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La cucina italiana

By pino scaccia | febbraio 12, 2009

Brasilia. Quello che non ti aspetti. Stiamo seduti al ristorante quando arriva un omone in completo grigio scuro circondato dalla scorta. Toh, è Gilmar Mendes, il potente presidente del Supremo Tribunal Federal, l’uomo da cui dipendono in gran parte le sorti di Battisti. Dice: e allora? Ma la notizia è che il ristorante è “Trattoria da Rosario”. Il proprietario, un simpaticissimo napoletano da vent’anni in Brasile, ci dice che il presidente viene spesso qui. Insomma, la notizia è grossa: Gilmar Mendes ama la cucina italiana. Una scelta che potrebbe risultare decisiva… L’incontro è vero, la battuta solo uno scherzo per salutare in qualche maniera la capitale di questo Paese incredibile, unico. Domattina lasciamo Brasilia, ma per arrivare a Roma passiamo per Rio. Un paio di giorni per vedere se è vero che il Brasile-Brasile è quello. La vita da gabbiano sarà pure faticosa ma, ricordate?, è sempre meglio che lavorare.

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Topics: brasile | 10 Comments »

10 risposte per “La cucina italiana”

  1. Sissi scrive:
    febbraio 12th, 2009 alle 22:56

    Già! Ma dopo Brasilia… da Rio ne voglio un mare… di fotografie!
    Tante è, pure di Copacabana, più che puoi! Troppa tristezza ultimamente. Non sia mai a qualcuno venga in mente di trasferirsi.. e io mi aggrego..

  2. ceglieterrestre scrive:
    febbraio 13th, 2009 alle 01:06

    Ma certo che è meglio,atrimenti che ci racconti.

    Il canto delle sirene

    Gabbiano vola alto,
    guarda anche per noi
    l’ azzurro dell”oceano.
    Portaci una grande conchiglia,
    che racchiude il respiro del mare
    e il suono delle onde.
    Fai attenzione!
    non fermarti sugli scogli,
    troverai sulla sabbia
    mille incantatrici che t’ aspettano.
    Sirene che ondeggiano il corpo
    il ventre in una danza frenetica
    il loro canto sensuale stordisce,
    attirano chi si ferma a guardare.
    Gabbiano ricordati di Ulisse,
    e il canto delle sirene,
    loro cantano… cantano…cantano
    fino a stordirti la mente.
    I gabbiani prigionieri di quei suoni
    si fermano a guardare storditi
    cercano …cercano la luce del faro
    ma loro ammaliatrici
    cantano… danzano fino a farli smarrire…

    franca bassi

  3. franca scrive:
    febbraio 13th, 2009 alle 01:28

    Ceglie,fossero solo in Brasile le sirene incantatrici di…gabbiani!

  4. ceglieterrestre scrive:
    febbraio 13th, 2009 alle 09:45

    Buongiorno Franca, hai perfettamente ragione, ma dove il sole riscalda sempre la terra, i corpi nudi delle sirene si colorano e riflettono di una luce speciale! Ciao Gabbiano, perdonami se ogni tanto gioco, è difficile per me non rispondere,al richiamo dei gabbiani;)

  5. Barbara Brunati scrive:
    febbraio 13th, 2009 alle 10:57

    Mantenendo un fondo ironico, possiamo elaborare una breve riflessione filosofico-culinaria: il destino di una persona, a lungo discusso in un tribunale, può essere attaccato ad un filo?Sì, ma di spaghetti. Rosario, la decisione di Mendes può dipendere anche da te…

  6. Sydbarrett76 scrive:
    febbraio 13th, 2009 alle 11:24

    ma non fa un po’ provinciale mangiare nei ristoranti italiani all’estero? :)

  7. pino scaccia scrive:
    febbraio 13th, 2009 alle 20:06

    No, fa provinciale mangiare nei ristoranti esotici locali per poi raccontarlo in Italia… In quindici giorni (trenta pasti) due volte gli spaghetti ci stanno proprio bene. Specie per chi passa quasi tutto l’anno fuori.

  8. Toni scrive:
    febbraio 14th, 2009 alle 19:06

    Quello della gola è davvero un brutto vizio. Di cui si diventa schiavi. Quant’è ridicola, e anche un pò schifosa, certa gente che, seduta al tavolo, seria e con l’aria di cerimonia è tutta intenta a ingozzarsi di grassi, quasi che mangiare fosse uno dei fini della vita.

  9. Stella scrive:
    febbraio 15th, 2009 alle 20:45

    Oh mio Dio…ma questo è delirio puro! Qui davvero bisogna prendere un provvedimento… Sono senza parole, davvero.

  10. Sissi scrive:
    febbraio 17th, 2009 alle 02:15

    Eh ma condivido Toni…
    La sigaretta è un piacere perfetto: è squisita e lascia insoddisfatti. che si può volere di più? ma è il mio preferito O. Wilde! :)))

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