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Morire per raccontare, ancora
By pino scaccia | Gennaio 16, 2009
Il bilancio del 2008 si è chiuso con 67 vittime fra i cronisti, e non è neppure l’anno peggiore. Quest’anno, per come è cominciato, rischia di essere molto più doloroso. I reporter uccisi in appena due settimane sono già sei: due in Pakistan, uno in Nepal, Sri Lanka, Somalia e Striscia di Gaza. Il mondo ormai è talmente malato che girandolo per raccontare la faccia difficile assomiglia sempre più a un suicidio. E non solo fra i giornalisti. Con grande dispiacere ho letto di un vecchio missionario piemontese, Giuseppe Bertaina, ucciso selvaggiamente in uno dei tanti slam di Nairobi. Conosco quelle realtà, entrare lì dentro è come aprire la porta dell’inferno. E c’è ancora chi ha il coraggio di andare ad aiutare.
Topics: reporter | 12 Comments »


Gennaio 16th, 2009 alle 22:32
pino, penso che se c’è ancora qualcuno che ha il coraggio di andare ad aiutare quei popoli sofferenti significa che il bene può ancora avere la meglio sul male,guai se cosi non fosse.
Gennaio 17th, 2009 alle 10:37
Si, ad aiutare… in che cosa ? attenzione che ogni missionario cattolico – come il sacerdote Don Bertaina, ucciso in Kenia, un vero santo – va là per evangelizzare i pagani. Quindi siamo di fronte ad un vero martire. Non confondiamo il generico filantropismo con l’apostolato cristiano. Il fatto che poi il cattolicesimo sia anche fattore, ove esso si radichi, di grande bene sociale anche sul piano materiale è solo una conseguenza del primario bene spirituale costituito dalla salvezza delle anime.
Gennaio 17th, 2009 alle 14:27
Le crociate sono finite, grazie a Dio.
Un pensiero sincero per padre Giuseppe.
Gennaio 17th, 2009 alle 23:09
Cremonesi: Sotto il fuoco dei mitra israeliani
nella terra di nessuno della Striscia
Leggi:
http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_17/israele_pronto_a_fermare_i_soldati_lorenzo_cremonesi_89ccf372-e466-11dd-98be-00144f02aabc.shtml
Gennaio 18th, 2009 alle 01:29
Le crociate non sono mai finite, purtroppo. O almeno uno ci mette la parola fine da solo, nel senso che si fa i caxxi suoi e tanti saluti… anzi per dirla con le parole del mio amico preferito, che mi manca, il pittore di 76 anni.. “Io non sono lontano dagli altri, sono separato!”.
)) ah lo adoro! Col bicchiere in alto, pieno di cultura, sorriso aperto da toscanaccio e un’ironia pulita… quanto pungente. Dimenticavo, anche molto pagano. Anzi, la ‘reincarnazione’ di Oscar Wilde, e l’attrazione è molto reciproca! E così, il danno delle ‘crociate’ diventa doppio, perchè oltre ad eluderne la sopportazione, si finisce ciecamente verso altre realtà poco edificanti ma col dono dell’attraenza… almeno. ( e non mi riferisco al mio amico geniale e tenero, ma… ad altre banalità, non come le crociate ma diverse, nella forma) . Concludo che, forse arriva, sto stranita stasera. Vi dedico Gibran, gettonatissimo ormai, ma questa mi piace particolarmente!
che è diverso… perchè è una Scelta Consapevole…….
Vabbè cambio post, sennò è lungo. Tanto ho i nervi, nulla da fare, il mio “fidanzato” che orrore questo termine… se n’è andato…………… non posso dire dove… (facile immaginazione), e io mi sento sempre più cretina per tralasciare i veri geni, cioè è che in realtà sono troppo pochi!!! e hanno tutti un’età. E sta vita bohemnièn alla fine.. mi rovina.. e allora devo diventare genio io, punto e basta, così sopporto meglio! Al prox post, se Pino lo permette, e scusate i ‘nervetti’ personali.
Gennaio 18th, 2009 alle 02:13
AMICO MIO
Amico mio, io non sono quello che sembro. La sembianza non è che un indumento che indosso – un indumento intessuto d’attenzione che protegge me dal tuo interrogare e te dalla mia negligenza. (scusate già rido, lo so che è una cosa seria ma l’ironia è più forte di me, ma continuo..seriamente perchè è bello, davvero).
L’”Io” in me, amico mio, dimora nella casa del silenzio (so che qualcuno dirà “Ehhhh????!!” – smetto smetto! leggete il monologo!) e in essa rimarrà in eterno, inavvertito, inavvicinabile.
Vorrei che tu non credessi in ciò che dico nè che avessi fiducia in ciò che faccio – poichè le mie parole sono null’altro che i tuoi stessi pensieri fatti suono e miei atti le tue stesse speranze fatte azione.
Quando tu dici: “Il vento soffia verso est”, io dico: “Sì soffia proprio verso est”; poichè vorrei che tu non sapessi che la mia mente non dimora sopra il vento ma sopra il mare.
Tu non puoi comprendere i miei pensieri che viaggiano in mare, nè io vorrei che tu comprendessi. Voglio stare in mare da solo.
Quando è giorno per te, amico mio, è notte per me; eppure anche allora io parlo del mezzogiorno che danza sulle colline e dell’ombra purpurea che furtivamente si fa strada lungo la valle; poichè tu non puoi udire i canti della mia oscurità nè vedere le mie ali che battono contro le stelle – e io sarei lieto che tu non sentissi nè vedessi. Voglio stare con la notte da solo.
Quando tu ascendi al tuo Paradiso io discendo al mio Inferno – anche allora tu chiami me dall’altra parte dell’invalicabile golfo: “Compagno mio, camerata mio”, ed io di rimando chiamo te:” Camerata mio, compagno mio” – poichè vorrei che tu non vedessi il mio Inferno. La fiamma brucerebbe la tua vista e il fumo riempirebbe le tue narici. Ed io amo troppo il mio Inferno per fartelo visitare. Voglio stare nell’Inferno da solo.
Tu ami Verità e Bellezza e Rettitudine; ed io per amor tuo dico che è giusto ed opportuno amare queste cose. Ma in cuor mio io rido del tuo amore. Eppure vorrei che tu non vedessi il mio riso. Voglio ridere da solo.
Amico mio, tu sei buono e prudente e saggio; anzi, tu sei perfetto – e anch’io parlo con te saggiamente e prudentemente. Eppure io sono folle. Ma io maschero la mia follia. Voglio essere folle da solo.
Amico mio, tu non sei mio amico, ma come farti comprendere? Il mio sentiero non è il tuo sentiero, eppure insieme camminiamo, mano nella mano.
Gennaio 18th, 2009 alle 17:56
le crociate, in senso storico, sono state un capitolo grandioso della storia.
le crociate, in senso metaforico, non sono finite per niente, e non finiranno.
Gennaio 19th, 2009 alle 13:59
Le crociate significano morte.
Gennaio 19th, 2009 alle 18:12
Varrebbe la pena di immaginare quanto un dio (o Dio – nelle sue varie rappresentazioni – per chi crede) possa essere alterato dalla prosopopea di chi non solo dà la morte, ma pretende di darla in suo nome.
Se poco e a fatica possiamo arzigogolare sull’esistenza di dio (questione di fede), addirittura meno possiamo derivare del suo presunto volere, nella pratica filtrato da pulsioni e comportamenti tragicamente umani.
Personalmente – se credessi – non andrei a rammentare con animo leggero al creatore che il “capitolo” in cui sono state massacrate centinaia di migliaia di sue creature è stato “grandioso”. Potrebbe valutare la questione senza il minimo senso dell’umorismo.
Gennaio 19th, 2009 alle 18:20
Toni, nemmeno il Papa direbbe una cosa del genere. Vergognati.
Gennaio 19th, 2009 alle 19:37
in senso storico:un ripasso delle crociate non farebbe male…a Toni
ciao Pino
Gennaio 21st, 2009 alle 18:56
leggere Toni mi procura una profonda tristezza, sono da giorni chiusa in un reparto pediatrico, stando lì mi rendo conto di quanto siamo egoisti e superficiali , nel giudicare gli eventi della vita.
Ho visto il dolore delle mamme che hanno figli disabili , malati gravi per tumori, ho visto quanto le mamme si annullino accarenzano i loro figli con tanta tanta dolcezza , quante giorni e notti trascorrono sempre lì a sorreggere delle situazioni al limite, reprimendo le lacrime , ho visto padri piangere nel vedere il propio figlio sparire dietro una porta , della sala ioperatoria, ho visto tanta gente una mattina stringersi vicino ad una famiglia alla quale era molrto un figlio di tumore.
Ho visto anche tanta solidarietà, dopo poche ore si soladirzza , ci si aiuta, ci si sostituisce quando la mamma si deve assentare anche solo per fare la pipì.
Allora ti chiedi , cosa possa essere successo di tutte quelle mamma, di quei padri che a Gaza le bombe hanno strappato i figli, quanto dolore, in quale buco nero finisce l’anima di una mamma che deve piangere un figlio morto, e mi chiedo ancora per quale motivo non scatta la stessa solidarietà che fra mamme scatta in ospedale, perchè la ragione della guerra valere sopra la tolleranza, perchè non prevale la pietà, la condivisione, la tutela del più debole, perchè , perchè .
Vorrei dire un grazie a tutti i volontari che si alternano quasi in tutto l’arco della giornata , per rendere gioia ai bambini , questo è il mondo che mi riconosco , un mondo che soccorre i più deboli , quelli più ultimi, quelli più fragili.
grazie dello sfogo