Ricerca

Categorie

Link


« La ragazzina al semaforo | Main | Il pianeta Brasile »

Baghdad, già dimenticata?

By pino scaccia | Marzo 21, 2009

San Paolo (Brasile). Frastornati dalla schizofrenia di un’informazione che ormai passa disinvoltamente da un evento all’altro, ci siamo un pò tutti dimenticati dell’Iraq. Per tanto tempo abbiamo trepidato, era al centro assoluto dei nostri interessi, dei nostri pensieri e delle nostre paure, sembrava che dovesse cambiare il mondo, invece adesso sembra che non esista più. Sono passati solo sei anni dall’attacco su Baghdad. Resta la memoria di chi ha vissuto direttamente l’evento. Grazie a quello strano filo che unisce il volo dei gabbiani mi ritrovo qui come compagno di viaggio Enrico Bellano autore delle storiche immagini dei primi bombardamenti. Io quel giorno stavo a Kabul. Ricordo ancora lo sgomento degli afghani. Che le operazioni fossero parallele era evidente. A Baghdad sono arrivato un mese dopo, il 26 aprile, quando ancora Bush non aveva dichiarato finita (!) la guerra. Migliaia di morti dopo, gli americani hanno di fatto mollato la presa, decisione inevitabile ma clamorosa ammissione di una sconfitta: militare ma soprattutto politica. Hanno tolto il tappo al Grande Islam e ora ci ritroviamo in pieno conflitto globale, alle soglie di una guerra santa. Rileggendo i post in diretta di allora mi rendo conto che il tunnel era ampiamente previsto da tutti gli osservatori. Sotto la statua di Saddam quell’invito, immediato: “go home” , tanto per chiarire che non sarebbe stato facile per i “liberatori”. Dopo quella volta, sono stato altre sei volte in Iraq, come dire sei mesi, e ogni volta è stata una salita. Dai tour per tutto il Paese, da Bassora a Tikrit, a chiusura rigorosa dentro il bunker. Quanti ricordi, quanti amici. Mahdi, che adesso sta a Stoccolma, Louai che ancora sta (male) a Baghdad. E poi i ragazzini, la Croce Rossa, i carabinieri. Per non dire di Enzone che purtroppo lì è rimasto per sempre. Come fai a dimenticare l’Iraq?  La terra della Torre di Babele.

 

Baghdad, aprile 2003. La luna di Baghdad è diversa da tutte le  altre perchè non è una luna, sono due. Accanto alla solita luna ce n’è un’altra, di colore rosso. E’ il fuoco perenne della raffineria di Al Dhora, un pò simbolica perchè rappresenta forse i motivi della guerra. La seconda luna sta sempre lì, accanto alla luna vera e illumina (e angoscia) le nostri notti. Nei momenti più brutti chiudo le tendine. E’ un gesto istintivo. Non so se lo faccio per nascondermi o per nascondere quello che succede fuori. (…) In una notte di luna ho conosciuto Baldoni, l’unica volta in cui non ho chiuso la tendina, ma sono sceso sotto a vedere l’effetto della botta. Per me era una bomba, per lui una rosa scarlatta.

Topics: iraq |

76 risposte per “Baghdad, già dimenticata?”

  1. FRa' scrive:
    Marzo 21st, 2009 alle 23:24

    Caro Pino, che bella quella immagine di Enzone della Rosa scarlatta. Ma era ‘’solo” un ”pubblicitario” in cerca di emozioni, come scrissero i pennivendoli italioti quando per ben due giorni non sapevano chi fosse e dove fosse. E le ”istituzioni” invece sapevano eccome se sapevano. Azzibiere, FRa’, della list di Baldoni, Enzo, giornalista. E scrittore. E grande uomo. Anche grosso, per i piccolini come me.

  2. magritte60 scrive:
    Marzo 21st, 2009 alle 23:48

    Mai e poi mai potrò dimenticare un pezzo della mia vita.

  3. giusy scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 00:33

    Commuove leggere queste tue righe Pino.
    Se potessi tornerei indietro nel tempo e con una strana ed afficace magia, porterei via tutti i bambini da quel luogo e li metterei in salvo (compreso Enzone).
    Tutti insieme in un giardino di rose scarlatte e con una sola grande e bianca luna.
    Grazie Pino..per questi ricordi, emozioni!!

  4. andrea scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 01:11

    l’Iraq?? mmm, aspetta aspetta..no non mi sembra sia molto citato di recente. I grandi media lo hanno riscoperto solo grazie al famoso lancio della scarpa verso G W Bush. Evidentemente parlare dell’ attuale Iraq interessa a pochi. Neanche quel pochino di polvere sollevata dal processo a Tareq Aziz ha risvegliato coscienze ed attenzione su una parte drammatica della recente storia. Ma ovvio….a chi interessa sapere che il regime (comunque violento e tirannico) di Saddam non aveva ALCUN legame con Al Qaeda? E che l’antrace della bottiglietta di Colin Powell FORSE non era antrace.. mmmmm, interessa a qualcuno appurare se le DEMOCRATICHE FORZE AMERICANE hanno usato o meno il fosforo bianco nell’assedio di Falluja? Ma no… E solo per farci una amarissima risata, potremmo passare ad argomentazioni economiche. visto tutti parlano della crisi, visti i tanti salotti televisivi pieni di gente che si riempe la bocca con tante belle parolone…proviamo almeno a domandarci, - VISTO CHE DEI MORTI PARE PURTROPPO NON IMPORTARE A NESSUNO - ..quanto è costata questa stupidissima guerra!???
    E ora venitemi a dire che non ci sono soldi per aiutare tutti i colpiti dalla recessione…

    e a proposito di Enzo..ero in vacanza,pochi e sofferti giorni in riva al mare. Arrivò la mia compagna dell’epoca, mi sbattè sul tavolo La Repubblica. Piansi. E quelle lacrime le porterò sempre con me, a perenne ricordo della verità, della ricerca della verità. Enzo non era lì a giocare, o farsi bello davanti ad una telecamera, protetto ( e “controllato” ) dai marines. Enzo era lì per la verità, senza l’appoggio di lobby .. In pochi piansero x lui, x il suo corpo e x il suo ricordo.
    a lui, alla verità, il mio pensiero.

  5. pino scaccia scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 01:58

    personalmente ho l’orgoglio di essere stato con lui fino alla fine, e l’impegno di ricordarlo

  6. pino scaccia scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 01:58

    magritte-alberto sono felice che sei qui…ti pensavo
    come si può dimenticare il borgo?

  7. louai nadim scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 02:02

    dear pino we will never forget these days I hope and like to see you again here in baghdad soon the situation is much better than the hurrobal years that I saw in 2006 and 2007

  8. pino scaccia scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 02:06

    dear louai! i believe you and I hope to come back soon

  9. faber scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 03:10

    Ti manca Baghdad?

  10. pino scaccia scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 03:11

  11. nicoletta cipollone scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 03:13

    Pino, ricordare, ricordare sempre…….una terra bellissima , trasudante cultura e arte. Il mio sogno è poter un giorno andarla a visitare, finirà la guerra prima o poi……

  12. antonio cerrai scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 03:14

    E l’esperienza fatta con l’iperattivo Maurizio Scelli?

  13. pino scaccia scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 03:15

    non mi pare il caso di riaprire vecchie polemiche, sarebbe troppo lungo e ormai inutile
    ci sarebbero da scrivere tante pagine ancora sull’iraq

  14. antonio cerrai scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 03:16

    Niente polemiche, … era solo in senso affettuoso! a chi (come voi) rischia molto… per fare il proprio dovere, dobbiamo solo rispetto ed onore. I giudizi li lasciamo agli altri

  15. mary sperti scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 03:17

    è sempre così caro Pino.
    La vita degli altri ha poca importanza, quello che conta è se stessi.
    dimentcare è la caratteristica che avviluppa gli uomini

  16. gianfranco scalas scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 03:17

    dimenticano gli sciocchi ed i superficiali.

  17. gianluigi nuzzi scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 03:18

    ciao Pino sei sempre un grande esempio di collega con la schiena dritta…-:) un abbraccio!

  18. pino scaccia scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 03:20

    grazie, gianluigi
    gianfranco, nessuno di noi potrà mai dimenticare l’iraq e soprattutto nassiryia: fanno parte della nostra vita, un grande abbraccio in ricordo di quel grande dolore e di tutte le notti passate al buio

  19. don renato pilotto scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 03:21

    grande giornalismo e grande coerenza !

  20. gianfranco scalas scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 03:22

    ciao pino.ti leggo e ti saluto con affetto e stima immutata

  21. angela nicoletti scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 03:24

    Oggi a Montecassino si è ricordata la distruzione di sessantasei anni fa. Nessuno ha dimenticato quello scempio. Nessuno può aver dimenticato Bagdad ed i suoi tantissimi bambini innocenti.

    Montecassino e Baghdad sono state accomunate dallo stesso identico destino. Sacrificate da persone senza radici, senza cultura, senza storia. Mi dispiace ma a Bagdad come a Montecassino sessantasei anni fa gli americani hanno cercato, vivadio senza riuscirvi, di distruggere quello che loro neanche tra venti secoli avranno: la culla della civiltà

  22. magritte60 scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 03:25

    ;o) Ma un giorno e saremo vecchi allora, io lì ci tornerò ho troppe cose da vedere che non potei vedere.

  23. nupi scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 06:39

    Io ricordo le tue parole,scritte di notte quando il cielo era illuminato soltanto dalle bombe.
    Ricordo strade deserte e qualche cane randagio, mancanza di luce e notti insonni… e ricordo Enzo e il vostro viaggio pazzesco…
    La disperazione delle tue parole,la tua rabbia per un amico appena conosciuto e già perso…il suo sorriso e le parole che lui ci ha lasciato.
    RICORDO TUTTO.
    Ciao Pino,un abbraccio affettuoso

  24. emanuela manu scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 14:39

    La gente rimuove quello che veramente la fa star male e la fa sentire impaurita, forse…è più una speranza la mia…
    Io non dimentico.
    Bell’articolo, commovente, grazie Pino

  25. giuseppe quarta scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 14:40

    ora tocca a Baghdad, ma a Kàbul, all’Afghanistàn, agli afghani, quante volte è già toccato di essere dimenticati e riesumati all’occorrenza?

  26. Franco de Iacobis scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 15:38

    Grazie Pino,per i tuoi magnifici pezzi.Io ho sentito voci ed illazioni sulla corresponsabilità dei nostri alti ufficiali nella difesa del fortino,insufficiente,e nei difetti della logistica nonché di altre questioni poco note.Il nosto Stato deve sempre cavarsela onorando delle bare?Qualcuno paghi per la sua incompetenza:non si puo’ andare incontro … ai kamikaze srotolando semplice filo spinato mentre gli altri erigono muri di cemento.C’è qualcosa che non va.Se ne parla o dobbiamo farlo rimanere una voce?cosa si sa davvero in proposito?

  27. pino scaccia scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 15:45

    caro franco, immagino che ti riferisci alla strage di nassiryia,
    non sono voci, ci sono dei processi in corso, dunque ognuno deve rispondere delle proprie responsabilità
    però io che stavo lì in quel periodo non sono convinto che ci siano state omissioni, bisognerebbe ricostruire il clima e la convinzione che c’era un accordo con i leader sciiti fatto saltare (non è un modo di dire) da quel pazzo di al sadr
    la decisione di mettere la caserma in centro, vicina alla gente, non è stata militare ma politica
    in quel momento nassiryia era molto piu tranquilla di baghdad, andavamo anche di notte a spasso nel suk
    insomma la storia è complessa
    del resto non è che la strategia dei muri ha pagato…visti i risultati disastrosi

  28. franca scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 15:45

    Ogni violenza compiuta sotto il sole
    la vidi
    e lacrime di oppressi
    nessuno le addolciva
    e violenza di oppressori
    nessuno la frenava
    i morti perché morti io lodo
    i vivi no perché vivi…
    Serena domenica,gabbiano.

  29. daniela giacchetti scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 16:04

    Non si può dimenticare. Ma è così che andiamo (tutti) avanti. Dimenticando ciò che dà più dolore ricordare. Mi piacerebbe sapere qual è la vera situazione, oggi, di Baghdad. Dei civili, soprattutto

  30. pino scaccia scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 16:04

    louai, che vive a baghdad, ha detto che la situazione va migliorando, speriamo sia vero

  31. roberto ferrari scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 16:07

    cerchiamo di non dimenticare falluja, pino… credo sia stato il massimo…

  32. barbara brunati scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 16:07

    Ci sono città e Paesi che sogni di vedere fin dall’infanzia,perché rappresentano,al di là di qualsiasi classificazione ufficiale, un patrimonio per l’uomo e la sua storia. Le mie “città da sogno” sono Gerusalemme e Baghdad, così diverse tra loro, ma in un certo unite dalla violenza generata da lotte e guerre nel corso del tempo.
    Baghdad, in particolare, sembra rappresentare un sogno che va sempre più sfumando.Per la vita rimasta sospesa troppo a lungo, per la cultura soffocata e violata con le razzie operata al Museo Nazionale di Archeologia, la chiusura dei caffé frequentati dagli intellettuali e dell’Istituto di Musica (ritenuta sconveniente dal fondamentalismo), senza dimenticare il Babel College, sede della facoltà di teologia del patriarcato caldeo, occupato dall’esercito americano per farne una caserma.
    Oggi, segnali positivi giungono da Baghdad, attraverso la rinascita della cultura: il Museo sta recuperando parte delle opere, il caffè Shabandar riapre, l’istituto di musica estende la frequenza alle ragazze, il Babel College torna ad essere un’università…
    Baghdad risorgerà dalle sue ceneri come l’Araba Fenice?Se e quando questo accadrà sarò felice di poterla ammirare in un rinnovato splendore.Se,invece, interessi politici, lotte intestine e invasioni figlie della vendetta continueranno a soffocarla, conserverò il mio sogno con una punta di amarezza per non averlo potuto relizzare.

  33. barbara brunati scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 16:09

    Suggerisco il seguente link

    http://edicola.avvenire.it/ee/avvenire/default.php?pSetup=avvenire

    bb

  34. pino scaccia scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 16:09

    certo, falluja
    tutto è nato da lì quando gli americani volevano mettere la base dentro una mosca, alle proteste hanno risposto sparando sulla folla (venti morti)
    l’odio poi è arrivato con i bombardamenti a tappeto con ordigni bastardi
    l’odio non porta a niente: sappiamo tutti com’è finita
    (il discorso afghano è drammaticamente molto simile)

  35. daniela giacchetti scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 16:34

    incredibile…almeno per noi….capire fino in fondo. Capire che in situazioni estreme ci si abitua a tutto. Anche a vivere con la paura di uscire di casa…che so…per andare a comprare il pane. Non so se capisci cosa intendo….l’anormalità che diventa normalità quotidiana.

  36. barbara brunati scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 16:35

    Nassiryia, hai scritto bene, è parte di noi e della nostra storia.Chi lo dimentica o lo rinnega inneggiando alla violenza si guardi allo specchio prima di definirsi “italiano”.

  37. giusy scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 16:36

    Sono di essenza diversa.
    La loro pace e la loro guerra
    Sono come il vento e la tempesta.

    La guerra cresce dalla loro pace… Visualizza altro
    Come il figlio dalla madre.
    Ha in faccia
    I suoi lineamenti orridi.

    La loro guerra uccide
    Quel che alla loro pace
    è sopravvissuto.

  38. elisa dandria scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 16:36

    Anche i colleghi della Croce Rossa che ti hanno conosciuto ti ricordano con grande affetto. Spero di avere l’onore anche io prima o poi! Ti auguro un buon lavoro: oggi giorno una corretta informazione è quanto mai preziosa. Grazie!

  39. pino scaccia scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 16:41

    sono persone care e generose, ho sempre tifato per la croce rossa

  40. lorena mari sheyda scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 16:43

    “..La guerra è inarrestabile,giorno e notte.
    Ispira i lunghi discorsi dei tiranni,
    conferisce medaglie ai generali
    e argomenti ai poeti.
    … Visualizza altro
    ..Insegna agli innamorati come si scrivono le lettere
    insegna alle ragazze ad aspettare
    riempie i giornali di storie e fotografie
    fa rullare ogni anno i tamburi per festeggiare..

    ..La guerra lavora molto
    non ha simili
    ma nessuno la loda.”

    Dunya Mikhail

  41. maria agostina scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 16:44

    Si sta come
    d’autunno
    sugli alberi
    le foglie

  42. marco capolupo scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 16:45

    Nassiryia è parte della nostra storia di occupazione di un territorio che non ci appartiene.

  43. pino scaccia scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 16:47

    infatti non ci stiamo più
    però non confondere: le guerre non le fanno mai i popoli, e neppure i soldati

  44. marco capoluco scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 19:50

    le guerre non le fanno mai i popoli: come principio lo potrei sposare però -per fare l’esempio più banale- gli statunitensi hanno rieletto e quindi approvato bush e le sue guerre e le sue occupazioni in corso. Questo significa che quel popolo voleva quelle guerre.
    Le guerre non le fanno i soldati? No, Pino. Le guerre non le decidono i soldati. Ma le fanno i soldati. Per difesa o per attacco; per paura o per interesse; per odio o per fanatismo; sono i soldati a sparare ed uccidere.

  45. pino scaccia scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 19:52

    marco, discorso infinito
    i popoli subiscono le guerre: i lutti sono popolari
    ma i popoli sanno anche reagire, visto che citi bush ormai in pensione
    i soldati hanno scelto un mestiere, come lo hanno scelto poliziotti e carabinieri (indispensabili per la convivenza civile), è qualunquistico dire che stanno lì per sparare e uccidere, stanno lì appunto perche mandati e sparano per difendersi (parlo degli italiani nella fattispecie) ma costruiscono anche strade e ospedali
    non confondere l’attacco con la difesa: non si può dire “o” oppure “o”, c’è una grande differenza

  46. marina gambini scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 20:03

    mi domando..potrà mai Dio perdonarci per quello che ci siamo fatti…da Blood Diamonds

  47. gloria tomassini scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 20:03

    …onore al coraggio!

  48. umberto lupoli scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 20:08

    questa come purtroppo tante altre guerre delle quali nn si conosce l’esistenza,cadranno inevitabilmente nel dimenticatoio.ma la sensibilità umana,quella vera,farà in modo che tutti gli errori così come le grandi cose fatte nn siano vane.

  49. Fulvio Di Cosmo scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 20:09

    I superficiali dimenticano. Chi c’è stato ed ha vissuto quelle emozioni non potrà mai dimenticare. Né le situazioni, né le persone che lì ha potuto apprezzare.

  50. Gianfranco Scalas scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 20:16

    Grazie. Un solo pensiero per Marco :guerre ne ho viste e tante e a nassiria ho finito la mia vita da professionista è morto qualcosa dentro ma non mi pento di aver creduto nei valori di portare ,favorire,aiutare la pace e dare solidarietà concreta…anche con il fucile ma sopratutto con la fermezza e il profondo credere di far parte dell’umanità consapevole. ciao Non si dimentica solo perchè ancora lo si vive attimo per attimo. e non dalla scrivania.

  51. pino scaccia scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 20:19

    infatti, quanto è facile scrivere dalla scrivania

  52. andrea scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 20:36

    parole sante, caro Pino.. visto parliamo di temi dimenticati.. un pensiero al popolo curdo lo faccio volentieri. Erano tutti preoccupati per loro…all’epoca… ma non si doveva fare una regione autonoma per loro? invece ora…i curdi? i curdi chi?? dimenticati, ovvio.
    un saluto

  53. Gianfranco Scalas scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 21:36

    pino sono sicuro che potresti anche scrivere da scrivania per come conosci i meccanismi.Meglio ancora se li vivi e li senti a pelle.altri scrivono da scrivanie e si capisce che non conoscono e forse non hanno la sensibilità adatta.

  54. marco capolupo scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 21:37

    come voi ora sono su una scrivania con tastiera. sono passato anche io per terre mediorientali a far scuole, ambulatori e potabilizzatori. senza fucile. anche io con i miei valori. a sporcarmi le mani a fianco di colleghi iracheni, libanesi, profughi palestinesi. non solo da una scrivania

    oltre alla pace ci vuole la giustizia. e se siamo dalla parte dei giusti o no, non lo decidiamo ne noi ne la nostra coscienza.

    Le strade e gli ospedali le devono costuire gli ingegneri e le imprese non i militari. Lo potrei capire dopo un terremoto che i militari vadano a fare certi lavori; ma in una guerra al centro del pianeta non è possibile far la parte degli ingegneri…. Visualizza altro

    Certo che è un mestiere quello che i militari hanno scelto. Anche un impiegato di banca ha scelto un mestiere. Entrambi possono amare e trovare giusto la loro mission. Se il capo dell’impiegato lo obbliga a truffare, l’impiegato ha tutto il diritto/dovere di mollare per rispetto dei propri valori.

  55. daniela giacchetti scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 21:37

    a volte l’impiegato però, anche volendo, non è in condizioni di mollare. Magari semplicemente perché non può. Io sono certo ignorante, rispetto a voci che capisco essere autorevoli, su certe cose. Non le ho vissute in diretta ma perché riportate da qualcuno. Eppure non mi sento di dire che le atrocità di una guerra sono da imputare ai soldati. Al mio occhio sono abbastanza vittime anche loro.

  56. pino scaccia scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 21:40

    sotto un altro post, ha scritto virginia, anche lei è stata a nassiryia, senza fucile ma a fare la crocerossina
    forse marco dimentichi che si può operare soltanto in sicurezza e possono garantirla in certi posti solo i militari
    ricordo le polemiche a baghdad quando il campo della croce rossa era difeso dei carabinieri, senza di loro sarebbe stato rapinato in dieci minuti, quel campo (alberto che ha commentato prima ne era il responsabile) ha salvato molti bambini, lo hanno fatto i medici ma perche erano protetti

  57. pino scaccia scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 21:40

    sul mestiere o non hai capito o non mi sono spiegato io
    non è che uno fa il militare per uccidere, come non lo fanno carabinieri e poliziotti, ma perche credono in certi valori
    sbagliato? forse, ma il discorso sarebbe lunghissimo
    che c’entrano gli impiegati invitati a commettere un reato? se un poliziotto va a sventare una rapina…deve rifiutare un eventuale conflitto a fuoco?
    chi mi segue da anni sa bene che mi batto tenacemente per la pace, ma non mi piacciono i fondamentalismi, tutti

    insomma, è stata una follia la guerra in afghanistan e una questione sporchissima la guerra in iraq
    ma che c’entrano i militari?

  58. ceglieterrestre scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 21:46

    kabul

    I miei occhi di gabbiano
    sono stanchi di vedere
    tanto odio…tante guerre.
    M’appaiono schegge
    di luce azzurra,
    bagliori di lampi gialli…poi rossi,
    nelle orecchie un grande fragore,
    poi il silenzio! una grande pace.
    Una paura sottile m’ avvolge,
    stringo la mia vita e torno a dormire.
    Un rumore sordo mi sveglia!
    vedo come un film la mia vita.
    Nel cielo torna il chiarore,
    da dietro nuvole di fumo acre
    silenziosa la luna appare
    sull’antica torre,
    sembra la luce di un faro amico,
    che illumina con amore
    lo specchio di mare
    e aspetta il ritormo dei suoi figli.
    Prima di riposare le mie ali stanche,
    ritrovo tra i pensieri
    frammenti di volti amici,
    cuori spezzati dal dolore,
    giovani sorrisi spenti appena nati.
    Intorno un immane flagello.
    Odo ancora il pianto
    di una giovane madre alla ricerca
    di un figlio che non c’è più.
    Provo nelle mie ali
    dolore di carni strappate,
    vedo nella polvere
    brandelli di tela insanguinata,
    solo una terra bagnata di lacrime amare.
    Ricordo… per le strade polverose
    il correre dei bambini ormai soli
    alla ricerca di una mano,
    come in un sogno li vedo mentre
    vagano per i vicoli… corrono
    dietro un aquilone colorato
    diventato solo un gioco
    di un sogno ormai strappato.
    Cerco per le strade di Kabul
    i frammenti di note di una voce,
    il volto di un amico che non c’è più!
    Ma loro Vivranno per sempre dentro di me.

    franca bassi

  59. anna bulone scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 21:47

    In Italia non cambierà mai nulla,perchè la Rivoluzione per qualche finto “idealista”si limita all’odio verso gli “sbirri”, ammesso che questa Rivoluzione la vogliano e siano veramente in grado di farla. In Italia siamo troppo bravi ad aprire bocca ed emettere fiato senza conoscere retroscena e modi di operare.Considero le scritte contro i Martiri di Nassiryia un’infamia, figlie di idee sorpassate e sterili, contorta generalizzazione banalizzata da luoghi comuni. Gli UOMINI(e sono in tanti) che onorano il loro lavoro indossano le divise, il resto rappresentano semplici attaccapanni umani. Molte condividiamo la vita con la prima categoria!

  60. marco capoluco scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 22:06

    interessante questa.
    Non mi aspettavo però, da un giornalista come te che conosce il senso di certe parole perchè ha vissuto certi contesti, essere appellato come fondamentalista o come fautore di fondamentalismi….
    mi sembra una bassezza da giornalino gratis da metropolitana.
    Mi spiace molto.
    e devo salutare…. Visualizza altro
    buona discussione tra voi….qual’è il contrario di fondamentalista? eroe?

  61. pino scaccia scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 22:13

    il livello lo hai abbassato te, equiparando un lavoro serio come quello di un militare all’ipotesi di un impiegato chiamato a truffare
    ti pare una discussione seria?
    io ti parlo di chi lavora in guerra e tu rispondi con chi ordina una guerra, fondamentlsmo è inseguire i propri pensieri senza neppure prendere in considerazione i pensieri degli altri
    non esiste un contrario di fondamentalista
    certo non sei un eroe te solo perchè hai frequentato certi luoghi: qui hanno scritto in molti che sono stati negli stessi posti, come te, senza fucile, una crocerossina, il responsabile a baghdad della croce rossa, io, altri cronisti, sì tutta gente senza fucile ma che apprezza chi ci difende

    (ah, vedi che ho ragione? perchè prendi ad esempio come bassezza chi fa un giornalino gratis da metropolitana? magari sono colleghi bravissimi e solo sfortunati, precari:
    questione di rispetto)

  62. pino scaccia scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 22:15

    naturalmente è curioso che c’è chi ama talmente il dibattito che appena gli si contestano preconcetti abbandona il dibattito
    ce ne faremo una ragione

  63. barbara brunati scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 22:17

    Concordo pienamente anch’io, e aggiungo: chi serve il suo Paese merita rispetto, sia qaundo svolge il proprio dovere, sia quando rientra in patria.Molte volte,invece, i reduci (di tutte le nazioni,in tutte le guerre) sono visti solo come carnefici, mentre nessuno si cura di comprendere quali orrori abbiano visto i loro occhi e per quanto tempo quegli stessi orrori popoleranno i loro sogni, trasformandoli in incubi.

  64. Gianfranco Scalas scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 22:17

    contro ogni fondamentalismo in pace ,in guerra,in casa,in ufficio.Rispetto si.Attenzione e volontà di capire anche gli altri conoscendo.

    pazienza sono sicuro che le discussioni a freddo diano la possibilità di ripensare ai propri concetti e confrontandoli farsi una ragione di avere per forza ragione o avere per forza la volontà di spiegarsi meglio. Importante è il sapere della conoscenza. notte a tutti e sempre fortza paris

  65. daniela giacchetti scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 22:50

    grazie anche per aver difeso chi fa giornalini gratis da metropolitana
    anche loro lavorano. E, come dici tu, spesso sono solo sfortunati

  66. marco capolupo scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 22:51

    l’esempio dell’impiegato l’ho fatto per dire che un militare puo’ benissimo credere nei valori del proprio lavoro ma se gli viene richiesto di andare in guerra - ed in iraq era vera guerra ( e tu lo sai meglio di me) nel 2003 dove si uccideva e si moriva da entrambi i fronti - un militare deve essere cosciente che i suoi valori gli vengono messi a … Visualizza altrorepentaglio da chi vuole la guerra e non le strade ed ospedali.

    dato che mi dai del fondamentalista perche’ non ascolterei le idee altrui (sapendo che l’affermazione è molto piu’ forte della spiegazione che hai dato) allora che i militari che leggono questa discussione mi possono spiegare bene il loro punto di vista su quello che lì è successo?

    rispetto il lavoro tuo, dei cronisti embedded o meno, dei medici della cri, ma c’era anche chi nel 2003 e nel 2004 faceva quel lavoro senza avere chi li difendesse. ma non è un valore aggiunto e solo un modo di operare.

    Sui giornali da metro: semplice esempio di giornali dove è più facile trovare la parola “fondamentalista” usata fuori luogo. Sui precari: io lo sono da anni e conosco benissimo la questione.

  67. pino scaccia scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 22:54

    allora riportando la discussione su un piano serio, sai benissimo come tutti che gli italiani non hanno partecipato all’invasione dell’iraq, cioè alla guerra vera, di offesa, di conquista: sono andati solo americani e inglesi
    gli italiani sono arrivati dopo, ho partecipato personalmente al sopralluogo a nassiryia per scegliere il campo, e da mesi stavo lì
    i militari italiani sono arrivati insieme alla croce rossa, non casualmente, poichè l’operazione era legata alla sicurezza e alla ricostruzione

    ovviamente anch’io ho molto rispetto per i volontari
    figurati se non ti capisco
    pensi che io sia protetto? era un discorso generale
    se hai la bontà di leggere il post che trovi al link del blog scoprirai che non ho mai avuto protezione ma giravo baghdad e l’iraq da solo, che ci hanno sparato in maniera seria almeno due volte e che ero insieme a baldoni a najaf (certo non embedded)

    infine, la storia del fondamentalismo
    guarda che mica è un’offesa, probabilmente la confondi con l’aggettivo che ormai si affibia a certi gruppi
    per me sono fondamentalisti anche quelli contro il fumo quando non accettano neppure la discussione, o gli amanti delle armi, o i “rondisti”
    volevo solo dire che parti da preconcetti e non ti sposti di una virgola
    i giornalini: mio figlio è precario da anni e un posto in quei giornalini sarebbe un sogno

  68. marco capoluco scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 23:03

    caro pino, hai vissuto in troppi contesti di guerra per non sapere che guerra vera di offesa di conquista può essere una dicitura militare o anche giornalistica, ma che per la popolazione irachena la guerra militare non finisce certo quando si dichiara mission accomplished.

    non conosco ma riconosco bene il cognome di scalas ma rileggendo tutti i … Visualizza altrosuoi interventi non mi sembra che abbia -a tutti quelli che leggono- spiegato il perchè di quella presenza militare in nassiryia.

    la sicurezza: ad essere onesti pensi che la tattica dell’utilizzo di forze militari per la sicurezza degli iracheni abbia funzionato: non penso che riesci a dimenticare nemmeno uno degli ultimi sei anni e quello che hanno rappresentato per i tanti iracheni che conosci e che conosco. o conoscevamo.

  69. pino scaccia scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 23:03

    vedi, sembriamo distanti ma siamo vicinissimi sul discorso generale
    da sei anni, fin dal primo post scritto in tempo reale da baghdad, mi sono battuto per sottolineare gli errori e gli orrori della guerra
    il punto che ci divide è sull’impiego dei nostri militari, non puoi metterli sullo stesso piano degli americani che hanno sbagliato tutto, che bombardano, sparano sulla folla, una strategia folle dolorosa e perdente
    le differenze, credimi, esistono: e lo sanno anche gli irakeni

  70. marco capoluco scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 23:40

    si ma sai anche bene che per chi si è opposto con le armi ai militari internazionali, non hai mai fatto differenza tra militari americani o italiani. E sono quelli che hanno rovinato una popolazione intera, uccidendone a migliaia.
    quello che penso e che -anche se gli americani bombardano e gli italiani no- i soldati italiani non dovevano proprio andarci, nel 2003, in iraq.

    pero’ anche l’idea che i militari italiani siano tutti bravi ragazzi che vanno li tutti per il bene dei poveri iracheni pure mi sembra un po’ generalista.
    te lo dice chi ammette che anche nell’ambiente della cooperazione ce chi lavora solo per propri interessi.

    una cosa ci accomuna sicuro: enzo; il suo ricordo.

  71. pino scaccia scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 23:41

    marco, non ne usciamo: secondo te chi ha deciso che i militari italiani dovevano andarci? non ho detto che sono tutti bravi ragazzi, sono professionisti, ma li ho visti fisicamente asfaltare le strade, costruire ponti e curare gli irakeni
    perchè non te la prendi con chi ce l’ha mandati? mi pare che invece te pecchi di generalismo assoluto, non riesci a distinguere le differenze
    (e anche sulla cooperazione ci sarebbe da dire tanto…)
    enzo, certo

  72. pino scaccia scrive:
    Marzo 22nd, 2009 alle 23:47

    stiamo parlando di militari italiani e tu insisti con una popolazione civile massacrata (ed è vero)
    ma tu hai coscienza di quanti sono stati uccisi dai militari italiani? quanti? dimmi?

  73. marco capoluco scrive:
    Marzo 23rd, 2009 alle 02:19

    pino, ne ho fatte di lotte contro chi li ha mandati. e sono le lotte che mi accompagnano da sempre.

    perche’ tu puoi capire che era un errore andarci e chi ci è andato invece non poteva capirlo e poi sceglierlo di non andarci?

    questo resta la mia domanda dall’inizio….

    Capisco che sono dei professionisti, ma sanno anche di fare una professione molto particolare.
    Fammi essere generalista: se so asfaltare le strade e voglio aiutare gli altri asfaltando le strade li dove non ci sono strade asfaltate, perchè non dico di no ad andare a far parte di una coalizione di guerrafondai e non cerco di lavorare per qualcuno che asfalta strade in salvador: faccio lo stesso del bene, no?

    ti saluto con il piacere di aver discusso.

  74. pino scaccia scrive:
    Marzo 23rd, 2009 alle 02:19

    ed è una domanda viziata a monte
    dimentichi che i militari ricevono ordini, e che devono rispettarli
    succede a tutti noi, ogni giorno, in qualsiasi ambiente di lavoro, per i militari non rispettare un ordine è addirittura un reato
    ma vivi sulla luna o lo fai per il puro gusto di dissentire? ma come fai a sostenere una cosa del genere?
    andare in salvador piuttosto che in iraq, bella scelta ma la può fare (forse) un volontario
    il giorno che accetterai questo forse guarderai la questione con occhi più aperti

  75. andrea Xriba scrive:
    Marzo 23rd, 2009 alle 03:15

    ehi vedo ke il tema principe è PERCHE’ NOI ITALIANI siamo stati in Iraq. ovvio io da qui non posso avere avuto esperienze dirette. sul fatto che la base italiana di Nassirya fosse al centro della città x motivi “politici” sembra assodato; i rapporti con gli iracheni erano di non-belligeranza, poi è cambiato tutto. Si, a sentire la testimonianza - INDIRETTA, quindi non so quanto credibile - di un soldato tornato da Nassirya, la base sembrava non correre rischi. Però le protezioni erano non elevatissime, comunque non adatte ad un territorio in “guerra”…perlomeno a parere suo…
    Per gli embedded, Beh, se la sicurezza dell’incolumità è stata pagata con servizi ” preconfezionati” o controllati dagli Usa non so…
    Certo chi viveva giu l’esperienza in modo totale, come Pino e come Enzo non era affatto embedded!
    free press in a free world
    ah, una cosa però. i militari che scelgono la carriera hanno l’obbligo di partire per l’Iraq????????????
    mmmmmm…….
    pace a tutti.

  76. latorredibabele scrive:
    Maggio 11th, 2009 alle 20:05

    Un soldato americano ha fatto fuoco contro i suoi commilitoni, uccidendone quattro prima di suicidarsi. E successo nella base militare di Camp Liberty, a Bagdad, vicino all’aeroporto internazionale della capitale irachena, il Baghdad International Airport. Il soldato, che avrebbe avuto problemi di esaurimento nervoso, avrebbe ferito anche altri militari Usa prima di togliersi la vita, si è appreso a Washington. La sparatoria è avvenuta nell’ambulatorio della base dove si trattano gli stress dei militari. Non è ancora chiaro se le altre vittime fossero medici o altri pazienti, né se fossero tutti militari. L’episodio “è fonte di grande preoccupazione”, ha detto il segretario alla Difesa Robert Gates, aggiungendo che il presidente Barack Obama si è detto “profondamente scioccato” per l’accaduto e sta seguendo da vicino gli sviluppi dell’inchiesta. A maggio, altri due soldati americani hanno perso la vita, uccisi da un uomo che indossava una divisa dell’esercito iracheno, in una base irachena di addestramento nel nord del Paese. Nel mese di aprile 13 soldati americani sono morti in combattimento in Iraq.

Commenti