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Africa, le parole e i fatti

By pino scaccia | marzo 18, 2009

La recente visita del Papa in Africa e le sue dichiarazioni riguardo a certi temi così importanti per il Continente Nero, in primis la piaga dell’ Aids, mi ha portata a pormi tanti interrogativi. Da cattolica praticante dovrei prendere per oro colato tutto ciò che il Pontefice afferma, consiglia, impone. E invece non è così, perchè per fortuna ho ancora la capacità di discernere ciò che, secondo la mia opinione, è giusto e cosa no. E so che tanti sono i luoghi comuni, le frasi dette e ridette…ma ho sempre pensato che la Chiesa potrebbe fare molto di più per gli “ultimi”, per i più poveri, per i “sommersi”, sia sul piano economico che spirituale. Sono sicura che qualcuno mi risponderà che la Chiesa non è il singolo sacerdote nè il Papa, però sono suoi rappresentanti. E se l’ esempio non viene da loro, da chi dovrebbe venire allora? Una delle prime affermazioni del Santo Padre, quasi ancor prima di mettere piede in Africa, è stata “l’ epidemia di Aids non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi”. Il Papa ha indicato come unica strada efficace quella di un “rinnovo spirituale e umano” nella sessualità. Rinnovo umano e spirituale…già. Ma come possiamo chiedere ciò ad un popolo che vede morire giorno dopo giorno i suoi bambini e le sue donne? Come possiamo chiedergli di non usare il preservativo, perchè è peccato, se quel affarino può evitare che nasca un altro bimbo malato? E come si può dire che bisogna “soffrire con i sofferenti” noi, che ogni giorno ci sediamo a tavola a consumare i nostri pasti, che ci laviamo anche più del dovuto e che possediamo anche più del dovuto? Se poi un qualunque cittadino africano vedesse il modus vivendi di chi professa la povertà, la castità, il sacrificio…beh, credo che gli riderebbe in faccia! E si badi bene che non mi riferisco al Papa, tuttavia non esente dalla mia amara considerazione. Mi riferisco a tutti i rappresentanti della nostra Chiesa. Allora, cosa dire? Più fatti e meno parole. Più soldi per i poveri e meno per chi non ne ha bisogno. Più cure e più rimedi per i malati veri. Maria Stella Carbone

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Topics: africa | 29 Comments »

29 risposte per “Africa, le parole e i fatti”

  1. franca scrive:
    marzo 18th, 2009 alle 14:53

    Non entro in merito alle parole del Papa.
    La Chiesa,cara Stella,fa.Sostieni che non è abbastanza.Può essere.Ma,cosa vuol dire “abbastanza”?
    Questi discorsi,per me demagogici,lasciano il tempo che trovano.I Missionari che,si adoperano per gli ultimi,perdendo anche la vita,è Chiesa.Io,sono Chiesa,tu sei Chiesa.
    Nella sua ultima e-mail,speditami dalla mia amica Manuela(suora Trappista) dall’Angola(uno dei paesi africani visitati adesso dal Pontefice,mi scrive:”…le idee sono molte perchè diventi reale la risurrezione di questo popolo che tanto ha sofferto e soffre.Il dopoguerra è duro soprattutto perchè la politica è sporca e i soldi finiscono per la maggior parte nelle tasche dei dirigenti.Siamo troppo piccole,noi suore,per fare una rivoluzione politica,cerchiamo per lo meno di essere canali di Dio e fare intorno a noi una piccola rivoluzione d’amore…
    Irma’ Manuela.

  2. Stella scrive:
    marzo 18th, 2009 alle 15:30

    Infatti il problema non è solo la Chiesa, perchè nel periodo dell’ ultimo vertice della Fao, a Roma se non erro, sappiamo bene che i presidenti di paesi africani sono arrivati con automobili lussuose e hanno preteso di alloggiare in alberghi di lusso. E sappiamo anche che le sedi di tante associazuoni umanitarie sparse in giro per l’ Africa sfoggiano un lusso esagerato, mentre nei dintorni c’è una miseria incomprensibile. E queste constatazioni vengono da chi in Africa c’è stato… Allora, vero è che la Chiesa siamo noi, ma io non posso accettare che i suoi rappresentanti predichino bene e razzolino male. Carità, obbedienza, astinenza… Povertà… La Chiesa è povera secondo te? E poi perchè non esprimi un parere riguardo alle parole del Papa?

  3. Stella scrive:
    marzo 18th, 2009 alle 15:41

    E ho dimenticato una cosa: non nego la presenza dei missionari nelle terre dove c’è bisogno di loro, anzi, ne conosco anche io alcuni e so quanto vale il loro lavoro ed il loro impegno. Allo stesso modo ci sono quelli che non appartengono alla Chiesa e svolgono lo stesso servizio, tra i poveri, tra gli ultimi, tra gli emarginati. Sono da apprezzare tanto, ovvio. Ecco, loro incarnano il vero spirito della Chiesa, sono loro a mettere in pratica i veri e genuini insegnamenti di Gesù ed è ovvio che non è necessario indossare una tunica per farlo. Ciò che io dico è l’ importanza dell’ esempio. Quale esempio danno coloro i quali vivono nel lusso ma predicano la povertà e la carità? E non potrai farmi cambiare idea sul fatto che sono in tanti, troppi!

  4. franca scrive:
    marzo 18th, 2009 alle 15:57

    La Chiesa,non è povera, ma aiuta i poveri più di ogni altro organismo o altro Stato o associazione.Dimostrami il contrario.
    Parafrasando una frase evangelica,dico:” Vediamo la pagliuzza nell’occhio del fratello e non la trave”.Ossia,critichiamo per quello che non fa e non per quello che fa.
    Sulle parole del Pontefice,non è che abbia timore ad esprimermi.Credo che,oltre ad essere il successore sulla Cattedra di Pietro è anche il capo di uno Stato.E spesso questo viene sottaciuto.Come tutti i capi di Stato ha una politica interna(che si può accettare o meno) a cui deve attenersi.

  5. elena scrive:
    marzo 18th, 2009 alle 16:05

    Io entro in merito delle parole del papa perchè gli ammalati di aids o gli hiv positivi negli ospedali africani li ho visti con i miei occhi nei loro occhi e tornerò a vederli. Se Sua Santità avesse visto con i suoi occhi le dimensioni del problema di come sia difficile e complesso affrontarlo probabilmente cambierebbe registro. Le sue parole non aiutano certo ad arginare il problema, anzi. Laggiù l’HIV è considerato una “brincadeira” (cioè una burla) e ci manca solo che ci venga a dire che i preservativi non risolvono il problema, (preservativi che laggiù tra l’altro NESSUNO usa, non è da uomini virili e tanto le donne nessuno le ascolta…) e ci venga a parlare di rieducazione alla sessualità. Mica è in visita in Baviera, ma in luoghi dove la tradizione culturale con fortissimi influssi magici è ben radicata e forte.
    L’HIV sta decimando generazioni, eppure qualcuno non sembra accorgersene.

    (PS: si evita la nascita dei bambini malati attraverso il taglio cesareo delle madri estraendo tutta la sacca ed evitando così il contatto del sangue del neonato con quello infetto della madre… ah, ma spessissimissimo capita che le madri non vadano neppure in ospedale (che tra l’altro spesso non esiste o è lontanissimo e quasi da raggiungere a piedi per una donna incinta) ma si rivolgano ai “curandeiros” locali, i quali certo non operano secondo i canoni delle medicina occidentale..)

  6. pipistro scrive:
    marzo 18th, 2009 alle 16:07

    Sull’atteggiamento dei paesi ricchi rispetto a chi non ha il necessario per sopravvivere – leggi: FAO – avevo vignettato a suo tempo. E naturalmente non fa ridere.

    link

    Sull’AIDS e sul virus HIV (sono due cose diverse) in Africa, su come venga diagnosticato e sulle relative statistiche ci sarebbe da discorrere a lungo, sottolineando che pari attenzione e fondi dovrebbe avere la lotta ad altre malattie assolutamente debellabili, quale la malaria.

    Una parola volante e naturalmente non richiesta sull’atteggiamento del Papa. Non si può pensare che non abbia inquadrato perfettamente il problema e ben valutato le conseguenze delle parole usate per esprimere il punto di vista della Chiesa di Roma. Con ciò accettando quanto inopportune e controproducenti possano essere, soprattutto per i tanti che, su questa terra prima che altrove, sono certi di vivere e malamente muoiono. Il che – a mio avviso – è assai grave.

  7. lorena scrive:
    marzo 18th, 2009 alle 17:14

    Maria Stella , leggento il tuo post mi sono sentita meno sola , condivido tutto propio tutto, compreso il fatto che molte ONLUS spendono soldi pubblici per fare progetti costosi e mai realizzati.
    Io vorrei invece spendere una parolina pr questo Papa che ha fra le altre cose riabilitto i Lefreviani , “in questo modo rinnegando il concilio” conservatori e negazionisti , andando verso una deriva conservatrice e retrogada, altro che chiesa dei poveri per i poveri .
    Un grande omaggio ai missioari che tanto fanno per portare un pò di luce e soprattutto di pane a tante poverà, organizzandosi con aiuti di tanti volontari che dall’italia in vario modo inviano soldi e aiuti .

  8. Stella scrive:
    marzo 18th, 2009 alle 20:10

    Lorena, chiamami Stella, che è il nome con cui già mi conoscete.
    Franca, si vede ciò che non fa invece di ciò che fa perchè è come dire che guardiamo di Berlusconi le cose negative che fa e non quelle che non fa. Il “compito” della Chiesa qual è? La cura delle anime, non delle anime di coloro che già credono, che vivono bene, che non muoiono giorno per giorno a causa di malattie, fame e sete. MA soprattutto le anime di chi è dimenticato da tutti. E ribadisco il concetto dell’ esempio, che non è affatto secondario, perchè se si vedono certe cose, la fede pian piano si affievolisce. Tant’è che se parli con molto dei laici impegnati in missioni umanitarie, troverai anche chi non è proprio cattolico praticante! Un mio amico, giovane sacerdote, è stato spesso in Africa in missione… bel gesto… Ma quale esempio dai se poi giri con una bmw fiammante e nuova di zecca?

  9. franca scrive:
    marzo 18th, 2009 alle 20:19

    “Il Santo Padre ha ribadito le posizioni della Chiesa Cattolica e le linee essenziali del suo impegno nel combattere il terribile flagello dell’Aids: primo, con l’educazione alla responsabilità delle persone nell’uso della sessualità e con il riaffermare il ruolo essenziale del matrimonio e della famiglia; due: con la ricerca e l’applicazione delle cure efficaci dell’Aids e nel metterle a disposizione del più ampio numero di malati attraverso molte iniziative ed istituzioni sanitarie; tre: con l’assistenza umana e spirituale dei malati di Aids come di tutti i sofferenti, che da sempre sono nel cuore della Chiesa”

  10. franca scrive:
    marzo 18th, 2009 alle 23:55

    Aids, dall’Uganda la conferma:
    ecco perché il Papa ha ragione
    La posizione del Papa sull’Aids? Realista, ragionevole e scientificamente fondata.Lo sostiene Filippo Ciantia, un medico responsabile dell’ong italiana Avsi che dal 1980 vive e lavora in Uganda, uno dei paesi africani più colpiti dal virus.

    L’esperienza, dice Ciantia, suggerisce che l’approccio farmacologico è insufficiente: i dati dimostrano che l’Aids è diminuito quando si è lavorato per modificare i comportamenti sessuali e gli stili di vita delle persone, cosa che a sua volta deriva da un lavoro di informazione e educazione che coinvolge le famiglie, le donne, le scuole. Il governo ugandese, che ha puntato su questo approccio, ha dimostrato che questa è l’unica strada che funziona: la prevalenza dell’Hiv è passata dal 15% del 1992 al 5% del 2004.

    Eppure c’è una notevole ritrosia a intervenire su questo terreno perché si dice che in nome della libertà non è lecito intromettersi nelle scelte della gente. «Ma allora perché lo si fa con le campagne contro il fumo, l’alcol, la droga?». ha detto ancora Ciantia. Fondamentale per il successo conseguito in Uganda è stato il coinvolgimento dei leader religiosi e delle comunità locali, che hanno collaborato a combattere lo stigma nei confronti dei malati e ad offrire una compagnia umana che è stata capace di rilanciarli nella vita. È un piccolo miracolo quotidiano, un’esperienza d’amore più contagiosa del virus.

  11. Vittore Saladino scrive:
    marzo 19th, 2009 alle 09:52

    Sono abbastanza preoccupato per il fatto che le persone, soprattutto i giovani, sono ingannati quando viene offerta loro la protezione totale, mentre in realtà essa non esiste.

    Le dichiarazioni che riflettono la dura realtà dell’insuccesso del condom, fatte addirittura dalle agenzie internazionali e nazionali, insieme a studi scientifici ed esperienze di vita reale, smentiscono totalmente le accuse rivolte contro la Chiesa: specificamente, quelle secondo cui la Chiesa contribuirebbe alla morte di milioni di persone, non promuovendo né permettendo l’uso dei condom nella lotta contro l’epidemia. Ma non dovrebbe essere l’opposto: cioè, che coloro che promuovono il condom senza informare appropriatamente il pubblico dei suoi tassi di insuccesso (sia nel suo uso perfetto sia in quello tipico, e i rischi cumulativi), hanno condotto, conducono e continueranno a condurre molti alla morte? Non sono tante le vittime di un falso senso di sicurezza ingenerato da campagne che promuovono il «sesso sicuro», ignare dei molteplici fattori che portano all’insuccesso del condom?

    Ci sono persone a rischio di contagio, sebbene esse pensino che le loro relazioni sessuali, dal punto di vista sanitario, siano assolutamente sicure. Quante vittime cadono in questo errore! Esse avrebbero assunto un atteggiamento diverso, almeno fino ad un certo punto, se avessero ricevuto una informazione più valida ed oggettiva. Infatti, un gran numero di fonti che forniscono un’informazione corretta sulla inefficacia del condom sono pubbliche, ma, molte altre, evidentemente, non sono ben pubblicizzate. Il semplice fatto che l’intervento del Pontefice abbia portato le persone a dubitare, ad un certo punto, della efficacia dei condom nella prevenzione dell’infezione, penso che sia già un servizio opportuno. La invito soprattutto a riflettere sul perché, malgrado l’invito alla promiscuità fatto dalla campagna del «sesso sicuro» e nonostante la distribuzione di enormi quantità di profilattici laddove l’epidemia è più diffusa, il problema dell’infezione sia divenuto ancor più grande.

    Il pubblico deve essere informato che il condom non garantisce una totale protezione contro l’AIDS ed altre MTS. Nello stesso modo in cui le sigarette riportano l’avvertimento che il fumo che producono è pericoloso per la salute del fumatore e di chi gli sta accanto, forse si dovrebbe richiedere per i condom che riportino un’etichetta con l’avviso, sulle loro confezioni e sugli scaffali e gli apparecchi distributori, avvertendo che essi non garantiscono una protezione totale contro l’HIV/AIDS e le MTS, o che non sono sicuri.

    Bisogna impedire a coloro che usano il condom di contrarre un’infezione che essi ritengono sia impossibile contrarre, e che fino ad oggi ha avuto conseguenze letali.

  12. lorena scrive:
    marzo 19th, 2009 alle 17:29

    Credo che Franca abbia ragione quando dice che il compito del S Padre è ribadire le posizini della Chiesa è evidente che non può essere che così, inoltre mi fa piacere che si parli di sessualità responsabile , anche se è legata al matrimonio.
    Poi occorre vedere chi saranno le persone che andranno ad educare, perchè se educare è rinunciare alla sessualità furi dal matrimonio in africa è un po’ più complicato , l’amore è abbastanza libero a parte la Somalia che con l’ifibulazione ed il controllo che gli uomini hanno sulle donne è più complesso .
    Gli africani in genere negano l’esistenza dell! AIDS ,capisco ,con i casini che hanno per vivere non si possono preoccupare di una cosa che ai loro occhi è una delle tante , inoltre non hanno neppure i soldi per curarla questa AIDS.
    Invece io credo sempre pronta a ricredermi, prima di parlare di condom, di amore responsabile, permettiamo ed investiamo sulla scuola, chiesa compresa, solo togliedo la gente dall’inignoranza si potra’ parlare di amore responsabile.
    Quando a mio nonno , poverissimo , (8 figli nati 4 morti , per la miseria per la fame, quando un figlio stava male doveva attaccare il carretto andare lontano in paese a prendere il medico in media sette otto ore e quando arrivava il piccolo era morto)gli chiedevano perchè tanti figli in quella miseria?, rispondeva” quando faceva buio era l’unica cosa divertente che si poteva fare , gran parte dell’africa è così , potremo noi parlare di sessualità responsabile?, Bisogna investire nelle cure , nella prevenzione, nell’istruzione , forse è l’unica prevenzione possibile

  13. Toni scrive:
    marzo 19th, 2009 alle 20:05

    Benedetto XVI è un grandissimo Papa. Non è stato certo un caso il ruolo centrale che ha svolto durante l’intero pontificato di Giovanni Paolo II, che lo pose quale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Ed infatti ne è diventato il degno successore sulla Cattedra di Pietro. Ringrazio Lo Spirito Santo di questo. Aggiungo solo una cosa: nessuna personalità laica o religiosa che sia, in tutto il mondo, ha l’autorevolezza morale ed intellettuale di Benedetto XVI. Ripeto: nessuna al mondo ! Se qualcuno non è daccordo faccia pure dei nomi.

  14. Ste scrive:
    marzo 19th, 2009 alle 22:43

    Le cose dette da Saladino sono la cosa piu’ antiscientifica mai sentita, in buona compagnia con quanto detto dal Papa. Il preservativo, se usato correttamente da protezione praticamente totale. Viene detto che da protezione al 99% perche’ il 100% non viene garantito da nessuno, in nessuna situazione della vita. Il preservativo permette di prevenire molte morti e la dottrina della Chiesa cattolica sul preservativo, e chi la diffonde, sono fonti di morte e di dolore, altro che di vita. Vogliono che si partorisca nel dolore, nella morte, specialmente in Africa. Preferiscono che uno nasca, ma che crepi di fame dopo una settimana, piuttosto di ammettere qualsiasi mezzo di riduzione delle nascite. Se una cosa del genere l’avesse detta un qualsiasi medico, l’avrebbero messo in manicomio, ma l’ha detta il Papa, che, detto fra noi, perde il consenso ovunque. La stessa cosa orrenda, era stata detta con parole diverse anche da Giovanni Paolo II in visita nelle Filippine. Peraltro la dottrina morale della Chiesa non e’ un dogma, e potrebbe essere cambiata in qualsiasi momento. Speriamo che qualche cardinale, futuro Papa, abbia un briciolo di apertura mentale.

  15. Sissi scrive:
    marzo 20th, 2009 alle 01:33

    ahahahahahah! io non commento è più forte di me… uscirebbe un poema. Voglio solo dire che d’ora in poi prima di far sesso… anzichè il condom leggerò i giornali e le… statistiche! in base al calcolo delle probabilità, poi, wow!.. come la roulette russa!!
    Ah, la stessa cosa vale per i nostri figli… naturalmente. O sia mai che uno predica in un modo, ma per se stesso agisce in un altro?!
    No, ai figli bisogna dire: in caso di rischio Aids non usare precauzioni ma leggi le…statistiche!!! ahahahahahahahahah!!! Ma è geniale, è… una piece teatrale! Vi prego fateci uno spot! Geniale.
    Del resto le statistiche hanno la loro importanza: sappiamo che anche per la pena di morte è lo stesso, le statistiche dimostrano che non diminuisce i reati. E sappiamo bene quanto si è battuta la Chiesa contro la pena di morte… avendola eliminata, di recente… – e ora le statistiche le lascerei stare per sogni sereni e colorati d’oro – Notte.
    ahahahahahahahah!!! però mi viene da ridere è inutile, ho sempre pensato che ognuno ha un’ utilità nella vita: io nell’aumentare la qualità della Pazienza in chi mi sta intorno… e alcuni per l’ilarità contagiosa che mi suscitano che senza quella vivo male. Grazie! :)))

    P.s. dimenticavo, per sicurezza ulteriore: leggerò anche le scritte sul pacchetto dei preservativi… se le facessero, in effetti, si convincerebbe anche il mio (ex) fidanzato che non sono sicuri, visto che lui sceglie quelli coi disegnini dei cartoni animati. Oh, cresciamo un po’ insomma! ahahahahah scusate l’argomento è serio ma è più forte di me.

  16. Sissi scrive:
    marzo 20th, 2009 alle 02:56

    Seriamente ora: l’Africa mi sta a cuore. Sappiamo bene quello che abbiamo sulla coscienza… con loro. E mi stupisco sempre di quanto siano dolci e umani e…dolcissimi è inutile, di una tenerezza infinita gli africani. Per non dire dei bambini…ma basta perchè mi sembra tutto talmente di una cattiveria infinita, come vanno le cose intendo, e il menefreghismo e il disprezzo..che si dimostra verso loro, sfruttati da sempre, agonizzati, e tutt’ora martiri coi giacimenti che avrebbero, Hanno… ma costretti fino alla fine a vite infernali. I rifiuti… scaricati addosso, quando gli manca perfino l’acqua… E martoriati dai loro stessi ‘signori’ eh, ora, visto che c’è chi pasteggia ad aragoste e champagne per i compleanni. Della serie: l’esperienza insegna… proprio.
    Oggi ero da Feltrinelli. E lo sapevo che non avrei potuto resistere alla tenerezza Dignitosa del venditore di libri africano. Lo sapevo. Mi sento sempre a disagio: sapete quel senso di solidarietà misto a ‘colpa’, perchè vorresti far di più, e non sai come, perchè.. perchè ti immedesimi, la coscienza si agita, anche in quello più anziano e con l’aria stanca e rassegnata, e la coscienza si riagita.. cioè sta male, rimorde, non di chissà cosa poi, mica decido le sorti del mondo, ma..di Compassione, di desiderio di aiuto vero, di cambiamento vero… di tutti con tutti. Vabbè la faccio breve: inizialmente gli ho dato, ma senza libro (altro atteggiamento che odio.. perchè non si sublima l’altro, solo che sarebbe andata così per le lunghe perchè io lo so LO SO che lui avrebbe parlato per ore e io non posso essere sempre la solita sfasata che sta lì insomma è difficile da spiegare). Ma poi all’uscita mi ha ‘ripreso’, e lo sapevo, e con lo sguardo sorridente ma pieno di Dignità e serio mi ha detto, con umanità infinita! mi ha detto: E’ per l’Africa. Per noi è importante diffondere la nostra cultura, le nostre usanze.. Un sorriso luminoso, di entrambi, riconoscimento e riconoscenza… attraverso il cuore, la Dignità di Umani, quell’essere semplicemente e Sentire… nella Dignità di Umani.
    Il libro, il primo a caso che mi ha dato, si intitola La sposa degli dèi.
    …………………… ecco… vedi?…
    Dovrebbe essere arrivato il mio senso dell’ironia… umorismo :))) e dunque sorrido.
    Ma preferisco concludere con una frase del libro: “Nessuno avrebbe pensato che Kossivi, figlio di Mambono, nipote dell’Hunò Briyawo, sarebbe finito così, come un’ombra silenziosa, lugubre, errante preda e bersaglio degli impietosi giochi dei fanciulli di Dugà. Le malelingue dicono che è una vittima dei vodù di suo zio, l’hunò Briyawo. Altri sostengono che ha voluto vedere oltre la notte.”
    Kossi Komla-Ebri.

    In attesa che faccia giorno… per noi… Buonanotte.

  17. Ste scrive:
    marzo 20th, 2009 alle 07:55

    Il Cardinal Martini ha molta più autorevolezza e soprattutto umanità di Benedetto XVI che farà porterà la Chiesa ad un punto di non ritorno.

  18. Ste scrive:
    marzo 20th, 2009 alle 08:01

    I missionari, invece, i profilattici li distribuiscono: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200903articoli/42068girata.asp

  19. Sydbarrett76 scrive:
    marzo 20th, 2009 alle 11:29

    mi chiedo se B16 pensa anche che la maniera più efficace di evitare gli incidenti stradali è non guidare….

    bah…

  20. Ste scrive:
    marzo 20th, 2009 alle 17:07

    E’ solo sessuofobia, questa è anche l’unica ragione della contrarietà della Chiesa cattolica all’uso del profilattico, al sesso prematrimoniale, etc…. Non ci sono questioni dottrinali… Basta guardare nel caso dell’ aborto che era accettato dalla Chiesa nei secoli passati… E’ un ossessione. Dovrebbero mettere come peccato mortale il fabbricare armi atomiche, non il fare sesso con preservativo.

  21. Sissi scrive:
    marzo 20th, 2009 alle 17:12

    Comunque per chiarire, è ovvio che il problema dell’Aids non si risolve col profilattico e basta. Chiaro che servirebbe riguardare tutto… da un’altra ottica, di valori che si son persi. Ma parlandone anche con mia zia, cattolicissima praticante, anche lei sostiene che di fronte a una piaga tale come l’Aids… ci si cerca di proteggere in qualche modo. Va da sè, insomma. Lo ripeto, sono cattolica anch’io, e in senso Vero. Anzi, ho pure un ‘mio’ prete preferito da cui vado spesso e a cui faccio donazioni. Quindi. E’ solo che l’ironia a volte mi esce…. e scusate è. Anche perchè ci sarebbe tutto un mondo da rieducare, se è per questo, in materia di sesso, visto che i genitali sono chiamati così perchè vengono dal “generare”…. dunque non per egoistici divertimenti..degeneranti. E infatti, la malattia dell’Aids colpisce la sfera sessuale, non a caso. Quindi io sono d’accordo che serve urgentemente una rivalutazione di tutto, ma rimango dell’idea che chiunque di noi si proteggerebbe… da rapporti a rischio.
    Un saluto a tutti.

  22. Stella scrive:
    marzo 23rd, 2009 alle 13:30

    Io capisco che il Papa debba affermare certe cose, è il suo ruolo, però davvero qui si rasenta il ridicolo. Perchè allora veramente bisogna iniziare una campagna, presso i giovani, di vera informazione sull’ uso del profilattico. Quando invece all’ “educazione sessuale”, su cui punta il Papa, credo che in un paese come l’ Africa sia impossibile attuarla, e non perchè noi siamo su di un piedistallo e loro sotto di noi. Ma perchè l’ Africa ha bisogno di tante, troppe altre cose prima dell’ educazione sessuale. Ha bisogno di cibo, di acqua, di cultura (che la aiuti poi ad acquisire coscienza dei propri diritti), di attenzione, di solidarietà, di aiuto, di amore. Cosa se ne fanno dell’ educazione sessuale? Il mondo non può essere visto con uno sguardo generico, ossia non si può guardare all’ Africa, all’ Asia, all’ America con lo stesso, indistinto sguardo, perchè le esigenze sono diverse e ad ogni realtà, ad ogni problema bisogna riservare l’adeguato trattamento.

  23. Toni scrive:
    marzo 23rd, 2009 alle 17:51

    quelli che hanno in testa sempre il preservativo evidentemente un motivo ce l’avranno…

  24. franco scrive:
    marzo 23rd, 2009 alle 18:09

    una volta magalli disse al disturbatore paolini che sventolava il preservativo: “il guaio e’ che non lo ha usato tua madre”….
    capito?

  25. Stella scrive:
    marzo 23rd, 2009 alle 20:30

    Già…peccato che all’ epoca della tua nascita non s usavano!
    E’ come chi dice o pensa sempre le stesse cose. Un problemino ce l’avrà…

  26. Toni scrive:
    marzo 26th, 2009 alle 19:00

    per fermare rapidamente la diffusione dell’AIDS bastano l’astinenza prematrimoniale e la fedeltà nel matrimonio.

  27. Stella scrive:
    marzo 26th, 2009 alle 20:43

    Ah. Quindi, fammi capire, se io ho l’ AIDS e faccio sesso prima del matrimonio, contagio il mio partner. Se ce l’ ho, ma lo faccio solo dopo, non lo contagio…
    Un consiglio per te: fanne un po’ di più!!!

  28. pino scaccia scrive:
    marzo 26th, 2009 alle 21:05

    eh sì poi gli africani hanno una cultura….

  29. Sissi scrive:
    marzo 26th, 2009 alle 21:15

    ahahahahah!!! carina… proprio carina!
    (non ho potuto trattenermi! ce l’ho con Pino è..verso Toni.. meravigliosa) :-)

Commenti