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L’inferno e il paradiso

By pino scaccia | marzo 31, 2009

Brasilia. Fa rabbia che un paradiso simile possa diventare un inferno. Sto in un luogo magico come il Brasile ma le sensazioni raccolte in quei due mesi nelle Filippine restano forti, indelebili. Ho visto l’ultima parte dell’arcipelago dall’alto, uno spettacolo mozzafiato. Jolo è un’isoletta più in là di Mindanao. Luogo da sogno infestato dalla guerriglia, dove quegli eroi dei missionari vanno in giro con la scorta. Per non dire dei coraggiosi volontari della Croce Rossa. Scrivo mentre ancora non so dell’ultimatum, ma prego per Vagni e gli altri due sfortunati compagni di viaggio, da due mesi e mezzo ostaggio dei rapitori. Vorrei essere là adesso, e magari rivedere quel gigante buono di padre Bossi.

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Topics: filippine | 16 Comments »

16 risposte per “L’inferno e il paradiso”

  1. nicoletta cipollone scrive:
    marzo 31st, 2009 alle 15:13

    Grazie Pino, per queste note tanto appassionate. Nulla come il paradosso spiega meglio certe situazioni. Per ora tutto calmo, non voglio pensare all’irreparabile…… voglio pensare a quanti volontari coraggiosi abbiamo per il mondo e lasciare spazio alla speranza.

  2. ceglieterrestre scrive:
    marzo 31st, 2009 alle 15:24

    Tutta la terra era un paradiso, sono gli uomini cattivi che la stanno trasformando in un inferno. Speriamo che gli ostaggi possono tornare liberi alle loro missioni.

  3. barbara brunati scrive:
    marzo 31st, 2009 alle 20:11

    Pregare è la sola cosa che, al momento, ci resti… E certamente anche padre Bossi, che ha vissuto in prima persona l’inferno in quella terra, sta invocando per i prigionieri lo stesso miracolo che ha toccato lui.

  4. franca scrive:
    marzo 31st, 2009 alle 20:59

    Mi è impossibile comprendere cosa potrebbero ottenere i rapitori facendo loro del male. Nuocere a un operatore umanitario in nome di una ideologia o di una legge religiosa non ha giustificazioni.

  5. pino scaccia scrive:
    marzo 31st, 2009 alle 21:30

    le richieste sono impossibili (ritiro dell’esercito filippini) ma forse, come al solito, è tutta questione di soldi…

  6. pipistro scrive:
    marzo 31st, 2009 alle 21:39

    “E magari rivedere quel gigante buono di padre Bossi…”

    July 19, 2007, at 7:10 pm (ore italiane). Mi sembra che Pino avesse intenzione di andare a riposare proprio quando giungeva qui la notizia della liberazione (evviva!!) di padre Bossi. Felicissimo compleanno per mamma Amalia, addio riposo per Pino (con gioia, ricordo) e un sospiro di sollievo per tutti.

    Sembra sempre ieri.

  7. pino scaccia scrive:
    marzo 31st, 2009 alle 23:46

    verissimo, sembra ieri

  8. giusy scrive:
    marzo 31st, 2009 alle 23:56

    Saranno ore di angoscia anche per i familiari degli ostaggi…speriamo vengano liberati presto..per poter ritornare ad abbracciare i propri cari.

  9. pipistro scrive:
    aprile 1st, 2009 alle 23:29

    http://www.pinoscaccia.splinder.com/post/4431890#comment-10429416

    02 Aprile 2005 – 04:44 – link
    “Sono le 4 del mattino, sarebbe meglio rimanere in silenzio e smettere di battere le mani”. Così i Papaboys sono stati invitati al silenzio da un uomo della sicurezza sul sagrato di San Pietro. Avrebbero continuato a cantare.
    Sarà un caso ma poco dopo si sono accese le luci al primo piano dall’appartamento del segretario di stato Card. Sodano.
    Buona notte Papa. Buona notte Torre.
    pipistro

  10. nupi scrive:
    aprile 2nd, 2009 alle 06:12

    E,in silenzio,lasciò la terra…
    Non abbiate paura,ci insegnò…

  11. franca scrive:
    aprile 2nd, 2009 alle 12:07

    OT
    PINO…oggi sono più che mai…rintro.Mia figlia mi ha fatto notare che,oggi è il quarto anniversario,dalla morte del nostro Papa.Mi rendo conto sempre più che quest’ultimo anno,senza il mio papà,non riesco davvero a viverlo bene.Lo rimuovo continuamente.
    Potresti correggere anche questo?
    Grazie,amico gabbiano.Le tue ali mi aiutano(spesso)a volare.

  12. latorredibabele scrive:
    aprile 4th, 2009 alle 10:33

    Il gruppo di terroristi islamici di Abu Sayyaf che, dal 15 gennaio, ha rapito l’italiano Eugenio Vagni, ha minacciato nuovamente di decapitare gli operatori della Croce Rossa. Lo ha detto il senatore Richard Gordon, presidente della sezione locale della Croce Rossa che venerdì è riuscito di nuovo ad avere un contatto telefonico con i sequestratori.Vagni, 62 anni, originario di Montevarchi, Arezzo, fu rapito il 15 gennaio scorso, insieme allo svizzero Andreas Notter, 39, e alla filippina Jean Lacaba, 37, al termine di una visita di routine alla prigione di Jolo. L’infermiera filippina è stata liberata giovedì scorso, ma gli altri due operatori umanitari rimangono nelle mani dei sequestratori.

  13. Toni scrive:
    aprile 4th, 2009 alle 14:59

    Certamente un “Luogo da sogno” – la natura dimostra l’esistenza di Dio – può, per colpa del peccato, essere infestato però dalla “guerriglia”, evidentemente schiava del demonio. Non mancano pero “quegli eroi” dei missionari, cristiani (non a caso), corredentori e testimoni della salvezza che solo Gesù può portare.

  14. pino scaccia scrive:
    aprile 4th, 2009 alle 15:16

    Non c’è nessun altro come me che esalta l’attività dei missionari. Ma non è solo colpa del peccato l’esistenza della guerriglia: il governo filippino è di fatto una dittatura.

  15. latorredibabele scrive:
    maggio 2nd, 2009 alle 13:47

    Eugenio Vagni è vivo. L’operatore della Croce Rossa internazionale rapito il 15 gennaio scorso nelle Filippine, ieri sera ha telefonato alla famiglia in Italia, riferisce il Comitato della Croce rossa internazionale (Cicr) al sito online della tv filippina Gmanews. “Vagni è stato in grado di telefonare alla sua famiglia. Ed è l’unica notizia ricevuta da lui stesso dallo scorso 16 aprile, quando è stato visto per l’ultima volta dal suo collega Andreas Notter, che è poi stato liberato. Restiamo comunque molto preoccupati per Eugenio”, ha detto Alain Aeschlimann, capo delle operazione della Cicr nell’est e sudest asiatico e nel Pacifico. Aeschlimann ha ribadito che l’incolumità di Vagni (62 anni di Montevarchi, in provincia di Arezzo) resta prioritaria e ha lanciato un nuovo appello ai rapitori, legati al gruppo islamico Abu Sayyaf, affinchè lo liberino “sano e salvo, immediatamente e senza condizioni”. “I nostri pensieri vanno alla famiglia e agli amici di Eugenio”, ha aggiunto il dirigente della Cicr.

  16. latorredibabele scrive:
    luglio 5th, 2009 alle 11:45

    Cinque persone sono state uccise in un attentato contro una chiesa cattolica nell’area musulmana delle Filippine. Secondo fonti della polizia, quattro persone – tra cui due soldati – sono morte nell’esplosione di una bomba vicino alla Cattedrale dell’Immacolata concezione a Cotabato, nel sud del Paese. Una quinta persona e’ morta durante il trasporto in ospedale. Secondo testimoni, l’ordigno era stato lasciato da un solo attentatore che per colpire ha approfittato della fine della Messa del mattino. Tra le vittime soprattutto donne e bambini. Il presidente, Gloria Macapagal Arroyo, ha ordinato alle fiore di sicurezza di “arrivare fino in fondo all’accaduto e arrestare al piu’ presto i responsabili”.

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