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Non c’è democrazia senza libertà

By pino scaccia | novembre 28, 2008

Siena. Ci siamo rivisti esattamente un anno dopo. A Kabul c’era uno splendido, straordinario sole. A Siena da ieri piove a dirotto. Ma Nasim ha sempre quel sorriso: è giovane e ha ancora grandi speranze. Soprattutto quella di cambiare il suo Paese. Da qualche giorno sta in Italia ed è in qualche maniera l’ambasciatore entusiasta, convincente della voglia di libertà del popolo afghano. Lui si batte anche per chi non ha forza, o ha paura. Quando c’erano i talebani si nascondeva dietro un nick (Afghan Lord), da qualche anno ha deciso di presentarsi con nome e cognome, rischiando la vita perchè i talebani ci sono ancora. La prova era in quegli occhi tristi vicino a lui del fratello di Adjmal, il producer di Daniele Mastrogiacomo assassinato dai tagliagole. Doveva esserci anche il fratello di Parwiz, il giovane cronista in carcere per blasfemia (!) solo per aver difeso i diritti delle donne, ma non c’era, probabilmente il governo di Karzai ha deciso che è meglio non fare tanto rumore.  Nasim Fekrat è stato premiato da “Information Safety Freedom” e Nasim ha ritirato un riconoscimento anche per Parwez che ha appena visitato dietro le sbarre dopo una condanna a morte per fortuna revocata. Tutto intorno uno spettacolo bellissimo e coinvolgente offerto dal “Teatro di Nascosto” (Hidden Theatre) di Annet Henneman, una performance sull’impossibile condizione femminile nel mondo musulmano. Sette donne con il burka, sei musicisti arabi: suoni, immagini, danza ma soprattutto molte parole. Tutte urlate: per chiedere finalmente la libertà.  La danza del burka Fotocronaca da Siena

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Topics: afghanistan, tribù | 32 Comments »

32 risposte per “Non c’è democrazia senza libertà”

  1. pino scaccia scrive:
    novembre 28th, 2008 alle 22:00

    Ovviamente a margine (personale) c’è l’incontro anche con Meri (vedere foto notturna rubata per la tribù)

  2. Toni scrive:
    novembre 28th, 2008 alle 23:08

    tutte le volte che vedo il burqa mi viene di ringraziare Dio di avermi fatto cristiano

  3. NyFrigg scrive:
    novembre 28th, 2008 alle 23:17

    Tutte le volte che leggo Toni mi chiedo perché non è nato tra i Talebani

  4. Toni scrive:
    novembre 28th, 2008 alle 23:33

    Te lo chiedi perchè non sai distiguere i talebani dai cristiani

  5. franca scrive:
    novembre 28th, 2008 alle 23:38

    Perchè è più “zelante”dei Talebani!

  6. pipistro scrive:
    novembre 28th, 2008 alle 23:38

    Ecco in poche parole la teorizzazione di un dio sommamente ingiusto. Un dio che ha preferenze e le mette in pratica. Il dio dei preferiti, dei fortunati e degli eletti. Tanto ingiusto e ordinario da sembrare umano.

    Silvia, vuoi proprio liberarti dei talebani eh?

  7. pino scaccia scrive:
    novembre 28th, 2008 alle 23:46

    Non so se hai capito che ci sono cristiani più integralisti dei talebani.

  8. Mariantonietta scrive:
    novembre 28th, 2008 alle 23:47

    Che grandiosa possibilità il web offre.. affacciarsi sull’altro da noi, su quanto di reale altre civiltà hanno costruito. Certo questo significa ,anche, e a volte dramma, orrore, scie di sangue..ma dilata la nostra consapevolezza se sappiamo leggere ed ascoltare tacendo l’Occidente che è in noi.
    Guardavo affascinata, da linguista, i caratteri stampati su quei cartelli. Lingua altra che esprime più di quanto il miglior traduttore sappia fare.
    Taccio sui temi caldi per scelta.

  9. NyFrigg scrive:
    novembre 28th, 2008 alle 23:49

    Toni, magari! Il problema è che io non distinguo te da un talebano!
    Francesco, sì, almeno da qui……..

  10. Toni scrive:
    novembre 28th, 2008 alle 23:51

    la Chiesa non insegna l’integralismo, inteso come confusione tra fede e politica, per cui chi si dice cristiano ed p un integralista non appartine alla Chiesa. Costoro sono un’altra cosa, che, come cattolico, non mi riguarda

  11. pino scaccia scrive:
    novembre 28th, 2008 alle 23:57

    Allora tu da chi hai imparato? Perchè dirti integralista è già darti del moderato. Tu non dibatti, porti avanti il verbo.
    A proposito di Bondi (non posso mica rispondere a tutti i commenti tuoi sparsi) diciamo che parlate uguale.

  12. Mariantonietta scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 00:00

    Toni non vorrei abusare della pazienza di chi ci ospita ed andare in ot, ma vorrei chiederti una cosa, visto che non abbiamo interagito prima d’ora. Leggendoti mi chiedevo: tu per cattolico cosa intendi? Insomma ti rifai all’etimo?

  13. Toni scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 00:01

    Caro Pino io sono cattolico e la dottrina sociale della Chiesa insegna la laicità. Dunque non sono integralista. Di integralisti, fra i cattolici, non ne trovi. Stai tranquillo che è così. Informati.

  14. pino scaccia scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 00:05

    Lo stai dimostrando. Tu non discuti mai. Forse non sai cosa significa il termine. E per esempio quelli di CL che sono, aperti al dialogo? Ma per piacere! La laicità? Si è visto su un caso “sociale” come quello di Eluana.

  15. Mariantonietta scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 00:08

    Sai che la prossima produzione in onda, quella su Paolo VI, è stata accolta tiepidamente dal Vaticano? E che l’Osservatore Romano ha dedicato ad un’opera così pochi righi?
    Scusa per le domande, ma la vecchiaia non incide minimamente sulla mia atavica curiosità.

  16. franca scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 00:08

    Il vescovo Lefèvre docet.

  17. Toni scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 00:17

    per me docet il Papa

  18. pino scaccia scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 00:19

    appunto, mai un dubbio, neppure uno
    obbedire, come un soldatino
    auguri

  19. Elena scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 00:19

    Ciao, ragazzi!
    che bello deve essere stato, peccato non essere stata li…
    un abbraccio a nasim e a meri
    un saluto a pipistro e a pino
    :)

  20. Toni scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 00:23

    i dubbi vengono a tutti ma si superano

  21. pino scaccia scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 00:29

    Tu non hai dubbi. Neppure per un istante. Mai.

  22. Stella scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 00:30

    Ah Toni…che noia mortale leggerti! Ma sei sposato? E se s^, a casa come ti sopportano???…ma no, secondo me non lo sei, altrimenti avresti cose più interessanti da fare invece di scrivere mortali noiosità!

    Bella la foto rubata…li stavi spiando?!
    Un abbraccio a Nasim e Meri.
    Bella anche la danza.

  23. Toni scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 00:33

    Li ho come tutti

  24. franca scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 00:33

    Toni,perchè fai sempre del sarcasmo?
    Anche per me docet il Santo Padre.
    Ma io ho tanti dubbi.Una sola certezza.Il Cristo.

  25. ceglieterrestre scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 10:46

    Spesso mi chiedo, quante di quei cristiani che vanno sempre in chiesa, sono disposti a cedere un po’ di umanità, un po’ di amore, una carezza, un tozzo di pane a chi a bisogno? si può trovare Dio anche su un marciapiede, tra i rifiuti umani. Guardiamoci intorno troveremo Dio.

  26. Toni scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 11:22

    il sarcasmo lo fai tu Franca e non te ne rendi conto nemmeno.
    Quanto ai dubbi vengono a tutti. Alcuni li risolvono, altri ci dormono sopra. Avere dei dubbi è umano, certo, ma non è comunque un punto di merito. Soprattutto se non li risolvi.

  27. franca scrive:
    novembre 29th, 2008 alle 16:42

    Dubito…ergo sum,Toni.
    Sarcasmo?

  28. Stella scrive:
    novembre 30th, 2008 alle 02:11

    Pino, scusa se esco fuori tema, ma tanto ormai quella in corso è la solita sterile polemica. Ti sono arrivate le mie mail con foto?

  29. Giuseppe scrive:
    dicembre 2nd, 2008 alle 10:21

    Buongiorno a tutti!!!!
    spero stiate tutti bene! come procede? a chi è rimasto a casa faccio i migliori auguri come sempre e chi sta a casa anche.

    p.s. Toni io ringrazio il signore, ogni giorno per un fatto solo: che sei più fortunato di altri…e non parlo di fortuna religiosa

  30. Stefano scrive:
    dicembre 5th, 2008 alle 21:09

    Dal Corriere.it
    “BRESCIA — Resisterà la condanna a 30 anni o i giudici di Brescia accetteranno la versione di Paola Savio, avvocato di Mohamed Saleem, secondo la quale l’uomo ha ucciso la figlia Hina in un impeto di rabbia e ottenebrato dalle sue convinzioni religiose (e dunque ha diritto a uno sconto di pena)? La sentenza di appello sull’omicidio della giovane pachistana ribellatasi alla famiglia patriarcale per vivere all’occidentale è attesa per questa mattina. E il verdetto rischia di essere una delle ultime volte in cui si sentirà parlare della povera Hina, appena un anno fa adottata da tutti quale simbolo della dignità femminile violata, assurta a simbolo di battaglie civili a destra e a sinistra.

    La tomba della ragazza al cimitero Vantiniano di Brescia è dimenticata e solo qualche brutto fiore di plastica veglia su quel sonno eterno. Un decreto della procura d Brescia ha stabilito che il corpo di Hina Saleem resterà in Italia fino a quando non sarà chiusa la vicenda giudiziaria, ma la famiglia preme per riportarla al più presto in Pakistan. Tralasciando questa contesa, quei fiori scoloriti sembrano lontani anni luce dal clamore che nel 2007 accompagnò tutta la vicenda processuale legata alla morte di Hina. «La vicenda deve far vibrare ogni donna nel profondo, lei deve diventare il simbolo dell’integrazione e chiederemo di intitolare a Hina una strada di Brescia»: così si infervorava nel giugno di quell’anno Daniela Santanchè, allora parlamentare di An. Lei stessa aveva voluto presenziare al funerale di Hina, sfidando il cordone di sicurezza imposto alla cerimonia dalla famiglia Saleem. A quella cerimonia aveva partecipato l’allora sindaco di Brescia Paolo Corsini, ulivista: «Le nostre comunità devono interrogarsi su quanto accaduto, ancorandosi ai valori della Costituzione».

    Era tutto un affacciarsi sulla fossa di Hina, quel giorno; più di tutti premeva Giuseppe Tempini, che nelle sentenza di primo grado si era visto assegnare un risarcimento dal tribunale benché fosse solo il convivente della vittima. Ma al processo di appello Tempini non si è visto. Non si sono viste nemmeno le donne musulmane che, sempre il giorno del primo processo, erano partite in autobus da Milano per manifestare davanti al palazzo di giustizia. A poco più di un anno da quel clamore, sulla tomba ci sono solo i segni del tempo passato invano. In un angolo solo un mazzolino di fiori freschi; dicono che a portarli sia stata una ex compagna di lavoro della ragazza. Discretamente e senza farlo sapere a nessuno. Simbolo Hina Saleem, la pachistana uccisa. Nelle altre foto la sua tomba oggi e il corteo il giorno del processo

    Claudio Del Frate”

  31. Mariantonietta scrive:
    dicembre 7th, 2008 alle 10:44

    Rimango in tema di donne , Pino.
    Da due settimane sto seguendo una iniziativa in atto a Salerno per la quale mi piacerebbe coinvolgerti. Per noi di una città piccola è una realtà che, sebbene minimalista, vive attivamente per e nella città. Ne ho parlato alle altre del Gruppo di Lettura ( scoperto grazie al web e dotato di straordinarie capacità) : a loro piacerebbe ricevere la tua partecipazione.
    In Ot . A maggio scorso so che sei venuto in città. Magari ritorni; ne parliamo? Ciao!

  32. pino scaccia scrive:
    dicembre 7th, 2008 alle 11:40

    va bene

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