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Yes, we camp

By pino scaccia | luglio 8, 2009

L’Aquila. Vi scrivo da piazza d’Armi protetto dall’ombra di una grande tenda. Proprio in questo momento è passato il corteo con Obama. Il presidente americano sta andando a visitare i luoghi del terremoto. Dopo quello sulla montagna, gli aquilani hanno piazzato sul percorso un altro striscione provocatorio: “Yes, we camp”. Parafrasando il motto storico di Obama ironizzano sulla condizione (obbligata) di campeggiatori. Sono appena tornato da Coppito: caos indescrivibile. Tutto ottimamente organizzato, per la verità, ma il “media village” è così affollato da sfiorare il delirio. Sono tornato di corsa qui.

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Topics: abruzzo | 16 Comments »

16 risposte per “Yes, we camp”

  1. Simone scrive:
    luglio 8th, 2009 alle 17:46

    Ma perché non lo chiamate “centro media”?

  2. pino scaccia scrive:
    luglio 8th, 2009 alle 17:55

    perchè si chiama media village
    non lo chiamiamo noi così: e comunque non mi pare decisivo
    casomai allora, se ho colto il senso, bisognava chiamarlo “centro stampa” ma visto che sono ospitati i giornalisti di tutto il mondo l’internalizzazione stavolta mi sembra assolutamente normale
    mah

  3. Ste scrive:
    luglio 8th, 2009 alle 20:56

    Intanto siamo passati da un tetto entro l’estate ad uno entro novembre. Che cialtrone. Quello che piangeva per i clandestini affondati dalla linea dura di prodi. Ed oltretutto il G8 è una spesa che mi pare inutile. Tante chiacchiere e passerelle per risolvere i problemi del mondo, anni di promesse e nessuna soluzione. Mah

  4. Cassandra scrive:
    luglio 9th, 2009 alle 08:05

    Ho l’impressione che l’area sia “usata” come un’enorme disneyland che racconta il set di un film catastrofico. Peccato, credevo che la dicisione di spostarlo lì fosse una sfida per dimostrare una ricostruzione efficiente e veloce (a scosse terminate).
    Trovo efficentisismo, invece, “Yes, we camp”: con incisiva ironia si sottolinea un legittimo disappunto, in maniera molto civile. La dimostrazione che gli aquilani sono più vivi che mai.

  5. Giorgius scrive:
    luglio 9th, 2009 alle 09:34

    Intanto, nella rete digitale mondiale, si sta combattendo, a colpi di codici incomprensibili agli internauti, la prima presunta guerra fredda…

    Leggi:
    http://giorgius.ilcannocchiale.it/2009/07/08/north_korea_pelle_e_ossa_ecco.html

  6. ceglieterrestre scrive:
    luglio 9th, 2009 alle 10:38

    E’ meglio ripararsi all’ombra di una tenda azzurra.La genziana è appena spuntata, le aquile volano altre. Buon lavoro gabbiano! Guarda anche per noi la cima del “Piccolo Tibet”.

  7. pino scaccia scrive:
    luglio 9th, 2009 alle 11:12

    mai detto entro l’estate, sempre detto prima che arrivi il grande freddo
    e comunque, senza difendere nessuno, un conto è fare le cose in fretta, un altro conto sono i miracoli

  8. Sissi scrive:
    luglio 9th, 2009 alle 14:56

    D’accordissimo con Pino, non per fare l’avvocato difensore di nessuno anch’io ma oggettività e chiarezza le apprezzo sempre.

  9. Ste scrive:
    luglio 9th, 2009 alle 16:20

    “Nessuna passerella per il Consiglio dei ministri all’Aquila, ma l’impegno nei confronti della popolazione” aggiunge Berlusconi, che ribadisce di aver preso quell’impegno “davanti alle bare”. Poi assicura che le nuove “case saranno super sicure” e promette di chiudere le tendopoli entro al fine dell’estate. E trova anche il tempo per scherzare con i bambini e scambiare battute con gli sfollati.”
    Da repubblica.it

    Entro la fine dell’estate significa entro il 21 settembre, ora siamo passati a novembre, di certo arriveremo a Natale.
    Certo, i miracoli non sono possibili, infatti erano promesse fatte per prendere voti alle europee e infatti sono certo la gente sarà nelle case dopo novembre.

  10. Arcroyal scrive:
    luglio 9th, 2009 alle 21:24

    Ma questi ‘campeggiatori’ pensano che le case si tirino su come i mattoncini del Lego? Invece di organizzare queste sceneggiate, perchè non ci fanno vedere in quanto tempo costruisono loro una casa? Fondamenta, mura, pareti, tetto, le conduttore dell’acqua e della luce, infissi, tutto insomma.

    Almeno si capisce se la loro è una protesta seria e fondata, oppure un modo come un altro di sciacallare su una tragedia.

  11. Arcroyal scrive:
    luglio 9th, 2009 alle 21:41

    A leggere commenti come quello lasciato da Ste, si ha un’idea chiara di quanto funzioni bene il metodo ‘Bari’. Nel capoluogo pugliese fino a quando i magistrati si sono occupati delle frequentatrici di Palazzo Grazioli, riflettori accesi e massimo allarme democratico. E guai a distrarsi, che altrimenti si è servi e infami come Minzolini e Scaccia. Quando poi l’inchiesta è tornata ad occuparsi delle centinaia di milioni di debiti della Regione Puglia di San Nichi Vendola, è calato il silenzio, il circo mediatico ha levato le tende ed è andato doverosamente ad occuparsi d’altro.

    All’Aquila lo stesso. Con l’unica differenza che invece di esserci le escort ci sono le ‘promesse mancate’. Che poi Berlusconi non abbia mai detto che le case erano pronte per l’estate, non importa. L’importante è non occuparsi del presente e soprattutto del passato. Per esempio di chi ha rilasciato le licenze per costruire palazzi che sono venuti giù come castelli di sabbia, di chi non ha vigilato sui lavori, di chi ha permesso abusi edilizi scandalosi. Ma qui, appunto, le responsabilità vanno ricercate tra gli amministratori locali, e lì Berlusconi c’entra poco o niente. E come farebbero allora i nostri bravi e onesti Ste a gridargli ‘buffone, buffone’? Quindi avanti a tutta forza con le balle, che ci sono le cose serie da nascondere.

  12. mrunonessunocentomila scrive:
    luglio 10th, 2009 alle 03:46

    Senza accusare nessuno ma per oggettività e chiarezza::

    http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/sisma-aquila-7/giornata-scuola/giornata-scuola.html

  13. Siv scrive:
    luglio 10th, 2009 alle 10:56

    Beh le case non si tirano su con i mattoncini lego, però gli alloggi per il G8 e lo spostamento dalla Sardegna con i dovuti cambiamenti di organizzazione sono stati effettuati in 3 mesi… usassero la stessa logica anche per costruire le case forse qualcuno in più potrebbe avere la casa molto prima…

    Viste le loro condizioni credo abbiano tutti il diritto di protestare, anche solo per fare “pressioni” affinché non ci si dimentichi di loro…
    mi sembra una buona idea…
    Se non sono loro a protestare chi altri ?

  14. Arcroyal scrive:
    luglio 10th, 2009 alle 11:47

    Sempre nel sacro nome dell’oggettività e della chiarezza, non è mai stato detto da nessuna parte che le case sarebbero state costruite ‘entro l’estate’. Al massimo in alcuni incontri con i terremotati ad aprile, cioè a pochi giorni dal sisma, si era detto ‘entro la fine dell’estate’, che è una cosa un po’ diversa. Comunque già a metà maggio, causa anche la difficoltà di reperire i terreni adatti e di eseguire i necessari espropri, si è corretto il tiro ed è stato annunciato che “entro il primo novembre saranno pronte case per tredicimila persone”:

    http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/cronaca/sisma-aquila-10/case-novembre/case-novembre.html

    Come si vede l’annuncio è stato fatto a maggio, a venti giorni dalle elezioni europee. Nessuno ha illuso i terremotati che le case fossero pronte entro 3 mesi. Chi parla di “ promesse fatte per prendere voti alle europee “ racconta l’ennesima balla.

  15. Arcroyal scrive:
    luglio 10th, 2009 alle 12:08

    @ Siv

    Il G8 è ospitato in una caserma della Guardia di Finanza. Non mi risulta che sia stato costruito alcun alloggio per l’evento. Sono state fatte solo delle ristrutturazioni interne, che certo non si possono paragonare alla costruzione di una casa.

    Se tu sai come offrire “molto prima “ una casa sicura agli sfollati, hai solo da dirlo. Fa sempre piacere ascoltare degli esperti, e non i soliti miliziani che parlano per dare addosso al Nemico.

    Quanto al protestare, è un diritto, mica un obbligo. Non è che ci sia questa necessità di protestare sempre e a prescindere. Qui si è voluto far credere che i terremotati siano ancora nelle tende causa inefficenza e cattiva volontà del governo. Non è vero. Ci sono decine di migliaia di sfollati a cui è stato assicurato l’alloggio negli alberghi della costa. E ci sono tempi tecnici che neppure con l’aiuto di Superman e di Goldrake si riesce ad abbassare.

  16. pino scaccia scrive:
    luglio 15th, 2009 alle 17:59

    ineffabile emilio barone, perchè non ci vai te a kabul?
    impareresti un sacco di cose

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