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In fondo al mondo

By pino scaccia | gennaio 15, 2009

Padre Bossi mi ha scritto una lunga email per le feste di Natale. Ora sta a Manila, ordini superiori per garantirne la sicurezza, e lui se ne duole perchè vorrebbe tornare in qualche isoletta abbandonata da tutti perchè quella è la sua missione (e la sua vita). Ma la situazione è realmente pericolosa e gli voglio talmente bene che in fondo sono contento che stia al sicuro. Stamattina ne hanno rapito un altro, anzi tre fra cui un italiano, Eugenio Vagni, volontario della croce rossa. L’isola è quella di Jolo, un pò più a sud di Mindanao, quasi alla fine dell’arcipelago. Insomma: in fondo al mondo. E così quest’altro eroe paga la grande generosità di pensare agli altri, a chi è abbandonato. Non è giusto.

 Manila – “Ho trovato un posto di lavoro in cui non c`è strada, o meglio c`è fino a quando non piove…..non c`è ancora elettricità per cui niente computer e tutto il resto….mi metterò un pannello solare e poi si starà con la gente….spero proprio di riuscire ad andarci” p. Giancarlo Bossi, email di stamattina

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Topics: filippine | 14 Comments »

14 risposte per “In fondo al mondo”

  1. Mariantonietta scrive:
    gennaio 15th, 2009 alle 12:32

    Ho cercato inutilmente il tuo indirizzo ( rammento che lo avevi lasciato nei commenti) a Saxa: voglio mandarti la copia del settimanale con l’articolo che ti ho dedicato.

  2. pino scaccia scrive:
    gennaio 15th, 2009 alle 13:10

    Tg1 redazione cronaca
    Centro Rai Saxa Rubra
    largo Villy De Luca,5
    00188 Roma

    grazie

  3. Raul scrive:
    gennaio 15th, 2009 alle 14:18

    So di essere impopolare (come sempre).
    Se faccio il poliziotto devo mettere in conto di essere coinvolto in uno scontro a fuoco, con tutte le conseguenze.
    Se faccio la guardia del corpo, devo mettere in conto di viaggiare con il mio protetto fino in c… al mondo con tutte le conseguenze del caso.
    se faccio il missionario, idem.
    se faccio il telecronista, pure.
    Tutte persone da stimare e rispettare.
    Tutte fanno il loro dovere e si sono presi carico dei rischi, spesso eccessivi ma proprio per questo appunto ci sono poche di queste figure che fanno bene il proprio dovere.
    Che ne dite invece dei bimbi che fanno il loro dovere andando a scuola e qui cade il tetto sopra??
    quello era un rischio da calcolare??
    ripeto, per non creare equivoci e non dare adito a strumentalizzazioni (meglio l’indifferenza), a buon intenditore poche parole, ho estrema stima per queste persone, come ha detto qualcuno, se fossi “il cantante” vorrei morire sul palco.
    Con riguardo
    Raul

  4. ceglieterrestre scrive:
    gennaio 15th, 2009 alle 14:28

    Il gabbiano… preferisce l’indirizzo “In fondo al mondo”

  5. Ale scrive:
    gennaio 15th, 2009 alle 18:50

    @ Raul

    Non ti trovo per niente impopolare, sono considerazioni amare e realistiche che condivido in pieno: quegli esserini indifesi… non hanno il tempo di scegliere nulla… se non di morire prima ancora di poter vivere, o rimanere mutilati per il resto della vita. Non mi ci far pensare infatti, per favore, che mi riagito. Troppe atrocità tutte insieme, io non ce la faccio neanche a sentirle.
    Duqnue ti capisco… Come capisco Pino che è preoccupato per una persona a cui vuole un infinito bene e..non sa se augurarsi che svolga il suo lavoro tutta la vita col Coraggio e l’Amore che gli sono propri o preferire di lasciar perdere… che scusate tutto sommato lo penserei anch’io… scusate non è egoismo mi viene istintivo.
    Vabbè un Bacio a tutti.
    (comunque… io ho bisogno di affetto, ora ve lho proprio detto. Scrivo che sembro nevrotica. ‘sembro’… vabbè. ) Bacini.

  6. Ale scrive:
    gennaio 16th, 2009 alle 14:21

    Scusate… ho fatto un casino… Raul parlava dei tetti che crollano a scuola (e non di guerre) e Pino non si augurava che Padre Bossi smettesse il lavoro, vabbè sono proprio rimbambita!! A 81 anni sono più svegli! Comunque Auguroni… a P.Bossi.

  7. latorredibabele scrive:
    gennaio 16th, 2009 alle 16:40

    Padre Giuseppe Bertaina, un missionario comboniano 82enne di Cuneo, è stato ucciso a Langata, un quartiere tra i più poveri di Nairobi, dentro un istituto di filosofia gestito dai padri della Consolata, in quello che appare un tentativo di rapina. L’istituto era stato fondato dallo stesso Bertaina, che ricpriva ancora il ruolo di amministratore, oltre che di docente. In base a una prima ricostruzione due ladri sarebbe infatti entrati nell’ufficio dove lavorava il missionario e, dopo averlo legato e picchiato, gli avrebbero «tappato la bocca provocandone la morte per soffocamento», riferisce l’agenzia Misna. La morte del sacerdote è stata confermata anche dalla casa generalizia in Italia cui apparteneva il missionario, che ha già informato la famiglia. L’ambasciata italiana a Nairobi ha precisato che il sacerdote è stato trovato soffocato, forse strangolato, con la bocca piena di pezzi di plastica. Per l’omicidio è stata fermata una donna.

  8. Melania Gastaldi scrive:
    gennaio 16th, 2009 alle 17:33

    E’ terribile.

    Raul, è vero, ma non credo che parlando di un problema o di una tragedia, se ne sminuisca un’altra.

    Personalmente credo che, con tutta la stima che nutro verso la polizia, la scelta di un missionario sia da porre su un altro piano. No?

    Padre Bossi per me è un eroe. Come lo è Padre Giovanni Gentilin. E come lo sono tantissimi sconosciuti, missionari e laici, che rinunciano alle comodità della vita per darsi agli altri.
    Che vivono tra i più sfortunati. I dimenticati.
    E che lo fanno davvero per gli altri.

  9. Toni scrive:
    gennaio 17th, 2009 alle 12:03

    Padre Bossi nel 1973 entrò nel seminario del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere) e, terminati gli studi teologici, viene ordinato prete missionario il 18 marzo 1978. In missione conduce una “vita povera e semplice, ma non per sfizio; infatti e lo diceva… una vita così permette di riscoprire valori più profondi come la preghiera giornaliera, soprattutto quella contemplativa” (http://www.pime.org/padre_bossi/pag/storia.htm)

  10. pino scaccia scrive:
    gennaio 17th, 2009 alle 12:32

    Non c’è certo bisogno di biografie per spiegare chi è padre Bossi.

  11. meri scrive:
    gennaio 17th, 2009 alle 14:21

    Giancarlone l’abbiamo conosciuto bene, grazie al suo sorriso ed alle sue parole, piene di amore e di sincerità.
    Un esempio ed un monito per i fondamentalisti, di tutte le religioni.

  12. Toni scrive:
    gennaio 17th, 2009 alle 20:42

    Dio solo “scruta il cuore e le reni”. Nessuno sa ciò che accade al fratello (Vittorio Messori)

  13. latorredibabele scrive:
    febbraio 28th, 2009 alle 13:22

    Manila, 28 feb – Dopo una settimana di silenzio,
    uno dei tre operatori del Comitato Internazionale della Croce
    Rossa, sequestrato lo scorso 15 gennaio con l’italiano
    Eugenio Vagni nel sud delle Filippine, e’ riuscito a
    stabilire un contatto con il quotidiano di Manila ‘Daily
    Inquirer’. Tutt’altro che rassicuranti le parole della
    filippina 37enne Mary Jean Lacaba che ha spiegato come le
    condizioni, emotive e fisiche, dei prigionieri siano
    diventate durissime.
    I tre, ovvero la filippina, l’italiano e lo svizzero
    Andreas Notter, sono tenuti sotto sequestro nella giungla
    nell’isola meridionale di Jolo da ormai 44 giorni. A
    catturarli, nel corso di una missione umanitaria, un gruppo
    di uomini armati, Abu Sayyaf, legati ad Al-Qaeda.
    ”Per favore, dite loro, se e’ possibile, se possono, di
    velocizzare il processo”, ha chiesto Lacaba al Daily
    Inquirer, riferendosi ai negoziatori.
    ”E’ diventato tutto molto duro da sopportare, e davvero
    doloroso. Fisicamente ed emotivamente”, ha spiegato con voce
    tremante. La donna ha fatto sapere inoltre che lei e
    l’operatore italiano (62 anni) soffrono di violenti attacchi
    di diarrea e che la situazione di prigionia nella giungla e’
    ”davvero difficile” da sostenere.

  14. Mindanao, tra inferno e paradiso « Professione Reporter scrive:
    novembre 29th, 2009 alle 22:49

    […] fino a Mindanao, una delle ultime isole, lontana quattro ore di aereo da Manila. Dall’alto è uno spettacolo mozzafiato, ma quando ti inoltri nella giungla l’aria è pesante. Questa foto che ho recuperato […]

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