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Una tazza di the

By pino scaccia | maggio 6, 2009

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Topics: guerra & pace | 11 Comments »

11 risposte per “Una tazza di the”

  1. giorgius scrive:
    maggio 6th, 2009 alle 13:01

    Troppi, orribili, insensati, “incidenti” di guerra, in terra afgana, quando ancora continuano da un anno gli allarmi di pre-terorrismo bio-radioattivo in terra americana ed europea.

  2. Sissi scrive:
    maggio 6th, 2009 alle 13:29

    E’ bellissima!!!
    (te lo dovevo proprio dire, ma ciiao ciao)

  3. franca scrive:
    maggio 6th, 2009 alle 16:05

    “Ogni uomo è mio fratello…”

  4. ciuffa scrive:
    maggio 6th, 2009 alle 18:10

    Mi fa molta tenerezza quest’uomo. Bellissima foto. Sa trasmettere molto più di tante parole. Complimenti.

  5. Carmen scrive:
    maggio 6th, 2009 alle 19:35

    Bella questa immagine!! in fin dei conti ciò che speriamo si può realizzare…

  6. ceglieterrestre scrive:
    maggio 6th, 2009 alle 23:39

    L’immagine unisce il XII sec. e XX sec.

    Un vestiro antico venuto dal passato.
    Un soldato venuto dallo spazio.
    Un uomo un soldato due tazze di tè
    Arriverà un giorno la pace?

  7. elah scrive:
    maggio 7th, 2009 alle 08:06

    bella foto, vero, nè viste altre molto belle all’apparenza..
    foto di un villaggio in afghanistan, con il capo villaggio e i soldati tutti seduti a bere o mangiare…foto che mette a confronto due mondi diversi… in quelle occasioni i nostri militari portavano aiuti al villaggio, ai bambini, e in cambio il capo villaggio informava su strade da non percorre in una certa data perchè era molto possibile che ci sarebbe stato un attentatoi … notizie utile che si è rivelata veritiera.
    po c’è un’altra foto non scattata dello stesso capo villaggio con un capo talebano, e in cambio anche qua di aiuti, denaro, che il talebano forniva a quella comunità il capo villaggio gli forniva informazioni sui nostri militari che qualche giorno prima gli avevano fatto visita.
    la foto di cui sopra, è bella ma inquietante

  8. Cassandra scrive:
    maggio 7th, 2009 alle 20:29

    A me questa foto racconta quanto sia vissuta come normalità la presenza di militari in assetto di guerra… tanto che gli offre da bere, come facciamo con i giardinieri o i muratori che lavorano in casa…

  9. Barba scrive:
    maggio 8th, 2009 alle 10:20

    Questa foto mi ricorda un episodio di molti anni fà quando a Creta fui scambiato per tedesco da un anziano signore. Quando gli ho detto che ero italiano ha sorriso ed ha cominciato a raccontarmi dei tempi passati. “Sai, in tempo di guerra, io ero un ragazzino, portavo da mangiare ai soldati italiani perchè avevano fame” Io gli ho chiesto: “Ma noi non eravamo i nemici?” “No, no i tedeschi erano nemici ma voi…… italiani e greci una fazza (faccia) una razza…”

  10. giusy scrive:
    maggio 8th, 2009 alle 12:21

    “Anche tu sei mio fratello anche tu sei uguale a me..non importa se sei rosso se sei giallo oppure nero. Hai le stesse mie mani.”

  11. Gabriel Cunha scrive:
    ottobre 19th, 2009 alle 17:46

    Sono brasiliano e vorrei includere il Brasile in questa cattegoria “Guerra e Pace”, perché è quello che viviamo a Rio de Janeiro. Uno stato di “Guerra e Pace”, come il titolo del romanzo dello scrittore russo. Si vive una guerra non declarata dal governo per ragioni politiche. I trafficanti hanno colpito un elicottero della polizia. Non è possibile continuare così. Non si può vivere così. Ogni giorno muoiono più persone. La ragione? La violenza carioca, cioè, la vioenza del Rio de Janeiro.

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