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Libero, dopo sei mesi

By pino scaccia | luglio 11, 2009

L’appello di Khwan Ricordate, proprio una settimana fa avevamo ospitato l’appello della moglie di Vagni. Adesso Eugenio è libero, anche se è stata dura, come per tutti i sequestrati in quel dedalo inestricabile che è la giungla filippina. Sei mesi sono stati lunghi ma rappresentano la media. Il caso di padre Bossi, liberato dopo due mesi, fu un’eccezione. Khwan ha già sentito il marito e ha parlato con il papà anche la piccola Letizia. La Croce Rossa ha già detto che non è stato pagato alcun riscatto, ma comunque non è importante, bisognava salvare a tutti i costi un uomo che rischia la propria vita per aiutare gli altri. Sul sito di Mindanao è già uscita la notizia. Conosco bene la zona e conservo tanti amici. Mi sento come se stasera fossi là a festeggiare. In uno dei luoghi più belli e più pericolosi del mondo.

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Topics: filippine | 3 Comments »

3 risposte per “Libero, dopo sei mesi”

  1. latorredibabele scrive:
    luglio 12th, 2009 alle 11:39

    L’ingegnere italiano sarebbe stato rilasciato dopo che il negoziatore del governo di Manila ha pagato 50.000 peso (1.042 dollari) e ha accettato di rilasciare le due mogli del leader del gruppo di sequestratori Abu Sayyaf, considerato vicino ad al Qaida. È stato lo stesso negoziatore, il vice governatore di Sulu, Ann Sahidulla, a raccontare di aver dato il denaro ai militanti «per le sigarette» e di aver consegnato ad Albader Parad la moglie arrestata la scorsa settimana, perché sospettata di complicità nel sequestro. Una seconda moglie di Parad è stata rimessa in libertà perché non c’erano sufficienti prove riguardo la sua complicità con le attività del gruppo. Sahidullah ha voluto precisare che non si è trattato di uno «scambio di prigionieri», perché una delle mogli ha convinto il leader di Abu Sayyaf a liberare Vagni.

  2. Melania Gastaldi scrive:
    luglio 12th, 2009 alle 20:31

    Finalmente libero!

  3. barbara brunati scrive:
    luglio 12th, 2009 alle 21:45

    Dietro ad ogni sequestro e ad ogni liberazione si muovono, più o meno nell’ombra, forze ufficiali e non.Forse la mia felicità saprà un po’ di “superficiale”, ma quando ieri sera ho sentito la notizia, ho pensato solamente : Che bello, ora Eugenio può tornare a casa.”E ho sentito che il tanto invocato miracolo si era realizzato.

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