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Il buio oltre le luci

By pino scaccia | dicembre 26, 2008

Lo so, è fastidioso. Parlare del buio quando tutte le luci sono accese e la gente preferisce essere accecata dalla festa anche se ha ben poco da festeggiare. Lo so, è fastidioso ricordare che il nostro mondo spesso è finto e che c’è un altro mondo, quello dei cosidetti “invisibili” perchè non li vogliamo vedere ma che invece è visibilissimo, davanti ai nostri occhi in ogni momento della giornata. La mattina della vigilia di Natale davanti a uno dei più affollati supermercati della zona ho visto una scena ormai rituale: un uomo e una donna che rovistavano nei cassonetti alla ricerca di quei resti che per loro già rappresentavano la fortuna. Ho evitato di raccontarlo per non fare la figura del solito rompiscatole mentre nelle nostre case si preparavano cenoni. Ho anche evitato di fotografare la scena per rispetto verso quei poveri disgraziati. Ma stamattina accendendo il telefonino mi sono ritrovato un messaggio agghiacchiante: una ragazza romena con il figlio di tre anni carbonizzati dentro una baracca perchè cercavano di ripararsi dal freddo. Dentro la pineta di Castelfusano dove d’estate i pendolari fanno il pic-nic. A due passi da casa mia. Così ho sentito questa tragedia come personale, perchè anche fisicamente vicinissima. Come faccio allora ad evitare lo sdegno per una campagna d’intolleranza, per una cultura razzista, dove non conta più neppure il colore della pelle ma basta l’etnia per allontanarli come diversi? Ho visitato più volte i luoghi da dove scappano, spinti dalla miseria. Ricordo la famiglia di Attila a Medias, in Transilvania, che viveva stipata in una baracca come quella di Castelfusano. E il dramma della madre di Luminic, la principessa finita in un sacco della spazzatura dalle parti di Lecco. E le storie di Liliana e le altre a Timisoara, vittime degli sciacalli. Lo so, è fastidioso. Ma guai se cominciamo a girare tutti la testa dall’altra parte.

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Topics: inquestomondodisquali, tribù | 16 Comments »

16 risposte per “Il buio oltre le luci”

  1. lorena scrive:
    dicembre 26th, 2008 alle 14:22

    Guarda che è molto difficile sensibilizzare la gente, a parole siamo tutti bravi, ma poi ai fatti il discorso cambia.
    Domenica 21 avevo tutta la famiglia riunita, tutti stupiti di come abbia fatto presto Georges a parlare italiano, mi sono rivolta a mia cognata che fa parte del gruppo Cielle Memoris ecc ecc una donna che ha fatto i voti provocatoraimente le ho detto “pensa che Bossi vuole fare le scuole differenziate per questi bambini che invece come è dimostarbile in tre mesi imparano” silenzio poi mi sento dire ma cristina ” che insegna alle superiori” dice che lei trova grandi difficoltà a farsi capire , con pazienza le spiego , che si tratta di ragazzi grandi , probabilmente arrivati da poco e che comunque io parlavo della scuola primaria ,che in quei casi basterebbe organizzare corsi di italiano , silenzio il discorso è finito così .
    Passo alla vigilia di Natale , finalmente dopo settimane che cerco la responsabile dei servizi sociali , quando Dio ha voluto mi chiama lei io tento di farmi spiegare la procedura che affida ai servizi sociali il piccolo Georges , come devo comportarmi, lei subito mi dice che ha molta fretta, poi prosegue che nella vita non si può essere troppo buoni , che non avrei mai dovuto prendere in casa un bambino nel modo come ho fatto , che la cosa è molto grave.
    Finita la telefonata, ho fatto una battuta a mio marito dicendo “la signora si stà preparando al Natale ” comunque probabilmente, essendo a scoppio ritardato, questa notte ho avuto degli incubi , perdevo sempre il bambino , appena lo vedevo mi spariva ancora , una notte da dimenticare. Quello che succede alla povera gente agli emarginati , mi tormenta molto , potremmo invece di fare le piccole elemosine per calmierare i sensi di colpa ,provassimo a dare una mano reale, provassimo a vedere come si vive ad essere fra gli ultimi ,essere la casta degli intoccabili .

  2. latorredibabele scrive:
    dicembre 26th, 2008 alle 14:37

    Articolo21

  3. umberta baldino scrive:
    dicembre 26th, 2008 alle 14:59

    … festeggianto si dimentica un pò …. le persone accecate dalle luci della festa sono persone che guardano … ma non vedono ciao :-)

  4. pinù baldini scrive:
    dicembre 26th, 2008 alle 15:00

    queste notizie devono infastidirci,devono “disturbare”le giornate di festa:c’è una moltitudine di gente disperata che non dobbiamo ignorare.

  5. gabry scrive:
    dicembre 26th, 2008 alle 15:00

    Ecco, il punto é questo: cosa c’é….o ci sarebbe, da festeggiare ?? Botta di pessimismo ?? Non so neppure questo … ma non vedo grandi motivi x festeggiare !!

  6. agnese buonomo scrive:
    dicembre 26th, 2008 alle 15:55

    che cosa orrenda…un bimbo di soli tre anni morto abbracciato alla madre.. che orrere mentre altri non sanno neanche cosa farsene di tutti i regali sono tragedei semrpe piu’ frequenti che ormai ne’ i cittadini ne’ lapolitica puo’ piu’ ignorare

  7. magritte60 scrive:
    dicembre 26th, 2008 alle 18:00

    Sarà perchè invecchio, sarà per tutto ciò che vedo e tocco, ma Natale la trovo sempre più una festa per veder sorridere i bambini per accedere una candela in più al Padreterno, a prescindere lui quale festa e quale religione riconosca più sua.
    Le morti ormai lasciano poco segno nella coscienza della gente, anche l’idea che bisogna essere capaci di sacrificare del proprio per dare agli altri,si fa più raro, perfino chi fa volontariato riduce il suo tempo per gli altri rispetto agli anni passati, allora una tragedia così straziante, così controsenso come è “morire per non morire”, perchè bruciare vivi nel tentativo di scaldarsi e non morire congelati la dice lunga, se accade in una giornata in cui la gente invece era ad aprire pacchi e pacchetti o quanto meno attorno ad un tavolo può aiutare a riflettere. C’è poco da festeggiare, molto da pregare, ancor di più da fare.

  8. Tytty scrive:
    dicembre 26th, 2008 alle 18:49

    grazie..al solito pino..ho i lucciconi..
    ma si sà che sono poco reattiva rispetto alla mia emotività con certi argomenti
    😉
    grazie per aver ricordato, qualche gg fà rileggevo dei file di passagggi di consegna sul lavoro per ricostruire, per cercare di ricordare più cose possibile,per cercare di collaborare a una giustizia che NON ARRIVERA’..
    Ritrovavo una quotidianità di 2 ragazzine che hanno fatto una fine troppo violenta, ritrovavo le incazzature, i capricci, la frustrazione, la paura, la nostra..la loro
    ritrovavo una denuncia di allontanamento volontario, ritrovavo una conversazione telefonica con i CC..ritrovavo..e mi sono persa del tutto il Natale
    grazie..non vado avanti perchè ho il magone..

    fetele de la s?raci ucide mon?trii, justi?ie g?si vreodat??

    ..

  9. ceglieterrestre scrive:
    dicembre 26th, 2008 alle 20:26

    Quando rileggo i post del 2007, quando ho iniziato a scrivere nei blog, sono tante le strorie tristi che trovo, e le cose non sono cambiate, anzi stanno peggiorando.Ci sono tante persone buone ma ne vedo tante cattive. Oggi, la vita di una povera creatura non vale nulla, siamo diventati assenti alla sofferenza altrui ,ci dobbiamo vergognare.
    Nella tua povera terra, ti hanno chiamato Luminita. Nella nostra, oggi che non hai più la tua vita, sei diventata per l’uomo cattivo, che ti ha strappato la tua fanciullezza, sei una prostituta. Luminita non starli a sentire, loro chi sono, per giudicare la tua vita. Per me, tu sei solo una fanciulla dal bellissimo nome, che ha avuto la vita, tanto triste e ora non ci sei più. Luminita, ho messo insiene al tuo nome, anche la tua amica Ionela ha avuto la stessa tua sorte, almeno adesso insieme, non vi possono più ferire, voi conoscete il nome dei vostri carnefici, fate in modo che vengano puniti.
    Penso spesso a tutti i bambini violentati storpiati dalle mine, alle povere ragazze uccise sulla strada. Tu povera Luminita messa dentro un sacco della spazzatua, quell’immagine è rimasta stampata nella mia mente e ci resterà per sempre insieme alla povera Aswad.

  10. Ale scrive:
    dicembre 26th, 2008 alle 21:55

    Innanzitutto un pensiero pieno di vera Compassione per questo povero uomo. E’ l’unica cosa che possiamo fare davvero Tutti quanti. Una situazione drammatica è finita in tragedia, e ora è completamente solo, senza neanche gli affetti più vitali.

    Caro Pino, non è questione di ‘infastidire’… voluttà varie: ho sempre pensato che “sensi di colpa” o auto-flagellamenti (per non dire di certi ‘sentimentalismi’…) portino assolutamente a NULLA.
    Dunque mi sento perfino di capire il desiderio di tanti irriducibili goliardici per qualcosa di bello ed entusiasmante… che poi sfocia in un gioco diabolico di compromessi – gioco parzialmente spiegato, seppur non giustificato, da necessità di sopravvivenza.. ma anche da pigrizie esistenziali. E il denaro, lo sappiamo, “non è mai al primo posto”, ma serve per far tutto però! Dunque, personalmente, non ‘condanno’ nè giudico nessuno. Non faccio politica, nè vessilli alla Robin Hood. Cerco, altresì, una “soluzione” (altra cosa che fa enormemente ridere i decadenti al ‘vetriolo’ a cui ero affezionata..ma tant’è). Allora mi chiedo perchè ci vuole tanto per rimboccarsi le maniche, tipo come è stato fatto nel dopoguerra, e… Ricominciare. Capisco benissimo che il periodo è diverso… da allora, per carità. Non mi intendo di politica globale, nè interna, ma non sono completamente cretina da non capire che…sta giusto un tantino cambiando il mondo intero. Che c’è una piccola apocalisse alle porte, e ci stiamo entrando dentro in picchiata come un tir lanciato a 220.
    Che questa tragedia è successa a un rumeno ma poteva capitare a un italiano o a chiunque.

    Entro nel personale al riguardo: il mio ‘fidanzato’ ha paura di finire sotto i ponti. Viene dal cinema, quello vero, e ora sta investendo e sopravvivendo, ma… MA. Non si sa. Io vivo di lavori precari. Non ho trascorso questo Natale, come del resto tanti altri Natali, tra cenoni o chissà cosa: solitudine accettata… (previsioni e paure un po’ meno). La mia famiglia è sempre stata iper semplice, mio padre un grande Bellissimo Uomo… e un gran lavoratore. Ma umile. non nel senso com’è comunemente inteso… proprio nel vero senso!!! SAGGIO e di qull’umiltà che si addice a un vero signore. Ma non lo dico perchè è mio padre, spero che si sia capita la mia oggettività sempre nella vita. E così la penso su tanti uomini che però ora hanno un’età… ed è un altro motivo per cui penso che il mondo sta finendo. Vabbè, comunque, tornando al discorso che mi sto dilungando, non sono capace di essere sintetica è inutile! volevo dire: sarebbe facile! in realtà. Perchè non si possono costruire case e residence a 15/20 euro a notte per gli stranieri ma non solo, pure per tutti i mariti/padri separati che non riescono più a sopravvivere? Costruttori di tutto il mondo, unitevi! Che ci vuole tanto? Ho capito che lo Stato non ha più una lira, per carità… appunto, ma quel rimboccarsi le maniche tipo nel dopoguerra cosa attende ancora??!?? Un’altra catastrofe? Io sono sicura che tanti di noi attendono solo… un nuovo inizio. Fatto di buonafede e lealtà. Perchè vogliamo soltanto VIVERE.

    Ho finito. Scusate la lunghezza, veramente.
    Caro Pino, Buon Viaggio. E ritorna Presto…. A Te, magari, un capitolo a parte… :)))

  11. Anna B. scrive:
    dicembre 26th, 2008 alle 22:29

    C’ è da chiedersi , dopo questa ennesima tragedia ,cosa ne sarà di tutti gli altri immigrati che cercano di sopravvivere ”mimetizzati” nelle loro baraccopoli. E’ giusto parlare di questi temi, anche e soprattutto a Natale, perchè urgono soluzioni indifferibili che devono essere trovate, al di là della retorica e della propaganda politica. Nelle scorse ore più di 700 immigrati sono sbarcati a Lampedusa. Suscitano perplessità le dichiarazioni di chi vorrebbe chiudere le frontiere. Come si fa a ”chiudere” il mare o gli altri luoghi d’ingresso in Italia? Cingeranno di filo spinato tutta la Penisola?

  12. fabio scrive:
    dicembre 26th, 2008 alle 22:30

    Caro Pino è vero, come si fa a rimanere indifferenti di fronte a queste tragedie, a queste storie che sembrano ricalcare la storia stessa della natività di Nostro Signore nel giorno in cui si celebra la sua nascita…. però forse è proprio l’estrema tolleranza di chi si gira dall’altra parte per non vedere o il cinismo di chi sfrutta questa povera gente la vera causa di queste tragedie. Il fenomeno dell’immigrazione è un fenomeno che va governato. Non è ammissibile che in un paese civile siano tollerati insediamenti abusivi che sembrano gironi danteschi, popolati da un umanità sofferente e incattivita proprio dal bisogno. No caro Pino, queste tragedie si possono evitare, facendo pressione prima di tutto su quei paesi, come la Romania che sono stati ben felici in questi ultimi 10 anni di far uscire dai loro confini migliaia di disperati. Queste sono tragedie annunciate, e la commozione di fronte a queste vittime innocenti, specie da parte dei politici, oggi suona un po’ ipocrita.

  13. paolo scrive:
    dicembre 26th, 2008 alle 22:32

    E’ tutto molto vero…..la nostra debolezza è il nostro benessere ma temo, senza voler sembrare catastrofista, che molto presto queste scene diventeranno di vita quotidiana….più di quanto non lo siano già….più visibili ai nostri occhi ancora lindi di agi e benessere!

  14. franca scrive:
    dicembre 27th, 2008 alle 00:26

    Condivido il pensiero di Magritte.
    Alla fine di una giornata che per molti è…finita davvero.
    Almeno quella terrena.Una considerazione…amara.
    Oggi,ormai ieri,ricorreva il quarto anniversario dello tsunami in Indonesia.
    Ma,l’incalzante attualità,di altre disgrazie e morti,ha relegato la notizia,in pochi notiziari e brevi servizi.

  15. Ale scrive:
    dicembre 27th, 2008 alle 01:06

    Ma quando l’umanità imparerà veramente ad amare… non ci saranno più amarezze. (a prescindere dai notiziari) . :-)

  16. ceglieterrestre scrive:
    dicembre 27th, 2008 alle 11:23

    Ciao Ale grazie per quello che scrivi, un caro saluto a tutti del blog, una raccomandazione: guardiamoci intorno più spesso bacione .franca

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