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E’ sempre meglio che lavorare

By pino scaccia | dicembre 25, 2008

L’anno scorso ho passato Natale a Kabul. Ho rischiato la stessa fine anche quest’anno, comunque mi tocca fra pochi giorni ripartire per l’Afghanistan. Per l’ennesima volta passerò il nuovo anno lontano da casa, e non in luoghi di vacanza, perchè questo è il mio mestiere e, ormai, la mia vita. Ho cominciato da giovanissimo e sono cresciuto dunque senza la febbre della festività. Mai lamentato: un giorno vale l’altro, è lavoro. Chi fa una vita diciamo “regolare” probabilmente non se ne rende conto. Ho passato la giornata di Natale oggi da mia madre, in ospedale. A parte i pazienti, l’ospedale naturalmente era pieno di gente al lavoro: infermieri, medici, portinaio, addetti alle pulizie, barellieri. E poi fuori: poliziotti, vigili del fuoco,  benzinai (pochi), casellanti, vigili urbani. E poi baristi, ristoratori: tutti quelli che stanno lì a far passare la festa a noi. E tutti i militari, i volontari, per non parlare di tutti i miei colleghi. Guardatevi intorno: quanta gente oggi ha lavorato? Fuori l’ospedale un ragazzo telefonava a un amico: “Capoodanno? No, lavoro tutta la notte del 31″. L’ho ascoltato: fa il cameriere. Era felice: “Prima lavoravo per strada, facevo le strisce”. Anch’io lavorerò a Capodanno: penserò a quel ragazzo. E agli infermieri senza brindisi che assisteranno mia madre al posto mio.

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Topics: tribù | 22 Comments »

22 risposte per “E’ sempre meglio che lavorare”

  1. Sheyda23- Lorena scrive:
    dicembre 25th, 2008 alle 22:27

    Ti seguiremo,Grande Capo.Così ti sentirai meno lontano.
    Porta i nostri saluti a chi sai tu!

  2. meri scrive:
    dicembre 25th, 2008 alle 22:31

    Io passerò il capodanno con tutti loro, con te…. e con lui a seimila chilometri distante….

  3. Sheyda23- Lorena scrive:
    dicembre 25th, 2008 alle 22:42

    ..Meri,abbracciali tutti per noi..

  4. Mariantonietta scrive:
    dicembre 25th, 2008 alle 22:45

    Pochi riescono a trattare temi caldi senza cadere nella demagogia.
    Con queste parole tu ci sei riuscito.

  5. Antonella-H scrive:
    dicembre 25th, 2008 alle 23:09

    Pino quanto vorrei farmi piccola piccola ed entrare nella tua valigia…

  6. franca scrive:
    dicembre 25th, 2008 alle 23:25

    Una pronta guarigione alla tua mamma.
    Anche per i miei “2 militari” la notte del 31 sarà una notte “normale”.Lavoreranno.
    Hanno preferito starmi accanto per Natale.Ed io gli sono grata.

  7. Mariantonietta scrive:
    dicembre 25th, 2008 alle 23:31

    Ti sto ascoltando su Radio 3.

  8. Mariantonietta scrive:
    dicembre 25th, 2008 alle 23:40

    Spero che altri si siano sintonizzati sulle frequenze di Radio 3: ascoltarti sul tuo lavoro è più interessante per me di ascoltare un tuo servizio.
    Interessante la tua angolazione di cronista di inviato speciale in Georgia, per esempio…e quanto sottolinei sulle manipolazioni della informazione.
    E’ un tema a me caro perchè , sebbene su barricate diverse dalla tua, sono una collega che sente la responsabilità di quanto trasferisce sotto forma di articoli.
    Sento che sto facendo un’operazione che determina e aiuta la crescita umana e collettiva ( non so quanti mi leggono, ma uso la parola collettiva senza pretese di universalismo, per carità).
    Primo giornalista occidentale a raccontare Chernobyl a 4 anni dal disastro ( tramite un lavoro a Kiev) che sente la necessità di incontrare l’evento. Un pianeta morto. La Morte della Terra.
    Dalla Patagonia, dieci ore di polvere per raccontare lo scoop sulla morte del Che Guevara,l’intervista a chi ha pulito il suo corpo.

  9. nupi scrive:
    dicembre 25th, 2008 alle 23:42

    Spero che tua madre si ristabilisca presto
    …sei un gabbiano : devi volare :-)

  10. Mariantonietta scrive:
    dicembre 25th, 2008 alle 23:43

    Mi è piaciuta questa sorta di tua rivelazione umanissima :chi si ritrova in luoghi storicamente drammatici vive la difficoltà di portare da laggiù quelle realtà qua in Occidente. Non è cosa semplice e da poco, te ne devo dare atto, Pino.

  11. pino scaccia scrive:
    dicembre 25th, 2008 alle 23:50

    grazie…stai facendo un’ottima radiocronaca

  12. Mariantonietta scrive:
    dicembre 25th, 2008 alle 23:52

    E hai trovato il tempo per parlare di questa esperienza nata nella Valle del Don. Quanta strada da allora..
    Insomma il confronto con chi legge qua ed interviene è importante per te. Chiamiamolo un utile “feed back” che ne dici?
    Io non sono assidua che partecipa e consoci il motivo, ma se riuscissimo a combinare l’incontro qua a Salerno con le amiche del Gruppo di Lettura permetteresti ad altre persone di capire il tuo lavoro. Mi farai sapere se abbiamo speranze,vero, cittadino del mondo?

  13. Mariantonietta scrive:
    dicembre 25th, 2008 alle 23:57

    ( La tua intervistatrice ha una bella voce, devo ammetterlo).
    Ora hai appena raccontato il concetto di “normalità” e il trauma di colui che arriva in Afghanistan, per esempio, ed ha bisogno di un paio di giorni, però si diventa afghani.
    Ci si abitua a vedere armi, eppure tu ne hai viste di armi. Ora spieghi che si diventa iracheno presto stando là.
    I bambini , un capitolo a parte della puntata, Gli occhi di questi bambini che per gli inviati diventano adottivi.
    Shatja , storpia e afghana, la senti come tua figlia, Pino. Mi pare di capire che la lista sia lunga: in ogni parte del mondo si tengono contatti così.
    Pur avendo poco tempo cerchi di leggere tutti i libri dei colleghi, anche se per svago leggi poco. “Ebano”, ossia imparare l’Africa, per esempio.

  14. Mariantonietta scrive:
    dicembre 26th, 2008 alle 00:02

    Fortuna che so digitare abbastanza velocemente.
    Spero di non aver saltato nessun passaggio cruciale.
    Magari tu vuoi specificare meglio per coloro che non hanno avuto la possibilità di ascoltarti a Radio 3, puntata scoperta per caso visto che scarico (per il lettore Mp3 ) file da ascoltare in viaggio.

  15. pino scaccia scrive:
    dicembre 26th, 2008 alle 00:49

    Credo che da domani sarà disponibile il “file”.
    Per quanto riguarda quel progetto, le speranze ci sono ma ci vuole ancora pazienza. Sto passando un periodo molto impegnativo, sto sempre fuori. E lontano.

  16. Stella scrive:
    dicembre 26th, 2008 alle 01:42

    Non ho capito…parte anche Meri con te???
    Antonella, magari Pino riuscirà a farti una bella sorpresa…Io te lo auguro tanto…Ti abbraccio!

  17. Andriiia scrive:
    dicembre 26th, 2008 alle 08:43

    Ciao Pino.
    Sono un dei tantissimi infermieri che ha lavorato durante il Natale…grazie per il bel pensiero.
    E’ vero…per chi fa questi lavori dove non esistono feste un giorno vale l’altro. Ma a me questo piace, perchè i miei giorni di festa non lo sono perchè è stato deciso così, ma lo diventano perchè accade qualcosa di speciale.
    Buon Natale anche a te…e un grosso in bocca al lupo alla mamma!!
    Andrea

  18. Barba scrive:
    dicembre 26th, 2008 alle 08:44

    Pino, un augurio di cuore alla tua mamma perchè possa passare queste feste serena anche se un gabbiano è lontano. Almeno con lo spirito cercheremo di sostituirti.
    Il tuo capodanno non sarà nè triste nè solo perchè porterai un pezzettino di quelle che stanno a casa ai loro cari e l’essere strumento di gioia non è poco. E’ molto, molto, molto meglio che lavorare.
    In bocca al lupo

  19. Padre Brown scrive:
    dicembre 26th, 2008 alle 09:44

    ..penso che se te un anno rimani a casa il 31 non…. sapresti cosa fare!.. BuonViaggio, Gabbiano. Freddo,gelo sole niente ferma il necessario volo..

  20. pino scaccia scrive:
    dicembre 26th, 2008 alle 10:44

    Ma lo sai che hai ragione? Pensa a organizzaresi tra cenoni veglioni e oni oni oni….

  21. lorena scrive:
    dicembre 26th, 2008 alle 10:47

    aguri alla mamma , un saluto a tutti i militari in afganistan, quando si è dall’altra parte, ospedali, ristoranti, guardie, vigili, orchestrali, case di cura, ecc ecc ti rendi davvero conto quanta gente lavori per le feste.
    Per esperienza diretta posso diire che per le feste anche sul lavoro si crea più armonia, non si sente troppo il peso , sempre ovvio che si ami il lavoro , aspettiamo il “file”

  22. Carmen scrive:
    dicembre 26th, 2008 alle 11:10

    Ciao Pino auguro a tua madre una pronta guarigione e a te un buon viaggio e buon lavoro!
    Come sempre è venuta fuori la tua grande umanità con la descrizione del tuo Natale!

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