Ricerca

Categorie

Link


« | Main | »

Uscire dalla base a bordo di un “Lince”

By pino scaccia | luglio 25, 2009

Giornata drammatica per il contingente italiano di stanza in Afghanistan. Prima un agguato in strada, con un ferito lieve e quasi cinque ore di scontri. Poi, in serata, un attacco contro una nostra pattuglia: due i feriti, fortunatamente tutti in modo non grave. La pattuglia è stata attaccata con un ordigno posizionato in una moto parcheggiata al margine della strada e poi attivato con un congegno a distanza. I militari, insospettiti, si sono spostati nella carreggiata opposta e, con questa manovra, hanno fatto sì che l’esplosione coinvolgesse il mezzo in maniera parziale. “E’ lecito immaginarsi una escalation di tensione anche in vista delle prossime elezioni che rappresentano un passo determinante per la stabilità del Paese” commenta il generale Rosario Castellano, comandante del contingente italiano in Afghanistan.

lince-2

Si esce sempre con due mezzi. Le regole sono precise e tassative: elmetto e giubbotto indossati, ma il giubbotto è di quelli pesanti, con chili e chili di lastre. Uscire dalla base non è mai routine. Il rischio di attentati è altissimo, lo sanno tutti. I “Lince” sono scomodissimi, ma anche resistenti come nessun altro mezzo. L’ultima volta che sono stato a Herat era Capodanno. Ogni giorno uscivamo e tutte le accortezze erano messe in atto anche per pochi chilometri, appena fuori dell’area protetta. Il percorso è studiato a tavolino, cioè programmato nei dettagli, ma basta un minimo allarme per cambiarlo al volo. L’allarme naturalmente riguarda la segnalazione di un kamikaze, ma la vera insidia restano le bombe, quei maledetti ordigni rudimentali piazzati al bordo della strada e praticamente invisibibili (per non parlare di quando si affronta il deserto). I “Lince” sono adattati per resistere, ma ci sono dei limiti. Generalmente la carica di esplosivo raggiunge i cinque, sei chili. La bomba che ha ucciso Alessandro conteneva sessanta chili di tritolo, un’enormità. E allora non c’è difesa. Capodanno con gli angeli afghani

Comments

comments

Topics: afghanistan | 26 Comments »

26 risposte per “Uscire dalla base a bordo di un “Lince””

  1. Tito scrive:
    luglio 25th, 2009 alle 20:46

    Mi stupisce e mi rattrista l’assenza di commenti alle notizie, ormai di allamante frequenza, degli attacchi cui è soggetto il contingente italiano in Afghanistan.

  2. Enrico scrive:
    luglio 25th, 2009 alle 20:53

    Beh spero arrivino presto i mezzi che ha promesso La Russa.

  3. Toni scrive:
    luglio 25th, 2009 alle 21:19

    mi auguro che i nostri abbiano ancora benzina per andarsene sani e salvi, quando verrà il momento.

  4. DRAGOM scrive:
    luglio 25th, 2009 alle 21:54

    E già… uscire dalla base non è mai routine, ne per loro che stanno li ne per noi, fidanzate o mogli, che li aspettiamo dall’altra parte del mondo… il mio ragazzo è a Farah da giugno è davvero un inferno!! Non c’è un giorno di pace… e tutte le volte che mi dice domani esco per me è un’ansia insopportabile..
    E poi succede come oggi, che sei tranquilla, e spunta la notizia sul televideo..e non sai se quel bersagliere ferito è lui.. o un suo amico..e l’ansia sale, e il terrore.. e poi finalmente lo senti e ti dice che è tutto ok, ma che il suo amico è stato ferito, che gli altri sono scioccati, che non parlano, che si abbracciano tra di loro.. che crecano di farsi coraggio a vicenda!!
    Come ha detto la sorella del povero Alessandro, morto la settimana scorsa, I NOSTRI MILITARI IN MISSIONE DANNO TUTTO IN CAMBIO DELL’INDISPENSABILE…….

    FORZA RAGAZZI !!!!

  5. pino scaccia scrive:
    luglio 25th, 2009 alle 22:30

    appunto, quando sarà il momento

  6. ceglieterrestre scrive:
    luglio 26th, 2009 alle 11:25

    Speriamo che tutto finisca presto

  7. Clizia scrive:
    luglio 26th, 2009 alle 13:44

    Vorrei tanto che questo momento fosse adesso!
    Vorrei che tornassero tutti a casa…

  8. Toni scrive:
    luglio 26th, 2009 alle 16:59

    “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle, con disciplina ed onore” (art.54 della Costituzione della Repubblica Italiana). Disciplina e onore, forse sono parole desuete ?

  9. pino scaccia scrive:
    luglio 26th, 2009 alle 17:20

    ma che vuoi dire?

  10. Giorgius scrive:
    luglio 26th, 2009 alle 17:28

    [Internet – YouTube]: Da alcune ore sono riapparsi in rete spezzoni di video del 2008 di attacchi taliban con IED telecomandati a distanza. Segnalare a chi compete.

  11. Toni scrive:
    luglio 26th, 2009 alle 17:36

    dovere, disciplina e onore, in effetti sono valori che dicono poco a certa gente

  12. pino scaccia scrive:
    luglio 26th, 2009 alle 17:42

    continui a straparlare, come al solito

  13. franca scrive:
    luglio 27th, 2009 alle 15:54

    Bossi,per me,ha posto più un problema economico che umanitario.
    “La missione costa un sacco di soldi e visti i risultati ci penserei”.
    Comunque,passiamo oltre.Non mi va di polemizzare.Soprattutto,sulla pelle di chi ci sta in Afghanistan.O,peggio,su chi è morto per questa guerra.Anch’io,come il ministro La Russa,per 6 mesi e mezzo(durata della permanenza di mio figlio in Afghanistan) ,mi svegliavo(quando dormivo)con “l’anima saltata”.Espressione siciliana che indica chiaramente PAURA.Sensazione che continua ad attanagliarmi.
    “Dovere,disciplina,onore”.Belle parole.Specialmente se scritte e non vissute in prima persona.
    Se,come membri della Nato,abbiamo l’obbligo di inviare i nostri soldati,miglioriamo(se ce ne fosse bisogno) e aumentiamo i loro mezzi .
    Mi auguro,il coraggio della responsabilità,nella nostra classe politica,governo ed opposizione.I nostri soldati lo meritano.
    Come madre e donna ho un sogno.La fine di questa guerra.Di tutte le guerre.Ma…è un sogno.

  14. pino scaccia scrive:
    luglio 27th, 2009 alle 19:02

    no, bossi è diventato semplicemente un professionista della politica: cavalca qualsiasi argomento che gli porta voti

  15. Toni scrive:
    luglio 27th, 2009 alle 22:56

    i soldati italiani sono là per la libertà di un popolo

  16. Massimiliano scrive:
    luglio 27th, 2009 alle 23:25

    Operare in queste condizioni diventa davvero difficile, soprattutto quando ogni uscita dalla base potrebbe rappresentare l’ultima… Mi auguro che tutto questo abbia fine in breve tempo

  17. ceglieterrestre scrive:
    luglio 28th, 2009 alle 23:02

    Vorrei credere in un mondo migliore, vorrei tendere la mano a un fratello triste, vorrei che i bambini non soffrissero per la cattiveria dei grandi.Un caro saluto e speriamo che tutti tornano sani alle loro case.felice notte

  18. latorredibabele scrive:
    luglio 29th, 2009 alle 22:42

    «Solo dopo le elezioni in Afghanistan potremo pensare attentamente a una exit strategy dal Paese ma solo concordata con gli altri partner»: lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

  19. Alessandra scrive:
    luglio 30th, 2009 alle 01:35

    Suppongo che riempirsi la bocca con parole come “dovere, disciplina e onore” sia facile se si sta seduti su una comoda poltrona in casa propria. Chi come me ha qualcuno in Afghanistan non può far altro che ridere davanti a certe “affermazioni”,è questione di superiorità.
    Franca speriamo non sia solo un sogno…

  20. latorredibabele scrive:
    luglio 30th, 2009 alle 10:17

    Il movimento talebano ha rivolto un appello agli afghani perchè boicottino le elezioni presidenziali del 20 agosto e li ha sollecitati invece «a liberare la loro terra occupata» con la guerra santa. In un comunicato diffuso dal movimento di ribelli islamici, si legge che «per ottenere una vera indipendenza, invece di recarsi a centri elettorali fasulli, (gli afghani) devono andare nella trincea della jihad, e attraverso la resistenza e la jihad devono liberare il Paese occupato dagli invasori».

  21. latorredibabele scrive:
    luglio 31st, 2009 alle 11:03

    Nei primi sei mesi del 2009 in Afghanistan sono stati uccisi oltre mille civili, il 24% in piu’ rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Lo rivela un rapporto dell’Onu reso noto oggi a Ginevra e a Kabul. Nel dettaglio da gennaio a giugno 2009 le vittime civili sono state 1013, contro le 818 dello setsso periodo del 2008 e le 684 dei primi sei mesi del 2007.

  22. paolo scrive:
    agosto 3rd, 2009 alle 04:50

    ecco,tristemente tutto si riduce sempre a statistiche.bella consolazione

  23. latorredibabele scrive:
    agosto 3rd, 2009 alle 14:58

    Almeno 12 persone sono rimaste uccise e altre 26 ferite per l’esplosione di una bomba collocata ai lati di una strada di Herat, nell’Ovest dell’Afghanistan. Tra le vittime anche una donna e un bambino, uccisi dall’esplosione che ferito seriamente il capo del distretto di polizia locale, ha precisato il comandante della sicurezza di Herat, generale Esmatullah Alizai, smentendo – come avevano affermato precedentemente altre fonti – che si sia trattato di un attentato suicida. La bomba- ha detto il generale era nascosta in un bidone della spazzatura in un quartiere centrale di Herat. L’attacco è avvenuto in pieno centro della città, in un momento in cui molta gente era in strada.
    L’attentato si è verificato a circa 300 metri dalla base del Prt (team di ricostruzione provinciale) italiano. Lo riferisce il maggiore Marco Amoriello, portavoce del Comando del contingente italiano ad Herat. L’ordingo è stato «presumibilmente attivato con un comando a distanza» e l’esplosione è avvenuta appunto a circa 300 metri dal Prt, cioè quell’insieme di unità italiane che si occupano dei progetti di ricostruzione nella provincia di Herat. Sul posto sono stati immediatamente inviati paracadutisti della Folgore «per supportare – spiega Amoriello – le attività locali e mostrare la vicinanza della forze Nato a quella afghana».

  24. La vita e la morte | La Torre di Babele scrive:
    maggio 17th, 2010 alle 12:34

    […] Uscire a bordo di un “Lince” nel territorio di Herat […]

  25. ALTRI QUATTRO MILITARI ITALIANI MORTI IN AFGHANISTAN | InQuestoMondoDiSquali scrive:
    ottobre 9th, 2010 alle 09:46

    […] Uscire dalla base a bordo di un “Lince”. Si esce sempre con due mezzi. Le regole sono precise e tassative: elmetto e giubbotto indossati, ma il giubbotto è di quelli pesanti, con chili e chili di lastre. Uscire dalla base non è mai routine. Il rischio di attentati è altissimo, lo sanno tutti. I “Lince” sono scomodissimi, ma anche resistenti come nessun altro mezzo. L’ultima volta che sono stato a Herat era Capodanno. Ogni giorno uscivamo e tutte le accortezze erano messe in atto anche per pochi chilometri, appena fuori dell’area protetta. Il percorso è studiato a tavolino, cioè programmato nei dettagli, ma basta un minimo allarme per cambiarlo al volo. L’allarme naturalmente riguarda la segnalazione di un kamikaze, ma la vera insidia restano le bombe, quei maledetti ordigni rudimentali piazzati al bordo della strada e praticamente invisibibili (per non parlare di quando si affronta il deserto). I “Lince” sono adattati per resistere, ma ci sono dei limiti. Generalmente la carica di esplosivo raggiunge i cinque, sei chili. Le ultime bombe assassine  contenevano sessanta chili di tritolo, un’enormità. E allora non c’è difesa. […]

  26. Ancora sangue italiano in Afghanistan | scrive:
    giugno 8th, 2013 alle 12:35

    […] Uscire dalla base a bordo di un Lince […]

Commenti