dialogo.

    Non riesco a giustificare i check point ogni km. La vita diventa impossibile per i palestinesi trattati come degli intoccabili indiani. Io non contesto il diritto ad Israele di difendersi, l’ho ribatidito nettamente sopra, ma dico che non si può assolutamente continuare in questa maniera. Israele è nella posizione più forte e deve andare al tavolo della pace e fare delle concessioni. Il terrorismo non finirà di colpo, finirà solo quando i palestinesi comiceranno a vedere un futuro nella pace.

    Alcuni gruppi terroristici islamici suddividono certamente le persone in categorie e somigliano molto ai battaglioni delle SS e alla Gestapo quando passava casa per casa a cercare ebrei, oppositori politici, rom e omosessuali. Infatti, sono convinto che in questi casi si debba immediatamente intervenire con forza. Non hanno alibi o scuse, nè alcuna giustificazione
    Dicevo che il nazismo e alcuni movimenti terroristici mediorientali non possono comunqe essere paragonati. Alcuni gruppi vogliono l’eliminazione di Israele ma il tutto è nato per la guerra che c’è stata. Credo che con uno stato palestinese indipendente, queste pretese finiribbero e si ridurrebbeo a pochi individui.
    Mi fa piacere che hai ricordato anche il fascismo che ha eliminato prigionieri politici, promulgato le leggi razziali, ridotto l’Italia ad una dittatura.

  59. Stefano scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 15:39

    Riguardo al tema in questione, c’è un giornalista che sta per fondare un partito per l’ Europa cristiana. La cosa che mi preoccupa non è il partito in se ma il fatto che si vogliano imporre valori religiosi e farne principi dello Stato. Spero che non si crei la polizia religiosa cone in Arabia Saudita.

  60. Toni scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 15:43

    Certo Pipistro, hai ragione, ma la “soluzione militare” sarebbe stata un’diozia se fosse davvero finalizzata a contrastare il terrorismo. Di per sè, questo fenomeno, è una bufala. Gli effetti controproducenti della guerra in Asia, nel senso di avere fra l’altro alimentato l’integralismo islamico, non solo si vedono ma erano scontati sin dall’inizio. E’ pensabile che con Obama cambi la musica ? Atrribuiremmo troppa importanza a Bush. Chi aveva, ed ha, interesse ad incattivire il clima da quelle parti forse non conta più nulla ?

  61. pino scaccia scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 15:44

    Già, Magdi Allam.
    L’idea in se è pericolosa. Vogliamo davvero tornare alle crociate?

  62. Toni scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 15:59

    Stefano consentimi di osservare che sbagli a ritenere la Chiesa “un pessimo esempio sui diritti degli omosessuali, sulle donne, sulle coppie di fatto (che sempre persone restano)”. I diritti appartengono alla sfera giuridica (non morale) delle cittadini, vengono riconosciuti dallo Stato e non dalla Chiesa. Certo, tutti i figli di Dio sono uguali, senza distinzioni. Certamente tutti gli uomini sono fratelli. Ma c’è Caino e c’è Abele. Una bella differenza. La Chiesa è Madre per i peccatori, lo siamo del resto tutti, per un verso o per l’altro. Ciò non esime però la Chiesa dal denunciare il peccato come un disordine da superare per rientrare nella grazia di Dio e salvare l’anima.
    Quanto alle crociate, Pino, non c’entrano niente. Nessun vero cattolico vuole la guerra di religione

  63. Toni scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 16:14

    ovviamente nessuno sente il bisogno di un nuovo partito
    tanto meno di un partito per un’europa cristiana, l’europa è già cristiana

  64. elena scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 16:24

    Già, l’idea è pericolosa assai, e francamente quest’idea delle radici giudaico cristiane dell’europa è da rigettare.
    Ho vissuto per molto tempo in una città dove a monito delle guerre di religione (eh, si, forse chi vanta la superiorità della chiesa cattolica si è già dimenticato di quante guerre religiose hanno scatenato i cattolici pur di mantenere la loro supremazia…) dicevo… nella città dove ho vissuto per bel un po’ stavano appese al campanile della chiesa principale a mo’ di monito le gabbie dove i vincitori cattolici rinchiusero i capi sconfitti degli anabattisti affinchè le loro carni fossero lasciate in pasto agli uccelli.
    Di tutto ciò, e di molte altre guerre, i fautori delle radici cristiane colpevolmente tacciono perchè significherebbe ricordare che l’europa, invece che sulla tolleranza e sui diritti umani, è stata fondata su mooolto sangue.
    Ecco adesso mi aspetto gli anatemi dei soliti, ma pazienza, del resto quelle gabbie ancora là appese stanno…
    http://www.muensterland.de/pics/medien//big_image_11604194528998.jpeg

  65. Toni scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 16:36

    Elena le radici cristiane dell’europa non sono una “idea” ma un dato di fatto e quindi non c’è nulla da “rigetttare” ma semplicemente c’è solo da riconoscerne la realtà. Proprio per questo l’idea di fare, sul presupposto di queste radici, un nuovo partito (questa si un’idea, balzana) non ha senso poiche le radici già ci sono, appartengono a tutti e semmai su di esse è già cresciuto il Partito Popolare Europeo.
    Affermare poi la superiorità della religione cattolica è riconoscere il vero e non significa andare a fare nessuna guerra, non servirebbe a cambiare alcunchè: il Regno di Dio non è di questo mondo.

  66. elena scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 16:48

    radici insanguinate,
    perchè tanto silenzio sulle guerre di religione?
    certo ricordarle non porta acqua al mulino cattolico

  67. Toni scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 16:54

    Elena tieni ben presente che tutte le guerre di questo mondo, giuste o sbagliate che siano (il più delle volte sbagliate), non aggiungono e non tolgono nulla alla Verità rivelata da Gesù ed alla bellezza della sua Chiesa

  68. Stefano scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 17:24

    Concordo con Toni se l’intervento morale della Chiesa resta un appello al comportamento dei fedeli, e non un appello al Parlamento o a cambiare le leggi o a modellarle in base a dettami morali di una confessione religiosa. Purtroppo la Chiesa si comporta in questa maniera, vuole l’imposizione attraverso la legge, relitto del proprio, per fortuna perso, potere temporale(perso grazie alla presa di Roma, non perchè ci avesse rinunciato)

  69. Toni scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 20:06

    la Chiesa “vuole l’imposizione attraverso la legge” ? Non ha senso parlare di “imposizione” Stefano. I parlamentari sono liberi e così pure è libero ogni cattolico di parlare, a cominciare dal Papa per finire al sottoscritto

  70. lorena scrive:
    dicembre 3rd, 2008 alle 12:12

    se si fosse interessati a come un ospedale per bambini del vaticano è organizzato ai giorni nostri , sono quà a spiegare , basta chiedere la mia mail a Pino , col mio catattere nei parlerei liberamente ma vorrei essere discreta almeno in questo caso

  71. Toni scrive:
    dicembre 4th, 2008 alle 08:57

    Lorena ma di quale “ospedale per bambini del vaticano” vai parlando ? Non si capisce cosa vuoi dire. Una cosa è certa i primi ospedali nel mondo, ed i migliori a tutt’oggi, li hanno realizzati proprio i cattolici, mossi in questo dall’esempio di Gesù, incarnato dalla Chiesa.

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