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Il lungo abbraccio

By pino scaccia | aprile 28, 2009

L’Aquila. Coppito, tra una diretta e l’altra. La telecronaca integrale della visita del Papa in Abruzzo.

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Topics: abruzzo | 6 Comments »

6 risposte per “Il lungo abbraccio”

  1. franca scrive:
    aprile 29th, 2009 alle 00:35

    “Ho ammirato il coraggio, la dignità e la fede con cui avete affrontato anche questa dura prova, manifestando grande volontà di non cedere alle avversità…l’Aquila,anche se ferita,tornerà a volare”.
    Semplice,diretto,paterno.Pur non avendo la stessa “attitudine” mediatica di Giovanni Paolo II.

  2. Carmen scrive:
    aprile 29th, 2009 alle 12:57

    Credo che il Papa abbia acquistato molta più umanità con il suo gesto di andare tra la gente… all’inizio ero scettica, ma ora credo che la gente ne abbia tratto forza e coraggio!!

  3. Ale scrive:
    aprile 29th, 2009 alle 23:10

    Il lungo abbraccio… di un arrivederci
    Mentre qualcuno torna, altri vanno dopo 23 giorni intensi…

  4. Roberta scrive:
    aprile 30th, 2009 alle 10:58

    Io inizialmente mi sono chiesta il perchè non fosse andato a L’Aquila immediatamente, appena successa la tragedia. Me lo sono chiesta però da “ignorante”, senza capire che l’organizzazione di ogni spostamento del Santo Padre richiede tempo per garantire la sicurezza dello svolgimento delle sue visite. Anche io credo che la gente ne abbia tratto forza. La fede in un momento come questo penso possa aiutare tanto.

  5. franca scrive:
    aprile 30th, 2009 alle 22:35

    Brava,Roberta.Il Santo Padre,come ogni Capo di Stato, con tutto il suo seguito,avrebbe intralciato il lavoro dei soccorritori.
    @Ale.Ti aspetto.A braccia aperte.So che sono stati momenti più che “intensi”.
    Pino,tu ed il mio “bimbo”,non avete avuto modo di incontrarvi.Sicuramente,ci saranno altre occasioni.

  6. barbara brunati scrive:
    maggio 1st, 2009 alle 16:14

    Dopo un terremoto che ha distrutto case e vite, con il ritmo delle giornate scandite dalle scosse e sotto la pioggia, gli Abruzzesi non hanno voluto mancare all’incontro con papa Benedetto, che aspettava da tempo di poter abbracciare questi suoi figli che, pure nel dolore hanno saputo dimostrare grande forza e determinazione. Hanno salvato crocefissi e reliquie e si sono presentati al Papa, colmi di quella Fede che nessun terremoto potrà mai portare via. E quell’abbraccio non si è sciolto il 28 aprile.E’ nel ricordo di tutti, per dar loro coraggio.

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