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Ferragosto, la festa che non c’è

By pino scaccia | agosto 15, 2009

Faccio questo mestiere fin da ragazzo e dunque sono cresciuto senza considerare date nè orari. Non contano le feste ma quando sto a casa, non parliamo poi del mito del fine-settimana: ho cominciato con lo sport ed erano proprio i giorni di maggior lavoro. Quanti Natale, ma soprattutto Capodanno ho passato lontano fra tsunami e terremoti e guerre. Figuriamoci se posso celebrare il Ferragosto, una festa che non c’è. L’estate scorsa stavo in Georgia circondato dai carri armati russi. Ricevo auguri dagli amici e mi viene da ridere: può essere una festa l’esaltazione delle vacanze, la ritualità allucinante dell’esodo? Ho una specie di repulsione per Ferragosto: gli ultimi li ho passati in Iraq e in Afghanistan a sessanta gradi all’ombra, una sofferenza. Due soprattutto non posso dimenticarli, fanno parte della mia vita. Quello di cinque anni fa, quando ho trovato e perso Enzo Baldoni, e quello dell’anno prima, il 2003 sicuramente il peggiore della mia vita. Stavo a Nassiryia: il giorno dopo il Ferragosto, il 16, sono tornato a Baghdad e sulla strada ho rischiato di stroncare per sempre il volo del gabbiano, mai sono stato così vicino alla morte. Il giorno prima, il 15, era stato un giorno terribile: avevo scritto il post più rabbioso e doloroso che abbia mai scritto. “Ma che Paese è dove anche gli animali hanno paura?” annotavo, Quel giorno ho odiato l’Iraq e anche il mio mestiere, mai successo. Stavo proprio male.

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Topics: baldoni, iraq, tribù | 11 Comments »

11 risposte per “Ferragosto, la festa che non c’è”

  1. Meri scrive:
    agosto 15th, 2009 alle 15:35

    Piccolo Harpo….
    sai quanto ti capisco, pì e quanto mi tocchino nel profondo certe cose che scrivi….
    infatti niente email di auguri a ferragosto… solo affetto e vicinanza, anche in silenzio.
    Soprattutto lontani da certa follia vacanziera coatta….

  2. Flavia scrive:
    agosto 15th, 2009 alle 18:31

    Semplicemente bellissimo…

  3. Perfidio Vitelli scrive:
    agosto 15th, 2009 alle 19:37

    Pino Scaccia, mi sai dire che fine ha fatto Gianni Riotta?

  4. pino scaccia scrive:
    agosto 16th, 2009 alle 10:33

    Ricordo che questo non è un ufficio informazioni. Comunque è notizia nota, notissima: Riotta è il direttore del Sole 24 Ore.

  5. pipistro scrive:
    agosto 16th, 2009 alle 12:42

    ciao Pino, grazie perché trascurando le insipide gesta della bolgia vacanziera italica dedichi sempre l’ennesimo inutile ferragosto ad un pensiero per il paradiso dei cagnetti ?

    PS mi sai dire che fine ha fatto l’uomo ragno? 😉

  6. pino scaccia scrive:
    agosto 16th, 2009 alle 13:56

    !!! la fine di tutti quelli che si arrampicano per i palazzi….

  7. Toni scrive:
    agosto 16th, 2009 alle 14:39

    ferragosto è una festa molto significativa. E’ uno spartiacque nel mare dell’ordinario, come lo è capodanno durante la stagione fredda.
    Dovrebbe indurre a meditare sul tempo che passa. In questo ci aiuta il pensiero dell’assunzione in Cielo di Maria Nostra Madre Immacolata, anticipatrice di un destino a cui tutti siamo chiamati.

  8. Stella scrive:
    agosto 16th, 2009 alle 16:51

    Le mie vacanze sono finite. Me le sono godute fino in fondo perchè chi mi conosce sa che la scorsa estate l’ ho trascorsa tra ansie e paure, dovute alla lontananza della persona che amo, in missione in Afghanistan. E quasi sicuramente l’ estate prossima sarà di nuovo lì. Allora meglio vivere il presente…
    Torno e leggo questo post. Che dire… Ho letto entrambi gli articoli linkati. Credo non si possa immaginare cosa si prova se qualcuno ti spara addosso, se non vivi realmente quella situazione. Forse in pochi attimi vedi passare dinanza agli occhi tutta la tua vita, tutto ciò che avresto voluto fare e non hai fatto. Poi si tira un sospiro di sollievo. In questi 20 giorni di vacanze sono stata lontana dalla tv, so poco di ciò che è successo nel mondo…ma quel poco basta. Nulla è migliorato. Molto va peggio. Però mi piace leggere queste tue righe, perchè trasudano della tua umanità, quella che non sempre riesce a venir fuori. Invece soprattutto il secondo post linkato, apre un orizzonte di te noto a pochi. Un abbraccio, Pino, come se fossi tua figlie. Cercherò di recuperare tutti i post che mi sono persa!

  9. ceglieterrestre scrive:
    agosto 16th, 2009 alle 19:47

    Per me è solo prendere aria pulita e tanto silenzio, anche se i rischi sono molti, altro che festa! Anche se fatico dove mi trovo per tenere tutto sotto controllo, avevo bisogno di aria…solo aria pulita e non ho le grate alle finestre.Se vedete l’uomo ragno qui me ne servono un paio.Un caro saluto 😉

  10. william scrive:
    settembre 17th, 2009 alle 17:35

    sentite tutti criticano feragosto ( e penso sinceramente con molto rispetto epr loro che sono degli stupidi) ferragosto per me e’ una bellissima festa, ricorda una guerra solo che invece del piombo si usa aqcua che non fa male a nessuno, certo qualcuno la prende troppo sul serio e butta palloncini di acqua nelle case di persone anziane o di persone cmq che non istigano a farlo, capiso se qualche vecchio dice “ragazzini tornatevene a casa , non rompete le ………..” ( e sinceramente anche se no lo faccio vorrei buttargli un palloncino di acqua addosso), voi grandi in un certo senso specialmene i piu anziani a noi bambini ci impedite di divertirci, ma per esempio mia madre invece di nonf armi fare i gavetoni e’ felice se li faccio dato che mostra l’energia che abbaimo noi bambini in confronto a voi grandi (si intende gli over 18 grandi o quelli che non vanno piu’ a scuola erek’ dal comune sei considerato autonomo quando non vai piu’ a scuola e quindi hai imparato, e per scuola non intendo anche universita ) cmq resta ilf attoc eh per me ferragosto e’ una festa bellissima!! e che chi non e’ bagnato in quel giorno venga bagnato da noi.

    aaaaaa dimenticavo, vi dico che io ho 13 anni per la cronaca

  11. Ferragosto, ma che festa è? « La Torre di Babele scrive:
    agosto 15th, 2012 alle 19:08

    […] di mezza estate è intesa come ricorrenza vacanziera. A parte che personalmente ho sempre lavorato, spesso in posti lontani e difficili, mi dovete dire cosa c’è oggi da festeggiare. C’è una crisi profonda e, a parte i […]

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