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Intorno a una tenda

By pino scaccia | giugno 9, 2009

Chi mi segue sa che sono stato tre volte in Libia negli ultimi tempi. Un Paese con un passato complicato e un futuro ancora incerto, nel senso che ancora non è stata intrapresa in maniera netta la strada da percorrere. Il bivio è fra democrazia reale e ingresso nel mercato, deciso comunque a sfruttare le indubbie bellezze naturali e anche la suggestione di un Paese gonfio di cultura. Il “leader” come si fa chiamare semplicemente Gheddafi (non più colonnello come qualche giornale ancora titola) o addirittura “fratello” sta giocando di fino e certamente all’interno di questo progetto rientra la sua visita piena di clamore in Italia, vecchio sogno di chi ha subito il colonialismo. Tutto fa parte di una coreografia studiata per esaltare il personaggio: la tenda ormai leggendaria, dove non dormirà affatto ma che userà come salone di rappresentanza, la mega delegazione al seguito (400 persone), l’incontro con 700 donne italiane che contano, il confronto con gli studenti, il faccia a faccia (tuttora incerto) con gli esuli, misteriose visite a sorpresa coperte dall’alibi della sicurezza. Sono questi gli appuntamenti che fanno notizia, più dei vertici istituzionali. Circondato da una densa atmosfera di contestazione fa questo bagno di tre giorni in una città che ama. E il mio impegno, faticoso, è di seguirlo, quasi passo passo, in questa follia di appuntamenti. Cercando di non farsi condizionare troppo da questa nuova faccia (non è un modo di dire) da comunicatore. Certamente a Tripoli è stato più facile. Il servizio al Tg1 delle 20

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Topics: libia | 5 Comments »

5 risposte per “Intorno a una tenda”

  1. Fausta scrive:
    giugno 9th, 2009 alle 23:35

    Sarà molto difficile per te, ma almeno noi avremo un quadro “vero” di questa tre giorni romana.
    Grazie Pino

  2. ceglieterrestre scrive:
    giugno 10th, 2009 alle 08:50

    Vacanze romane per lui…ma che fatica fare il gabbiano.Una volta i gabbiani volavano sui mari.felice giornate di lavoro;)

  3. Giuseppe scrive:
    giugno 10th, 2009 alle 12:51

    Ho appena visto il suo servizio delle 13:30, ad avercene di giornalisti corretti come lei. Quel “parleranno anche di politica” è stato magnifico.
    A presto
    g

  4. Barba scrive:
    giugno 10th, 2009 alle 16:46

    Il colonialismo in se e quello italiano in Libia ha scritto pagine dolorose che hanno portato il risentimento delle popolazioni colonizzate. Ma sono trascorsi ormai ottant’anni e, almeno sul piano formale e diplomatico, sarebbe stato opportuno metterci una pietra sopra. Il colonnello viene a dirci che si chiude un periodo storico ma lo fa, in modo contraddittorio ed ambiguo, sbattendoci in faccia quella fotografia. E’ un po’ come se il nostro Presidente della Repubblica andasse in visita ufficiale in Germania ostentando una foto delle Fosse Ardeatine o di Marzabotto. Certo “pecunia non olet” ed il colonnello è ormai un partner ambito da molti paesi perché ha denaro da spendere, ma mi rammarica che nessun organo ufficiale abbia avuto il coraggio di stigmatizzare e condannare questa ostentazione.

  5. Alessandro Salutini scrive:
    giugno 11th, 2009 alle 17:29

    Mi voglio presentà anch’io a casa d’un amio con tutte le patacche sulla giacca e la foto der ganzo della su moglie appiccicata in bella vista …..per vedè che popò di parapiglia viene fori….. :-)
    PS: ogni riferimento a persone reali è puramente casuale…..

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