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Scappare dall’Afghanistan
By pino scaccia | Aprile 1, 2009
Brasilia. Dicono che la storia di Alidad non sia vera. Lo dice il Viminale, raccogliendo la smentita del questore di Ancona. Eppure di questo ragazzino afghano che ha attraversato il mondo per sfuggire alla morte e alla miseria si sa tutto. Faccia da scugnizzo, come tutti i miei scugnizzi di Kabul che porto nel cuore, è fuggito quando aveva nove anni insieme alla madre e ai fratellini dopo che i talebani avevano ucciso il padre. Una fuga lunga tre anni attraverso Iran, Turchia e Grecia poi l’ultimo viaggio nascosto su un camion sbarcato al porto di Ancona. Di anni ormai ne aveva dodici ma certo si vedeva che era poco più di un bambino. Accolto, rifugiato, protetto? Macchè, via: ritorno forzato, certo in Grecia, mica in Afghanistan. Dice il questore che non risulta, anche perchè quando arrivano i gruppi accanto alla polizia ci sono sempre i funzionari del Cir, centro italiani rifugiati. E invece sì che succede. Succede spesso: si caricano senza verificare, secondo le convenzioni, eventuali status di rifugiato, senza neppure distinguere nel gruppo i minori. Per esempio è successo a Venezia dove a fronte di 850 clandestini denunciati dalla polizia, al Cir ne sono stati segnalati soltanto 110: e gli altri 740? Sicuramente fra loro c’erano anche Sallahuddin Chauqar, altro afghano di appena sette anni, tipetto evidentemente poco affidabile e Alisin Sharifi, lui sì sospetto, addirittura di anni ne aveva quattordici. Succede, perchè si respingono in gruppo. E succede spesso che arrivino nascosti dentro i camion dalla Grecia, solo che si parla sempre e solo dei disperati in mare anche perchè i numeri sono alti e le tragedie di susseguono (il Mediterreaneo è ormai un cimitero). E’ successo anche ieri, mica il secolo scorso, dalle parti di Torino dove altri tre ragazzini afghani si sono mischiati a ragazzini come loro in gita scolastica. Solo che quelli erano italiani. E mica erano vestiti uguale nè facevano festa. Poi i posti erano finiti ed erano aggrappati alla ruota di scorta. Sono stati scoperti subito.
Topics: afghanistan | 12 Comments »


Aprile 1st, 2009 alle 10:05
STUPRO DOMESTICO LEGALE IN AFGHANISTAN. CLINTON: PREOCCUPATI PER DIRITTI DONNE
ROMA – Una legge che secondo un’agenzia dell’Onu legalizza lo stupro all’interno del matrimonio e vieta alle donne di uscire di casa senza il permesso del marito è stata firmata questo mese dal presidente Hamid Karzai, accusato da alcuni – scrivono oggi il Guardian e l’Independent online – di cercare di incassare consensi tra la comunità sciita in vista delle prossime elezioni presidenziali di agosto. La legge, che regola il diritto di famiglia per la comunità sciita, “é peggiore rispetto a quelle dei taleban”, ha tuonato Humaira Namati, membro del Parlamento afghano. Il documento non è stato ancora pubblicato – scrive il giornale inglese – ma, secondo il fondo di sviluppo delle Nazioni Unite per le donne, contiene articoli che legalizzano di fatto lo stupro del marito nei confronti della moglie in quanto vieta a quest’ultima di rifiutarsi di avere rapporti sessuali con lui. Inoltre vieta alle donne di uscire di casa, sia per cercare lavoro che per andare dal medico, senza il permesso del coniuge. La Costituzione afghana – sottolinea il Guardian – consente agli sciiti, che rappresentano circa il 10% della popolazione, di avere un diritto di famiglia separato, basato sulla loro giurisprudenza tradizionale. Ma sia la Costituzione che diversi trattati internazionali firmati dall’Afghanistan garantiscono pari diritti alle donne. Il Fondo dell’Onu per le Donne ha lanciato l’allarme perché questa legge, fortemente discriminante nei confronti delle donne, garantisce inoltre la custodia dei figli esclusivamente ai padre e ai nonni. Shinkai Zahine Karokhail, così come altre deputate afghane, hanno lamentato che la legge sia passata con una insolita rapidità e scarso dibattito. Anche se il ministro della Giustizia ha confermato che il provvedimento è stato firmato da Karzai questo mese, c’é confusione sul contenuto completo della documento, ottenuto dagli attivisti per i diritti umani solo con grandi difficoltà.
Aprile 1st, 2009 alle 11:01
Partire per l’Italia non è una scelta. È l’unica speranza. Del resto queste persone rischiano la loro vita da quando sono nate.
Perchè,noi italiani,l’Europa,non facciamo nulla?
Aprile 1st, 2009 alle 12:19
Quando sento queste cose penso che abbia ragione Michael Moore, quando nel suo personalissimo “padre nostro” augura il peggio ai potenti della terra. Affinché provino sulla propria pelle e poi comincino a decidere come si deve.
Aprile 1st, 2009 alle 14:33
Al Fatebenefratelli di Napoli il caso di una ivoriana in attesa dello status di rifugiato Non ha potuto allattare il neonato. Il legale: applicano una legge che non c’è. REPUBBLICA.IT
Aprile 1st, 2009 alle 16:48
il caso di napoli è agghiacciante….
@ NyFrigg
magari fosse così, purtroppo spesso nemmeno provare certe cose sulla propria pelle fa imparare, guarda noi italiani, popolo di emigranti come ci comportiamo con gli immigrati e guarda come gli Israeliani, molti dei quali perseguitati in passato, fanno con i Palestinesi….
no, no, l’omo è de coccio, capisce solo le bastonate….
Aprile 2nd, 2009 alle 14:31
in tutto il mondo islamico inoltre sono permessi matrimoni temporanei ,un modo ipocrita che alimenta la prostituzione e umilia le donne
Aprile 3rd, 2009 alle 20:57
Che dire…credo ci sia poco da commentare, sia sulla storia di questi ragazzini che sulla legalità dello stupro domestico. Certo, chi spera nella Provvidenza divina è convinto che prima o poi il mondo si ribalterà e chi sta sopra passerà sotto…e viceversa. Io invece credo che gli ultimi resteranno sempre tali ed i primi saliranno sempre più su, dando calci a chi cerca di risollevarsi. E’ una ruota che gira…ma gira sempre per gli stessi.
Aprile 4th, 2009 alle 13:32
“Roma: minori afgani dormono nei tombini
La polfer della stazione Ostiense di Roma ha trovato 25 ragazzini afgani costretti a dormire nei tombini in condizioni sanitarie estreme.
Erano arrivati in Italia sfuggendo alla fame e alla miseria del loro paese d’origine, l’Afghanistan, sognando una vita migliore e invece per 25 ragazzi afgani l’emigrazione in Italia non è stata benevola.
Durante un controllo di routine, la polizia ferroviaria ha infatti portato alla luce le precarie e scandalose condizioni in cui sono costretti a vivere molti immigrati clandestini. Non avendo un tetto sotto cui vivere questi ragazzini, tutti minorenni tra i 14 e i 16 anni, si accontentavano di dormire, alcuni anche in piedi, in alcuni tombini nei pressi della Stazione Ostiense di Roma. Il giaciglio di fortuna comprendeva anche cartoni e coperte logore e sudice. A raccontare le precarie condizioni di vita di questi ragazzini è stata l’emittente tv Sat2000 che ha testimoniato con le sue immagini la drammatica realtà di questi dormitori della vergogna in cui – secondo alcuni testimoni – si pagava per poterne usufruire.”
Aprile 4th, 2009 alle 13:33
Prima buona notizia, per Kante Kadiatou. La questura rilascerà, in risposta a una vecchia richiesta, il permesso di soggiorno a Kante. La 25enne ivoriana è finita al centro di un caso politico-istituzionale, perché “segnalata” dall´ospedale Fatenebenefratelli – in cui era andata a partorire – al commissariato di polizia, con un fax che richiedeva alle forze dell´ordine «un vostro urgente interessamento per l´identificazione di una signora ivoriana». Eppure le sue generalità, continuano a rilevare anche gli ispettori inviati dagli enti locali, comparivano sia su una copiosa documentazione legale, seppure esibita in copia; sia su un passaporto scaduto, ma non sospettabile di falso, presentato dall´immigrata. E, a quanto sembra, anche da alcuni testimoni. L´ospedale ribadisce di avere osservato una prassi dovuta, l´assessore Montemarano ammonisce che «la cultura dell´accoglienza deve contare più di qualsiasi pratica burocratica». Ieri sit-in dinanzi all´ospedale. Ma, a sorpresa, è la polizia a recuperare quel tempo perso in ospedale.Dalla questura di Napoli hanno telefonato ieri mattina proprio al suo avvocato, Liana Nesta: «Venga a ritirare qui il suo permesso di soggiorno tra 24 ore, risolviamo la domanda». Si tratta del permesso che Kante attende, in quanto richiedente asilo politico, da circa un anno. Il ricorso alla prima bocciatura della sua istanza pende infatti dinanzi al Tribunale di Roma.
Aprile 4th, 2009 alle 22:37
Dopo la nomina di Rasmussen, i paesi della Nato si sono impegnati a inviare fino a 5.000 militari in più in Afghanistan. Lo ha riferito la Casa Bianca. Secondo il portavoce Robert Gibbs, il presidente Barack Obama sarebbe soddisfatto del risultato dei negoziati. I soldati in più aiuteranno ad addestrare la polizia afghana e a migliorare la sicurezza in vista delle elezioni presidenziali di agosto. Secondo Gibbs, la Gran Bretagna invierà 900 soldati, Spagna e Germania 600 ciascuna, mentre altri rinforzi verranno da Italia e Francia. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha indicato che l’Italia offre 524 uomini in più per le elezioni di agosto e per l’addestramento della polizia afghana.
Aprile 17th, 2009 alle 10:14
Afghanistan, scossa sismica all’alba, si temono decine di morti
da 2 ore 42 minuti
Versione stampabile Si temono la morte di decine di persone e la distruzione di molte case a seguito di un terremoto che stamattina ha scosso l’Afghanistan orientale. Lo hanno detto abitanti del villaggio e un testimone di Reuters. Un cameraman di Reuters nel villaggio di Mir Gadkhel ha detto che gli abitanti stanno scavando tra le macerie delle case distrutte per recuperare i corpi dopo la scossa, che è avvenuta prima dell’alba.
“Tre membri della mia famiglia sono morti e sette sono rimasti feriti. Penso che siano rimaste uccise circa 40 persone. Centinaia di case sono andate distrutte”, ha detto Gul Mohammad, abitante del villaggio a circa 45 km dalla città afghana di Jalalabad.
L’Istituto geologico degli Usa ha dichiarato che un terremoto di magnitudo 5,5 ha colpito la zona prima delle 2.00 del mattino (22.30 ora italiana), seguito da una scossa di assestamento di magnitudo 5,1 due ore più tardi.
Non è possibile, non adesso, non ancora.
Maggio 2nd, 2009 alle 13:16
Spari di armi automatiche contro un elicottero militare italiano, venerdì sera, in Afghanistan: nessuno degli uomini a bordo è rimasto ferito. Lo si è appreso da fonti militari. L’elicottero, un AB212 della Marina militare, era impegnato in una attività di ricognizione e pattugliamento insieme ad un altro velivolo dello stesso tipo. In fase di rientro all’aeroporto di Herat, l’equipaggio, sempre secondo quanto è stato possibile apprendere, si è accorto di essere sotto tiro ed ha effettuato tutte le manovre “diversive” previste in questi casi. Il velivolo, centrato da alcuni colpi, è riuscito ad atterrare senza problemi. Nove proiettili, probabilmente di kalashnikov, avrebbero colpito la carlinga, senza provocare gravi danni. Nessuna conseguenza per i militari a bordo.