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La pace stracciata

By pino scaccia | gennaio 12, 2009

“Salve, sono un ragazzo di 28 anni: girando per strada ho trovato una cosa interessante riguardante la pace e così vi invio questa foto sperando che vi possa interessare. A me ha suscitato in me il senso della pace in tutto il mondo, ridotta a un colabrodo, perchè tirata da ogni parte ma da nessuno viene ricucita. Tutti noi ci immedesimiamo nella pace come concetto di vita su questa terra, ma nessuno ci si aggrappa pensandola, credendola e volendola fortemente. Questa bandiera (con quella italiana) sventola sull’ingresso del Centro Sociale Arcobaleno di Trevi”. Lorenzo Giuli

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Topics: guerra & pace, tribù | 44 Comments »

44 risposte per “La pace stracciata”

  1. NyFrigg scrive:
    gennaio 12th, 2009 alle 13:17

    bellissima immagine. Esprime davvero il sentimento di questi tempi.

  2. lorena scrive:
    gennaio 12th, 2009 alle 13:38

    vorrei aggrapparmi a questo brandello di bandiera per ricucire la pace

  3. franca scrive:
    gennaio 12th, 2009 alle 13:42

    Questa bandiera,coglie,il mio stato d’animo: lacerato,confuso…smarrito.

  4. lorena scrive:
    gennaio 12th, 2009 alle 14:12

    “l’essenziale è invisibile agli occhi ” dal “Piccolo Principe”

  5. ceglieterrestre scrive:
    gennaio 12th, 2009 alle 14:13

    La bandiera della Pace

    Brandelli di vita passata.
    Urla di bambini feriti.
    Macerie…morte!
    Giardini ormai senza fiori.
    Bambole di pezza
    bagnate di sangue.
    Sventola in alto la bandiera
    solo brandelli di mille colori.
    Sventora ancora
    bandiera della pace
    ventola piu in alto
    ancora per tutti noi.

    franca bassi

  6. Carmen scrive:
    gennaio 12th, 2009 alle 14:50

    Davvero un’immagine che mi colpisce perchè rispecchia in pieno la situazione di oggi.

  7. Mery scrive:
    gennaio 12th, 2009 alle 15:49

    La rappresentazione più semplice di ciò che il mondo sta perdendo! Questo dimostra quanto stupida è la mente umana!

  8. pipistro scrive:
    gennaio 12th, 2009 alle 20:29

    E quante persone vengono stracciate in nome di inutili bandiere? Forse anche a questo bisognerebbe pensare quando ci si indigna per un vessillo ma si dimenticano l’odore dei morti, le urla e la disperazione dei sopravvissuti, il silenzio di chi tace.

  9. NyFrigg scrive:
    gennaio 12th, 2009 alle 21:18

    Pipi… grazie.

  10. elah scrive:
    gennaio 12th, 2009 alle 21:25

    fino a che sventola anche a brandelli, la mia speranza vive

  11. Moira scrive:
    gennaio 12th, 2009 alle 21:26

    E’ prorpio vero, la pace oggi è rimasta solo un lontanissimo ricordo!! ….

  12. giorgius scrive:
    gennaio 13th, 2009 alle 10:21

    SPARI CONTRO PATTUGLIA ISRAELIANA, GIORDANIA NEGA

    …”Non e’ avvenuto nulla del genere”, hanno tagliato corto le fonti in Giordania, che hanno peraltro preteso l’anonimato. “Si tratta d’informazioni totalmente infondate. Qualche volta in quella zona a sparare sono cacciatori, senza che ne derivi un incidente militare”, hanno ironizzato…

    Leggi:
    http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_3497174.html?ref=hpsbdx

  13. Sandra scrive:
    gennaio 13th, 2009 alle 12:21

    Grazie per aver condiviso con noi questo stato d’animo e questa profonda riflessione. Si dice che la storia è maestra e guida per il futuro: secondo me insegna che, pur passando i secoli e i millenni, l’uomo è sempre lo stesso e la sete di potere e la violenza purtroppo gli sono connaturate. Per fortuna c’è sempre la speranza e la consapevolezza di chi si trova a vivere inevitabilmente sotto lo stesso cielo!

  14. ubuntu scrive:
    gennaio 13th, 2009 alle 13:25

    questi commenti dimostrano che non siamo soli diamoci la mano è cambieremo il mondo

  15. lorena scrive:
    gennaio 13th, 2009 alle 16:33

    presente, intanto pare sia passata la tassa sugli immigrati, siamo in buona compagnia , ma sempre minoranza purtroppo

  16. francesco scrive:
    gennaio 13th, 2009 alle 20:21

    a me invece fa venire in mente…che siccome non c’e` piu` da opporsi ad alcune guerre che sono piu` guerre di altre…nessuno piu` si cura delle bandiere…e molti nn la espongono piu`…tanto non e` piu` di moda!

  17. Ale scrive:
    gennaio 13th, 2009 alle 20:23

    Sentite, io non so se è reale ed esatta la cosa ma ho saputo una cosa terrificante: pare stiano usando, a Gaza, oltre al fosforo, delle armi nuove che provocano non so che alle vene, mi sembra…, tipo come se ‘esplodessero’ le vene, per cui sarà inevitabile l’amputazione degli arti.. SENZA PAROLE PER L’ORRORE. Ripeto, è molto approssimativa come notizia, me l’ha detta mia madre che però non si ricorda in che programma l’ha sentita. Anzi, se qualcuno ne sa qualcosa può confermare o negare (che sarebbe meglio, se così non fosse). Ma non lo dico per ‘sensazionalismo’ ma proprio perchè dopo una notizia del genere… tra cui quella signora paralizzata… che l’hanno gonfiata di botte per una borsetta… capite a che punto siamo arrivati, sì. Anzi me lo chiedo e ve lo chiedo: quanto orrore sub-umano “abbiamo” raggiunto???
    PACE, amori miei, che magari ce ne fossero di più e di più e di più di persone come voi. PACE. E un po’ di amore.

  18. titti scrive:
    gennaio 13th, 2009 alle 20:25

    la cosa terrificante è che hanno condannato a morte vittorio arrigoni!

  19. Ale scrive:
    gennaio 13th, 2009 alle 20:33

    Scusate, io non sapevo nulla, sto vedendo ora il tg1 e non è che con internet sia tanto brava! ma non lo dicono al tg?? ma scusatemi, sul serio, se io sembro scema per ste cose ma non me ne intendo giuro… ma lo stato il governo Pino i giornalisti nessuno dice nulla?! Pino?…. ma perchè è stato condannato?

  20. pino scaccia scrive:
    gennaio 13th, 2009 alle 20:35

    eccomi
    è stato condannato come terrorista, amico di hamas link

  21. Ale scrive:
    gennaio 13th, 2009 alle 20:47

    Chiedo scusa nuovamente: ho problemi pure con l’inglese. Io in questi casi, non per fare la ‘donnetta’ ma proprio perchè mi terrorizzo, faccio il segno della Croce, sul serio. Mi concentro e mando pensieri intensi di “illuminazione”… a tutto il mondo, sembra astratto ma invece no, proprio a TUTTI!!! Ma capisco sempre più (sempre anche grazie alla notizia di cui sopra di mia madre…anche) quanto sia veramente DIFFICILE….. il Perdono. Mai preso sottogamba o superficializzato, per carità, cioè non è anche qui…una questione di “parti”… o non sarebbe “perdono”, ovviamente, ma al punto in cui siamo arrivati…come umanità parlo, è diventato un altro miraggio, insieme alla Pace.

  22. lorena scrive:
    gennaio 13th, 2009 alle 21:53

    non c’è fine alla violenza, il blog di arrigoni che denuncia il martirio del popolo Palestinese i bambini quanti tanti troppi bambini , Ale ne io ne te possiamo fare nulla , se non denunciarne lo sdegno.

  23. Toni scrive:
    gennaio 13th, 2009 alle 22:16

    sbaglio o di pacifisti con bandiera a strisce se ne vedono pochi ? Come mai ?

  24. Ale scrive:
    gennaio 13th, 2009 alle 23:41

    Sì Lorena, lo so. Speriamo in una ripresa che svii l’ineluttabilità.

    – posso dire che amo anch’io il mio amore e che magari c’è speranza se ci si mette amore?… Come amo Mia madre, come amo chiunque… che dia un po’ di sè. Lo so che non c’entra niente.. Baci –

  25. Ale scrive:
    gennaio 13th, 2009 alle 23:52

    per mio amore intendevo ‘lui’… troppo romantica e poi non c’entra lo so, era un piccolo pensiero. baci.

  26. Barba scrive:
    gennaio 14th, 2009 alle 09:01

    Certo fa impressione e mi crea profonda ripugnanza vedere sul web un richiamo così esplicito e l’invito a telefonare per permettere all’esercito di eliminare, uccidere, una o più persone. Non conosco la storia di Vittorio Arrigoni per cui mi astengo dall’esprimere giudizi anche se mi sembra un po’ contraddittorio, per un pacifista, chiamare il proprio spazio “guerrilla radio” piuttosto che con qualche altra espressione che richiami alla pace o alla giustizia. Ma non è questo il punto. Il vero problema è l’invito all’uccisione piuttosto che quello al dialogo. E’ il, vano, tentativo di risolvere il problema con la morte quando è ormai dimostrato che certe uccisioni creano martiri, fomentano odio e risentimento. Credo che oggi non sia più tempo di guardare indietro per cercare di giustificare gli uni o gli altri o per dolersi dell’ipocrisia di qualche potenza europea che, in virtù dei suoi interessi imperialistici, ha posto le basi per l’insolvibilità del problema. La convivenza, nel rispetto di ebrei e palestinesi, è possibile e doverosa ed i potenti del mondo hanno l’obbligo morale di costringere le parti al compromesso.

  27. Lorenzo scrive:
    gennaio 14th, 2009 alle 10:00

    Ciao a tutti, ci indignamo per la carenza di pace e tutti noi la vogliamo fortemente, il problema della pace è uno solo:
    – sentire, realmente, il sentimento stesso di pace.
    Ognuno di noi commenta come crede più giusto (dalla bandiera alle notizie dai vari fronti), ma io penso che prima di tutto l’uomo (maschio o femmina che sia) deve nascere, crescere e vivere in un contesto (famiglia, società, scuola…) aperto, tollerante e rispettoso; aperto mentalmente ai pensieri altrui senza mai perdere i propri, tollerante verso se stesso e gli altri, rispettoso di tutti e tutto (dalle persone alle leggi, dalla religione alla famiglia).
    Questo mio monito non si ferma all’italiano o all’immigrato, ma contempla tutti noi su questa terra, senza distinzione.
    Solo così potrà essere realmente in pace con se stesso e gli altri, solo così potrà chiedere a gran voce la pace.
    Scusate la lunghezza delle mie parole, buona giornata a tutti voi e, come dicevano i Vulcaniani in Star Trek, lunga vita e prosperità.

  28. pinuccia scrive:
    gennaio 14th, 2009 alle 12:22

    ……è come la canzone di De Andrè “marcondirondero” e la terra chi la salverà…………….continuiamo a sognare un mondo senza guerra!!

  29. Sydbarrett76 scrive:
    gennaio 14th, 2009 alle 12:30

    @ barba

    il “guerrilla” è un termine che viene utilizzato molto in ambito “antagonista”, ad esempio per il “guerrilla marketing”, la comunicazione militante con forme ispirate alla pubblicità, diciamo che si intende un modo non “armato” di fare guerriglia.
    Poi in particolare credo sia una citazione da una canzone dei Rage Against the machine che si intitola appunto “guerrilla radio”

  30. pino scaccia scrive:
    gennaio 14th, 2009 alle 12:36

    Pinuccia, quelli come Giancarlone ci provano a salvarla questa terra.

  31. Ale scrive:
    gennaio 14th, 2009 alle 12:40

    Ciao Lorenzo, che bello! Ti condivido in pieno! Come condivido tanto pure Barba, e al riguardo devo specificare che neanch’io conosco la storia di arrigoni… non lo volevo dire dopo le carenze del pc e inglese ma visto che non la conosce neanche lui allora sono giustificata, ma non posso fare valutazioni però.
    E a Lorenzo, persona proprio evoluta e civilissima, volevo dire che seppur oggettivamente il Male all’esterno c’è… ho sempre comunque pensato quanto sia importante la propria interiorità e evoluzione. Addirittura dovremmo sforzarci di vedere in ognuno un essere spirituale inserito nell’esperienza umana che sta evolvendo, anche nel più terribile. Pensa. (che fatica). Ma soprattutto ci tengo a dire una cosa importantissima che ho letto, e a cui io credo, che pare addirittura che le parole (come i pensieri) appena dette, in riferimento a qualcuno, che siano dirette o non, non si ‘cancellano’, nel senso che noi pensiamo non abbiano nessun effetto… ma invece continuano ad agire sull’altro! Cioè, per spiegarmi meglio, sarebbe importante non finire mai una frase su qualcuno con epiteti negativi, perchè secondo com’è finita la frase su di lui le parole continuano ad agire, peggiorandolo. Pensa che responsabilità che abbiamo tutti, gli uni con gli altri. Allora non dico di non fare mai considerazioni negative perchè sarebbe ipocrisia, è chiaro che uno valuta… come tutti, in base alla propria personalità ecc, ma sforzarsi di non interrompere parole e pensieri sull’accezione negativa perchè è peggio. Capito che intendo? Io la trovo una scoperta importante, per migliorare sempre.

  32. NyFrigg scrive:
    gennaio 14th, 2009 alle 12:56

    E’ dunque giunto il momento. Volevo scriverlo prima ma mi sembrava troppo pessimista. Però secondo il problema è riassunto al meglio in queste parole di Daniel Berrigan (“No Bars to Manhood”):
    “Abbiamo preso il nome di operatori di Pace, ma in generale non siamo disposti a pagare alcun prezzo significativo. E poiché desideriamo la Pace con mezzo cuore e mezza vita e volontà, la guerra naturalmente continua. La guerra infatti, per sua stessa natura, è totale, mentre la Pace, per colpa della nostra vigliaccheria, non lo è. Così una volontà organica, un cuore integro e l’intera vita nazionale orientati alla guerra prevalgono sulle velleità pacifiste… “ma certo che vogliamo la Pace”, gridiamo, “ma non toglieteci la normalità, non fateci perdere nulla, non disturbateci; non vogliamo conoscere la prigione né la cattiva reputazione né compromettere i nostri rapporti sociali…”. Non c’è Pace perché non ci sono operatori di Pace. Non ci sono operatori di Pace perché fare la Pace è faticoso almeno quanto fare la guerra, e nelle sue prime fasi può essere altrettanto pericoloso e portare ugualmente alla prigione e alla morte.”

  33. ceglieterrestre scrive:
    gennaio 14th, 2009 alle 13:12

    Non si troverà mai la soluzione. Da che mondo è mondo, termina una guerra e ne cominciano altre quattro.La guerra, per certi guerrafondai, è solo puro interesse.Ricordiamoci delle vecchie guerre, che troviamo sui libri di storia.Io non sono negativa, seguito a sperare,e sognare la Pace, ma la realtà è ben altra cosa.

  34. Barba scrive:
    gennaio 14th, 2009 alle 14:11

    @Sydbarrett76 – L’ho detto che non conosco Arrigoni e che pertanto non ne posso esprimere un giudizio obiettivo. Ora devo pure ammettere la mia profonda ignoranza in materia musicale moderna. E’ l’età, porta pazienza. Rimane il fatto che per me le parole assumono valenza ed il termine “guerrilla” non riesce a darmi un’immagine di pace o di giustizia. Ma questo è un problema mio. Devo essere sincero, sono abbastanza stufo e nauseato di vedere che dopo quasi un secolo di orrori noi si prenda ancora posizione per gli uni o per gli altri come se, secondo l’angolo di visuale e la posizione ideologica, gli uni fossero santi e gli altri demoni. Ma anche se volessimo dare tutta la ragione ad una delle due parti dell’altra che ne facciamo? La annientiamo? Sterminiamo tutti gli arabi o tutti gli ebrei? In Palestina la prospettiva per un futuro di pace e di prosperità passerà solo attraverso il compromesso che è rinuncia consapevole di entrambi di parte dei diritti reali o presunti finora reclamati con le armi, con il sangue e con la continua minaccia. E siccome sembra che israeliani e palestinesi da soli non siano capaci di trovare un compromesso moi dovremmo aiutarli piuttosto che soffiare sul fuoco delle divisioni.

  35. pipistro scrive:
    gennaio 14th, 2009 alle 14:40

    re. barba (26) e sydbarret (29)

    la spiegazione di vittorio è in home page (a destra) sul blog “Who is Guerrilla radio?”

    http://whoisguerrillaradio.blogspot.com/

  36. franca scrive:
    gennaio 14th, 2009 alle 20:04

    Ho letto attentamente tutti i commenti.Aggiungo.
    “…e giuso intra i mortali sei di speranza fontana vivace”

  37. lorena scrive:
    gennaio 14th, 2009 alle 21:35

    Barba la diciamo così, sicuramente non saranno tutti ibuoni da una parte e i cattivi dall’altra,ma quando si è costituito uno stato Israele, e non si riesce a costituire uno stato che è la palestina, per forza c’è il conflitto, poi se aggiungi che uno stato è stato armato , anche con la bomba atomica, il conflitto sarà sempre maggiore.pensa anche al fatto che Israele ha necessità di espandersi , se non ci sono confini precisi , vanno a prenedere la terra lì dove si trova e i conflitti continuano .
    Quando gli inglesi presero una matita e con un sol gesto cancellarono il Curdistan , diviso fra quattro stati , con un sol gesto il Curdistan non esisteva più come stato, e li da anni ci sono attentati e conflitti , non se ne parla ma i Curdi sono perseguitati da anni a casa loro trattati da stranieri ,fino a pochi anni fa il Curdistan Turco perseguitava i Curdi, impediva ai bambini di parlare la loro lingua madre, e metteva in carcere se trovava gente a parlare il Curdo , perchè tutto questo ho tirato in ballo , perchè ci vedo delle analogie ,con l’unica differenza che i Curdi non hanno avuto i mezzi, la tutela che ha avuto il popolo Israleliano anzi è successo esattamente l’opposto .
    Così hanno fatto con la Palestina, Hanno costituito uno stato che non c’era .
    In fondo Israele è un avamposto in Oriente propio alle porte di un mondo Musulmano che fa paura.
    Se ho scritto delle inesattenze a voi la parola, pronta a correggere gli errori ciao

  38. Barba scrive:
    gennaio 15th, 2009 alle 09:39

    @Lorena – tre sono le ragioni principali del conflitto. La prima è che due popoli rivendicano la stessa terra perché la considerano la loro terra d’origine. La seconda è che la politica imperiale britannica di inizio XX secolo ha fatto prima promesse agli arabi (corrispondenza McMahon-Hussein della Mecca 1915) per poi spartirsi l’area in zone di influenza con la Francia (accordo Sykes-Picot 1916) ed infine promesse agli ebrei (dichiarazione Balfour 1917). La terza è che il piano di partizione della Palestina, la famosa Risoluzione 181, votato all’ONU il 29/11/1947 disegnava due stati ognuno dei quali smembrato più o meno in tre parti interconnesse in modo tale non poter dare l’idea di uno stato unitari e difficile da essere difeso. Basta prendersi la briga di cercare la mappa sul web e rendersi conto di persona di quell’obrobrio. Possiamo aggiungere che la convivenza da fastidio a molti soprattutto fuori dalla Palestina. Ad Ovest come nel vicino oriente, visto che nel ’48 sono stati proprio i paesi arabi a non voler riconoscere la partizione ed il Regno di Transgiordania, tanto per fare un esempio, si è annesso la West Bank che era parte di quello che avrebbe dovuto essere lo stato palestinese. E così prosperano i mentori dello sterminio, quelli che stupidamente ritengono che la soluzione del problema stia nell’annientamento dell’altra parte, nell’azione militare risolutiva. Se così fosse il problema sarebbe risolto da tempo. Il bene, la sicurezza, in rispetto, la prosperità degli uni è legata indissolubilmente a quella degli altri. Parlo per conoscenza diretta del fenomeno visto che vivo in una regione con due gruppi etnici dove fino agli anni sessanta il disprezzo e l’odio per l’altro era tangibile ed ha portato ad una stagione di terrorismo. Oggi la convivenza altoatesina è guardata come un modello. Certo non è perfetta ma qualche problema e la presenza fisiologica di qualche testa calda non ne inficia la sostanziale validità. Concludo dicendo che è inutile continuare a lamentarsi, se si vuole la pace per se stessi, per i propri figli e per le generazioni future bisogna essere pronti al compromesso.

  39. Lorenzo scrive:
    gennaio 15th, 2009 alle 16:05

    Ciao, mi trovo perfettamente daccordo con ciò che dice Barba in risposta a Lorena, c’è bisogno di compromessi. La soluzione è sempre stata (e sempre lo sarò) il compromesso, lo sanno tutti, anche gli antichi romani che hanno inventato e scritto “l’arte della guerra” conoscevano perfettamente questo concetto (non è stato uno dei più grandi imperi nella storia dell’uomo per caso!). Il compromesso nasce sempre dalla propria mente: quanto siamo disposti a cedere per la pace?
    Nel mio commento (il numero 27) ho precisato che è “una questione di contesto in cui si nasce e si vive” e così lo è anche per il compromesso. Non si tratta di scegliere se essere patrioti o no, si tratta di vivere in pace su questo pianeta e quindi fare dei compromessi.
    L’Italia li fece già in passato, basta ricordarsi della nostra storia: le guerre d’indipendenza e le guerre mondiali; compromessi che ci hanno permesso di iniziare a stare in pace con i nostri vicini e, dopo 63 anni, stare in pace con loro ed ilmondo intero.
    Grazie per l’attenzione, un saluto a tutti

  40. Sheyda23- Lorena scrive:
    gennaio 15th, 2009 alle 22:38

    Torno a leggere la Torre dopo un periodo di assenza forzata (dagli esami e dalla tesi).

    Preoccupata e un po’ angosciata.
    E tormentata dal pensiero e dalla paura che qualcuno non voglia,la pace.
    Perchè la pace,bisogna VOLERLA,per costruirla..Non vi pare?

    Perdonate lo sfogo.
    Lorena

  41. Raul scrive:
    gennaio 16th, 2009 alle 08:50

    Sai disegnare una pecora?
    Solo lei puo’ liberarci dal male che infesta il nostro pianeta.
    In quanto al “dove si nasce e si vive”, ho delle idee sempre un pochino particolari.
    Spesso le circostanze e le vicissitudini non ci danno molte possibilita’, parlo di scelte.
    E’ bello dire, un uomo libero ha sempre delle scelte a disposizione.
    Avete mai considerato che non tutti gli esseri viventi nascono come liberi?
    Non e’ facile capire dall’esterno o con una sommaria informazione, la reazione di unindividuo, costretto fin dalla genesi a difendere il proprio orticello con le armi.
    Non e’ da giustificare ma e’ gia’ tanto se lo capissimo.
    Poi aggiungiamo la voglia insita nell’uomo di appartenenza, di cameratismo (vocabolo anacronistico, strumentalizzato in passato).
    La bandiera e’ la mia e lì mi identifico, se stracci la bandiera mi fai violenza.
    Stiamo parlando della bandiera della pace o della kefiah?
    Lo stesso e’. Mi sembra di aver capito.
    Io intanto con la mia ironia stupida disegno il serpente, l’elefante, per non dare adito ad interpretazioni varie.
    Insisto con il mio modo di fare, complimenti Sig Lorenzo e Sig Barba.
    Con riguardo
    Raul
    p.s. scusate ma Vi leggo di corsa e non mi e’ possibile spesso.

  42. latorredibabele scrive:
    gennaio 17th, 2009 alle 11:25

    Un attacco isareliano ha fatto almeno sei morti in una scuola gestita dall’Onu nel nord della Striscia di Gaza. Tra le vittime ci sono una donna e un bambino. Nell’attacco contro l’edificio di Beit Lahiya, che era pieno di profughi, sono rimaste ferite altre 11 persone e in alcune aule è divampato un incendio. Attorno alla scuola erano in corso combattimenti tra i tank israeliani e i miliziani di Hamas.

  43. Lorenzo scrive:
    gennaio 19th, 2009 alle 13:05

    Salve a tutti,comprendo perfettamente le specificazioni che fa Raul, ma è proprio lì che sta la distinzione trache nasce e vive un paese e chi in un altro, è per questo che avevo sottolineato questo concetto. Comprendere le situazioni altrui non è semplice ed è il primo passo per capire cosa provano gli altri, ribadisco che non è semplice, ma questo oberante lavoro porta a proporre ed accettare dei compromessi, che poi sono quelli che portano alla pace. L’ultima notiza pervenuta, e purtroppo non è e non sarà la sola, ci va tornare con i piedi per terra, ci fa abbandonare i nostri pensieri, a volte un po’ utopistici, e ci fa ripiombare nella guerra, in questo caso una guerra senza quartiere che dopo 60 anni è ormai inutile dire di chi sia la colpa, piuttosto è giusto dire chi sia, realmente, il primo a dire basta.
    La guerra è brutta ovunque e purtroppo non c’è solo Gaza, ma c’è metà del mondo in guerra.
    Sembra l’immagine cinese del bene e del male (spero che abbiate in mente l’immagine, perchè non so come si chiama), ma speriamo che la metà in pace sovrasti in toto il mondo, per dare hai nostri figli e nipoti e tutti la progenie un mondo più vivibile.
    Grazie e buona giornata.

  44. Lorenzo scrive:
    febbraio 10th, 2009 alle 15:58

    Ciao a tutti, ho aspettato quasi un mese per vedere qualche altro commento sulla pace ed il diritto di tutti ad averla, ma sembra che con la tregua in medio oriente questi commenti si sono fermati.
    Perchè? Che cosa è cambiato? In tutto il mondo si continua a sparare ed a morire, va bene la tregua in medio oriente, ma i miei sentimenti e commenti scritti in questo blog sono sempre stati (e lo saranno anche in futuro) relativi alla pace nel mondo tutto.
    Il mondo non è solo Europa, USA, Medio Oriente; la pace non deve essere garantita solo in queste parti, ma lo deve essere anche e soprattutto altrove…. NON DIMENTICHIAMOLO MAI !!!!
    Il rumore più grande di tutti non è una pistola che spara o una bomba che esplode, ma il grande ed assordante silenzio che si leva dal campo di battaglia dopo la guerra.
    Non importa se tornate a scrivere in questo blog, l’importante è continuare nel nostro piccolo a credere nella pace ed a chiederla a gran voce per tutti coloro che la voce non riescono a farla sentire.
    Grazie per il vostro tempo, la vostra attenzione e partecipazione.

    PS: Mi raccomando solo ed esclusivamente l’uso di mezzi civili e pacifici, niente lotta armata, altrimenti diventate come coloro che volete fermare !

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