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Voci dalla tendopoli

By pino scaccia | luglio 11, 2009

Tornato a casa, cercavo un’immagine (ne ho scattate pochissime stavolta) che rappresentasse il senso della nuova avventura abruzzese. Credo che questa sia sufficientemente simbolica di un impegno che deve continuare. Con i terremotati di piazza d’Armi c’è, fin dall’inizio, un dissidio di fondo: la maggioranza è infastidita dai riflettori. C’è da capire: stress e disagi sono pesanti. Però per la prima volta, dopo il frastuono assordante del G8, cominciano a temere che le luci si spengano. Sanno che da soli, senza cassa di risonanza, sarà molto più difficile tornare alla normalità. E queste telecamere spente, lì proprio in mezzo alla tendopoli più grande dell’Aquila, fanno tristezza.  Parla il popolo degli sfollati

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Topics: abruzzo | 10 Comments »

10 risposte per “Voci dalla tendopoli”

  1. Fox scrive:
    luglio 11th, 2009 alle 20:57

    Scaccia, sarebbe buona norma far sentire nel TG1 anche le voci fuori dal coro.
    Oppure devo dedurre che non ci sia nessun problema nelle tendopoli, che tutti gli aquilani siano rimasti contenti del G8 dalle loro parti, che va tutto bene come nelle famiglie del Mulino Bianco e che c’è solo TANTA speranza?

    La saluto

  2. pino scaccia scrive:
    luglio 11th, 2009 alle 21:07

    Io non ho scelto. Ho preso il microfono e ho fatto un giro fra le tende. Ho intervistato i primi quattro, anzi cinque, che ho incontrato. Un altro non ha voluto parlare. E onestamente quello che hanno detto rappresentava il pensiero generale, cioè quello che ho sentito nei tre giorni che sono stato a piazza d’Armi.
    Scelti a caso. Oppure dovevo selezionare, andare in cerca dei contestatori ad oltranza?
    Nei giorni che ho trasmesso ho mandato in onda tutto: l’occupazione di un edificio, la protesta di quattro consiglieri comunali, gli striscioni “yes, we camp” che hanno fatto il giro del mondo.
    C’è stata ieri una manifestazione di protesta. Una giusta protesta e ancor più giuste richieste.Il Tg1 l’ha seguita tutta, in diretta, con due inviati ed è andata regolarmente in onda in ogni edizione. Lì gli aquilani hanno mostrato un grande senso civico, respingendo ogni tentativo di strumentalizzzione di chi non cerca le case ma solo lo scontro politico.
    Sono della stessa idea, cara coraggiosissima volpe. Cioè della maggioranza degli aquilani. E ho la coscienza tranquilla. In un mese di terremoto non ho mai fatto vedere mulini bianchi ma solo lutti e rovine.

  3. Frank scrive:
    luglio 11th, 2009 alle 21:48

    “Mostrato gli striscioni Yes, we camp”?

    Peccato che sia stato fatto senza spiegare PERCHE’ la scelta di quello slogan “ironico”. Lo slogan è “ironico”, il fatto che a L’Aquila si stia dopo 3 mesi ancora nelle tende (unico caso nella storia dei dopo-terremoto recenti) non è affatto ironico.

    Si è scelto quello slogan perché si voleva comunicare questo messaggio, lei sul primo tg nazionale li ha fatti passare tutti per “spiritosi”.

    Sono anche incazzati, si sappia.

  4. pino scaccia scrive:
    luglio 11th, 2009 alle 22:17

    Incazzati chi? E’ stato spiegato e rispiegato: l’ho ripetuto almeno tre volte in diretta cosa significava quello striscione. Mai detto,da nessuno, spiritosi: ho parlato di ironia (che è una cosa diversa) e di provocazione. Ho ancora gli appunti del collegamento.
    Non è vero forse che ho parlato dell’occupazione delle case e della protesta dei consiglieri comunali?
    Sono stufo delle scemenze e degli anonimi e delle polemiche strumentali. Che dicono oltretutto falsità. Basta conoscere un minimo di quello che è successo in Umbria-Marche: ed è l’ultimo terremoto italiano in ordine di tempo.
    Io non parlo e scrivo da Roma, ma parlo dall’Aquila, anzi dalla tendopoli dove passo tutte le giornate, chiacchierando con la gente. Nessuno mi deve dire quello che dicono gli aquilani: lo sento da solo. Lo ripeto per l’ennesima volta: gli aquilani sono migliori di quello che qualcuno pensava, sono stanchi ma non si fanno usare.
    E non basta un nick qualsiasi per cambiare la realtà, tentando per l’ennesima volta di buttarla in politica. Continuate a sbagliare indirizzo.

  5. Arcroyal scrive:
    luglio 12th, 2009 alle 09:04

    @ Frank

    il fatto che a L’Aquila si stia dopo 3 mesi ancora nelle tende (unico caso nella storia dei dopo-terremoto recenti)

    Vediamo di fare un pò di chiarezza.

    In Friuli dopo il terremoto del 1976 ci misero 15 anni a ricostruire quanto era stato distrutto.
    In Irpinia e in Basilicata dopo il terremoto del 1980 la ricostruzione sulla carta non è mai terminata: c’è ancora gente che vive nei prefabbricati costruiti dopo il sisma.
    In Umbria, dopo il terremoto del 1997, ci hanno messo 12 anni a rimettere in sesto quanto era crollato. Il 2009 è il primo anno in cui la Regione non ha stanziato soldi per l’emergenza post-terremoto. I dati aggiornati al 2008 dicono che il 93% della popolazione è rientrata nelle case.

    Nei terremoti precedenti, per garantire un alloggio in attesa della ricostruzione, è stata seguita questa trafila. Prima sono state piantate le tende o portate delle roulotte, poi sono arrivati i container, infine sono state montate delle case prefabbricate.
    Per l’Abruzzo il governo ha preferito limitarsi alle tende e al trasferimento di quanti più sfollati possibile negli alberghi del litorale, e ha indirizzato tutti gli sforzi a dare ai terremotati entro 6 mesi un alloggio in edifici prefabbricati di nuovo tipo, in grado di resistere alle scosse.

    Quando si protesta e ci si lamenta perchè dopo 3 mesi ci sono ancora gli attendamenti, si dovrebbe avere l’onestà di ammettere che l’unica alternativa possibile alle tende sono i container di lamiera. E visto che l’area del terremoto in Abruzzo è più limitata dell’Irpinia e dell’Umbria, ma più densamente popolata, se si mettessero i container, oltre a sprecare tempo ( e spazio ) prezioso perchè si dovrebbe dotarli di luce, acqua, gas, sistemi fognari, si otterrebbe un immensa bidonville, una favelas di lamiera al cui confronto le tende attuali sembrerebbero dei freschi boschetti.

  6. latorredibabele scrive:
    luglio 12th, 2009 alle 11:02

    Una scossa di terremoto di magnitudo 4.0 e’ stata registrata poco fa nella zona de L’Aquila. L’epicentro del sisma e’ stato localizzato tra L’Aquila, Collimento e Villagrande. (Agr)

  7. franca scrive:
    luglio 12th, 2009 alle 14:36

    Non dimentichiamo il Belice.
    Nel gennaio del 1993, si constatava con soddisfazione:”le famiglie terremotate che continuano a vivere nelle baracche della valle del Belice, sono appena 1.500″
    E che dire del sisma e maremoto del 1908 di Messina?
    A un secolo dal terribile terremoto di Messina dodicimila persone vivono ancora in caseggiati fatiscenti.In questa vera e propria polveriera sociale centinaia di bambini e anziani malati vivono in condizioni igieniche da campo profughi.

  8. latorredibabele scrive:
    luglio 13th, 2009 alle 14:02

    Trema ancora L’Aquila. I geologi avevano avvertito che il cosiddetto “sciame sismico” avrebbe continuato a colpire l’Abruzzo per molto tempo ancora, ma il ripetersi di movimenti della terra rinnova l’ansia tra gli sfollati. Tra la scorsa notte e le prime ore di stamani, le scosse registrate nell’aquilano sono state addirittura sei. La più forte, di magnitudo 3.6, si è verificata a mezzanotte.

  9. Silvi scrive:
    aprile 6th, 2011 alle 07:08

    Ora ,a due anni da quella notte maledetta,il centro storico è stato restaurato e tutti sono rientrati a casa.Parola di Rita Dalla Chiesa.

  10. pino scaccia scrive:
    aprile 6th, 2011 alle 12:21

    già… come fonte una finta aquilana

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