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Chiedono permesso per i funerali, licenziati

By pino scaccia | aprile 30, 2009

 Hanno chiesto al datore di lavoro di fermare per un’ora la produzione in occasione dei funerali di Stato e del lutto nazionale per le vittime del terremoto in Abruzzo e per questo sono stati licenziati. È successo ai 120 lavoratori della Santa Croce di Canistro, azienda delle acque che ha sede a pochi chilometri di distanza dall’epicentro del terremoto che ha sconvolto l’Abruzzo lo scorso 6 aprile. A darne notizia è la Flai Cgil: “La loro richiesta dettata dal buon senso e dalla volontà di aderire al lutto che li aveva coinvolti così da vicino – spiega la sigla di categoria – ha scatenato le ire del datore di lavoro, che non ha dato il suo permesso alla fermata delle produzioni. I lavoratori hanno deciso allora di abbandonare la fabbrica e di rendere ugualmente omaggio alle vittime del terremoto. A pochi giorni di distanza, però, il datore di lavoro ha fatto pervenire loro tramite un telegramma la notifica di licenziamento. Non pago ha poi sporto denuncia nei confronti del segretario generale della Flai Cgil dell’Aquila, Luigi Fiammata, con l’accusa di associazione a delinquere.“Non vi è mai fine all’orrore – ha dichiarato il segretario generale della Flai Cgil Stefania Crogi -, è un fatto di tale gravità, purtroppo, si commenta da solo. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai lavoratori licenziati e a Luigi Fiammata, garantendo loro il sostegno legale necessario alla soluzione di questa triste vicenda. Invitiamo inoltre tutte le istituzioni nazionali e abruzzesi – ha concluso Crogi – ad adoperarsi contro un datore di lavoro che anziché puntare alla ricostruzione del tessuto sociale ed economico di un territorio messo così a dura prova dal terremoto ha pensato fosse lecito licenziare chi aveva semplicemente chiesto che fosse rispettato il lutto”. Marco Bazzoni, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

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Topics: abruzzo | 6 Comments »

6 risposte per “Chiedono permesso per i funerali, licenziati”

  1. Marco Cassone scrive:
    aprile 30th, 2009 alle 22:54

    Spero il datore di lavoro si vergogni di quello che ha fatto, penso che dovrebbe riassumerli e lui dovrebbe dimettersi (mi sembra il minimo oltre che fare le dovute scuse).

  2. Sissi scrive:
    aprile 30th, 2009 alle 23:27

    Non ci sono parole, anzi due: imbestiati nel materialismo.
    A meno che, rimasti senza una lira, sia stata presa la palla al balzo… con relativa manifestazione di arroganza come unica forma di “rispettabilità”.
    Bottegai da vivi, bottegai fino in fondo, verrebbe da dire… ( ma è solo un riconoscimento alla.. coerenza).

    Via del Campo..
    c’è una graziosa
    occhi grandi, color di foglia
    tutta notte staa sulla soglia
    vende a tutti..la stessa rosa
    Via del Campo
    c’è..una Bambina
    con le labbra coloor rugiada
    gli occhi grigi… comeee la strada!
    nascon fiori… dove cammina
    Via del campo
    c’è.. una puttana
    occhi grandi, color… di foglia!
    se di amarla ti vieen la voglia
    basta prenderla per la mano..
    E ti sembra di andar lontano
    lei ti guarda con un sorriso
    Non Credevi Che il Paradiso! fosse Solo lì al primo Piano…
    Via del Campo ci va un illuso
    a pregarla di maritare
    a vederla salir le scale
    fino a quando il balcone è chiuso.
    Ama e ridi se amor risponde
    piangi forte se..non ti sente
    DAI DIAMANTI NON NASCE NIENTE!
    dal letame nascono i fior
    dai diamanti non nasce niente
    dal letame nascono i fior..
    Dai diamanti non nasce niente! dal letame nascono i fiooor………

    (la versione di Alberto Fortis poi è meravigliosa…)
    Ciao a tutti.

  3. barbara brunati scrive:
    maggio 1st, 2009 alle 16:01

    Vi sono posti in cui, purtroppo, non è possibile fermarsi un’ora(ospedali, caserme, alberghi, commissariati di pubblica sicurezza), ma in un’azienda come quella in questione 60 minuti non avrebbero certo penalizzato la produzione in modo irreparabile. Invece,molti manager scambiano l’efficienza con l’accanimento e l’inflessibilità.Ha licenziato 120 lavoratori?Prenda il posto di ciascuno di loro, se riesce, e non dovrà più fermare la produzione neppure per un minuto.

  4. Sissi scrive:
    maggio 1st, 2009 alle 23:54

    Chiedo scusa (ennesima) per i termini un po’ duri, ma perchè proprio di carattere non sono così… e dopo ci sto male.
    Certo, ci tengo a chiarire, che più che un’impulsività infantile a volte è proprio umano… il senso di indignazione, sennò sarei una macchina.
    Ma preferisco esprimermi in altri modi e con altri pensieri, tra cui ecco pure quelli affettuosi verso di voi, o verso gli abruzzesi o per chiunque soffra, proprio per carattere e visto che di disamore ce n’è già abbastanza. Quindi non è per “lanciare il sasso e togliere la mano”…. assolutamente no, nè perchè mi diverto a fare casino o a togliermi la ‘soddisfazione’ di dire ciò che voglio salvo poi chiedere scusa, perchè non c’è assolutamente malafede in me. Voglio proprio spiegare, una volta per tutte sempre, che se è umana e spiegabile una reazione indignata a ciò che leggo (e che conosco solo in base a ciò che leggo, oltretutto) poi mi dispiace proprio di usare certe espressioni, tutto qua.
    Il che, comunque, a dimostrazione della mia totale buonafede, accade di rado… (per fortuna), proprio perchè non mi piace e non sono il tipo, oltretutto, da toni ‘acidi’, proprio anche nella vita quotidiana.
    Poi sto diventando seriamente computer- dipendente e veramente ho la vita a rotoli e la salute deteriorata, perciò vi saluto col solito affetto, ma ci tenevo a chiarirmi! Anzi, per dimostrare sempre che non sto in malafede nel dire le cose e poi scusarmi, per me se Pino lo cancella è anche meglio, ma capisco che di bailamme sul suo blog ne ho creato abbastanza… e non può stare dietro alle mie cretinate, (scusa ancora, davvero). Ho finito, un caro pensiero a Tutti.

    Pino me lo pubblichi questo che sennò ci sto male? Ti prego…

  5. agopaso scrive:
    maggio 9th, 2009 alle 03:57

    D’accordo, è un’esagerazione licenziare 100 dipendenti per cose simili.
    Vorrei però porre l’accento su un altro aspetto: la notizia è posta bene?
    Cioè, a me sembra che 100 non sono state licenziate perchè “hanno chiesto di rendere omaggio alle vittime del terremoto ” ma perchè NON SI SONO PRESENTATE AL LAVORO.
    credo che la cosa vada posta in questo senso. insomma, anche loro…..
    non presentarsi in massa al lavoro crea certamente un “muro contro muro” che difficilmente porta a qualcosa di buono.
    A mio parere da entrambe le parti cìè stata un’esagerazione

  6. eugenio scrive:
    maggio 10th, 2009 alle 03:01

    ho” sempre detto che la rovina dell’italia sono i sindacati, che pendono posizioni oltranziste nei confronti dei datori di lavoro.cari signori lavoratori, vi e’ mai passato per la mente che a manifestare, e quant’altro (vedi asssembee,ecc. ecc.) si possa fare anche nelle ore libere? come si fa’ in molti paesi dove hanno a cuore l’interesse della azienda e del posto di lavoro? meditate gente,……meditate!

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