Ricerca

Categorie

Link


« | Main | »

Lavoro, la strage continua

By pino scaccia | maggio 28, 2009

 Sono morti  altri tre operai, alla raffinerie Saras di Cagliari.Tutti i giorni muoiono in media tre-quattro lavoratori.  Io so benissimo cosa significhi fare l’operaio (anche io lo sono). So benissimo cosa significhi sudarsi lo stipendio (e molte volte rischiare la vita),  per un misero stipendio da mille euro al mese (quando va bene). Ancora oggi c’è chi si ostina a chiamarle “morti bianche”.Invece la mano responsabile c’è, più d’una; è la mano di chi, per ignoranza, pensa che la prevenzione e la sicurezza sul lavoro siano dei costi inutili per la sua azienda; è la mano di chi dovrebbe fare i controlli e magari chiude un occhio perché prima di tutto viene la produzione; è la mano di chi non rischia di lasciarci una mano in catena di montaggio e allora non sente vicina questa mattanza. Chiamateli “omicidi sul lavoro”.Cosa c’è di bianco in una morte sul lavoro? Io sono stufo delle promesse da parte del mondo politico tutte le volte che ci sono queste stragi. Sto leggendo proprio adesso una nota di agenzia con un intervento del Ministro del Lavoro Sacconi, che dice “c’è la necessità di adeguati investimenti in formazione e in informazione da parte delle imprese affinché ciascun lavoratore abbia piena consapevolezza di tutto ciò che può costituire pericolo per la sua salute”. Proprio lui mi viene a parlare di sicurezza sul lavoro, quando lo schema di decreto correttivo approvato dal Consiglio dei Ministri il 27 marzo 2009 vuole stravolgere il Dlgs 81/08. Lui mi viene a parlare di sicurezza sul lavoro, quando il suo governo non ha emanato neanche uno, ripeto uno, dei 38 decreti attuativi al Testo Unico per la sicurezza sul lavoro (Dlgs 81/08). Lui mi viene a parlare di sicurezza sul lavoro, quando lo schema di decreto correttivo, vuole introdurre la norma “salva manager”, cioè l’art 10 bis. Se passa questa norma, non saranno più i datori di lavoro a risponderne in caso di gravi infortuni, se l’evento è imputabile ai preposti, al medico competente, ai progettisti, ai fabbricanti e ai lavoratori (comma 1, lettera d, art 10 bis). In questo modo si elimina la possibilità di accertare la responsabilità di chi sta più in alto, in molti casi amministratore delegato e top manager.Lui mi viene a parlare di sicurezza sul lavoro, quando il decreto correttivo dimezza la maggior parte delle sanzioni ai datori di lavoro, ma le aumenta, anche se di poco per i lavoratori.Le sanzioni erano l’unico deterrente. La sanzione massima per un datore di lavoro era di 15 mila euro, adesso 6400. Ci sono tre cose fondamentali che andrebbero fatte, non fra una settimana, non fra un mese, non fra un anno, ma adesso: 1) Aumentare il personale ispettivo delle Asl (tecnici della prevenzione).I tecnici Asl sono 1849 in tutta italia con oltre 5 milioni di aziende da controllare: un controllo ogni 33 anni tanto per farsi un idea.Considerando la vita media di un’azienda che è di 15 anni, praticamente MAI. 2) Insegnare la sicurezza sul lavoro fin dalla scuole elementari, perchè gli studenti di oggi, saranno i lavoratori e gli imprenditori di domani. 3)Pene esemplari per i datori di lavoro e i dirigenti che non rispettano la sicurezza sul lavoro: sono pochissimi i datori di lavoro che finiscono i carcere quando risultano responsabili di gravi infortuni o morti sul lavoro.Queste cose le vado ripetendo da anni. Quanti morti sul lavoro dovremo ancora contare, perchè si dica veramente basta? Ci consideriamo un Paese civile ma non lo siamo. Marco Bazzoni operaio metalmeccanico e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

Comments

comments

Topics: lavoro | 3 Comments »

3 risposte per “Lavoro, la strage continua”

  1. lorena scrive:
    maggio 28th, 2009 alle 20:48

    dovremmo istituire una ricorrenza per ricordare i morti di questa guerra, fatta senza armi ma nella impunità dei responsabili

  2. ceglieterrestre scrive:
    maggio 29th, 2009 alle 11:54

    La povertà, la necessità, porta un Uomo ad accettare lavori rischiosi. Ci saranno sempre! Ero bambina e il mio vicino di casa a Begnoregio perse la sua giovane vita, insime a un suo amico, furono sepolti in una cava di pozzolana.La moglie e tre figlie si rimboccarono le maniche e tutti a servizio a Roma.Non solo perdono la vita ma come vengono risarciti? quante ingiustizie, quanta violenza, sembra tutto normale fino che non tacca a uno di noi.

  3. DonDiego scrive:
    aprile 9th, 2010 alle 14:45

    Telecom si appresta a buttare fuori circa 2000 lavoratori, la motivazione non si capisce, ma ha scelto di trasferirli su una società che ha già 50 milioni di euro di debito pronti per essere mandati in rovina con tutta la società ….

    Lo stato e soprattutto le televisione stanno facendo di tutto per nascodere questa informazione ….

Commenti