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Arrivederci a Bangkok, capitale delle contraddizioni

By pino scaccia | dicembre 7, 2008

Bangkok. Faccio in fretta e furia i bagagli, disordinatissimi, compro l’ennesima valigia (rigorosamente finta) per salvare la situazione. Siamo riusciti a trovare un aereo per tornare a casa. Viaggio che si prospetta allucinante, attraverso Amsterdam. Minimo quindici ore di volo. Parto con la coscienza di non avervi mostrato, nè raccontato tutto, ma c’è sempre tempo per recuperare, sperando che non ci sia un’altra trasferta ravvicinatissima. Soprattutto c’è da parlare delle enormi contraddizioni di questa terra molto misera e molto globalizzata. Intanto, si torna. Foto

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Topics: thailandia | 13 Comments »

13 risposte per “Arrivederci a Bangkok, capitale delle contraddizioni”

  1. giorgius scrive:
    dicembre 7th, 2008 alle 12:00

    Torni in un Italia che presenta gravi allarmi sociali, vedi ultimi omicidi e accoltellamenti per futili motivi… E non siamo ancora entrati nel primo semestre economico “nero” italiano del 2009…

  2. Mariantonietta scrive:
    dicembre 7th, 2008 alle 12:07

    Buon rientro ( io parto per la campagna)
    Ti scrivo via Gmail

  3. pino scaccia scrive:
    dicembre 7th, 2008 alle 12:16

    Certo che non ho molta voglia di ritrovare quello che so di trovare. Se non fosse per gli affetti…

  4. Toni scrive:
    dicembre 7th, 2008 alle 15:22

    l’Italia è il paese più bello del mondo

  5. giorgius scrive:
    dicembre 7th, 2008 alle 23:10

    [OT] Maiale alla diossina irlandese: sale a oltre 25 il numero dei paesi allertati per precauzione…

    Leggi:
    http://www.stv.tv/articles/reuters/news/Tainted_Irish_pork_may_have_reached_25_nations_149071

  6. Giancarlo Antinori scrive:
    dicembre 8th, 2008 alle 11:26

    Pino, grazie per i tuoi servizi , se non ci foste voi inviati a mandare notizie vere , qui in Italia la coltre soffoca tutto. Fatti sentire , continua a mandarli e protesta se non te li mandano in onda… Qui si parla solo delle spese di natale, il mondo ribolle intorno, ed il TG 1 dorme , dorme ..

    Grazie anche per le foto, sono bellissime …

  7. Arcroyal scrive:
    dicembre 8th, 2008 alle 15:27

    Il problema non è il Tg1. Il problema è la Rai.

    La scorsa settimana si sono visti presidente e direttore generale andare a battere cassa in Commissione di vigilanza. Si avvicina il momento di pagare il canone, e come tutti gli anni la dirigenza chiede un ‘ritocchino’ in nome della sacra missione del servizio pubblico.

    Bene, il viaggio di Pino in Thailandia è l’ennesima conferma che non bisognerebbe sganciare neppure 1 cent. Non si manda un inviato a Bangkok per fargli girare solo 5-10 minuti di servizi. La Thailandia è un paese che nell’immaginario collettivo occidentale è un gigantesco ‘ciulodromo’ dove andare a realizzare le zozzerie più bestiali. Andrebbe invece documentata la realtà di miseria e di sfruttamento che pervade una parte cospicua della società, e allo stesso tempo andrebbe denunciato il sistema di potere che ricorda da vicino l’ancien regime, con un re e la sua corte che fanno il bello e il cattivo tempo.

    Qualsiasi azienda privata avrebbe sfruttato fino all’osso la permamenza di Pino in Thailandia. Non solo servizi da 60 secondi nelle principali edizioni del telegiornale, ma anche collegamenti durante il giorno e reportages. Ed invece la Rai si è limitata allo stretto indispensabile. Qualche secondo per rassicurare che i turisti italiani stavano bene ed erano sulla strada di ritorno, e qualche immagine dei dimostranti che bloccavano strade ed aeroporti. Sfido lo spettatore medio ad averci capito qualcosa di quello che è successo laggiù.

    Ma del resto li capisco questi capoccioni della Rai. C’erano da mandare in onda i ‘pacchi nostri’ e qualche altro elettrizzante sceneggiato. Mica si poteva perdere troppo tempo con il paese dei Thai.

    Ma è così difficile, avendo a disposizione 3 reti, dedicarne una solo all’informazione? Un canale ‘all news’ pagato completamente dal canone e da un pò di pubblicità è così fuori dal mondo? Mi pare che di uomini e mezzi ce ne siano in abbondanza.

    E magari si riuscirebbe pure a trovare qualche giustificazione credibile a quei 100 e rotti euri di canone annuale.

  8. pino scaccia scrive:
    dicembre 8th, 2008 alle 18:20

    Fidavo nel buonsenso comune. Ma era un’illusione. Così in onore della linea del rispetto di ogni opinione, pubblico questo commento, ma avverto che non ho una nessuna intenzione di discutere qui pubblicamente dell’azienda in cui lavoro e che ospita questo blog. Non per mancanza di argomenti, ma perchè nessuno mi ha nominato “ambasciatore” della Rai di cui resto orgogliosamente solo un inviato.
    In ogni caso, almeno tre fulminanti repliche le devo a questo commento che dimostra come al solito che è molto facile parlare.
    1. Siamo andati in Thailandia ospiti del volo speciale Alitalia organizzato dalla Farnesina per riportare a casa i turisti italiani (casomai bisognerebbe interrogarsi su questo).
    2. Abbiamo realizzato altri servizi che andranno in onda.
    3. Per l’ennesima volta, a proposito del canone, devo specificare che il canone non esiste più da tempo ma è stato sostituito da una tassa erariale per possesso dell’apparecchio quindi per vedere tutti i canali, tutti. Per la parte del servizio pubblico alla Rai spetta solo una piccolissima percentuale. Dunque 7 euro l’anno, non 100. Sette, capito?
    4. Che c’entrano i “pacchi nostri” con i telegiornali? Sì, è proprio vero, le solite banalità. Della Rai parlano tutti come della Nazionale di calcio. E si sentono tutti allenatori.

    Ribadisco, per estrema chiarezza. Avendo pubblicato il commento (sul server Rai) queste risposte erano doverose. Ma l’argomento è chiuso. Mi sembra di essere stato sufficientemente chiaro.

  9. pino scaccia scrive:
    dicembre 8th, 2008 alle 22:21

    Un discorso veramente serio sarebbe quello sull’intero sistema radiotelevisivo italiano. Con tetti (e spostamenti strumentali) di pubblicità. Ma – ripeto – non è questo il luogo adatto.

  10. Toni scrive:
    dicembre 8th, 2008 alle 22:50

    la validità di un servizio televisivo non lo misuro a tempo ma dai suoi contenuti. La presenza di un cronista in un luogo è necessaria per raccogliere dati, comprenderli e sintetizzarli nel servizio. Per scrivere una buona pagina qualcuno diceva che bisognava aver letto dieci libri. Analogamente credo che valga per il buon giornalismo televisivo. Come quello che fa Pino, appunto.

  11. pino scaccia scrive:
    dicembre 8th, 2008 alle 23:20

    Quando la Moratti era presidente della Rai commissionò un’indagine interna su “quanto costa un minuto di televisione”. Come fosse una scatoletta di pomodoro. Fu un tentativo frana. Un minuto di televisione può far cadere un governo ed essere a costo zero, un minuto può essere fatto in casa oppure contenere lo scoop del secolo, non conta quanto costa: conta quanto vale. Il fatto è che si è tornati a parlare di televisione come delle scatolette di pomodori. Forse perchè la Rai è forte, forse perchè ha sbaragliato una concorrrenza che per fare alternativa agguerrita deve sborsare un sacco di soldi. O forse no, è semplicemente lo sport di sempre. Sparare sulla Rai mi ha accompagnato negli ultimi trent’anni, confondendo magari i telegiornali con i programmi di intrattenimento che fanno tanta pubblicità. Ognuno, l’ho detto, vorrebbe il suo palinsesto, come ognuno vorrebbe fare la formazione della squadra del cuore.
    Ma, ti prego, finiamola qui. Ho già chiesto di lasciar perdere.

  12. LauraRocatello scrive:
    dicembre 10th, 2008 alle 14:55

    10 dicembre 2008

    Ciao, Pino.

    Da SEMPRE amo Storia, Geografia, Storia dell’Arte, Musica Colta, … e, per quanto riguarda BANGKOK, ho desiderato visitarla sin da bambina.

    Da quanto esprimi, sembri confermare il detto: “DOVE C’E’ POVERTA’, C’E’ ANCHE RICCHEZZA”.

    Ti auguro una buona continuazione di giornata.

    Laura

  13. Toni scrive:
    dicembre 10th, 2008 alle 22:52

    “C’è da parlare delle enormi contraddizioni di questa terra” (Pino).
    E’ vero, a noi europei, parlarne, serve: “il tema del dialogo interculturale e interreligioso emerge come una priorità… Una volta accolta la diversità come dato positivo, occorre fare in modo che le persone accettino non soltanto l’esistenza della cultura dell’altro, ma desiderino anche riceverne un arricchimento” (Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI, in occasione della Giornata di Studio dedicata al tema “Culture e Religioni in Dialogo”)
    http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=26167&lan=ita

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