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L’addio a Kufa. Poi l’attacco e il rapimento

By pino scaccia | agosto 20, 2009

“Mettiamola così: nelle prossime ventiquattro ore ho la possibilità abbastanza concreta di crepare. Ovviamente non succederà ma, se dovesse succedere, sappiate che sono morto felice facendo quello che più mi piace al mondo: viaggiare in Paesi che non hanno mai visto un turista prima di me”. Enzo Baldoni

 

Quando sta per fare sera, il 19 agosto 2004, saluto Enzo a Najaf. Annoto, cinque anni fa: “Enzo allora mi saluta, mi abbraccia. Norberto mi fa vedere un biglietto con un numero. E’ stato Enzo a metterglielo in tasca, è il suo numero di casa. Allora dico a Enzo: scusa, ma chiama te. E lui, dolcemente: “Ma no, basta che quando sei a Baghdad chiami questo numero. Ti risponde Giusi. Le dici: sono Pino, Enzo sta bene. Tra un paio di giorni ti chiamerà”. Io insisto: chiamala tu direttamente. Lo convinco. Forse da lì chiama anche il “Diario”: sul Thuraya trovo che ha fatto due telefonate. Ha fatto bene”.  La foto che vedete è un documento angosciante: Enzo sta chiamando casa dal mio Thuraya, per l’ultima volta. Non mi piace dormire nella residenza di al Sadr e poi devo montare il servizio per il Tg sull’attacco a Malmudyia. Decido con Norberto di andare. Un viaggio non facile, racconto: “Saliamo sull’auto bianca in cinque. Davanti Mohammed, che guida, e Uday, l’interprete ferito all’andata: ha ancora tutta la faccia piena di sangue. Dietro, un altro miliziano, Norberto e io. Uday ci dice di toglierci gli occhiali da sole e di abbassarci un pò. Mi spiega: “gli arabi non portano gli occhiali neri, li portate solo voi occidentali”. La stanchezza prevale sulla paura e mi addormento. Mi sveglio di soprassalto all’altezza di Malmudyia, dove all’andata ci hanno attaccato, perchè improvvisamente Mohammed lascia la strada principale e fa un giro largo, aggirando la cittadina. Mi allarmo, ma lui mi tranquillizza: “lo facciamo per non avere rogne”. Passiamo così indenni quello che tutti chiamano il crocevia della morte e finalmente arriviamo a Baghdad. Ci lasciano al “Palestine”. Un particolare che resta fra i grandi misteri della vicenda Baldoni: perché con lui, sia all’andata che al ritorno, non hanno evitato l’incrocio? Eppure le guide erano le stesse.  Il giorno dopo, il 20, la colonna della croce rossa riparte, torna indietro. E anche Enzo riparte, ma ancora non lo so e scrivo:  “Sono preoccupato. Aspetto Enzo. Salutandomi ieri mi aveva dato appuntamento a stasera. “Dì a Silvio di prepararmi la cassetta, quando mi ricapiterà più di andare in televisione?” Silvio e’ il montatore. Enzo gli aveva chiesto la cassetta con la sua intervista. Silvio l’ha preparata, ma Enzo non si fa vivo. Mi arriva una telefonata da Roma, dalla Farnesina. “Siamo dell’unità di crisi, ha notizie di Enzo Baldoni? E’ sparito”. Gli dico che l’ho lasciato lì  a Kufa. Poi chiamo il capomissione De Santis, ma ha il telefono staccato. Allora chiamo la Croce Rossa a Roma. Centofanti, il portavoce,  mi dice: “La colonna è rientrata regolarmente a Baghdad, tutto a posto”. Tutto a posto niente, maledizione. Il rapporto del capomissione è falso. Non si saprebbe mai la verità se nella colonna non ci fosse, nascosta, anche una blogger irlandese. Racconta del secondo attacco a Malmudyia,  del rapimento di Baldoni e dell’uccisione di Ghareeb, l’autista e amico di Enzo. L’attacco raccontato da Helen Williams: tutta la verità

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Topics: baldoni, iraq | 13 Comments »

13 risposte per “L’addio a Kufa. Poi l’attacco e il rapimento”

  1. ceglieterrestre scrive:
    agosto 20th, 2009 alle 21:54

    Gabbiano questo tuo racconto angosciante, mi ha fatto tornare in mente quando negli anni 60 da sola a bordo della mia fiat 850 da Damasco sono andata a Baghdad. Solo adesso mi rendo conto come sono stata incoscente. Potevo sparire come un granello di sabbia e nussuno avrebbe mai saputo più nulla di me.

  2. Tito scrive:
    agosto 20th, 2009 alle 22:03

    Apprezzo che Pino Scaccia abbia pubblicato questo toccante ricordo del suo ultimo colloquio con Enzo Baldoni, ma sono sbalordito dal fatto che nessuno commenta.
    Sono bastati cinque anni perché tutti gli assidui corrispondenti di allora cambiassero ordine di interessi?

  3. lorena scrive:
    agosto 21st, 2009 alle 13:01

    non dimentico , ho un ricordo vivo di quei giorni, della sofferenza provata in attesa della sua liberazione, della liberazione di Enzo, che non conoscevo ma che ho imparato ad amare poi ,leggendo nel suo blog, ricordo un telegiornale allucinante di Emilio Fede che con rabbia si era scagliato contro di lui accusandolo di essere andato in un posto che era stato vietato , con battute mortificanti , risento il mio dolore per quello che veniva detto , sia per lui sia per la Sgrena, dove un nostro eroe ha perso la vita Lipari
    Spero che il suo corpo venga trovato dando degna sepoltura vicino ai suoi cari, anche se credo che a lui importasse poco . Era un pensatore libero .
    Pino grazie di ricordarcelo ciao

  4. Giorgius scrive:
    agosto 22nd, 2009 alle 12:27

    [OT] USA: Ancora misterioso il recente caso del presunto parapendista avvistato da alcuni piloti di linea, nei cieli ferragostani dell’aeroporto JFK…

    Leggi:
    http://www.nbcnewyork.com/news/local-beat/Delta-Pilot-Spots-Mysterious-Paraglider-at-JFK-Officials-Baffled.html

    Video YouTube:
    http://www.youtube.com/watch?v=FJOc8VRmbyM

  5. Tytty scrive:
    agosto 23rd, 2009 alle 16:16

    forse Tito…per alcuni di noi è sempre molto doloroso mettere in piazza certe emozioni..tutto qui.

  6. nupi scrive:
    agosto 23rd, 2009 alle 17:10

    @Tito
    Lascio che le tue parole,acide e provocatorie,si perdano col vento della sera…
    Enzo è nei nostri cuori, di lui ci restano il sorriso e le parole di Pino (grazie)…

  7. Maria scrive:
    agosto 23rd, 2009 alle 18:14

    Grazie per aver pubblicato questa pagina così toccante e così personale

  8. Arcroyal scrive:
    agosto 24th, 2009 alle 11:24

    @ Tito

    Bella sassata in piccionaia. Le prefiche si sono alzate subito in volo.

  9. Meri scrive:
    agosto 24th, 2009 alle 14:05

    http://files.splinder.com/603dd2136deb7606215d8b500a2f835a.jpeg

    😀

  10. nupi scrive:
    agosto 24th, 2009 alle 17:48

    @Arcroyal
    Forse della piccionaia sei parte in causa…
    Le prefiche-coloro pagate per piangere ai funerali-non ci sono perchè Enzo amava la vita e solo la vita.
    Mi chiedo,quelle rare volte che leggo un tuo intervento, quanto debba essere tu satollo di “velenose parole” e di intenzioni offensive… e provo una sommessa pietas…
    buona serata a tutti

  11. pipistro scrive:
    agosto 25th, 2009 alle 19:39

    (…)

  12. Andres Rodrigo Lopez scrive:
    agosto 26th, 2009 alle 17:54

    Ovviamente l’anno e’ il 2004 non il 2003!
    Gabbiano distratto.
    :o)
    Zepol

  13. pino scaccia scrive:
    agosto 26th, 2009 alle 20:00

    giusto! corretto

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