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Viaggio nella follia

By pino scaccia | gennaio 27, 2009

Auschiwtz, qualche anno fa. Tutto è come allora. All’ingresso di quello che è stato definito il monumento alla follia, c’è ancora la scritta “Arbeit macht frei”, il lavoro rende liberi, l’ultima illusione degli ebrei che venivano qui convinti di lavorare, non di morire, spesso subito: senza neppure il tempo di fare il giro del campo, soprattutto di capire. Ci sono ancora quei corridoi infiniti, allucinanti dove vecchi, donne e bambini erano spinti letteralmente nell’estremo viaggio: sono intatti, stretti dal filo spinato. C’è ancora addirittura il cartello dell’alta tensione. Come ci sono ancora le baracche dove vivevano come bestie quelli che non avevano la fortuna di morire subito. Soltanto qui, tra Auschiwtz e Birkenau, furono uccise, in maniera sistematica, un milione e mezzo di persone. Questo non è soltanto luogo di genocidio ma anche il più grande cimitero di popoli del mondo. Per gli ebrei è il simbolo dell’olocausto ma rappresenta l’evento più tragico della storia anche per zingari e polacchi.”Un luogo – come disse Giovanni Paolo II – costruito a negazione della fede e basato sul più profondo spregio di tutti i valori umani”. A Birkenau ci sono ancora le rotaie dove da ogni parte d’Europa arrivavano i treni merci con i deportati. E le camere a gas dove finivano anche in duemila alla volta. Una strage costruita a tavolino. Il cianuro agiva in fretta e i resti di quei disgraziati, massa inerte, aggrovigliata nello spasimo di un disperato tentativo di salvezza, finivano nei forni crematori, accesi un’ora prima, al sibilo del treno. Come ultimo segno dell’odio, ai limiti del campo, c’è la forca a cui fu impiccato, nel ’47, Franz Hess, fondatore e comandante di Auschiwtz. I servizi del Tg1 sulla giornata della memoria

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Topics: guerra & pace | 31 Comments »

31 risposte per “Viaggio nella follia”

  1. franca scrive:
    gennaio 27th, 2009 alle 16:05

    OT per Pino mi piacerebbe che se ne discutesse sulla Torre.
    Cosa ne pensi?Buona giornata e grazie

    LETTERE 1942-1943 Etty Hillesum

    “Anche oggi il mio cuore è morto più volte,ma ogni volta ha ripreso a vivere.Io dico addio di minuto in minuto e mi libero da ogni esteriorità.Recido le funi che mi tengono ancora legata,imbarco tutto quello che mi serve per intraprendere il viaggio.Ora sono seduta sulla sponda di un canale silenzioso,le gambe penzolanti dal muro di pietra,e mi chiedo se il mio cuore non diventerà così sfinito e consunto da non poter più volare liberamente come un uccello.”

    Così Etty scriveva.Da Amsterdam,prima di essere deportata ad Aushwitz.Dove passò gli ultimi mesi della sua vita.Pur vivendo tra “sofferenze e fango”scrisse nel suo diario:
    “Eppure la vita è meravigliosamente buona nella sua inesplicabile profondità”.

  2. meri scrive:
    gennaio 27th, 2009 alle 16:27

    Un triangolo nero con il vertice capovolto, a volte affiancato dalla lettera z, che stava per zigeuner, "zingari". Questo era il segno che individuava i rom nello Zigeunerlager, ovvero il campo degli zingari. Un marchio che, come la stella gialla per gli ebrei, rappresentava l’appartenenza ad una razza pericolosa, una minaccia per la sublime razza ariana. I nazisti, nella loro ossessiva ricerca della perfezione, avevano individuato teoricamente il gene che determinava l’istinto al nomadismo: il wandertrieb. Pertanto lo zingaro era considerato ladro, truffatore, assassino e nomade per cause genetiche. In questo modo, a distanza di mezzo secolo, erano state riportate in vita con maggior vigore e con l’avallo di una scienza fantasiosa le teorie lombrosiane, nelle quali si sosteneva che lo zingaro aveva un istinto ladresco. Insomma lo zingaro era predeterminato, nasceva ladro e delinquente e la logica conseguenza era l’incorreggibilità del suo comportamento. La Shoah degli zingari. Cronaca di un genocidio dimenticato
    Per approfondire: Porrajmos, l’Olocauso zingaro

  3. pino scaccia scrive:
    gennaio 27th, 2009 alle 16:31

    Cerchiamo di non ripetere gli errori, anzi le follie, del passato. Non solo ebrei, ma anche zingari e omosessuali. Razzismo, puro razzismo. Qualcuno purtroppo lo cavalca ancor oggi.

  4. Barba scrive:
    gennaio 27th, 2009 alle 16:44

    Ci sono stato qualche anno fa e il ricordo è ancora vivo. Il solo pensiero di quello che vi è avvenuto fa accapponare la pelle, mette a disagio. Era una grigia giornata di pioggia ed il silenzio, appena rotto da qualche voce sommessa e da qualche passo sul terriccio ghiaioso dei vialetti, sembrava dire che tutta quella umanità vissuta miseramente nelle baracche non c’è più. La fine di un mondo. Avrei voluto fare delle foto ma non ci sono riuscito. Le immagini e le sensazioni, però, sono ancora nella mia mente e non credo le potrò dimenticare.

  5. pino scaccia scrive:
    gennaio 27th, 2009 alle 16:55

    Io mi sento dentro ancora l’angoscia di quando sono entrato nelle cosidette “camere a gas”. Io ho fatto molte foto invece, ma le tengo da una parte, quasi nascoste.

  6. Sydbarrett76 scrive:
    gennaio 27th, 2009 alle 17:54

    io però credo che parlare di follia sia assolutorio. erano tutti pazzi? io non credo, a me sembra che fossero molto lucidi, organizzati, scientifici.
    l’infermità mentale è un’attenuante, questi (e i loro amichetti nostri connazionali) non ne devono avere, almeno per come la vedo io…

  7. elena scrive:
    gennaio 27th, 2009 alle 18:18

    In quegli anni l’Europa si è suicidata, ha sterminato parte della sua anima e ancora ne patiamo le conseguenze perchè sembra davvero che l’Europa non riesca a fare a meno del razzismo, dell’antisemitismo, del rifiuto del diverso.

    Si diceva mai più campi di concentramento sul suolo europeo, mai più genocidi, eppure poco più di dieci anni fa la follia si è ripetuta, anche in quel caso nel cuore europeo dell’ex impero austro ungarico e molti dei colpevoli sono ancora liberi, come diversi responsabili dello sterminio nazista non sono mai stati presi. perchè questa impunità?

    Ecco, io vorrei che questa giornata servisse non solo per non dimenticare, ma soprattutto “per non ripetere più”.

    Già lo so che sono un’illusa…

  8. elena scrive:
    gennaio 27th, 2009 alle 18:21

    dimenticavo: io non credo che si sia trattato di “follia”: era tutto scientemente programmato e realizzato. Un piano lucido, non folle, quello che non si riesce a capire è: perchè (o forse lo si riesce a capire benissimo, solo che è troppo doloroso da realizzare).

  9. giusy scrive:
    gennaio 27th, 2009 alle 18:44

    E’ giusto ricordare, e altresì spiegare alle nuove generazioni cosa è successo…ossia : “l’uomo ha fatto scempio dell’uomo stesso”.
    Ricordare, ricordare ancora… affinchè tutto ciò non si possa davvero più ripetere.

  10. ceglieterrestre scrive:
    gennaio 27th, 2009 alle 19:47

    Mi dispiace Pino, questo post non riesco a leggerlo.Ricordo! e non dimentico, ma sembra che la storia,continua a scrivere pagine macchiate di sangue, e ci regata tanta crudeltà.Ho paura che mi porterò appresso tutto questo.Un caro saluto

  11. Carmen scrive:
    gennaio 27th, 2009 alle 20:22

    Posso solo immaginare cosa abbia provato chi ha visitato quel posto… figuriamoci chi ci è entrato da deportato e non ne è uscito più!! da piccola vedevo quelle immagini in bianco e nero e immaginavo tutto come un film… invece tutto questo è successo davvero! in genere si tende a non parlere delle cose brutte perchè si preferisce dimenticarle… ma questo non si deve e non si può dimenticare, non si devono compiere altri “errori” simili!

  12. eleonora scrive:
    gennaio 27th, 2009 alle 20:31

    I superstiti vanno diminuendo, tra forse una decina d’anni non ce ne saranno più, è nostro compito mantenere vivo tutto ciò, continuare a parlarne, far conoscere cosa è stato l’Olocausto….
    Quest’anno sto vivendo con particolare angoscia tutto ciò, non so perchè, ma ho un magone dentro e vedere i vari speciali in televisione mi fa ancora più male…sopratutto è devestante sentire ancora gente dire che tutto questo non è mai avvenuto….
    Quindi tutti abbiamo il dovere di mantenere vivo il ricordo, per non ripetere più, PER NON DIMENTICARE

  13. lorena scrive:
    gennaio 27th, 2009 alle 20:50

    condivido ceglieterrestre non posso aggiungere altro al tuo scritto ,

  14. franca scrive:
    gennaio 27th, 2009 alle 20:54

    Arbeit Macht Frei
    Nelle tue miserie
    riconoscerai
    il significato
    di un arbeit macht frei.

    Tetra economia
    quotidiana umilta’
    ti spingono sempre
    verso arbeit macht frei.

    Consapevolezza
    ogni volta di piu’
    ti fara’ vedere
    cos’e’ arbeit macht frei.

    Canzone degli Area, gruppo rock anni Settanta

  15. nupi scrive:
    gennaio 27th, 2009 alle 21:17

    Visitare un campo di concentramento è comprendere la follia dell’uomo… Ho visto il campo di Terezin,vicino Praga,nel quale furono rinchiusi oltre 15.000 bambini.
    L’emozione è forte,sembra di profanare,camminando,i luoghi dove creature innocenti hanno dato la loro giovane vita.
    Il silenzio-nonostante la presenza di moltie persone-aleggia a ricordare che le parole non bastano davanti alla follia:ovunque i segni delle torture .
    I giovani dovranno costruire la Pace in nome di quell’uguaglianza sulla quale ogni giorno dibattiamo.

  16. Sissi scrive:
    gennaio 27th, 2009 alle 22:08

    Non riesco a pronunciarmi, scusate, ci provo e ci riprovo ma non trovo i termini. Anzi, semmai uno: che devo ‘contraddirmi’, momentaneamente, su ciò che ho scritto nell’altro post, parlando di “Coscienza”, negli esseri umani. La quale, semmai ridotta, a dir poco, a determinismi di natura fino allo stato della Bestia, comunque è insita in ogni essere umano. Ecco, qui non vale: qui la penso esattamente all’opposto. Non trovo esatto neanche il termine “follia”, seppur sappiamo che esiste anche la follia ‘lucida’, ma sarebbe un complimento chiaramente: la Follia per me appartiene a Geni quasi Divini, tipo un Mozart o un Caravaggio, che so. Per me… era un agglomerato di forze demoniache senza un Io, ecco l’ho detto. C’entra un cazzo la follia, – Pino scusa il termine stavolta – gli piacerebbe…. e mi fermo perchè dovrei usare dei termini indicibili.

    Mentre le parole di Etty… non solo toccanti, ma vibranti di Umanità vera che toccando il fondo, stordita dalla Sofferenza, da un Dolore neanche umano a sopportarsi, è riuscita ad elevarsi alle Altezze della Vita con una Dignità e Purezza indescrivibili. E l’altra tragicità è che, nel nostro secolo, sia ancora necessario far capire alla stupidità umana quanto Male riesca a generare.

  17. franca scrive:
    gennaio 27th, 2009 alle 23:07

    Manuela su Facebook,commenta così:

    “il terrore nelle membra … il sangue che si raggela nelle vene…i pensieri divengono marmo nel cervello…statue nude con un numero scolpito sull’esistenza…incespicano si trascinano e guardano il nulla d’intorno che odora di anime ….anche la neve si macchia di delitto…anche la neve diviene nera…e sono uomini donne vecchi bambini…avevano un nome un tempo un luogo un sogno ….una musica..una nenia sempre più lontana….Ci puo’ essere differenza nell’orrore???non distogliamo lo sguardo…teniamo viva la memoria come una ferita putrida e lacerata…deve continuare a farci male …per non dimenticare…MAI…

  18. Sheyda23- Lorena scrive:
    gennaio 28th, 2009 alle 00:11

    Dunque.
    Ho fatto un giro per i vari canali televisivi (mi spiace,non ho Sky,o la satellitare e roba varia,je regrette,lo so,sono un’animale in via di estinzione..),e noto un tentativo davvero blando,di onorare questa data.
    Qualche film sull’Olocausto qua e là,poi R.I.S.,poi quel programma insulso sulla macchina della verità,poi il programma glamour semiserio della rete più seguita dai ragazzi.

    A fronte di questo,in un dibattito interessante,che si tiene su una rete locale pugliese,parlavano di questione palestinese e soprattutto della Shoah,con interviste a ragazzi giovanissimi,arrivati in Italia come profughi,e che studiano qui in Puglia,professori,esperti della questione mediorientale,ed altri ospiti.

    Ad un certo punto,il conduttore del dibattito,visibilmente avvilito,ha riferito che una signora,in un’intervista,alla domanda:
    “Che cosa è la Shoah?”,avrebbe risposto:
    “E’ una LOCALITA’ DI VILLEGGIATURA”.
    Confondendosi con SHARM el SHEIK.
    Silenzio.

    Io ho avuto un nonno combattente nella Grande Guerra.
    Prigioniero di guerra a MATHAUSEN.
    Silenzio.Il MIO,questa volta.

  19. Sheyda23- Lorena scrive:
    gennaio 28th, 2009 alle 00:48

    Volevo scantonare per un momento dall’argomento di questo post,che rimane pur sempre in primo piano,per dirti una cosa,Pino.
    MammaFranca mi diceva che,se non ci facciamo vedere qui in Torre,la tua intenzione è quella di chiudere.
    Voglio chiederti di non farlo,Pino,Facebook passarà di moda,verrà superato,magari chiuderà per saturazione..
    Ma il “nostro” posto (scusa se dico “nostro”,ma mi ci sento talmente legata..) ,il nostro “Caffè” è questo!
    Lo dicevo all’inizio della “migrazione” su Fb,e non vorrei che finisse per allontanare,invece che avvicinare tutti noi della Torre.
    Ed io,che vi leggo quasi tutti i giorni,anche se non sempre commento,pur con la mia presenza altalenante,per ragioni..universitarie,non voglio perdere questa occasione di informarmi,apprendere.

    Viva la Torre!

  20. pino scaccia scrive:
    gennaio 28th, 2009 alle 01:01

    La Torre non chiuderà. Mai.

  21. franca scrive:
    gennaio 28th, 2009 alle 01:09

    Lorena,mi hai fraintesa.
    Intendevo che avrebbe chiuso per stasera.Tranquilla.

  22. Sheyda23- Lorena scrive:
    gennaio 28th, 2009 alle 11:24

    Ah,meno male..!
    Cominciavo ad agitarmi..Pant,pant..
    La Torre è un porto sicuro..

  23. Sissi scrive:
    gennaio 28th, 2009 alle 14:30

    …E sul sorriso che mi ha suscitato l’entusiasmo fanciullesco di Sheyda23, lo dico anch’io: VIVA LA TORRE!!!
    (Coscienza morale, apertura mentale, affetto reale… Bravi Bravi Bravi! come i Cavalieri della tavola rotonda.)

    P.s. Ho visto le foto di quei mostri… quelli dei post sotto.. su un altro blog, e non ci ha pensato nessuno ma dobbiamo fare un ELOGIO di cuore e ammirazione vera alle forze dell’ordine è . Hanno lavorato a tutto spiano, li hanno presi tutti e nel giro di poco! Bravi pure loro.
    Dai, che c’è speranza ancora… il Bene ancora c’è.
    Vi voglio bene a Tutti! a presto.

  24. Barba scrive:
    gennaio 28th, 2009 alle 15:09

    @pino La Torre non chiuderà. Mai. Voglio ben sperare! E’ un pò come la casa paterna. C’è chi ci viene più spesso, chi più di rado ma è il nostro punto d’incoltro. Il posto dove si sà di trovare gli amici fidati. Ancora grazie per questa opportunità di confronto che sei riuscito a mettere insieme. E grazie anche a tutti gli amici per il loro contributo. E grazie, ancora, a quelli che qualche volta definiamo “rompini” perchè ci danno l’opportunità di mettere alla prova il nostro spirito di tolleranza e di capire che non sempre tutti dobbiamo vedere le cose necessariamente dalla stessa angolazione..

  25. Marco scrive:
    gennaio 28th, 2009 alle 21:42

    Dal quando finì la Seconda Guerra Mondiale è cominciata la ricorrenza della Scioà ovvewro il Giorno in cui viene ricordato l’locausto degli ebrei per mani di Hitler e del Nazismo.
    Questo episodio come altri(fascismo, stalinismo, discrimanazione, schiavitù) sono fenomeni che fanno riflettere ed è bene che venghino ricordati perchè venga rifletutto sugli errori fatti ed evitare che non si riverifichi più una simile tragedia.
    La strumentalizazione arriva dalla Destra che dicono che la Sinistra ricorda questi avvenimenti perchè antagonisti loro ma di ciò che fecero loro(Foibe di Tito in IUgoslavia, Stalin in Russia, Poplott in Cambogia, Maotztung in Cina, in Russia il regime di Jaruzesky) loro non dicano niente. Quest’anno sono quaranta anni che si dette fuoco lo studente di Praga Jan Palack in Piazza San Vencesclao per protestare contro la dittatura. Non è stato il massimo perchèmai farsi del male, ma il suo gesto è stao una protesta per dire no alla dittatura. La sinistra ha sempre da accusare il fascismo con Mussolini, la dittatura di Pinochet in Cina, quella del Brasile con Silva, in San Salvador/El Salvador con Farabundo Marti che sono anch’esse dittaure gravi ma anche la sinistra ha le sue colpe, quindi il mio appello è che entrambi(sia da destra che da sinistra) riflettano sugli errori commessi dalle dittaure di quei tempi ed evitino il ripetrsi perchè lo diceva Anne Frank questa guerra finirà perchè orneremo ad essere uomini non solo ebrei. Gia Benedetto xv definì la Prima Guerra Mondiale “Inutile Strage”, nella seconda Pio XII(infamato per sessanta anni di essere stato il complice di Hitler) salvò più ebrei di qualsiasi altra persona, quando nel 1943 bombardarono il quartiere di San Lorenzo a Roma uscì dalle mura vaticane per prestare soccorso ai bisogni e per confortarli con la Parola di Dio. Come non ricordare il sacrificio di Don Alcide Lazzeri a Civitella o quello del Carabiniere Salvo d’Acquisto. Cito anche Giorgio Perlasca che non morì ma salvò la vita a molti ebrei, la stessa cosa la faceva il ciclista Gino Bartali quando falsificava i documenti per salvare gli ebri(fu arrestato, rischiò di morire ma fu liberato), lo stesso Cardinale Dalla Costa fece tanto per la povera gente, il Cardinale Thuan e altri.
    Concludo dicendo che la storia è storia tutta(salvati e quelli che non ce l’hanno fatta ma hanno sacrificato la loro vita per il bene della patria) non si deve differenziare nulla perchè la storia non si cambia, ma insegna.

  26. Sheyda23- Lorena scrive:
    gennaio 29th, 2009 alle 16:31

    Hihi..Grazie,signora Sissi,è stato un fraintendimento,in chat,su Facebook,tra me e MammaFranca.
    Ma,come vede,sì,su una cosa siamo tutti concordi: evviva la Torre!
    Anzi,su due. DEVE ESSERCI SPERANZA.

    Mi unisco al suo elogio alle forze dell’ordine,non dev’essere facile,per loro agenti,scoprire gli abusi perpetrati sui bambini,compiere le indagini,ascoltare le confessioni,visionare e distruggere i materiali sequestrati ai pedofili..Sono uomini,donne,madri,padri..

    Vorrei esprimere la mia opinione sulla castrazione chimica,la quale,con molta faciloneria,riscuote enorme successo,anche sul web.
    Secondo me,paventare la castrazione chimica,come pena per pedofili e stupratori,è una infallibile mossa demagogica: se,da un lato,potrebbe servire a placare le ire della gente indignata,quella che,magari,dopo due giorni,ha già rimosso l’accaduto,dall’altro,potrebbe essere completamente inutile dal punto di vista della punizione del reato commesso e del recupero di chi compie questi delitti.
    Il rischio,infatti,sarebbe quello di poter generare in loro altre forme di violenza,per cui,conseguentemente alla frustrazione fisica e psicologica subita,queste persone potrebbero diventare molto aggressive.Magari,compiere altri delitti.
    La nostra rabbia,l’indignazione è comprensibile,”fisiologica”.
    Ma sappiamo bene che,anche queste persone,hanno bisogno di aiuto.
    L.

  27. Cassandra scrive:
    gennaio 29th, 2009 alle 17:14

    Anche io ricordo.
    Non è stato difficile riuscirci: mi è bastato ascoltare chi c’era e credergli.

    Il resto è quel silenzio che trapela anche dalle fotografie.
    Quel silenzio urla.

    (grazie: apprezzo tantissimo un posto che dedica spazio alla memoria, come dovrebbe essere)

  28. Sissi scrive:
    gennaio 29th, 2009 alle 19:59

    Sheyda cara… quel “signora Sissi” please… mai più è!!! :(((

    Sì, comunque parlavo della particolare bravura degli agenti nei casi in questione non perchè prima non ne avessi fiducia ma per l’estrema difficoltà, secondo me, di questi ultimi casi – oltre che la ferocia – perciò mi hanno colpito particolarmente.

    Sulla castrazione chimica trovi in disaccordo anche me. All’atrocità di certi ‘individui’ vanno posti moolti limiti… naturalmente, per non nuocere, ma non si può ancora credere, nel nostro secolo, che la soluzione possa essere così meccanicistica, più corrispondente al regno animale che Umano.

    “Nel carro di Gordio, contadino frigio e futuro re, c’era un nodo che legava il giogo al timone, fatto con tale artificio, che non se ne potevano scoprire i due capi; un oracolo prometteva l’impero dell’Asia a chi riusciva a scioglierlo. Dopo parecchi tentativi infruttuosi Alessandro Magno tagliò il nodo con la spada”. R. Graves

    ‘Ora, a mio avviso, proprio questo atto di impazienza – in verità solo abile camuffamento di ignoranza, eppure tanto magnificato – ha costituito il principio del superamento di ostacoli e difficoltà attraverso vie d’uscita comode e sbrigative, ma non propriamente e profondamente risolutive. Senza “scoprire i due capi del nodo”, quindi “senza venirne a capo”. A questo principio si collega anche e soprattutto la chirurgia, anch’essa considerata con tanta esaltazione e sempre proposta con grande enfasi, mentre la si dovrebbe suggerire solo in casi di estrema necessità e “a testa bassa”, con mortificazione, risultando quale espressione di un fallimento rispetto alla vera conoscenza dei fatti reali e delle loro cause. A questa consuetudine si associano pure la ricerca e l’utilizzazione di espedienti – cosiddetti terapeutici – diretti alla rimozione esclusivamente sintomatica dei disturbi, ad esempio: analgesici, antipiretici, sonniferi, sedativi, tranquillanti e così via… E’ certamente a tale riguardo che Goethe si esprime in modo molto severo in questi termini:
    Anche il medico deve essere produttivo se vuole sanare gli altri, e, se non lo è, potrà riuscire con questa o quella cura, come per caso, ma nel complesso egli non sarà che un “mediconzolo” ‘.
    (prima che si incaxxano i chirurghi… ovvio che non è possibile disconoscerne i valori in particolari situazioni, soprattutto in caso di interventi relativi alla traumatologia, ma anche in questi casi bisogna evitare di confondere il restaurare, il ripristinare, il rimettere in buono stato con l’esercitare una vera azione terapeutica).

    A te Sheyda, con affetto e sorriso per la tua spontaneità viva e divertente.. – com’era? Pant..pant.. ;))) – ma guai a te se mi fai sentire vecchia capitooo??? :-) Baci

    (un poemino… ‘stavolta’…)

  29. ceglieterrestre scrive:
    gennaio 31st, 2009 alle 00:43

    Sono contenta, che la torre non chiuderà, anzi illumina il nostro mare.Un caro saluto buon volo gabbiano.

  30. Toni scrive:
    gennaio 31st, 2009 alle 16:58

    l’olocausto è stato il tragico frutto di una velenosa ideologia neopagana. Purtroppo l’Europa aveva (e ha) dimenticato le proprie umanissime radici cristiane sviluppatesi nei secoli per opera della Chiesa.

  31. Sheyda23- Lorena scrive:
    febbraio 1st, 2009 alle 01:00

    Va bene,Sissi,d’ora in poi,ci si dà solo del tu!
    Ma non era assolutamente mia intenzione,farti sentire così,ma sai,è un’abitudine che ho,una deformazione trasmessami da papà..!!Hihi..
    Sono d’accordo con te sia sul lavoro delle forze dell’ordine,infatti intendevo sottolinearne l’efficacia,nonostante non sia facile farlo,sia sulle sbrigative e demagogiche soluzioni di pena che tanto successo riscuotono tra la gente indignata davanti alla tv o al web..
    Ricambio il sorriso e ne mando uno a tutta la Torre!
    (..Siamo così tanti,mi verrà una paresi..!)

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